Come aprire il cuore

Come aprire il cuore all’amore? Come vivere in totale armonia con se stessi e con la vita? Si può vivere in uno stato di flusso, in unione con l’Universo? Certamente è possibile. Per renderlo possibile, ciò deve però essere il nostro obiettivo vitale, il nostro desiderio più ardente e profondo. Infatti è prima di tutto l’intenzione a rendere possibile una simile realizzazione. Aprire il cuore significa imparare ad amare incondizionatamente. Significa avere completa fiducia nella Vita. Significa scorrere tutt’uno con l’esistenza. Vuol dire accettare ogni cosa allo stesso modo, rinunciando a ogni giudizio, preferenza, posizione. Vuol dire abbandonare ogni paura e timore, ogni preoccupazione per sé stessi, ogni paranoia dell’io. Significa entrare in sintonia con qualunque persona, compresi gli sconosciuti, rinunciando a ogni sospetto e chiusura.

Significa sciogliersi in un oceano di amore e pace. Vuol dire smettere di pensare ossessivamente. Vuol dire gioire di ogni singolo aspetto dell’esistenza. Significa non opporre alcun rifiuto, alcuna resistenza e rinunciare a ogni separazione. Significa diventare portatori di gioia e amore, unione e pace, fratellanza e condivisione. Vuol dire liberarsi del proprio ego. Vuol dire rinunciare a ogni specialità, a ogni identità personale, a ogni senso di separazione, a ogni limite e confine. Significa lasciar andare ciò che piace e ciò che non piace, i propri vizi e le proprie debolezze. Significa iniziare finalmente a vivere davvero. Vuol dire perdonare qualsiasi cosa e persona, lasciar andare ogni rancore. Vuol dire abbattere ogni barriera, difesa e protezione.

Come aprire il cuore?

Come aprire il cuore? E come fare in modo che ciò sia possibile nella nostra esperienza e non solo come concetto nella mente? Aprire il cuore implica fare il contrario di ciò che abbiamo sempre fatto. Abbiamo sempre idolatrato il nostro ego, pensando che esso fosse la fonte della nostra gioia e la nostra identità. Così, abbiamo creato divisione tra noi e gli altri, conflitti, separazione, giudizio, odio, accusa, condanna, colpa, vergogna, indegnità. E questo ci è costato enorme sofferenza, poiché comportandoci così abbiamo rifiutato la nostra unità come uomini, e con essa la nostra natura divina di amore incondizionato. Abbiamo chiuso il nostro cuore, creando barriere, difese, tensioni, emozioni negative. Abbiamo creato per noi e per gli altri una vita misera e infelice. Ma proprio quella stessa sofferenza così struggente ci ha aperto gli occhi e ci ha suggerito che è possibile un’altra via.

È possibile una via che ci riconduca al nostro cuore, che elimini le pietruzze che hanno chiuso il passaggio e impediscono all’amore e alla pace di fluire liberamente. Se finora abbiamo scelto l’ego e in suo nome abbiamo eretto barricate, abbiamo sigillato il nostro cuore con le cerniere della colpa, della rabbia, dell’odio e della paura, da oggi possiamo scegliere di smantellare questi edifici instabili, che ci rendono solamente più vulnerabili ed esposti agli attacchi. Paradossalmente, chi ha il cuore aperto è invulnerabile. Infatti egli non ha nessun punto che possa essere attaccato. Chi ha il cuore chiuso, invece, può essere ferito continuamente anche dal più piccolo giudizio, dalla minima critica, è suscettibile, vulnerabile, debole, pauroso, timido, arrabbiato, orgoglioso. Diventa tutte queste cose perché ha un disperato bisogno di amore, e non sa che è stato proprio lui a sigillare la fonte del proprio amore.

