Come smettere di essere schiavi

come smettere di essere schiavi

La schiavitù è sempre stata un problema nel corso della storia. In passato consisteva in una forma di dominio fisico di un uomo su un altro. Oggi, invece, esiste una nuova forma predominante di schiavitù molto più sottile, che è mentale, autoimposta ma allo stesso tempo confortevole. È mentale perché tutte le catene sono dei prodotti della nostra mente. È autoimposta perché siamo noi a creare la prigione, pur inconsapevolmente. È confortevole perché paradossalmente la prigione ci dona sicurezza e ci dà un’identità stabile. Siamo schiavi affezionati alla nostra cella, anche se nessuno lo confesserebbe mai. Ma come si può smettere di essere schiavi e ottenere la libertà interiore?

Le nostre catene più forti

Il modo più comune di perpetuare la nostra schiavitù è la lamentela. Essa ci porta a dare potere al nostro bersaglio. Quindi ci rende schiavi di ciò che ci dà fastidio. Quindi se vuoi rinunciare alla tua libertà, non devi fare altro che continuare a lamentarti e sarai accontentato. Fanno sorridere le varie correnti di ribellione che accusano i “poteri forti”, il dominio massonico, le multinazionali, poiché non si accorgono che la loro denuncia diventa quasi sempre il principale motivo della loro prigionia. Non voglio negare a priori che il mondo sia governato da delle élite planetarie, ma voglio piuttosto dire che il potere di queste élite aumenta in misura direttamente proporzionale all’energia che fluisce dalle lamentele della gente! La lamentela attribuisce un potere sconfinato ai presunti carnefici!

L’errore umano più profondo

La maggior parte di noi sbaglia, poiché punta il dito all’esterno anziché guardarsi dentro. Il problema è che ciascuno di noi è schiavo di se stesso, e accusa padroni inesistenti. Infatti l’unica libertà degna di essere perseguita è quella interiore, e l’oppressione che sentiamo è qualcosa che deve essere risolto unicamente da noi. Finché proietteremo all’esterno quel senso di soffocamento, manterremo in vita i “poteri forti” e quelli che chiamiamo i nostri aguzzini. Quando ti assumerai la responsabilità della tua libertà, potrai tornare, gradualmente, ad essere il padrone di te stesso. E a quel punto non ti sentirai più minacciato dalla massoneria o dalle banche, ma riconquisterai il potere su di te e non consentirai più a nessuno di farti sentire debole.

Quindi come smettere di essere schiavi?

In breve, per smettere di essere schiavo:

  • Innanzitutto, devi riconoscere la tua condizione attuale di schiavitù. Non si tratta di un problema personale, ma di una constatazione che deriva dalla nostra natura umana. Quando nasciamo, infatti, siamo schiavi dei nostri impulsi, delle nostre emozioni, della nostra mente e rimaniamo tali finché non decidiamo di addomesticare la nostra macchina biologica.
    Devi vedere la schiavitù dentro di te e non all’esterno, altrimenti lotterai contro nemici invisibili e sprecherai energia che invece puoi utilizzare per lavorare su di te.
  • Devi ricercare la libertà interiore imparando a dominare e gestire te stesso: solo in questo modo puoi acquistare potere su di te.

Certamente smettere di essere schiavi non è facile. Infatti il percorso verso la libertà è costellato di ostacoli. Già soltanto il primo passo è davvero complicato: ammettere che ciascuno di noi è schiavo unicamente di se stesso è difficile da capire ma soprattutto da mettere in atto. Ma ricorda una cosa: se sei schiavo di te stesso sei anche il tuo unico padrone! Quindi realizzare che la schiavitù e la libertà sono delle condizioni interiori è già di per sé liberatorio, anche se il tuo ego si sente minacciato da queste idee. Imparare a gestire i propri apparati è altrettanto difficile, ma non devi farti spaventare da ciò. La libertà interiore è la conquista più alta di un essere umano e vale la pena lottare per tutta la vita pur di raggiungerla.

Come smettere di essere schiavi nonostante gli ostacoli

Quali sono gli ostacoli al raggiungimento della libertà interiore?

  • Innanzitutto alzi la mano chi ha il coraggio, la disciplina o anche solo il buonsenso per assumersi la totale responsabilità della propria vita. Ciò significa diventare improvvisamente adulti, ma se siamo stati bambini tutta la vita dovremo fare i conti con numerose resistenze.
  • Considera poi la tendenza della tua mente ad impigrirsi e a sottrarti energia e motivazione quando devi lavorare su di te.
  • Un altro ostacolo consiste nel potere della mente di tenerti attaccato ai vecchi schemi e condizionamenti, boicottando i tuoi tentativi di liberazione.
  • Non dimenticare che la mente ha numerosi sistemi per controllarti, attraverso i pensieri e le emozioni e le sue reazioni istintive e meccaniche.

Per affrontare questi ostacoli devi allenare la tua forza di volontà ed essere convinto al 100% che vuoi smettere di essere schiavo. Devi trasformare il tuo percorso in una sfida e imparare a divertirti anche in mezzo alle difficoltà. Devi riprometterti che manterrai sempre almeno uno spiraglio di lucidità e che rimarrai sempre fedele al tuo proposito di crescita. E devi avere pazienza e perseverare!

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9 segni di un elevato livello di coscienza

9 segni di un elevato livello di coscienza

Stai lavorando su di te ma non sai se ti stai evolvendo oppure no? Come puoi capire se il tuo percorso di crescita ti sta portando da qualche parte o se sei arenato nelle sabbie mobili dello stallo? In questo articolo voglio condividere con te 9 segni di un elevato livello di coscienza per fornirti una cartina di tornasole per il tuo percorso spirituale. Se ti ritrovi già in questi segni, il mio invito è quello di continuare ad elevare la tua consapevolezza. Se devi ancora svilupparli, voglio motivarti a non mollare (o persino a cominciare da zero a lavorare su di te) perché i frutti dei tuoi sforzi non sono lontani. Dopo averti parlato dei 9 segni, è mio intento proporti degli spunti per aumentare il tuo livello di coscienza, chiarendoti di che cosa hai bisogno e come devi approcciarti alla spiritualità per ottenerne i massimi risultati.

