Come liberarsi dall'ego

Come liberarsi dall’ego

Come liberarsi dall’ego? L’ego è l’unica ragione per cui non sei in pace. Ed è l’unica causa della tua sofferenza. Non c’è altro. Soffri perché hai un’identità da proteggere e da tenere viva. Hai paura perché essa può essere minacciata in ogni momento. Ti angosci perché devi sopportare un peso incredibile. L’ego è un fardello che ti opprime istante dopo istante e non ti lascia mai sereno. E con ciò, bada bene, non sto dicendo che l’ego sia un nemico esterno a cui dare la colpa dei tuoi malesseri. Anche perché “dare la colpa” è proprio una delle strategie dell’ego stesso. In verità l’ego è un costrutto che scegliamo di mantenere in vita, pur inconsapevolmente, tramite la nostra identificazione costante. Non si tratta dunque di un “male” che siamo obbligati a sopportare, ma del risultato di una scelta che compiamo ogni singolo istante.

Non c’è nulla che devi risolvere all’esterno. Infatti i problemi che vedi fuori di te sono solo proiezioni dell’ego. E servono all’ego per mantenersi vivo. Non devi nemmeno affrontare ogni singola paura, ogni singolo disagio, ogni fastidio, poiché anche questi sono solo effetti del sistema egoico. La sofferenza, la colpa, la paura, la rabbia, l’odio e ogni forma di negatività sono letteralmente degli artefatti dell’ego. Di per sé non esistono, ma sono delle illusioni rese inconsciamente reali da te finché ti identifichi con l’ego. Più in generale, non devi nemmeno affrontare il tuo ego. Infatti esso non esiste in realtà. Quando decidi di affrontarlo, significa che sei caduto nella sua trappola, ti sei identificato nuovamente con esso e hai ingaggiato una battaglia tra due parti della tua mente. Non puoi combattere qualcosa che non esiste. Tuttavia, ciò non toglie che tu possa liberarti dall’ego. In questo articolo vedremo come.

Che cos’è l’ego

Ma innanzitutto che cos’è l’ego di cui tanto si parla negli ambienti spirituali e che in alcuni casi diventa una vera e propria ossessione, quasi il sostituto del diavolo? L’ego è semplicemente un’identità illusoria che è creata da ciascuno di noi in seguito alla nostra scelta di separarci dall’Uno per sperimentare l’individualità. Tale scelta ha creato dei tanti piccoli Io, ciascuno dei quali è limitato, separato, vulnerabile e mortale. In realtà non è nessuna di queste cose, poiché non esiste. Eppure la scelta dell’ego si basa in primis sulla credenza che la separazione sia realmente avvenuta e che noi siamo davvero il nostro ego. Su che cosa si basa l’identificazione con l’ego? Si basa sulla convinzione di essere un corpo e una mente separati.

La credenza di essere separati si fonda implicitamente sull’assunto che ci siano tanti “Esseri” quante sono le “forme” che vediamo. Io che scrivo qui sarei un “essere”, mentre tu che leggi saresti un altro “essere” e il tuo gatto un altro “essere” ancora. Dal punto di vista della mente ciò appare ovvio. Ma se riflettiamo un attimo più a fondo, come può esserci più di un Essere? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo innanzitutto chiederci chi siamo noi veramente. Finché diamo per scontato chi siamo, rimaniamo convinti di essere un corpo e una mente. Ma se ci chiediamo davvero chi siamo, scopriamo che tale identificazione è soltanto un’idea, o un cumulo di idee, basate su degli assunti che ancora una volta diamo per scontati. Tuttavia, se indaghiamo a fondo la sensazione di esistere, il senso del nostro Io, scopriamo che essa è uguale per ciascuno di noi

Non devi credere a ciò che stai dicendo, piuttosto indaga il tuo Io e scopri te stesso

Come liberarsi dall’ego

Come liberarsi dall’ego? Liberarsi dall’ego significa smettere finalmente di soffrire, trovare la pace e riempirsi di amore. Infatti l’unica verità che esiste – che coincide con la tua vera natura – è felicità, pace e amore. L’ego non può cancellare o eliminare la tua essenza più profonda (non puoi mai smettere di essere ciò che sei!). Tuttavia, è in grado, almeno apparentemente, di velarla e nasconderla con una coltre più o meno densa di pensieri e di stati emotivi, che agiscono da filtro che impedisce al tuo sole di risplendere luminoso. Per velare la tua natura di pace e amore e sentire angoscia, paura, odio e stress, evidentemente devi compiere un enorme sforzo! Infatti vivere portandosi costantemente appresso il fardello dell’ego significa vivere in uno stato di perenne tensione, stress e vigilanza.

