La pace è il dono più grande

La pace è il dono più grande

La pace è il dono più grande che ci è stato fatto. Essa è sepolta nel cuore del nostro essere. Sta a noi farla riemergere dall’abisso. Non c’è regalo migliore della pace della nostra essenza. Solo chi non conosce questo regalo di gioia può cercare la felicità da qualche altra parte. Ma questa non è una colpa. Una volta smarrita la pace, infatti, il desiderio di tornare a essa è tanto forte che anche un solo barlume ci fa impazzire. Ma stiamo capendo sempre di più che raccogliere barlumi non ci darà mai ciò che desideriamo ardentemente. E in molti di noi stanno tornando a riscoprire il dono più grande che hanno sempre ignorato o trascurato. Anziché cercare nel mondo, si sono rivolti verso se stessi, e si stanno innamorando dell’interiorità del loro Essere.

In pochi sanno che la pace è il dono più grande. Se tutti lo sapessero davvero, smetterebbero di vagare nel mondo per mendicare qualche bagliore di amore da un mondo che sembra così avaro. Sembra avaro perché non è lì che si trova l’amore, poiché il mondo è solo un riflesso, e non può darci le risposte a ciò che cerchiamo. Può solo indicarci, a mo’ di specchio, che cosa c’è dentro di noi, può rifletterci l’amore che portiamo già nel cuore. E l’amore ci sussurra all’orecchio: “Guarda dentro di te, sono il tuo tesoro, devi solo scavare un pochino e mi troverai“. Se tutti sapessero che la pace è il dono più grande, smetterebbero di fare disperate richieste di amore e di aiuto, che spesso sconfinano nella follia o in azioni che sembrano malvagie e crudeli. Ma anche la crudeltà più atroce è una richiesta di amore.

La pace è il dono più grande

Lo so che è difficile da credere. Ma chiunque fa del male solo per un motivo: perché dentro di sé gli manca l’amore, perché non ha scoperto che la pace, che è il dono più grande, è dentro di lui. Riesci a vedere negli occhi di un assassino la disperazione di un folle che si strugge per chiedere l’amore che non sente nel suo cuore? È difficile avere compassione in un caso così estremo. Per riuscirci, dobbiamo aprire completamente il nostro cuore. Che cosa ci spinge a giudicare l’assassino, a desiderare vendetta, a volerlo punire aspramente? Quello stesso bisogno di amore dell’assassino. Forse la nostra richiesta è meno intensa, meno disperata, eppure il giudizio più sottile come il crimine più violento nascono entrambi da un senso di mancanza nel proprio cuore.

Chi sa che la pace è il dono più grande pensa due volte prima di giudicare anche il criminale più efferato. Perché? Perché sa come anche un singolo giudizio può incrinare la sensazione di pace. E vede nel proprio giudizio la stessa richiesta di aiuto, la stessa espressione di paura e disperazione che fluiscono dagli occhi dell’assassino. Se tutti sapessimo che la pace è il dono più grande, regnerebbe la pace nel mondo. Le guerre durano finché c’è conflitto dentro di noi, separazione interiore, divisione tra i tanti piccoli Io e disarmonia. Riesci a vedere nell’assassino te stesso, il tuo disperato bisogno di pace e di amore, di essere capito, ascoltato, compreso? Quando giudichiamo, stiamo rifiutando quella parte di noi che vediamo riflessa negli occhi del criminale. Ma quella parte rimane sepolta dentro di noi, pronta a emergere furiosamente al momento opportuno.

