Come fare sempre la scelta giusta

Come fare sempre la scelta giusta

Come fare sempre la scelta giusta? La vita ci mette spesso di fronte a scelte che agitano in noi dei conflitti. Scelte dolorose, difficili. In alcuni casi ci troviamo persino paralizzati dall’indecisione, dal dubbio, dall’insicurezza. Quando ci troviamo di fronte a due alternative che si escludono, abbiamo paura che scegliendo una delle due potremmo perdere qualcosa. E siamo combattuti, angosciati, dilaniati dal caos interiore. Che cosa fare in queste condizioni? Ma soprattutto, perché ci sentiamo così insicuri? Che cos’è che anima in noi dei conflitti anche per scelte banali? Scopriamolo!

Scegliere la propria strada, dire di sì o di no, decidere se accettare o rifiutare una proposta, prendere una decisione importante sono tutte delle sfide che ci mettono duramente alla prova. Sono proprio le scelte più dure a mostrarci quanto siamo davvero liberi, fiduciosi, maturi e quanto siamo connessi con il nostro cuore, quanto siamo centrati, equilibrati, in pace con noi stessi oppure quanto siamo insicuri, ossessivi, rigidi, impauriti dall’imprevedibilità della vita e dalla possibilità di sbagliare e di fallire. In questo articolo vorrei offrirti una semplice guida per aiutarti a districarti nelle tue scelte, sia quelle a lungo termine, sia quelle quotidiane (che non per questo sono le più semplici, anzi…)

Perché nasce l’indecisione

L’indecisione nasce perché prendiamo troppo sul serio le nostre scelte. Spesso di fronte a delle alternative ci comportiamo come se dovessimo scegliere tra la vita e la morte. Così le nostre scelte diventano letteralmente una questione di vita e di morte. E in effetti in molti casi le nostre scelte ci chiedono di sacrificare il comfort, di mettere in dubbio i nostri valori, la nostra rigidità mentale, le nostre credenze e le nostre certezze granitiche. Accade così che ci troviamo combattuti tra la sicurezza del comfort da un lato e il rischio della libertà dall’altro. Accade spesso quando ci ritroviamo a dover accettare o rifiutare una proposta: la paura di dire di no si scontra con il desiderio di autodeterminazione, il bisogno di approvazione entra in contrasto con quello di libertà.

E ci ritroviamo così in un vicolo cieco. Ma perché nasce quel conflitto così doloroso? Nasce perché dentro di noi giace sepolta una colpa esistenziale. Questa colpa ci porta a pensare di non meritare di essere noi stessi, di prendere autonomamente le nostre decisioni, e ci spinge a preferire l’approvazione degli altri al costo di negare noi stessi. E in questo modo se diciamo di sì a malincuore ci viene depressione, ansia, angoscia o rabbia. Mentre se diciamo di no emergono quei fastidiosi e insopportabili sensi di colpa. Il peso della colpa ci porta così a negare noi stessi. E se magari abbiamo il coraggio di dire di no, dobbiamo inventare una scusa. Non abbiamo il coraggio di dire apertamente: “Non me la sento, non voglio”, e dobbiamo dire “non posso”, aggiungendo magari, “ma la prossima volta accetterò volentieri”, come se dovessimo scusarci di un torto indicibile.

D’altra parte, nelle scelte più importanti della nostra vita, entriamo facilmente in conflitto perché molte scelte ci costringono a lasciar andare qualcosa, risvegliando le nostre paure e il nostro bisogno di certezze e punti di riferimento.

Non puoi scegliere con la mente

L’indecisione è quindi sinonimo di conflitto. Quando non sappiamo scegliere, è perché dentro di noi c’è una guerra. Ci sono due volontà contrapposte, una sorta di schizofrenia latente che ci porta a pensare una cosa e a farne un’altra. E una parte di noi deve così essere soffocata, mentre l’altra si impone su questa schiacciandola. In questa situazione allora pensiamo che per fare una scelta efficace dobbiamo stare a lungo a pensare, ad analizzare i pro e i contro, a valutare i possibili benefici e svantaggi, se ci conviene oppure no, se ci sentiremo in colpa oppure ci arrabbieremo, se ha senso scegliere in un determinato modo o è meglio fare la scelta opposta.