Siamo stati noi a chiudere il nostro cuore

Per prima cosa, dobbiamo dunque realizzare che siamo stati noi a chiudere il nostro cuore. Infatti abbiamo scelto di creare un ego, all’alba dei tempi, forse per gioco, forse per conoscerci meglio. Chi sa esattamente che cosa sia successo? All’inizio eravamo un’unità indistinta, poi è accaduto qualcosa e ci siamo separati, almeno apparentemente (infatti la separazione è in realtà un’illusione!). Forse è stato proprio il fatto che eravamo un’unità indistinta a spingerci a separarci per realizzare la nostra essenza, per tornare a essa più completi dopo l’esperienza della separazione. In ogni caso, ognuno di noi ha un ego perché ha scelto questa strada. Ciò è fondamentale da capire per dissipare ogni vittimismo. Nessuno è vittima di questa decisione: ognuno ne è ugualmente responsabile, per quanto ciò sia difficile da accettare.

Se non altro, assumersi la responsabilità di aver scelto l’ego è un presupposto basilare per aprire il proprio cuore. Se ci sentiamo delle vittime, continueremo a subire. Dobbiamo capire che sentirsi vittima è semplicemente un’altra strategia dell’ego per mantenere viva la separazione. Quindi se scegli di essere vittima, stai scegliendo ancora l’ego, e non vuoi aprire il tuo cuore! Puoi aver sofferto le pene dell’inferno, ma sentirtene vittima non ti libera dalla sofferenza, semmai la alimenta. Assumersi la responsabilità di aver chiuso il proprio cuore è un passo coraggiosissimo: significa infatti ammettere di essere responsabili della propria sofferenza. Significa riconoscere che a farci male non sono stati gli eventi o le persone fuori di noi, ma le barriere che abbiamo eretto contro di loro. Può sembrare assurdo, ma man mano che apri il cuore, capisci che è così, e che non può essere altrimenti.

Riesci a vedere l’unità tra vittima e carnefice?

Persino quando siamo bambini (anzi, soprattutto quando siamo bambini) scegliamo inconsciamente di chiudere il nostro cuore per non vedere la verità. Erigiamo fin da subito barriere che almeno ci consentono di tenere vivo il nostro ego. So che è difficile da fare, ma quando vogliamo aprire il cuore non dobbiamo distinguere tra vittime e carnefici, tra innocenti e colpevoli. Infatti questa è un’altra trappola dell’ego per mantenere la separazione, dicendo che da un lato ci sono delle vittime innocenti, dall’altra dei criminali incalliti. Esprimere questo giudizio implica vedere con gli occhi dell’ego e non con il cuore. Il cuore infatti dice che tanto chi subisce il male quanto chi lo fa stanno facendo delle richieste di amore e sono entrambi soggetti ai meccanismi dell’ego.

Altrimenti la cosiddetta vittima non soffrirebbe. E l’eventuale carnefice si asterrebbe dal suo crimine. Se proprio vogliamo, possiamo dire che “vittima” e “carnefice” sono entrambi vittime: vittime del loro ego, della scelta di separazione. Sembra assurdo, eppure se apri il tuo cuore vedi che è così. Puoi vedere che il criminale che uccide un innocente è semplicemente un disperato, che chiede amore ma non lo trova, e quindi impazzisce, diventa folle. E nello sguardo dell’assassino che uccide c’è la stessa preghiera di salvezza che traspare dagli occhi di colui che sta per essere ucciso. In questo modo, vittima e carnefice si fondono in una sola cosa, in un’unica disperata e folle richiesta. Non riusciamo a vedere ciò perché siamo ciechi, ottenebrati dal giudizio, identificati con il nostro ego, terrorizzati dalla morte. Così facciamo distinzione tra attacco e difesa, aggressione e protezione, quando essi sono solo due facce della stessa medaglia.

