Come sfruttare il potere dell'intenzione

Come sfruttare il potere dell’intenzione

Come sfruttare il potere dell’intenzione? Perché non riusciamo a sviluppare un’intenzione ferma e risoluta? È possibile motivarsi a svolgere qualunque cosa senza incontrare gli ostacoli della pigrizia e della mancanza di volontà? Come si può superare la tendenza a procrastinare e ad abbandonare i propri propositi? Possiamo usare l’intenzione come mezzo per attrarre ciò che vogliamo? In questo articolo risponderò a queste domande, chiarendo che cosa è necessario fare e sviluppare per poter sfruttare al meglio il potere dell’intenzione per creare una vita ricca e soddisfacente. Parleremo di forza di volontà, contrapposta all’ossessività e alla durezza. Se vuoi approfondire sui modi per trovare la motivazione per fare qualunque cosa, puoi leggere questo articolo.

Che cos’è innanzitutto il potere dell’intenzione? Non è altro che il potere della nostra mente di allineare la volontà e i pensieri alla realtà e agli eventi. Tramite l’intenzione allineiamo corpo, mente e spirito alla realtà, per modificare o creare qualcosa. Esprimere un’intenzione significa servirsi della propria mente invece che esserne usati. Per questo uno dei presupposti per sfruttare il potere dell’intenzione è padroneggiare almeno un po’ la propria mente. Un altro presupposto è ripulire il nostro subconscio con la conoscenza di sé in modo da chiarire le nostre volontà e rimuovere le pulsioni schizofreniche della personalità. Inoltre, dobbiamo creare una forza di volontà potente, che non sia dura e intransigente, ma dolce e allo stesso tempo ferma e decisa. Approfondiamo ora questi aspetti.

Perché non abbiamo una forza di volontà ferrea

Per cominciare, però, chiariamo il motivo per cui non abbiamo una forza di volontà ferrea, siamo pigri, procrastiniamo, abbandoniamo i nostri obiettivi. La ragione principale è che non abbiamo un Io centrale, ma siamo animati da volontà contrastanti e deboli. Una parte di noi vuole migliorare la salute, mentre un’altra vuole rimanere malata, un’altra non ha voglia, un’altra ancora si compiace di soffrire, un’altra ancora ha sogni troppo grandi, un’altra ancora è troppo dura con sé stessa. In particolare, l’ossessività e la durezza sono enormi ostacoli a raggiungere ciò che ci proponiamo. Dobbiamo ammettere di non essere degli esperti nell’arte di motivare noi stessi. Tendenzialmente, ci motiviamo in modo negativo, costringendoci a fare le cose, facendo pressione su noi stessi.

Ma fare pressione su noi stessi non funziona. Anche quando educhiamo i bambini con durezza, solitamente scaturisce in loro rabbia, ribellione, conflitto, oppure una cieca sottomissione. Quando invece prendiamo a educarli dolcemente e amorevolmente, essi rispondono alle nostre richieste. Dentro di noi abbiamo un bambino, che ha bisogno di essere trattato come tale. Infatti il nostro ego non è altro che un bambino o, se preferisci, un animale da addomesticare. E per addomesticarlo abbiamo bisogno di sviluppare dolcezza e amore nei nostri confronti. Quindi dobbiamo innanzitutto imparare ad amare noi stessi. Senza amore non abbiamo potere né su noi stessi né sugli altri. Il vero potere è dolce e amorevole, non duro e autoritario. L’amore sa essere anche autorevole, ma non si impone mai con la violenza.

Diventare amorevoli con noi stessi per sfruttare il potere dell’intenzione

Ricapitolando, non riusciamo a motivarci perché non abbiamo dentro di noi una volontà chiara e perché siamo duri con noi stessi. Come possiamo diventare amorevoli con noi stessi per sfruttare il potere dell’intenzione e per sviluppare una forza di volontà potente? Innanzitutto dobbiamo smettere di essere perfezionisti quando fissiamo i nostri obiettivi. Dobbiamo perdonarci se non riusciamo a raggiungere ciò che ci prefissiamo e anche contemplare la possibilità che potremmo fallire. Dobbiamo ammettere che possiamo sbagliare e commettere degli errori in tutta tranquillità. Per fare ciò, dobbiamo trovare però un centro dentro di noi grazie al quale sentirci al sicuro e felici anche se non raggiungiamo i nostri obiettivi. Se infatti ci sentiamo in balia del mondo e dei risultati delle nostre azioni, è ovvio che continueremo a essere duri con noi stessi.