E così finiamo in un carcere mentale, fatto di inutili elucubrazioni, che nascono solamente da un problema irrisolto: la nostra incapacità di guardare dentro di noi e affrontare la nostra colpa e i nostri demoni più profondi. Non è possibile scegliere con la mente. Soprattutto, è impossibile scegliere con quella parte di mente dominata dalla colpa, dalla paura, dalla vergogna, dal conflitto interiore lacerante. Quando inizi a valutare i pro e i contro di una decisione, ti stai nascondendo sotto le spoglie del calcolatore. Ma di fatto stai perdendo solamente tempo, perché ogni decisione in realtà è già stata presa dal tuo subconscio, e quella decisione dipende da quali demoni ti dominano: se prevale la paura, la sottomissione, il senso di inferiorità, ad esempio non saprai dire di no; se prevale la rabbia, il narcisismo, il senso di superiorità, dirai di no con rabbia.

Ma in ogni caso sarà il il senso di colpa ad aver vinto. O il bisogno di controllo e di sicurezza.

Il senso di colpa prende la maggior parte delle decisioni

Il senso di colpa prende la maggior parte delle decisioni, spesso senza che ce ne accorgiamo. Infatti in molti casi nascondiamo la nostra colpa sotto macerie di conformismo, di buonismo, di false giustificazioni più o meno nobili ma in realtà ipocrite. Inganniamo noi stessi pur di non guardare in faccia la verità, che in questo caso è davvero scomoda, anzi lacerante. La verità infatti ci racconta che dietro tutte le maschere ci sentiamo indegni e che siamo privi di vera volontà e di libero arbitrio. Dietro tutto questo ovviamente c’è la nostra grandezza, la nostra divinità. Ma prima di giungere a esse dobbiamo fare i conti con quei mostri interiori.

Se ci fidiamo della mente, stiamo dando l’assenso a quei dolorosi meccanismi fondati sulla colpa e la paura. E, come puoi facilmente immaginare, tali meccanismi non ti porteranno da nessuna parte. Ti costringeranno sempre di più nelle sabbie mobili dell’indecisione e nella paralisi dell’angoscia. Ma com’è che il senso di colpa prende la maggior parte delle decisioni? Semplicemente, il nostro sentirci fragili, colpevoli, indegni, ci spinge a scegliere ciò che ci protegge di più, ciò che è più confortevole. Ma chiaramente una parte di noi sente che ciò non ha senso, vuole esprimersi, ha bisogno di uscire dalla gabbia che la soffoca. E nasce così il conflitto. Ma qualunque delle due parti sembri vincere all’esterno, nella maggior parte dei casi il conflitto rimane irrisolto, e lo possiamo vedere osservando come l’indecisione continua anche dopo la scelta oppure perché una grossa nube di negatività ci avvolge dolorosamente.

Come fare sempre la scelta giusta?

Ma a questo punto come si può fare sempre la scelta giusta? Qual è la soluzione a questi schemi di colpa, di paura, di rabbia, di indecisione e di conflitto insanabile? La soluzione, ovviamente, sta nel liberarsi dalla colpa, nel dirsi: “Io non sono colpevole di nulla, la colpa non fa parte del mio essere, io sono un individuo che può decidere liberamente, secondo la propria volontà, in accordo con il proprio cuore. Da oggi scelgo di lasciar andare la colpa, la paura, la vergogna, ma anche la rabbia, il narcisismo, la ribellione. E scelgo di porre fine al conflitto per essere finalmente me stesso, libero dalle catene, non contro gli altri, ma in armonia con essi. E lascio andare il bisogno di avere tutto sotto controllo, di inutili sicurezze e certezze senza senso”.

In pratica, devi rivendicare la tua indipendenza e, insieme, la tua dignità, la sensazione di meritare e devi lasciar andare quella spiacevole sensazione di non valere, quel bisogno di approvazione e di conferma, quell’ansia di sostegno. E ovviamente devi avere il coraggio di lasciar andare tutti i tuoi sensi di colpa (qui trovi la guida per liberartene, per cui non mi dilungo sull’argomento, ma ti invito ad approfondire l’articolo perché potrebbe esserti molto utile!). Se lasci andare la colpa, con essa se ne va la paura, e così anche il conflitto. E a quel punto smetterai di avere delle volontà contrastanti e schizofreniche e di non saperti decidere. Inoltre, devi avere il coraggio di lasciar andare il bisogno di controllo e sicurezza, di comfort e di certezze.

Ma come fare sempre la scelta giusta nella pratica?