L’ego non può mai lasciarsi andare, perché altrimenti scomparirebbe. Per questo deve vivere di una costante preoccupazione. Ciò spiega la ragione per cui la tua mente è sempre attiva e non smette mai di formulare pensieri e creare emozioni più o meno sottili, reazioni più o meno intense, distrazioni e disagi di ogni tipo. L’ego deve fare questo per sopravvivere. Il prezzo da pagare per mantenere in vita questo folle sistema è caro: è impossibile trovare la vera pace finché si è identificati con l’ego. Si può soltanto assaporare qualche momento di assenza di mente, qualche istante di gioia, soddisfazione o felicità. Ma presto l’oscurità dell’ego è pronta a riaffacciarsi e a coprire nuovamente lo splendore del tuo essere. Talvolta rimane un male di vivere che non è connesso a nessun pensiero. Resta un’angoscia esistenziale, che cova sempre in sordina, anche quando tutto sembra andare per il meglio.

Smetti di cercare

L’ego ha sempre bisogno di qualcosa: cerca, ma senza trovare. Questo è il suo funzionamento: cercare, cercare e cercare senza mai trovare ciò che sta cercando. Oppure può darti l’impressione di aver soddisfatto i suoi desideri. Ma di lì a poco è pronto a risorgere con un nuovo capriccio, un nuovo fastidio, un nuovo bisogno. L’ego vive di una costante ricerca: smettere di cercare significherebbe per lui morire. La fine della ricerca, infatti, è la pace, che è assenza di ego, e quindi la sua dissoluzione. Per questo il consiglio più importante che ti posso dare per liberarti dell’ego è smettere di ascoltare quel falso bisogno di dover cercare, cercare e cercare. Quel bisogno non appartiene a te! In particolare, smetti di cercare la felicità. Potresti pensare che in questo modo ti condannerai a uno stato di miseria.

In realtà a farti soffrire è proprio il bisogno di essere felice, in particolare di cercare qualcosa che ti renda tale, che sia un giocattolo, il tuo cibo preferito, un partner o addirittura l’illuminazione. Non cercare l’illuminazione: essa infatti si “allontana” da te tanto più tu la cerchi. Il fatto di cercare implica che vi sia un ego che si frappone fra te e il tuo essere. “Colui che cerca” è proprio il problema che va sanato. Ciò potrebbe spaventarti, poiché potresti pensare che se smetti di cercare sei spacciato. Beh, è proprio qui che volevo arrivare: in realtà è il tuo ego a sentirsi spacciato. Infatti finché tu sei in modalità “ricerca” lui è contento, perché può continuare a vivere, anche se la ricerca è spirituale.

Anzi, se la ricerca è spirituale è ancora meglio poiché tu ti illudi che il tuo ego scomparirà proprio nel momento in cui ancora una volta cadi nella sua trappola

Ma allora come liberarsi dall’ego?

A questo punto, potresti desumere che anche la ricerca spirituale è insensata o addirittura perpetua l’ego. In questo caso, la risposta è “dipende”. Dipende se la nostra “ricerca” è ancora una volta dettata dall’ego (e temo che sia così per la maggior parte di noi!), oppure no. Ma se anche fosse dettata dall’ego, è sempre possibile cambiare approccio. Come? Innanzitutto, vivendo la spiritualità in modo non ossessivo. Ciò significa che la spiritualità non va vista come una via di salvezza nel futuro, perché ciò implica un percorso nel tempo, e quindi mette nuovamente in gioco l’ego. L’unico modo sano e “liberatorio” di vedere la spiritualità è viverla con leggerezza, senza preoccuparsi se ci salveremo o no, senza pensare al futuro, a quando saremo (o non saremo) illuminati. Perché sono proprio queste proiezioni a mantenere in vita l’ego.

