Come riconnetterti al tuo Sé

Come riconnetterti al tuo Sé

Ritorna al tuo cuore! Fai silenzio dentro di te e ritorna al tuo vero Sé: in esso ci sono tutte le risposte e le soluzioni che cerchi. Lì tutti i tuoi bisogni sono soddisfatti: la tua solitudine è riempita dalla sua pienezza, il tuo dolore è guarito dal suo amore, la tua insicurezza è colmata dalla sua certezza, la tua richiesta di pace e gioia è soddisfatta, i tuoi problemi si dissolvono come neve al sole. Ecco come riconnetterti al tuo Sé. Dio non ha creato nessuno incompleto. Quindi tutto ciò che cerchi deve essere dentro di te. Se sembra che non sia così, è soltanto perché hai perso il contatto con le radici più profondi dell’unico Essere che tutti condividiamo.

Riconnettiti con la Fonte di Amore, facendo tacere la voce dell’ego e liberandoti dalla sua presenza ingombrante – eppure illusoria. E ritorna alla perfetta gioia del tuo cuore. Non devi fare niente. Devi soltanto smettere di dare ascolto a quella vocina fastidiosa nella tua testa, che ti invita all’attacco e alla difesa, ad avere paura e a sentirti in colpa, ad arrabbiarti e a inorgoglirti, a perdere insomma tutto il fascino della Vita. Anziché chiederti che cosa devi fare per ritornare al tuo vero Sé, chiediti che cosa NON devi fare! Semplicemente affidati al tuo cuore e troverai la strada per ritornare a Casa.

Ecco come riconnetterti al tuo Sé in modo semplice

Qual è il modo più semplice per riconnetterti al tuo Sé? Innanzitutto, ciò che conta è avere un’intenzione forte. L’intenzione è sempre il primo passo per raggiungere qualunque cosa. Chiediti anche perché vuoi (ri)connetterti con il tuo vero Sé. Spesso chi vuole risvegliarsi lo fa per delle ragioni egoiche e per interessi personali. Stai bene attento alle tue motivazioni. Per ritornare al tuo cuore, devi essere animato da un desiderio genuino e disinteressato. Insomma, devi voler farlo solo per il gusto di farlo, per amore della Verità e della conoscenza. Mantenendo secondi fini nella tua mente, potresti rallentare il percorso. In molti casi, il lavoro spirituale diventa una scusa per fuggire dal mondo e dai problemi. Ci si vuole illuminare perché “il mondo fa schifo” e si vuole essere in pace nonostante i problemi. In realtà, illuminazione significa vedere la perfezione di tutto.

Osserva la tua mente egoica

Illuminazione significa correggere le proprie percezioni per ripristinare la retta visione. Quindi è necessario un sincero interesse fine a se stesso volto a scoprire la Verità. Quindi stai bene attento alle tue motivazioni. Dopodiché, devi smettere semplicemente di prestare ascolto alla vocina nella tua testa. Non devi fartene assorbire, ma devi osservarla per distaccartene e capire che non sei tu. Devi creare uno spazio tra te e l’ego, devi cioè iniziare a distinguere tra la voce del tuo cuore e quella del tuo ego. Sono facili da distinguere, perché l’ego essenzialmente è sempre preoccupato per la propria sopravvivenza, mentre il cuore si occupa solo di espandere amore ed esprimere se stesso in modo genuino, di offrirti intuizioni e regalarti saggezza, di donarti la sua visione amorevole del mondo e di te stesso, parlandoti con dolcezza. Al contrario, l’ego è sempre duro e teso ad attaccare e a difendersi.

Liberati dalle credenze

Il tuo vero Sé è fuori dal tempo, quindi eterno, invulnerabile, perché puro spirito senza forma, in pace perché non disturbato da nulla. Lo puoi riconoscere facilmente perché coincide con la tua stessa consapevolezza di essere. Se tu puoi dire “Io sono” è grazie a questa silenziosa presenza al di là della mente e del corpo. I condizionamenti sociali, culturali e acquisiti nel tempo possono ostacolare la realizzazione del Sé, per cui è bene liberarsi da tali condizionamenti e mettere in dubbio le proprie credenze. Anziché basarti su ciò che hai imparato e su ciò che pensi di sapere, usa l’esperienza diretta per indagare dentro di te. Usa la tua attenzione, la tua capacità critica e di osservazione. Ogni credenza può rappresentare un grosso ostacolo. Non devi credere a nulla per riconnetterti al tuo Sé.

Metti in discussione le tue percezioni della realtà

Potresti realizzarlo in ogni momento! In ogni caso, la cosa importante è radicarti nel tuo Sé, trovando il tuo centro dentro di esso. Oltre a liberarti dalle credenze, devi essere disposto a mettere in discussione tutti i tuoi valori e in particolare le tue percezioni della realtà. Devi ammettere di non avere occhi per vedere, poiché la tua percezione è distorta dagli occhi dell’ego. Non importa quanto possa essere colto: la cultura ha poco a che fare con la visione spirituale. Anzi, in molti casi può essere un ostacolo a essa! Devi avere l’umiltà di affermare che non sai. In particolare, devi smettere di giustificare le tue emozioni e le tue interpretazioni dei fatti. Ad esempio, quando ti arrabbi ammetti di non sapere perché sei arrabbiato. Non è il fatto in sé a farti arrabbiare, ma la tua interpretazione di esso!

Assumiti la responsabilità

Per realizzare il tuo sé, devi cambiare la mente riguardo al mondo. In altre parole, devi correggere, come già dicevo sopra, le tue percezioni. In realtà, non sei tu a dover correggere le tue percezioni. Semplicemente, devi lasciar andare le tue interpretazioni. Quando la mente inizia con le sue storielle di vittimismo, rabbia, paura, colpa, sii vigile, ovvero sii presente. Osserva la tua mente e fermati un attimo. A quel punto, diventa consapevole che a creare il tuo dolore è quella voce nella tua testa, non la realtà in sé. Quindi smetti di proiettare i tuoi pensieri, smetti di incolpare e accusare il mondo della tua sofferenza e riconosci che sei tu che stai creando il tuo dolore! All’inizio magari non ci crederai, ma questa è l’unica soluzione per liberarti della sofferenza.

Ammetti di non avere occhi per vedere e apriti al tuo cuore, perché ti mostri la visione corretta della realtà.

Perdona

Il perdono è sempre la conseguenza di una correzione di percezione. Finché dai la colpa al mondo, sarà molto difficile perdonare. L’ego infatti non può perdonare, poiché è convinto davvero di aver subito un torto. Ma abbiamo visto che in realtà sei tu a creare la tua sofferenza! Finché sei identificato con l’ego, ti vedi come un corpo vulnerabile, debole e vittima del mondo. E questo ti impedisce di perdonare realmente, perché la paura ti spinge a proteggerti e perdonare significherebbe addirittura metterti in pericolo o comunque farti calpestare. Puoi perdonare davvero solo se non ti vedi come ego, ma sei connesso con la Presenza di Amore dentro di te. All’inizio sarà difficile, ma più ti sforzi di assumerti la responsabilità delle tue percezioni e di arrenderle, più il tuo cuore si aprirà e più potrai riconnetterti al tuo Sé.

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Come risvegliarsi dal sogno

Come risvegliarsi dal sogno

La vita è un sogno. Tu sei il sognatore intrappolato in un incubo. Ti identifichi con un solo personaggio del sogno. Sei il regista inconsapevole di ogni evento. E tutto il mondo è dentro di te: è una tua proiezione. Come in un sogno notturno, ogni persona è una parte di te, un simbolo del tuo subconscio. Ogni evento è una proiezione inconscia delle credenze e delle emozioni che porti dentro di te. Quindi non può fare altro che confermare le decisioni inconsce della tua mente. In questo modo tutto ciò che accade all’interno del sogno è un simbolo e può essere usato tanto per sostenere la separazione e la credenza nella realtà del sogno quanto per riconoscere l’illusorietà del sogno e risvegliarsi. Il risveglio è l’unico modo per porre fine totalmente alla sofferenza. Ma come risvegliarsi dal sogno?

