Come amare se stessi

Come amare se stessi

Uno dei problemi più comuni delle persone riguarda la mancanza di autostima. Sembra proprio che non riusciamo ad amarci. La nostra immagine di noi stessi fluttua in base alle circostanze. Come amare se stessi in modo da avere una fiducia in se stessi permanente e non condizionata da nulla? Partiamo dal presupposto che la mancanza di autostima è sempre una mancanza di amore. Essa nasce dalla credenza nella separazione, alimentata dal giudizio e dal pensiero dualistico. La mente egoica distingue tra amore e odio, piacevole e spiacevole, dolore e piacere. All’interno di questo sistema di pensiero, non c’è spazio per l’amore incondizionato. Quest’ultimo infatti presuppone il superamento di ogni separazione operata dalla mente, ogni limite, ogni confine, ogni barriera.

Ogni giudizio è come una barricata tra noi e gli altri: crea divisione tra noi fratelli. Quando siamo dominati dal giudizio, siamo come schegge impazzite, atomi separati dall’unità dell’Universo. Ne deriva che ci sentiamo piccoli, indifesi, vulnerabili, limitati. E come possiamo amare noi stessi se ci sentiamo in questo modo? Se siamo convinti di essere un piccolo ego separato dal Tutto, siamo lontani anni luce dall’amore. L’amore è la negazione della persona, dei suoi limiti, delle sue preferenze, dei suoi giudizi. Per amare se stessi è dunque necessario innanzitutto smettere di giudicare. In questo modo indeboliamo la sensazione di separazione e la paura del giudizio (vedi qui come superare questa stramaledetta paura!). Smettiamo di essere ossessionati dal nostro io e possiamo esprimerci liberamente e con amore per noi stessi e per gli altri.

Come amare se stessi: la via del non giudizio

A impedirci di amarci è la voce critica nella nostra testa, che si erge a giudice di tutto e di tutti. In moltissimi casi il giudizio negativo è direttamente rivolto verso noi stessi, e ci sentiamo indegni, pieni di vergogna e di colpa. Spesso però il giudizio è proiettato all’esterno e così ci sembra non essere rivolto a noi stessi. In realtà ogni singolo giudizio è rivolto a chi lo esprime, poiché non possiamo negare l’unità di cui facciamo parte. Quando giudichiamo qualcuno, stiamo letteralmente giudicando noi stessi: non c’è nessuna differenza. L’ego è abile a nascondere ciò, tramite il meccanismo delle proiezioni (se vuoi sapere di più in merito a tale meccanismo, ti invito ad approfondire la legge dello specchio). In ogni caso, puoi vedere tu stesso come qualsiasi giudizio esprima esso procura sofferenza alla tua mente e al tuo corpo.

Ma innanzitutto che cos’è un giudizio? Non è altro che un pensiero di separazione. È cioè un pensiero che crea una divisione tra giudice e giudicato, e quindi apre un conflitto dentro di sé e con gli altri. Quando esprimi un giudizio, una parte della tua mente è quella giudicante, critica, aggressiva. L’altra parte della mente è quella giudicata, criticata, aggredita. Non importa se quest’ultima parte della mente sia “te stesso” oppure “un altro”: farà comunque male a te. È fondamentale uscire dalla prospettiva dualistica della mente per superare il giudizio. Finché crediamo infatti che ci sia differenza tra noi e gli altri, finché vedremo un mondo esterno a noi e finché penseremo che là fuori ci sia qualcuno che ci possa fare del male, giudicare o a cui possiamo fare del male o che possiamo giudicare, sarà difficile intraprendere la via del non giudizio.

La via del non giudizio va affrontata secondo una prospettiva non dualistica

Se però partiamo da una prospettiva non dualistica, possiamo comprendere come il mondo sia un nostro riflesso, una proiezione della nostra coscienza. Possiamo almeno presupporre (prima di vederlo chiaramente) che gli altri sono parti di noi, membra di uno stesso corpo, per cui se feriamo una parte, siamo noi i primi a soffrirne. Possiamo osservare come facciamo parte di uno stesso sogno universale, nel quale non ci sono più persone o più entità separate, ma un’unità che solo apparentemente si divide entrando in corpi e menti separati. Adottando questa prospettiva (inizialmente per fede, ma poi vedendola confermata nell’esperienza), possiamo vedere chiaramente come sia folle pensare che ci sia qualcuno là fuori da giudicare. E possiamo così vedere che ogni attacco a nostro fratello è un attacco contro di noi, alla nostra autostima e alla nostra capacità di amare.