I 9 segni di un elevato livello di coscienza: le emozioni

  1. Espansione dell’amore. Uno dei 9 segni principali di un elevato livello di coscienza è l’apertura del cuore. Che cosa significa? Vuol dire che il mondo smette di essere percepito come una minaccia e di essere visto con paura, e si inizia ad avvertire l’interconnessione e la meraviglia di tutto. Come si arriva ad aprire il cuore? Eliminando il giudizio, smettendo di lamentarsi e coltivando la gratitudine, ma anche attraverso l’osservazione e l’accettazione.
  2. Emozioni superiori. Oltre all’amore, sei in grado di sperimentare numerose emozioni positive, dalla fiducia al coraggio, dall’umiltà alla temperanza, dalla compassione alla pace. Come si provano emozioni superiori? Osservando le proprie emozioni negative illuminandole con il potere della propria presenza.
  3. Energia positiva. Trasmetti positività alle persone attorno a te e neutralizzi la tossicità con la tua sola presenza. Sei in grado di donare entusiasmo alla gente e di coltivare relazioni sane senza dipendenza affettiva.

I 9 segni di un elevato livello di coscienza: la mente

  • 4. Aumentato pensiero intuitivo e creatività. Più lavoriamo su di noi, più ci connettiamo con l’emisfero destro del cervello, diminuendo l’attività di quello sinistro. Ciò non significa che diventiamo irrazionali, ma semplicemente creiamo un equilibrio tra logica e sentimento. Se sei ad un elevato livello di coscienza, potresti avere intuizioni brillanti o realizzazioni sconvolgenti, che ricevi senza sapere da dove provengano.
  • 5. Disidentificazione dalla mente. La tua mente smette di essere la tua padrona e sei in grado di usarla come strumento invece che essere usato da essa. I suoi capricci smettono di esercitare su di te un’influenza negativa e sei in grado di domarne gli impulsi. Per disidentificarti dalla mente, è necessario che osservi i tuoi pensieri tramite la meditazione o gli esercizi di presenza.
  • 6. Scomparsa dei pensieri negativi. I pensieri negativi sono il risultato dell’assorbimento del tuo Io nel dialogo della mente. Quando ti identifichi con la mente, il tuo Io si sente minacciato e separato e si crea l’ego. I pensieri negativi sono pensieri egoici. Dunque, per eliminare i pensieri negativi il tuo ego si deve dissolvere, lasciando spazio alla tua sola consapevolezza. Anche in questo caso è fondamentale la meditazione formale o informale.

I 9 segni di un elevato livello di coscienza: gli atteggiamenti

  • 7. Profonda connessione con la tua interiorità. Più lavori su di te, più ti connetti con la tua dimensione profonda di consapevolezza. In questo modo i problemi della tua vita diventano meno importanti. Hai fede nelle tue potenzialità e nelle tue risorse, e ti senti così sempre al sicuro. La tua autostima cresce di conseguenza. Meditare e osservarsi regolarmente ti permette di connetterti alla tua interiorità.
  • 8. Assunzione di responsabilità al 100%. Uno dei 9 segni di un elevato livello di coscienza è la capacità di assumersi la responsabilità per tutto ciò che accade, senza mai dare la colpa all’esterno. Per assumere questo atteggiamento, devi renderti conto di come sei tu a creare la tua realtà in ogni momento, anche se inconsciamente. Quando trovi il coraggio di assumerti la responsabilità di tutto, il tuo potere cresce a dismisura, poiché non dai più agli altri la possibilità di controllarti e diventi “il re del tuo regno”.
  • 9. Visione olistica. Sai che tutto è interconnesso e che nulla avviene per caso. Hai un’apertura mentale a 360 gradi e ragioni secondo il pensiero sistemico. Sei affascinato dai misteri dell’Universo e non ti chiudi in posizioni dogmatiche (che siano religiose o scientifiche). Apprezzi tutti i punti di vista e le sfumature della realtà.

Come aumentare il proprio livello di coscienza

Per aumentare il proprio livello di coscienza sono necessarie diverse cose:

Come approcciarsi alla spiritualità a livello mentale

  • umiltà intellettuale. Se credi di conoscere già tutto del mondo e ti fidi dei tuoi paradigmi, hai già perso in partenza. Se vuoi crescere, devi ammettere la tua ignoranza. Solo partendo da una posizione di “non sapere” puoi progredire, altrimenti rimarrai indefinitamente confinato nella prigione della tua mente.
  • apertura mentale. Se ti chiudi a riccio nelle tue credenze e non osi metterle in dubbio o addirittura le credi universali e indiscutibili, avrai difficoltà a seguire un percorso di crescita finché non aprirai la mente ad ulteriori possibilità.
  • riconoscimento dei condizionamenti. Per aumentare il tuo livello di coscienza un presupposto fondamentale è riconoscere che chiunque tu sia, sei profondamente condizionato dalla mentalità dominante nella tua società. La scuola, la televisione e la famiglia ti hanno influenzato sin da piccolo, per cui è necessario che metta in discussione ciò che hai imparato.