Perdonare significa amare se stessi

So che si tratta di una pillola indigesta o addirittura indigeribile. Chi di noi ha subito traumi, violenze, aggressioni sente la sofferenza che monta dentro di lui, rivede le ingiustizie subite, non riesce a perdonare. Ciò è assolutamente normale: è un meccanismo di difesa. Eppure se avremo il coraggio di vedere nella nostra rabbia, nel nostro rancore, nel nostro odio una richiesta di amore, potremo scioglierci, rimuovere le barriere dell’ego e rimanere a nuotare in un oceano di puro amore, dove i rancori non esistono più, l’incapacità di perdonare si dissolve, i giudizi si volatilizzano, la rabbia e l’odio vengono trasmutati in comprensione e amore, compassione e gioia. Non credi che sia possibile? E invece nella sofferenza di ognuno di noi c’è un’enorme energia trasformativa. E se avrai il coraggio di lasciar andare qualsiasi giudizio contro i tuoi carnefici, non rimpiangerai mai di averlo fatto.

Prima di perdonare, vorresti fare tutto fuorché perdonare. Ma dopo che perdoni, non vorresti aver fatto niente se non perdonato. Puoi vedere in te stesso come portare rancore, far vivere dentro di te l’ingiustizia perpetui la tua sofferenza, solamente la tua. Quindi perdonare è un atto di amore verso te stesso. Non verso chi ti ha fatto del male. Solamente verso te stesso. In verità infatti non c’è nessuno da perdonare lì fuori, ma c’è solo da rimuovere i tuoi ostacoli interni a sperimentare l’amore che è dentro di te. Quindi aprire il cuore non è un obbligo o un dovere verso qualcuno, né una massima morale, né una cosa consigliata dai libri di religione o spiritualità, ma è un atto di prendersi cura di sé.

E in questo atto di amore per sé stessi, scaturisce l’altruismo e l’amore verso gli altri, poiché non c’è alcuna differenza tra amare se stessi e amare gli altri.

Come aprire il cuore lasciando andare i giudizi e l’odio

Prima di perdonare, vorresti fare tutto fuorché perdonare. Ma dopo che perdoni, non vorresti aver fatto niente se non perdonato.

Quindi come aprire il cuore? Scopri dentro di te i giudizi, la rabbia, l’odio, i sensi di colpa, la vergogna e portali alla luce della tua consapevolezza. Vedi come sono essi la causa della tua sofferenza. Guarda come oscurano la tua pace e ti impediscono di accedere all’amore. Guarda ai tuoi giudizi come a delle pietre che chiudono la grotta del tuo cuore e impediscono a questo di far fluire l’amore verso l’esterno, condannandoti all’infelicità e alla sofferenza. Fallo per il tuo bene, fallo perché ti ami! Quando esprimi un giudizio di condanna, ti arrabbi o accusi qualcuno, guarda come reagisce il tuo corpo: reagisce come se avessi rivolto quella negatività a te stesso. E infatti hai davvero rivolto quella negatività a te stesso, poiché fuori di te non c’è nessuno, non c’è nessun “altro” che possa essere accusato, giudicato, incolpato.

Infatti il mondo è dentro di te e siamo tutti Uno. Quando giudichi qualcuno, osserva direttamente nella tua mente e nel tuo corpo come stai esattamente giudicando te stesso. E osserva come il giudizio verso chiunque è una forma di autocondanna e di mancanza di amore. Vedi dunque come il tuo giudizio non è altro che una richiesta di aiuto, una supplica di amore. E a quel punto, per amore verso di te, lascia andare quel giudizio, poiché fa male solamente a te. Prova a lasciar andare anche un solo giudizio, e ti sorprenderai della pace che inizierà a scaturire dal tuo cuore. Ogni pietra rimossa dal tuo cuore è un sollievo da un peso, è una piccola liberazione, elimina un po’ di sofferenza. Non devi credere a ciò che stai leggendo: guarda nella tua esperienza per scoprire se è davvero così.

