Come riscoprire la tua guida interiore

Come riscoprire la tua guida interiore

Ognuno di noi ha una guida interiore, celata nel profondo del proprio cuore. Essa è la voce dell’intuizione, della verità e della saggezza. Ti consiglia che cosa è bene fare o non fare. Ti sussurra all’orecchio quali sono i tuoi veri desideri, le tue vere aspirazioni. La tua guida interiore ti coccola con il suo abbraccio caloroso. Ti indirizza sulla strada giusta. Sa che cosa è meglio per te. Non ti lascia con il sapore del dubbio o con l’amaro della confusione e del conflitto. Ti guida direttamente all’azione, attraverso l’amore. Spiana la strada verso la realizzazione spirituale e ti accompagna sul sentiero della pace e della gioia. Ma come riscoprire la tua guida interiore? Come puoi connetterti con essa in modo da essere diretto all’azione, spontaneo, genuino, amorevole, saggio, volto verso il giusto, in pace e in armonia e in modo da far fruttare le tue passioni?

Chiariamo subito una cosa: la tua guida interiore non è un’entità, uno spirito o un angelo. Non sto parlando di tale tipo di guida. La guida interiore è il tuo cuore, è la tua saggezza più intima, l’intelligenza dell’amore. Non si tratta di qualcosa di misterioso o inaccessibile. La tua guida interiore è il tuo Sé più profondo. La maggior parte di noi è così assorbito dalla mente e dall’ego da aver perso (quasi) completamente il contatto con la propria guida interiore. Essa è stata sostituita dalla voce ossessiva della testa, perennemente preoccupata, impaurita, ansiosa, arrabbiata. La voce nella testa, solitamente, afferma il contrario del cuore e lascia sempre un senso di tensione, di dubbio, e procura sofferenza ogni volta che la ascolti. Ti lascia sempre con un senso di vuoto. Il cuore invece ti riempie del suo amore.

Come riscoprire la tua guida interiore

Parlo di “riscoprire” la tua guida interiore poiché essa è sempre al tuo interno, e addirittura comunica continuamente con te. Solo che per la maggior parte del tempo siamo così indaffarati a seguire il flusso dei pensieri che non la sentiamo. Non la sentiamo perché la sua voce è più sottile, addirittura silenziosa, poiché parla attraverso l’amore e un’intelligenza che trascende le parole. Non ascoltiamo il suo sussurro tenue e delicato, immersi come siamo nel boato rumoroso e stridente della mente. Siamo in preda al caos e alla confusione, tormentati e assillati da una voce che non tace mai (e che tra l’altro scambiamo per la nostra identità!). Per cogliere le vibrazioni sottili della nostra guida interiore, dobbiamo affinare la nostra sensibilità. In particolare, dobbiamo sviluppare una sensibilità spirituale.

Come possiamo coltivare questa meravigliosa predisposizione? Dobbiamo innanzitutto imparare a fare silenzio per poter ascoltare la voce sottilissima del nostro cuore. Dobbiamo imparare ad ascoltare e ad ascoltarci. Che cos’è l’ascolto? L’ascolto è attenzione. E l’attenzione è consapevolezza diretta in un certo punto. Quindi ascoltare significa diventare profondamente consapevoli dei propri pensieri, emozioni, sensazioni, umore, stati d’animo. Più stai attento a ciò che succede dentro di te, più ti prendi cura delle tue emozioni, più riconosci i meccanismi della mente, più ti connetti alla tua guida interiore e in questo modo crescono la presenza e l’amore. Tutto il tuo essere inizia a essere fecondato dal frutto dolcissimo dell’amore, a essere inondato dalla sua dolcissima melodia. E una quiete profonda, un silenzio che non è di questo mondo, una pace amorevole e angelica riempiono ogni fibra del tuo essere.