Gli atteggiamenti vincenti per crescere spiritualmente

  • voglia di sperimentare. La bellezza (ma per certi versi anche il limite) della spiritualità è che devi sperimentare ogni cosa su di te. Non devi fidarti di nessun maestro, nessun guru, nessuna dottrina. Devi sottoporre ogni cosa alla tua analisi e, soprattutto, alla tua esperienza diretta. Ogni volta che parti da una credenza, prova a smentirla o a confermarla a tutti i costi, senza fermarti alle tue verità iniziali.
  • curiosità. Per aumentare il tuo livello di coscienza devi interrogarti sui misteri dell’Universo e smettere di perseguire interessi effimeri e superficiali. Innamorati del fascino del mondo in cui vivi, torna a meravigliarti del solo fatto di essere. Ti sembra che esistere sia una cosa scontata? Solo una persona profondamente addormentata può non stupirsi del mistero dell’esistenza. Capisco che sei tormentato dalle sfide della quotidianità, ma non permettere che esse ti tolgano l’entusiasmo di porti domande, come quando eri bambino e tutto era un miracolo!
  • profondo desiderio di conoscersi. Sai perché in moltissimi casi la spiritualità non porta da nessuna parte? Perché viene usata come strumento di fuga dai propri problemi. Se intraprendi un percorso di crescita unicamente per allontanarti dalle tue difficoltà, stai sbagliando rotta! Ricordati che la spiritualità serve per affrontare i propri problemi, non per rifuggirli. Dimmi perché sei sul percorso spirituale e ti dirò come finirà… Ma sei sempre in tempo per correggere le tue intenzioni.

Come affrontare la propria crescita per aumentare il proprio livello di coscienza.

Ecco ancora di che cosa hai bisogno:

  • coraggio. Per maturare spiritualmente devi affrontare le tue paure, affrontare le tue emozioni senza scacciarle e andare incontro alla tua sofferenza senza evitarla. Per questo hai bisogno di enorme coraggio e determinazione. La spiritualità non è un gioco semplice e non illuderti che la tua vita si riempirà di gioia da un momento all’altro. Anzi, potrebbe darsi che in alcuni periodi la tua sofferenza si acuisca e sarai tentato di abbandonare il tuo percorso. Ma devi essere abbastanza “guerriero” da non arrenderti. Se pensavi che crescere fosse come andare al parco giochi, devo proprio deluderti!
  • forza di volontà. Crescere è un’attività contraria a tutte le leggi biologiche del tuo organismo. Non ci credi? Se sei sincero/a con te stesso/a devi ammettere che la tua voglia di crescere spiritualmente non è molto alta. Come lo so? Semplicemente osservando me stesso. Per sfuggire a questo circolo vizioso di apatia e demotivazione devi sviluppare un’intenzione. Che cosa significa? Significa che devi porti il proposito chiaro e preciso di lavorare su di te, scriverlo, visualizzarlo e ripetertelo come un mantra. Se non lo farai, le tue azioni “spirituali” diventano inevitabilmente dei gesti meccanici e privi di energia e da burattino inconsapevole ti trasformi in un burattino spirituale, ancora più addormentato degli altri, e magari anche più giudicante e pieno di negatività. Una cosa che normalmente non ti dicono è che la spiritualità è un percorso di disciplina, che consiste nell’addestrare i tuoi corpi, fisico, emotivo e mentale. Ma la cosa che ancora più raramente ti viene detto è che i tuoi corpi si ribellano ai tuoi tentativi di domarlo: sono come delle belve che lottano per la propria sopravvivenza e si sentono minacciate dai tuoi sforzi di domarle.

Come sviluppare i 9 segni di un elevato livello di coscienza

Hai capito che la spiritualità non è un parco giochi. Ok, sono d’accordo anch’io sul fatto che l’intera esistenza sia un gioco, una danza della Coscienza senza alcun serio rischio di uscirne distrutti. Ma ciò non significa che affrontare un percorso spirituale sia una passeggiata e che tutto venga in discesa. Anzi, quando inizi ad osservarti e a meditare seriamente, accade che all’improvviso ti rendi conto di quante cose devi riparare e ti senti sommerso/a dai tuoi problemi. Addirittura i tuoi problemi sembrano aumentare. Perché questo accade? Perché quando cominci a riconnetterti con te stesso noti ciò di cui eri sempre stato inconsapevole: la tua meccanicità, la tua negatività, la tua aggressività, la tua mancanza di disciplina e via dicendo. A questo punto potresti chiederti perché dovresti iniziare (o proseguire) un percorso di crescita.

Beh, se sei arrivato fin qui, hai letto quali sono i 9 segni di un elevato livello di coscienza. Non sono una ragione sufficiente per lavorare da subito su di te? Potenzialmente sì, ma al tuo ego piace tenerti addormentato piuttosto che donarti i frutti preziosi del ritorno a te stesso. Il tuo compito è domare quello stesso ego che ora cerca di dominarti a tutti i costi. Come puoi aumentare il tuo livello di coscienza? Innanzitutto, devi deciderlo con fermezza. Non perché devi fuggire dai tuoi problemi, ma perché vuoi andare incontro ad essi. Non perché vuoi fuggire dalla realtà, ma perché vuoi guardarla in faccia e scoprire la sua essenza senza filtri.

Se invece ti ritrovi già in alcuni dei 9 segni che ho elencato, buon per te: significa che ti stai risvegliando! Ma non adagiarti mai sugli allori: il percorso di crescita non ha una destinazione. Buon viaggio!

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Il potere della tua presenza

Il potere della tua presenza

La maggior parte di noi vive in uno stato di addormentamento. Quando apriamo gli occhi al mattino pensiamo di svegliarci. In realtà, stiamo continuando a dormire. Quando inizi ad osservarti seriamente, noti facilmente la tua meccanicità, le tue reazioni istintive e la tua reattività. Pensiamo di essere protagonisti della nostra vita, ma siamo in realtà soltanto dei burattini. Potresti pensare che stia esagerando. Ma la verità è che il nostro stato di sonno è così profondo che crediamo di essere svegli. Quando riconosci di essere meccanico, significa che inizi ad avere una consapevolezza superiore. C’è un test per valutare quanto sei presente. Qui sotto troverai alcune domande a cui dovrai rispondere onestamente. Dopodiché, nei prossimi paragrafi parleremo del potere della tua presenza e del perché devi assolutamente smettere di dormire.