Tutti i problemi nascono dalla chiusura di cuore

Vuoi una soluzione rapida per risolvere tutti i tuoi problemi? Apri il tuo cuore! Potresti credere che sia una rassicurazione consolatoria. Ma prima di esprimere qualsiasi opinione, scopri tu se è vero! Non avere problemi non significa non avere più sfide nella vita. Vuol dire però smettere di creare problemi con la mente, e quindi superare la tendenza a preoccuparsi, a ossessionarsi, ad avere paura. Infatti tutti questi atteggiamenti sono frutto di un cuore chiuso. Cerca di vedere nella tua vita come tutte le tue preoccupazioni e i tuoi problemi dipendano dalle tue interpretazioni. E in queste interpretazioni puoi notare l’insistenza assillante e paranoica dell’ego (come farò, cosa mi succederà, e se…, che cosa posso fare…). Ogni preoccupazione non è una preoccupazione per se stessi, per il proprio ego?

Se così non fosse, dovremmo essere ossessionati ogni volta che chiunque perde il lavoro. E invece lo siamo solo quando capita a noi, o al limite a un nostro caro. Se succede a un nostro amico, magari ci dispiace. E se succede a uno sconosciuto, non ce ne importa un fico secco! Ogni problema deriva dal fatto che siamo concentrati su noi stessi e unicamente su noi stessi, i nostri attaccamenti, la nostra identità e la nostra immagine. Spesso ciò non sembra vero, ma se guardi bene, scopri che è così. Inizialmente ciò può apparire minaccioso. Ma in realtà è qualcosa di davvero liberatorio, perché significa che se noi smetteremo di essere ossessionati da noi stessi, dalla nostra immagine e se lasceremo andare i giudizi, saremo liberi, in pace e gioiosi! Che cosa c’è di più liberatorio di questo?

Tra l’altro, è solamente nostra responsabilità portare avanti questo compito, poiché ogni ostacolo è solo interno alla nostra mente.

Le catene sono dentro di te

Infatti tutte le catene sono unicamente dentro di te. L’ego è maestro nel proiettare le catene all’esterno, tramite convinzioni, accuse, giudizi. Ma il cuore è altrettanto bravo a indicarti come tutto ciò che ti soffoca, ti opprime, ti incatena è solamente dentro di te. Sono le tue paure, i tuoi giudizi, le tue ossessioni a renderti schiavo. La tua mente è in grado di convincerti che ci siano davvero dei carnefici all’esterno, persone ed eventi che possano farti del male, e ti persuade ancora di più di ciò quando ti mostra il corpo e ti dice: “Vedi, se qualcuno ti ferisce, tu ti fai male”. Ma la stessa idea di corpo nasce per tenere viva la separazione! Il mondo come lo vediamo con gli occhi della mente egoica è stato creato dall’ego per rendere reale la separazione! Quindi non possiamo cercare conferme al nostro vittimismo nella mente o nel mondo.

Possiamo invece accorgerci di come l’unica schiavitù possibile sia quella interiore, e deriva dall’identificazione con l’ego, con un sé separato che è mente e corpo. Se crediamo di essere un corpo, è ovvio che soffriremo quando qualcuno ci minaccia, e così ci sentiremo schiacciati, feriti, umiliati, calpestati. Ma se ci riuniamo al nostro cuore, scopriamo di essere molto di più del nostro corpo e che il corpo è solo la forma con cui appariamo, non certo la nostra identità. All’interno del sistema dell’ego tutto questo è inconcepibile, è assurdo, è addirittura folle, o magari è una consolazione, un sogno, un’utopia, una teoria filosofica. Ma il cuore sa che ciò è vero, e non ha nemmeno bisogno di convincere nessuno, creare teorie e modelli per dimostrare che ciò che vede è la verità. La visione del cuore è intuitiva e non ha bisogno di parole né di essere creduta vera.

Come aprire il cuore scoprendo chi sei

Per aprire il cuore, trova il centro dentro di te. Trova ciò che non può essere ferito, minacciato, che non ha bisogno di difendersi, di accusare, di giudicare. Connettiti al tuo cuore, affidati a lui, abbandonati nelle sue mani e nel suo abbraccio accogliente e caloroso. Sii presente, conserva la centratura, confida nel fatto che il tuo bisogno di difenderti e di attaccare è illusorio. Indaga dentro di te per scoprire chi è che ha bisogno di difese e di mantenere il cuore chiuso. Cerca dentro di te quel cosiddetto sé separato o ego. Dov’è? Non puoi trovarlo, perché l’ego è un’illusione, è un’identità fantasma. Esso non è altro che una collezione di pensieri, emozioni, sensazioni che creano un’identità. Ma se guardi bene dentro di te, scopri solamente di aver scambiato la tua identità per quell’insieme di pensieri.