Osserva i tuoi pensieri anziché credere alle loro storie

Per riscoprire la tua guida interiore, devi immergerti nel tuo cuore. Devi fonderti e diventare tutt’uno con esso. Ma per fare ciò devi scomparire. In che senso devi scomparire? Nel senso che devi lasciar andare il tuo ego. Può sembrare una cosa minacciosa e spaventosa. In realtà a sentirsi minacciato da ciò è l’ego, quindi se senti una certa paura dentro di te, essa è normale: è il lamento dell’ego che fiuta la propria morte. Ma non c’è nulla da temere: infatti l’ego è, come dico sempre, un fantasma, quindi non ha senso temere qualcosa che non esiste. Per cominciare, puoi iniziare a dare meno importanza alla voce nella tua testa, e cioè a non farti assorbire dai tuoi pensieri, dalle tue ossessioni e preoccupazioni. Finché sei totalmente assorbito nella mente, ti sarà difficile connetterti con la tua guida interiore.

Paradossalmente, per certi versi ignorare i propri pensieri significa anche dare loro attenzione. In che senso bisogna dare loro attenzione? Non nel senso che ti devi fidare del loro contenuto o credere nelle storie che raccontano. Infatti solitamente crediamo ai nostri pensieri proprio perché non li guardiamo, non li osserviamo, non ne siamo consapevoli e cadiamo direttamente in ciò che ci raccontano. Ma che cosa ci dice il cuore? Ci dice che i pensieri sono solo creazioni della mente che sorgono in virtù di un’entità separata inesistente. E proprio per via della loro natura illusoria, il loro contenuto è falso, è pura fantasia, ma per riconoscere tale illusorietà dobbiamo rimanere presenti sui nostri pensieri, riconoscere il potere che abbiamo dato loro tramite la nostra identificazione e iniziare via via a disidentificarci da essi lasciando andare il nostro attaccamento a essi e la nostra tendenza a crederli come veri.

Guarda ai pensieri come alle nuvole nel cielo

Ciò non significa controllare la mente oppure smettere di avere pensieri. Significa semplicemente non investire più la nostra identità in essi, non credere al loro contenuto. Per fare ciò è necessaria una consapevolezza che sia consapevole dei pensieri mentre passano e che lasci che essi seguano il loro corso. E che cosa ci dice il cuore sul corso dei pensieri? Ci dice che i pensieri sono modulazioni della coscienza, sono pacchetti di energia che attraversano il nostro Essere per qualche istante per poi lasciarci. Di per sé i pensieri non sono un problema: vanno e vengono. Sono come le nuvole del cielo. I problemi e le disfunzioni nascono quando ci attacchiamo ai pensieri, o resistiamo loro, o anziché vedere le nuvole rimaniamo ipnotizzati dalle loro forme. Le nuvole possono avere praticamente infinite forme diverse. Possono anche assumere la forma di un mostro minaccioso.

Ma noi sappiamo che è solo una nuvola. Se però dovessimo dimenticarci che si tratta di una nuvola, vediamo solamente il mostro minaccioso. E iniziano la paura, la preoccupazione, l’ansia. Allo stesso modo, i pensieri di per sé non sono nulla: in sostanza sono solo forme di energia, espressioni della coscienza che sorgono da essa e muoiono in essa. Ma assumono anche una forma. E noi generalmente rimaniamo ipnotizzati dalla forma, dimenticandoci della loro sostanza innocua. Tutti i pensieri, quanto alla sostanza, sono uguali tra loro e sono del tutto innocui. Quanto alla forma, essa è solamente un’illusione, un gioco (allo stesso modo in cui una nuvola che ha la forma di un mostro minaccioso non è un mostro minaccioso!). Ma quando crediamo all’illusione della forma, alla fantasia del loro contenuto, nascono i problemi.

