Come affrontare il caos

come affrontare il caos

La tua vita è sempre più dominata dall’incertezza. Non sai che cosa ti riserverà il futuro e questo ti assilla. Spesso il disordine si impadronisce di te e ciò ti impedisce di essere felice, ti toglie motivazione e ti fa sentire pigro/a e svogliato/a. L’ignoto ti fa paura e il futuro diventa una minaccia anziché una promessa. Se ti ritrovi in almeno una di queste situazioni, questo articolo fa per te. Innanzitutto, spiegherò che cos’è il caos ed elencherò 7 segni che la tua vita è in preda al caos. Poi ti rivelerò i come affrontare il caos in 7 passi. Oggi più che mai è necessario creare stabilità al proprio interno, poiché all’esterno tutto diventa incerto e insicuro. Se ti senti in preda al caos, che cosa puoi fare dunque? Continua la lettura per scoprirlo!

Che cos’è il caos innanzitutto?

Il caos è il risultato dell’incertezza. I filosofi greci parlavano del caos come di una vera e propria entità. Ma non un’entità qualunque. Per i Greci, il caos era il vuoto primordiale, anteriore alla generazione del cosmo. Qual è l’elemento principale del caos? Senz’altro, è l’assenza di un punto fermo, la mancanza di un appiglio a cui aggrapparsi. Ma il caos è anche non conoscenza, tumulto indefinito, mescolanza casuale. Una vita in preda al caos è, dunque, un’esistenza priva di punti di riferimento. Come si manifesta il caos?

I segni che la tua vita è in preda al caos

Ecco 7 segni che indicano che la tua vita è in balia del caos:

  • 1) Non hai una ragione per cui alzarti la mattina. Ciò indica che non hai trovato la tua missione personale, o che il tuo scopo esistenziale è troppo debole e non lo senti vivere dentro di te. Così, ti senti demotivato e quando suona la sveglia ti senti vuoto e vorresti tornare a dormire.
  • 2) Le emozioni che dominano la tua vita sono paura e ansia. In particolare, vedi il futuro come minaccioso e sei quasi costantemente in allarme.
  • 3) Sei preoccupato/a, ma non sai esattamente per quale motivo. Di solito la preoccupazione ha un oggetto, ma se sei in preda al caos, può darsi che ti senta preoccupato senza ragione.
  • 4) Sembra che la tua vita sia priva di direzione. Uno degli aspetti principali del caos è la mancanza di una direzione alla tua vita. Così, tutto appare accadere casualmente.
  • 5) Hai un disperato bisogno di controllo e sicurezza. Quando sei in balia del caos, senti più che mai la necessità di aggrapparti a qualcosa o a qualcuno. In questo caso, bada bene a non fare scelte azzardate delle quali potresti pentirti!
  • 6) Stai affrontando un cambiamento. Noi umani siamo degli essere abitudinari, e il cambiamento, soprattutto se improvviso, può sconvolgere la nostra psiche. Anche quando affronti un periodo particolarmente stressante potresti sentirti in balia del disordine.
  • 7) La tua soglia di sopportazione è bassa.

Come affrontare il caos

Se ti ritrovi in almeno tre dei sette punti sopra, probabilmente hai bisogno di qualche piccolo accorgimento. Per prima cosa, è necessario che ti renda conto che il caos non è un problema di per sé. Il problema nasce quando il disordine si impadronisce della tua vita e ti soffoca. Per questo affrontare il caos non implica un cambiamento esterno, ma una trasformazione interiore, che ti porti ad aumentare la tua capacità di tollerare l’ignoto. Indubbiamente l’istinto di sopravvivenza ci spinge a cercare rassicurazioni, certezze e solidità all’esterno. Tuttavia, è evidente come aggrapparti a sicurezze fuori di te sia insicuro, poiché tutto è temporaneo e nulla ti garantirà mai la stabilità di cui hai bisogno.

Qualunque cosa tu faccia per cambiare la tua vita all’esterno, non puoi evitare completamente il caos. Cambiamenti improvvisi, eventi spiacevoli o avvenimenti incerti sono ineluttabili. Quindi, devi cercare dentro di te la sicurezza che solitamente cerchi fuori. In questo modo, gli avvenimenti non avranno il potere di sconvolgerti e il caos non potrà rovinarti l’esistenza. Perciò, per quanto possa apparire più complicato, l’unica soluzione veramente efficace al caos è interiore.

Come sviluppare la capacità di tollerare l’ignoto per affrontare il caos?

Per affrontare il caos, dunque, devi eliminare le resistenze interne all’incertezza. Devi smettere di considerarti minacciato dagli eventi esterni e iniziare a nutrire fiducia incondizionata. Il dominio del caos è il risultato di una mancanza di fede. Quando sei dominato dalla confusione, non confidi nelle tue capacità di affrontare i problemi (per questo ti rimando al mio articolo sull’autostima). Ma soprattutto, ti aspetti che la vita ti riserverà dei mali. Hai paura e temi che il futuro nasconderà dei pericoli insormontabili o insopportabili. Questo tuo atteggiamento, inoltre, ti porta a resistere al presente, poiché la tua mente è sempre proiettata nel futuro e ti perdi così il fascino del qui e ora. Dunque, che cosa puoi fare per eliminare le resistenze, acquisire fede, smettere di preoccuparti e aumentare la tua capacità di sopportare l’incertezza?

Come affrontare l’ignoto in 7 passi (1)

Ecco come affrontare il caos nella pratica in 7 passi:

  • 1) Trova o crea la tua missione personale. Questo passo è fondamentale per dare una direzione alla tua vita. Quando l’esterno è incerto, hai più bisogno che mai di connetterti con dei valori e/o uno scopo. Ma è necessario soprattutto che tu senta la tua missione dentro di te e ti faccia guidare da essa. Per questo ti consiglio ricordare spesso la tua missione col cuore e sentire che stai facendo qualcosa di grande per te e per gli altri.
  • 2) Abbi fede. Che cosa vuol dire avere fede? Significa sviluppare un atteggiamento interiore per cui confidi in ciò che la vita ti riserverà. Per avere fede, devi semplicemente decidere che da oggi non ti preoccuperai più per il tuo futuro. Non avere fede è un oltraggio nei confronti della tua stessa vita, poiché resisti al suo fluire spontaneo con la tua mente.
  • 3) Torna nel presente. Ogni volta che la tua mente fugge su Giove o immagina scenari inesistenti, riportala nel qui e ora. Qualunque cosa tu faccia con la tua mente, puoi soltanto peggiorare la situazione. Proiettarti nel futuro è l’unico modo con cui puoi aumentare il caos e rischiare di far avverare davvero le tue preoccupazioni! Quando ti ritrovi assorbito nei tuoi crucci, ricordati di te e rammenta che l’unica cosa preziosa che hai è questo momento presente. Quindi non sciuparlo per un’ondata di ansie insensate!
  • 4) Vivi consapevolmente (ovvero rimani nel presente). Porta la consapevolezza (mindfulness) nella tua vita quotidiana. Quando ti fai una doccia, diventa consapevole di tutte le sensazioni connesse invece che finire su Fantasilandia. Connettiti con i tuoi sensi: guardati intorno, apprezza il sapore del cibo, vivi le tue emozioni. Ricorda di osservare senza giudizio.

Come affrontare l’ignoto in 7 passi (2)

Ecco gli altri 3 passi per affrontare l’ignoto:

  • 5) Lavora sulla tua autostima. L’incapacità di affrontare l’ignoto deriva anche da una scarsa fiducia nelle tue potenzialità. Se non credi di avere risorse a tua disposizione, ti sentirai sempre in balia della vita e quindi del caos. Per questo è fondamentale iniziare a credere in te stesso, a vedere i tuoi punti di forza e a confidare nel fatto che sarai in grado di affrontare con efficacia qualsiasi situazione.
  • 6) Ama. Coltiva la gratitudine: in questo modo potrai cominciare a vedere gli aspetti positivi della vita e il futuro non sarà più minaccioso e terribile. Apri il tuo cuore e chiudi un po’ la mente. Nell’amore l’ignoto diventa un posto affascinante e pieno di avventure eccitanti. Nell’amore non puoi avere paura!
  • 7) Trova il centro dentro di te. Se troverai la pace all’interno, sarai sicuro e non avrai bisogno di aggrapparti a nulla là fuori. Nel profondo della tua anima c’è tutto ciò di cui hai bisogno: amore, felicità, saggezza e sicurezza. Connettiti con questa dimensione più profonda anziché rimanere in balia del mondo. Medita, osserva, trova degli spazi per te stesso/a. Non puoi vedere caos se sei connesso con la tua natura di consapevolezza. Non rimandare più l’appuntamento con te stesso e fai della pace la tua priorità!

Come affrontare il caos in breve

Ti offro in sintesi l’elenco dei 7 passi per affrontare il caos:

  1. Trova la tua missione personale
  2. Abbi fede
  3. Torna nel presente quando sei assorbito dalle preoccupazioni
  4. Rimani nel presente e vivi consapevolmente
  5. Aumenta la tua autostima
  6. Ama: sii grato e apri il cuore
  7. Trova il centro dentro di te e raggiungi la pace interiore

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Come attrarre ciò che desideri

come attrarre ciò che desideri

Si parla spesso di legge di attrazione. Ci sono però purtroppo numerosi luoghi comuni e fraintendimenti in merito ad essa. Come funziona davvero la legge di attrazione e che cos’è in verità? Come puoi attrarre ciò che desideri nella tua vita? In questo articolo troverai le risposte a queste domande. Premetto che nei prossimi paragrafi troverai delle affermazioni sconvolgenti. Ma se sei finito su questo blog, significa che non hai paura della verità e hai la mente abbastanza aperta da non rifiutare a priori ciò che stai per leggere. Infatti la legge di attrazione potrebbe essere qualcosa di completamente diverso rispetto a ciò che sei abituato a pensare. E potrebbe funzionare in maniera del tutto inaspettata. Leggi per saperne di più su come attrarre ciò che desideri.

