Come smettere di giudicare

Come smettere di giudicare

Giudicare è l’azione più semplice in assoluto. Tutti lo facciamo costantemente e ripetutamente. Critichiamo, diamo la nostra opinione, definiamo gli altri e noi stessi. Il problema è che il nostro giudizio è un punto di vista parziale e limitato, che non si cura delle sfaccettature della realtà. Così inquiniamo le nostre relazioni e il nostro cuore. Perdiamo il fascino dell’osservazione e finiamo intrappolati nei nostri stessi giudizi. Infatti chi è molto critico verso gli altri è duro anche nei proprio stessi confronti. Il bisogno di giudicare deriva da profonda insicurezza e incapacità di accettare il presente. In questo articolo voglio che tu sappia come smettere di giudicare per eliminare sofferenza per te e per chi ti circonda.

In un altro articolo avevamo parlato della paura del giudizio e di come liberarsene. Tale paura nasce all’interno di modelli educativi che danno amore e approvazione solo a chi si comporta in un determinato modo. I bambini e i ragazzi diventano così dipendenti dal giudizio degli altri e dalla loro approvazione e diventano loro stessi giudici implacabili degli altri e del proprio modo di comportarsi. Così accade che la maggior parte di noi teme il giudizio come la peste, ma allo stesso tempo è giudice di tutto e di tutti. In altre parole, ci accorgiamo del male che gli altri ci fanno, ma ci dimentichiamo di essere noi i primi responsabili dell’altrui sofferenza.

Che cosa c’è che non va nel giudizio?

Il giudizio è di per sé una grande possibilità, poiché ci consente di interpretare il mondo. Ci permette di comprendere la realtà in modo da sopravvivere al meglio. Ma ha tantissimi difetti, alcuni dei quali elencherò qui sotto:

  • offre una visione parziale e quindi distorta della realtà. Infatti chi giudica lo fa secondo una particolare visione del mondo e le proprie convinzioni personali. Il giudizio non è mai puro e oggettivo, ma sempre inquinato da considerazioni di parte;
  • è una proiezione dell’insoddisfazione di chi lo esprime. Chi giudica, solitamente emette un verdetto nei confronti di qualcosa che non gli piace. Trova negli altri quello che considera un difetto o un vizio, ma in realtà proietta nell’altro il rifiuto per una parte di sé;
  • alimenta conflitti. Gli ambienti dominati dal giudizio sono terreno di costante lotta;
  • deriva generalmente da rabbia o paura;
  • discende da una resistenza nei confronti del momento presente;
  • causa sofferenza in chi lo riceve (soprattutto se questo è insicuro);
  • è un segno di bassa autostima. Non a caso una delle soluzioni per essere meno giudicante è aumentare il tuo amor proprio.

In breve, si potrebbe dire che la tendenza a giudicare dipende dall’incapacità di accettare se stessi e dal bisogno di proiettare sugli altri le proprie insicurezze e insoddisfazioni. Che bisogno hai di giudicare se ritieni che tutto vada bene e accetti tutto incondizionatamente? Nessuno. Il fatto è che è difficile accorgersi di come il giudizio sia un problema di chi lo formula e non di chi lo riceve. Inoltre giudicare può trasformarsi in una cattiva abitudine difficile da eliminare. Il costo di questo vizio è salato: aumenta l’insoddisfazione e il desiderio di lamentarsi e si crea sofferenza dentro e fuori di sé.

Come smettere di giudicare?

Continua a leggere se vuoi sapere come smettere di giudicare! Innanzitutto, la prima cosa che devi fare è notare quanto il giudizio permea la tua vita. Quante volte ti capita di unirti ad un coro di pettegolezzi? Quante volte ti lamenti per il carattere odioso di un tuo conoscente? Infine quante volte giudichi te stesso? Il problema del giudizio infatti si pone sia nel rapporto con te stesso che con gli altri. Non sottovalutare la tua partecipazione al giudizio: spesso potresti giudicare inconsapevolmente e senza pensarci. Una volta che avrai notato i tuoi comportamenti, puoi passare alla fase pratica.

Premetto che smettere di giudicare è un processo lento. Infatti il tuo lavoro consiste in un vero e proprio cambio di paradigma. Non puoi pretendere risultati straordinari da un momento all’altro. Devi avere pazienza e perseverare: i frutti del tuo impegno saranno meravigliosi. In ogni caso, per quanto possa apparire complicato nella pratica, smettere di giudicare dipende quasi esclusivamente dalla tua forza di volontà nell’applicare il concetto di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo.

Come smettere di giudicare nella pratica?

Nella pratica, per smettere di giudicare devi lavorare sull’osservazione. Quest’ultima è l’unica alternativa al giudizio. Osservare vuol dire guardare la realtà in modo diretto, senza la mediazione della mente. La tua mente tende a formulare in continuazione giudizi. Non è abituata ad osservare. Per questo devi allenare la tua consapevolezza in modo da abituare la mente a cambiare modalità. Per farlo, meditare ti può essere di enorme aiuto. Ma ciò di cui parlo non è la classica pratica meditativa solo in una stanza (che puoi comunque fare a tuo beneficio). Intendo che nelle tue faccende quotidiane e soprattutto nelle relazioni con gli altri devi cercare di rimanere presente.

Rimanere presente vuol dire non farsi assorbire dal traffico di pensieri nella tua testa. Significa connettersi con ciò che sta accadendo. Nei rapporti con gli altri significa ascoltare in silenzio, eliminando la vocina dentro di te che giudica continuamente. Nelle tue attività vuol dire non identificarti con i tuoi pensieri e rimanere connesso con ciò che stai facendo. Se il giudizio porta rabbia, rancore e conflitto, l’osservazione porta pace, compassione e gratitudine. Se smetterai di giudicare, potrai accettare tutto, anche ciò che la tua mente considera insostenibile. Infatti è chiaro che con la mente non potrai mai amare un criminale o un terrorista e lo giudicherai sempre impietosamente. Al di fuori della mente, c’è spazio per avere compassione anche per il dittatore più sanguinario.

Una soluzione complementare

Oltre ad iniziare ad osservare, puoi adottare un’ulteriore soluzione per essere meno giudicante. Dato che il giudizio corrisponde alla non accettazione, dovresti aumentare la tua capacità di accettare te stesso e gli altri. Per farlo, devi migliorare la tua autostima. Non mi dilungherò a lungo su questo poiché ho già scritto un articolo al riguardo. Voglio soltanto invitarti ad amare te stesso incondizionatamente e a smettere di focalizzarti sui tuoi difetti. Accetta le tue debolezze. Ricorda che quando giudichi, spesso non fai altro che proiettare la tua incapacità di accettare te stesso sugli altri. Non finire vittima del meccanismo delle proiezioni.

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Come raggiungere la pace interiore

Come raggiungere la pace interiore

La pace interiore è l’unica cosa di cui hai davvero bisogno. Se stai cercando disperatamente ricchezza, fama e abbondanza, fermati un attimo a pensare. Perché cerchi tutte queste cose? Senz’altro credi che esse possano essere una fonte di felicità. Ma la verità è che gli ottenimenti esterni ci possono dare soltanto un sollievo temporaneo dalla nostra sofferenza. Ma la nostra insoddisfazione è sempre pronta a riaffacciarsi. Come possiamo colmare il nostro vuoto esistenziale? Come possiamo, in breve, raggiungere la pace interiore? In questo articolo voglio parlare proprio di questo. Ti suggerirò delle strategie efficaci per realizzare questo obiettivo.

La nostra mente è così impegnata a risolvere problemi e a cercare la felicità all’esterno da dimenticare che esiste una dimensione più profonda, dove risiede la vera pace che tutti agogniamo. Addirittura, sembra che la felicità sia sempre un obiettivo secondario. Quando infatti siamo felici, riusciamo a farci portare via la nostra serenità dalle più piccole sfide. È come se fuggissimo in continuazione nella tana del lupo. Nonostante ciò sia doloroso, preferiamo i problemi alla nostra pace. Ci diciamo che non possiamo rimanere calmi di fronte ad una situazione difficile. Quando un problema si presenta, ne facciamo una tragedia e gettiamo al vento la nostra felicità.

Come raggiungere la pace interiore in 3 mosse

Premetto che “raggiungere” la pace è una concessione linguistica o una semplificazione. Infatti essa non è una meta da inseguire o una destinazione particolare. È, semplicemente, la natura del nostro Io. In altre parole, la felicità è la nostra essenza. Nel fondo del nostro cuore, nulla ci manca, né abbiamo bisogno di alcunché. Siamo completamente soddisfatti e completi. Non abbiamo desideri o mancanze da colmare. Non c’è alcuna lacuna nel nostro animo. Il problema è che la nostra mente e i condizionamenti socio-culturali ci fanno dimenticare questa meravigliosa verità. Così finiamo per oscurare la nostra pace, inquinandola con cose non necessarie. In particolare, lasciamo che la nostra mente ci possegga e ci fidiamo dei pensieri che essa ci suggerisce.