Sì, ma nella pratica le cose sono sempre più difficili. Come si può fare sempre la scelta giusta nelle occasioni quotidiane? Ad esempio, come faccio a sapere qual è il lavoro migliore per me? Come faccio a sapere se è meglio accettare o rifiutare una proposta? E soprattutto come riesco a dire di no? Facciamo un passo alla volta. Innanzitutto, c’è decisione e decisione. Nel primo caso (qual è il lavoro migliore per me), molti dubbi nascono dal fatto che si vuole una strada semplice, sicura, comoda, senza rischi e allora ci si chiede qual è la cosa più giusta per sottrarsi all’imprevedibilità della vita e all’insicurezza che nasce dal non avere appigli immediati e sicuri. Ma in molti casi non esiste una strada migliore, una decisione più giusta.

Se ad esempio non sai quale lavoro vuoi fare o se hai scelto la persona giusta, sarà soltanto la vita a risponderti. In realtà, non esiste nemmeno un “lavoro migliore” o una “persona giusta”. Certo, ci possono essere delle affinità con una persona o puoi avere determinate predisposizioni che ti portano a scegliere un determinato lavoro. Se è questo che cerchi, ti invito a leggere la mia guida su come scoprire la tua missione personale. In generale, la risposta più semplice per scegliere a proposito del tuo futuro, del tuo lavoro, delle tue relazioni è: segui il tuo cuore. Ciò può sembrare una banalità, ma non lo è. Abbiamo infatti perso il contatto con la nostra anima e la nostra dimensione più profonda, cosicché non abbiamo più una guida per le nostre azioni.

Quindi non devi fare altro che leggere le mia guide su come ascoltare il tuo cuore e riconnetterti al tuo Sé.

Come trovare la propria strada

Questo, come abbiamo anticipato, è il primo tipo di scelta difficile. Certe scelte richiedono semplicemente che tu abbia il coraggio di mettere da parte il tuo bisogno di certezze e di scegliere senza farti troppe domande. Come ho già detto, sarà la vita a dirti se hai scelto bene o se dovrai cambiare strada o se magari dovrai semplicemente aggiustare la rotta. In questi casi è spesso la rigidità del nostro pensiero a crearci inutili paranoie. Innanzitutto infatti vogliamo a tutti i costi sapere qual è la scelta “giusta”, come se ci fosse una sola scelta giusta e tutte le altre fossero sbagliate. Vogliamo sapere esattamente qual è il nostro scopo, il nostro destino, la nostra missione in questa vita. Ma in realtà queste cose le scopriamo cammin facendo. E a dire il vero la cosa più giusta per noi è sempre ciò che stiamo facendo in questo momento.

Persino se siamo indecisi e non stiamo facendo nulla in realtà stiamo affrontando la cosa migliore per noi, ovvero un periodo in cui affrontare il nostro caos, le nostre insicurezze e la nostra indecisione. Dopodiché, la rigidità del nostro pensiero ci porta a considerare la nostra scelta come una scelta definitiva. In altre parole, non ci diamo la possibilità di cambiare. Infatti è ovvio che non possiamo sapere se qualcosa fa per noi finché non lo viviamo sulla nostra pelle. Quindi, accanto al sentire “cardiaco”, cioè a riconnetterti con il tuo cuore, devi anche sviluppare il sentire “fisico”, ovvero, banalmente, provare una strada. Dopodiché, anziché rimanere con il dubbio che quella sia la strada giusta e farti inutili problemi, guarda nella tua esperienza per vedere se quella strada fa per te, se ti soddisfa, se ti entusiasma.

Stai in silenzio e ascolta

Se qualcosa ti entusiasma, è una strada giusta. Al contrario, se non ti entusiasma, o decidi di cambiare strada oppure correggi la rotta e ritrovi l’entusiasmo in ciò che stai facendo. Prima di scegliere, devi avere fiducia nel fatto che non ha senso analizzare, valutare eccessivamente i pro e i contro, pensare e ripensare all’infinito a quale sarà la scelta migliore. Devi avere il coraggio di affidarti al tuo cuore, stare in silenzio, aspettare che la scelta si compia da sé. Tu dovresti ritrovarti in una condizione in cui le cose si dispiegano spontaneamente, senza sforzo. E per fare ciò devi semplicemente stare in silenzio e ascoltare tranquillamente, senza aspettative. Puoi pensare che la scelta non si compia da sola. Ma in realtà, una volta che tu lasci andare i tuoi conflitti, le tue pretese, i tuoi dubbi, scegliere diventa qualcosa di automatico.