Il test della presenza

La presenza è la consapevolezza del momento presente. Il sonno, al contrario, è il costante assorbimento nei pensieri e nel traffico mentale. In generale, il tuo livello di presenza dipende dal grado in cui ti ricordi di te nel qui e ora e ti riconnetti a ciò che sta succedendo attorno a te. Per scoprire quanto sei presente, rispondi alle seguenti domande:

  • quante volte al giorno ti ricordi che ci sei? Potrebbe sembrarti una domanda banale, ma in realtà il ricordo di sé è uno degli strumenti principali per aumentare il tuo livello di presenza. Quando ti dimentichi di te stesso, smetti di essere il padrone di casa e torna a regnare in te la meccanicità;
  • quanto tempo passi mediamente a pensare? Se sei continuamente assorbito nel flusso dei tuoi pensieri, sei poco presente. Viceversa, se riesci a sottrarti alla forza della tua mente, ciò vuol dire che il tuo livello di consapevolezza è aumentato. Se pensi che la tua mente sia un demone insopportabile, ti invito a leggere il mio articolo su come evadere dalla prigione psichica.
  • quanta attenzione presti a ciò che fai quotidianamente? Quando ti fai la doccia, sei concentrato oppure stai pensando a che cosa farai domani? Quando ti lavi le mani, sei connesso con i tuoi sensi oppure hai fretta di tornare alla tua attività?
  • quanta attenzione presti alle tue emozioni? Un buon grado di presenza implica la capacità di osservare le tue emozioni senza farsene dominare.
  • ti identifichi con i tuoi pensieri o ti limiti ad osservarli? C’è una grossissima differenza tra l’azione comune di pensare (compulsiva e involontaria) e la capacità di elevarsi al di sopra dei pensieri senza cadere nelle loro storie.

Sfrutta il potere della tua presenza

Smetti di essere la tua mente e diventa la tua presenza. Tu sei molto di più della tua mente: sei un essere umano consapevole di sé. A differenza degli altri animali, sei dotato di un’autocoscienza, ovvero della consapevolezza di essere consapevole. Se vuoi elevarti ad una dimensione superiore, devi sfruttare il potere della tua presenza. Come?

  1. Innanzitutto, devi sviluppare il proposito di essere presente. Devi formulare l’intenzione in modo chiaro e preciso. Ti consiglio di prendere un foglio e scrivere: “Da domani inizierò ad essere più presente”.
  2. Inizia con degli esercizi brevi di presenza. I primi giorni, prenditi dieci/quindici minuti, possibilmente sempre alla stessa ora, durante i quali cerchi di rimanere totalmente presente a quello che stai facendo. Puoi metterti una sveglia per ricordarti.
  3. Scegli un semplice rituale da svolgere in uno stato di presenza. Ad esempio, ogni volta che ti lavi le mani decidi di concentrarti sulle sensazioni e di “resistere” alla tendenza della mente di rifuggire nel futuro (o nel passato). Oppure, ogni volta che sali le scale, concentrati sui passi e sui movimenti, salendo i gradini con calma e stando attento all’ambiente circostante.
  4. Allarga” la tua presenza gradualmente. Poniti degli obiettivi giornalieri e/o settimanali. Cerca di conservare la tua presenza in attività sempre più complesse.

Il potere della tua presenza

Se aumenti il tuo livello di presenza, si viene a creare quello che viene normalmente definito come “testimone“. Vale a dire, tu inizi ad identificarti sempre di più con la tua consapevolezza, e in questo modo devi fare sempre meno sforzo per rimanere presente. All’inizio, però, dovrai avere la disciplina e la forza di volontà di ricordarti di te. E ti garantisco che non è affatto facile, perché la tua mente è abituata a condurti sempre negli stessi luoghi e a sottrarti energia. Ma se svilupperai un’intenzione abbastanza forte e ti focalizzerai su di essa intensamente, la tua consapevolezza aumenterà e inizierai a percepire il potere della tua presenza. Che cosa può fare la tua presenza quando inizia a diventare più forte?

  • la mente smette di dominarti e inizia ad acquietarsi. Infatti la mente è pazza e distruttiva finché rimane inosservata e ti identifichi con essa. Quando ti ricordi di te, la tua mente tace perché torni nel qui e ora e le sottrai un po’ di energia. Se rimarrai presente sempre più a lungo, la mente ti assorbirà sempre meno nei suoi dialoghi;
  • riesci a gestire le emozioni più efficacemente. Più rimani presente, più è difficile che le emozioni ti prendano alla sprovvista e tu cada in loro balia;
  • il tuo stress di riduce e ti senti meno agitato;
  • senti dentro di te un senso di pace;
  • aumenti il tuo potere su te stesso: con la presenza “addomestichi” la tua mente, il tuo corpo emotivo e persino quello fisico, sfuggendo alle loro reazioni abitudinarie e automatiche. Torni finalmente ad essere il padrone di casa tua;
  • raggiungi uno stato di completezza e soddisfazione profonde, poiché ti riconnetti con il tuo Essere;
  • emani energia positiva all’esterno e puoi influenzare facilmente chi ti sta intorno;
  • smetti di essere tormentato dai problemi

Rimanere presente è la soluzione di cui hai bisogno

Per quanto possa sembrare strano, il semplice “atto” di rimanere presenti porta una miriade di benefici che puoi sperimentare da solo/a sulla tua pelle. Infatti, tutta la sofferenza dipende dall’identificazione con la mente e il corpo e l’unico tuo compito è risollevare il tuo Io dalla “caduta” peer farlo tornare a brillare di luce propria nel suo splendore immacolato e indistruttibile. Rimanere presenti, del resto, è l’essenza della meditazione. Tuttavia, si tratta della meditazione più potente, poiché è svolta nel corso della propria routine e serve per portare la consapevolezza nell’ordinario. Se illumini tutta la tua giornata con la luce della tua essenza più profonda, inizi a risplendere di un’energia nuova. Grazie per la lettura e iscriviti alla newsletter!