Ma tu non puoi essere quei pensieri, poiché SEI anche quando quelli non ci sono, e non esiste alcun’altra identità se non l’IO SONO al di là delle parole, silenzioso e spazioso. Capire chi sei veramente è fondamentale. Se infatti scopri di non essere un corpo e una mente separati, che cosa diamine puoi difendere? Un gruppo di pensieri, un’identità immaginaria e inesistente? Se scopri davvero chi sei, considererai assurdo dover difendere qualcosa che non sei, e che oltretutto ti fa soffrire e ti rende misero e infelice! La chiusura del cuore è frutto di un errore di identità. Recupera la tua vera essenza e il tuo cuore tornerà a riaprirsi! Quando ti senti ferito, indaga dentro di te per scoprire chi è la persona ferita. Se indaghi bene, non la troverai, e al suo posto scoprirai solamente pensieri ed emozioni, che ovviamente non sono la tua identità!

E potrai vedere il tuo vero Sé risplendere, non ferito né turbato da nulla, sempre invulnerabile e intoccabile.

Rimani presente e in pace: non hai bisogno di reagire

Il tuo ego è la fonte di tutti i tuoi mali. Soffri ogni volta che lo proteggi, lo ingrandisci o agisci sotto il suo impulso. Se ad esempio reagisci a un’offesa, soffri. Se ti fidi dell’interpretazione dell’ego, che ti dice che è stata l’offesa a causarti dolore, l’ego rimane nascosto e la sua strategia può proseguire indisturbata. Ma se ti rivolgi al cuore e porti a lui la tua interpretazione, mettendola in dubbio e ammettendo di non sapere la ragione del tuo turbamento, può aprirsi un piccolo spiraglio. Puoi notare nella tua esperienza come smettere di nutrire i pensieri di risentimento e condanna ti fa rapidamente stare meglio. Mentre la rabbia ribolle in te, cerca di mantenere almeno un piccolo spazio di lucidità e presenza, anziché diventare completamente inconsapevole e vittima dei tuoi meccanismi di reazione.

All’inizio può essere difficile. Ma se persisterai, la tua presenza aumenterà e con essa la pace. E pian piano vedrai sempre più rapidamente e prematuramente le reazioni che affiorano. E capirai che esse scaturiscono in virtù dell’ego e del senso di separazione, mentre il tuo vero Sé risplende nel retro della tua esperienza e ti illumina silenziosamente. Così tu potrai scegliere da che parte stare: se farti sedurre dal bisogno dell’ego di reagire oppure rimanere nella pace della tua consapevolezza, resistendo alle tentazioni dell’ego di trascinarti nell’inconsapevolezza (o meglio, lasciandole andare, poiché in realtà costa maggiore sforzo difendere l’ego piuttosto che rimanere sereno come consapevolezza osservatrice, eppure siamo come ipnotizzati dalla mente e tendiamo a cadere comunque nei meccanismi, per quanto essi consumino enorme energia!).

Abbandonati al tuo cuore

Quando siamo condizionati fortemente dall’ego, aprire il cuore sembra un’impresa dolorosa, un enorme sacrificio. Lasciar andare un nostro meccanismo sembra uno sforzo enorme, tanto intensa è la nostra identificazione con l’ego. Ma col tempo, potrai accorgerti di come lasciar andare la tua reattività sia tutto ciò che vuoi fare, poiché scoprirai che ciò è l’unico modo per mantenere e far crescere la pace dentro di te. Imparerai che la pace è il regalo più grande e farai di tutto per conservarla, arrendendoti completamente al tuo cuore pur di non perderla. Più ti connetti col tuo cuore, più vorrai rimanere connesso e connetterti ancora di più, affondando sempre più in profondità nel suo oceano infinito di pace e amore. E a quel punto niente e nessuno potranno farti desistere dal tuo desiderio di aprire il cuore.