Come riscoprire la tua guida interiore passando dalla mente al cuore

I pensieri acquisiscono potere quando diventiamo essi. Noi siamo letteralmente le nostre paure, le nostre preoccupazioni, i nostri disagi, i nostri giudizi. La “persona” che crede di essere impaurita, preoccupata, a disagio o che giudica è solamente un pensiero: noi però generalmente vediamo all’esterno solamente la paura o il disagio, mentre non vediamo che la “persona impaurita o a disagio” è anch’essa un pensiero. Non vediamo questo perché ci siamo persi nel pensiero, siamo diventati quel pensiero. Quando hai paura, diventi la paura, e vedi fuori di te un pensiero minaccioso. Non vedi però il pensiero con cui ti sei identificato, che suona così: io ho paura, io sono spaventato. Ogni volta che l’Io è mescolato in un pensiero, c’è identificazione, e quindi limitazione, e quindi sofferenza. La sofferenza è per l’ego un meccanismo di difesa.

Ma per il cuore la sofferenza è un campanello d’allarme, che dice: “Guarda che stai sbagliando la tua identità e per questo stai soffrendo; se però guardi insieme a me la paura, questa ti lascerà. Devi però fidarti di me e non della paura”. Passare dalla mente al cuore significa mettere in discussione i propri pensieri e guardarli dall’esterno, portandoli al cospetto del cuore e lasciando che esso li privi della loro magia e del loro potere ipnotico. Per fare questo, devi però avere un minimo di volontà e di fiducia necessari per metterti nelle mani del tuo cuore. In realtà il tuo cuore è la tua vera essenza, per cui quando non ti fidi di lui stai semplicemente voltando le spalle a te stesso, stai rifiutando la tua vera identità per difendere un’illusione.

Ma nonostante ciò sia vero, l’identificazione è spesso molto forte e tendiamo a voler proteggere il nostro ego e perpetuare l’illusione.

Apriti al tuo cuore

All’inizio osservare i nostri pensieri e cercare di disidentificarcene è un’azione prevalentemente mentale, frutto di forza di volontà. Ciò è così perché abbiamo vissuto tutta la nostra vita a identificarci con i nostri pensieri da non sapere come fare. Ma se persisterai con la volontà, a un certo punto la tua guida interiore comincerà a manifestarsi. Comincerai a sentire la sua presenza dolcissima. E dovrai solo farti accompagnare sul percorso. A quel punto non avrai nemmeno più particolare bisogno di leggere libri spirituali, seguire maestri o guru. Se essi prima apparivano indispensabili, ora sono al limite degli strumenti per spingerti ad andare avanti, fornirti alcuni utili consigli. Ma saranno come fratelli e non appariranno più come delle autorità investite di una saggezza e di un potere superiori.

Non rifiuterai i tuoi maestri o i consigli spirituali, ma riconoscerai semmai che risuonano col tuo cuore e li percepirai molto più vicini a te, molto più veri, privi di quell’alone di sacralità e molto più facilmente applicabili. Sarà così quando il tuo cuore sarà abbastanza aperto da donarti saggezza, intuizioni e la capacità di discernere il vero dal falso. Ma anche prima di raggiungere un tale livello, se stai bene attento, puoi già riconoscere i messaggi della tua guida interiore. Come puoi riconoscerli senza avere dubbi sulla loro veridicità? Ti do subito un consiglio di massima: il cuore ti parla attraverso l’esperienza diretta. Al contrario, la mente fornisce interpretazioni, esprime giudizi e in questo modo distorce la realtà. Per riconoscere la verità di qualcosa, devi GUARDARE CON ATTENZIONE, e troverai la risposta.

Guarda con attenzione per riscoprire la tua guida interiore

Tutto ciò che hai bisogno di sapere è sempre presente nella tua consapevolezza. Tuttavia la mente è maestra nel giocare i suoi brutti scherzi, facendo apparire per vero ciò che è falso e per falso ciò che è vero, dando origine a dubbi, conflitti e confusione. Quando sei confuso, sicuramente è intervenuta la mente. Spesso addirittura la mente interviene anche dopo che hai ricevuto un messaggio del tuo cuore, cospargendolo di dubbi e interpretandolo in maniera errata. Quindi devi affinare i tuoi strumenti di indagine e cercare di OSSERVARE e basta, eliminando totalmente le lenti del giudizio, delle interpretazioni e le etichette. Facciamo un esempio: quando hai paura di qualcosa, magari vuoi scoprire che cos’è, vuoi comprenderla a fondo, vuoi leggere il messaggio della tua guida interiore. Che cosa devi fare? Devi innanzitutto sgombrare la tua mente. Se stai pensando a qualcosa, smetti di pensare.