Che cos’è la legge di attrazione e perché non funziona come ti aspetti

La legge di attrazione è la legge secondo la quale noi attiriamo ciò che pensiamo. In base a ciò è sorta la credenza in base alla quale sviluppare un’intenzione sarebbe sufficiente a creare la realtà che vogliamo. Ma non è esattamente così: quest’idea è una semplificazione della legge di attrazione. Infatti non è pensabile che basti focalizzarsi sul desiderio di diventare ricchi per decuplicare il proprio conto in banca. Allo stesso modo, non è immaginabile che sia sufficiente ripetersi cento volte la stessa affermazione per aumentare la propria autostima. Qual è il problema? In realtà i problemi sono più di uno: scopriamoli insieme.

1) Credi che la legge di attrazione sia una forza magica ed esterna

Innanzitutto ciò che dimentica chi applica la legge di attrazione è che è lui a creare la realtà. In poche parole, è vittima di un cortocircuito logico: crede di essere il creatore del proprio mondo (attraverso le affermazioni o la visualizzazione), ma allo stesso tempo si aspetta che ciò che desidera avvenga come per magia, cioè per frutto di una volontà esterna. Questa idea è schizofrenica, poiché presuppone che la stessa realtà che vuoi creare si crei da sola o dall’esterno. In breve, è come se la tua volontà fosse zoppa e tu non fossi il protagonista della tua creazione. Questo atteggiamento è frutto di un contrasto tra due credenze: la nuova convinzione che tu possa attrarre ciò che vuoi con la mente e la vecchia idea in base alla quale tu sei vittima di un caso caotico e sei in balia delle forze della fortuna.

In altre parole, la maggior parte di noi vede la legge di attrazione come un’energia a sé stante, indipendente dall’utilizzatore. Praticamente, è come se tu stessi subendo i tuoi stessi sortilegi, o ti stessi intrappolando in un tuo incantesimo. Finché vedrai la legge di attrazione come una forza esterna, non potrai mai sfruttarne il suo massimo potenziale. Per usarla al meglio, è necessario che tu faccia un cambio di paradigma e ti assuma la responsabilità della tua vita. Devi renderti conto che sei tu il mago, e la legge di attrazione è nelle tue mani. Realizzare questo è fondamentale per capire l’assunto principale della legge di attrazione:

L’assunto principale della legge di attrazione

Sei tu a creare la realtà, in ogni momento, non solo quando applichi la legge di attrazione consapevolmente, ma anche – e soprattutto – quando non ricorri ad essa volontariamente.

Quindi, la legge di attrazione non è esterna, ma è il modo in cui funziona la tua psicologia, che tu lo voglia o meno. Perciò, finché crederai di subire gli eventi, di essere una vittima o di soffrire per causa di altri, questa credenza inevitabilmente sembrerà avverarsi ai tuoi occhi, perché sei tu ad usare involontariamente la legge di attrazione e a creare la tua realtà.

2) Sottovaluti il potere del tuo subconscio

Chi utilizza la legge di attrazione dimentica che tra i pensieri utilizzati per applicarla e la realtà c’è uno spazio cosmico. In altre parole, i pensieri non creano direttamente la realtà, o almeno non lo fanno nella maniera in cui siamo soliti credere. Per capire meglio questo concetto, è necessario distinguere tra due categorie di pensieri: quelli consci e quelli inconsci. Qui entriamo nel cuore della questione. Quando applichi la legge di attrazione, stai utilizzando la tua mente conscia, ovvero la parte di te sulla quale hai potere di intervenire consapevolmente. Il fatto è che la tua parte conscia ha influenza soltanto sul 5% della tua realtà. Al contrario, il 95% di essa è frutto del tuo subconscio, sul quale normalmente non hai alcun potere. Che cosa capita quando applichi la legge di attrazione? Accade che scateni un conflitto tra conscio e subconscio.

Quando ti ripeti che vuoi diventare ricco, potresti non renderti conto che il tuo subconscio dice esattamente il contrario. Infatti potresti avere una mentalità di carenza e credere che in fondo rimarrai sempre povero. Il pensiero importante e determinante per la legge di attrazione è la convinzione che sta alla base, mentre i tuoi desideri consci sono quasi puramente decorativi. Se nel profondo ti accontenti della tua situazione economica attuale, perché dovresti diventare ricco? E a questo punto passiamo ad una verità fondamentale:

Tu non attiri ciò che desideri, ma ciò che sei in profondità: la legge di attrazione è il riflesso del tuo subconscio.

In verità, la legge di attrazione funziona anche se non la usi consapevolmente. Non a caso, se sei una persona gelosa, è probabile che subirai dei tradimenti. Se sei un individuo pauroso, le tue paure si avvereranno.

3) Per applicare la legge di attrazione devi fare lo sforzo di intervenire sul tuo subconscio

A questo punto potresti dirmi: Leo, ma allora ti stai contraddicendo! Prima dici che la legge di attrazione non è una forza esterna e ora mi stai dicendo che non dipende da me! Chiariamo bene le cose: la verità sta nel mezzo. Tu non hai potere immediato sul tuo subconscio, ma il tuo subconscio non è una forza esterna a te. Il fatto che tu non possa controllarlo dipende da un fattore determinante: la tua scarsa conoscenza di te stesso. Infatti il subconscio è ciò di cui non sei consapevole. Ma esso si manifesta in vari modi nella tua esistenza, poiché crea il 95% della tua realtà! Basta guardarti intorno per vedere chi sei e quali sono i tuoi desideri e le tue convinzioni più profonde!

Inoltre, hai mai osservato le tue reazioni, le tue emozioni e i tuoi schemi mentali ricorrenti? In particolare, hai osservato i pensieri che formuli di solito? Ecco, se per esempio in una giornata elabori 1000 pensieri riguardo la tua scarsa autostima e la tua insicurezza, quante affermazioni positive hai bisogno di fare per controbilanciare tali pensieri? La tua sfiducia in te stesso è la realtà (o l’illusione) che ti crei ripetendo lo stesso programma mentale. Se vuoi creare una nuova realtà, non è sufficiente che inserisca un nuovo programma, ma è necessario che intervenga su quello vecchio! Altrimenti vivrai una costante guerra interiore tra credenze contrapposte e inconciliabili!

Continua la lettura per sapere come attrarre ciò che desideri!

Ma allora come puoi attrarre ciò che desideri?

Per prima cosa, devi diventare consapevole che la legge di attrazione funziona sempre. In altre parole, già ora tu crei la realtà che desideri. Il problema è che i desideri e i pensieri che costruiscono il tuo mondo sono in larga parte inconsci, tanto che nemmeno sospetti di poter desiderare la tua realtà di adesso. Dopotutto, se sei infelice, perché dovresti desiderare l’infelicità? Se sei povero, perché dovresti desiderare la miseria? Questo me lo devi dire tu! Con ciò non voglio dire che tu abbia causato apposta i tuoi mali. Il punto è proprio qui: è la tua inconsapevolezza a costruire la tua realtà, e la tua parte conscia non ha praticamente voce in capitolo. A questo punto potrebbe dunque sembrarti che la legge di attrazione sia davvero una forza esterna sulla quale non puoi esercitare il benché minimo controllo.

E invece no! Se continuerai a utilizzarla nel solito modo, rischierai di ottenere ancora pessimi risultati. Ma se la userai come ti sto per dire, inizierà a funzionare. Come usare allora la legge di attrazione per attrarre ciò che desideri?

Conosci te stesso: ecco come attrarre ciò che desideri

La chiave di tutto è la conoscenza di te stesso. Devi conoscere quali sono i tuoi veri desideri, i tuoi pensieri più profondi e ricorrenti, le tue emozioni dominanti. In particolare, devi distinguere tra i desideri più superficiali e quelli inconsci. Anche se può sembrarti strano, il tuo subconscio contiene spesso verità sconcertanti. Ad esempio, potresti renderti conto che in fondo desideri soffrire e rimanere nel tuo dolore. Ma quando mai??? Sono sicuro che questa frase ti ha scosso un po’. Ma ti invito ad analizzarla bene. Tutti noi siamo convinti di voler essere felici e di evitare la sofferenza. Ma se fosse davvero così, allora perché la maggior parte di noi è infelice? Evidentemente, siamo attaccati alla nostra sofferenza, poiché su di essa costruiamo la nostra identità.

In particolare, al tuo ego non importa nulla delle tue condizioni esterne: qualunque identità gli dia un certo senso di stabilità e gli garantisca la sopravvivenza è per esso una manna dal cielo. E se tu ti identifichi con l’ego, avrai inconsapevolmente gli stessi suoi desideri autodistruttivi. Per l’ego, ad esempio, la sicurezza è molto più importante della felicità. In questo modo, la maggior parte di noi tende a fare scelte che ci danno stabilità ma ci immiseriscono. Osservandoti, noterai come ciò sia incredibilmente vero. Ti renderai conto di aver messo la tua felicità in secondo, terzo o addirittura in quarto piano per paura. Paura di perdere certezze solide e incrollabili. Paura di togliere respiro al tuo ego. Quindi non lamentarti se la legge di attrazione non funziona: essa lavora perfettamente, ma al contrario di come ti aspetti!

Come invertire la legge di attrazione e usarla a tuo vantaggio per attrarre ciò che desideri

Sì, hai capito bene:

Tutti usiamo già la legge di attrazione, ma il più delle volte per calpestarci da soli ed essere i carnefici di noi stessi

Mi rendo conto che questa definizione possa apparire leggermente brutale. Ma questa è la dura verità di fronte alla quale ci scontriamo tutti i giorni. Non ti dico di credermi: basta che osservi la tua realtà per accorgertene. Finché sarà il tuo ego a dominare la tua vita, e finché tu crederai di essere il tuo ego, la legge di attrazione funzionerà contro di te. Ma ciò in fondo è un bene, poiché quel mostriciattolo di ego dovrà, prima o poi, scomparire! Quindi è giusto che esso si tiri da solo la zappa sui piedi. Tu, però, puoi invertire la legge di attrazione e iniziare ad usarla a tuo vantaggio. Per farlo, però, hai bisogno di qualcosa di rivoluzionario:

Devi cambiare te stesso in modo da cambiare i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi atteggiamenti. In questo modo potrai creare finalmente la realtà che vorrai.