Siamo tutti fratelli nel bene e nel male

In questo senso, siamo tutti assassini, poiché tutti condividiamo la stessa follia, nessuno escluso. L’umanità è la stessa in ciascuno, è un principio universale che ci unisce nel bene e nel male. È facile dire che siamo tutti uguali quanto a diritti, libertà o quando siamo allegramente riuniti in famiglia o tra amici. Ma quando dobbiamo riconoscere la nostra unità anche nel lato oscuro, negli impulsi più violenti, che cosa facciamo? Ci ritiriamo in disparte? Ci nascondiamo? Siamo tutti fratelli perché siamo profondamente uguali, condividiamo le stesse pulsioni, gli stessi desideri, la stessa pazzia, e non solo la stessa natura divina e angelica. È questo l’amore incondizionato: smettere di vedere le differenze tra sé e gli altri, smettere di giudicare il bello e il brutto, di creare qualunque tipo di separazione.

Se non altro, quando giudichiamo il male, stiamo rifiutando di poterlo commettere, stiamo nascondendo la verità. Ma anche questa non è una colpa: giudichiamo perché non vogliamo guardare i nostri mostri interiori, perché non vogliamo assumerci la responsabilità dei demoni che vediamo riflessi all’esterno. Ma se avremo il coraggio di guardare dentro di noi attentamente, potremo portare la luce a ciò che più disprezziamo, odiamo e non vogliamo vedere, trasformandolo in consapevolezza, in amore e in pace. Ogni giudizio, ogni atto violento, ogni crudeltà, ogni espressione di odio o di accusa è una richiesta di amore. Se riesci a vedere in te e negli altri questo bisogno di amore, puoi chiedere che ti siano aperti gli occhi, che ti sia donata la visione del cuore.

Siamo un’unità

Siamo o non siamo davvero un’unità? Perché dobbiamo mantenere la divisione, quando sappiamo che ciò fa male prima di tutto a noi stessi? Quanta sofferenza procuriamo innanzitutto alla nostra mente e al nostro corpo quando giudichiamo, ci arrabbiamo, accusiamo? È così perché ogni volta che uno giudica un suo fratello, sta giudicando se stesso, sta aprendo un conflitto dentro di sé, in quanto tra noi fratelli non esiste alcuna separazione. La divisione è irreale, quindi perché mantenere viva un’illusione che non fa altro che danneggiarci e distruggerci? Se siamo uno, possiamo stringerci attorno e smettere di dividerci! Dopotutto, se siamo uno, che senso ha puntare il dito contro qualcuno, odiarlo, volersi vendicare contro di lui, portare rancore? Stiamo facendo tutto questo a noi stessi!

Condividiamo la stessa essenza umana e non c’è alcuna differenza tra fare del male a qualcuno e fare del male a se stessi. È esattamente, letteralmente, essenzialmente la stessa cosa. Non possiamo sfuggire a questa verità. Puoi provare sulla tua pelle come sia vero che odiare tuo fratello voglia dire odiare te stesso, direttamente. L’unica cosa per cui non sembra così è che proiettiamo all’esterno il nostro odio, i nostri giudizi su noi stessi. Ma la proiezione è fatta per mantenere la separazione! Se hai un minimo di amore per te stesso, osserva come il tuo cuore si spacca in mille pezzi quando crei qualunque divisione rispetto a tuo fratello, vedi come il tuo corpo è lacerato come da un pugnale! Non possiamo continuare ancora per molto questo gioco di guerra. A chi facciamo la guerra, se siamo solo Uno?

La pace è il dono più grande

Non può vincere uno solo a discapito di tutti gli altri! Che gusto ha la vittoria di uno solo? Anzi, non è affatto una vittoria, ma è una colossale sconfitta, è il trionfo della divisione e quindi del dolore! Dove va a finire nel frattempo la pace, il dono più grande? Ha senso rinunciare alla pace in nome di una misera vittoria personale, un falso orgoglio che costa la miseria di tutti gli altri? Chi non conosce il dono più grande della pace, va in cerca di doni ben più piccoli, pensando di trovare la sua gioia in essi! Ma ciò è solo un’illusione, frutto di ignoranza! Quanto vale poco qualsiasi potere, qualunque successo o raggiungimento in confronto alla pace interiore! Chi pensa che ci sia qualcosa nel mondo di superiore rispetto alla pace del cuore non conosce la vera gioia!