Dobbiamo trovare dentro di noi un fuoco di amore. Per fare questo, oltre a costruire un Io centrale, possiamo sviluppare amore tramite il non giudizio, il perdono, la preghiera, la resa, l’accettazione, il potenziamento della nostra autostima, la rivendicazione della nostra dignità e del nostro valore. Non è importante che scegliamo di amare noi stessi o gli altri: infatti non c’è alcuna differenza tra noi stessi e gli altri, in quanto questi sono uno specchio di noi. Dobbiamo ricucire le nostre ferite interiori e la nostra chiusura di cuore in modo da far crescere dentro di noi una madre amorevole. Contemporaneamente, dobbiamo dare vita anche a un padre autorevole (non autoritario), cioè a una forza di volontà risoluta e potente, tramite la creazione di un Io centrale.

Come sfruttare il potere dell’intenzione creando un Io centrale

Qui di seguito trovi i passi per sfruttare al meglio il potere dell’intenzione:

  • creare un Io centrato tramite la presenza e l’apertura del cuore, in modo da eliminare le volontà deboli e contrastanti dei tanti piccoli io della nostra personalità;
  • per fare ciò dobbiamo dissolvere i “misti”, cioè i piccoli io conflittuali dentro di noi, che creano tensione e caos dentro di noi, poiché manca il “padrone di casa”;
  • per dissolvere i misti dobbiamo osservare attentamente noi stessi durante il giorno, in modo da assumere consapevolezza dei nostri pensieri ed emozioni (che sono appunto i tanti piccoli io);
  • se vogliamo imparare a osservarci dobbiamo ricordarci di farlo;
  • per ricordarci di farlo dobbiamo ricordarci di noi;
  • per ricordarci di noi dobbiamo imparare a connetterci con il nostro vero Sé;
  • riconnetterci al nostro vero Sé significa “assaporare” il più possibile la nostra sensazione di esistere per fonderci con la pura coscienza;
  • per assaporare la nostra sensazione di esistere dobbiamo semplicemente fermare i nostri pensieri o, meglio, fare un salto oltre la mente, per diventare tutt’uno con la nostra presenza consapevole;
  • per diventare tutt’uno con la nostra presenza consapevole non dobbiamo fare altro che essere noi stessi, essere semplicemente presenti, senza elucubrazioni inutili.

Come avrai notato, ho descritto i passi a ritroso. La creazione di un Io centrato è il risultato dell’apertura del cuore, è dunque il conseguimento finale. Per dare vita a tale io centrale dobbiamo lavorare su di noi intensamente. Ma i frutti del nostro lavoro saranno dolcissimi!

Sviluppare un’intenzione forte dopo aver creato un Io centrato

A questo punto però non abbiamo finito di descrivere i passi per sfruttare il potere dell’intenzione. Una volta che abbiamo creato un Io centrale, o perlomeno siamo vicini ad averlo sviluppato, possiamo servirci al meglio della nostra mente. Ecco come:

1) Usiamo la nostra forza di volontà

Con il nostro io centrale possiamo innanzitutto avere a nostra disposizione una forza di volontà ferrea. Infatti solitamente la nostra energia è assorbita da desideri contrastanti (una parte di noi vuole fare qualcosa, un’altra vuole andare nella direzione opposta, per cui siamo insicuri, indecisi, pigri, non motivati). Tramite un Io centrale sciogliamo la nostra pigrizia, le nostre indecisioni e siamo molto più diretti all’azione, presenti a noi stessi e in linea con il momento presente. Anziché ossessionarci su che cosa è giusto fare, se riusciremo a farlo o pensare a quali ostacoli incontreremo, siamo focalizzati come un laser sui nostri obiettivi, poiché non consumiamo più energia con volontà schizofreniche, ma la dirigiamo verso uno stesso punto. La mente è potente quando è focalizzata, concentrata, se ha una direzione.