Come risvegliarsi dal sogno della vita

Ecco come risvegliarsi dal sogno della vita:

Le prove non sono che lezioni che non sei riuscito ad imparare presentate un’altra volta, cosicché dove prima hai fatto una scelta sbagliata, tu ora possa farne una migliore e sfuggire così ad ogni dolore che ciò che avevi scelto prima ti aveva portato.

Un Corso in Miracoli

Diventa il regista consapevole della tua realtà

Il disagio emerge solamente per portare alla consapevolezza il bisogno di correzione.

Un Corso in Miracoli

Come realizzare la tua vera natura

Come realizzare la tua vera natura

Come realizzare la tua vera natura? Tu sei puro spirito. Chiamalo come vuoi: anima, vero Sé, coscienza, consapevolezza, Dio, Amore, illuminazione, risveglio. Qualunque nome usi, tu sei quello. Infatti esiste solo quello. Lo spirito è l’unica sostanza che è. Non esiste materia. Chi vede la materia è perché guarda con gli occhi della mente separata. Ciò che sembra materia, ciò che appare come forma, è semplicemente una modulazione dello spirito. Lo spirito assume infinite forme, “si incarna” nella “materia”. Ma le forme sono illusorie. Le onde che compaiono sulla superficie dell’oceano sono fatte di acqua e solamente di acqua. L’acqua è l’unica sostanza dell’oceano. Così, tutto ciò che appare nella tua coscienza è fatto di coscienza, è spirito puro. Infatti non c’è nulla al di fuori dello spirito. Il corpo e la mente separata sono forme che lo spirito assume. Eppure anch’essi sono fatti solamente di spirito.

Non puoi vedere che il tuo corpo è anch’esso spirito finché non guardi con gli occhi dello spirito. Materia e spirito sono esattamente la stessa cosa. L’unica differenza è che la materia è lo spirito visto dal punto di vista della forma filtrata dalla mente, mentre lo spirito è materia senza forma. Se togli la forma al tuo corpo, rimane solamente spirito, pura consapevolezza. Se togli forma ai pensieri, la sostanza che rimane è pura coscienza. E se aggiungi qualsiasi forma allo spirito, esso sembra diventare materia. Realizza che tu sei puro spirito e otterrai pura gioia e la fine di ogni sofferenza. Ogni sofferenza nasce infatti dal fatto che scambi la tua identità con la materia, lasci che il tuo spirito si mescoli alle forme del corpo e della mente.

Come realizzare la tua vera natura

L’illuminazione consiste in questo: realizzare in modo profondo e indubitabile che tu sei puro spirito. Tale realizzazione pone fine a ogni sofferenza. È così perché tutta la sofferenza nasce dall’ignoranza riguardo alla propria natura. Soffriamo perché ci attacchiamo a ciò che è temporaneo. L’attaccamento più forte è l’identificazione (con il corpo e la mente separata). L’identificazione comporta un’enorme contrazione dello spirito, che da infinito deve in qualche modo entrare dentro un corpo. Ogni volta che ti identifichi con un pensiero, un’emozione o una sensazione, nasce la sofferenza. Tali identificazioni specifiche sono la conseguenza dell’identificazione originaria con l’ego.

Quindi piuttosto che lasciar andare le singole identificazioni, devi scoprire chi sei veramente e cioè che tu sei puro spirito. E la cosa bella è che non è così difficile realizzare ciò. Infatti tu sei sempre puro spirito consapevole di sé, per cui puoi scoprire chi sei in ogni momento. L’unico ostacolo a fare ciò è l’interposizione della mente. Quindi se vuoi realizzare chi sei devi far tacere la mente per almeno un attimo. E non ci vuole molto neppure per questo. Basta che ti chieda: “Sono consapevole?”. In questo modo vai all’esperienza diretta di essere consapevole, cioè l’esperienza di essere puro spirito. A quel punto, indaga più a fondo la natura del tuo spirito.

Indaga la tua natura

Chiediti se la tua consapevolezza può comparire e scomparire. Guarda nella tua esperienza se c’è stato un momento in cui non c’era la consapevolezza. Ovviamente non lo puoi trovare. Nemmeno quando sei nel sonno profondo la tua consapevolezza non c’è, altrimenti non potresti essere consapevole di aver dormito profondamente. Piuttosto, è la mente che nel sonno profondo è assente, per cui non puoi avere alcun ricordo di ciò che è successo (o che non è successo!). Se tu non compari e scompari, vuol dire che sei fuori dal tempo, e quindi eterno. Non devi fidarti: indaga tu per scoprirlo! Dopodiché, nell’esperienza della tua consapevolezza c’è qualche problema, bisogno o mancanza? No, quindi tu sei perfetta pace e felicità, completezza e soddisfazione. Anche in questo caso, non devi crederci: vedi tu che è così!

Nella tua esperienza c’è qualcosa oltre alla consapevolezza? No, quindi ci sei solo tu, c’è solo puro spirito. Ciò significa che tu sei tutto, e questa è l’esperienza dell’Amore. Tu non hai confini, sei infinito e illimitato. Sei al di là dello spazio. Qualunque confine o limite tu individui, esso è dentro di te, è cioè all’interno della tua consapevolezza, quindi tu non puoi avere limiti! E a questo punto come puoi pensare di essere un corpo o una mente separati? Vedi che il corpo appare semplicemente nel campo della tua coscienza, come appare l’orologio o la sedia su cui sei seduto? Non farti ingannare dalla mente, che vede il corpo come “più vicino”. Nella tua coscienza non c’è qui o lì, non c’è vicino o lontano, poiché essa è fuori dallo spazio.

Vedi che il mondo è letteralmente dentro di te? C’è qualcosa che sorge al di là della tua consapevolezza? No, è impossibile! E allora smetti di vedere questo benedetto “mondo esterno”!

Continua l’indagine per realizzare la tua vera natura

Chiediti se la tua consapevolezza può essere colpita, ferita, subire o fare del male. Come potrebbe? Ciò significa che sei innocente e invulnerabile. Esattamente: non hai mai commesso alcuna colpa. E questo va bene… Ma devi anche ammettere di non aver mai ricevuto del male. Non farti assorbire da riflessioni morali o etiche. Guarda nella tua realtà se è così! È possibile ferire dei corpi o delle menti, ma non il puro spirito di cui sei fatto e di cui tutto e tutti sono fatti! Ciò significa che in assoluto il male non esiste, poiché non c’è la possibilità di compierlo o subirlo. Inoltre, puoi vedere facilmente che la tua consapevolezza è senza forma e immateriale, quindi non può essere toccata e non può nemmeno fare niente. Può soltanto essere. E così puoi vedere che in realtà non è mai stato fatto niente e non è mai successo niente.

Gli avvenimenti infatti si dispiegano solamente nel tempo. E il tempo è un’illusione che sorge all’interno della consapevolezza. A questo proposito, puoi vedere come la tua consapevolezza sia l’unica cosa reale, mentre il resto è solamente un’illusione. Ciò che pensi, percepisci e senti è fatto solo di consapevolezza. Ogni forma è illusoria, dallo spazio al tempo, dalle idee ai concetti, dalle emozioni alle sensazioni, dalla sofferenza al piacere. Ma non ti servirà a nulla credere che ogni cosa sia illusoria: devi vederlo tu! E puoi così realizzare che la vita è maya, sogno, illusione. Così, puoi capire che tu sei il sognatore e non il personaggio di un sogno. E il personaggio del sogno è l'”attore” di cui vesti i panni.

Il risveglio dal sogno

Ma tale attore è solo una funzione, che esiste finché sei dentro il sogno. In questo modo ti “risvegli”, iniziando a identificarti con il sognatore invece che con il personaggio del sogno. Questo è il risveglio dal sogno. Diventi il vero sé, quella pura coscienza, puro spirito. E riconosci che ciò che stai vivendo è solamente un’allucinazione. La tua coscienza comprende tutto. E se stai bene attento, scopri che gli altri non esistono, poiché esiste solo una coscienza. Tutto è Uno, non c’è nulla al di fuori dell’Uno. Ci sono altre menti e altri corpi, insomma ci sono altre forme, ma l’essenza è solamente una, e sei tu! Quale sollievo sapere che ogni volta che ti relazioni con qualcuno stai interagendo con te stesso. Che cosa puoi temere da te stesso infatti? In tal modo realizzi la vera solitudine.