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Cosa succede quando smetti di giudicare

cosa succede quando smetti di giudicare

Cosa succede quando smetti di giudicare? Potrebbe accadere un miracolo. Il non giudizio comporta così tanti benefici che se non l’hai già sperimentato, devi assolutamente provarlo. Potresti ottenere dei vantaggi che nemmeno puoi immaginare. Tieniti pronto perché ti stupirai della mole di effetti positivi che scaturiscono dal non giudizio. Spero che questo articolo ti possa offrire una motivazione profonda.

Innanzitutto, ti invito a non vedere il giudizio come una questione morale, anche perché in questo modo non riuscirai a rinunciare a questa abitudine. Il giudizio è semplicemente un atteggiamento, dovuto alla tendenza della mente di separare la realtà in categorie. Il non giudizio è una nuova modalità per raggiungere la quale è necessario addestrare la mente. In questo articolo ti spiego come smettere di giudicare. Non è così semplice, ma come capirai dai prossimi paragrafi, ne vale assolutamente la pena.

I benefici del non giudizio: cosa succede quando smetti di giudicare

Ecco che cosa succede quando smetti di giudicare:

  • Superi la paura del giudizio degli altri. La paura del giudizio degli altri deriva dalla proiezione del nostro giudizio su di essi e su noi stessi (vedi la legge dello specchio). In breve, più giudichi più ti sentirai giudicato. Quindi, anziché lamentarti del giudizio che ricevi all’esterno, chiediti come e quanto tu sei il primo a giudicare. Ricorda sempre che i problemi non esistono mai là fuori, ma sono sempre interni a te e puoi dunque risolverli intervenendo sulla tua interiorità.
  • Gli altri inizieranno a notare i tuoi sforzi e cominceranno a comportarsi in maniera diversa. Quando smetti di giudicare, le persone che ti stanno attorno si accorgono del tuo cambiamento e molto probabilmente inizieranno a giudicarti davvero di meno. Quindi non soltanto avvertirai molto meno il giudizio, ma ne riceverai sicuramente di meno: la tua trasformazione interna si rifletterà inevitabilmente all’esterno e i tuoi rapporti miglioreranno notevolmente.
  • La tua mente si acquieta. La compulsione a giudicare rende la tua mente iperattiva. Se inverti questa tendenza, la tua mente riceve i benefici di centinaia di ore di meditazione, riducendo la sua attività. Di conseguenza, ti sentirai più in pace e in armonia.
  • Si apre il tuo cuore. Quando ti sforzi di non giudicare, risparmi energia. Questa energia crea dentro di te un “fuoco” che ti rende più capace di sperimentare amore e di accettare il presente incondizionatamente. L’accettazione e l’amore, infatti, sono il contrario del giudizio. Mentre il giudizio separa e crea conflitti, l’amore è un collante che unisce.

Non abbiamo finito… Che cosa succede ancora di meraviglioso quando smetti di giudicare?

I benefici del non giudizio sono ancora numerosi e straordinari:

  • La tua autostima aumenta drasticamente. Hai capito bene: questo è uno degli effetti più meravigliosi del non giudizio. Quindi, al posto di acquistare corsi o libri costosi zeppi di strategie per migliorare la tua autostima, smetti di giudicare e vedi che cosa succede. I problemi di autostima discendono tutti dalla mancanza di amore, quindi dal giudizio: a rovinare la tua autoimmagine è quella voce critica nella tua testa. Se ti giudichi costantemente, è ovvio che vivrai un conflitto perenne tra aspetti positivi e negativi di te stesso. Abbiamo visto che il giudizio è sempre duale, poiché la mente vive di opposti e creando separazioni. Dunque, se costruisci la tua autostima sul giudizio, essa sarà sempre traballante e insicura. Oppure sarai costretto a diventare più giudicante per conservare un minimo di amor proprio.
  • Puoi finalmente essere autentico. Quando non giudichi più, smetti di essere condizionato dall’esterno e puoi dunque decidere con più efficacia cosa fare nella tua vita. Inoltre puoi diventare molto più aperto e spontaneo nei rapporti, poiché non hai più paura di cosa penseranno gli altri delle tue azioni. Ciò non vuol dire che non sarai sensibile; anzi…
  • Il non giudizio ti apre alla compassione e ti permette di apprezzare gli altri nonostante i loro difetti. Il giudizio, al contrario, ti porta ad essere duro nei loro confronti, soffocandoli e opprimendoli.
  • Sei in grado di provare facilmente gratitudine. Quando giudichi, sei costantemente focalizzato sul negativo; se non giudichi, riesci a intravedere la perfezione di tutto e sei grato di ogni cosa che la vita ti offre.