Infatti in questo caso l’indecisione, piuttosto che dalla colpa, viene dalla paura di sbagliare, di fallire e dal bisogno di avere punti di riferimento stabili, di sapere che cosa va bene e che cosa no, dipende insomma da una profonda resistenza interiore a vivere e ad accettare che la vita è innanzitutto incerta, imprevedibile, ignota. Ed è attraverso l’incertezza che si giunge all’indipendenza e alla libertà interiore. Anche una volta che hai scelto, devi avere il coraggio di mettere da parte le tue insicurezze e rimanere nell’ignoto. Non devi sapere se ciò che scegli va necessariamente bene. Non rimanere a pensare che potresti aver sbagliato. Continua ad affidarti. Non farti mai troppe domande. Se ti può aiutare, ricorda che in fin dei conti non c’è una scelta più giusta delle altre. E nemmeno una sbagliata. Qualunque cosa scelga, quella è la tua strada.

I criteri per fare sempre la scelta giusta nel quotidiano

Ma nelle scelte quotidiane, come si fa? Ad esempio, quando non riesco a dire di no…? Qui viene il bello ed entriamo nel merito di quali sono i criteri per fare sempre la scelta giusta. Se per le scelte a lungo termine come trovare la propria strada gioca un ruolo rilevante la capacità di andare oltre le proprie paure e il bisogno di certezze, in questo caso ritorna in gioco quella dannata colpa. Come abbiamo visto, nascono inutili paranoie per via dei nostri conflitti interiori che scaturiscono proprio dalla colpa. Quali sono allora i criteri per fare una scelta giusta, che non comporti colpa né rabbia o depressione né alimenti inutili conflitti? Vediamoli subito:

Fatti guidare dall’amore

La scelta giusta è sempre quella più amorevole. Una scelta buona, in pratica, deve rispettare gli interessi di tutti. Non necessariamente nella forma, ma nel contenuto. In che senso? Ovviamente puoi dire di no, ma se ti farai guidare dall’amore, lo farai senza sentirti in colpa, senza rabbia, senza negatività, sapendo che non stai ferendo nessuno. Oppure puoi dire di sì, ma senza conflitto, senza sentirti soffocato o oppresso, senza angoscia. Ma come si fa a farsi guidare dall’amore? E che cosa significa innanzitutto? Per semplificare, dentro ognuno di noi esistono due “pulsioni” opposte: una ci porta a fare solo i nostri interessi, a richiedere amore dall’esterno, a chiuderci nel nostro guscio egoistico. L’altra “pulsione” ci porta ad aprire il cuore, a vedere le richieste di amore nostre e degli altri, a entrare in empatia, a essere compassionevoli, pazienti, gentili, ma anche liberi e indipendenti.

Per farti guidare dall’amore, ovviamente devi aprire il tuo cuore a esso (ti invito a leggere il mio articolo in merito all’apertura del cuore). Potresti pensare che farsi guidare dall’amore non sia la soluzione, perché magari ritieni che ciò significhi sacrificare i tuoi interessi e i tuoi bisogni in nome di un ideale astratto. E hai paura che ciò implichi tornare a negare te stesso. In realtà, quando ti fai guidare dall’amore, la tua percezione delle cose è rinnovata e ti accorgi che nessuno sacrifica nulla, che non c’è perdita, che qualunque cosa tu faccia – se è retta da una predisposizione amorevole – ti lascia in pace. In molti casi la cosa più amorevole è rispettare un tuo bisogno, in altri casi vedere la richiesta di amore di un altro e soddisfarla. La cosa migliore da fare varierà di volta in volta, ma se ti farai guidare dall’amore la saprai.

Valuta quanta pace senti dentro di te

E appunto il secondo criterio per capire se una scelta è giusta oppure no è la pace che senti quando la fai. Potresti ribattere dicendo che in molti casi qualunque cosa tu scelga tra due alternative non riesci a trovare nessuna pace. Ma qui il problema nasce per il fatto che non hai scelto di farti guidare dall’amore e hai scelto il tuo ego. Scegliere il tuo ego significa vederti separato dagli altri, con interessi conflittuali rispetto a chi ti circonda, vulnerabile, limitato, colpevole… Scegliere l’amore invece significa vederti unito agli altri, con interessi condivisi, nella tua grandezza e dignità. Quando scegli l’amore, non devi preoccuparti di quale scelta poi compirai all’esterno: infatti l’unica scelta reale che devi fare è scegliere l’amore oppure l’ego. Se sceglierai l’amore, il resto avverrà in modo completamente spontaneo.