Ogni giudizio alimenta la chiusura del nostro cuore, la nostra mancanza di amore. Allo stesso tempo, è una richiesta di amore e di aiuto, che nasce dalla nostra credenza nella separazione e la rafforza. Quando inizi a smettere di giudicare, la tua mente sana le proprie ferite e il senso di separazione diventa meno intenso. Il tuo cuore comincia ad aprirsi. E inizi a vedere in modo sempre più chiaro che siamo davvero tutti Uno e che la non dualità non è solamente una teoria filosofica o una dottrina new age. Smettere di giudicare significa rimuovere le barriere all’amore. Se rimuoviamo il giudizio, ci riempiremo di amore per noi stessi e per gli altri e non avremo più problemi di autostima. Chiaramente per amare se stessi bisogna fare un lavoro di pulizia interiore. Come si può smettere di giudicare per amarsi?

Come diventare consapevole dei propri giudizi per amare se stessi

Per prima cosa, devi diventare consapevole di quali giudizi porti dentro di te. Alcuni li puoi individuare in qualsiasi momento, perché sono particolarmente forti ed evidenti. Altri possono essere riconosciuti mentre sorgono: devi avere una certa presenza per cogliere la tua mente mentre giudica. Nel primo caso, puoi portare alla luce quei giudizi anche ora. Ad esempio, potresti avere un pesante giudizio verso di te che ti dice che vali poco, che non meriti di essere amato/a, che non sei degno/a di nessuno. Giudizi di questo tipo sono pietre nel nostro cuore. Per prima cosa, devi riconoscere che sono completamente falsi. Per farlo, devi smettere di credere alle storie della tua mente. La mente fa di tutto per confermare che non sei degno o meritevole, e trova mille giustificazioni a tale pazza idea.

Inoltre, dato che crei la tua realtà, se non ti senti amato, attrarrai eventi e persone che confermeranno tale convinzione! E allora devi capire che soltanto tu hai il diritto, il dovere e la responsabilità di amare te stesso, perché nessuno potrà riempire il vuoto che senti dentro. Devi avere il coraggio di mettere in discussione i giudizi su di te e lasciarli andare. Non c’è nessuno che può farlo al posto tuo. Ricorda che sei un guerriero: hai il potere di smettere di credere alla tua mente, smettere di dare forza ai tuoi giudizi e farli dissolvere. Solo tu dai potere a quei giudizi, nessun altro. Non devi nemmeno sviluppare niente, nessuna qualità, ma devi soltanto iniziare ad amarti. E per amarti, devi avere il coraggio di aprirti all’amore che è sempre dentro di te, smettendo di rifiutarlo.

Perché la verità è questa: ciascuno di noi rifiuta l’amore per creare una piccola identità, anche se ciò comporta miseria e sofferenza.

Porta alla luce i giudizi che emergono durante il giorno

Oltre ai giudizi più pesanti su te stesso, la nostra mente è piena di giudizi contro noi stessi e gli altri che emergono durante il giorno, in base alle circostanze. Se sei abbastanza vigile e presente, puoi cogliere tali giudizi e scioglierli mentre compaiono, senza dover credere nelle loro storie. Ad esempio, potrebbe darsi che ogni volta che fai qualcosa di complicato, ti vengono pensieri del tipo: “Non ce la farò; sono imbranato”. Renditi conto che non sei stato tu a formulare quel tipo di pensieri: se pensi di essere stato tu, sei fritto, ma se riesci a creare un minimo di distanza, ti si spalanca l’enorme opportunità di lasciarli andare. Perché devi credere di essere imbranato solo perché te lo dice un programma vecchio alcune decadi?

Ovviamente, piuttosto che focalizzarti sui singoli giudizi, vedili come manifestazione di qualcosa di molto più profondo. Il pensiero di essere imbranato nasconde la credenza molto più profonda di non meritare amore. E in effetti è questa convinzione così distruttiva che dobbiamo avere il coraggio di guardare e di lasciar andare. Dobbiamo vedere chiaramente come non ci sia alcuna ragione per non amarci e non essere amati e come quella credenza sia completamente falsa. Essa è resa vera solamente da noi, poiché la crediamo reale! Noi inconsciamente diamo potere a tale credenza. Che cosa accade quando non ti senti amato? Abbi il coraggio di guardare dentro di te, quali pensieri, emozioni e sensazioni sperimenti!

