Come sfuggire al dominio della mente

Se sei sincero con te stesso, devi ammettere quanto la mente esercita una pesante influenza su di te. In alcuni casi il potere della mente è plateale e immediatamente riconoscibile. Ciò è evidente quando ci facciamo sequestrare da emozioni violente, come scatti repentini di collera o accessi di incontenibile tristezza. Ma nella maggior parte dei casi la mente è molto più subdola. Ci possiede come un mostro silenzioso, al punto da farci convincere che siamo noi ad agire, quando è essa a decidere per noi. Oppure ci manipola attraverso la creazione di significati. O ancora ci controlla fisicamente attraverso emozioni spiacevoli, come i sensi di colpa. In altri casi ci insinua dei dubbi pericolosi. Oppure ci fa cadere prigionieri delle sue credenze assurde e distruttive. Come sfuggire al dominio della mente per raggiungere la libertà interiore? In questo articolo ti darò delle soluzioni a questo quesito.

Voglio approfondire innanzitutto i modi con cui la mente ti manipola. Poi passerò a descrivere le soluzioni per sfuggire al dominio della mente. Per prima cosa, però, vorrei invitarti a riconoscere l’influenza della mente su di te. Infatti nella maggior parte dei casi l’essere umano è del tutto identificato con la mente. Ed è proprio questa identificazione la causa primaria della sofferenza. Se vuoi smettere di soffrire, è necessario che sfugga alla schiavitù della tua stessa mente. E ti dirò che non è una cosa affatto semplice, proprio per via dei suoi elaborati meccanismi di difesa. In un certo senso, la tua mente è fatta per possederti vita natural durante. Qualunque cosa farai per evadere dal “carcere”, dovrai scontrarti con ostacoli e lottare contro le tue stesse catene. Ma se sarai abbastanza volenteroso, potrai acquietare la tua mente e diventare tu il padrone.

Come la mente ti controlla

Come ho anticipato nell’introduzione, la mente ti controlla nei modi più disparati. Per di più, ogni tua mossa verso la liberazione è controbilanciata da una reazione della tua mente. In pratica, è come se ogni tuo tentativo di fuga fosse già stato previsto in modo da essere sventato. Così, ogni volta che ti sembra di allentare la pressione delle tue catene, la prigionia torna più pesante di prima. In ogni caso, non farti ossessionare dalla metafora della prigione. Infatti, uno dei meccanismi con cui la mente ti domina è la creazione di un nemico immaginario all’interno di se stessa. Le trappole sono davvero infinite, ma individuando le principali ti sarà molto più facile sfuggire al dominio della mente. Inoltre, considera il seguente fatto: la società di oggi è forgiata sul modello mentale. In altre parole, è essa stessa, nel suo complesso, schiava della mente.

Ciò fa sì che il processo di fuga sia ostacolato non solo da fattori interiori, ma anche esterni, in un mix letale da cui è davvero difficile (ma non impossibile!) uscire. Ti dirò di più: il dominio della mente è l’unica vera schiavitù di cui hai bisogno di liberarti. Potresti pensare di non poter sopportare la tua situazione esterna e volerla cambiare a tutti i costi, ma in realtà ciò è soltanto un altro meccanismo di controllo della tua mente. Essa, infatti, ti fa confondere l’oppressione della tua prigione interiore con un senso di soffocamento legato al tuo ambiente. Ora però bando alle ciance ed entriamo nel dettaglio dei meccanismi di dominio!

1) Le reti di significato

La mente ti controlla innanzitutto con i significati. Che cosa vuol dire? Dal punto di vista della mente, i pensieri sono dei contenuti intrisi di senso e valore. Ogni pensiero dice qualcosa in merito ad un determinato oggetto. I significati sono certamente fondamentali per la tua sopravvivenza. Inoltre senza di essi non potremmo parlare o fare discorsi, né esprimere concetti o definizioni. Nella pratica, i significati sono indispensabili: senza di essi non potresti nemmeno leggere questo articolo! Ma se ora all’improvviso la tua mente dovesse smettere di riconoscere i significati di queste frasi, tu ti ritroveresti a scorrere gli occhi su dei segni privi di senso. E in effetti ciò che sta scritto qui non è che un cumulo di simboli che di per sé sono senza valore. Solo la mente attribuisce loro un senso compiuto.