Esattamente: devi lavorare su di te e trasformarti, attraverso l’osservazione e la presenza. In questo modo, il tuo subconscio inizierà a modificarsi e la realtà che desideri si creerà spontaneamente, senza che tu debba ripeterti inutili mantra o visualizzare scenari idilliaci sperando che qualcosa cambi all’esterno.

Quindi le affermazioni positive e le visualizzazioni non servono?

Non fraintendermi: non sto dicendo che tali esercizi siano completamente inutili. Al contrario, possono avere un ruolo determinante. Tuttavia, la cosa più importante è il lavoro su di sé. Senza lavorare su di te, le vecchie forze del subconscio continueranno ad esercitare una terribile influenza e tu non sarai in grado di creare la tua nuova realtà a partire da zero. Dopotutto, se vuoi costruire una nuova casa sullo stesso terreno di una antica, che cosa fai? Aggiungi cemento a quella vecchia oppure hai prima bisogno di buttarla giù? Allo stesso modo, devi renderti conto che tu hai un programma che proviene dal tuo passato. Questo programma crea la tua realtà di tutti i giorni. Se vuoi improvvisamente cambiare la tua realtà, devi prima conoscere quella attuale! Altrimenti otterrai sempre risultati casuali e i tuoi desideri più profondi non si avvereranno.

Per alcuni può sembrare una cosa evidente. Ma in realtà non è affatto scontato che tu debba intervenire prima sul tuo vecchio programma per poter costruire poi la tua nuova realtà. In particolare, certe convinzioni inconsce sono dure a morire e il tuo subconscio lotterà duramente per conservarle, soprattutto se vai ad intaccare alcuni bisogni profondi del tuo ego. Inoltre, ti do un altro consiglio:

Formula le tue intenzioni in modo chiaro. La legge di attrazione funziona se sai esattamente che cosa vuoi. Proprio per questo è necessario conoscerti a fondo. Altrimenti rischi di formulare desideri che in realtà non sono i tuoi, o perlomeno non nascono dalle profondità della tua anima.

La ricetta della legge di attrazione: come attrarre ciò che desideri in tre punti

Ecco come attrarre ciò che desideri in breve:

  • 1) Conosci te stesso per conoscere i tuoi desideri. Ciò è indispensabile per sapere esattamente ciò che vuoi e quale realtà desideri creare. Inoltre ti permette di renderti conto che tu già applichi inconsapevolmente la legge di attrazione e già ora crei la realtà, che è il riflesso del tuo subconscio.
  • 2) Trasformati. La legge di attrazione, dunque, riflette ciò che sei nel profondo e non le tue intenzioni più superficiali. Quindi se vuoi davvero realizzare i tuoi desideri, devi lavorare su di te per diventare una nuova persona. Trasformandoti, cambieranno i tuoi pensieri, emozioni e atteggiamenti. E in questo modo la tua realtà si manifesterà quasi spontaneamente.
  • 3) Agisci. Ricordati che i tuoi obiettivi non cadono dal cielo. Il tuo intervento è fondamentale per ottenere ciò che desideri e non puoi pensare che sia sufficiente visualizzare il futuro o ripeterti cento volte la stessa frase per cambiare la tua realtà. La legge di attrazione non è la legge dei pigri.

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Come sfuggire al dominio della mente

come sfuggire al dominio della mente

Se sei sincero con te stesso, devi ammettere quanto la mente esercita una pesante influenza su di te. In alcuni casi il potere della mente è plateale e immediatamente riconoscibile. Ciò è evidente quando ci facciamo sequestrare da emozioni violente, come scatti repentini di collera o accessi di incontenibile tristezza. Ma nella maggior parte dei casi la mente è molto più subdola. Ci possiede come un mostro silenzioso, al punto da farci convincere che siamo noi ad agire, quando è essa a decidere per noi. Oppure ci manipola attraverso la creazione di significati. O ancora ci controlla fisicamente attraverso emozioni spiacevoli, come i sensi di colpa. In altri casi ci insinua dei dubbi pericolosi. Oppure ci fa cadere prigionieri delle sue credenze assurde e distruttive. Come sfuggire al dominio della mente per raggiungere la libertà interiore? In questo articolo ti darò delle soluzioni a questo quesito.

Voglio approfondire innanzitutto i modi con cui la mente ti manipola. Poi passerò a descrivere le soluzioni per sfuggire al dominio della mente. Per prima cosa, però, vorrei invitarti a riconoscere l’influenza della mente su di te. Infatti nella maggior parte dei casi l’essere umano è del tutto identificato con la mente. Ed è proprio questa identificazione la causa primaria della sofferenza. Se vuoi smettere di soffrire, è necessario che sfugga alla schiavitù della tua stessa mente. E ti dirò che non è una cosa affatto semplice, proprio per via dei suoi elaborati meccanismi di difesa. In un certo senso, la tua mente è fatta per possederti vita natural durante. Qualunque cosa farai per evadere dal “carcere”, dovrai scontrarti con ostacoli e lottare contro le tue stesse catene. Ma se sarai abbastanza volenteroso, potrai acquietare la tua mente e diventare tu il padrone.

Come la mente ti controlla

Come ho anticipato nell’introduzione, la mente ti controlla nei modi più disparati. Per di più, ogni tua mossa verso la liberazione è controbilanciata da una reazione della tua mente. In pratica, è come se ogni tuo tentativo di fuga fosse già stato previsto in modo da essere sventato. Così, ogni volta che ti sembra di allentare la pressione delle tue catene, la prigionia torna più pesante di prima. In ogni caso, non farti ossessionare dalla metafora della prigione. Infatti, uno dei meccanismi con cui la mente ti domina è la creazione di un nemico immaginario all’interno di se stessa. Le trappole sono davvero infinite, ma individuando le principali ti sarà molto più facile sfuggire al dominio della mente. Inoltre, considera il seguente fatto: la società di oggi è forgiata sul modello mentale. In altre parole, è essa stessa, nel suo complesso, schiava della mente.

Ciò fa sì che il processo di fuga sia ostacolato non solo da fattori interiori, ma anche esterni, in un mix letale da cui è davvero difficile (ma non impossibile!) uscire. Ti dirò di più: il dominio della mente è l’unica vera schiavitù di cui hai bisogno di liberarti. Potresti pensare di non poter sopportare la tua situazione esterna e volerla cambiare a tutti i costi, ma in realtà ciò è soltanto un altro meccanismo di controllo della tua mente. Essa, infatti, ti fa confondere l’oppressione della tua prigione interiore con un senso di soffocamento legato al tuo ambiente. Ora però bando alle ciance ed entriamo nel dettaglio dei meccanismi di dominio!

1) Le reti di significato

La mente ti controlla innanzitutto con i significati. Che cosa vuol dire? Dal punto di vista della mente, i pensieri sono dei contenuti intrisi di senso e valore. Ogni pensiero dice qualcosa in merito ad un determinato oggetto. I significati sono certamente fondamentali per la tua sopravvivenza. Inoltre senza di essi non potremmo parlare o fare discorsi, né esprimere concetti o definizioni. Nella pratica, i significati sono indispensabili: senza di essi non potresti nemmeno leggere questo articolo! Ma se ora all’improvviso la tua mente dovesse smettere di riconoscere i significati di queste frasi, tu ti ritroveresti a scorrere gli occhi su dei segni privi di senso. E in effetti ciò che sta scritto qui non è che un cumulo di simboli che di per sé sono senza valore. Solo la mente attribuisce loro un senso compiuto.

Allo stesso modo, ti invito a vedere i tuoi pensieri per ciò che sono realmente, e non per il loro contenuto. Essenzialmente, i pensieri non sono che campi di energia che vibra ad una certa frequenza. Ciò è vero dal punto di vista della tua consapevolezza. Nel campo della tua coscienza, i pensieri sono soltanto delle perturbazioni o delle modulazioni vibrazionali. La tua mente, però, li carica di significati e in questo modo ti assorbe nella propria ragnatela. Sono i significati a creare sofferenza. Come? Semplicemente, i significati sono delle credenze da te ritenute vere. Tali credenze creano il mondo e danno vita alla separazione, e tu inizi a percepire minacce e pericoli provenienti dall’esterno.

I significati sono i tuoi problemi, le tue ansie e le tue preoccupazioni. Se tu smascheri i tuoi problemi, essi smettono di essere le tue ossessioni e si rivelano per quello che sono: frammenti di energia che non possono turbare la tua inviolabile consapevolezza.

2) Il controllo “bruto”

Quando la mente non riesce più a controllarti attraverso i significati, può manipolarti attraverso le emozioni. Se mediti regolarmente, avrai notato come anche quando la tua mente tace, continui ad avvertire degli spiacevoli malesseri, che riescono ad assorbirti nuovamente nei pensieri. Le emozioni, ancora una volta, sono dei semplici pacchetti di energia. Eppure hanno il potere di piegarti e sconvolgerti, disturbarti e dominarti. Chiaramente, le emozioni diventano fastidiose quando le giudichi attraverso dei significati. Infatti di per sé esse sarebbero soltanto delle sensazioni avvertite a livello fisico. Il problema è la ruminazione mentale che le accompagna. Tuttavia, ciò che spesso accade è che la percezione del malessere fisico viene da te giudicata inconsciamente. In altre parole, pensi che l’emozione non possa avere potere su di te, ma proprio in quel momento le stai concedendo spazio per controllarti.