Ogni sfida, anziché una minaccia, diventerà un’opportunità per aprire il cuore. E sarai grato delle sfide, anziché rifiutarle e averne paura. Alla fine non ci saranno nemmeno più sfide, poiché sarai talmente pieno di amore che tutto fluirà spontaneamente. Quindi abbandonati al tuo cuore, poiché in esso risiede la tua salvezza, l’unica salvezza da questo mondo folle! Se ti arrendi totalmente, il tuo ego ti lascerà, e non rimarranno altro che pace, gioia e amore. Sembra impossibile, vero? Eppure la nostra essenza è divina, è il Paradiso, il Regno dei Cieli! Siamo stati talmente a lungo all’inferno che non ci sembra possibile che esista una via di uscita, vero? Ma questa via di uscita c’è, ed è addirittura più vicina del tuo respiro! È incredibile ma vero: lascia andare i dubbi e almeno prova ad aprire il cuore e meraviglie e miracoli cominceranno ad accadere.

Sii come l’oceano per aprire il tuo cuore

Sii come l’oceano. Che cosa vuol dire essere come l’oceano? Significa dimorare nello spazio della propria presenza, lasciando che pensieri, emozioni e sensazioni vengano e se ne vadano, accogliendoli e poi lasciandoli andare, senza né rifiutarli né attaccarsi a essi. Semplicemente sii, rimani consapevole e vivi la vita risiedendo consapevolmente nello spazio del tuo Essere, nell’Io sono. E vedrai come in poco tempo la tua vita sarà totalmente trasformata. I pensieri avranno sempre meno influenza su di te e il loro potere di ipnotizzarti e farti soffrire sarà sempre minore. Affonderai sempre di più nell’oceano del tuo Essere e da lì potrai goderti la vita, rimanendo imperturbabile e sereno, in pace e nella gioia. Ciò non significa che non avrai più emozioni o pensieri (anche se ne avrai molti meno).

Significa però che tali pensieri ed emozioni non costituiranno più la tua identità, e quindi sarai libero dal loro influsso. Questa è la liberazione dalla mente, che è l’unica vera liberazione. Il senso di liberazione non è inteso come “scomparsa” della mente, anche perché ciò implicherebbe non poter più pensare. La liberazione è intesa come fine della mescolanza tra il tuo vero Sé e i pensieri, è cioè la fine dell’identificazione con la mente. Essa da padrona e torturatrice diventa tua fedele servitrice e efficace strumento sotto il tuo “controllo”. Non è più una mente egoica, ma una mente illuminata dalla consapevolezza. Se vivi come l’oceano, puoi aprire velocemente il tuo cuore. Quindi non dare attenzione e importanza a ciò che accade nel mare, alle onde, ai mulinelli, alla schiuma. Piuttosto, rimani connesso con le profondità dell’abisso, nel cuore dell’oceano e sarai in pace e al sicuro.

Coltiva l’amore

Puoi facilitare l’apertura del cuore coltivando direttamente l’amore e degli stati di coscienza superiori. Dentro di te, chiunque tu sia, hai già accesso a un certo “quantitativo” di amore. Intendo dire che, a meno che non sia un serial killer, quasi certamente il tuo cuore è già un po’ aperto, o perlomeno non è completamente chiuso. Il “livello di apertura” dipende da molte cose, tra cui gli sforzi spirituali, vicende che hanno causato molta sofferenza (anche se queste in certi casi portano a chiudere maggiormente il cuore), predisposizioni, attività svolte. Il livello di apertura del cuore è direttamente proporzionale alla capacità di amare e di essere in pace. Quindi un buon modo per aprire il cuore è affinare la propria capacità di amare. Ad esempio, puoi coltivare la gratitudine.