Ciò non ti porta a sentirti solo, ma semmai sempre in compagnia, poiché ogni cosa accade dentro di te e tutti sono espressioni della tua stessa natura. Non è meraviglioso? Riconoscere te stesso nell’altro è amore. In realtà tutti vogliamo fonderci con l’altro: solitamente cerchiamo un partner per farlo. Ma in realtà possiamo “diventare l’altro” solo se sappiamo chi siamo noi e realizziamo che siamo già l’altro, poiché non c’è differenza tra noi e gli altri: tutti siamo davvero Uno! Sapere questo ti scioglie da ogni paura. Come puoi avere paura se tutto succede dentro di te e tutti sono dentro di te, personaggi dello stesso sogno? Se realizzi che stai sognando, quali problemi hai ancora?

Puoi prendere la vita molto meno sul serio, poiché non devi disperarti per un corpo pieno di bisogni. Al contrario, puoi amare il tuo corpo e la forma con cui appari come ogni altra forma!

Realizzare la tua vera natura rimanendo come pura consapevolezza

Per realizzare la tua vera natura puoi indagare direttamente l’esperienza della tua consapevolezza ponendoti le domande che ti ho proposto e seguendo l’esempio sopra. Tuttavia, per realizzare pienamente la tua vera natura e le sue caratteristiche (pace, amore, assenza di confini, eternità…) devi “dimorare” nel tuo puro spirito in modo da connetterti e identificarti con esso. Per fare questo, devi fare in modo che l’esperienza della tua consapevolezza sia sempre viva in te. Quindi durante la tua giornata e nelle tue attività, cerca di rimanere come “Io sono”, come pura consapevolezza, anziché perderti totalmente in ciò che fai. Conserva dentro di te una certa presenza consapevole, ricordati che ci sei e rimani in tale stato il più possibile.

All’inizio, se ciò può essere difficile, comincia a dimorare nella tua vera natura in silenzio, per alcuni minuti o per il tempo che ritieni necessario. Prima sii consapevole quando non sei disturbato, dopodiché, quando ti senti pronto, inizia a vivere la tua giornata rimanendo come pura consapevolezza, allargando via via la tua presenza. Lascia che tutto nasca e si dissolva nel campo della tua coscienza. Quindi, anziché perderti tu nell’esperienza, lascia che sia il contenuto dell’esperienza a “perdersi” in te, che ti limiti ad accoglierlo senza fare nulla, ma solo rimanendo come “io sono”. Non c’è bisogno che ti ripeta “io sono” o che ti focalizzi su un simile pensiero. Basta che tu sia! Non devi fare assolutamente niente per essere consapevole: devi solo mantenere una certa vigilanza in modo da non essere assorbito dai pensieri e dalle esperienze.

Lascia che l’ego e la negatività si sciolgano nell’oceano della tua consapevolezza

Mentre rimani come consapevolezza, è inevitabile che sorgeranno pensieri, impulsi, sensazioni ed emozioni. Tu non devi fare altro che lasciare che ogni cosa si dissolva. Fai finta di stare guardando un film: qualunque cosa succeda tu sei al sicuro, poiché stai solo guardando uno schermo e stai solamente proiettando delle scene. Ricorda che tu sei lo spettatore o, se preferisci, il regista dietro le scene. Non ti può accadere nulla di male. Non hai quindi bisogno di difese, di attaccare, di avere paura, di arrabbiarti, di preoccuparti, di credere a nulla, di aggrapparti a nessuna certezza, di odiare nessuno, di giudicare, di disprezzare, di sollevare barriere o essere orgoglioso.

E non hai bisogno di nulla, per quanto la mente possa insistere con i suoi desideri. Nessuna emozione, sensazione, pensiero o situazione può toglierti la tua pace. Anche nella più cupa depressione, puoi rimanere sereno, perché sai che tu non sei la mente e il corpo depressi. E ovviamente in tal modo tutta la negatività gradualmente ti lascerà. Non prestare attenzione alla negatività nel tuo corpo e nella tua mente: lascia che tutta questa si dissolva da sola. Limitati a riconoscere che anche la negatività peggiore accade dentro di te e non a te e a quel punto smetti di nutrirla con la tua energia e attenzione: il corpo e la mente si prendono cura da soli, grazie alla Vita che scorre in loro.

Non c’è bisogno di nessun ego che sia ossessionato dal corpo e dalla mente. Dio se ne occuperà, quindi non temere. Dopotutto, l’ossessività è distruttiva. Se invece rimani nella pace e nell’amore, corpo e mente saranno ristorati e guariti completamente.

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Come diventare pura consapevolezza

Come diventare pura consapevolezza

Ogni pensiero, sensazione e percezione è fatto solo di consapevolezza, che è la sua natura ed essenza. Tuttavia è in grado di assumere una forma particolare e specifica, come una nuvola è fatta solo di vapore acqueo eppure può assumere praticamente qualunque forma. La forma che assume è tuttavia illusoria e in sostanza è sempre consapevolezza, che è l’unica cosa che esiste. Non rimanere ipnotizzato dai contenuti della tua esperienza, ovvero dalle forme mentali, ma riconosci che al di là dell’illusione della forma specifica che essi assumono, c’è solo consapevolezza, che è pace, felicità e sicurezza. Dunque affidati solamente alla consapevolezza e resta come pura consapevolezza, lasciando che tutto (ogni pensiero, sensazione e percezione) si dissolva in essa, mentre tu affondi nella sua infinita pace e ti elevi al di sopra della mente. Ecco come diventare pura consapevolezza.

Come diventare pura consapevolezza

Per diventare pura consapevolezza, ovvero per tornare alla tua vera natura, devi spostare la tua attenzione dai contenuti dell’esperienza all’osservatore. Devi dare meno importanza alle forme mentali, alle storie nella tua mente e dare più importanza all’essere. In fondo non c’è nulla fuori dall’Essere. Sembra che ci sia qualcosa al di fuori di esso. Ma tutte le forme non sono che illusioni che appaiono nel campo della consapevolezza. Quando guardi le nuvole in cielo, puoi divertirti a vedere qualunque forma e anche a credere che la forma sia la realtà delle nuvole. Ma se stai bene attento, puoi riconoscere facilmente che tutte le nuvole sono fatte di un’unica sostanza: vapore acqueo.

Allo stesso modo, tutti i pensieri e i contenuti della tua esperienza sono tali solo finché tu dai valore alla forma invece che alla sostanza. Il fatto di dare importanza più alla forma che alla sostanza porta a sofferenza. Per smettere di soffrire devi dunque abituarti a riconoscere che al di là della forma che assume, un pensiero è sempre un pensiero. Un pensiero può dirti che non vali a nulla, che sei un fallito, che non sei degno di amore. Eppure si tratta semplicemente di un pensiero, una forma che nasce e muore nel campo di una consapevolezza sempre presente e invulnerabile al contenuto del pensiero. Perché farti influenzare da ciò che è transeunte, temporaneo e limitato? Ha senso rimanere ipnotizzato dalle onde del mare quando hai tutto l’oceano a disposizione?

La pace è sempre dentro di te

La pace dell’oceano è sempre dentro di te: devi solo smettere di guardare alle onde come se fossero l’unica realtà e sprofondare nel silenzio del mare. Devi ripeterti più e più volte che la consapevolezza è l’unica cosa che hai, l’unica cosa davvero importante. Non puoi perderla per occuparti di qualcosa che è destinato a finire. In primis non puoi perderla per un corpo che morirà nel giro di una manciata di anni. Riconosci come il tuo corpo è solamente un’altra forma che appare nel campo della tua consapevolezza, e così la mente. Affonda nella quiete della tua coscienza. Non c’è tesoro più prezioso della sua pace. E quella pace coincide con la tua essenza. Tu sei la pace e la felicità che cerchi.