Allo stesso modo, ti invito a vedere i tuoi pensieri per ciò che sono realmente, e non per il loro contenuto. Essenzialmente, i pensieri non sono che campi di energia che vibra ad una certa frequenza. Ciò è vero dal punto di vista della tua consapevolezza. Nel campo della tua coscienza, i pensieri sono soltanto delle perturbazioni o delle modulazioni vibrazionali. La tua mente, però, li carica di significati e in questo modo ti assorbe nella propria ragnatela. Sono i significati a creare sofferenza. Come? Semplicemente, i significati sono delle credenze da te ritenute vere. Tali credenze creano il mondo e danno vita alla separazione, e tu inizi a percepire minacce e pericoli provenienti dall’esterno.

I significati sono i tuoi problemi, le tue ansie e le tue preoccupazioni. Se tu smascheri i tuoi problemi, essi smettono di essere le tue ossessioni e si rivelano per quello che sono: frammenti di energia che non possono turbare la tua inviolabile consapevolezza.

2) Il controllo “bruto”

Quando la mente non riesce più a controllarti attraverso i significati, può manipolarti attraverso le emozioni. Se mediti regolarmente, avrai notato come anche quando la tua mente tace, continui ad avvertire degli spiacevoli malesseri, che riescono ad assorbirti nuovamente nei pensieri. Le emozioni, ancora una volta, sono dei semplici pacchetti di energia. Eppure hanno il potere di piegarti e sconvolgerti, disturbarti e dominarti. Chiaramente, le emozioni diventano fastidiose quando le giudichi attraverso dei significati. Infatti di per sé esse sarebbero soltanto delle sensazioni avvertite a livello fisico. Il problema è la ruminazione mentale che le accompagna. Tuttavia, ciò che spesso accade è che la percezione del malessere fisico viene da te giudicata inconsciamente. In altre parole, pensi che l’emozione non possa avere potere su di te, ma proprio in quel momento le stai concedendo spazio per controllarti.

Le emozioni, inoltre, sono spesso più veloci dei pensieri. Così, ti capita di essere disturbato da ansia, malinconia o irritazione prima di formulare qualsiasi pensiero al riguardo. Queste emozioni, poi, hanno un certo potere intrinseco e riescono a influenzarti e a spingerti nell’inconsapevolezza. Avrai notato che è davvero difficile rimanere presente quando un’emozione forte prende il sopravvento. La tua presenza deve essere piuttosto intensa per non cadere in preda alla negatività. Infatti molti eventi scatenano nella tua mente reazioni inconsce direttamente legate al suo bisogno di sopravvivenza. Quando la mente si sente minacciata e tu ti identifichi con essa, questa è in grado di importi i suoi diktat senza che tu possa fare nulla al riguardo, a meno che non abbia già maturato un buon livello di consapevolezza. I cosiddetti “sequestri emozionali” sono potenti e in molti casi sono al di fuori del tuo controllo cosciente.

3) Il controllo “dolce”

Nella maggior parte dei casi, però, durante una giornata media sono pochi i momenti in cui sperimenti emozioni incontrollabili. Ciò che però può influenzarti senza che tu nemmeno te ne accorga è il sostrato emotivo di base. Che cos’è il sostrato emotivo? Non è altro che quel cumulo di emozioni che fanno la loro comparsa in sordina e danno origine ad una serie di sensazioni di sottofondo che sembrano non avere una causa ben precisa. Ti sarà capitato di provare malinconia, ansia o irritazione senza una ragione apparente. A dire il vero, ognuno di noi sperimenta quasi sempre un livello base di emotività e raramente siamo completamente in pace e privi di turbamenti. Ciò che risuona dal profondo è un senso di vuoto e di mancanza che tendenzialmente ignoriamo.