Se smetti di concentrarti su ciò che non hai e su ciò che va male e ti focalizzi sul positivo e sull’abbondanza, ciò può offrirti un enorme beneficio. Puoi coltivare la compassione: anziché giudicare gli altri per i loro errori, cerca di comprendere la ragione dietro le loro azioni e di vedere in chi fa del male una persona bisognosa di aiuto. E cerca di vedere che tu stesso, come ognuno di noi, condividi la predisposizione a sbagliare e a “fare del male”. Dopodiché, commuoviti di fronte a un tramonto mozzafiato, piangi mentre ascolti un bel pezzo di musica. Fai del bene gratuitamente, senza voler nulla in cambio, compreso riconoscimento o attenzioni. Prega col cuore affinché il tuo cuore sia aperto. Sforzati di essere il più possibile amorevole e gentile con chiunque, purché in modo spontaneo e genuino.

Gioisci, ridi, gioca, salta, balla, goditi la vita

Gioisci senza motivo. Che cosa devi aspettare per essere felice? La mente proietta la felicità nel futuro e ti impedisce di essere felice nel qui e ora. Non fidarti dei trucchi della mente: non è vero che devi avere un motivo per essere felice. Puoi esserlo in qualunque momento. Non lasciare che sia la tua mente a dettare il tuo umore e stato d’animo. Abituati, quando ti alzi, a dichiarare l’intenzione di rimanere in pace qualunque cosa succeda. Il potere dell’intenzione è davvero forte, quindi se avrai la sufficiente forza di volontà e dedizione, potrai programmare la mente in modo da essere felice senza motivo. Che cosa c’è di più bello di insegnare alla tua mente come comportarsi invece che esserne schiavo? Quando ti senti giù, ricorda che le tue emozioni sono fittizie.

Ciò non significa ignorarle, reprimerle o trascurarle. Ogni emozione va osservata, indagata e vissuta pienamente. Ma non va mai dato loro il potere di controllarci. Che cosa ti impedisce di essere triste ma in pace, agitato ma sereno, depresso ma gioioso? Dici che è impossibile? Ciò è impossibile finché siamo identificati con le nostre emozioni. Ma se sappiamo che noi non siamo le nostre emozioni e impariamo a dimorare nel nostro cuore, dove regnano la pace e la gioia, possiamo rimanere in armonia anche nel mezzo di una tempesta emotiva, poiché lasciamo che le emozioni fluiscano in superficie, senza che noi opponiamo resistenza o ci identifichiamo con esse. E anche quando siamo attraversati da certe emozioni, possiamo ridere, giocare, saltare, ballare e goderci la vita. E le nostre emozioni si allontaneranno. Ovviamente ciò non significa che dobbiamo sfuggire alle emozioni rifugiandoci in attività o negandole.

Ma in alcuni casi il nostro umore è negativo solamente perché ci assopiamo sotto l’impulso delle emozioni. Per cui una sonora risata, un ballo, dell’attività fisica o un gioco possono scuoterci un pochino e muovere l’energia dentro di noi, elevando la nostra vibrazione. E mentre giochiamo, balliamo o corriamo, possiamo guardare alla nostra negatività di poco prima con un sorriso. E possiamo riprometterci che la prossima volta daremo meno importanza alla nostra malinconia, ansia, agitazione, guardandoli con maggiore distacco, vivendoli come semplici perturbazioni sul nostro Essere, anziché come problemi, emozioni spiacevoli o fastidi insopportabili. Dopodiché, possiamo riprometterci che la prossima volta apriremo il nostro cuore anche all’emozione più cupa, per scoprire che cos’è, per comprenderla a fondo, anziché commiserarci, creare storie senza senso o alimentare la negatività con ulteriori pensieri.