Non sei ancora motivato a smettere di giudicare? Allora continua a leggere

I benefici non finiscono qui: potrei stare ore e ore a citarli tutti. Ma per ora te ne presento solo qualcun altro:

  • Apprezzi le sfumature della realtà. Magari potresti pensare che il giudizio è essenziale per interpretare il mondo. In realtà, quando giudichi, vedi tutto in bianco e nero, poiché dividi il mondo in categorie. Inoltre, confondi la realtà con il tuo punto di vista, credendolo universale. Quando smetti di giudicare, puoi accedere alla realtà direttamente, senza il filtro della mente.
  • Sei libero dal dominio della mente. Una mente che giudica è una mente che ti possiede e detta la tua agenda. Smettendo di giudicare, ti liberi dalla sua dolorosa schiavitù e inizi a vivere pienamente.
  • Smetti di avere nemici. I nemici, le persone che ti danno fastidio e gli individui insopportabili esistono soltanto nella misura in cui tu li crei con la tua mente tramite il giudizio. Il nemico esiste solo nella tua testa: puoi sperimentarlo tu stesso.
  • Il mondo diventa un gioco anziché una guerra. Questo è fondamentale: quando rinunci al giudizio, tutti i tuoi conflitti interiori (che solitamente proietti all’esterno) si risolvono e non hai più bisogno di lottare. Tutto inizia a scorrere spontaneamente e tu segui il flusso della vita.
  • I tuoi vecchi problemi diventano opportunità di crescita. Se smetti di giudicare gli eventi, accade che anche ciò che definivi come “problema” inizia a non turbarti troppo. Per di più, puoi trasformare ciò che un tempo ti faceva perdere la testa in occasioni meravigliose per elevare la tua consapevolezza.
  • Potresti risvegliarti. Quando smetti completamente di giudicare, il tuo ego collassa e realizzi la tua vera natura. Soltanto questo dovrebbe essere una motivazione sufficiente per non giudicare, vero?

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Il potere trasformativo delle crisi

il potere trasformativo delle crisi

Questo è un momento difficile per tutti noi. Ma a che cosa serve lamentarsi? La maggior parte delle persone scarica all’esterno la colpa della propria situazione, perché è molto più facile comportarsi così. Eppure questo periodo, per chi lavora su di sé e sta cercando di risvegliarsi o anche soltanto di crescere, è un’opportunità imperdibile. Esattamente: hai capito bene. Non sto dicendo che devi godere della situazione e metterti a ridere come un matto! Però, puoi approfittare di questo momento per sfruttare il potere trasformativo delle crisi per:

  • aumentare la tua connessione con te stesso. Le restrizioni magari ti impediscono di svolgere determinate attività che eri solito fare e ciò è per te un enorme peso. Ma puoi approfittare del tempo libero per ascoltarti e comprendere ciò di cui hai bisogno;
  • riflettere sulla tua missione e su quella di tutta l’umanità e porti domande esistenziali profonde. Perché dobbiamo soffrire e sopportare? Qual è il nostro scopo? 
  • concentrarti più intensamente sulla tua crescita. Quando la situazione esterna si fa più difficile, diventa sacrosanto cercare la pace dentro di sé. Questa è un’occasione fondamentale, che non puoi sciupare lamentandoti o autocommiserandoti!

Ti voglio ricordare che i momenti più difficili sono quelli che più fanno crescere, purché siamo disposti ad avere la mente e il cuore abbastanza aperti da intravedere delle possibilità di miglioramento, e non ci chiudiamo nelle nostre prigioni mentali. La vita, infatti, ci mette ciclicamente alla prova poiché il nostro scopo esistenziale è quello di evolverci. Se tutto fosse rose e fiori, quale sarebbe il senso della vita? Per quale ragione saremmo qui? Quindi smetti di vedere le sfide che la vita ti pone ad un livello individuale o collettivo come dei problemi insormontabili da rifuggire, e inizia a vederle come materiale per la tua crescita

Il potere trasformativo delle crisi

Ogni situazione difficile può portare a due strade diverse:

  • aumentare la tua sofferenza facendoti soffocare e spingendoti a proiettare all’esterno il malessere.
  • trascendere la tua sofferenza assumendoti la responsabilità del cambiamento

La maggior parte di noi segue la prima strada, perché è la più comoda. Eppure è anche la più dolorosa nel lungo termine, poiché ci rende schiavi della nostra sofferenza. Alcuni di noi hanno il coraggio di confrontarsi con il proprio dolore per trasmutarlo in qualcosa di migliore.

La via della lamentela

La via della lamentela è così diffusa che persino i tombini stanno saltando in aria e i ghiacciai si stanno sciogliendo (scherzo…). Il fatto è che lamentarci ci sembra un modo per allontanare il nostro dolore, quando in realtà lo aumenta. Inoltre, se ti lamenti di ciò che non va bene, non fai altro che dare potere all’oggetto della tua lamentela, e dunque a rimanerne schiavo. Lo so che è duro da ammettere, ma purtroppo è proprio così. La lamentela contiene un’energia distruttiva, oltre a risucchiare le tue forze. Non a caso, è uno dei 10 ladri di energia secondo il Dalai Lama.

La via dell’accettazione e il potere trasformativo delle crisi

L’accettazione è l’unico presupposto per smettere di resistere alla realtà e provocarsi sofferenza. Attenzione: accettare non vuol dire arrendersi. Al contrario, ad arrendersi è chi si lamenta, poiché spreca le proprie energie inutilmente e in fin dei conti non vuole uscire dalla propria situazione. Accettare significa prendere atto che all’esterno c’è una certa situazione e non prenderla sul personale. Tramite l’accettazione puoi creare una distanza tra te e il dolore e approfittare di tale distanza per agire o trasformare la crisi in opportunità. Allo stesso modo, tutti i tuoi problemi possono diventare delle sfide per il tuo sviluppo.

Scegli il potere trasformativo delle crisi!

Ora sta a te scegliere se continuare a lamentarti e rimanere schiavo oppure seguire la strada del non giudizio, dell’accettazione per cambiare interiormente e agire poi a partire da un livello di coscienza superiore. Quale pillola preferisci?