Anziché cercare la felicità nel tempo e nello spazio, affonda nella profondità del tuo essere fuori dal tempo e lì troverai la felicità. Non c’è bisogno da cercarla, perché non è da nessuna parte ma allo stesso tempo è dappertutto. Non è in nessun tempo, eppure è in ogni tempo. La pace è sempre nel qui e ora, accessibile in ogni momento. Durante il giorno, rimani come pura consapevolezza, come “Io sono” e questo sarà sufficiente per trasformare in breve la tua vita in modo radicale. Anziché focalizzarti sull’esperienza, focalizzati su chi fa esperienza. Ricordati di te il più spesso possibile, rimanendo presente ogni volta che puoi, mentre fai le cose e quando sei a riposo. Non razionalizzare, non cercare la consapevolezza come se fosse un concetto o un altro contenuto nella mente. Dimora semplicemente nella pura consapevolezza.

La pura consapevolezza è tutto ciò di cui hai bisogno

Tu sei la pura consapevolezza. Ed essa è l’unica cosa di cui hai bisogno, poiché è l’unica cosa che, apparentemente, hai perso. In realtà non hai perso nulla, poiché la coscienza è sempre lì, eterna e infinita. Semplicemente, l’hai trascurata, facendoti assorbire dall’esperienza e dimenticando te stesso in essa. Così, sei rimasto apparentemente intrappolato. In realtà, puoi tornare a te stesso quando vuoi, se solo hai il coraggio e l’apertura mentale giuste. Smetti di credere a qualunque cosa: non c’è nessuna convinzione alla quale aggrapparsi. Anzi, ogni convinzione è un ostacolo, poiché è l’ennesima forma mentale che si frappone fra te e la pura consapevolezza.

Lascia andare le tue credenze, ripulisci la tua coscienza dai condizionamenti. Nessuno e nessuna cosa al mondo può aiutarti: solo tu hai il diritto e il dovere di rientrare in te stesso. Smetti di pensare, di avere dubbi e torna nella pura consapevolezza. Dopotutto, è così semplice… Il fatto è che riusciamo a complicare tutto! E allora semplifica la tua vita il più possibile e fai in modo che non ci sia alcun ostacolo fra te e te stesso, fra te e la pura consapevolezza che sei.

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Sciogliti nell’oceano della vita

Sciogliti nell'oceano della vita

Sciogliti nell’oceano della vita. Scompari tra le sue onde, nella sua candida schiuma. Lascia che tutto sia esattamente com’è. Non volere nulla, non rifiutare nulla. Sii tutt’uno con l’oceano: diventa uno spazio accogliente, accetta tutto nella tua infinita profondità. Rimuovi le barriere all’abisso dell’amore. Se non ti tuffi in quel sacro rifugio, la cigolante altalena del tempo ti risucchierà. Scegli invece di sprofondare nell’abisso dolcissimo del mare. Sciogliti nell’oceano della vita. Smetti di giudicare, di esprimere preferenze, di dividere il mondo in categorie. Immergiti, piuttosto, nella sacra bellezza e nella santa meraviglia dell’Universo. Abbraccia l’oscurità dell’abisso e porta la luce nelle parti più tenebrose. Diventa tutt’uno con la Vita. Abbandona il fardello dell’ego e buttati nell’infinità della Coscienza.

Tu fai parte dell’oceano, sei l’oceano, quindi che senso ha resistere se prima o poi dovrai tornare a esso? Smetti di proteggere ciò che non sei: sei già al sicuro! Smetti di attaccarti alla tua sofferenza. Sciogliti, dissolviti e resteranno solo pace, gioia e amore. Che cos’è infatti l’amore se non l’essenza del Tutto? Finché sei un piccolo ego, esso è un ostacolo alla pace e non puoi sperimentare la purezza dell’amore incondizionato. Per amare, devi scomparire come persona. L’amore infatti è assenza di limiti, di confini e condizionamenti. Come puoi accedere all’infinito se ti senti finito, limitato, racchiuso in un corpo e una mente separati dal Tutto? Non è possibile, e infatti vivere come ego crea solamente sofferenza, insoddisfazione, mancanza. L’ego è necessariamente incompleto, per cui per sperimentare la vera gioia devi sacrificare questo peso.

Sciogliti nell’oceano della vita

Si è sempre pensato che tanto più si diventa ricchi, potenti, di successo, in altre parole tanto più l’ego si ingrandisce e si espande, più saremo felici. E invece non c’è nulla di più falso. Anzi, la verità è esattamente il contrario: più diventi piccolo, insignificante, più lasci andare il tuo ego, più sei felice. Infatti l’ego è un fardello pesantissimo: più cresce, più ti appesantisce e ti opprime. Quindi più l’ego ha e possiede, più è un ostacolo alla felicità. Ovviamente l’infelicità non è correlata direttamente alla quantità di possessi, ma all’intensità con cui facciamo derivare la nostra identità e felicità da essi. Se puntiamo tutta la nostra vita a perseguire un obiettivo grandioso, è molto probabile che perseguiremo una vita di miseria. Ciò non significa che non dobbiamo perseguire obiettivi ma, piuttosto, che non dobbiamo pensare che il loro raggiungimento ci donerà ciò che agognavamo.

Dobbiamo lasciare che sia l’oceano della vita a stabilire che cosa è bene fare. Dovremmo rimettere la nostra volontà alla sue pacifiche onde. La volontà dell’ego, infatti, è sempre schizofrenica, conflittuale e causa enorme sofferenza. Noi siamo felici quando la nostra volontà corrisponde a quella dell’intero oceano. Infatti noi tutti siamo un unico Essere, per cui quando ci distinguiamo dalla sua Volontà, andiamo sempre controcorrente, o comunque non siamo allineati con il flusso dell’acqua. Ma l’unica felicità deriva dall’allinearci al flusso della Vita e, paradossalmente, è proprio in seguito a questo allineamento che scaturisce la libertà. Noi pensiamo che libertà significhi autodeterminarsi, decidere indipendentemente da chiunque. In realtà, tale tipo di libertà è solamente indeterminatezza. E il ventaglio di scelte che appaiono in tale indeterminatezza appare come libertà: in realtà, è molto più simile al dubbio, all’insicurezza e quindi porta caos e conflittualità.

Quando siamo fuori dall’oceano della vita, regna il conflitto

La libertà dell’ego è la nostra schiavitù. Può sembrare assurdo, ma puoi verificarlo nella tua esperienza. Infatti quando desideri qualcosa per espandere il tuo ego, ciò avviene quasi sempre a discapito dell’ego di qualcun altro. La vittoria di uno è la sconfitta di un altro. Il successo di uno è l’invidia di qualcun altro. L’ego vive di opposti, poiché la sua essenza è la separazione. Quando nasce l’ego, nasce anche l’altro. E l’altro diventa solitamente un mezzo per un fine, lo strumento per soddisfare le nostre brame. Ipocritamente diciamo che l’altro ci permette di aprirci, di espandere il nostro amore, di unirci. In realtà il più delle volte vogliamo solamente sfruttare l’altro come un gioco per assorbire il massimo piacere e la massima soddisfazione. Non è malvagità: l’ego semplicemente ha bisogno di fare così per sopravvivere.

Noi però abbiamo il compito di vedere i meccanismi dell’ego e notare che, quando siamo fuori dall’unità dell’oceano, regnano conflitto e separazione. Perché ci sia un ego, dev’essercene un altro, e un altro ancora. In questo modo nascono i limiti, le distinzioni, i confini. Ciò è stato un passo evolutivo. Ma ora è tempo di scioglierci nuovamente nell’oceano: a quanto pare non per tutti. Ma sempre più persone sono pronte per fare questo passo. Sciogliersi nell’oceano non significa perdere il proprio Io, se con Io intendiamo il nostro vero Sé. Tuttavia, significa perdere il falso io, sacrificare l’ego in nome di qualcosa di molto più grande. La paura di immergerci nell’infinito non è nostra: è solo un grido di dolore dell’ego, falso come il fantasma del sé separato.

Sciogliti nell’oceano della vita: ecco come

Ovviamente non bisogna cadere nella trappola di demonizzare l’ego come il male assoluto. Infatti l’ego è solamente un’identità fittizia e fa parte di un percorso evolutivo della coscienza. Ma come possiamo scioglierci nell’oceano della vita? Per scioglierci nell’oceano della vita dobbiamo fare di tutto per eliminare ogni separazione. E ogni spinta alla separazione proviene dal falso senso di identità egoica che ognuno di noi ha. Innanzitutto, dobbiamo sentirci pronti per fare questo viaggio di ritorno all’Uno. Dobbiamo essere consapevoli di che cosa esso comporta. Essenzialmente, comporta il sacrificio di tutto ciò che abbiamo creduto essere la nostra identità. E ciò può apparire spaventoso. Ma non possiamo tacere la verità: non ha senso dire che non c’è un prezzo da pagare per entrare nell’Uno.