Ora osserva la tua mente. Vedi che cosa sta succedendo. Se hai paura, significa che nella tua mente appare un pensiero sotto forma di minaccia e un pensiero con cui ti identifichi (c’è sempre una dualità nella mente, che rende possibile l’identificazione e la separazione). Qual è il pensiero di minaccia? Riconoscilo. Qual è invece l’io minacciato, impaurito? Non c’è nessun io impaurito: quell’io è solamente un pensiero, e il tuo vero Sé è come incastrato al suo interno. Tirati fuori dalla trappola. Dopodiché, a tenere viva la paura possono essere altri pensieri: uno di questi è l’etichetta della paura, che crea ancora più paura. Riconoscila. Poi, collegati alla sensazione nel petto o nello stomaco connessa alla paura, stando bene attento a non chiamarla “paura”.

Rimani presente sull’emozione

Se la chiami “paura”, le dai potere. Ma se guardi solamente la tua sensazione (cosa ancora più importante di guardare i pensieri, anche perché la mente continua a generarne sempre di nuovi, rendendo difficile osservarli), sentendola puramente, puoi comprendere che è solamente un campo di energia. Smetti di dare importanza alla forma di quella particolare sensazione, smetti di dire che è fastidiosa o intensa, smetti di produrre pensieri al riguardo e rimani semplicemente presente. E vedrai come in poco tempo la paura scomparirà. Scomparirà tanto più velocemente quanto più tu smetti di nutrirla con i tuoi pensieri. In alcuni casi potrebbe rimanere una certa sensazione sul petto o sullo stomaco: ma se non la chiami più paura, che potere ha su di te? E dopotutto è così insopportabile? Puoi sopportare un mal di stomaco per un pochino?

Puoi anche ignorare i pensieri sulla paura: se riesci, puoi guardarli per scoprire che cos’è la paura, come nasce e perché ti fa soffrire. Ma è sicuramente più utile guardare la paura (o qualsiasi emozione) direttamente sul corpo, poiché il corpo non mente e ti dice la verità sul tuo stato mentale ed emotivo del momento. Questa è l’intelligenza del cuore. Per riscoprire la tua guida interiore, RIMANI PRESENTE sulle tue emozioni. In questo modo cresce in te la consapevolezza, e la mente perde via via il suo potere magico e ipnotico su di te. La mente dice: “Evita le emozioni, rifugiati in attività, scaccia il malessere, non guardarlo perché ciò ti distruggerà”. Il cuore invece dice: “Guarda le emozioni, rifugiati nella mia presenza, accogli il malessere, guarda perché ciò ti salverà“.

La mente dice: “Evita le emozioni, rifugiati in attività, scaccia il malessere, non guardarlo perché ciò ti distruggerà”. Il cuore invece dice: “Guarda le emozioni, rifugiati nella mia presenza, accogli il malessere, guardalo perché ciò ti salverà”.