Eppure questa sensazione ci porta a lamentarci, giudicare, avere bisogno di distrazioni. Ci fa sentire spesso annoiati e frustrati e ci fa rifuggire il momento presente, portandoci a odiare l’attesa e ad essere impazienti. Questo senso di vuoto ci fa sentire stanchi e apatici, ci toglie la motivazione e ci fa sentire tristi e malinconici. Ma che cos’è questo senso di mancanza? Che cos’è quest’emotività nascosta che emerge spontaneamente? Si tratta del corpo di dolore. Esso è il riflesso del passato su di noi, o meglio è il risultato di una mente inosservata. L’identificazione con la mente (che è il contrario dell’osservazione) porta necessariamente a costanti insoddisfazione e sofferenza. Ogni volta che siamo inconsapevoli e agiamo identificandoci con la mente, il corpo registra la reazione e accumula tensione.

Le emozioni in sordina causano una perenne insoddisfazione

Così, accade che nel corso del tempo continuiamo ad avvertire sofferenza apparentemente inspiegabile e cerchiamo tutte le ragioni del mondo per dare un senso al nostro disagio. Chiaramente, però, dobbiamo riconoscere che siamo noi, attraverso la nostra mente, la causa principale del nostro malessere. E, per quanto possa sembrare strano, la mente si nutre del tuo malessere, poiché è un modo semplice e immediato per sopravvivere e perpetuare il proprio dominio su di te. In breve, la ragione per cui ti senti insoddisfatto anche quanto tutto sembra andare per il verso giusto, è la seguente: non osservi sufficientemente la tua mente e ti identifichi con essa.

La prossima volta che ti senti depresso, apatico o frustrato senza una causa ben precisa, non cadere in preda alla tua mente. Abbi il coraggio di vivere le tue emozioni liberamente e di illuminarle con la luce della tua presenza. Ricordati che ogni volta che fuggirai il tuo malessere, esso si presenterà un’altra volta più intenso e doloroso. Non rifuggire le tue emozioni. Esse sono dei preziosissimi segnali che ti indicano che hai bisogno di osservare la tua mente. Le emozioni ti dicono la verità sul tuo stato mentale, per cui non ti conviene ignorarle fuggendo in un’attività o facendoti assorbire dal flusso di pensieri. L’emotività di base è una forma di controllo “dolce” della tua mente. Infatti apparentemente non ci sono sconvolgimenti particolari, tanto che all’esterno nessuno potrebbe notare il tuo malessere. In molti casi, siamo noi i primi a non riconoscere la nostra insoddisfazione.

La negatività emotiva è subdola e passa troppo spesso inosservata

Meditare e praticare l’osservazione è fondamentale per conoscere se stessi. In particolare, la meditazione ci mette a contatto con la nostra emotività di base. Non a caso, molti di noi si lamentano di non riuscire a meditare oppure che la loro meditazione ha alterato il loro umore e li ha fatti sentire peggio. In verità, ciò che la meditazione fa è far emergere il tuo malessere. E ciò è una cosa buona, poiché significa che stai notando per la prima volta il tuo disagio. Tuttavia, devi riconoscere che la causa del tuo malessere non è la meditazione, poiché essa ha soltanto contribuito a farla apparire nel campo della tua consapevolezza. E devi essere assolutamente grato per questo.

Se al contrario non pratichi l’osservazione, accade che il tuo senso di vuoto rimane inosservato. In questo modo, soffri senza sapere perché. Per la maggior parte del tempo, tieni a bada quella sensazione. Addirittura, molti di noi (quasi tutti, a dire il vero!) hanno fatto l’abitudine con il malessere. Dato che si tratta di una negatività costante, non ci facciamo nemmeno caso. Pensiamo che sia naturale sentirci così. Siamo convinti che sia ovvio annoiarci quando dobbiamo aspettare, essere depressi quando siamo soli o sentirci apatici quando abbiamo poco da fare. Ma non c’è nulla di più falso! Tu sei fatto per essere sempre in pace, non per soffrire di perenni malumori! Non è affatto normale aver bisogno di rifuggire in continuazione in attività per non sentirsi depressi o sentire l’urgenza di lamentarsi, brontolare o proiettare all’esterno il proprio dolore!