Ma tale prezzo vale assolutamente la pena di essere pagato, poiché ciò che otterremo in cambio sarà pura gioia. In realtà, quando lo otterremo, non ci sarà nessun io che potrà rivendicarlo! Oltre a questo, ciò che dobbiamo sacrificare è un’illusione, qualcosa che non è mai esistito. Quindi effettivamente non perderemmo davvero nulla! Eppure dal punto di vista dell’ego la perdita appare reale: egli infatti teme più di ogni altra cosa la propria dissoluzione. Se ci fidiamo dell’ego, avremo paura. Ma se avremo fiducia nel nostro cuore, saremo al sicuro. E sapremo che non ci sarà niente da temere. E allora sciogliti nell’oceano della vita senza alcuna paura!

Come diventare tutt’uno con la vita

Per diventare tutt’uno con la vita, devi innanzitutto riconoscere come il tuo ego sia l’ostacolo principale a tuffarti nell’oceano dell’Infinito. Dopodiché, devi lavorare per disfare il tuo ego. Per farlo, devi studiarlo a fondo, conoscere i suoi schemi, i suoi meccanismi. Per studiarlo, devi osservarlo. E per osservarlo, devi attivare una consapevolezza superiore. L’attivazione di tale consapevolezza può essere effettuata tramite il ricordo di sé o, meglio, l’atto di dimorare il più possibile nello spazio della tua presenza. A partire da questo centro si sviluppa un testimone, ovvero uno spettatore consapevole degli eventi ma non influenzato da essi, ovvero semplicemente presente e non identificato con la mente egoica. Per attivare la consapevolezza superiore, puoi anche abituarti a portare l’attenzione sui tuoi pensieri e sulle tue emozioni e sensazioni.

Solitamente ci identifichiamo con i nostri pensieri. Se riesci a non fartene assorbire e a rimanere presente mentre la mente intona il suo solito disco, puoi iniziare a riconoscere degli schemi di pensiero ripetitivi e degli stati d’animo ricorrenti. Conosci a fondo te stesso e la tua mente. Il “te stesso” a cui mi sto riferendo ora non è il tuo vero te (che pure deve essere conosciuto!), ma il tuo subconscio, i tuoi pensieri, le tue emozioni, la tua reattività, i meccanismi del tuo ego. Mentre diventi consapevole di queste cose, ritorni anche al tuo vero te, poiché per esserne consapevole è necessaria la tua presenza, che torna a essere consapevole di sé stessa. Oltre a fare questo, puoi indagare direttamente la natura del tuo vero Sé, scoprendone l’essenza e le qualità.

Potrai scoprire che il tuo vero Sé non ha bisogno di nulla, è imperturbabile, non può essere ferito, è sempre al sicuro, contiene in sé la pace, è indistruttibile, è sempre presente.

Studia i meccanismi dell’ego

Qualunque approccio o percorso tu segua, l’ego continuerà a condizionarti a lungo. Abituati a chiederti se ciò che stai facendo, pensando o sentendo sia determinato dall’ego o dal tuo vero Sé. Ricordati che se stai soffrendo significa che hai scelto il tuo ego. Per scoprire l’ego devi essere abbastanza vigile da cogliere anche la minima frustrazione, la più piccola insoddisfazione, il più sottile senso di mancanza, il giudizio più innocente. Abituati a portare l’attenzione sul tuo corpo per verificare che non ci siano tensioni. Ogni tensione è segnale di una resistenza: scioglila con la tua consapevolezza, portando semplicemente l’attenzione sulla parte rigida. Inoltre, studia le varie strategie con cui l’ego perpetua sé stesso.

In particolare, l’ego non può ammettere di non avere ragione, ha bisogno di proteggersi, si sente facilmente ferito in seguito anche alla più velata accusa, è facilmente minacciato, è sempre sul chi va là, ha bisogno di controllare tutto per la propria sicurezza, ha sempre qualcosa che lo preoccupa, vive costantemente nel passato e/o nel futuro, vede il presente come un ostacolo o come un mezzo per un fine, è attaccato a cose e persone, resiste alla realtà, sviluppa barriere, odia, giudica, si arrabbia, si lamenta, fa dipendere la propria felicità dalle condizioni esterne, sfrutta gli altri, vuole ingrandirsi, si sente indegno, si sente in colpa, è orgoglioso, non ammette i propri errori, nasconde le proprie debolezze, si vanta, vuole essere sempre al centro dell’attenzione, è timido, è pauroso, è arrogante, vuole avere la meglio, vuole sempre vincere, vuole il meglio per se stesso.

Lascia andare i meccanismi dell’ego

Insomma, i meccanismi dell’ego sono numerosissimi. Ovviamente non devi studiarli a uno a uno, poiché sono praticamente infiniti e una volta che ne hai eliminato uno, ce n’è un altro pronto a spuntare. Piuttosto, per riconoscere l’ego che si risveglia in te, monitora la tua attività mentale ed emotiva: se c’è disagio, sofferenza o anche il minimo fastidio, quello è l’ego. A quel punto, puoi scegliere di lasciar andare il meccanismo, abbandonandoti al momento presente e smettendo di resistere. All’inizio ciò può sembrare un grande sacrificio, ma nota come non lasciar andare il meccanismo ti costa enorme sofferenza e tensione. La tua pace è un dono molto più grande! L’ego è bravo a ingannarci suggerendoci che sia giusto provare rancore, giudicare, lamentarci e ci offre in cambio un succo velenoso, un piacere malsano.

Quando ci lamentiamo, vogliamo lamentarci. Quando ci arrabbiamo, vogliamo arrabbiarci. Certo, non lo facciamo per cattiveria: lo facciamo perché abbiamo bisogno di amore e non troviamo in quel momento nulla di meglio da fare che lamentarci o arrabbiarci. Ma se siamo un po’ lungimiranti e ci vogliamo prendere cura del nostro benessere e di quello di chi ci circonda, smettere di avvelenare il nostro cuore è un imperativo! Ricorda infatti che ogni giudizio, lamentela o qualsiasi forma di negatività è una tossina per te, ti annienta e ti distrugge! E infatti ogni negatività è una forma di odio per se stessi, proiettata magari all’esterno, ma pur sempre rivolta verso la nostra mente e riflessa nel nostro corpo (guarda nella tua esperienza se non ci credi!). Sciogliti nell’oceano della vita!

Fluisci con la vita e sciogliti nell’oceano

Fluisci con la vita e sciogliti nell’oceano! Vivi come se fossi trasparente alle critiche e agli insulti. Vivi come se non esistessi: immergiti nell’esistenza e scompari in essa. Al posto di voler essere al centro dell’attenzione, sii tu il primo a dare attenzione. Quando l’ego si risveglia, consideralo al pari di un grido di dolore, una richiesta di aiuto che puoi colmare solo affondando nelle profondità del mare della presenza. Sii tutt’uno con la vita. Non resistere. Non creare barriere, difese, protezioni. Ricorda che non c’è nulla da proteggere. Riempiti di amore: esso ti darà tutto ciò di cui hai bisogno. Non lasciare che la tua vita sia dominata dall’ego, perché ciò vorrebbe dire miseria e sofferenza. Dove c’è ego, lì c’è dolore, ma dove non c’è, là regnano la pace e l’amore.

Smetti di creare attrito con il momento presente, perché ciò crea sofferenza dentro di te. Rimuovi ogni ostacolo, ogni opposizione, ogni resistenza. E la pace sarà con te. Quando vuoi qualcosa di diverso da ciò che è nel qui e ora, ricorda che la tua aspettativa ti fa soffrire: se rimuovi la tua pretesa, rimarranno pace e silenzio. Smetti di essere ossessionato dal tuo io: lascia andare le preoccupazioni e le paranoie. Lascia andare i giudizi, le contese, i rancori, perché avvelenano solamente il tuo cuore. Se vuoi davvero la pace, rinuncia a tutte le barriere che crei contro di essa. La pace è sempre lì, pronta ad accoglierti, se solo tu sarai in grado di accoglierla incondizionatamente.