Affina il tuo intuito e ascolta il tuo sesto senso

Il sapere del cuore è intuitivo. Può essere definito come una forma di sesto senso innato. Ma non è il sesto senso di cui si parla comunemente: è qualcosa di molto più profondo. Piuttosto, è la capacità di comprendere intuitivamente i messaggi inviati dal cuore. Solitamente la voce del cuore è filtrata dalle interpretazioni della mente, quindi non accediamo alle sue verità in modo diretto. Quando inizi a vivere a contatto col tuo cuore e cominci a riscoprire la tua guida interiore, i messaggi di questa sono molto più puri e ti guidano dolcemente. Ti offro alcuni esempi di questi “messaggi” per aiutarti a distinguere la voce del cuore da quella della mente:

1) Il cuore dice: “Quando soffri, stai seguendo il tuo ego e non me”

Questa è una verità chiara: quando soffri, stai sbagliando qualcosa. Stai seguendo il tuo ego, stai ascoltando la voce nella tua testa. Ti sei identificato con un meccanismo dell’ego. Sei caduto nell’illusione della separazione. Sei diventato un pensiero o un’emozione. Hai perso il contatto con la pace del tuo cuore. Se c’è sofferenza, stai dando ascolto a chi non dovresti ascoltare. Appena te ne accorgi, il tuo cuore è pronto ad accoglierti nuovamente. Questo è uno dei messaggi più importanti della tua guida interiore, se non il più importante in assoluto. Ogni volta che non senti pace in ciò che fai, stai sbagliando qualcosa. Anche la sofferenza più sottile (dalla più piccola frustrazione alla minima tristezza) sono segnali che hai fatto una scelta sbagliata.

Il tuo cuore chiaramente ti invita a fare un’altra scelta, in qualunque momento voglia. Puoi decidere quando vuoi di riconnetterti al tuo cuore e di riscoprire la tua guida interiore. Infatti riscoprire la tua guida interiore è qualcosa che puoi fare sempre, poiché essa è fedele e sempre presente. Essa non ti abbandona mai: sei tu al limite che le volti le spalle. Ma puoi stare certo che lei è sempre pronta ad accoglierti e anzi non vede l’ora che tu ti getti tra le sue braccia e riprenda a seguirla (o inizi finalmente a seguirla dopo anni e anni di follia!). La prossima volta che soffri, chiediti se per caso non hai sbagliato qualcosa. Non importa se alla tua mente sembri tutto a posto: ciò che senti è molto più vero di ciò che dice la mente.

2) Il cuore dice: “Quando soffri, guarda insieme a me nel profondo”

L’ego ti invita a fuggire la sofferenza, le emozioni dolorose, il malessere. Il cuore invece sa benissimo che rifuggire il dolore significa perpetuarlo. La sofferenza non può essere repressa, nascosta, rifuggita, evitata. Qualunque cosa tu faccia in questo senso, essa si manifesterà nuovamente. Infatti il tuo cuore sa che ciò che non affronti, si ripete nel tempo (e questo è un altro “messaggio” della tua guida interiore). La tua guida interiore ti invita a rimanere al centro della tua sofferenza, per illuminarla, comprenderla a fondo, scioglierla. Il cuore sa che l’unico modo per sciogliere qualsiasi malessere è dandogli la sua completa attenzione, lasciando andare ogni resistenza e giudizio per stare sull’emozione finché essa non è compresa nella sua natura.

3) Il cuore dice: “Ciò che non affronti ora, si ripete nel tempo”

Ho appena accennato a questo fondamentale messaggio, ma vorrei approfondirlo brevemente data la sua importanza. Ogni volta che rifuggi un tuo malessere, esso si ripresenterà in futuro. Tutto ciò che è ignorato e trascurato non scompare, ma si accumula a livello mentale, emotivo e fisico. Se oltre a ignorare il dolore lo reprimi, resisti o lo rifuggi continuamente, esso può dare origine a malattie e manifestarsi a livello puramente fisico, come somatizzazione. Qual è la cosa più sana? Il cuore sa che la cosa più sana è affrontare qualunque malessere subito, appena si presenta, o perlomeno appena ne sei consapevole. Potresti sentirti oppresso da emozioni dolorose di apatia, depressione, ansia, rabbia, malinconia senza che abbiano un particolare motivo.