La nuova normalità emotiva

A dire il vero, credo che la maggior parte di noi sia vittima di questa credenza: per essere felici dobbiamo fare qualcosa, raggiungere qualche obiettivo, riempire il nostro tempo. Ma in realtà questa convinzione è frutto del desiderio di distrarci per non dover avere a che fare con la nostra insoddisfazione. La nostra infelicità colora le nostre vite in maniera così diffusa che siamo finiti nell’era di una nuova normalità emotiva. Che cosa intendo? Semplicemente, crediamo che il senso di mancanza faccia parte della nostra natura. E in base a ciò abbiamo costruito l’intera società. La nuova normalità emotiva è fatta di perenne sconforto e turbamento. La conseguenza è che abbiamo bisogno di una costante fuga da noi stessi per non sentire quel vuoto. Eppure, in questo modo non facciamo che nasconderlo sempre più in profondità, finché il costo della nostra inconsapevolezza non ci impone di guardarci dentro.

Ci guardiamo intorno e vediamo persone infelici, quindi pensiamo che anche noi saremo destinati alla stessa miseria. Vediamo persone arrabbiate e pensiamo che anche noi dovremo vivere in preda alla collera. Questo meccanismo di controllo della nostra mente è così radicato in noi da non lasciarci apparentemente scampo. La tua mente vive di malessere e finché non avrai il coraggio di confrontarti con i tuoi mostri, la sofferenza avrà il sopravvento su di te.

4) Le proiezioni: come liberarsene per sfuggire al dominio della mente

Uno dei meccanismi di controllo preferiti dalla tua mente è la proiezione. Di che cosa si tratta? Si tratta di quel processo in base al quale incolpi o accusi gli altri dei tuoi mali. Ciò implica che non ti assumi la responsabilità della tua sofferenza. Per la mente, proiettare i propri conflitti all’esterno è liberatorio, ma per te è il prolungamento della tua prigionia. Infatti finché assumi un atteggiamento da vittima, sei destinato a soffrire. Infatti la sua mente si crogiola in mezzo ai tuoi mali. E se tu crei un’identità costruita su di essi, stringi ulteriormente le tue catene. Il problema è che la mente fa di tutto per dare la colpa agli altri, poiché ciò è indispensabile per la sua sopravvivenza. Assumersi la responsabilità vuol dire fine della schiavitù, e ciò è per la mente insopportabile. Ma tu hai il potere di liberarti, smettendo di accusare il mondo.

Smettere di lamentarsi è una pratica davvero potente. Ogni volta che ti viene l’uzzolo di lamentarti, ricordati che facendolo ti boicotterai da solo. Se lascerai andare il capriccio, acquisirai un po’ di potere sulla tua mente. Inoltre, è necessario che riconosca che sei tu a provocarti tutta la tua sofferenza. Anche se è difficile da accettare, soltanto accogliendo profondamente questa verità potrai sfuggire al dominio della tua mente. Dopotutto, se ci ragioni un attimo, non è meraviglioso il fatto che sei tu a causarti ogni sofferenza? Infatti è solo in questo modo che puoi eliminarla. Se fossero gli altri a causarti sofferenza, non potresti mai essere felice e la tua felicità dipenderebbe dall’esterno. Ma il vittimismo è un modo infantile di ragionare e porta soltanto ad incrementare il tuo malessere.

Come rompere i vecchi schemi per sfuggire al dominio della mente

Come avrai già capito, la soluzione numero uno per sfuggire al dominio della mente è l’osservazione. In particolare, però, è necessario che inizi ad ascoltare la tua mente per riconoscere gli schemi che si ripetono. Infatti la tua mente è davvero poco fantasiosa, e suona sempre la stessa musica, come un disco rotto. E questo è forse l’unico suo punto debole. Quindi, ti conviene approfittare di questa debolezza per buttare giù l’intero castello. Diventa consapevole degli schemi della tua mente: ciò è l’unico modo per spezzare la tua dipendenza da essi. Nota come ogni giorno pensi quasi sempre gli stessi pensieri. In fondo, la tua mente è prigioniera di se stessa e dei suoi stessi meccanismi di difesa. Non a caso, il suo istinto di conservazione e il suo desiderio di rimanere in vita è controbilanciato da una tendenza autodistruttiva.