2) Selezioniamo una missione per espandere amore

Ma come servirci di questa potente forza di volontà? Innanzitutto possiamo selezionare un obiettivo principale, sul quale focalizzare intensamente le nostre energie. Dobbiamo scegliere la cosa più importante per noi e per la nostra missione nel mondo. Ad esempio, il nostro obiettivo potrebbe essere quello di raggiungere l’amore incondizionato ed elevare la vibrazione della coscienza su questo pianeta. Se solo pensiamo a una missione trascendente, fondata sull’amore e guidata da esso, la nostra energia spirituale aumenta, ci riempiamo di amore, potere ed entusiasmo. Ovviamente non sto parlando di attivismo o di volontà di “cambiare il mondo” nel senso comune del termine. Non ho nulla contro gli attivisti, ma ritengo che per incidere sul mondo dovremmo dapprima avere l’umiltà di migliorare noi stessi per portare pace e progresso e non per portare ulteriore rabbia, odio e distruttività nel mondo.

3) Prepariamo una strategia

Dopodiché, possiamo dividere la nostra missione in obiettivi più semplici. In questo modo non perdiamo il focus principale sull’obiettivo più importante, ma allo stesso tempo prepariamo un piano o una strategia per realizzarlo al meglio. Possiamo selezionare degli obiettivi nel breve e nel medio termine in vista della missione finale. Ad esempio, se il mio obiettivo è quello di amare incondizionatamente, posso iniziare a svolgere varie pratiche a partire da subito, come il Karma Yoga per sviluppare il non attaccamento, continuare a purificare la mia mente e il mio cuore tramite la preghiera, la meditazione e/o la contemplazione, sciogliere ulteriormente il mio ego, nutrire il mio spirito tramite la fruizione di opere d’arte. Posso entrare nello specifico delle pratiche per massimizzarne i benefici.

4) Entriamo in azione

Dopodiché, dobbiamo assicurarci di allineare la nostra volontà al nostro comportamento. Il solo potere dell’intenzione, nel momento in cui abbiamo un Io centrato, è già sufficiente a operare modificazioni spontanee e senza sforzo a livello della forma. Tuttavia dobbiamo perlomeno mettere in atto alcune azioni! Dobbiamo assicurarci di realizzare gli obiettivi nel breve e medio termine. Mentre li portiamo a termine, diamo un’occhiata alla nostra vita e dentro di noi per vedere se ciò che stiamo facendo ci sta conducendo al nostro obiettivo finale. Nel frattempo dobbiamo avere pazienza e perseverare: se abbiamo un Io centrato, non faremo dipendere la nostra realizzazione dal raggiungimento dell’obiettivo, quindi potremo aspettare con calma e infondere le nostre azioni di pace e amore.

5) Potenziamo la nostra intenzione

Mentre aspettiamo, possiamo contemplare e visualizzare la nostra missione, infondendola di amore e passione, entusiasmo e volontà, per farla entrare nel nostro cuore e viverla appieno. In questo modo ci assicuriamo di essere allineati con la nostra intenzione, rendendola più potente con la forza della nostra mente e del nostro cuore. Se dovessimo realizzare la nostra intenzione, potremmo formularne un’altra simile, magari ancora più grande! In ogni caso, se la nostra missione è, ad esempio, espandere amore nel mondo, non c’è un termine a tale obiettivo, non c’è un risultato da raggiungere, c’è solo appunto da espandere amore! Per potenziare ulteriormente la nostra intenzione, dobbiamo metterci l’anima mentre agiamo per portarla avanti. Inoltre, possiamo cercare di rendere tutta la nostra vita un modo per realizzare la nostra intenzione.

Ogni singolo nostro atto, ad esempio, può essere un modo per espandere amore. L’intera nostra vita deve diventare un modo per metterci al servizio, perché solo così avremo reale soddisfazione e potremo raggiungere risultati straordinari. Per potenziare ulteriormente la nostra intenzione, dobbiamo uscire da noi stessi, dimenticarci di noi per occuparci unicamente di ciò che ci sentiamo chiamati a svolgere. Se noi stessi “diventiamo la nostra intenzione“, investiamo in essa tutto il nostro essere e la rendiamo così potente da piegare qualunque resistenza interna ed esterna, diventando dei “proiettili” puntati verso l’obiettivo finale. Non dev’esserci più differenza tra chi agisce e l’azione, tra intenzione e fatti. In questo modo convogliamo tutta la nostra energia in direzione della nostra missione e possiamo davvero cambiare il mondo.