Non conoscere la pace dentro di sé non è un peccato, non è una colpa: è soltanto frutto di inconsapevolezza o di ignoranza. Non si tratta di ignoranza nel senso degenere della parola. Semplicemente, è ignoranza in quanto mancanza di conoscenza di ciò che è più importante. Come guarire da questa ignoranza? Tornando ad apprezzare anche il minimo barlume di gioia che il solo essere vivi ci offre. Se abbiamo sempre ignorato la pace dentro di noi, non possiamo pensare che essa risplenderà all’improvviso in tutta la sua divina gloria. Talvolta succede così, magari in seguito a un’intensa sofferenza, alla quale ci vediamo costretti ad abbandonarci per il troppo dolore. Ma possiamo decidere volontariamente di riscoprire il dono più grande che alberga immacolato nel nostro cuore!

Tutti gli altri beni impallidiscono di fronte alla pace

Tutti gli altri beni impallidiscono di fronte alla pace. Il sesso, il denaro, il potere, il successo sono ben poca cosa rispetto alla gioia della fonte. Infatti essa è la nostra natura, è ciò per cui siamo fatti, per cui corrisponde in modo perfetto ai nostri bisogni. Dunque la pace del cuore è la vera e ultima soddisfazione, l’obiettivo finale, la realizzazione definitiva. Ma non è un obiettivo inteso come frutto di una ricerca, poiché ciò implicherebbe sforzo, tensione e soprattutto tempo. La pace del cuore è invece fuori dal tempo, e non si “raggiunge”, non si afferra, non si prende per mano. È qualcosa di invisibile, impercettibile, non è nemmeno un’idea, un concetto. In confronto i pensieri sono molto più densi. La pace dell’essere è ineffabile, trasparente, pura. Non esiste nel reame dello spazio, non si trova su nessun piano, come non esiste nel tempo.

Non esiste neppure: semplicemente è, viene cioè prima di ogni esistenza. E proprio per questo è eterna, inviolabile, indistruttibile, è per sempre! È l’unica cosa stabile e certa, ed è dunque l’unico bene degno di essere perseguito. Tutto il resto è distrazione, nel senso che non darà mai la pace, lascerà sempre con un senso di amaro in bocca, un’insoddisfazione implacabile e dolorosa. Quel senso di mancanza e di vuoto, di noia e insoddisfazione non sono altro che la percezione della lontananza dalla pace. Indulgere in qualunque piacere, attività o relazione è un modo per mascherare questa mancanza, è cioè una disperata preghiera rivolta al mondo affinché ci sia concesso di godere di almeno uno sprazzo di gioia. Ma dimentichiamo che le preghiere si rivolgono al Cielo, non al mondo!

Rivolgiti a te stesso

Senza la pace del nostro cuore siamo miseri, insoddisfatti, alla costante ricerca di un surrogato di quella pura gioia. Siamo stressati, ansiosi, preoccupati, arrabbiati, impauriti, assonnati, infreddoliti, orgogliosi, persino odiosi e distruttivi. Tutti questi stati di sofferenza esprimono la nostra lontananza da noi stessi, dall’amore del nostro cuore. Di tanto in tanto troviamo qualche barlume di pace, che mette a tacere per qualche istante la nostra disperazione. Ma la nostra sete si placa per poco, e non perché siamo avidi, golosi, lussuriosi o voraci, ma perché siamo fuori dalla nostra pace, e ci vediamo obbligati a comportarci in tal modo dalla nostra brama di ritornare al nostro cuore. Però tale brama viene scambiata dall’ego come desiderio di ingrandirsi e usata dunque come strategia per mantenere viva la separazione.