Spesso attribuiamo le cause di queste emozioni al cambio di stagione, a ciò che abbiamo mangiato, a predisposizioni famigliari, a problemi di salute, alla sfortuna, all’aver dormito poco, al tempo, a qualcosa che è successo, al fatto che non possiamo uscire, alla quarantena, alla solitudine, al partner, ai genitori, a noi stessi, a Dio, al mondo, agli ormoni, allo stress (che al limite è un sintomo e non la causa delle emozioni), al fatto che non possiamo fare ciò che ci piace… Inventiamo spiegazioni immaginarie pur di non assumerci la responsabilità del nostro stato d’animo e pur di non guardare che cosa sta davvero accadendo dentro di noi. Ma la causa delle emozioni si trova nel messaggio 1): quando segui l’ego, soffri. Il problema è che seguiamo l’ego per quasi tutto il tempo, e non possiamo dunque sorprenderci di non essere mai in pace!

E quando ci si presenta l’opportunità di guardare come abbiamo provocato miseria a noi stessi, giudichiamo le nostre emozioni come un problema, diciamo che non dovremmo sentirci così, che non possiamo mostrarci così agli altri. E quindi che cosa facciamo? Facciamo finta che la nostra tristezza non ci sia, la nascondiamo innanzitutto a noi stessi e poi agli altri. Ma ognuno di noi sa benissimo che qualunque cosa facciamo per non sentire la tristezza, l’ansia o l’apatia non servirà assolutamente a niente. Ma se abbiamo il coraggio di guardare dentro di noi per comprendere l’origine della nostra sofferenza, iniziamo a scoprire qualcosa. Inizialmente diventiamo solamente più confusi, poiché siamo così disconnessi dal nostro cuore che non abbiamo idea di che cosa ci stia succedendo. E infatti:

4) Il cuore dice: “Il malessere che provi è un sintomo della tua disconnessione da me”

Apatia, depressione e malesseri vari apparentemente senza giustificazione iniziano ad avere un senso nel momento in cui vengono visti come sintomi della disconnessione dal cuore, e quindi anche come chiusura di cuore, mancanza di amore, lontananza da sé stessi. Come possiamo meravigliarci di essere depressi, apatici, disperati, sempre tristi e mai felici, se non ci prendiamo cura di noi stessi, non siamo mai attenti a ciò che ci succede internamente? La nostra vita frenetica in preda ai meccanismi dell’ego crea un’enorme mole di disagi che finiscono per penetrare in profondità e diventare densi e carichi di energia negativa. Noi siamo fatti per risiedere nel nostro cuore, mentre vivere separati da noi stessi causa enorme stress, malessere e sofferenza. Potremmo avere una salute di ferro, una famiglia perfetta e un lavoro straordinario, ma se siamo disconnessi da noi stessi sentiremo sempre un vuoto dentro di noi.

E dobbiamo avere il coraggio di affrontare apertamente quel vuoto apparentemente senza senso, prima di andare dallo psicologo o prima di credere alle storie della nostra mente che ci dice che la vita non ha senso, che il mondo fa schifo, che non c’è nulla da fare. I pensieri di apatia, insoddisfazione, depressione, mancanza di senso sono tutti frutto della disconnessione dal cuore. Ciò può sembrare assurdo in una società materialista che considera ogni emozione come un problema di per sé, senza indagarne le cause spirituali e più profonde, o addirittura bollando come pseudo-scienziati coloro che umilmente suggeriscono la possibilità che i malesseri abbiano un’origine spirituale e non materiale. In ogni caso, non devi credere né agli scienziati né agli pseudo-scienziati, ma indagare dentro di te per scoprire le cause dei tuoi disagi.