Possiamo sfruttare il potere dell’intenzione senza un Io centrale?

Certamente, tuttavia dobbiamo considerare che la mancanza di un Io centrale ci costringerà a confrontarci con numerosi desideri contrastanti che ci limiteranno, ostacoleranno e creeranno caos. In ogni caso, se creiamo una missione potente, un’intenzione fortissima nella quale investiamo tutti noi stessi e per la quale siamo disposti a sacrificare qualsiasi cosa, possiamo realizzare obiettivi grandiosi. Possiamo creare con la nostra mente un’intenzione centrale, che faccia da punto di riferimento per noi e ci guidi come farebbe un Io centrale. Comunque, anche decidendo di fare così, sarà inevitabile doverci scontrare con i nostri demoni interiori e dissolverli per creare un’identità stabile dentro di noi e una forza di volontà ferrea. Per questo dal mio punto di vista è più conveniente creare dapprima un Io centrale dentro di sé, unirsi al proprio cuore in modo da farsi invadere dall’energia divina e dell’amore.

Ciò non toglie che possiamo creare da subito una missione potente che ci guidi e ci ispiri al punto da farci scoppiare in lacrime ogni volta che pensiamo a essa. Se hai una missione che ti fa piangere, non aspettare a iniziare a metterla in atto! Avere in mente qualcosa di grande crea un allineamento dentro di te, ti rende potente e fortifica la tua forza di volontà. I grandi campioni delle varie discipline sfruttano il potere dell’intenzione per giungere a risultati grandiosi. La verità è che quando abbiamo una grande missione, non siamo noi a sforzarci di compierla, ma la missione si dispiega da sé, attraverso di noi, che siamo solo uno strumento per la sua realizzazione. Non dobbiamo “lavorare duro”, “sacrificarci come degli eroi”, poiché ciò implicherebbe un ego che vuole rivendicare dei meriti.

Sfatiamo il mito del “lavoro duro”

Dobbiamo lavorare nella gioia e rimanere nella pace e nell’amore, altrimenti non potremo realizzare nulla. Quello del lavoro duro è un mito duro a morire. L’idea di “spaccarsi la schiena” per raggiungere qualcosa è nobilitante per l’ego. Ma l’Amore vuole che noi stiamo bene, innanzitutto spiritualmente, ma anche psicologicamente e fisicamente, poiché è solo così che possiamo dare fondo alle nostre energie. E solo così possiamo entrare in contatto con l’energia superiore dell’Amore e trascendere i limiti della fisicità, arrivando magari a lavorare instancabilmente (ma non percuotendoci e tormentandoci!), perché “invasati” da un’energia superiore e in uno stato di flusso. Anziché lavorare duro, dobbiamo lavorare “morbido”, “dolce”, smettendo di preoccuparci per la produttività, l’efficienza, il guadagno e persino quanto possiamo dare o fare.

Dobbiamo lasciare che tutto sia guidato dall’Amore, lasciare che sia Esso a stabilire i nostri piani, i nostri orari, le nostre azioni, i nostri obiettivi. Per questo dobbiamo connetterci profondamente con il nostro cuore. A cambiare davvero il mondo non è l’eroismo di chi afferma di lavorare centinaia di ore a settimana. Rettifico: un lavoro di questo tipo porta enorme progresso e straordinari risultati. Ma oltre il duro lavoro c’è la possibilità del lavoro gioioso: chi ha mai detto che dobbiamo soffrire per portare avanti qualcosa? Quando siamo allineati con noi stessi, non possiamo soffrire, né sarebbe necessario farlo. Togliamoci dalla testa i senti di colpa, di dover meritare qualcosa, di dover essere masochisti e siamo tutt’uno con la Vita e con il nostro cuore!

Si può sfruttare il potere dell’intenzione per cose più semplici?!