La mente, infatti, serve per la nostra sopravvivenza e vive di bisogni e desideri. Ma noi non siamo la nostra mente. Essa è una preziosa risorsa, la cui attività è fondamentale e ci può persino garantire benessere. Ma quando la mente diventa un’entità, ovvero ci identifichiamo con i suoi contenuti, accade che creiamo una storia. Costruiamo una personalità e un carattere. Assumiamo un punto di vista parziale e limitato. Così ci perdiamo nel sogno della realtà e crediamo di essere il personaggio dei nostri sogni. La sofferenza nasce proprio qui e la felicità si allontana da noi. Come puoi raggiungere la pace interiore ora che sei immerso in un sogno che sembra senza via di uscita? Voglio rispondere a questa domanda proponendoti 3 mosse per aiutarti a recuperare il “tesoro” perduto.

1) Chiediti qual è la tua vera natura

Il modo più semplice per uscire da un sogno è svegliarsi. Per smettere di soffrire hai bisogno di realizzare la tua vera natura. Devi capire chi sei veramente, dietro tutte le maschere, le apparenze, le forme e la tua storia. Tutte queste cose non fanno parte della tua reale identità, poiché sono temporanee manifestazioni. Il tuo corpo cambia in continuazione, i tuoi pensieri vanno e vengono. La tua storia personale non è altro che una costruzione mentale: può essere duro da credere, ma le tue vicende non esistono nel qui e ora. Esse sono solo il riflesso del passato, che non esiste più. Il passato e il futuro e, in ultima analisi, il tempo, sono illusioni della mente. Dopotutto, riesci ad indicarmi qualcosa di simile al tempo nella tua esperienza?

Qual è l’elemento immutabile alla base della tua esperienza? C’è qualcosa che al variare di tutto rimane sempre uguale a se stesso? Se ti fermi un attimo, la risposta affiorerà naturalmente dentro di te. L’elemento immutabile è l’Io. Ciò a cui tu ti riferisci con l’Io, privato di qualsiasi oggetto o riferimento, è la tua unica essenza. Il problema è che quest’Io viene continuamente mescolato con pensieri, emozioni e sensazioni. Così, la mente assorbe l’Io nel suo vortice e si crea un’identità, comunemente definita ego, oppure personalità, o storia personale. L’ego, in realtà, non esiste: nasce semplicemente dall’errata identificazione del tuo Io con gli oggetti della tua esperienza. L’unica cosa che esiste realmente è l’Io separato dal contenuto dell’esperienza. Questo Io è pura consapevolezza, fatta di pace e completezza. Ed è con questa che devi riconnetterti per raggiungere la felicità.

2) Riconnettiti con la tua essenza

Realizzare la propria vera natura richiede impegno e forza di volontà. Anche se ti convincerai intellettualmente di essere pura consapevolezza, ciò non sarà sufficiente a donarti la pace interiore. È fondamentale che la tua realizzazione derivi dall’esperienza diretta. Non devi trasformare questa verità in un dogma spirituale o religioso. Finché crederai soltanto di essere consapevolezza, ciò ti servirà poco. Infatti non è la mente che deve capire, ma è la tua coscienza che deve riunirsi a se stessa. Per farlo, devi capire che la tua mente è più un ostacolo che un aiuto in questo processo. La mente è, in qualche modo, una negazione della tua vera essenza, per cui le sue convinzioni e credenze ti impediranno di realizzare subito la tua natura. Per questo è essenziale che tu decida di riconnetterti con il tuo Io senza pretese né preconcetti.

La “riconnessione” o ritorno all’Io è un procedimento spontaneo con cui la coscienza diviene consapevole di se stessa. Non puoi interferire con la mente in questo percorso. L’unica cosa che puoi fare è porti delle domande. Chiediti “chi sono io?“, “chi è consapevole dei miei pensieri?”, “sono consapevole?”, in modo da dirigere la tua consapevolezza all’esperienza di se stessa. Questo processo è una “non-pratica”: l’unica cosa che devi fare è essere, senza sforzo o partecipazione della mente. E mentre sei, attendi la risposta (senza nessun atteggiamento di anticipazione). L’esperienza di “essere consapevole di essere consapevole” (cioè della tua essenza), se protratta nel tempo ti permetterà di conoscere l’Io in modo chiaro e diretto.

3) Realizza la tua vera natura

Se ti connetterai con il tuo Io con sufficiente volontà e impegno, il tempo ripagherà i tuoi sforzi. Realizzerai la tua vera natura, e ciò eliminerà tutta la tua sofferenza e ti farà riscoprire la pace interiore. Infatti tutta la sofferenza e l’infelicità derivano dall’inconsapevolezza dell’Io, che si è dimenticato della propria reale identità ed è in cerca di se stesso: l’Io cerca dappertutto finché non “guarda” dentro se stesso e si “ricorda” di chi è. È come l’attore di un film: quando costui fa la parte, si “dimentica” di essere l’attore per ricoprire il ruolo del personaggio. Quando il film finisce, l’attore torna consapevole di chi è veramente. Nel tuo caso, prima che finisca il film (cioè prima di morire!) hai l’opportunità di ritrovare te stesso. L’Io contiene in sé tutto ciò di cui hai bisogno: pace, amore, saggezza e soddisfazione.

Molte tradizioni chiamano la realizzazione del proprio vero Sé “Illuminazione” o “Risveglio”. Ma a dispetto dei nomi, ciò che devi sapere è che non devi fare altro che indagare il tuo Io in modo da consentirgli di diventare consapevole di se stesso. In realtà l’Io è sempre consapevole di sé, soltanto che l’assorbimento nei contenuti dell’esperienza e nella mente nasconde questa realtà. Essere illuminati vuol dire semplicemente accorgersi di aver guardato la realtà da un punto di vista sbagliato. Non è un particolare stato di coscienza o un’esperienza mistica; è semplicemente la consapevolezza chiara e diretta della propria essenza reale. Eppure è una realizzazione sufficiente ad eliminare la sofferenza e a raggiungere la pace interiore.

Come raggiungere la pace interiore nella quotidianità

Abbiamo parlato abbastanza di connessione con la tua vera natura. Ma è chiaro che nel frattempo vorresti che la tua vita migliorasse da subito. Non a caso il percorso verso l’Illuminazione richiede perseveranza e pazienza, e per questo non è assicurato che chiunque la cerchi la raggiungerà. Ma è comunque possibile incominciare a goderti la vita in pace e serenità anche senza essere completamente illuminato. Il mio invito è quello di seguire in ogni caso la strada della ricerca di sé per comprendere la tua natura. Ma dato che voglio rispondere a tutte le tue esigenze, ti proporrò alcuni rimedi al tuo malessere e delle strategie per iniziare a sentire da subito un po’ di sollievo.

Allo stesso tempo voglio essere sincero con te: i rimedi a breve termine non possono assicurarti una felicità permanente. Finché non troverai la tua vera natura, la vita continuerà a lanciarti delle sfide, perché tutto l’universo “complotta” per farti crescere e per farti realizzare chi sei veramente. In ultima analisi, l’illuminazione è l’obiettivo finale di tutti gli esseri umani, anche se alla maggior parte di noi sembra una “meta” distante e irraggiungibile, riservata a pochi eletti. A parte il fatto che non è una meta ma un ritorno, la realizzazione del tuo vero Sé è l’unica garanzia certa della tua pace e della tua felicità. Nel frattempo che cerchi di riconnetterti all’Io, voglio comunque darti dei consigli che potrebbero davvero esserti di aiuto nella tua quotidianità.

Fai della pace la tua priorità numero uno

Se soltanto desidererai la pace, ciò sarà sufficiente ad aumentare il tuo livello di felicità. Infatti il problema della maggior parte di noi è che ci dimentichiamo della serenità. Ci facciamo assorbire da problemi e sfide costanti e ci torturiamo a cercare soluzioni. La nostra pace scompare improvvisamente dal nostro cuore e iniziamo a soffrire. Per questo ti dico una cosa: se vuoi essere in pace, fai di essa la tua priorità numero uno. Ripetiti che qualunque cosa succeda, rimarrai sereno. È una questione di volontà. Se avrai una priorità nella mente, ti ricorderai più spesso che è bene che tu rimanga in pace.