Lascia andare la convinzione di non valere abbastanza e di non essere degno di amore!

Smetti di credere di non valere abbastanza e di non essere degno di amore! Si tratta solamente di una convinzione! È esattamente come credere a Babbo Natale. Lo dico senza offesa, solo per farti rendere conto di come il pensiero che Babbo Natale sia reale lo renda tale. Se dico a un bambino che Babbo Natale non esiste, lui mi fornirà mille storie e giustificazioni per smentire ciò che dico. Ovviamente io non mi farò convincere dalle sue risposte. Allo stesso modo, la tua mente ti fornisce mille storie per sostenere che tu non vali abbastanza, che non sei degno di amore o che comunque c’è qualcosa dentro di te che non va, che ti impedisce di esprimerti al meglio. Eppure questa sensazione è fasulla! Nasce dalla durezza con cui giudichi te stesso (oppure gli altri). Quella durezza è solamente mancanza di amore.

E quella mancanza di amore è frutto della chiusura di cuore, di cui praticamente ognuno di noi, a vari livelli, soffre. Il cuore chiuso è semplicemente la conseguenza di sentirci un ego separato. E allora scopri chi sei in realtà, indaga dentro di te per scoprire che non sei un piccolo ego limitato, indifeso, vulnerabile e che sei pura coscienza, senza limiti, indistruttibile e imperturbabile! La felicità e l’amore sono conseguenze del comprendere chi siamo veramente. La sofferenza e il giudizio nascono solamente da ignoranza, o dall’illusione dell’ignoranza. Se diventi chi sei veramente, scopri di essere pace e amore, quindi come farai a sentire di non valere abbastanza o di non essere degno di amore? Tali sensazioni e giudizi nascono nella mente e finiscono in essa.

Non hanno nulla a che fare con te. Smetti di identificarti con una parte così piccola di te e lascia andare il falso senso di separazione!

Come amare se stessi scoprendo l’amore dentro di sé

Per amare se stessi è necessario smettere di credere che l’autostima e l’amore siano qualcosa che si raggiunge, viene dato da qualcuno o proviene dall’esterno. L’amore è la vera natura di ogni essere. Il fatto che non lo vediamo è perché non sappiamo chi siamo, non siamo radicati nel nostro essere, siamo disconnessi da noi stessi. Altrimenti sentiremmo l’amore fluire spontaneamente attraverso di noi e saremmo completamente appagati e nella gioia, senza alcun problema di autostima. E allora qual è la soluzione? La soluzione è tornare a essere quella pura coscienza, smettendo di dare importanza alla mente e alle sue false storie. Finché la mente ci domina, siamo destinati a soffrire. Ma possiamo indagare dentro di noi per scoprire la nostra vera natura e stabilizzarci in essa, tornando nel nostro cuore.

Per tornare ad abitare nel nostro cuore, che è la nostra vera e unica casa, dobbiamo smettere di nutrire la mente con la nostra identificazione, smettere di dare importanza ai giudizi, alle interpretazioni, al pensiero. Non ci sono pensieri veri, non esistono pensieri dei quali dobbiamo fidarci. In particolare, se i pensieri vengono dal falso sé separato, nel momento in cui diamo loro importanza e crediamo in loro, soffriamo. E allora dobbiamo avere il coraggio, la presenza e la fiducia di dimorare nello spazio silenzioso della nostra consapevolezza per recuperare il potere che abbiamo lasciato alla nostra mente. Noi siamo già quella consapevolezza, dobbiamo solamente radicarci in essa e smettere di farci ipnotizzare dalla mente.

Assapora l’amore dentro di te

Sebbene dentro di noi ci sia tutto l’amore di cui abbiamo bisogno, resistiamo a esso in ogni momento. Puoi notare tu stesso come ci sia sempre una qualche forma di tensione o resistenza dentro di te, in primis sotto forma di pensieri. La mente non tace perché vuole sopravvivere, coprendo in questo modo la realizzazione della nostra vera natura. Se lasci andare i tuoi pensieri, se smetti di credere che siano veri o che abbiano una qualche utilità, puoi rapidamente tornare alla fonte di pace e amore dentro di te. Ognuno di noi potrebbe realizzare in qualsiasi momento la propria essenza divina, eppure sembra che abbiamo scelto la strada della sofferenza!