Ovviamente puoi sfruttare il potere dell’intenzione anche per cose più semplici. Se stai cercando informazioni in merito a questo, non andartene, perché ne parlerò proprio adesso! L’intenzione non vale certo solamente per le grandi missioni o gli obiettivi vitali. Può servire anche per migliorare la propria vita, la propria relazione con il mondo, la propria interiorità. Ad esempio, possiamo servircene per coltivare un’attitudine positiva verso la vita, mantenere la pace, creare la vita dei propri sogni. Per obiettivi importanti ma comunque non troppo elevati, può essere sempre importante sviluppare un Io centrale. Anzi, lo è sicuramente. Infatti se non sappiamo che cosa vogliamo fare della nostra vita, come possiamo pensare di attrarre ciò che vogliamo o di creare una realtà soddisfacente?

In ogni caso, possiamo servirci del potere dell’intenzione a partire da subito. Un modo efficace per farlo è scrivere su un diario le proprie intenzioni nel lungo termine e poi quelle nel breve e medio termine per realizzare la nostra intenzione finale. Ad esempio, il nostro obiettivo può essere quello di migliorare la nostra salute. A questo punto possiamo definire il nostro piano per realizzare tale scopo. Possiamo iniziare a fare dei piccoli cambiamenti nell’alimentazione e introdurre un piano di attività fisica. Possiamo proporci di dimagrire di un certo tanto ogni settimana o ogni mese. Per motivarci a fare qualunque cosa, dobbiamo imparare a essere dolci con noi stessi invece che duri e ossessivi. Anziché pensare a che cosa potrebbe succedere se non miglioriamo la nostra salute, possiamo scrivere quali benefici potremo ottenere.

Dopodiché, possiamo focalizzarci intensamente sul nostro obiettivo, visualizzandolo quando vogliamo.

Usare l’intenzione per attrarre ciò che vogliamo

Possiamo anche usare l’intenzione come mezzo per applicare la legge di attrazione per attrarre ciò che vogliamo. Come? Essenzialmente, possiamo esprimere semplicemente un desiderio senza attaccamento, confidando che si avvererà. Solitamente non otteniamo ciò che vogliamo perché partiamo da un senso di mancanza. Se invece crediamo che ciò che vogliamo ci sia già stato dato e si a dentro di noi, non dobbiamo fare altro che aspettare che si manifesti, cioè che si materializzi al momento opportuno. Ovviamente non possiamo ottenere qualcosa se abbiamo anche il minimo dubbio che lo otterremo o che comparirà. In molti casi semplicemente stiamo chiedendo qualcosa di cui non abbiamo bisogno. Se vuoi sapere di più in merito ai motivi per cui l’Universo non ti dà ciò che chiedi, leggi questo articolo.

L’intenzione è di per sé potentissima a realizzare ciò che vogliamo. Tuttavia dobbiamo purificarla da ogni attaccamento, il quale agisce da volontà contrastante. Quando ci attacchiamo al nostro desiderio, è come se ci aspettassimo che non ci sia, rimaniamo con la speranza che si realizzi e la sottostante paura che non si realizzi. Non dobbiamo sperare o avere paura, ma semplicemente rimanere nel presente, esprimendo un’intenzione e poi lasciar andare. Se non lasciamo andare significa che non abbiamo fiducia, e in questo modo sabotiamo i nostri desideri e ci impediamo letteralmente di renderli reali o, nel migliore dei casi, creiamo enorme difficoltà. Quindi, piuttosto che desiderare qualcosa con attaccamento, possiamo entrare nello stato di coscienza in cui tutto accade spontaneamente e senza sforzo. Per chiedere che ciò che vogliamo ci sia dato, dobbiamo entrare in uno stato di intensa presenza nel qui e ora, amore e gioia.

Entrare in uno stato di coscienza superiore

Se vogliamo davvero attrarre ciò che vogliamo, dobbiamo quindi entrare in uno stato di coscienza superiore. Finché vibriamo su energie basse, accade che i nostri mostri interiori ci impediscono di realizzare i nostri desideri. In particolare, la paura, la mancanza di fiducia, la rabbia, l’odio, il giudizio e il vittimismo chiudono il canale con l’Universo. E ciò, ovviamente, è una nostra responsabilità. Dobbiamo allora lavorare per aprire il nostro cuore all’amore, alla fiducia, all’abbondanza, alla visione della perfezione del Tutto. Anziché lamentarci di non ottenere ciò che vogliamo, dobbiamo risvegliarci dall’addormentamento, dalla posizione di vittima e dalla meccanicità. Non possiamo pensare di sfruttare il potere dell’intenzione se non abbiamo prima potere sulla nostra mente. Infatti il potere dell’intenzione fa parte del potere della mente.