Chiunque incontri, qualunque evento ti capiti, decidi di stare nella pace. È una tua decisione. È bene che ribadisca la tua scelta ogni volta che ne hai l’opportunità. Quando la tua mente è libera di vagare, ricordati della pace. È chiaro che se ti farai assorbire continuamente da pensieri negativi ti scorderai della tua priorità e lo stress si impadronirà di te. Ovviamente, è necessario che ti ami a sufficienza in modo da riuscire a considerare la tua pace come più importante di tutto. Se la tua autostima sarà insufficiente tenderai a mettere sempre per primo il bisogno di compiacere gli altri per paura di essere rifiutato. E ciò sarà un enorme ostacolo alla tua serenità. Ti invito a leggere il mio articolo sull’autostima per migliorare in questo campo.

Rinuncia al superfluo e impara a dire di no

Rinunciare al superfluo è un modo davvero efficace per ottenere pace nella tua vita. Pensa a quante cose inutili fai e che potresti eliminare. Rinuncia ai conflitti. All’inizio sarà doloroso accettare di non difendersi dagli insulti, di non proteggere il proprio punto di vista, di rendersi vulnerabile agli attacchi. Ma a lungo andare, in questo modo otterrai la pace. Dopotutto come fai ad essere in pace se sei costantemente in guerra con gli altri? Ricorda che in fondo tu sei al sicuro e non hai bisogno di proteggerti. Anzi, è proprio l’atteggiamento passivo-aggressivo un segno di debolezza e insicurezza. Non lasciare che gli altri ti tolgano la pace.

Rinuncia alle attività inutili. Potresti renderti conto che la tua vita è piena di piccole faccende che non ti danno nulla di concreto e non contribuiscono alla tua crescita. Magari esci con degli amici che non ti offrono una compagnia ottimale: taglia. Non hai bisogno di essere scortese: basta che dica che hai bisogno di tempo per te. Abbi il coraggio di dire di no: alle persone, agli oggetti, alle attività. Non puoi fare tutto: nella vita hai bisogno di selezionare ciò che fa per te. Ciò che ti fa stare male o ti toglie serenità va eliminato. Non consentire alla paura del giudizio di sottrarti la pace. Se vuoi (o non vuoi) fare qualcosa in nome del tuo benessere, scegli ciò che ti fa stare bene. Non puoi vivere in balia di quello che pensano gli altri. Anche in questo caso potresti aver bisogno di una botta di autostima.

Vedi i tuoi problemi da un’altra prospettiva

Uno dei motivi più ricorrenti dell’infelicità delle persone è l’incapacità di affrontare i problemi in modo distaccato e serafico. La maggior parte di noi si fa letteralmente soffocare dalle sfide della vita. Per la nostra mente è tutto questione di vita o di morte. Non devi assolutamente fidarti di ciò che ti dice la mente. Devi essere in grado di capire che i problemi fanno parte della vita, per cui non ha senso perdere la calma per affrontarli. Qualunque sia il tuo atteggiamento, dovrai avere a che fare con delle sfide. In qualunque situazione o area del mondo ti trovi, devi affrontare dei problemi. Ma ciò non deve farti sentire depresso. Anzi, tu puoi vedere i tuoi problemi come opportunità per la tua crescita e per espandere la tua zona di comfort.

La vita è fatta per sfidarci, per valutare quanto siamo preparati ad elevare la nostra consapevolezza. Non puoi rimanere al riparo dalle sfide. Per questo devi cambiare prospettiva e godere dei tuoi stessi problemi in quanto possibilità di maturazione. Le sfide sono delle prove da affrontare con calma e serenità. Inoltre, considera i tuoi problemi da una prospettiva più ampia. Ciò per cui ti preoccupi così tanto è davvero importante? Dopotutto, per quanto possa sembrarti macabro, ricordati che devi morire. Il memento mori è un efficace strumento per farti rendere conto che qualunque cosa tu faccia, alla fine la morte verrà a prenderti, per cui è meglio che ti goda la vita che ti rimane. In un’ottica più ampia, tutte le preoccupazioni sono del tutto inutili e insignificanti, poiché alla fine il destino di tutti è la dissoluzione della nostra forma umana.

Come raggiungere la pace interiore in sintesi

In breve, per raggiungere la pace interiore il modo più diretto ed efficace è realizzare la natura del tuo Io per eliminare tutta la sofferenza. Ma ti ho spiegato che puoi seguire anche altre strategie per vivere sereno nella vita di tutti i giorni. Qualunque strada tu decida di seguire, ricordati sempre che la pace è sempre dentro di te, per cui se sarai davvero intenzionato a sentirla, essa ti illuminerà con la sua bellezza. Un ultimo modo per raggiungere la pace interiore è disintossicarsi. In poche parole, devi smettere di seguire tutto ciò che la società ti propone. Spegni la televisione per evitare di farti contaminare dalla negatività. Metti in dubbio gli ideali di massa: la società vende dei bisogni inesistenti. Ti fa credere di aver bisogno di comprare, consumare e conquistare mete, quando l’essere umano è completo già di per sé e non ha bisogno assolutamente di nulla.

Non cadere negli inganni della società, poiché la stessa società è, ahimè, malata di nevrosi, è perennemente insoddisfatta e infelice e ti vende la menzogna che tu debba desiderare qualcosa per essere felice. L’unica cosa di cui hai bisogno, in realtà, è la pace interiore, che non può essere colmata da nessun oggetto, relazione o attività. Solo tu puoi colmare questo bisogno, nutrendoti di amore. Ciò che manca oggi, in effetti, è proprio l’amore: per questo siamo tutti esseri incompleti in cerca di qualcuno che ci comprenda e ci dia affetto e di qualcosa che colmi la nostra insoddisfazione. Ma è solo nell’amore che tutti i bisogni e le paure si dissolvono. Ama e non desidererai più nulla. Non credere più a niente: fidati solo dell’amore e fatti guidare da esso nella pace.

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Perché non sei felice?

perché non sei felice?

Perché non sei felice? Che cosa ti impedisce di essere soddisfatto della tua vita? C’è un elemento che viene spesso sottovalutato quando si parla di felicità. Si tratta di un fattore davvero fondamentale e ignorarlo potrebbe essere una delle cause principali della tua insoddisfazione. Voglio rivelarti questo piccolo segreto, perché potrebbe accenderti una lampadina. Se seguirai questo semplice consiglio tu e la felicità non sarete più degli sconosciuti distanti mille miglia.

Perché non sei felice? Forse ignori i tuoi sentimenti

Perché non sono felice? Questa è una domanda ricorrente nelle nostre vite. Ma difficilmente arriviamo ad una risposta definitiva. Infatti quando ci sentiamo tristi, siamo diventati esperti a nascondere il nostro malessere. Anziché indagarne le cause, lo rifuggiamo senza pensarci due volte. Abbiamo paura dei sentimenti negativi. Anzi, li disprezziamo e vorremmo scomparissero dalle nostre vite. Il problema è che ignorando il problema, questo non si dissolve. Anzi, si presenta più forte di prima.

Che cosa succede se ogni volta che un’emozione si presenta la nascondiamo? Accade che rimane sepolta da qualche parte dentro di noi. Dunque, essa riemergerà in futuro molto più semplicemente. E se la ignoreremo ancora, si accumulerà un altro po’. Finché non diventerà insostenibile e non potremo più lasciarla perdere. Nascondere le emozioni non è da persone mature, e nemmeno da persone forti. Piuttosto, è una debolezza, poiché esprime la mancanza di coraggio nel vivere il “negativo” in quanto doloroso.

Perché non sei felice? Una questione di connessione

Una delle cose che ho imparato ultimamente e che voglio condividere con te è questa: la felicità è una questione di “connessione“. Tutti noi siamo così distratti da essere completamente disconnessi dalla nostra natura. E ciò è causa di enorme sofferenza. Quando un’emozione “negativa” come la tristezza si presenta, la ignoriamo, dedicandoci ad altro. Pensiamo che distrarre la nostra mente sia un buon modo per allontanare il malessere. Ma in generale questo non è un modo efficace per gestire le emozioni.

Infatti non è pensabile che la nostra salute spirituale e il nostro benessere emotivo possano essere al top se ci trascuriamo sistematicamente e ogni giorno che passa ignoriamo sempre di più i segnali del nostro corpo. Dopotutto ci sarà un motivo se un’emozione viene a visitarci? La tristezza non viene per caso. Ha una sua ragion d’essere. Fare finta di nulla o volerla eliminare a tutti i costi non fa che peggiorare il problema. Il fatto è che ignorare le emozioni è un meccanismo di difesa semplice e comodo.

Fermarsi a vivere l’emozione è doloroso. Il fatto è che non ci sediamo mai a riflettere e in questo modo perdiamo la capacità di ascoltarci. Non sappiamo più che cosa vogliamo e finiamo schiacciati dal mondo. Per questo uno dei consigli migliori per essere felice è connetterti con te stesso.