Le emozioni, inoltre, sono spesso più veloci dei pensieri. Così, ti capita di essere disturbato da ansia, malinconia o irritazione prima di formulare qualsiasi pensiero al riguardo. Queste emozioni, poi, hanno un certo potere intrinseco e riescono a influenzarti e a spingerti nell’inconsapevolezza. Avrai notato che è davvero difficile rimanere presente quando un’emozione forte prende il sopravvento. La tua presenza deve essere piuttosto intensa per non cadere in preda alla negatività. Infatti molti eventi scatenano nella tua mente reazioni inconsce direttamente legate al suo bisogno di sopravvivenza. Quando la mente si sente minacciata e tu ti identifichi con essa, questa è in grado di importi i suoi diktat senza che tu possa fare nulla al riguardo, a meno che non abbia già maturato un buon livello di consapevolezza. I cosiddetti “sequestri emozionali” sono potenti e in molti casi sono al di fuori del tuo controllo cosciente.

3) Il controllo “dolce”

Nella maggior parte dei casi, però, durante una giornata media sono pochi i momenti in cui sperimenti emozioni incontrollabili. Ciò che però può influenzarti senza che tu nemmeno te ne accorga è il sostrato emotivo di base. Che cos’è il sostrato emotivo? Non è altro che quel cumulo di emozioni che fanno la loro comparsa in sordina e danno origine ad una serie di sensazioni di sottofondo che sembrano non avere una causa ben precisa. Ti sarà capitato di provare malinconia, ansia o irritazione senza una ragione apparente. A dire il vero, ognuno di noi sperimenta quasi sempre un livello base di emotività e raramente siamo completamente in pace e privi di turbamenti. Ciò che risuona dal profondo è un senso di vuoto e di mancanza che tendenzialmente ignoriamo.

Eppure questa sensazione ci porta a lamentarci, giudicare, avere bisogno di distrazioni. Ci fa sentire spesso annoiati e frustrati e ci fa rifuggire il momento presente, portandoci a odiare l’attesa e ad essere impazienti. Questo senso di vuoto ci fa sentire stanchi e apatici, ci toglie la motivazione e ci fa sentire tristi e malinconici. Ma che cos’è questo senso di mancanza? Che cos’è quest’emotività nascosta che emerge spontaneamente? Si tratta del corpo di dolore. Esso è il riflesso del passato su di noi, o meglio è il risultato di una mente inosservata. L’identificazione con la mente (che è il contrario dell’osservazione) porta necessariamente a costanti insoddisfazione e sofferenza. Ogni volta che siamo inconsapevoli e agiamo identificandoci con la mente, il corpo registra la reazione e accumula tensione.

Le emozioni in sordina causano una perenne insoddisfazione

Così, accade che nel corso del tempo continuiamo ad avvertire sofferenza apparentemente inspiegabile e cerchiamo tutte le ragioni del mondo per dare un senso al nostro disagio. Chiaramente, però, dobbiamo riconoscere che siamo noi, attraverso la nostra mente, la causa principale del nostro malessere. E, per quanto possa sembrare strano, la mente si nutre del tuo malessere, poiché è un modo semplice e immediato per sopravvivere e perpetuare il proprio dominio su di te. In breve, la ragione per cui ti senti insoddisfatto anche quanto tutto sembra andare per il verso giusto, è la seguente: non osservi sufficientemente la tua mente e ti identifichi con essa.

La prossima volta che ti senti depresso, apatico o frustrato senza una causa ben precisa, non cadere in preda alla tua mente. Abbi il coraggio di vivere le tue emozioni liberamente e di illuminarle con la luce della tua presenza. Ricordati che ogni volta che fuggirai il tuo malessere, esso si presenterà un’altra volta più intenso e doloroso. Non rifuggire le tue emozioni. Esse sono dei preziosissimi segnali che ti indicano che hai bisogno di osservare la tua mente. Le emozioni ti dicono la verità sul tuo stato mentale, per cui non ti conviene ignorarle fuggendo in un’attività o facendoti assorbire dal flusso di pensieri. L’emotività di base è una forma di controllo “dolce” della tua mente. Infatti apparentemente non ci sono sconvolgimenti particolari, tanto che all’esterno nessuno potrebbe notare il tuo malessere. In molti casi, siamo noi i primi a non riconoscere la nostra insoddisfazione.

La negatività emotiva è subdola e passa troppo spesso inosservata

Meditare e praticare l’osservazione è fondamentale per conoscere se stessi. In particolare, la meditazione ci mette a contatto con la nostra emotività di base. Non a caso, molti di noi si lamentano di non riuscire a meditare oppure che la loro meditazione ha alterato il loro umore e li ha fatti sentire peggio. In verità, ciò che la meditazione fa è far emergere il tuo malessere. E ciò è una cosa buona, poiché significa che stai notando per la prima volta il tuo disagio. Tuttavia, devi riconoscere che la causa del tuo malessere non è la meditazione, poiché essa ha soltanto contribuito a farla apparire nel campo della tua consapevolezza. E devi essere assolutamente grato per questo.

Se al contrario non pratichi l’osservazione, accade che il tuo senso di vuoto rimane inosservato. In questo modo, soffri senza sapere perché. Per la maggior parte del tempo, tieni a bada quella sensazione. Addirittura, molti di noi (quasi tutti, a dire il vero!) hanno fatto l’abitudine con il malessere. Dato che si tratta di una negatività costante, non ci facciamo nemmeno caso. Pensiamo che sia naturale sentirci così. Siamo convinti che sia ovvio annoiarci quando dobbiamo aspettare, essere depressi quando siamo soli o sentirci apatici quando abbiamo poco da fare. Ma non c’è nulla di più falso! Tu sei fatto per essere sempre in pace, non per soffrire di perenni malumori! Non è affatto normale aver bisogno di rifuggire in continuazione in attività per non sentirsi depressi o sentire l’urgenza di lamentarsi, brontolare o proiettare all’esterno il proprio dolore!

La nuova normalità emotiva

A dire il vero, credo che la maggior parte di noi sia vittima di questa credenza: per essere felici dobbiamo fare qualcosa, raggiungere qualche obiettivo, riempire il nostro tempo. Ma in realtà questa convinzione è frutto del desiderio di distrarci per non dover avere a che fare con la nostra insoddisfazione. La nostra infelicità colora le nostre vite in maniera così diffusa che siamo finiti nell’era di una nuova normalità emotiva. Che cosa intendo? Semplicemente, crediamo che il senso di mancanza faccia parte della nostra natura. E in base a ciò abbiamo costruito l’intera società. La nuova normalità emotiva è fatta di perenne sconforto e turbamento. La conseguenza è che abbiamo bisogno di una costante fuga da noi stessi per non sentire quel vuoto. Eppure, in questo modo non facciamo che nasconderlo sempre più in profondità, finché il costo della nostra inconsapevolezza non ci impone di guardarci dentro.

Ci guardiamo intorno e vediamo persone infelici, quindi pensiamo che anche noi saremo destinati alla stessa miseria. Vediamo persone arrabbiate e pensiamo che anche noi dovremo vivere in preda alla collera. Questo meccanismo di controllo della nostra mente è così radicato in noi da non lasciarci apparentemente scampo. La tua mente vive di malessere e finché non avrai il coraggio di confrontarti con i tuoi mostri, la sofferenza avrà il sopravvento su di te.

4) Le proiezioni: come liberarsene per sfuggire al dominio della mente

Uno dei meccanismi di controllo preferiti dalla tua mente è la proiezione. Di che cosa si tratta? Si tratta di quel processo in base al quale incolpi o accusi gli altri dei tuoi mali. Ciò implica che non ti assumi la responsabilità della tua sofferenza. Per la mente, proiettare i propri conflitti all’esterno è liberatorio, ma per te è il prolungamento della tua prigionia. Infatti finché assumi un atteggiamento da vittima, sei destinato a soffrire. Infatti la sua mente si crogiola in mezzo ai tuoi mali. E se tu crei un’identità costruita su di essi, stringi ulteriormente le tue catene. Il problema è che la mente fa di tutto per dare la colpa agli altri, poiché ciò è indispensabile per la sua sopravvivenza. Assumersi la responsabilità vuol dire fine della schiavitù, e ciò è per la mente insopportabile. Ma tu hai il potere di liberarti, smettendo di accusare il mondo.

Smettere di lamentarsi è una pratica davvero potente. Ogni volta che ti viene l’uzzolo di lamentarti, ricordati che facendolo ti boicotterai da solo. Se lascerai andare il capriccio, acquisirai un po’ di potere sulla tua mente. Inoltre, è necessario che riconosca che sei tu a provocarti tutta la tua sofferenza. Anche se è difficile da accettare, soltanto accogliendo profondamente questa verità potrai sfuggire al dominio della tua mente. Dopotutto, se ci ragioni un attimo, non è meraviglioso il fatto che sei tu a causarti ogni sofferenza? Infatti è solo in questo modo che puoi eliminarla. Se fossero gli altri a causarti sofferenza, non potresti mai essere felice e la tua felicità dipenderebbe dall’esterno. Ma il vittimismo è un modo infantile di ragionare e porta soltanto ad incrementare il tuo malessere.

Come rompere i vecchi schemi per sfuggire al dominio della mente

Come avrai già capito, la soluzione numero uno per sfuggire al dominio della mente è l’osservazione. In particolare, però, è necessario che inizi ad ascoltare la tua mente per riconoscere gli schemi che si ripetono. Infatti la tua mente è davvero poco fantasiosa, e suona sempre la stessa musica, come un disco rotto. E questo è forse l’unico suo punto debole. Quindi, ti conviene approfittare di questa debolezza per buttare giù l’intero castello. Diventa consapevole degli schemi della tua mente: ciò è l’unico modo per spezzare la tua dipendenza da essi. Nota come ogni giorno pensi quasi sempre gli stessi pensieri. In fondo, la tua mente è prigioniera di se stessa e dei suoi stessi meccanismi di difesa. Non a caso, il suo istinto di conservazione e il suo desiderio di rimanere in vita è controbilanciato da una tendenza autodistruttiva.