Ma fortunatamente possiamo decidere quando vogliamo di terminare il vagabondaggio e la ricerca infinita per rivolgerci a noi stessi. Rivolgendoci intensamente a noi stessi, con tutte le nostre forze, con ardore ed entusiasmo, possiamo eliminare via via gli ostacoli che ci impediscono di accedere alla pura gioia del nostro Essere. Possiamo iniziare a vivere rimanendo nel nostro cuore. Ciò significa rimanere connessi con quel senso sottile di pace che traspare dal nostro essere. Inizialmente potresti non sentire la pace o la gioia che irradia dal tuo cuore. Ciò dipende dal fatto che hai dedicato troppo tempo ed energia nel mondo, e la tua attenzione è stata risucchiata dalla mente. Ma questo non è un problema. Se avrai la sufficiente forza di volontà e dedizione, potrai recuperare il contatto con la tua dimensione più profonda e inizierai naturalmente ad avvertire la pace.

Ricorda sempre che la pace è il dono più grande

Se vuoi sentire il più possibile la pace del tuo cuore, devi affidare a esso tutto te stesso. Se troppa parte della tua attenzione è rivolta ai pensieri, alle preoccupazioni e agli eventi, perderai facilmente il contatto con te stesso, non sarai cioè più presente e sarai assorbito nella mente e nei problemi. Ma se dedicherai tutto te stesso a rimanere collegato al tuo cuore, esso irradierà sempre pace e gioia. Essi sono il tuo stato naturale. Non sono dei raggiungimenti straordinari. Tuttavia siamo così disconnessi da noi stessi che essere in piena pace sembra un obiettivo impossibile. Ma il fatto che abbiamo smarrito la fonte della nostra gioia, non significa che anch’essa ci abbia lasciato. Essa è sempre lì, e aspetta solamente che torniamo ad abitare nel suo rifugio sacro e puro. Ricorda sempre che la pace è il dono più grande.

Non perderti nelle faccende. Lascia sempre almeno una parte della tua attenzione dentro di te. Se persevererai abbastanza, ignorando i pensieri e le distrazioni della mente (che puntualmente ti metterà un sacco di dubbi e ti dirà che non ha senso rimanere “connessi al senso di esistere o alla propria interiorità”!), una certa pace inizierà a sorgere dentro di te. Appena ne sentirai anche un solo barlume, aggrappati a esso e rimani connesso il più possibile con quel senso di gioia preziosissimo! Quando inizi a percepire una scintilla di pace, la grazia è già scesa su di te e puoi continuare ad affondare sempre di più in quell’oceano infinito di gioia che risiede nel tuo cuore. Se non senti neanche un minimo di pace, non preoccuparti: puoi sempre intensificare la tua dedizione e centrarti con maggiore forza nel tuo cuore.

Risolviamo subito i dubbi: che cosa significa essere centrati nel cuore?

Dato che la mente ha con sé un armamentario di dubbi, convinzioni e idee distorte, chiariamo subito tutto. In questo articolo puoi avere informazioni su come trovare il centro dentro di te. Che cosa significa brevemente e semplicemente essere centrati nel cuore? All’inizio può sembrare una cosa insensata: infatti il primo e unico appiglio che hai è la sensazione di esistere, che appare inizialmente come qualcosa di piuttosto sottile e nascosta, soprattutto quando la mente è abituata a essere rumorosa. In ogni caso, ti basta smettere un attimo di pensare e chiederti se ci sei, se sei consapevole in questo momento. Ovviamente la risposta è affermativa. Nel momento in cui dici: “sì, sono consapevole”, stai percependo la tua stessa presenza (slegata da ogni pensiero, emozione o sensazione). Aggrappati a quella “sensazione” e vedi che cosa succede!

Più ti aggrapperai a quella sensazione, all’esperienza del tuo Essere, più ti piazzerai al centro del tuo cuore, poiché darai naturalmente meno attenzione ai pensieri e alle emozioni. Infatti quando sei attento a chi sei, sei semplicemente presente, non stai pensando, non sei assorbito nella mente o in qualche storia o problema. Non so spiegarlo in maniera più semplice! In effetti non c’è molto da dire sull’essere presenti: il senso dell’Io è autoevidente, è colto intuitivamente da ognuno di noi, non può essere espresso a parole! Se ti vengono dubbi sull’argomento, allontanali: è solo la mente che è tornata a disturbare! Infatti per essere presente non devi fare assolutamente niente, quindi non puoi avere dubbi al riguardo, e se hai dubbi significa semplicemente che stai prestando ascolto alle bugie della mente!