Connettiti con te stesso per essere felice

Ma come faccio a connettermi con me stesso? Per iniziare, quando senti un’emozione spiacevole, visitala. In altre parole, vivila intensamente. Se puoi, lasciala andare. Altrimenti, rimani nell’emozione senza fartene possedere. Osservala per quello che è: un cumulo di sensazioni, pensieri e percezioni. Non esistono emozioni positive o negative di per sé. Il fatto è che al nostro ego non piace essere triste, frustrato o demoralizzato. L’ego si sente minacciato da queste cose. Ma tu non sei le tue emozioni: sei il testimone che le osserva comparire e dissolvere nello spazio della propria coscienza.

Perché non sei felice se non ascolti le emozioni? Perché, semplicemente, ogni volta che ignori un segnale del tuo corpo, ti disconnetti un po’ di più da te stesso. Pensa al tuo corpo come ad un bambino e immagina di essere il genitore. Se tu trascuri il bambino, questo come potrebbe sentirsi? Trascurato. E se trascuri ogni giorno i segnali del tuo corpo, come pensi di poter provare gioia e soddisfazione? Non è possibile. Per questo la felicità è un problema di connessione con te stesso. Ascolta e osserva le tue emozioni e la tua vita migliorerà parecchio. Se non sarai consapevole del tuo mondo emotivo, le emozioni ti schiacceranno e oscureranno costantemente la tua felicità.

Rimani connesso con te stesso

Un altro modo per connetterti con te stesso è dedicare almeno venti minuti al giorno solo per te. Medita, siediti a non far niente, oppure rifletti sulla tua esistenza. La nostra infelicità dipende dalla misura in cui mettiamo a tacere i nostri desideri, magari per paura, o per pigrizia, o perché semplicemente li mettiamo in secondo posto nelle nostre vite. Riflettere o anche solo meditare in silenzio può permetterti di far venire a galla elementi del subconscio di cui non avevi mai tenuto conto. E ciò è un’ulteriore piattaforma di connessione con te stesso.

Se vuoi essere felice, rimani connesso con te stesso il più possibile. Non puoi permetterti di connetterti solo per venti minuti di meditazione o di introspezione. Devi decidere di seguire te stesso in ogni momento. Per farlo, smetti di preoccuparti di che cosa è andato storto, di che cosa fa schifo e di tutte le sciagure che ti capiteranno. Scegli di stare nel presente, accettando tutto ciò che ti accade, anche se la tua reazione istintiva sarebbe quella di resistere e rifiutare ciò che il destino ha in serbo per te. Solo se accetterai il tuo stato presente potrai decidere di cambiare la tua vita

In conclusione

In conclusione, se vuoi essere felice, diventa il tuo migliore amico. Il tuo rapporto con te stesso soffre delle stesse dinamiche delle relazioni con gli altri: se non parli mai con un amico e non ti “connetti” profondamente con lui, è molto probabile che la tua relazione si incrini e l’amicizia non ti farà più sentire felice. Allo stesso modo, nel rapporto con te stesso, devi cercare una connessione profonda, altrimenti tu e te stesso rischiate di rimanere per sempre degli estranei che nemmeno si rivolgono la parola.

Scegli di coltivare il rapporto con te stesso, perché è l’unica relazione che durerà tutta la vita. Puoi decidere di disconnetterti da chiunque, persino da chi ti sta più vicino. Ma non puoi perdere il contatto con te stesso. Se imparerai a conoscerti a fondo, inizierai naturalmente ad accettare le tue debolezze e a valorizzare i tuoi punti di forza. Comincerai a diventare più consapevole delle tue emozioni e dei tuoi pensieri e ne diventerai schiavo sempre meno. Diventerai più dolce e amorevole con il mondo intero, poiché migliorando la relazione con te stesso rifletterai il tuo atteggiamento interiore all’esterno.

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Perché investire su te stesso

perché investire su te stesso

Se esiste una cosa che può migliorarti la vita del 100000%, questa è certamente investire su te stesso. Il lavoro su di sé è in assoluto l’investimento migliore. Non c’è nulla di più utile, produttivo e soddisfacente di migliorarsi. Eppure la maggior parte delle persone non lo fa. C’è chi dice che non ha tempo. C’è chi pensa di essere già realizzato. E c’è chi non è interessato alla “fuffa” della crescita personale. Infine c’è chi è così affezionato al proprio sé di oggi che non ha motivo di cambiarlo. Se ti identifichi con una o più di queste ragioni, sono qui per smontare le tue giustificazioni. Voglio assolutamente motivarti a investire su te stesso. In un’altro articolo ti ho già parlato dei benefici della crescita personale. Ora voglio dirti perché devi assolutamente investire su te stesso e perché nessuna scusa è valida per non farlo.

Perché nessuna scusa può trattenerti dall’investire su te stesso

Te lo ripeto chiaramente: nessuna scusa può trattenerti dall’investire su te stesso. Sì, ma io non ho tempo… Io davvero sto bene così. Perché devo complicarmi la vita con queste stupidaggini? Se hai pensato ad una cosa del genere, avrai notato tu stesso che è un’altra scusa. Siccome sento che il modo in cui sto scrivendo appare pesante e duro, ti spiegherò perché le scuse non tengono. Voglio che tu sappia esattamente quali sono i fattori che ti trattengono dal lavorare su di te. E voglio anche motivarti a intraprendere un percorso di crescita. Ti garantisco che è solo questo il modo per vivere la vita dei tuoi sogni.

A meno che la tua vita ti dia già perfetta felicità, lavorare su te stesso è d’obbligo. Ok, voglio essere più dolce. Lavorare su di te, più che un dovere, è un’opportunità. Un’enorme opportunità. Detto in questi termini, forse ti do un motivo in più per investire su te stesso. Infatti migliorarsi non deve essere un peso. Deve essere la migliore esperienza della tua vita. La crescita è un cammino a volte difficoltoso, ma in fondo sempre divertente e soprattutto sorprendente. La vita è bella perché riserva sorprese, non perché è prevedibile. E la cosa più meravigliosa è che non sai esattamente dove ti porterà il tuo impegno. Puoi intravedere progresso, miglioramento, pace interiore e serenità. Ma non puoi conoscere con precisione la meta. Il percorso, anche in mezzo agli inevitabili ostacoli, è affascinante. Per questo metti da parte le scuse e investi su te stesso.

Non ho tempo: come faccio a lavorare su di me?

Questa scusa non tiene per due ragioni. La prima è che non è vero che non hai tempo. A meno che non lavori 24 ore su 24, almeno venti minuti per te ce li hai. E se non ce li hai, puoi sempre fare spazio. Se non hai spazio, puoi ricavartelo. La seconda ragione per cui non puoi non avere tempo è che la crescita personale può essere svolta in qualsiasi momento. Ok, alcune attività potrebbero richiedere che ritagli del tempo per te. Ma ti garantisco che puoi crescere anche senza cambiare un’acca all’esterno. Puoi continuare a vivere la tua vita di adesso, ma ciò che puoi fare è cambiare dall’interno. Infatti una delle cose più sopravvalutate della crescita personale è il modo in cui si realizza il percorso.

Per crescere infatti non hai bisogno di stare ore e ore ogni giorno a meditare. O a riflettere in continuazione per rielaborare i tuoi traumi. Per crescere hai bisogno di un atteggiamento. Ciò che ti fa maturare è innanzitutto la volontà di migliorarti. E questa è già sufficiente per farti fare dei passi da gigante. Poi è chiaro che la volontà da sola non ti consentirà di realizzare qualunque cosa. Ma è assolutamente indispensabile coltivare questo atteggiamento di “progresso”. Se infatti non hai intenzione di migliorarti, dove pensi di poter andare? A questo punto, se svilupperai il giusto approccio, ti garantisco che il tempo lo troverai. Troverai uno spazio per meditare, uno spazio per riflettere e uno per nutrire il tuo spirito.

Inoltre, imparerai che il miglioramento è in ogni momento e in ogni luogo. Se sarai spinto dalla forza giusta, potrai crescere continuamente: nelle relazioni, nel rapporto con te stesso, nella vita quotidiana. La crescita, ricorda, è fatta di piccoli passi, che ti portano col tempo a risultati inimmaginabili.

Ma guarda te, io sono già realizzato! Perché dovrei investire su me stesso?