In altre parole, la tua mente vuole sopravvivere ma allo stesso tempo vuole anche morire, poiché alla fine la tua coscienza è destinata a tornare in se stessa e la mente deve prima o poi collassare, volente o nolente. Per sfuggire al dominio della mente, puoi dunque anche confidare in questa tendenza della mente: sapendo che essa non è essenziale alla tua natura e che è costretta a morire, tu diventi più forte e fiducioso nelle tue possibilità di vincere. Inoltre, è necessario che ti sforzi per non ricadere nei vecchi schemi. Infatti anche se tu li osserverai, essi continueranno ad esercitare un certo potere su di te per un po’. Ricadere nell’inconsapevolezza è tremendamente più facile, ma infinitamente più deleterio. Sta a te scegliere la strada più comoda ma distruttiva oppure quella più difficile ma salvifica.

Come sfuggire al dominio della mente sottraendosi alla tirannia dell’abitudine

In fin dei conti, l’identificazione con la mente e la tua tendenza ad agire secondo i suoi “comandi” è frutto dell’abitudine. Certamente si tratta di un’abitudine dura a morire, consolidatasi nel corso di decadi della tua vita. Dunque, se la vera tiranna è l’abitudine, sfuggire al dominio della tua mente diventa uno sforzo cosciente contro il tuo programma inconscio. In altre parole, tu sei programmato per agire in un determinato modo: infatti finché è la mente a dominarti, non hai vera libertà, ma solo l’illusione di scegliere! Quando inizi ad osservarti davvero, ti rendi conto di non aver avuto mai libertà, poiché avevi sempre agito in base ai condizionamenti della tua mente. Ma nel momento in cui diventi osservatore, inizi ad essere libero e cominci per la prima volta a vivere. Quando non osservi, sei schiavo delle reazioni apprese dalla tua mente: è il tuo subconscio a controllarti.

Quindi, se vuoi sfuggire al dominio della mente, devi rimuovere l’abitudine di identificarti con i suoi schemi. E ciò all’inizio sarà piuttosto difficile. Dopotutto, se hai sempre scritto con la mano destra, scrivere con la sinistra non sarà un gioco da ragazzi. Allo stesso modo, se hai sempre agito secondo le limitazioni della tua mente, assumere il punto di vista della tua consapevolezza richiede, almeno apparentemente, un certo sforzo. In realtà, dato che la tua vera natura è quella di osservatore, il tuo sforzo è a “ritroso”, e in realtà è un processo di rilassamento. Ma dato che sei stato sempre abituato a cadere in preda agli schemi della tua mente, ti sembrerà di doverti impegnare duramente per rimanere consapevole. In realtà, rimanere presente è la cosa più semplice che esista, poiché devi limitarti ad essere e ciò non può costarti sforzo! Eppure ti sembrerà di doverti impegnare intensamente.

Smetti di fidarti della mente: ecco come puoi sfuggire al suo dominio

Uno dei paradossi in cui incorrerai durante il tuo processo di osservazione è il seguente: continuerai a fidarti del tuo stesso carceriere (la mente) per liberarti dalla tua prigionia. Infatti c’è un grosso problema di fondo: finché tu sei condizionato dalla mente, non hai vera libertà. Potrebbe dunque venirti il dubbio se sei veramente tu a volerti liberare della mente o se è la mente che vuole liberarsi di se stessa… Ma ti invito a non preoccuparti troppo di questo. In ogni caso, aumentando la tua consapevolezza, potrai dubitare sempre di più della tua mente. Inizierai a percepire i suoi contenuti come brusio di sottofondo e non ti farai condizionare troppo dai pensieri. Comincerai a non essere più schiavo delle tue emozioni e ad avere la possibilità di rimanere presente nonostante il loro potere su di te.

Ti consiglio di mettere sempre in dubbio quanto ti suggerisce la tua mente e di smettere di fidarti di essa a partire da oggi. Non cadere nelle reti di significati e rimani presente nel momento in cui la mente vuole impadronirsi subdolamente di te. La mente mente, eppure è in grado di farti credere che stia dicendo la verità. Infatti la mente non ha grande interesse per la verità, e ogni sua credenza è vera oppure falsa. Non a caso la logica formale si basa sul principio di non contraddizione e non ammette mezze verità! Ma tu devi andare oltre la logica in questo percorso. La logica ti tiene imprigionato e non ti offre alcuna via di uscita. La tua presenza consapevole, al contrario, è l’unica tua vera salvezza. Grazie per aver letto questo articolo. Ti invito a iscriverti alla newsletter per rimanere aggiornato!

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13 ragioni nascoste della tua sofferenza

13 ragioni nascoste della tua sofferenza

L’infelicità dipende spesso da motivi nascosti. Infatti gran parte della tua sofferenza è frutto del tuo subconscio. Così la maggior parte di noi si ritrova insoddisfatto, depresso o ansioso senza una ragione apparente. La verità è che, per quanto non siamo consapevoli delle cause dei nostri malesseri, essi hanno un’origine ben definita. Come puoi capire che cosa ti turba o ti procura emozioni negative se sfugge alla tua consapevolezza? La chiave di tutto è l’osservazione. Se ti osserverai senza giudicarti, conoscerai te stesso. E conoscendo te stesso, aumenterai notevolmente la tua consapevolezza. In questo modo i tuoi malesseri si dissiperanno. Ma quali sono le 13 ragioni nascoste della tua sofferenza di cui probabilmente non sei ancora del tutto consapevole? Eccole qui di seguito:

1) Hai aspettative troppo alte

Una delle 13 ragioni nascoste della tua sofferenza è il fatto di nutrire aspettative troppo alte nei confronti degli altri e del mondo. Ma anche nei confronti di te stesso. Quando esprimi un’aspettativa, stai rifiutando la realtà per quella che è. Ciò ti spinge a lamentarti e a causare sofferenza a te stesso. Infatti, come avrai notato, lamentarti non serve a nulla. Non cambia la realtà né esaudisce i tuoi desideri. Al contrario, le tue aspettative sono una trappola con cui proietti le tue personali insoddisfazioni all’esterno. Dopotutto, perché hai bisogno di lamentarti o di voler cambiare la realtà?

Perché il mondo non ti va bene così com’è? Evidentemente, il tuo ego è infastidito o disturbato da qualcosa, oppure si sente minacciato o in pericolo. Ma devi iniziare a pensare che le tue aspettative sugli altri rivelano in realtà che tu non accetti una parte di te stesso. Quando cominci ad osservarti e ad ascoltarti, ciò ti appare sempre più evidente. Inoltre, considera che sei tu la prima vittima delle tue aspettative.

2) Ti giudichi troppo duramente

Il giudizio è sicuramente una delle cause più subdole della tua sofferenza. Per quanto infatti la maggior parte di noi sostenga l’inutilità del giudizio e rimanga infastidito dalle critiche degli altri, ciascuno di noi è il peggior giudice di se stesso. Siamo duri con noi stessi, poiché abbiamo introiettato il biasimo delle nostre figure educative dell’infanzia. Il nostro dialogo interiore è negativo e impregnato di giudizi. Ogni volta che ci giudichiamo, apriamo un divario all’interno della nostra stessa mente. Dopotutto, è sempre la mente a giudicare se stessa, per cui evidentemente deve dividersi in due. Infatti il giudizio crea attrito e separazione. Quando non stiamo bene con noi stessi, giudichiamo continuamente noi stessi e gli altri. Ma non ci rendiamo conto che quando giudichiamo qualcuno stiamo comunque giudicando una parte di noi.

Solitamente la maggior parte di noi considera il proprio giudizio come una verità assoluta e pensa che esso si riferisca alla realtà. Quando consideriamo qualcuno stupido, pensiamo che costui debba davvero essere stupido. Ma perdiamo di vista il fatto che il nostro malessere dipenda solo e soltanto da noi, e il nostro giudizio è una proiezione della nostra sofferenza sugli altri. Non a caso, se rimani consapevole nel momento in cui giudichi, noterai che a causarti sofferenza non è l’altra persona o il suo comportamento, ma la tua interpretazione dei fatti, quindi il tuo stesso giudizio. Sei tu a causarti sofferenza da solo attraverso la tua mente.

3) Subisci le emozioni

Molti di noi subiscono le emozioni come se fossero una condanna (o viceversa un premio se sono positive). Lasciamo che gli eventi esterni determinino il nostro stato emotivo. Così, ci lasciamo scivolare via la nostra pace interiore. E il più delle volte siamo davvero convinti che siano le circostanze esterne a influenzare il nostro stato d’animo. In realtà, siamo noi a scegliere come reagire. Il problema è che nella maggior parte dei casi non siamo consapevoli delle nostre scelte. Ogni tua emozione ha un perché e contiene un segnale preciso. Il fatto è che ignoriamo il motivo per cui un’emozione si presenta e ci facciamo trascinare nel loro oceano. Le emozioni ti causeranno sofferenza finché ti farai assorbire da esse. Quando inizierai ad osservarle, esse si scioglieranno alla luce della tua consapevolezza.

4) Non vivi nel presente

Una mente che vaga rende infelice. Ogni volta che ti proietti fuori dal momento presente, soffri. Infatti la sofferenza non è mai adesso. Essa è sempre in uno spazio immaginato dalla mente: nel passato o nel futuro. Ma il passato e il futuro non esistono: nascono soltanto nella mente, che vive esclusivamente di tempo. Il momento presente è eterno e al di fuori dalla dimensione temporale. In esso non puoi soffrire. Al contrario, la mente anticipa il futuro creandoti ansia, angoscia e preoccupazioni. Oppure rammenta il passato, creandoti dispiacere, rimorso e malessere. Finché ti farai assorbire dalla mente, la sofferenza sarà assicurata.