Sviluppa la centratura per ottenere il dono più grande

Una volta che hai capito che cosa significa essere presente, puoi cercare di vivere il più possibile in tale stato, ricordandoti di te durante il giorno. Inizialmente puoi servirti di alcune sveglie oppure semplicemente di particolari occasioni per ricordarti di essere presente. Ad esempio, ogni volta che apri la porta, smetti per un attimo di pensare e ricordati di te, cercando di conservare la presenza finché puoi. Più diventi presente, meno sei assorbito dalla mente e dal tempo. In questo modo i pensieri tenderanno ad esercitare sempre meno il loro potere ipnotico su di te e veleranno sempre meno l’esperienza naturale della pace del tuo essere. Più sei presente, più sei in pace! Fai di tutto per sviluppare questa centratura e otterrai il dono più grande che un uomo possa raggiungere!

Man mano che diventi più presente, mantenere la presenza sarà più facile e dentro di te crescerà un certo spazio silenzioso e affluirà una pace inizialmente sottile e poi sempre più profonda. Mentre rimani presente, non significa che la mente improvvisamente diventa completamente silenziosa. Ti verranno numerosi pensieri, e tu dovrai semplicemente non attaccartene! Se sorge una preoccupazione, non sei costretto a perdere la presenza! Puoi guardarla arrivare e lasciarla andare com’è venuta, prima che si sedimenti nel tuo cuore e ti privi della pace! E non devi sederti a gambe incrociate in meditazione per lasciar andare una preoccupazione: puoi farlo tranquillamente in qualunque momento, purché abbia un minimo di presenza che ti consenta di non cadere vittima della mente!

E quando perdi la centratura?

Quando perdi la centratura, puoi ritornarci appena ti ricordi e appena lo vuoi! Ricorda che la pace è il bene più grande che hai, e nulla vale più di essa. Non si tratta di un’affermazione egoistica. Infatti la pace è la tua natura, e tu meriti tornare a te stesso come un gatto merita di essere un gatto! Quindi fai della pace la tua priorità e sii disposto a tutto pur di mantenerla. Ciò ovviamente non implica né segregarti in una grotta, né rinchiuderti in un muto individualismo. Al contrario, vivere centrati nel cuore significa aprirsi all’altro, essere accoglienti e amorevoli: ti renderai conto che questa pace non è un bene solo per te, ma anche per gli altri! Infatti i tuoi interessi reali non sono distinti da quelli di tuo fratello, poiché tutti siamo Uno! Trovare la pace dentro di te significa aiutare anche l’altro a trovarla per sé!

Quindi, quando perdi la centratura ricordati che recuperarla è un tuo diritto, ma è anche un dovere nei confronti degli altri! Non ha alcun senso sentirsi in colpa per cercare la pace anche quando gli altri sono miseri e infelici: anzi, se troverai la gioia dentro di te, potrai condividerla e addolcire la loro esistenza! Quindi nessuno ha nulla da perdere, ma solo da guadagnare! Quindi va’ e scopri subito il dono più grande racchiuso nel tuo cuore. Se pensi di avere qualcosa di più importante da fare, è ancora una volta la mente che ti sta ingannando! Rimanda la “cosa più importante” e trova subito la pace dentro di te! Anche perché così facendo tutto il resto ti verrà dato in aggiunta e ogni cosa si aggiusterà da sola. E anche se non si aggiusterà da sola, potrai risolverla molto più serenamente e rimanendo in armonia! Ricorda che:

L’Ego dice: Quando ogni cosa andrà a posto troverò la pace.
Lo Spirito dice: Trova la pace ed ogni cosa andrà a posto.

MASSIMA ZEN

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