Se sei realizzato, vuol dire che hai fatto un percorso di crescita. In questo caso, però, bada bene ad una cosa. La crescita non è un percorso che arriva ad una destinazione. Si tratta di un sentiero infinito, che dura tutta la vita. E meno male che è così! Altrimenti immagina come sarebbe se dopo alcuni anni potessi dire: “Ah, ho finito di lavorare su di me. Non c’è più nulla da fare ora“. Credo che sarebbe abbastanza deprimente… Quindi, qualunque sia il tuo grado di realizzazione, ricorda che puoi sempre fare un passo avanti. Anche se hai ottenuto la pace e non desideri nulla di più, puoi comunque sempre trovare un ambito di miglioramento. In ogni caso, è ovvio che la crescita non deve diventare un’ossessione.

Se sei convinto di essere realizzato senza aver fatto un percorso di crescita… beh, in questo caso ci sono poche possibilità. O sei davvero fortunato e hai ottenuto tutto ciò che desideravi (e questa è un’eventualità rarissima), oppure credi di essere realizzato. In quest’ultimo caso, considera il ruolo dell’autoinganno. Illudersi oggigiorno è più che mai facile. Siamo così distratti da proiettare la nostra felicità sulle cose. E pensiamo che la realizzazione sia il successo materiale o la fama o il semplice possesso di molte cose. La verità è che l’unico successo vero e proprio è il raggiungimento della pace e della serenità. Se sei felice, sei realizzato, altrimenti qual è la sostanza della tua realizzazione?! In ogni caso, dire con certezza che sei realizzato può derivare da una risposta superficiale. Nel fondo del tuo cuore, sei davvero in pace?

Io non sono interessato a questo genere di argomenti… è tutta fuffa!

In questo caso, devo comunicarti una cattiva notizia. Sei in torto marcio se pensi una cosa del genere. Basta un minimo di buonsenso per capire che crescere è il presupposto per una vita felice. Se non vuoi crescere, vuol dire che ti va bene la tua vita di adesso. Ciò implica che stai scegliendo il comfort. Questa scelta è più comoda e sicura, poiché non devi fare letteralmente niente. Ma ti garantisco che startene seduto a leggere non è sufficiente. Non puoi pretendere che i “germogli” della crescita ti piovano addosso. Sei tu che devi scegliere responsabilmente di cambiare. Scordati che il mondo della crescita personale è tutta fuffa. Puoi credere come vuoi, ma in questo caso ti stai tappando gli occhi per non vedere.

Sei troppo duro, Leo! Ok, cercherò di aggiustare il tiro. So benissimo quali sono i fattori che ti mantengono incollato alla tua situazione di adesso. Prima di decidermi finalmente a lavorare su di me, anch’io ero come attaccato ad una forza gravitazionale che mi costringeva nel mio comfort. Perché in fondo il comfort non era così male: avevo numerosi problemi, ma sentivo che risolverli sarebbe stato più faticoso di rimanere nella situazione del tempo. Ma si tratta di un inganno della mente. La tua mente è fatta per la routine, per la monotonia e per non cambiare. Per questo devi essere tu a fare il passo e dire: “Devo cambiare, e lo farò a tutti i costi“. Vedi, non c’è nessuno che ti può prendere per la collottola e costringerti. Anche perché ciò sarebbe solo controproducente. Sei tu che devi deciderti a cambiare prima che sia la vita a costringerti.

Perché investire su te stesso ti salverà la vita

Inoltre, guardando indietro al passato, benedico il momento in cui mi sono deciso a crescere! E non ho assolutamente nulla da rimpiangere. Non dico che non sia stato faticoso e qualche volta doloroso, ma il percorso è stato e continua ad essere meraviglioso. Sono del tutto convinto che la scelta di lavorare su di me sia stata la migliore opportunità che mi sono creato. Ora, voglio dirti che ho solo 19 anni e che tutta la vita è davanti a me. Ma capii che c’era qualcosa che non mi soddisfaceva. Rimasi per molto tempo in un limbo: sapevo che avrei potuto migliorarmi, ma non mi decidevo a farlo. Ero troppo impaurito delle conseguenze. Avevo paura di cambiare. Pensavo che in fondo c’era qualcosa di sbagliato in me e che sarebbe stato troppo difficile migliorarmi. Eppure, in fondo, avevo sempre una speranza che mi illuminava.

Così decisi di seguire quella luce. E la mia vita, pian piano, è migliorata. Il lavoro su di te può davvero salvarti la vita. Può portarti dalla miseria dell’anima alla pace interiore. Ti può risolvere problemi che pensavi fossero irrisolvibili. Sta a te, però, avere fede nel percorso. Finché dubiterai delle tue risorse interiori, ti sarà difficile migliorarti. Ma una cosa è certa: tutto ciò che cerchi è dentro di te. Puoi raggiungere il successo completamente solo, circondato da milioni di persone, se fai l’idraulico o l’ingegnere. Non c’è nessun privilegiato nel mondo della crescita personale. L’unica cosa che conta è la fiducia nella possibilità di maturare. Non ci sono trucchetti o giochi tattici. Puoi soltanto decidere ora di iniziare il percorso. E se l’hai già iniziato, puoi sempre suggellare il tuo impegno promettendoti che continuerai. Io sono qui per motivarti, ma non posso fare il lavoro per te.

Perché devi assolutamente investire su te stesso

Quali sono le ragioni per cui devi assolutamente investire su te stesso? Perché non puoi non intraprendere un percorso di crescita personale? Ecco i motivi:

  • la crescita personale è la tua salvezza;
  • investire su te stesso vuol dire investire sull’unica risorsa che ti accompagna per tutta la vita;
  • migliorarti vuol dire raggiungere il successo personale;
  • il successo personale consiste nella felicità e nella pace, che è l’unica cosa che desideri veramente;
  • maturare ti renderà amabile e apprezzato;
  • i tuoi problemi si dissolveranno alla luce dell’amore e della gioia;
  • comprenderai qual è la tua missione personale e potrai dedicarti agli altri in modo genuino e spontaneo, desiderando il loro miglioramento prima di tutto;
  • troverai te stesso e smetterai di soffrire inutilmente per conservare un’identità illusoria;
  • tantissime altre cose che puoi trovare qui.

I risultati della crescita personale sono davvero dolcissimi. Ricorda però di non farti ammaliare troppo da essi, poiché in tal modo rischieresti di perdere il focus sul percorso. Inoltre pensare troppo a come sarai in futuro potrebbe farti sentire miserabile e intaccare la tua autostima. Quindi il mio consiglio è vivere pienamente la gioia del percorso, senza lasciare che la tua mente vaghi troppo nel futuro.

In bocca al lupo per il tuo percorso di crescita!

Ora che ho smontato tutte le tue scuse, non ti resta che iniziare a crescere. Non aspettare a domani. Continua a leggere il mio blog per un po’ se vuoi. Ma la cosa migliore che puoi fare è smettere subito e cominciare il tuo percorso. Non sai come fare? La prima cosa che devi fare è motivarti. Scrivi su un foglio almeno 10 obiettivi che vorresti ottenere lavorando su di te. Trova la forza interiore per deciderti a migliorarti. Ti ricordo che investire su te stesso è il miglior regalo che ti possa fare. Inoltre, è l’unica cosa di cui hai davvero bisogno. Ciò che cerchi, infatti, è la pace, e se non sarai disposto a faticare almeno un po’ per raggiungerla, come pensi di poterla ottenere?

A questo punto, non posso fare altro che augurarti un meraviglioso percorso di crescita. Iscriviti alla newsletter per ricevere articoli che ti motiveranno e ti terranno motivato sul percorso.

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Come trovare la motivazione

come trovare la motivazione

La capacità di sapersi motivare è una delle chiavi dell’intelligenza emotiva. Se non riesci a motivarti, ciò può influire negativamente sulla tua vita. Ti impedisce di raggiungere i tuoi obiettivi. Ti costringe a procrastinare in continuazione. Inoltre ti fa sentire vuoto e apatico. Se sei stanco di finire continuamente in questo circolo vizioso, sei nel posto giusto. In questo articolo ti spiegherò esattamente come trovare la motivazione per fare qualsiasi cosa. Se non credi sia possibile, ti dovrai ricredere. Infatti ciò che sta alla base della tua motivazione sono alcuni fattori di cui sicuramente non tieni mai conto. Voglio suggerirti un approccio pratico per iniziare ad essere motivato a fare qualunque cosa. Se invece il tuo problema è legato alla mancanza di entusiasmo nella vita, vai al mio articolo sull’argomento.

Da che cosa dipende la mancanza di motivazione?

Quali sono esattamente i fattori che incidono sulla mancanza di motivazione? Molto semplicemente, ti mostrerò come il modo comune di motivarsi sia inefficiente e non porti a risultati nel lungo termine. Immagina una persona in sovrappeso. Questa persona, che chiameremo Tom, decide di dimagrire. Si dice: “Se non dimagrirò, avrò problemi di salute“. Allora decide di dedicarsi a 30 minuti di corsa ogni giorno. Il primo giorno va a correre. Fin qui sembra tutto ok. Quando però sta correndo, è assalito da pensieri del tipo: “Che noioso…” “Spero di dimagrire in fretta perché non ho intenzione di correre per tutta la vita“. In altre parole, è spaventato dall’idea di dover prolungare la sua sofferenza.