Lo stato di coscienza a cui dobbiamo mirare è uno stato superiore alla mente. Infatti è solamente a livello mentale (e di conseguenza emotivo e fisico) che siamo manipolabili dal mondo, vittime e schiavi della legge di attrazione, in quanto dominati dalla mente. Dobbiamo diventare padroni della nostra mente, risvegliandoci alla nostra vera natura di Coscienza. In tale stato di coscienza superiore non dovremo nemmeno più preoccuparci di che cosa attrarremo e cosa no, poiché saremo soddisfatti e completi nel qui e ora. Ma potremo comunque servirci della nostra mente nel migliore dei modi. E allora, se vuoi davvero che i tuoi sogni si realizzino, inizia da subito ad eliminare i blocchi a tale realizzazione. Rimuovi la paura, l’odio, elimina il giudizio, smetti di lamentarti, smetti di arrabbiarti, abbandona il vittimismo e apri il tuo cuore alla perfezione.

Chiediti sempre a quale scopo stai sviluppando un’intenzione

Prima di volere qualsiasi cosa, dovremmo avere il buonsenso di mettere in dubbio l’origine del nostro desiderio. Dobbiamo chiederci da dove viene esattamente, in modo da distinguere tra i capricci della personalità (che sono la maggior parte) e i desideri della nostra parte più profonda. Dopodiché, dovremmo chiederci a quale scopo stiamo sviluppando un’intenzione. Ad esempio, in molti casi riponiamo la nostra felicità nell’adempimento di un desiderio. Ma ogni volta che ci attacchiamo a un desiderio, come ho scritto sopra, accade inevitabilmente che ci boicottiamo da soli, creando attrito e resistenze e chiudendo il canale con l’Universo. Inoltre, un’intenzione che viene dall’ego e ha come obiettivo l’ottenimento di una felicità parte da uno stato di mancanza e sabota la tua evoluzione spirituale.

Come dico spesso, non siamo venuti sulla Terra per compiacere il nostro ego, ma per liberarcene e trovare la vera felicità e libertà. In molti casi ci sentiamo insoddisfatti perché le nostre intenzioni non vengono “ascoltate” e sembrano cadere nel vuoto. Eppure dovremmo essere grati di ciò, poiché se tutti i nostri desideri fossero soddisfatti non diventeremmo altro che dei bambini viziati e capricciosi! Perdonami la durezza, ma ritengo essenziale questo punto. Sia chiaro: non c’è nulla di male nell’avere dei capricci. Si tratta di qualcosa di assolutamente normale. Ma se il nostro obiettivo è crescere e risvegliarci dobbiamo mettere in discussione i nostri desideri per trovare la Verità. Altrimenti rischiamo di rimanere schiavi delle nostre stesse intenzioni: volere qualcosa non è libertà, ma schiavitù!

Volere qualcosa non è libertà, ma schiavitù

Prima di sfruttare il potere dell’intenzione, dovremmo interrogarci sul significato dei desideri. Da che cosa nasce un desiderio? Dalla prefigurazione di un bene futuro sulla base di un piacere passato. Si tratta di qualcosa di puramente mentale. O perlomeno è così nella maggior parte dei casi. I desideri della nostra parte più profonda nascono da una volontà di espandere amore. Invece i desideri dell’ego nascono dal bisogno di chiedere quell’amore all’esterno. E dovremmo chiederci il motivo per cui abbiamo un così disperato bisogno di amore sotto forma di relazioni, sostante e attività. La risposta è semplice: abbiamo il cuore chiuso all’amore dentro di noi e in questo modo siamo come dei mendicanti in cerca di barlumi di soddisfazione nel mondo.