La scelta giusta non comporta colpa

La scelta giusta non nasce da colpa, non la scatena e non ne alimenta di nuova. Quando emerge colpa o negatività in merito a una scelta, significa che hai già scelto l’ego, che hai già ascoltato la tua mente e le sue storie di paura, i suoi capricci e i suoi desideri assurdi. Al contrario, quando scegli l’amore ti senti in pace e lasci andare un grosso fardello dalle tue spalle. Quando senti colpa in merito a una scelta, non farti ossessionare dalla tua mente, che sarà già partita come un disco rotto. Piuttosto, rimani centrato nel tuo cuore, aspetta che la negatività si dissolva. Non scegliere quando sei ancora sotto pressione. Recupera il tuo equilibrio, spegni la tua mente e lascia che la cosa giusta da fare emerga naturalmente dal silenzio.

Non farti troppe domande

Anche per le scelte quotidiane devi smettere di farti domande. In pratica, devi avere il coraggio di non pensare, di spegnere la “centralina di comando” e affidare le tue decisioni alla parte più profonda e saggia di te. Lascia che siano le intuizioni della tua anima a guidarti. Ci sono molte scelte banali che diventano improvvisamente importanti per noi, perché mettono in crisi un nostro attaccamento, attaccano una nostra debolezza o semplicemente fanno emergere la nostra indecisione esistenziale e fanno affiorare mille dubbi senza senso, che però improvvisamente sembrano riempirsi di valore e significato e tormentarci in un loop senza fine. E allora tu spegni la mente, non importa se non avrai risposte, se qualcosa rimarrà imperfetto, fuori posto, fuori controllo. La tua pace è molto più importante.

Ricorda che in fin dei conti non è così importante che cosa scegli. L’unica cosa importante è se hai scelto con l’amore oppure con l’ego.

Come fare sempre la scelta giusta in sintesi

In sintesi, esistono almeno due tipi di scelte: le scelte a lungo termine e le piccole ma importanti scelte quotidiane. Nelle prime, la difficoltà sta nella paura di affrontare l’ignoto, la possibilità di sbagliare e “fallire”, l’imprevedibilità della vita, la mancanza di appigli sicuri. Nelle secondo, la difficoltà sta nella colpa e nel conflitto che emerge, quando ad esempio non sappiamo dire di no o siamo paralizzati da una scelta banale eppure apparentemente così densa di significato per noi. Dopodiché, nelle scelte a lungo termine sulla tua vita, sulle relazioni, sulla tua missione, non devi fare altro che connetterti con il tuo cuore, lasciar andare i dubbi e il bisogno di comfort, lasciare che la scelta emerga di per sé, nel silenzio, come un’intuizione istantanea, e infine affidarti all’incertezza della vita e semplicemente sperimentare la tua strada.

Nelle scelte quotidiane che comportano colpa, devi connetterti anche qui con il tuo cuore, in questo caso per farti guidare dall’amore e dal desiderio di appianare tutti i conflitti, dentro e fuori di te, rinnovare la tua percezione delle cose, ottenere chiarezza e dissipare i tuoi dubbi e le tue preoccupazioni in merito a una scelta. Devi scegliere l’amore invece che l’ego, l’unità invece che la separazione, in modo da ottenere pace mentale e armonia spirituale. Quando ad esempio sei combattuto tra dire di sì e di no, tu scegli semplicemente l’amore: chiedi che un potere superiore rinnovi la tua percezione delle cose e lascia andare i tuoi pensieri in merito alla scelta, chiedendo di essere “illuminato” con una nuova visione. Certo, non è facile affidarsi a qualcosa che sembra così astratto come l’amore.

Ma in realtà non è niente affatto qualcosa di astratto: è semplicemente una dimensione più profonda dalla quale la maggior parte di noi è quasi completamente disconnesso. Ma se cerchi quella presenza amorevole dentro di te, la troverai, e con essa scoprirai la saggezza, la compassione, l’intuizione e tanti altri preziosissimi doni!

Ti consiglio questa lettura se vuoi approfondire sull’argomento:

La mente dell’Anima. Come imparare a compiere scelte responsabili” di Gary Zukav

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