5) Il cuore dice: “Se mi segui tutte le volte che puoi, ti regalerò pace perfetta e la sacra unione con me”

Questa è la promessa del nostro cuore: se lo seguiamo tutte le volte che possiamo, se siamo fedeli a lui come lui lo è nei nostri confronti, possiamo riconnetterci completamente a lui ed essere invasi dalla sua perfetta pace. Non è affatto una promessa da poco, non trovi? Il nostro cuore ci sta promettendo il Paradiso, ce lo promette in ogni momento. Eppure noi gli voltiamo le spalle per inseguire fragili illusioni e piaceri evanescenti. Il cuore vorrebbe donarci la sua pace, ma noi la rifiutiamo in ogni momento, per ignoranza di chi siamo veramente e di che cos’è veramente la felicità e che cos’è davvero importante. Quando approfondiamo lindagine per scoprire chi siamo veramente, la nostra connessione col nostro cuore aumenta e con essa crescono la pace e la gioia.

Seguire il proprio cuore tutte le volte che possiamo significa innanzitutto ignorare la voce dell’ego, il suo costante brontolio, i suoi infiniti bisogni, capricci e desideri. Significa quindi fare un po’ di spazio e silenzio dentro di noi. Dopodiché, significa tornare a essere, semplicemente essere, e cioè dimorare nello spazio della nostra presenza, che coincide appunto con il nostro cuore, il nostro vero Sé. La pace perfetta è la “fragranza” del cuore: non è una qualità aggiunta o un particolare stato d’animo, ma è l’essenza stessa del nostro Essere. Dopotutto, la nostra vera natura è divina, quindi che cosa può esserci nelle profondità del nostro essere se non la pace più perfetta? La sacra unione con il cuore è la scoperta definitiva che noi siamo tutt’uno con esso, è il risveglio, l’illuminazione, l’ultima realizzazione spirituale. Quando siamo tutt’uno con il nostro cuore, siamo liberi e in pace.

6) Il cuore dice: “Io ci sono sempre, se sarai abbastanza paziente e accorto mi troverai tutte le volte che vorrai e tornerai in pace”

Siamo noi che voltiamo le spalle al nostro cuore. Esso ci illumina sempre. Eppure spesso non sentiamo la sua pace, perché siamo troppo immersi nella mente e nei suoi problemi, cosicché la nostra pace sembra oscurata e velata profondamente. Quindi è una buona abitudine imparare a riconnettersi con il proprio cuore ogni volta che possiamo. Dobbiamo imparare a recuperare la centratura il più presto possibile, anziché rimanere a rimuginare sui problemi, a covare rancore e risentimento, a rimanere nella paura e a giudicare. Ogni volta che ci capita qualcosa che ci fa perdere la calma, dobbiamo essere abbastanza accorti da superare la seduzione dell’ego e il potere ipnotico della mente, che ci dice: “Vieni qui a risolvere questo problema, continua a pensare a una soluzione, fai vedere a quello chi sei”.

Dopodiché, dobbiamo essere abbastanza pazienti e fiduciosi nel fatto che se rimarremo semplicemente presenti e non ascolteremo le storie nella nostra testa, la pace tornerà. Quando la pace sembra scomparire, abituati a chiederti dove sia finita. Se non ne sei consapevole, significa che ti sei disconnesso dal tuo cuore, non eri presente e ti sei fatto “triturare” dalla mente. Ma non c’è problema: puoi tornare al tuo cuore ogni volta che vuoi. Alcuni di noi, tuttavia, sono così assorbiti nella propria mente da non sapere nemmeno che cosa sia la pace. Nemmeno questa è una colpa. In tal caso, possiamo cercare qualche sollievo dal nostro dolore trovando alcuni momenti in cui respirare consapevolmente e cercare di essere presenti in silenzio, per assaporare almeno un po’ di pace e tornare a essa anche durante le faccende quotidiane.