Anche in questo caso, non c’è nulla di male in ciò. Ma, ripeto, se il nostro obiettivo è evolverci spiritualmente, dobbiamo guardare in faccia la verità e iniziare a cercare la felicità e l’amore dentro di noi. Finché abbiamo dei desideri senza il cui esaudimento ci sentiamo insoddisfatti e miseri, siamo degli schiavi, servi della nostra stessa mente e dei nostri impulsi. Non c’è alcuna libertà nel poter fare ciò che si vuole: ognuno può verificarlo nella propria esperienza, senza dover credere a queste parole. La vera libertà è assenza di desiderio: siamo liberi quando la nostra volontà è completamente allineata a quella della Vita e del momento presente. Quando siamo allineati con l’Universo, possiamo sfruttare il potere dell’intenzione, ma questa volta per progredire ulteriormente sul nostro cammino spirituale e per aiutare gli altri a fare altrettanto.

Ma che senso ha sfruttare il potere dell’intenzione se non voglio più niente?

Il fatto di essere allineati con la volontà divina non significa necessariamente non avere delle intenzioni. Ovviamente tali intenzioni saranno illuminate dal fuoco dell’Amore e offerte come servizio. Assumeranno il valore di volontà (corrispondente a quella della Vita per elevare la coscienza umana) piuttosto che di desideri o di capricci. Ciò che viene chiesto o di cui si ha bisogno in un dato momento verrà dato nel momento opportuno, senza che ci sia bisogno di preoccuparsi di ciò che si dovrà fare domani o l’anno prossimo. L’intenzione più elevata consiste nel desiderio di allinearsi alla volontà dell’Universo invece che creare una volontà individuale e separata. Paradossalmente, è proprio quando rimettiamo la nostra volontà nelle mani di un’Intelligenza superiore che siamo e ci sentiamo veramente liberi.

Infatti non può esserci vera libertà nel sistema dell’ego, ma solo libertà DALL’ego. Quando siamo identificati con l’ego, è esso a dettare la nostra agenda e dire di che cosa abbiamo bisogno. Dobbiamo separarci dal nostro ego per vedere la futilità della maggior parte dei nostri desideri (sempre che ciò sia il nostro obiettivo in qualità di cercatori spirituali). Dovremmo sviluppare l’intenzione di non avere più intenzioni! E così otterremo la vera liberazione dalla “trappola planetaria”. Prima di sfruttare il potere dell’intenzione, riappropriamoci del potere della nostra mente. Altrimenti rischieremo che i nostri desideri siano contaminati dal sistema dell’ego. Ovviamente non dobbiamo nemmeno essere ossessionati da ciò e possiamo sviluppare serenamente delle intenzioni per migliorare la nostra vita!

Sviluppa intenzioni per migliorare la tua vita

Puoi quindi tranquillamente migliorare le tue condizioni interiori ed esterne attraverso il potere dell’intenzione. In ogni caso, ti ricordo, è bene che ci liberiamo dall’attaccamento ai nostri desideri, cioè non dobbiamo far dipendere la nostra realizzazione da essi. Dobbiamo trovare la pace nel qui e ora, poiché è solo nel momento presente che si trova la felicità! Quindi la cosa più conveniente è innanzitutto accettare la nostra condizione attuale, arrendendoci profondamente a essa. A quel punto, ma soltanto a quel punto, possiamo intraprendere le azioni e sviluppare le intenzioni per migliorare la nostra realtà (infatti arrendersi a qualcosa significa allinearsi interiormente al momento presente, non certo obbligarsi a lasciare che all’esterno ci sia una situazione difficile).

A dire il vero, accade che quando ci arrendiamo intensamente alla nostra situazione, qualunque essa sia, scaturisce la pace (purché la nostra resa sia profonda e genuina). E la situazione esterna (in quanto riflessa di quella interiore) si risolverà in moltissimi casi da sola. Infatti i mali esterni sono il risultato di un disallineamento spirituale. Quando ci riallineiamo alla Vita, eliminiamo le resistenze e la sofferenza, e con essa spesso anche gli effetti nel mondo causati da questa scelta di resistere. Il potere dell’accettazione è davvero straordinario. In ogni caso, una volta che ci siamo arresi interiormente possiamo serenamente migliorare le nostre condizioni esterne. E ciò sarà senz’altro più facile, in quanto la nostra mente sarà in pace e quindi molto più lucida e focalizzata.

Quindi cerca sempre di sviluppare intenzioni non perché non accetti la tua realtà presente, ma prima accetta la tua realtà e poi sfrutta il potere dell’intenzione.

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