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Il potere della resa

Il potere della resa

Uno dei modi più rapidi ed efficaci per aumentare il proprio livello di coscienza e trovare pace è arrendersi totalmente al momento presente. Infatti la sofferenza è sempre una forma di resistenza. Quando resisti a ciò che è, crei attrito con la realtà. Accettare la realtà del qui e ora ti dona rapidamente sollievo. Infatti non è mai ciò che capita a farti soffrire, ma sempre e solo la tua resistenza. La resa è una forma estrema e potente di accettazione. Oggi parleremo per l’appunto dello straordinario potere della resa. La resa è il modo più veloce per passare da uno stato basso di coscienza a uno molto più elevato. Infatti la resa scioglie le tue resistenze mentali e fisiche, e in alcuni casi ha il potere di gettarti in un oceano di pace e di amore.

In particolare, più è intensa la resistenza, maggiore è l’energia rilasciata nell’atto di resa. Ovviamente, per arrendersi in un momento difficile è necessaria una notevole dose di fede, coraggio e volontà. Ma se riuscirai ad arrenderti nel mezzo del dolore più atroce o della tempesta emotiva più sconvolgente, potrai assaporare la dolcezza ineffabile dell’amore e della pace. Non è facile arrendersi, poiché ciò richiede devozione, fiducia, lungimiranza, passione, audacia. Eppure sviluppare queste qualità e soprattutto l’intenzione di arrendersi incondizionatamente alla vita è un imperativo per chi è disposto a tutto pur di sciogliersi nella felicità del proprio Essere. Vediamo dunque come sperimentare il potere della resa fin da subito!

Il potere della resa

La resa comporta un enorme rilascio di energie. Infatti quando soffriamo stiamo usando un’enorme quantità di energia per resistere alla realtà, creando tensioni, resistenza e rigidità. Pensiamo che resistere sia naturale, in quanto è una forma di difesa, e ci viene spontaneo irrigidirci quando abbiamo paura o stiamo soffrendo. Eppure non c’è nulla di più innaturale di resistere a qualcosa, perché ciò implica che un piccolo io dica “no” all’intero Universo. Quanta forza ci vuole per resistere all’intero Universo? Un’enorme forza! Ecco perché quando resistiamo, ci sembra di essere all’inferno. Ma soprattutto ecco perché se lasciamo andare le nostre resistenze, si spalanca di fronte a noi il Paradiso. La stessa energia è in grado di creare tanto l’inferno quanto il paradiso, in base a come è usata.

Se è usata per negare la Verità, per voltare le spalle all’amore e tenere viva la separazione, soffriamo atrocemente. Se invece è usata per accogliere la Verità, aprirci all’amore e sciogliere la separazione per ricongiungerci all’Uno, sperimentiamo la beatitudine. Dall’inferno al paradiso c’è un abisso e allo stesso tempo solo un gradino che li separa. Ecco perché in alcuni casi l’illuminazione avviene all’improvviso, nel mezzo di una profonda sofferenza. Più grande è la tua sofferenza, maggiore è l’energia trasformativa contenuta in essa. Quando resisti, accumuli energia. Se lasci andare all’improvviso questa energia, la sofferenza si trasforma in pace e amore. Si tratta della stessa energia, soltanto che in un caso è ristagnante e si accumula nei posti sbagliati, nell’altro caso è rilasciata e può fluire liberamente.

L’energia rilasciata nella resa

La stessa energia è in grado di creare tanto l’inferno quanto il paradiso, in base a come è usata. Se è usata per negare la Verità, per voltare le spalle all’amore e tenere viva la separazione, soffriamo atrocemente. Se invece è usata per accogliere la Verità, aprirci all’amore e sciogliere la separazione per ricongiungerci all’Uno, sperimentiamo la beatitudine.

Quando l’energia non è libera di scorrere, crea tensioni, rigidità, dolore e sofferenza. Infatti l’energia è di per sé molto potente, poiché è una manifestazione dell’amore, e se è trattenuta inizia a bruciare e a fare male. Quando l’energia fluisce liberamente, al contrario, l’amore scorre puro e accarezza tutto il nostro essere. Per rendere il modo in cui funziona l’energia, immagina di volare nel cielo. Quando voli liberamente e senza ostacoli, sei completamente sciolto, sei tutt’uno con l’aria, sei pieno di gioia. Quando però incontri turbolenze o ostacoli di qualunque tipo, inizi a sentire l’attrito e rischi di farti male. Il volo da esperienza straordinaria si trasforma in una tortura: ora sei costretto a volare temendo che cosa potresti incontrare, anticipando eventuali ostacoli, ricevendo colpi e venendo sballottato da una parte all’altra.

Se ti abitui a volare in questo modo, l’inferno diventa la normalità e inizi a rassegnarti al fatto che non ci possa essere nulla di meglio. Ma il ricordo della libertà è ancora vivo dentro di te. Immagina quale sollievo potresti provare a poter riprendere a volare liberamente, senza incontrare più alcun ostacolo! Allo stesso modo, immagina come potresti rilassarti se non dovessi incontrare più ostacoli e resistenze nella tua vita. E il bello è che ciò può essere fatto! Infatti le resistenze sono solamente dentro di noi. È vero che spesso (se non quasi sempre) ci sembrano all’esterno. Ma ciò dipende dal fatto che le proiettiamo fuori di noi. Tuttavia, esse rimangano comunque al nostro interno. Ciò vuol dire che eliminare le resistenze dipende solo e soltanto da noi!

Come lasciar andare le resistenze per sperimentare il potere della resa

Come puoi lasciar andare le resistenze per sperimentare il potere della resa? Che cos’è infatti la resa se non un lasciarsi andare, un porre fine alle proprie resistenze, lasciarsi scivolare e abbandonarsi a ciò che è? Ma come si può fare una cosa del genere? Innanzitutto, quando provi un qualsiasi malessere, nota le resistenze dentro di te. La resistenza iniziale è mentale: deriva dalla scelta di tenere viva l’illusione della separazione, ovvero l’identificazione con il nostro ego. Quando il tuo ego è minacciato, scegli inconsciamente di chiuderti, di creare una difesa. Porta questa decisione inconscia a livello conscio: cerca di sorprendere te stesso scegliere il tuo ego. Se anche non noti la resistenza mentale che stai creando, guarda la reazione del tuo corpo: osservalo mentre si irrigidisce e mentre si carica di tensione.

Nota le tensioni e la sofferenza dentro di te. Se continui ad alimentare la resistenza, la sofferenza aumenta. Come si alimenta la resistenza? Continuando a scegliere l’ego, e cioè ascoltando la voce nella testa, che proietta il proprio malessere all’esterno, dicendo che è colpa degli altri, inventando storie e rifuggendo la responsabilità di aver creato la sofferenza. Se invece scegli di rimanere presente e di non ascoltare la mente, inizi a sciogliere il vincolo che ti lega al tuo ego. Per lasciar andare le resistenze, devi dunque innanzitutto scegliere di smettere di attaccarti a esse. Devi smettere di nutrire la tua mente con il seme della sofferenza. Dopodiché devi rimanere a osservare il dolore fisico. Potresti pensare che sia un’enorme impresa: in realtà diventa tale finché nutri la tua sofferenza con le mente.

Rimani presente sul tuo dolore

Se però decidi di non ascoltare i pensieri, ciò che rimane è solamente una serie di tensioni a livello fisico: la tua presenza su di esse li scioglierà, se vi rimarrai abbastanza intensamente e a lungo. L’unico ostacolo a sciogliere il dolore è la mente che continua a ribollire di rabbia, paura, odio o accuse. Dovrai essere abbastanza vigile da non lasciar andare l’energia alla mente. Se ascolti la mente, l’energia va a essa, mentre tu la perdi. Se vuoi tutta l’energia per te, devi assicurarti di non disperderla, e quindi devi rimanere totalmente presente a te stesso e a ciò che senti in quel momento. In questo modo scioglierai più o meno velocemente le tue resistenze. La velocità del processo dipende dall’intensità della tua presenza, ovvero dalla tua capacità di non farti assorbire dalla mente.