In altre parole, la tua mente vuole sopravvivere ma allo stesso tempo vuole anche morire, poiché alla fine la tua coscienza è destinata a tornare in se stessa e la mente deve prima o poi collassare, volente o nolente. Per sfuggire al dominio della mente, puoi dunque anche confidare in questa tendenza della mente: sapendo che essa non è essenziale alla tua natura e che è costretta a morire, tu diventi più forte e fiducioso nelle tue possibilità di vincere. Inoltre, è necessario che ti sforzi per non ricadere nei vecchi schemi. Infatti anche se tu li osserverai, essi continueranno ad esercitare un certo potere su di te per un po’. Ricadere nell’inconsapevolezza è tremendamente più facile, ma infinitamente più deleterio. Sta a te scegliere la strada più comoda ma distruttiva oppure quella più difficile ma salvifica.

Come sfuggire al dominio della mente sottraendosi alla tirannia dell’abitudine

In fin dei conti, l’identificazione con la mente e la tua tendenza ad agire secondo i suoi “comandi” è frutto dell’abitudine. Certamente si tratta di un’abitudine dura a morire, consolidatasi nel corso di decadi della tua vita. Dunque, se la vera tiranna è l’abitudine, sfuggire al dominio della tua mente diventa uno sforzo cosciente contro il tuo programma inconscio. In altre parole, tu sei programmato per agire in un determinato modo: infatti finché è la mente a dominarti, non hai vera libertà, ma solo l’illusione di scegliere! Quando inizi ad osservarti davvero, ti rendi conto di non aver avuto mai libertà, poiché avevi sempre agito in base ai condizionamenti della tua mente. Ma nel momento in cui diventi osservatore, inizi ad essere libero e cominci per la prima volta a vivere. Quando non osservi, sei schiavo delle reazioni apprese dalla tua mente: è il tuo subconscio a controllarti.

Quindi, se vuoi sfuggire al dominio della mente, devi rimuovere l’abitudine di identificarti con i suoi schemi. E ciò all’inizio sarà piuttosto difficile. Dopotutto, se hai sempre scritto con la mano destra, scrivere con la sinistra non sarà un gioco da ragazzi. Allo stesso modo, se hai sempre agito secondo le limitazioni della tua mente, assumere il punto di vista della tua consapevolezza richiede, almeno apparentemente, un certo sforzo. In realtà, dato che la tua vera natura è quella di osservatore, il tuo sforzo è a “ritroso”, e in realtà è un processo di rilassamento. Ma dato che sei stato sempre abituato a cadere in preda agli schemi della tua mente, ti sembrerà di doverti impegnare duramente per rimanere consapevole. In realtà, rimanere presente è la cosa più semplice che esista, poiché devi limitarti ad essere e ciò non può costarti sforzo! Eppure ti sembrerà di doverti impegnare intensamente.

Smetti di fidarti della mente: ecco come puoi sfuggire al suo dominio

Uno dei paradossi in cui incorrerai durante il tuo processo di osservazione è il seguente: continuerai a fidarti del tuo stesso carceriere (la mente) per liberarti dalla tua prigionia. Infatti c’è un grosso problema di fondo: finché tu sei condizionato dalla mente, non hai vera libertà. Potrebbe dunque venirti il dubbio se sei veramente tu a volerti liberare della mente o se è la mente che vuole liberarsi di se stessa… Ma ti invito a non preoccuparti troppo di questo. In ogni caso, aumentando la tua consapevolezza, potrai dubitare sempre di più della tua mente. Inizierai a percepire i suoi contenuti come brusio di sottofondo e non ti farai condizionare troppo dai pensieri. Comincerai a non essere più schiavo delle tue emozioni e ad avere la possibilità di rimanere presente nonostante il loro potere su di te.

Ti consiglio di mettere sempre in dubbio quanto ti suggerisce la tua mente e di smettere di fidarti di essa a partire da oggi. Non cadere nelle reti di significati e rimani presente nel momento in cui la mente vuole impadronirsi subdolamente di te. La mente mente, eppure è in grado di farti credere che stia dicendo la verità. Infatti la mente non ha grande interesse per la verità, e ogni sua credenza è vera oppure falsa. Non a caso la logica formale si basa sul principio di non contraddizione e non ammette mezze verità! Ma tu devi andare oltre la logica in questo percorso. La logica ti tiene imprigionato e non ti offre alcuna via di uscita. La tua presenza consapevole, al contrario, è l’unica tua vera salvezza. Grazie per aver letto questo articolo. Ti invito a iscriverti alla newsletter per rimanere aggiornato!

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