7) Il cuore dice: “Le tue interpretazioni dei fatti sono false: lasciale andare a me e chiedimi la retta visione”

La visione ordinaria delle cose è viziata dalla mente egoica. Essa dice che sono gli altri a farci soffrire e a farci perdere la pace; che i problemi sono fuori di noi; che ci sono persone e situazioni insopportabili; e che dobbiamo risolvere i nostri problemi all’esterno. Il cuore dice che siamo noi a causare la nostra sofferenza e a perdere la pace (perché voltiamo le spalle al cuore per scegliere l’ego): infatti quando crediamo alle interpretazioni della nostra mente, la sofferenza aumenta sensibilmente. E quando la sofferenza aumenta torniamo al punto 1): quando soffri stai seguendo il tuo ego e non il cuore. Dopodiché, il cuore dice che i problemi sono unicamente dentro di noi, e sono frutto della nostra cecità e di una prospettiva sbagliata o limitata. Se portiamo le nostre interpretazioni e i nostri giudizi al cuore, la nostra guida interiore guarisce la nostra ignoranza.

Se vuoi riscoprire la tua guida interiore, lascia dunque al tuo cuore il compito di giudicare! Il tuo cuore sa che non ci sono persone o situazioni insopportabili, poiché i fastidi sono tutti dentro di te. E sa che ogni problema va risolto al proprio interno, non nel punto in cui è nato (cioè nella mente o nelle sue proiezioni nel mondo) ma nel cuore. L’unica visione corretta è quella del cuore: solo chi ha il cuore aperto sa effettivamente che cosa sta accadendo nel mondo e nella mente propria e degli altri. Potremmo dire che tutti gli altri sono addormentati o ciechi: ovviamente questo non è un giudizio, ma una presa di consapevolezza. Se non ammettiamo umilmente di essere addormentati, come potremo mai svegliarci? Riscoprire la tua guida interiore è fondamentale per accompagnarti sulla via del risveglio!

8) Il cuore dice: “Per essere felice non hai bisogno assolutamente di niente e nessuno: devi solo tornare a me”

Questa è una delle verità del cuore più difficili da accettare e comprendere nella nostra società abituata a cercare sempre qualcosa all’esterno per trovare la felicità. Riscoprire la tua guida interiore significa comprendere che l’unica felicità possibile è dentro di te. La tua mente crea falsi bisogni, pompati e moltiplicati dalle pubblicità (che accrescono il desiderio dell’ego di ingrandirsi e di avere sempre di più per colmare la sua perenne insoddisfazione). Il tuo cuore sa quali sono i tuoi veri bisogni: l’unico vero “bisogno” è quello di recuperare la connessione con lui e tornare a risiedere in esso: il tuo cuore è la tua casa e puoi essere felice solo quando dimori in essa. Quando sei disconnesso dal cuore, la felicità è un fenomeno sporadico o comunque incompleto, temporaneo, insoddisfacente, oppure si presenta sotto forma di picchi di euforia, per poi lasciarti più vuoto di prima.

Nessuno ammette di essere infelice. Molti di noi sono avvezzi allo stato egoico di coscienza, in cui non si sta né troppo male né troppo bene, come in un purgatorio. Ma il fatto di non essere all’inferno non significa essere in paradiso. La maggior parte di noi ha superato almeno l’inferno, ma giace in un limbo, un purgatorio infinito, dove si alternano alti e bassi, in un gioco di specchi e di opposti. Il cuore sa che nel sistema dell’ego è impossibile avere il piacere senza il dolore, e la maggior parte di noi si rassegna a questa triste verità. Ma il cuore sa anche che fuori dal sistema dell’ego è possibile la pace in ogni momento, il Paradiso in terra? Per noi “anime del Purgatorio” ciò suona assurdo, abituati come siamo a soffrire! Ma la verità è che se risiediamo nel nostro cuore vivremo finalmente in pace!

I messaggi del cuore e le sue verità non sono finite qui. Ci vorrebbero però troppe pagine per scriverle tutte. In ogni caso, puoi scoprire tu quali sono i messaggi del tuo cuore. Magari la prossima volta torneremo sull’argomento, poiché ritengo che leggere e comprendere i messaggi del nostro cuore sia una priorità fondamentale. Riscoprire la tua guida interiore è possibile! Ti auguro di riconnetterti al tuo cuore e di riscoprire la tua guida interiore il prima possibile per tornare alla pace del tuo Essere! Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione.

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