E inizialmente la mente è molto potente, poiché nel corso della tua vita gli hai dato molta energia tramite la tua identificazione con essa! Quindi ci sarà una forte spinta ad ascoltare la mente, i suoi discorsi di rabbia e accusa. E tu vorrai dare la colpa all’esterno, vorrai dire che il mondo fa schifo, che ti hanno rovinato la giornata, che non puoi accettare o perdonare ciò che è successo. Nota che non sei tu a dire queste cose: è solo la tua mente, quindi non credere a quei pensieri. Se sei disposto a tutto pur di non ascoltare la tua mente, puoi iniziare ad arrenderti, ad accettare totalmente ciò che provi. Non dare importanza agli eventi successi, poiché essi sono solamente un riflesso della tua mente e quindi sono solo interpretazioni.

Abbandonati completamente al tuo cuore

E allora abbandonati completamente al tuo cuore, con tutta la tua forza, la tua devozione, il tuo amore. In questo modo il tuo cuore comincia ad aprirsi. Se la sofferenza è molto intensa, devi avere una grande fede e forza d’animo per abbandonarti al tuo cuore. Ma puoi comunque provarci. Non importa se non ci riesci, se la mente torna prepotentemente. Non combattere la mente: non c’è nulla contro cui lottare. Se cerchi di districarti tra i pensieri, essi continueranno a crescere indiscriminatamente. Non è a livello dei pensieri che devi arrenderti: non puoi risolvere il problema al livello in cui si è creato. Devi servirti di una dimensione superiore, che è appunto la dimensione della presenza. Se ti affidi a essa, sciogli rapidamente il tuo dolore. Se vuoi, puoi pregare per aprire più rapidamente il tuo cuore.

Prega con tutto il tuo cuore, in profondità. Farlo meccanicamente servirà a poco. Parla a tu per tu con il tuo cuore, abbandonati nel suo abbraccio caloroso e amorevole. Inspira amore, e quando espiri, lascialo andare sul tuo dolore. Se non ti senti di farlo perché il dolore è troppo forte, limitati a rimanere semplicemente presente. In altre parole, limitati a non ascoltare la mente e a proiettare la tua attenzione su ciò che senti in quel momento. Ma se trovi la forza di lasciarti andare completamente, puoi sperimentare il potere dolcissimo della resa. Puoi vedere rapidamente come il tuo dolore viene trasmutato in pace e amore. Se senti anche solo una leggera apertura, un certo sollievo, una scintilla di pace e di amore, abbandonati all’esperienza e vivila con tutto te stesso: la grazia è scesa su di te!

Affrontare le resistenze alla resa

A rendere difficile la resa sono le resistenze a lasciar andare le resistenze. Detto in altro modo, sono gli attaccamenti alle tue resistenze. Una parte di te vuole arrendersi, ma altre parti di te lottano nella direzione opposta, per mantenere viva la sofferenza. È l’oscurità che lotta contro la luce. Ovviamente non ha senso controbilanciare tale lotta con un’altra lotta, magari più potente, pensando che ciò possa sconfiggere le tenebre. Il buio non è altro che mancanza di luce: non ha una sostanza propria, quindi come puoi lottare contro qualcosa che non esiste? Quindi il modo più efficace per affrontare le resistenze alla resa non è certo combatterla. L’unica cosa che puoi fare è portare luce nell’oscurità. Questo è l’unico modo per dissolverla.

Dopotutto, se ti trovi in una stanza buia, come dissipi il buio? Non certo colpendolo con una spada o dei pugni. Puoi solamente accendere la luce. Qual è l’interruttore dentro di te che ti permette di accendere la luce? È l’interruttore della presenza consapevole, che è essa stessa luce. Per accendere quest’interruttore, devi spostare l’attenzione dai pensieri alla presenza e portare questa sul tuo malessere come lo percepisci a livello fisico. Puoi portare anche la consapevolezza a livello dei pensieri, ma ciò è generalmente meno efficace, poiché i pensieri hanno un’enorme forza e tendono a trascinarti sotto il loro impulso e a farti perdere la presenza. Quindi è meglio portare l’attenzione direttamente sul tuo corpo, laddove senti il dolore, e stare lì senza giudicarlo o etichettarlo o esprimere qualunque pensiero al riguardo.

Non giudicare o etichettare il dolore

Infatti giudicare, etichettare o pensare significherebbe far rientrare la mente, ovvero il “nemico” che ha creato il problema e che deve dunque essere sconfitto o, meglio, dissolto alla luce della tua presenza. Quando giudichi il dolore, ricomincia la sofferenza. Se dici che ciò che provi è insopportabile, troppo doloroso, ingiusto, spiacevole o fastidioso, ti stai autosabotando. Stai tornando nuovamente a resistere. E non puoi resistere al dolore, perché ciò può solo perpetuarlo, in quanto la resistenza è essa stessa sofferenza. Anziché resistergli, devi abbandonarti a esso. Può sembrare masochistico, in realtà è la cosa più sana, saggia e salutare. E soprattutto è la cosa più trasformativa. Quindi, se la mente ribolle di giudizi, tu non ascoltarla. Fai finta che quella sia la voce di un pazzo. Non considerare nemmeno la mente come nemica, perché ciò contribuirebbe solamente a creare ulteriore separazione e dolore.

Sii consapevole che la tua mente certamente non ti sostiene, ma considerala piuttosto come una pazza che come una nemica, per evitare di dare vita ad altro conflitto. Meglio ancora, non considerare affatto la mente: fai finta che non ci sia. Fai finta che la sua voce sia solamente un disco rotto che risuona nella tua testa. E infatti è davvero un disco rotto, che ripete sempre le stesse cose meccanicamente! Hai notato che quando ti arrabbi circola sempre lo stesso genere di pensieri? Ciò dipende dal fatto che la mente egoica non è per nulla originale, non è creativa, ripete sempre lo stesso copione. Stai attento a come la mente ripete sempre gli stessi pensieri! Piuttosto che diventare consapevole del contenuto di ogni pensiero, diventa consapevole del genere di pensieri e dei meccanismi con cui si ripetono.

Non prestare ascolto alle menzogne della tua mente!

Quando si attiva il dolore dentro di te, inizia a raccontare un sacco di menzogne pur di mantenersi viva e continuare ad avere potere su di te. La mente deve comportarsi così, poiché vuole sopravvivere. Sta a te non cadere nella sua trappola. Per non cadere nella trappola, non devi darle energia tramite la tua identificazione con essa, e cioè non devi credere a ciò che dice. Per fare questo devi attivare una consapevolezza superiore, la presenza appunto, per essere in grado di realizzare che ciò che propone la mente è assurdo. Ciò è piuttosto difficile se siamo sempre stati abituati a dare la colpa agli altri della nostra sofferenza.

Per questo è molto efficace ammettere la nostra ignoranza e cecità, dicendo che non abbiamo occhi per vedere, che a noi sembra che la sofferenza dipenda da qualcosa che è successo o da qualcuno, ma non abbiamo la certezza che sia così. Dobbiamo mettere in dubbio le nostre interpretazioni, poiché esse si basano sulla prospettiva limitata dell’ego e sul bisogno di sopravvivere. Si basano sull’assunto errato che noi siamo un corpo e una mente separati. Quando ti arrabbi, ammetti umilmente di non sapere la causa della tua rabbia anziché accusare “colui che ti ha fatto arrabbiare”. La mente non ci mette molto a individuare il colpevole della nostra rabbia. Eppure puoi stare certo che ognuno di noi è responsabile di come si sente: puoi vederlo solo se apri il cuore. Non sei tenuto a credere che sia così: tra l’altro, credere che sia così non serve a molto.

Devi realizzare nella tua esperienza che è così, aprendo il tuo cuore. E così ti potrai accorgere di come la mente ti ha sempre raccontato solamente menzogne alle quali tu hai creduto. E potrai aprirti alla visione corretta del cuore. Nel frattempo che il tuo cuore non è aperto, puoi comunque assumerti la responsabilità di ciò che provi, guardando come la sofferenza scaturisce dal tuo interno e dalle tue interpretazioni della realtà, e non direttamente da ciò che succede.