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Come smettere di avere problemi

come smettere di avere problemi

Come smettere di avere problemi? Ma innanzitutto è possibile non avere problemi? Assolutamente sì. E ti dirò di più: è possibile trasformare i propri problemi in eventi miracolosi. Potrebbe sembrarti che sto esagerando, ma in realtà è perfettamente possibile eliminare le difficoltà e addirittura usarle come materiale per il tuo sviluppo. Innanzitutto c’è da chiarire una cosa: il tuo obiettivo non è rimuovere le difficoltà esterne. Se il tuo intento è questo, mi dispiace ma ti dovrò deludere. Se invece vuoi risolvere il tuo rapporto con i problemi in maniera definitiva, questo articolo fa per te.

In questo articolo ti spiegherò:

  • perché i tuoi problemi non esistono eppure ne sei perseguitato;
  • come cambiare atteggiamento in modo da non avere più problemi;
  • come trasformare i problemi in opportunità.

I tuoi problemi sono fantasmi

I tuoi problemi sono fantasmi: questa è l’ultima cosa che vorrebbe sentirsi dire un disoccupato depresso e in balia della propria situazione insopportabile. Eppure, se ci pensi bene, che cosa sono i problemi? Si possono toccare, annusare o vedere? Evidentemente no. Infatti i problemi esistono soltanto all’interno della tua mente, e sono racchiusi e inscatolati in essa. Eppure hanno un’enorme influenza su di te e sono spesso in grado di rovinarti l’umore e la salute o persino l’intera esistenza. Perché succede questo? Essenzialmente, tu credi alla tua mente e in questo modo i problemi diventano reali. Ma che cosa vuol dire che i problemi non esistono? Per evitare fraintendimenti continua a leggere.

Perché i tuoi problemi non esistono eppure ne sei perseguitato

I problemi nascono dalle tue interpretazioni della realtà. Tali interpretazioni sono filtrate da una “lente” che indossi inconsapevolmente e che ti porta a giudicare un determinato evento in un certo modo. Questa lente è un vero e proprio filtro, che utilizzi continuamente e che ti impedisce di avere accesso diretto alla realtà. In pratica, è come se tenessi sempre addosso degli occhiali che ti fanno apparire il mondo in un certo modo. Questa lente è influenzata dal tuo passato personale, dai condizionamenti sociali, famigliari e culturali, dalle tue credenze e convinzioni. In base a questa lente, hai determinate idee riguardo il successo e il fallimento, la felicità e l’insoddisfazione, il giusto e lo sbagliato. Ma soprattutto, interpreti una rottura, una separazione, un licenziamento come un colpo basso.

I tuoi problemi, inoltre, nascono dall’attaccamento. Se sei attaccato al tuo corpo, una ferita è una minaccia; se sei attaccato al denaro, un furto è inaccettabile; infine, se sei attaccato al tuo partner, un tradimento è doloroso. L’attaccamento è la sostanza che costituisce la base della tua lente, e influenza il modo in cui giudicherai il mondo. Senza attaccamento, al contrario, qualunque evento è neutro. Se non sei geloso, un tradimento non è più un grosso problema; se non ti senti proprietario dei tuoi soldi, essere derubato non ti farà uscire fuori di testa. Potresti dire che è ovvio che hai degli attaccamenti e che sarebbe impensabile non averli. In realtà, per quanto fino ad un certo punto ciò sia normale, a che cosa serve la vita se non a liberarsi da questi attaccamenti per crescere e sviluppare una consapevolezza superiore? Evolversi significa superare gli attaccamenti!

La via del non attaccamento: come smettere di avere problemi seguendo questa strada

In breve, avrai problemi finché sarai attaccato a qualcosa o a qualcuno. Quando superi l’attaccamento, qualunque cosa non può più rappresentare una difficoltà! Ma come puoi smettere di essere attaccato alle cose? Ecco i passi per seguire la via del non attaccamento:

  1. Chiediti a che cosa sei più attaccato. Non cercare di rispondere subito. Piuttosto, rimani con il punto interrogativo e aspetta che la risposta arrivi da sé. In particolare, durante la giornata, inizia a notare le tensioni, le emozioni negative e le ansie che provi. Esse potrebbero essere il segnale di un attaccamento eccessivo. La gelosia, l’apprensione e il desiderio di possesso indicano che devi lavorare su degli attaccamenti.
  2. Lavora sugli attaccamenti. Semplicemente, sviluppa il proposito di essere meno legato a qualcosa o a qualcuno. Dopodiché, il “problema” non tarderà ad arrivare. Quello che tu chiami un problema è, al contrario, una sfida con cui la vita ti spinge a liberarti da un attaccamento, per cui sta a te cogliere le opportunità al volo. Le occasioni per lavorare sugli attaccamenti sono numerosissime: peccato che normalmente tu le veda come problemi e tenda a rifuggirle!
  • 3. Riconosci i meccanismi automatici con cui il tuo corpo e la tua mente creano resistenza e sofferenza quando i “problemi” si presentano. Il vero problema, se vuoi, non è il fatto esterno in sé, ma il tuo atteggiamento di conflitto con la realtà. Attaccarsi a qualcosa vuol dire combattere contro il flusso della realtà e negare la temporaneità delle cose per costruire una realtà malsana. Purtroppo, però, tutto questo è considerato normale.
  • 4. Realizza di non aver bisogno di niente. Gli attaccamenti derivano anche dall’abitudine e dalla credenza di considerare che abbiamo bisogno di qualcosa per essere felici. In particolare, tendiamo a voler imporre le nostre aspettative sul mondo in base alla nostra esigenza di controllo.