Smetti di dare importanza alla voce dentro la tua testa, arrendi le tue percezioni, renditi conto umilmente di come nascano da una prospettiva limitata ed errata. Ognuno di noi deve ammettere di non avere occhi per vedere e chiedere che gli venga donata la retta visione. Se stai come pura consapevolezza mentre la tua mente vorrebbe fare di tutto pur di attrarti nelle sue trappole, puoi rapidamente liberarti del suo dominio. Se stai in silenzio con sufficiente dedizione e intensità, puoi velocemente scoprire e assaporare l’amore del tuo cuore.

La via del cuore per amare se stessi

Una strada meravigliosa per amare se stessi è la via del cuore. Essa consiste nell’aprirsi all’amore attraverso la devozione, la preghiera, il servizio privo di attaccamento, la disponibilità a perdonare e ad amare incondizionatamente tutti, compresi i propri nemici. Per fare questo è necessario essere umili e ammettere che le proprie percezioni della realtà sono errate. Quando non riusciamo a perdonare, dovremmo abbandonare la nostra prospettiva di accusa, dovremmo ammettere che non sappiamo perché stiamo soffrendo, ma sicuramente non stiamo male per la ragione per cui pensiamo di stare male. In questo modo arrendiamo i nostri pensieri e scegliamo di aprirci a una nuova visione, cioè la visione del cuore.

Quando sperimentiamo una forte emozione negativa, possiamo arrenderci, magari mettendoci a pregare, rivolgendoci a tu per tu con il nostro cuore o con qualsiasi figura consideriamo possa accogliere le nostre richieste. La preghiera non dovrebbe consistere nel chiedere che sia alleviata o eliminata la nostra sofferenza, ma piuttosto che ci venga aperto il cuore all’amore e alla comprensione di ciò che sta davvero succedendo. Non è necessario che diciamo qualcosa in preghiera: possiamo arrenderci in silenzio, magari immaginando che la forza e la dolcezza dell’amore scendano su di noi mentre respiriamo lentamente per calmarci.

Fai del tuo cuore il tuo migliore amico

Fai del tuo cuore il tuo migliore amico, al quale confidare le tue angosce e al quale aprirti completamente. Sii completamente onesto con il tuo cuore, anche perché esso conosce la verità e non puoi mentirgli. Dialoga con il tuo cuore ogni volta che ti senti affranto, vuoto, depresso, arrabbiato, ferito e rimani dentro di lui, sciogliendoti nella sua presenza amorevole e dolcissima. Non creare distanza tra te e il tuo cuore: esso è il tuo centro, è la tua vera essenza! Aprirti al tuo cuore rende molto più armonioso il rapporto con te stesso e con gli altri, aumentando la tua capacità di amare te stesso e chi ti circonda. Se non ci apriamo completamente a noi stessi, non possiamo aprirci agli altri. Dobbiamo avere il coraggio e la disponibilità ad abbandonarci al nostro cuore e fonderci con esso.

Dobbiamo confidare che in questo modo scioglieremo per sempre la nostra sofferenza e saremo eternamente in pace e nella gioia! Il tuo cuore è la tua casa, il tuo rifugio, smetti di rifuggirlo e di voltargli le spalle per tornare nel suo spazio accogliente e ti sentirai per sempre al sicuro. Il tuo cuore non ti ha mai abbandonato, sta a te tornare a lui. Esso è il tuo migliore amico, che ti tiene compagnia nella solitudine più profonda e scioglie ogni tuo malessere, se solo tu affiderai a lui le tue angosce e rimetterai la tua volontà, le tue interpretazioni e i tuoi giudizi nelle sue mani.

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3 commenti su “Come amare se stessi”

  1. giovanni d'orsi

    Bellissimo articolo. E’ importante rendersi consapevoli dei propri punti di forza e punti di debolezza, questo ci permette di mantenerci ancorati alla vita reale e alla bellezza dell’apertura alla relazione con l’altro.
    Grazie
    GD

  2. Diana Giulimondi

    Molto vero io iniziai anni fa a dialogare con la mia mente, sembrava di stare in tribunale con l’accusa della mente e la dufesa del cuore ed ancora mi capita di dibattere, ma direi cge ormai il più delle volte prendo in giro la mia mente ed è anche divertente x lei è denigrante, ma se lo merita tutto.

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