Ma allora come liberarsi dall’ego? Bisogna evitare di cadere nelle sue trappole. Per questo non condivido pienamente gli approcci graduali in cui si vuole “raggiungere” l’illuminazione attraverso varie pratiche meditative. Infatti una pratica implica un ego separato che la svolge e pensa di raggiungere così il vero Sé. Il problema è che agire in questo modo fa parte dell’illusione e perpetua l’illusione! Infatti in verità non c’è nessun ego che si deve salvare o illuminare! Anzi, l’ego è proprio il problema che impedisce all’illuminazione di avere luogo in questo preciso istante! Quindi la maggior parte dei percorsi spirituali rischiano di perpetuare l’ego anziché dissolverlo. Con ciò non dico che non siano utili, e non mi permetterei mai di giudicarli.

Piuttosto, voglio dire che nella maggior parte dei casi è lo stesso ego a intraprendere un percorso spirituale per la propria salvezza, che è esattamente il contrario di ciò che vorremmo ottenere!

Come liberarsi dall’ego una volta per tutte

Ma quindi come liberarsi dall’ego una volta per tutte, senza cadere nelle sue trappole? Per liberarsi dall’ego, bisogna conoscerlo a fondo. Bisogna sapere come funziona, quali sono i meccanismi con cui si mantiene in vita, quali sono i suoi punti di forza e viceversa i suoi punti deboli. Ed è necessario conoscere le sue posizioni, i suoi sistemi di attacco e difesa. Ecco perché è fondamentale osservarsi. Finché non ci osserviamo, rimaniamo incastrati nel gioco dell’ego ed esso la fa da padrona. L’osservazione non è una pratica o un metodo o una strategia di ricerca spiritale: è semplicemente l’attivazione di una consapevolezza superiore, che permette di diventare testimoni dell’ego anziché suoi schiavi. Ognuno di noi è già, in fondo, quell’osservatore, ma per abitudine tendiamo a mescolarci sempre con i meccanismi dell’ego, ignorando che esiste una dimensione superiore di consapevolezza, dalla quale possiamo guardare con distacco ciò che ci accade.

L’ego si può servire unicamente di pensieri, emozioni e sensazioni. Infatti tu, in qualità di consapevolezza, puoi conoscere solo queste cose. Puoi infatti dire di aver conosciuto qualcosa di diverso da pensieri, emozioni o sensazioni? Idealmente, tu dovresti tornare a essere il centro di consapevolezza al di là di tali elementi. Cercare di osservarti senza giudizio (il giudizio sarebbe un meccanismo dell’ego) ti permette di piazzarti in quel centro e diventare quel centro. Da quella “posizione” puoi guardare come si comporta il tuo ego, ovvero quali pensieri affiorano alla tua coscienza, quali emozioni e quali sensazioni. Questa è la vera meditazione: osservare con distacco ciò che affluisce alla tua consapevolezza. E, al limite, lasciar andare laddove troviamo delle resistenze e/o degli attaccamenti. Un’altra cosa molto utile è riconoscere che la negatività creata dall’ego è sempre illusoria, in quanto nasce da un’identità fantasma.

Conosci a fondo l’ego

Per liberarsi dall’ego, è fondamentale studiarne a fondo il funzionamento. La cosa più importante da notare è che l’ego si sente separato, mortale e vulnerabile, limitato e pieno di bisogni. Questo è il fattore in assoluto più rilevante. Infatti tutti i meccanismi dell’ego nascono sulla base di questa sensazione di base, che poi non è altro che la convinzione di essere un’identità separata e per questo manchevole. Praticamente ogni pensiero ed emozione nasce dal sé separato, per cui puoi stare sicuro che tu non sei lì e che non c’è nulla da proteggere. Puoi osservare e lasciar andare con tranquillità i vari pensieri e le emozioni connesse a essi che sorgono nel campo della tua consapevolezza. Stabilisciti al centro, ricorda a te stesso più e più volte che tu non hai bisogno di nulla, sei completo così come sei, sei invulnerabile, non sei limitato.