Guarda in profondità dentro di te per aprire il cuore

Quando senti che qualcosa non va dentro di te, non avere paura: guarda, osserva, vivi intensamente il malessere. Ciò può sembrare un approccio masochistico. In realtà non c’è nulla di più sano e amorevole. Infatti sono le emozioni ignorate, mal gestite, non osservate correttamente a causare sofferenza e miseria. Quando illumini direttamente un’emozione e le dai la tua COMPLETA attenzione, essa si dissolve rapidamente. Se indaghi a fondo un’emozione, scopri che cos’è. Scopri cioè che è solamente un insieme di pensieri connessi a delle sensazioni corporee. Se smetti almeno per qualche istante di ascoltare i tuoi pensieri, puoi osservare direttamente le sensazioni, senza etichettarle, senza dire “questa è depressione”, “questa è ansia”. Ricorda che un’etichetta è un incantesimo, e dà potere al pensiero. Per cui, anziché dare un nome all’emozione, vivila in modo puro e diretto.

In questo modo trasmuti il buio in luce, il piombo in oro. Le emozioni iniziano a farti meno paura e sei più disposto ad affrontarle. E soprattutto sei disposto ad accoglierle completamente, poiché quando osservi bene un’emozione, ciò che rimane è solamente una sensazione che non è peggio di un mal di testa o di un mal di denti. Così, apri il tuo cuore, poiché ti apri a tutte le tue esperienze, anche a quelle che definivi come le più spiacevoli. Smetti di resistere e di chiuderti e inizia a sperimentare e abbracciare ogni cosa nel campo della tua consapevolezza. Così il tuo potere cresce e con esso la pace e la gioia. Ricorda: ciò che non vuoi vedere dentro di te è solamente un fantasma, un ambiente che appare oscuro solo in quanto non illuminato dalla luce. Ma se porti la luce nell’oscurità, quest’ultima viene trasformata in luce!

Dissipa le tenebre dell’ignoranza e conosci te stesso in profondità

Non aver paura del buio. Se ti ritrai da esso, aumenta. Se scappi, ti insegue. Ma se punti la tua torcia direttamente al centro dell’oscurità, tutto si illumina. E ti rendi conto che non c’era proprio niente da temere: rimane solo una stanza vuota. E questo vuoto non è nemmeno spiacevole. Anzi, è lo spazio dell’essere, la pace, l’amore. L’oscurità era solamente un miraggio, un’illusione ottica frutto di una prospettiva sbagliata e soprattutto di mancanza di consapevolezza e della mancanza di volontà di guardare, osservare, vedere e comprendere. La sofferenza e l’oscurità sono sempre frutto di ignoranza. Se dissipiamo le tenebre dell’ignoranza, iniziano a risplendere l’amore, la gioia, la pace, la saggezza.

Conosci te stesso, non aver paura di scavare in profondità nelle grotte del tuo Essere. Non c’è infatti nulla di cui aver paura. Semmai proprio non guardare è pericoloso: se rimani al buio e non accendi la luce, potresti facilmente inciampare e cadere. Se sei in una stanza buia, ha senso rimanere al buio per paura di che cosa potrebbe esserci nella stanza? Oppure è più sensato accendere la luce per vedere che cosa c’è? Anche se dovesse esserci il mostro più spaventoso, non guardarlo non ti ripara dall’essere mangiato vivo. Anzi, aumenta il pericolo, perché non puoi difenderti in alcun modo. E allora perché rifuggi dal buio dentro di te, lasciando che i tuoi mostri giochino a nascondino nell’oscurità?

I tuoi mostri hanno potere finché non li scopri, ma quando li osservi senza paura o giudizio, essi sono costretti a scomparire o, meglio, a rivelare che non sono mai esistiti. Ma per scoprire che non esistono, devi guardare tu, non puoi fidarti di nessuno. E allora guarda bene le tue paure, la tua rabbia, il tuo odio. Osserva la loro natura di fantasmi, guarda come la paura è solamente un gruppo di pensieri collegato a tensioni e agitazione nel corpo. La paura cresce se tu scappi, la reprimi, la ritieni reale. Ma se la osservi con la massima attenzione, essa si dissolve. E nel tuo cuore si apre un nuovo spiraglio.

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