Cioè, il modo in cui questo individuo si è motivato è stato un atto di masochismo. Letteralmente. Quando tornerà a casa dalla corsa, penserà a quanto è noioso correre. La sua voglia di dimagrire scemerà pian piano (ammesso che sia mai sorta…). Così si ritrova ogni giorno che passa a motivarsi in questo modo: “Su, devo andare a correre perché altrimenti rischio di ammalarmi”. Così, diventa sempre più evidente come la corsa sia un modo per esorcizzare la malattia. Ciò che muove Tom è la paura. Il problema è che la paura non è un buon fattore motivazionale.

Perché la paura non serve a trovare la motivazione?

La paura è un meccanismo di difesa dalle minacce. Evolutivamente parlando, essa serviva per proteggersi da pericoli vicini nello spazio e nel tempo. Se dunque il nostro caro amico dovesse scappare da un leone, la “motivazione” a salvarsi la pelle sarebbe sufficiente a farlo fuggire a gambe levate. La paura funziona a meraviglia, ma soltanto nel breve termine. Il problema è che l’idea di una malattia è incerta e immaginaria. Per cui il nostro cervello non capisce a fondo la minaccia. E se anche la riconosce, come possiamo aspettarci di essere sostenuti continuamente dalla paura?

In altre parole, motivandosi con la paura Tom attiva il pensiero ossessivo. Ciò che lo porta a correre è la preoccupazione di subire conseguenze negative su di sé. Questa è l’essenza della motivazione negativa. Voglio essere molto chiaro circa questo argomento, poiché per gran parte della mia vita ho usato, seppure inconsciamente, questo tipo di motivazione. Ma che cosa rende la motivazione ossessiva così comune sebbene sia inutile e causa di sofferenza?

La motivazione negativa o ossessiva: come ti impedisce di trovare la motivazione?

La motivazione negativa è più comoda perché è l’eredità dei nostri antenati. Il nostro cervello è fatto per sopravvivere a minacce vicine, come una belva feroce o il nemico di un’altra tribù. Se userai questo tipo di motivazione per le tue faccende quotidiane, non otterrai che frustrazione e irritazione. E avrai sempre la sensazione di “dover” svolgere le tue attività per forza. Sarai duro con te stesso e quando ti capiterà di aggiungere una nuova abitudine, farai di tutto per non integrarla. Questo lo so benissimo: ogni volta che mi ritrovavo a far qualcosa di nuovo, mi dicevo che dovevo farlo perché altrimenti avrei subito conseguenze negative. Dovevo studiare per non essere rimproverato. Dovevo comportarmi bene per non essere giudicato male. E dovevo fare attività fisica perché ero l’unico nella mia classe a non farla.

Se la tua motivazione deriva da una paura, è davvero difficile mantenerla. Inoltre, la cosa più importante è che non sentirai un senso si soddisfazione appena finita l’attività. Sentirai al limite un sollievo per esserti liberato momentaneamente dalla tua ossessione. Ma l’ossessione tornerà il giorno dopo e sentirai l’urgenza e il dovere di andare a correre per liberartene ancora. E il ciclo continua così finché non ti accorgi che diventa insostenibile e non ne puoi più. Così smetterai di correre e tornerai alle tue vecchie abitudini. Oppure continuerai a correre, ma sarà un tormento tale da succhiarti l’energia. Inoltre, anche se riuscirai a trasformare la corsa in abitudine, avrai sempre quella sensazione fastidiosa che c’è qualcosa che non va. Sarai comunque assillato da preoccupazioni ossessive e agirai compulsivamente in modo da liberartene.

Ma come faccio allora a trovare la motivazione?

Lo so, pensare ad un’alternativa valida ed efficace è difficile. Siamo stati così abituati a motivarci in modo ossessivo che sembra non ci siano altre strade. Sembra che siamo costretti a fare le cose per forza, perché altrimenti ci cade il mondo addosso. O perché altrimenti gli altri ci guarderanno male. O ci giudicheranno in modo terribile (a proposito, liberati di quella maledetta paura del giudizio!). Oppure ci ammaleremo. Il fatto è che il nostro modello educativo si basa su questo tipo di motivazione. I genitori minacciano i figli di privarli di qualcosa se non ubbidiscono. La scuola si basa sull’assunto: se non studi, prenderai un brutto voto.

Abbiamo talmente impressa in noi la paura della punizione, che abbiamo introiettato in noi stessi il modo in cui gli altri ci motivavano. E siamo diventati ossessivi, paurosi e incapaci di motivarci davvero. Ma c’è assolutamente un’alternativa, che implica un cambio di paradigma. In sintesi, devi passare dalla motivazione negativa al suo opposto. Cioè alla motivazione positiva. Voglio essere chiaro e dirti esattamente come e perché funziona. E voglio che inizi ad utilizzarla per iniziare a raggiungere risultati straordinari. Ti anticipo che questo tipo di motivazione potrebbe rivoluzionarti la vita, se fino a questo momento hai usato la motivazione negativa. Il suo potenziale è davvero enorme, ammesso che sia in grado di sfruttarlo. Per questo ti darò delle indicazioni in modo che non possa sbagliare.

La motivazione positiva: come può aiutarti a trovare l’entusiasmo

Come abbiamo visto, la motivazione negativa si basa sul “devo (fare così)… perché altrimenti (succede questo). Al contrario, la motivazione positiva si basa sul “voglio (fare così) perché così ottengo questo“. Ecco alcuni esempi:

  • Voglio andare a correre per avere più energia e migliorare l’umore.
  • Voglio studiare per arricchirmi e costruirmi una cultura.
  • Mi piacerebbe cambiare dieta per migliorare la mia salute.

Per prima cosa, voglio metterti in guardia da una cosa. La motivazione positiva non è un gioco di parole. Infatti è abbastanza semplice che Tom legga questo articolo e dica: “Beh, non devo andare a correre perché altrimenti mi ammalo, ma voglio andarci per migliorare la mia salute”. Non è così banale. Infatti Tom potrebbe convincersi di usare la motivazione positiva, ma in realtà continuare a motivarsi in modo ossessivo. Ciò che è importante è, infatti, l’assunto di base e la paura in sottofondo. Finché Tom non capirà le ragioni profonde della sua scelta, difficilmente riuscirà a continuare a correre.

Il problema, infatti, è che Tom corre davvero perché ha paura o perché si sente in dovere di farlo. Per questo non può ingannare se stesso dicendo che in fin dei conti vuole davvero correre per essere in salute. Da un punto di vista logico, le cose non sono nemmeno in contraddizione: Tom può credere di voler correre perché deve rimanere in salute.

Mi stai confondendo le idee… A me interessa solo come trovare la motivazione!

Scusami se sono pedante, ma ho voluto sottolineare l’importanza di non prendere la motivazione positiva come un gioco di logica. Si tratta di qualcosa di molto più profondo, per cui era fondamentale che ti invitassi a non cadere nell’inganno. Voglio che ti accorga esattamente come la nostra mente ci illude. Ti faccio quest’altro esempio breve ed efficace: Tim decide di andare in palestra perché, pensa, vuole mettere su massa. Fin qui sembra tutto a posto, ma andando in profondità nella sua scelta, Tim potrebbe scoprire che il suo desiderio di andare in palestra derivi in realtà dalla paura di essere giudicato dai suoi amici perché è troppo magro. Ancora una volta, la sua motivazione è ossessiva.

Allora come trovare la motivazione? Ti voglio dire esattamente come devi utilizzare la motivazione positiva senza ingannarti e in modo da produrre i massimi benefici. Innanzitutto, ti anticipo che tale tipo di motivazione è un processo calcolato, che si basa su alcuni passaggi essenziali, senza i quali rischi di mandare all’aria i tuoi obiettivi! Qual è allora il modo migliore per impiegare questa strategia per motivarti efficacemente? Te lo spiego dettagliatamente nel prossimo paragrafo. Continua la lettura per scoprirlo immediatamente!