Ciò non significa rassicurarti in modo infantile, ma semplicemente riconoscere le qualità del tuo essere, che per l’appunto è in pace e non necessita di nulla. Ogni volta che sorge una reazione, un pensiero di sofferenza, un’emozione negativa, riconosci la loro inutilità e la loro illusorietà. Riconosci che sono solamente dei meccanismi dell’ego per sopravvivere, ma non ti servono in alcun modo. Non cascare nelle trappole dell’ego! E se anche ci caschi, puoi scegliere ogni volta che vuoi di tirartene fuori. Stai attento ai modi in cui esso tende a diventare difensivo oppure aggressivo, a voler avere a tutti i costi ragione, a giudicare, a fare paragoni, a creare conflitti, a incolpare e ad accusarsi, a sentirsi orgoglioso oppure vergognarsi, sentirsi immeritevole o disperato, arrabbiato o incapace, geloso o invidioso, desideroso o imbranato, stupido o intelligente.

Lascia andare le posizioni egoiche

Lascia andare queste posizioni, in particolare il piacere sottile che ricavi da esse. Lamentarsi, giudicare, provare rancore, immaginare di vendicarsi, accusare, fare la vittima sono tutti modi con cui il tuo ego ricava una soddisfazione personale. Lascia andare questa falsa soddisfazione. Non hai alcun bisogno di lamentarti né di fare giustizia né di vendicarti né di accusare nessuno. Se non altro, tutto ciò ti causa enorme sofferenza, in cambio di un piccolissimo piacere malsano che ti avvelena e ti intossica. Il piacere che puoi ricavare dal giudicare il male nel mondo, la cattiveria delle persone, la stupidità di chi ti circonda è davvero irrilevante. Puoi tranquillamente lasciarlo andare senza perdere assolutamente nulla. Puoi lasciar andare tranquillamente la vendetta, il giustizialismo e la rabbia. E puoi decidere piuttosto di aprirti al perdono (per il tuo stesso bene).

Puoi smettere di accusare gli altri della tua sofferenza, anche perché tutta la sofferenza è causata da noi stessi, non dagli altri. Inoltre che gusto puoi provare a puntare il dito contro qualcuno? Puoi smettere di preoccuparti, perché ciò ti dà solamente un falso senso di sicurezza. E puoi lasciar andare le tue ossessioni su ogni cosa, in particolare sulla salute e sul corpo: ricorda che prima o poi dovrai abbandonare il corpo! Smetti di voler avere ragione a tutti i costi: che bisogno hai di difendere con i denti una posizione? Quando ti senti minacciato, disperato, angosciato, riconosci che quello è il tuo ego, non sei tu. Lascia andare il bisogno di pensare compulsivamente. Devi avere una certa vigilanza e presenza nell’osservare le posizioni del tuo ego e lasciarle andare. Ma alla fine in questo modo potrai liberarti dall’ego!

Diventa chi sei veramente

Mentre riconosci i modi in cui il tuo ego si perpetua, è fondamentale riconnetterti con la tua vera essenza. Ciò avviene in modo naturale mentre osservi la tua mente. Tuttavia, è utile creare una maggiore connessione con il tuo vero Sé. In altre parole, devi scoprire chi sei veramente. Per farlo, è fondamentale chiederti chi sei, ricordarti di te, rimanere collegato con il senso dell’Io. Non hai necessariamente bisogno di una meditazione formale per questo. Anzi, è meglio se ti ricordi di te il più possibile durante il giorno. In questo modo diventi sempre di più la presenza consapevole, il testimone, l’osservatore e ti ricolleghi alla tua vera natura. Più stai nel tuo essere, meno ti identifichi con la mente egoica e in questo modo crei un distacco rispetto a essa.

Così puoi liberarti dall’ego più velocemente. Ricorda che la tua natura è completa, infinita, eterna, sempre presente, invulnerabile, piena di pace e di amore. Quindi ogni volta che sperimenti qualcosa che contraddice queste qualità, puoi stare certo che è il tuo ego. Inoltre, per riconoscere il tuo ego, stai il più possibile attento a come ti senti, ai tuoi pensieri e alla tua esperienza interiore nel tempo: ogni tensione, sofferenza e qualsiasi negatività sono segnali del fatto che l’ego è sveglio. Lascia andare tutto ciò che non è la tua vera essenza, lascia andare la coltre di fango che impedisce al tuo vero essere di risplendere trionfante! Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione.

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