La mente non sa quanto è dolce il potere della resa

Un altro ostacolo ad arrendersi è il fatto che la mente intensifica il dolore e la resistenza proprio laddove ci sarebbe l’opportunità più grande di resa e di sprofondare nella pace. Ad esempio, quando sei terrorizzato da qualcosa, vorresti fare di tutto fuorché affrontare la paura. Quando sei infuriato con qualcuno, vorresti fare di tutto fuorché perdonarlo. Infatti la tua mente pensa che arrendendosi perderà qualcosa. E in effetti per il tuo ego è così. Ma per te, per il tuo vero Sé, non c’è nulla di più prezioso che abbandonarti al tuo cuore. Proprio laddove c’è la paura più tremenda, lì c’è la possibilità di evoluzione più straordinaria. Dove c’è l’odio più terribile, subito sotto si nasconde l’amore più genuino. E dove c’è la vergogna più orrenda, dietro di essa si cela la gioia più assoluta.

Maggiore è la sofferenza, più intensa sarà la pace e l’amore che scaturiranno dalla resa attraverso il dolore. Proprio negli eventi più traumatici e nelle crisi più cupe si nasconde un potenziale straordinario di crescita. Le crisi sono per la maggior parte di noi dei fatti insopportabili, delle maledizioni, ma per chi lavora su di sé per aprire il proprio cuore anche la più piccola crisi è un’opportunità d’oro da non lasciarsi sfuggire. E una grande crisi è una possibilità di salvezza, per lasciar andare tutti i propri attaccamenti e tutte le resistenze. Laddove l’uomo comune vede la morte e la disperazione, chi vuole aprire davvero il proprio cuore vede la vera vita e la liberazione, e si arrende proprio nel momento di massima tensione. La mente infatti non sa quanto è dolce il potere della resa. Ma il cuore sa che non c’è nulla di più dolce.

Confida nel tuo cuore

Confida nel tuo cuore, perché esso sarà con te anche nel momento più buio. E se vorrai, proprio in quell’istante di disperazione ti salverà, ti libererà, ti donerà la pace e la gioia che hai sempre agognato. Se sapessimo quanta pace e amore ci sono nel nostro cuore, non faremo altro se non cercare di aprirlo. E invece ci sono pochissime persone disposte ad aprire il proprio cuore… Ovviamente ciò non è una colpa o un peccato, ma solo ignoranza sulla nostra vera natura, conseguenza del nostro addormentamento nel sogno della Coscienza. Non c’è bisogno che si risveglino tutti (anche se prima o poi questo meraviglioso destino toccherà a ognuno di noi!), in quanto chi trova la pace non ha più bisogno di nulla.

Confida nel tuo cuore, perché in esso c’è tutto ciò che cerchi. Sviluppa una connessione con il tuo cuore. Dialoga con lui, prega direttamente rivolto verso di lui, rendilo il tuo migliore amico. Ama il tuo cuore, sciogliti in esso. Dimora in lui, nello spazio della sua presenza, che coincide con la tua presenza silenziosa. Infatti non c’è differenza tra te e il tuo cuore: il cuore è il centro di ognuno di noi. Offri al tuo cuore tutti i tuoi problemi, preoccupazioni, angosce, e lascia andare a lui i tuoi giudizi, il tuo odio e la tua rabbia. Se affidi tutte queste cose al tuo cuore, esso le trasformerà in gioia e pace. Chi sa meglio del tuo cuore che cosa è vero, che cosa è giusto, che cosa è bene per te?

Le quattro qualità per aprire rapidamente il tuo cuore

Per aprire il tuo cuore rapidamente e sperimentare il potere della resa, devi sviluppare almeno quattro qualità: devozione, fiducia, lungimiranza e coraggio. La devozione e la fiducia (o fede) sono necessarie per confidare nel tuo cuore, nel fatto che esso non ti volterà mai le spalle, che in esso sei sempre al sicuro, anche in mezzo alla tempesta più distruttiva, e che il tuo cuore è il tuo vero Sé. La devozione e la fede si sviluppano attraverso l’accettazione e la resa, la preghiera del cuore, la gratitudine e la compassione. La lungimiranza è necessaria per uscire dalla prospettiva limitata della mente, che è in grado di vedere solo i vantaggi nel breve termine. E nel breve termine è sicuramente meglio per l’ego proteggersi e mantenere il cuore chiuso!

Tu devi essere in grado di guardare nel lungo termine e vedere come alla fine del tuo viaggio, quando il cuore sarà aperto, sarai pieno di gioia, di pace e di amore. Quando la mente ti spaventa con la sua prospettiva nel breve termine, non ascoltarla e immagina invece come ti sentirai meglio dopo che avrai lasciato andare il tuo blocco, dopo che ti sarai arreso al momento presente e a ciò che stai provando. Il coraggio è necessario per sforzarti di andare contro le tendenze dell’ego di chiudersi in se stesso. Per sviluppare coraggio, hai bisogno di forza di volontà e impegno nel guardare a fondo come i tuoi mostri interiori sono fasulli e quindi non possono farti nulla di male.

L’umiltà è una chiave per la tua liberazione

Infine, hai anche bisogno di umiltà nel riconoscere come il tuo punto di vista prima di aprire il cuore è errato e limitato dalla visione dell’ego. Dobbiamo renderci conto quanto è arrogante pensare di sapere chi è che ci sta facendo soffrire e di essere nel giusto! L’umiltà è necessaria per arrendere le nostre percezioni e chiedere la visione del cuore. Essa è fondamentale per ammettere che abbiamo bisogno che la nostra visione e tutta la nostra mente siano rinnovati dall’amore. Finché non abbiamo il cuore aperto, possiamo solo presumere di avere ragione, e ciò è nella maggior parte dei casi un ostacolo alla nostra crescita. Non sappiamo nemmeno che cosa sia meglio per noi!

Dobbiamo avere l’umiltà di ammettere che siamo ciechi! Soltanto riconoscere questo profondamente è straordinariamente trasformativo e facilita la nostra resa. Per poterci arrendere al nostro cuore (o a qualsiasi altra figura consideriamo come sede dell’Amore e della Verità), dobbiamo sciogliere il nostro orgoglio e desiderare di liberarci dal nostro ego. Oltre all’umiltà, è necessaria una volontà fortissima e genuina di aprire il nostro cuore e abbandonarci a esso: ciò deve essere la nostra priorità e non dobbiamo avere altre distrazioni o desideri. Se consideriamo che ci sia qualcosa di più importante, ciò significa che ci accontentiamo ancora della nostra vita di ora e del sistema dell’ego. Quindi dobbiamo aspirare al divino più di ogni altra cosa, con tutto il nostro cuore e le nostre forze!

Desidera la tua liberazione più di ogni altra cosa!

Desidera la tua liberazione più di ogni altra cosa e sarai presto libero! Per liberarti dalle distrazioni e dai desideri ci sono due strade: una è quella della sofferenza. Ma penso che ne abbia già avuto abbastanza di questa! In ogni caso, se sarà necessaria altra sofferenza, essa non tarderà a venire! No, non sono l’uccello del malaugurio: la sofferenza è una grande maestra, poiché è attraverso di essa che arriviamo ad arrenderci. Inoltre, è sicuramente in seguito a molta sofferenza che abbiamo scelto di intraprendere un cammino spirituale o cercare soluzioni non convenzionali. L’altra strada è quella della dedizione totale e assoluta all’unico desiderio della vera pace del tuo cuore.

Per sviluppare questa dedizione non devi ritirarti dalla tua vita. Devi semplicemente spostare il centro della tua attenzione dal mondo e dalla mente per dirigerlo verso il tuo cuore. E devi vivere dimorando il più possibile in esso: inizialmente realizzi questo rimanendo presente e focalizzandoti sulla sensazione di esistere. Con il tempo, ti abbandoni allo spazio silenzioso della tua presenza, con un approccio più accogliente e femminile. E lasci che la grazia scenda su di te. Col tempo, cioè, tutta la tua vita diventa una resa. Non ti arrendi solamente in alcuni momenti, ma l’intera tua esistenza diventa una preghiera. Smetti dunque di farti ipnotizzare dal falso fascino delle cose del mondo e innamorati del tuo cuore!

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