Come usare la motivazione positiva passo passo

Ecco quali sono i passaggi per sfruttare questo tipo di motivazione al meglio:

  • 1) Considera qual è il fattore di base che ti porta a fare una scelta. Se ad esempio vuoi dimagrire, potresti essere mosso dalla paura di essere giudicato male oppure di peggiorare la tua salute. In tal caso, non c’è assolutamente nulla di male. Non è la paura in sé il problema, ma è il modo in cui tale paura ti porta a compiere le tue scelte.
  • 2) Fai finta che la tua paura non esista. Potrebbe risultarti difficile all’inizio, ma puoi farcela. Devi soltanto metterla da parte per un momento.
  • 3) Pensa ai vantaggi della tua scelta. Questo è il cuore della motivazione positiva. Focalizzati sui benefici e sulle opportunità invece che sulla paura e sul problema. Anziché pensare a dimagrire per non essere guardato con disprezzo, pensa a che cosa potrai fare quando sarai dimagrito. Pensa a come saranno i tuoi livelli di energia. Visualizza la tua immagine felice e sorridente. Pensa a come sarà bello quando ti peserai e scoprirai di aver perso quei chili di troppo. In breve, devi focalizzarti sul futuro e smettere di ossessionato dal problema presente.
  • 4) Non perdere mai di vista i vantaggi della tua scelta. Prenditi questo impegno: ogni giorno, visualizza i benefici che vorrai ottenere.
  • 5) Poniti obiettivi realistici e dividi il percorso in tappe. Un’altra cosa importante per motivarti è abbassare le tue aspettative. Se pretendi di perdere tutto il peso di troppo all’improvviso, accumulerai solo frustrazione. Se invece costruisci una visione nel lungo termine e frammenti il tuo obiettivo in più micro-obiettivi potrai rimanere motivato sul percorso.

Dalla motivazione all’abitudine

Una volta che ti sarai motivato, non puoi aspettarti di essere permanentemente entusiasta della tua scelta. Per questo è necessario trasformare la motivazione in abitudine. In breve, devi sfruttare la forza della motivazione cercando di protrarla il tempo necessario perché la tua nuova attività sia integrata nella tua routine. Ci può volere del tempo per acquisire una nuova abitudine. Per questo hai bisogno di rimanere focalizzato sui benefici futuri. Quando sembra che la motivazione ti stia sfuggendo, scrivi i vantaggi della tua scelta. Metterli per iscritto ti inviterà a tornare positivo e motivato. Chiaramente, nel lungo termine la stessa motivazione positiva scadrà. Per questo devi affidarti a tre fattori:

In particolare, la missione di vita ti permette di avere una visione d’insieme, che ti consente di verificare che le tue attività siano in sintonia con il tuo scopo. Ciò ha uno straordinario effetto motivazionale. Infatti se avrai scoperto la tua missione di vita, saprai che cosa devi fare per realizzarla. Se vuoi fare lo scrittore, potresti ad esempio decidere di fare esercizio fisico perché esso aumenta la tua lucidità mentale. O perché ti fa sentire più rilassato. Potresti decidere di migliorare la tua dieta perché sai che dei pasti sbilanciati ti appesantiscono e vuoi sentirti leggero ed energico.

Motivazione e missione: come trovare la motivazione grazie ad uno scopo

La motivazione e la missione sono due elementi strettamente interconnessi. Se vuoi godere di una motivazione che ti tiene energico, avere uno scopo è fondamentale e imprescindibile. Se darai una direzione alla tua vita, potrai rendere le tue azioni e le tue attività in linea con essa. Del resto, è chiaro che senza una visione la tua vita non è che una specie di puzzle sconclusionato, e orientarti nella giungla odierna è un tantino complicato senza creare uno scopo. Se hai una missione, tutto ciò che fai serve a rendere possibile tale missione e a realizzarla, o a facilitarla, o ad accelerarla. Avere una visione è l’essenza del pensiero strategico.

Dai a tutto ciò che fai un senso, connettendolo con il senso superiore della tua missione. Fatti guidare dalla tua vocazione e vedrai come inizierai a sentirti motivato. Se la motivazione positiva è una strategia generale, efficace nel breve e medio termine (per quanto implichi un certo cambio di paradigma), trovare la tua missione è il presupposto per una vita soddisfacente e l’essenza della motivazione nel lungo termine. Se combinerai insieme la missione alla motivazione positiva, e inoltre visualizzerai spesso i tuoi obiettivi e la direzione ultima verso cui tendi, potrai davvero raggiungere risultati straordinari. Grazie per aver letto l’articolo e iscriviti alla newsletter!

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7 segni di un’elevata intelligenza emotiva

7 segni di un'elevata intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva è uno dei fattori più importanti per predire il successo in ogni ambito. Sviluppare questo tipo di intelligenza è dunque fondamentale per ottenere una vita soddisfacente. Ma soprattutto un’alto quoziente emotivo è correlato con aumentati livelli di felicità. Se ti riconosci in un buon numero di questi tratti, significa che sei una persona emotivamente intelligente. Se temi di non riconoscerti in questi segnali, non preoccuparti: l’intelligenza emotiva può essere potenziata. In questo articolo ti indicherò 7 segni di un’elevata intelligenza emotiva.

Mettiti alla prova e cerca di valutare le tue competenze emotive in base a questi 7 segni. Questo articolo vuole essere motivazionale: voglio invitarti a focalizzarti sulle tue qualità in modo da spingerti ad accrescerle. Non ti proporrò strategie per potenziare l’intelligenza emotiva, ma mi limiterò semplicemente a parlarti dei tratti caratteristici di una persona con un elevato quoziente emotivo (QE). Spero ti possa identificare in essa, ma ricordati di essere onesto con te stesso e stai attento ai bias cognitivi e all’autoinganno!

Possiedi un ricco vocabolario emotivo e sei consapevole delle sfumature dei tuoi stati d’animo

Le persone con un elevato QE hanno una profonda consapevolezza delle proprie emozioni, stati d’animo e sentimenti. Riescono ad individuarli con facilità e a distinguere tra emozioni simili. Riconoscono le sfumature che separano l’irritazione dalla frustrazione, la tristezza dalla depressione, la felicità dall’euforia. Sanno che le emozioni sono un campo sterminato di stati diversi del nostro essere, per cui sono in sintonia con la varietà di questo mondo vorticoso e turbinante. Rilevano le loro emozioni non appena si presentano, riuscendo così ad intervenire rapidamente per dissolverle, trasformarle in un’altra emozione o accettarle e usarle a loro vantaggio.

Le persone con un’alta intelligenza emotiva, in particolare, sono così attente al loro “patrimonio” emotivo che nel corso del tempo assumono uno straordinario livello di consapevolezza della sua diversità. Ogni volta che si presenta un’emozione, cercano di identificarla in maniera chiara e dettagliata, attribuendole un nome ben preciso e definito. Possiedono un ricco vocabolario emotivo come risultato della loro pratica di attenzione consapevole. Se un individuo autoconsapevole prova un malessere emotivo è perfettamente in grado di descrivere se si tratta di rabbia, frustrazione, irritazione o ansia, mentre la maggior parte di noi si limita a dire che sta bene o male, ignorando le sfumature di qualità e di intensità delle emozioni che proviamo.

Godi di un umore stabile e positivo e sei in pace con te stesso

Anche le persone con un alto quoziente emotivo non sono immuni ai sentimenti tradizionalmente considerati negativi. Possono provare ansia, depressione o rabbia come tutti. Ma riescono facilmente a neutralizzare le emozioni disturbanti, almeno quando esse impediscono loro di liberare il massimo potenziale. Riescono anche ad accettare i sentimenti “negativi”, comprendendo la loro funzione e non identificandosi con essi. Anche nella negatività conservano un senso di pace poiché sanno che tutte le emozioni sono temporanee e destinate a scomparire. Non si identificano con le loro emozioni poiché sono coscienti di come esse siano delle nuvole che oscurano momentaneamente la pace della loro consapevolezza.

In generale, comunque, godono di un umore stabile e positivo. Infatti gestiscono bene gli impulsi e difficilmente si fanno prendere dalla rabbia o dalla paura. E anche quando succede, sanno che per affrontare le loro attività hanno bisogno di recuperare la calma. Quindi hanno sviluppato una serie di strategie per neutralizzare gli stati d’animo che li rendono improduttivi. E man mano che hanno imparato a tornare serene dopo le “tempeste”, le stesse emozioni negative hanno iniziato a visitarle di meno. Una persona emotivamente intelligente conosce lo stato naturale di pace e serenità, che vede come punto di riferimento a cui a cui tornare e in cui restare. Questo è il più “dolce” dei 7 segni di un’elevata intelligenza emotiva.

Apprezzi la solitudine e sai quando è il momento di staccare

Sia che la tua personalità sia prevalentemente estroversa e introversa, riconosci il valore della solitudine. Sai quanto spesso è importante ricaricare le batterie anche se la tua mente farebbe di tutto per continuare a lavorare o a preoccuparsi per il domani. Riconosci che la solitudine è un’arma potentissima per fare introspezione e risolvere i tuoi nodi. Valorizzi le attività solitarie, dalla meditazione al non far niente, dal relax ai momenti per te stesso. Non ti fai costantemente assorbire dalla frenesia della routine e sai quando è il momento di staccare e di fare una pausa.