5) Vedi tutto in bianco e nero

Una delle 13 cause nascoste della tua sofferenza è la “visione a tunnel”. Essa consiste nell’incapacità di cogliere le sfumature della realtà. In questo modo, tendi a interpretare tutto secondo due categorie opposte e inconciliabili. Ad esempio, pensi di essere buono o cattivo, intelligente o stupido, felice o infelice, bello o brutto, odioso o amorevole. Oppure credi che gli altri ti amino o ti odino, siano tuoi amici o tuoi nemici, siano egoisti o altruisti, ti apprezzino o ti biasimino. La visione a tunnel è davvero deleteria e ti conviene liberartene subito. Come? Inizia ad apprezzare la varietà del mondo. Considera che tra gli estremi vi sono infinite qualità intermedie.

6) Proietti i tuoi conflitti all’esterno

La maggior parte di noi proietta i propri conflitti all’esterno. La cosa più grave è che pensiamo davvero che siano gli altri a causare la nostra sofferenza. Infatti è molto più facile accusare gli altri piuttosto che assumersi la responsabilità del proprio dolore. Ad esempio, potresti lamentarti di non essere amato abbastanza dai tuoi famigliari. Ma in fondo la mancanza di amore è un tuo problema. Non sto dicendo che sia colpa tua: infatti molto probabilmente è vero che hai subito un’educazione rigida e priva di amore. Ma devi iniziare a riconoscere che ciò che stai vivendo è un tuo conflitto interiore, e solo tu hai la possibilità di risolverlo.

7) Ti identifichi con la tua storia

L’uomo è un maestro nel cucire su se stesso false identità. Ma la cosa peggiore è che finisce per credere alle proprie storie. Crediamo di essere una determinata persona, con precise caratteristiche fisiche e psicologiche. Pensiamo di essere definiti dal nostro carattere. Siamo convinti di essere determinati dal nostro passato biografico. In questo modo, creiamo le nostre catene e la vita diventa una prigione. Finché indosseremo i panni del nostro personaggio, soffriremo. Tu non sei la tua storia, né quella che hanno elaborato i tuoi famigliari o la società in cui vivi. Smetti di identificarti con tutte queste cose fasulle!

8) Credi alla tua mente

La mente è un preziosissimo strumento. Eppure la maggior parte di noi la trasforma in un’entità con cui si confonde. Ci facciamo trascinare nei posti più miserevoli dai nostri pensieri. Ci fidiamo ciecamente della mente come se contenesse delle certezze indiscutibili. In realtà la mente pensa alla propria sopravvivenza e a proteggere se stessa. Ma non ti dice la verità. Infatti, nella maggioranza dei casi la mente è un ricettacolo di credenze accumulate nel corso del tempo. Queste credenze sono spesso enormi limitazioni per il tuo benessere. Al posto di credere alla mente, fidati del cuore. Esso è una guida molto più sicura.

9) Pensi di conoscere la causa dei tuoi malesseri

Spesso diamo per scontata la causa della nostra sofferenza. Ad esempio, quando prendiamo un brutto voto, ci diciamo che il nostro dispiacere deriva da tale evento. In realtà, nella maggior parte dei casi analizziamo le nostre situazioni solo in superficie e non indaghiamo a fondo i motivi del nostro dolore. Evidentemente, a causarci sofferenza non è il brutto voto in sé, ma la nostra interpretazione di esso. In particolare, potremmo notare come in verità soffriamo per aver deluso qualcuno, o perché attribuiamo al voto un giudizio sul nostro valore. Oppure abbiamo paura del giudizio degli altri e ci preoccupiamo di che cosa penseranno di noi. E in fondo a tutto questo, noteremo che c’è un bisogno psicologico profondo di essere amati. Ciò che appare come ragione superficiale non è mai reale. C’è sempre un motivo nascosto più profondo.

10) Cerchi la felicità all’esterno

Una delle 13 ragioni nascoste della tua sofferenza è l’abitudine a cercare la felicità all’esterno. Tale tendenza è così radicata nella nostra mente che non è sufficiente rendersi conto che la felicità non si trova da nessuna parte se non dentro noi stessi. La mente ha bisogno di vivere questa realizzazione prima di rinunciare alla ricerca esterna. In ogni caso, ogni volta che provi piacere o soddisfazione per qualcosa, renditi conto di come sei tu a causarti quello stato d’animo positivo. In altre parole, la tua felicità parte sempre dall’interno. Quindi smetti di alienare la tua pace e consegnarla a qualcuno o a qualcosa. La mente continuerà a farti credere di aver bisogno di eventi esterni per essere felice. Ma l’unica pace che esiste è quella del tuo Essere.

11) Ti fai condizionare dagli altri

L’inautenticità causa profondi malesseri e ti fa sentire oppresso dal mondo. Il motivo per cui ti fai condizionare dalle pretese della società, della tua famiglia o della tua cultura è la paura dell’ignoto. Quando infatti rivendichi le tue scelte o ti esprimi liberamente, accade che ti ritrovi solo. Ciò è meraviglioso e affascinante, ma il tuo ego si sente minacciato dall’anticonformismo e dall’originalità. Infatti non puoi sapere a priori se le tue decisioni verranno apprezzate oppure no. Così temi il rifiuto e fai un passo indietro. Preferisci la sicurezza alla felicità. Ma devi capire che la felicità è necessariamente frutto della libertà interiore. Finché avrai bisogno di un rinforzo esterno, la tua felicità dipenderà dall’approvazione degli altri. Liberati dai condizionamenti e apriti alla libertà!

12) Sei schiavo del tuo ego: la madre delle 13 ragioni nascoste della tua sofferenza

Il tuo ego è un padrone crudele. Finché ti identificherai con esso, sarai in guerra col mondo. Infatti è inevitabile che il tuo ego abbia paura o sia insoddisfatto o infastidito. Esso è un’entità mortale e vulnerabile, ed è separata dal resto dell’universo. Per questo non puoi vivere in armonia e in pace quando sei comandato dall’ego. Assumi il punto di vista della tua coscienza, che è la tua vera essenza e non è insicura o fragile. Quando il tuo ego si sente in pericolo, ricordati che quello non sei tu. Disidentificarti dall’ego è un processo graduale, ma è il presupposto per una pace interiore duratura.

13) Non hai una missione personale

L’ultima delle 13 ragioni nascoste della tua sofferenza è la mancanza di una missione personale. La vita di per sé sembra infatti non avere un senso. Dunque è necessario che tu crei uno scopo esistenziale a cui dedicarti per sentirti vivo ed entusiasta. Dai una direzione alla tua vita, scoprendo la tua vocazione o creando una tua missione. Fatti guidare da essa per non rimanere in balia del caos. Connettiti con dei valori in modo da avere una cartina per la tua vita. Segui i miei consigli per trovare la tua missione personale. Finché non sarai tu la guida della tua vita, saranno gli altri a decidere per te, ad attribuirti ruoli e ad assegnarti compiti. Quando scegli tu la direzione da dare alla tua vita, sei il padrone e il creatore e ciò ti dà un enorme sollievo.

Le 13 ragioni nascoste della tua sofferenza nella pratica

Nella pratica, queste 13 ragioni della tua sofferenza sono spesso così nascoste che individuarle non è per nulla semplice. Ma come anticipavo nell’introduzione, la soluzione migliore è l’osservazione. Infatti la tua sofferenza è frutto della tua inconsapevolezza. E l’unico modo per eliminare tale inconsapevolezza è diventando consapevole di ciò di cui sei ancora all’oscuro.

Come individuare le 13 ragioni nascoste della tua sofferenza con l’osservazione

L’osservazione è davvero l’unica cosa di cui hai bisogno. Infatti potresti trovare numerose soluzioni nel breve termine per alleviare la tua sofferenza. La tua mente ti spinge a rifugiarti in una sostanza, in una relazione oppure in un’attività apparentemente innocua come la meditazione. Non a caso la stessa spiritualità viene abbracciata per trovare sollievo dalla sofferenza. Ma ricorda che la spiritualità, le pratiche meditative e la ricerca di sé non sono dei rimedi ansiolitici, per cui non devi vederli allo stesso modo con cui prendi un farmaco per abbassare la pressione. Altrimenti finisci per ricercare nella spiritualità la stessa felicità che desideravi in passato. Ma la felicità non viene dalla spiritualità in sé, bensì da te stesso. Per questo devi diventare la guida del tuo percorso e intraprendere un cammino autonomo di auto-osservazione.

Osservarsi significa imparare a conoscersi senza giudicarsi. E ciò non è semplice in quanto la mente è sempre pronta a subentrare con il suo filtro. Per questo devi essere disposto, nel tuo percorso, ad accettare qualunque emozione, anche la più spiacevole, senza farti assorbire da essa. Questa è la parte più difficile del percorso. La maggior parte di noi si arena nel campo della ricerca interiore, poiché non ha il coraggio di guardare in faccia i propri mostri. I mostri interiori infatti fanno paura, ribrezzo, ci mettono a disagio. A nessuno fa piacere rimanere del tempo in mezzo al proprio tumulto emozionale, eppure questa è l’unica cura ai tuoi malesseri. Dunque, dedica del tempo solo a te stesso, durante il quale diventi consapevole dei tuoi pensieri, delle tue emozioni e sensazioni.

La solitudine terapeutica

Esattamente: sto dicendo che per trovare le 13 ragioni nascoste della tua sofferenza e tornare alla tua pace hai bisogno di rimanere a lungo solo. Infatti la solitudine non è altro che la compagnia di noi stessi. Ed è l’unico modo per acquisire potere su di noi, conoscendoci pian piano e con amore. Dopotutto, non è così che fai con le persone che ami? Come puoi pretendere di conoscere i tuoi amici senza trascorrere con loro nemmeno un giorno della tua vita? Allo stesso modo, come puoi aspettarti di conoscere la complessità del tuo Io se non passi mai del tempo con te stesso? Nella società è diffusa questa balzana idea, in base alla quale rimanere soli è inutile o addirittura dannoso.

In effetti molte ricerche mettono in evidenza come la solitudine aumenti l’infelicità. Ma la verità è che ciò dipende dal fatto che non sappiamo stare con noi stessi. Ciò che ci fa stare male è rimanere a contatto con le nostre ansie e la nostra negatività. E pensiamo che sia meglio rifuggire all’esterno per colmare il nostro vuoto. Ma è proprio questa una delle cause più profonde della nostra miseria.

“Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo.” (Blaise Pascal)

Il tuo compito è conquistare te stesso. E per farlo dovrai trovare del tempo solo per te. Smetti di condannare la solitudine come una pena. Non ti dico che devi diventare un eremita, ma perlomeno trova alcuni spazi da dedicare alla tua sola compagnia. E quando trovi questi spazi, non gettarli al vento: sfruttali nel migliore dei modi.

L’osservazione come rimedio alle 13 ragioni nascoste della tua sofferenza

L’osservazione è il rimedio più potente alla tua sofferenza. Ma quali sono gli elementi necessari per osservarsi efficacemente? Premetto che parlare di osservazione in termini di efficacia è una concessione linguistica. Infatti non puoi osservarti bene o male. Ma ci sono degli accorgimenti a cui puoi ricorrere per praticare l’osservazione:

  • resta in silenzio. Con silenzio non intendo l’assenza di rumori o di chiasso. Intendo il silenzio interiore. Quando ti osservi, devi lasciare la mente fuori. Scegli una stanza apposita per l’osservazione e per la meditazione. Prima di iniziare la pratica, immagina che i tuoi pensieri siano confinati fuori dalla porta;
  • trova la tua consapevolezza. Diventa consapevole del tuo Io, poiché è la tua coscienza la protagonista dell’osservazione, ora che la mente è stata lasciata fuori dalla stanza.
  • rimani in contemplazione. A questo punto, non devi fare nulla di particolare. Devi lasciare che pensieri, emozioni e sensazioni emergano nel campo della tua coscienza. E devi limitarti a diventarne consapevole. Se vuoi, puoi focalizzare la tua attenzione su un’emozione in particolare. Ma non forzare mai il processo.

L’osservazione non è una vera e propria pratica. In fondo, essa è la natura del tuo Essere. Per diventare un osservatore, devi semplicemente passare del tempo immerso nella tua coscienza. Infatti qualunque cosa tu faccia, deriva dall’intervento della mente. La tua consapevolezza, invece, è uno spazio di pura accettazione.

Osservarsi vuol dire conoscersi

Più a lungo ti osserverai, più la tua mente ti dirà che stai perdendo tempo. Magari ti sentirai in colpa perché stai sprecando la tua vita. Oppure semplicemente penserai che l’osservazione non ti porterà a nulla. Ma la verità è che osservarsi vuol dire conoscersi. E conoscere se stessi significa conoscere il mondo intero. Il problema è che la nostra idea di esperienza è limitata al mondo esterno. Crediamo che per conoscere dobbiamo “uscire da noi stessi“. In realtà fare esperienza del mondo non è necessariamente una virtù. Potrebbe benissimo darsi che chi viaggia in continuazione e si dedica a cose sempre nuove abbia una conoscenza di sé e degli altri molto limitata. Ma la vera conoscenza è determinata dall’ingresso dentro noi stessi.

Ciò che la maggior parte di noi fa è sfuggire all’incontro con noi stessi. E questo ci fa sentire alienati e ci fa perdere il contatto con la nostra natura. Ma prima o poi dovremo fare i conti con il nostro Io: un Io ignorato e trascurato è un Io che soffre per la mancanza di cure. Sii come un genitore amorevole nei confronti di te stesso, anziché essere un giudice implacabile e il tuo peggior nemico. Non aver paura di te stesso. Non rifuggire l’ansia, la depressione e i tuoi stati d’animo negativi. Affrontali con amore e coraggio. Questo è l’unico modo per guarire dalla sofferenza.

Le 13 ragioni nascoste della tua sofferenza in sintesi

In breve, ti elenco nuovamente le 13 ragioni della tua sofferenza:

  1. Hai aspettative troppo alte
  2. Ti giudichi troppo duramente
  3. Subisci le emozioni
  4. Non vivi nel presente
  5. Vedi tutto in bianco e nero
  6. Proietti i tuoi conflitti all’esterno
  7. Ti identifichi con la tua storia
  8. Credi alla tua mente
  9. Pensi di conoscere la causa dei tuoi malesseri
  10. Cerchi la felicità all’esterno
  11. Ti fai condizionare dagli altri
  12. Sei schiavo del tuo ego
  13. Non hai una missione personale

Nota nella tua esperienza quali di questi 13 fattori hanno un’influenza profonda sulla tua vita. In ogni caso, considera come tutte queste 13 ragioni possono essere semplificate in una sola: la causa originaria della tua sofferenza è l’identificazione con l’ego. Da essa discendono tutte le altre: l’ego si manifesta in maniera molto subdola ed è necessario conoscere tutte le sue “strategie” e i suoi comportamenti per “neutralizzarlo”. Ora non mi resta che augurarti un felice processo di osservazione e di conoscenza di te stesso! Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato. Grazie per la lettura!

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9 segni di una forte autostima

9 segni di una forte autostima

Quali sono le caratteristiche tipiche di una persona con una sana autostima? L’autostima è una delle qualità più ricercate e desiderate. Infatti una buona immagine di sé è correlata con un aumento dei livelli di felicità. Se pensi di avere un’autostima traballante, ti invito a leggere i miei consigli per potenziarla. In questo articolo voglio condividere con te i 9 segni di una forte autostima. Chi ha una sana autostima deriva il proprio senso d’identità dall’interno invece che dall’esterno. Valuta quali di essi possiedi e quali no per accrescere questa tua preziosa risorsa. Buona lettura e buon divertimento!

1) Sai dire di no

Il primo dei 9 segni di una forte autostima è la capacità di dire di no. Molti di noi hanno paura del giudizio degli altri e temono che un loro rifiuto venga considerato come un insulto. Così, al posto di rischiare di perdere l’approvazione degli altri, finiamo per compiacere questi e far star male noi stessi. Per saper dire di no, oltre ad una sana autostima, hai bisogno di:

  • avere delle priorità per guidarti nelle scelte;
  • conoscere i tuoi bisogni. Se ignorerai le tue esigenze, non saprai che cosa sarà meglio per te;
  • avere una missione personale (se non ce l’hai creala subito!). Essa è un’altra guida fondamentale e imprescindibile.

2) Le tue relazioni sono armoniche

Una persona con un’alta autostima non mendica amore. La principale causa dei problemi relazionali è il costante bisogno di riconoscimento da parte degli altri. Chi ha una bassa autostima è mosso da questo bisogno e non può essere genuino in un rapporto. Al contrario, sei hai un’alta autostima, non hai bisogno di lottare continuamente per ottenere qualcosa dagli altri. Sentendoti già completo, nelle tue relazioni normalmente dai più di quanto ricevi senza sentirsi svuotato per questo. Il tuo amore per te stesso si espande naturalmente all’esterno e riesci a donarlo gratuitamente. Le persone stanno bene con te poiché ti vedono come una persona sicura a cui appoggiarsi. Le tue relazioni sono mature e dominate dalla spontaneità e dal calore umano. Infatti non hai paura di perdere nulla.

3) Non hai bisogno del supporto di nessuno

Se hai un’autostima forte, non hai bisogno che nessuno ti dia il suo consenso o il suo parare positivo prima di fare qualcosa. La maggior parte di noi proviene da ambienti educativi deresponsabilizzanti. Le nostre azioni venivano sempre giudicate dai nostri genitori e insegnanti. Così siamo cresciuti con l’idea di non potercela fare da soli o comunque di avere bisogno di un rinforzo esterno. Chi ha una sana autostima, ha lavorato su di sé per superare questa limitazione. Così, si sente responsabile per le proprie scelte e azioni e non si fa influenzare dai pareri degli altri. L’unico supporto di cui ha bisogno è il proprio.

4) Sei indipendente

Se non hai bisogno del supporto di nessuno, è naturale che sviluppi una forte indipendenza. Tale indipendenza si manifesta in tutti i campi: da quello psicologico a quello emotivo fino a quello economico. Finché hai bisogno dell’approvazione degli altri, sei destinato alla dipendenza affettiva e relazionale. Emotivamente, ti senti completo e non senti mancanza di amore. Infatti, sai che l’unico amore di cui hai bisogno il tuo. Sei consapevole di essere già completo e il rifiuto e le separazioni non ti turbano troppo. Psicologicamente, ti senti soddisfatto. I tuoi bisogni e i tuoi desideri non rappresentano un problema. Nella tua vita, sai sempre che puoi contare sulle tue potenzialità.

5) Non ti arrendi di fronte agli ostacoli

Uno dei 9 segni di una forte autostima è la perseveranza. Essa è direttamente legata alla fiducia in se stessi. Se credi nelle tue capacità, non ti fai spaventare dagli ostacoli. Riesci a trasformare i problemi in opportunità. I fallimenti non rappresentano per te una condanna a morte. Quando fallisci, ti rialzi più forte di prima. Sai che gli insuccessi sono temporanei e non ti fai definire da essi. Sei consapevole di quanto sbagliare sia fondamentale per imparare. Le difficoltà che incontri sulla strada sono da te viste come prove e sfide. La tua perseveranza, tuttavia, non è testardaggine: sai quando è il momento di staccare la spina o di rinunciare ad un progetto che sai non ti porterà da nessuna parte.

6) Ami il rischio: uno dei 9 segni vincenti di una forte autostima

Se hai una forte autostima ami il rischio. Infatti sei consapevole di quanto sia importante uscire dalla tua zona di comfort per crescere ed essere felice. L’ignoto non ti spaventa. Anche se hai delle paure, sai di poterle superare efficacemente. Non ti fai bloccare da esse e le vedi anzi come opportunità di crescita. Quando esci dal tuo comfort, ti affidi alle tue risorse interiori e sei fiducioso nella possibilità di riuscire nel tuo intento. Non ti fai assalire dall’ansia poiché confidi nelle tue capacità.