La via della responsabilità: come smettere di avere problemi in definitiva

Se lavorare sugli attaccamenti può sembrarti difficile e incontri troppe resistenze, puoi ricorrere ad una via più soft (ma non per questo facile!) per smettere di avere problemi. Puoi seguire la via della responsabilità. In pratica, essa consiste in un rovesciamento del paradigma ordinario, in base al quale tu subisci un problema e per risolverlo devi rimuovere la causa esterna. Questo atteggiamento è quello della vittima ed è tanto diffuso quanto distruttivo. Il nuovo paradigma che puoi adottare consiste nell’assumerti la responsabilità dei problemi e del modo in cui li risolverai. Che cosa significa? Significa che:

  • Dovrai iniziare a sentirti responsabile di tutto ciò che ti accade, che sia piacevole o spiacevole (mi avevi detto che era una strada più soft!). Potresti credere che questa mentalità sia una condanna a morte. In realtà, è l’unica strada per la libertà. Dopotutto, finché subisci passivamente i problemi, come pensi di poterli risolvere? Ripetiti, per quanto all’inizio possa essere doloroso, che sei tu a causarti ciò che ti capita (pur inconsapevolmente) e sei tu l’unico/a a poterne rispondere.
  • Dovrai sentirti responsabile delle tue azioni e risposte e smettere di reagire meccanicamente agli impulsi e agli avvenimenti esterni. Crea uno spazio tra te e lo stimolo: finché sarai meccanico e agirai in preda alle emozioni e alle reazioni istintive, continuerai ad essere oppresso dai problemi.

Come puoi smettere di avere problemi con la via della responsabilità?

Quando ti assumi la responsabilità, accade che diventi il protagonista della tua vita e il creatore degli eventi attorno a te. Infatti non è vero che tutto avviene per caso e non è vero che tu sei la vittima di un destino malvagio. Al contrario, ogni evento ha un suo preciso perché e questo lo puoi realizzare nella tua quotidianità, purché aumenti la tua consapevolezza e sia disposto ad aprire gli occhi. Assumendoti la responsabilità, ti si apre davanti un mondo completamente diverso. Che cosa vuol dire seguire la vita della responsabilità nella pratica? Significa:

  • Smettere di lamentarti. Lamentarsi vuol dire scaricare sugli altri la responsabilità. Inoltre è un enorme spreco di energia.
  • Smettere di giudicare. Il giudizio ti rovina letteralmente la vita e non differisce molto dalla lamentela. Quando giudichi qualcun altro, stai condannando una parte di te che non accetti, e ancora una volta stai sfuggendo alla responsabilità di cambiare.
  • Diventare creatore. Ciò implica che dovrai scegliere in prima persona come agire senza delegare a nessuno la responsabilità e senza dipendere da nessuno.

La via della responsabilità è strettamente collegata alla prossima via di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo.

La via delle opportunità

Diventare responsabili è il presupposto per intraprendere un’altra strada: la via delle opportunità. In che cosa consiste? Consiste nel trasformare i problemi nel loro “corrispondente superiore”, ovvero in opportunità. Questa strada implica un ulteriore rovesciamento di prospettiva, poiché comporta un ampliamento di visione. In particolare, richiede che tu ti distacchi dai tuoi problemi, facendo un passo indietro fondamentale che ti consenta di creare una distanza. Per creare questa distanza hai bisogno di coraggio e creatività. Ma fatto questo passo, puoi ottenere la freddezza e la lucidità necessarie per vedere i tuoi problemi diversamente.

Nella pratica, devi chiederti in che modo una determinata difficoltà potrebbe contribuire ad aumentare la tua consapevolezza o farti crescere. Dopotutto, i problemi sono le uniche sfide che la vita ti mette davanti per maturare. Senza di essi, non trovi che la vita sarebbe monotona e ripetitiva? Qual è lo scopo della vita, se non evolversi affrontando i problemi? Se tu riesci a trasformare il tutto in una sfida per la tua crescita o addirittura in un gioco, ti si spalancherà un mondo completamente diverso e migliore. Inizia ad essere grato per i tuoi stessi problemi, poiché è grazie ad essi che potrai diventare la migliore versione di te stesso. Ti assicuro che per quanto ora potresti vedere tutto nero, se avrai il coraggio di trasformare i tuoi problemi in una sfida, non rimpiangerai di averlo fatto!

Come smettere di avere problemi integrando le tre vie

Abbiamo parlato di tre vie per smettere di avere problemi:

  • la via del non attaccamento
  • la via della responsabilità
  • via delle opportunità

Queste tre strade sono in realtà strettamente interconnesse tra loro. Integrandole insieme, potrai ottenere dei benefici inimmaginabili. Per iniziare, ti consiglio di mettere in discussione i tuoi schemi di pensiero e le tue interpretazioni ricorrenti della realtà. Chiediti: “Non è che la mia lente è difettosa e non riesco a vedere la realtà per quella che è?” “Io vedo solo problemi, ma potrebbe darsi che la mia interpretazione è errata o parziale?”. Per questo è fondamentale l’osservazione. L’osservazione riassume tutte le tre vie e ne è l’inizio e il compimento, la base e il termine. Osserva i tuoi attaccamenti, i tuoi atteggiamenti da vittima e la tua tendenza automatica a vedere i problemi come difficoltà insormontabili anziché come sfide.

Osserva il modo in cui la tua macchina biologica ti porta a reagire meccanicamente, ad attaccarti agli oggetti e a farti soffocare dagli eventi. Solo in questo modo potrai seguire efficacemente le tre vie, diventando distaccato, responsabile, creatore. Nutri fiducia nel fatto che ciascun tuo problema contiene in sé un enorme potenziale per il tuo sviluppo. Magari ora non lo vedi, ma ciò che chiami problemi non sono che occasioni per liberarti dai tuoi attaccamenti, diventare creatore e responsabile, per dare vita ad ulteriori opportunità. Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato!

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