Una persona emotivamente intelligente apprezza la solitudine allo stesso modo della socialità. Sa che l’uomo è un animale sociale, ma che non può ignorare la compagnia di se stesso e non può non coltivare il proprio spirito. Conosce i propri ritmi e le necessità del proprio organismo, e si prende cura di se stesso e della propria salute come priorità. Dà importanza al sonno e limita il consumo di bevande energizzanti ed eccitanti.

Sai dire di no alle gratificazioni immediate

Una persona emotivamente intelligente compie scelte in accordo con i propri bisogni e limiti e sa quando di dire di no, anche se ciò comporta un sacrificio a breve termine. Per una persona emotivamente intelligente ciò che è importante è il suo benessere nel lungo termine. Per questo, rimanda la gratificazione immediata se ciò comporta un costo maggiore nel futuro. Ad esempio, sa quando dire di no ad un’uscita con un amico se si sta dedicando ad un’attività più importante.

La capacità di tenere a freno gli impulsi e l’autocontrollo sono due caratteristiche fondamentali. Questo è uno dei 7 segni più rilevanti di un’elevata intelligenza emotiva. Il famoso test della caramella mette in evidenza come i bambini che sapevano rimandare l’impulso irresistibile di mangiare la caramella avevano probabilità molto più elevate di ottenere successo in futuro. L’abilità di rimandare la gratificazione è un forte segnale di maturità emotiva.

Sai ascoltare con empatia e risolvere conflitti

Tra i 7 segni di un’elevata intelligenza emotiva, spicca la capacità di ascoltare con empatia. Questa è anche una delle chiavi del successo nelle relazioni. Ascoltare veramente richiede un’alta dose di coraggio, poiché nel momento in cui ascoltiamo ci rendiamo vulnerabili. Quando ascoltiamo siamo indifesi perché siamo fuori dalla nostra mente e la nostra attenzione è pienamente focalizzata sull’altro. Purtroppo la maggior parte di noi non ascolta in questo modo, poiché siamo impegnati a pensare alla risposta che dovremo dare e rimaniamo nella nostra testa. Ascoltare veramente richiede inoltre una grande concentrazione poiché dobbiamo rimanere attenti finché l’altro non ha terminato di parlare. Infine, un ascolto sincero richiede di avere considerazione del punto di vista altrui.

La capacità di ascoltare ti permette di penetrare nel mondo altrui e di conoscere i suoi bisogni e le sue motivazioni. Una persona emotivamente intelligente è curiosa di entrare a contatto con altri punti di vista e guarda gli altri con interesse e in modo non giudicante. Ciò le permette di essere in grado di risolvere conflitti e malintesi con grande destrezza. Tale capacità è fondamentale in un mondo competitivo come il nostro, dove soltanto chi ha una soluzione può eccellere e primeggiare. Per essere in grado di risolvere conflitti, devi empatizzare con il punto di vista dell’altro. E ciò richiede di rinunciare, almeno per qualche istante, al tuo orgoglio personale, soprattutto quando tu stesso sei parte del conflitto.

Sai motivare te stesso (e gli altri) e hai sconfitto la procrastinazione

Uno dei più affascinanti segni di un’elevata intelligenza emotiva è la capacità di motivare te stesso. Per farlo, hai bisogno di una visione e di essere connesso con una missione personale che ti dia la forza di vivere. Hai bisogno di saper rimandare le gratificazioni (vedi sopra). Devi conoscere le tue priorità. Devi saper visualizzare i risultati della tua attività. Inoltre, per motivarti devi focalizzarti sui benefici che otterrai o che procurerai agli altri. Una persona emotivamente intelligente sa come ottenere l’energia mentale per iniziare un’impresa. Sa anche che non può sempre contare su tale energia e che ha quindi bisogno di coltivare disciplina e perseveranza. Non sempre ha voglia di lavorare, ma anche in quel caso è in grado di riconnettersi alla sua missione e dedicarsi comunque ai suoi compiti.

Inoltre, un individuo emotivamente intelligente è un ottimo leader in grado di motivare gli altri a raggiungere grandi risultati. Ciò che poi gli consente di motivarsi è la “filosofia dell’agire” non appena si presenta l’opportunità. Sa che è inutile stare ad aspettare e che procrastinare comporta solo sofferenza. Riconosce che il momento giusto per agire è ORA. Rimandare a domani ciò che puoi fare oggi è un meccanismo di protezione dall’ignoto, ma nel lungo termine è un ostacolo alla crescita. Procrastinare è il modo più semplice per sabotare i propri sforzi, e una persona matura emotivamente lo sa bene. Per questo ha sconfitto il mostro silenzioso della procrastinazione.

L’ignoto non ti fa paura

Uno dei 7 segni più caratteristici di un’elevata intelligenza emotiva è la capacità di affrontare l’ignoto con coraggio. Chi è maturo emotivamente ha (o aveva) paure come qualunque essere umano. Ma ha capito che l’unico modo per crescere è affrontare le paure faccia a faccia. Infatti rimanere paralizzato comporta in realtà molta più sofferenza. Ha compreso che la paura è un meccanismo arcaico di difesa per sopravvivere. Quindi riconosce che non ha senso farsi controllare da essa e decide di superarle, nonostante il costo iniziale.

Un individuo emotivamente intelligente non è preoccupato del futuro. Ha una mentalità di abbondanza e intravede le opportunità piuttosto che i pericoli. Ciò gli permette di maturare e di scoprire risorse che non avrebbe mai immaginato di possedere. Egli inoltre sa che affrontare l’ignoto nel lungo termine lo fa stare bene. Sa che ciò che oggi è sconosciuto domani potrebbe pure far parte della sua routine. Una persona matura sperimenta ed è attratta dalle novità. Comprende che rimanere sempre nella propria zona di comfort è paralizzante e frustrante. Riconosce che i passi dolorosi sono un modo per accrescere la propria autostima e per fare esperienza del mondo.

Come riconoscere i 7 segni di un’elevata intelligenza emotiva nella pratica

Puoi cercare di valutare se possiedi uno o più di questi 7 segni. Per farlo ti consiglio di essere onesto con te stesso. Non ti conviene mentire circa questi valori. Se non riconosci di esserne privo, non puoi lavorare sulla tua intelligenza emotiva. Accetta la tua situazione presente per migliorarti. L’intelligenza emotiva, infatti, è questione di pratica. Per valutare il tuo livello di competenze emotive devi diventare consapevole dei tuoi atteggiamenti. Nota come gestisci le tue emozioni durante il giorno. Prova a descrivere i tuoi stati d’animo per verificare il tuo vocabolario emotivo. Valuta se sei in grado di riconoscere un’emozione. La prossima volta che ascolti qualcuno, nota se lo fai in modo concentrato e senza stare nella tua mente. Quando ti ritrovi di fronte ad una scelta, controlla se preferisci la gratificazione immediata.

Come te la cavi con la procrastinazione? Riesci a motivare te stesso in modo efficace per raggiungere i tuoi obiettivi? Quale atteggiamento mostri nei confronti dell’ignoto? Hai paura di affrontare nuove situazioni e ti ritrovi a rimuginare sui problemi? Oppure riesci ad intravedere le opportunità e le sfide? Nota se il tuo umore è stabile o se ti ritrovi spesso in tempeste emotive che ti dominano. Rileva il tuo stato di pace e di serenità. Riesci a sentire serenità dentro di te? O ti senti sempre insoddisfatto o frustrato per qualcosa? Sai quando è il momento di staccare la spina? Oppure ti distruggi la salute per il lavoro? Apprezzi il valore della solitudine o sei costantemente immerso in distrazioni? Rispondi sinceramente a queste domande. Dalla tua onestà dipende la tua possibilità di migliorarti.

In conclusione sui 7 segni di un’elevata intelligenza emotiva

Sviluppa intelligenza emotiva e avrai successo nella vita. Sono sempre più numerosi gli studi che evidenziano questa correlazione. La padronanza delle emozioni è dominio di sé, autocontrollo, autodisciplina. Se conosci e gestisci efficacemente le tue emozioni, hai conquistato te stesso. L’intelligenza emotiva è un’arte in cui puoi diventare maestro. Inizia da questi 7 segni e coltiva questa dimensione. Consulta anche il mio articolo sulle competenze dell’intelligenza emotiva. Ti aiuterà a capire su che cosa esattamente devi focalizzarti. Non perderti la guida per diventare superumano: scaricala gratuitamente da qui. Iscriviti alla newsletter per ricevere una notifica ogni volta che verrà pubblicato un articolo.

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