7) Hai un umore stabile e sei in pace con te stesso

Tra i 9 segni di una forte autostima non posso trascurare la qualità dell’umore! Quando non hai problemi di autoimmagine, non ti fai influenzare troppo dagli eventi esterni. Qualunque cosa succeda, rimani centrato e conservi il tuo stato d’animo di partenza. Infatti sai che gli avvenimenti possono avere potere su di te solo se tu dubiti di te stesso. Quando rimani concentrato sulle tue potenzialità, non hai bisogno di abbandonare le tue emozioni nelle mani di qualcuno o qualcosa. Non sei soggetto agli sbalzi di umore tipici di troppe persone oggi. Inoltre, sei in pace con te stesso, in quanto non fai dipendere il tuo stato d’animo dalle tempeste degli altri. Trasmetti agli altri un senso di calma e serenità.

8) Sei interdipendente

Non è una contraddizione rispetto al punto 4). L’interdipendenza è la conseguenza dell’indipendenza. Tanto più sei indipendente, quanto più diventi interdipendente e collaborativo. Se gli altri non sono più una minaccia al tuo orgoglio, puoi essere un efficace leader. Riesci a motivare gli altri e non provi invidia per nessuno. Anzi, sei in grado di essere genuinamente felice per il successo degli altri. Ti piace il lavoro di gruppo e ami le possibilità di condivisione. Sei empatico e riesci a risolvere conflitti o a trovare compromessi. Se hai una sana autostima, infatti, smetti di difendere con i denti il tuo orgoglio personale e inizi a comprendere i punti di vista altrui.

9) Non ti paragoni agli altri

Se hai una forte autostima, non hai bisogno di fare confronti. Piuttosto, ti confronti con il tuo Io di ieri per migliorarti. Non hai bisogno di sentirti superiore o inferiore a nessuno. Infatti la verità è che chi ha una sana autostima ha un orgoglio molto più debole di chi ha una bassa considerazione di sé. Quest’ultimo, infatti, è sempre focalizzato su se stesso e non riesce a vedere aldilà del proprio ego. Paragonarsi agli altri è un profondo segno di insicurezza: deriva dalla necessità di trovare conferme del proprio valore presso gli altri. Quando la tua autostima è alta, gli altri non sono più tuoi rivali o nemici e puoi iniziare ad amare incondizionatamente.

Come riconoscere i 9 segni di una forte autostima in te stesso

Per riconoscere i 9 segni di una forte autostima in te stesso, segui questi consigli:

  • sii onesto con te stesso. Non c’è nessuno che debba imbrogliare! Anche perché mentire è un altro segno di insicurezza…
  • stai attento agli autoinganni. La tua mente potrebbe portarti a sottovalutare o a sopravvalutare il tuo livello di autostima.
  • guarda alla realtà dei fatti, non alle immagini della tua mente. Valuta la tua autostima in base al tuo comportamento oggettivo.
  • osservati durante il giorno per valutare il tuo comportamento.
  • non confondere l’autostima con la presunzione. Infatti la presunzione è quasi sempre un segno di una bassa autostima. Chi ha un orgoglio troppo grande, cerca di compensare le proprie insicurezze gonfiandosi. Ma la sicumera non è sicurezza!

Come riconoscere i 9 segni di una forte autostima negli altri

Puoi utilizzare questi 9 segni per valutare il livello di autostima delle altre persone, in modo da usarle come punto di riferimento (senza paragonarti con loro o sentirti inferiore!). Per farlo ti offro alcuni suggerimenti:

  • elimina i pregiudizi dalla tua mente. Come puoi valutare efficacemente una persona se pensi di averla già “inquadrata”?
  • valuta il loro comportamento. Guarda se il loro atteggiamento è indipendente o se hanno bisogno del rinforzo esterno per essere sicuri.
  • chiedi loro da che cosa dipende la loro sicurezza. Impara da chi ha un’alta autostima anziché invidiarlo!

I 9 segni di una forte autostima in sintesi

Ricapitolando, i 9 segni più rilevanti delle persone con una sana autostima sono:

  1. la capacità di dire di no
  2. l’armonia nelle relazioni
  3. non aver bisogno del supporto esterno
  4. indipendenza
  5. fiducia e perseveranza nonostante gli ostacoli
  6. propensione al rischio
  7. umore stabile e pace interiore
  8. interdipendenza
  9. confronto con se stessi e non con gli altri

Scrivi nei commenti quali sono tra questi 9 segni quelli che pensi di avere e quelli che ti mancano. Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato sul Sentiero della Realizzazione!

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La lettera della gratitudine

la lettera della gratitudine

Oltre a tenere un diario, puoi esprimere gratitudine attraverso una lettera. La scrittura è una potente arma terapeutica. Ti permette davvero di aprire il tuo cuore. Voglio proporti un esempio di lettera della gratitudine. Spero possa esserti di aiuto e sostenerti nei momenti di difficoltà. Leggila ogni volta che ne senti il bisogno. Scrivine una simile quando vuoi.

La lettera della gratitudine: sono grato per…

Sono grato per il primo momento in cui mi sveglio, quando tutto non ha ancora una forma stabilita. Adoro quell’istante iniziale in cui si intrecciano gli stati del sogno e della sveglia. Sono grato per i ricordi dei sogni che si affacciano alla mente come primi pensieri. Sono grato per le preoccupazioni che balzano all’improvviso dal nulla e mi fanno provare la bellezza di essere vivo e attaccato all’esistenza. Quando metto i piedi fuori dal letto, sono grato per il corpo che mi sostiene. Mi meraviglio per come sia possibile che all’interno del mio organismo avvengano all’unisono milioni di reazioni chimiche che fanno di me quel che sono. Sono grato per la stanza che mi accoglie e mi fa sentire al sicuro. Ringrazio per avere un tetto sotto cui dormire.

Sono grato per i progetti che ho in mente e ai quali posso lavorare. Mi sorprendo per quanto è sofisticata la mente e mi consente di svolgere attività complesse. Mi rendo conto che tutta la vita è un miracolo. Poi mi guardo intorno e vedo che tutto è meraviglioso. Quando le preoccupazioni mi assalgono di nuovo, mi ricordo che non ha senso cadere in loro balia poiché tutto è stupefacente. Sono grato per le emozioni che provo e la varietà infinita di stati d’animo che posso sperimentare. E quanto è sorprendente l’infinito intrico di sensazioni e percezioni! Mi guardo ancora intorno e mi chiedo come sia possibile non essere grato. Quando la mia mente pensa a ciò che le manca, mi ricordo di tutto ciò che ho e come attorno a me vi sia abbondanza. Sono grato per non avere, in fondo, bisogno di nulla se non essere me stesso.

Sono grato per tutto

Ora penso: per che cosa non posso essere grato? Quando soffro, mi viene voglia di rifiutare questa domanda. Ma appena mi libero dalla sofferenza, divento consapevole di come quella stessa sofferenza mi sia stata d’aiuto. Sono grato per la mia sofferenza, poiché è mia maestra di vita. Se soffro, so che devo rinunciare a qualcosa. O accettare. Oppure lasciare andare. Sono grato della mia coscienza, che è l’unica cosa certa. Sono grato di come il mio Io sia e sia consapevole. Mi sorprendo di come tutto nella coscienza va e viene e io rimango come testimone consapevole. Sono grato per questa insondabile consapevolezza alla base della mia esperienza. Sono grato per il solo fatto di poter fare esperienza del mondo. Non darò più per scontato il mio Io. Mi farò avvolgere dal mistero di tutto, come quando ero bambino.

Sono grato per il fatto di poter indagare me stesso e trovare la verità dentro di me. Sono grato per il disegno intelligente dell’Universo. Mi sorprendo per come la realtà attorno a me sia stabile e illuminata dalla mia stessa consapevolezza. Sono grato per quanto tutto sia interconnesso in modo tanto armonioso quanto caotico. Mi stupisco per il fatto di avere il punto di vista di un essere umano unico e irripetibile. Sono grato per qualunque cosa si trovi attorno a me. Sono grato di poter essere grato e anche di non poterlo essere. Tutto sembra avere un perché e ciò mi meraviglia ancora di più. Sono grato per te che stai leggendo questo articolo, perché mi dai la forza di continuare a scrivere. Sono grato se continuerai a leggere e sarò grato anche se non lo farai. Tutto va bene ed è perfetto così com’è.

Sono grato di regalarti la lettera della gratitudine

Perché perdere il fascino della realtà per compiacere un ego piccolo e limitato? L’ego ci permette di essere ingrati, ma sono grato anche per questo. Ti regalo la lettera della gratitudine e sono grato per poterlo fare. Sarò grato quando la leggerai di nuovo ma anche se la vorrai gettare via. Perché essere grato soltanto per ciò che ci compiace quando possiamo accettare tutto incondizionatamente? Sono grato per la possibilità di scrivere questa lettera della gratitudine. Adoro il rumore dei tasti mentre scrivo. Amo quando finisco nel flow e tutto accade spontaneamente. Sono grato per ciò che mi piace e ciò che non mi piace. Sono grato per le cose che mi fanno crescere, per le sfide della vita e quando sono messo alla prova. E sono grato per le mie paure, le mie ansie e i miei stress, perché sono il materiale di base per il mio sviluppo.

Sono grato per ciò che mi infastidisce e mi ripugna, poiché mi spinge fuori dal mio comfort per ampliare la mia prospettiva. Sono grato per i giudizi e i rimproveri, poiché mettono alla prova la mia consapevolezza. E sono grato per il fatto di poter espandere la mia consapevolezza. Sono grato per poter crescere e per poter rimanere come sono. Qualunque cosa io faccia, dica, pensi, sono grato. La gratitudine è infinita e non ha alcun limite. Sono grato per la gratitudine e per come essa mi dia entusiasmo e vitalità. Sono grato per tutto ciò che mi circonda e che appare sotto i miei sensi. E sono grato per l’immensità delle cose di cui posso essere grato. Leggi questa lettera quando ti senti depresso, apatico o demotivato. Lascia che la gratitudine fiorisca in te. Grazie per la lettura!

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