Come smettere di arrabbiarsi

Come smettere di arrabbiarsi

La rabbia, in alcuni casi, è stata una forza propulsiva nel corso della storia. Ma se non è indirizzata e gestita bene, può rivelarsi sterile e distruttiva. Per la maggior parte di noi oggi la rabbia è in realtà praticamente inutile. È assolutamente naturale sperimentarla in certe occasioni, ma il problema nasce quando ci attacchiamo a essa e quando ne veniamo dominati. È assolutamente possibile gestire la rabbia nel migliore dei modi e, per il “candidato spirituale”, è auspicabile che se ne liberi. In questo articolo vorrei offrirti dei consigli su come smettere di arrabbiarsi. La rabbia, infatti, può essere sostituita con attitudini molto più confacenti e costruttive, come l’entusiasmo e l’impeto guerriero, la buona volontà e un senso di giustizia compassionevole.

Perché la rabbia è così seducente

Innanzitutto, se vuoi smettere di arrabbiarti, devi renderti conto di una verità che puoi vedere confermata nella tua esperienza: arrabbiarsi dà, nel breve termine, una certa malsana soddisfazione. Se ti osservi con attenzione, noterai che la rabbia sorge come un capriccio. La prossima volta che ti stai per arrabbiare, diventa consapevole di come la collera, prima di salire, ti attragga a sé seducendoti. Hai bisogno di una certa presenza e forza di volontà per notare questo sottile meccanismo. Oltre a essere seducente, la rabbia ti offre tutte le ragioni del mondo pur di dominarti. Non a caso, quando di arrabbi, tendi a giustificare la tua indignazione, talvolta anche con una certa ragionevolezza. Infine, la rabbia ti convince della sua (falsa) utilità.

In breve, l’emozione è “succulenta”, ingannevole e apparentemente utile. Questi suoi tre caratteri ci portano inconsciamente a rimanerne ipnotizzati e vinti. Già soltanto riconoscendo il modo in cui la rabbia ti manipola e si impadronisce subdolamente di te potrai limitarne gli effetti devastanti. Facciamo un breve esempio di come la rabbia tenda ad attrarti a sé con le sue qualità ingannatrici: quando qualcuno commette un torto nei tuoi confronti, la reazione più immediata è la rabbia. Essa nasce come un’energia che ti spinge a reagire contro il torto subito, in base a un tuo innato bisogno di giustizia e di autodifesa. Rinunciare a questa reazione è difficile perché l’energia sottostante è forte e ti offre un temporaneo piacere dovuto alla possibilità di poter riparare il torto.

Dopodiché, la rabbia si alimenta della tua intelligenza e della tua materia grigia (sic!), portandoti a giustificarla in tutti i modi possibili. Fino a un certo livello, le spiegazioni che giustificano la rabbia sembrano pienamente ragionevoli e sensate (ma oltre un certo livello l’ira diventa irrazionale). In questo modo, sembra che davvero la rabbia ti aiuterà a riparare il torto subito.

Ma qualcosa non quadra…

A ben vedere, però, c’è qualcosa che non quadra con la rabbia. Il fatto che venga vista come utile e giustificabile è un prodotto stesso della rabbia. Ciò spiega come sia possibile che molte persone in gran parte vittima della loro stessa indignazione tendano a offrire mille ragioni per non liberarsene. E questo spiega come l’ira sia una delle emozioni che creano più dipendenza. Il tuo ego gongola quando ha l’occasione di impadronirsi di te attraverso la rabbia. Dunque, la verità è che solo quando sei arrabbiato (o dentro di te cova una qualche forma di irritazione) puoi giustificare la rabbia. Il fatto è che la maggior parte di noi è arrabbiato con qualcuno, che sia il collega insopportabile o l’élite finanziaria, la suocera o Big Pharma. E sembra proprio impossibile separarci dal nostro istinto collerico…

Dopotutto anche Gesù si era “arrabbiato” per scacciare i mercanti del tempio. Questa è una giustificazione che non regge: la “rabbia” di Gesù era molto probabilmente un impeto superiore, di cuore, privo di interferenze egoiche. La nostra indignazione, invece, proviene da frustrazione personale e da paure inconfessabili. Non credo sia sensato paragonarla a quella di Gesù! Dunque, la nostra rabbia è un’emozione che va ridotta al minimo o addirittura eliminata. Infatti, come stavo accennando, essa non ha nobili origini. Quali sono le origini della rabbia? Essa discende dalla paura e dalla nostra insicurezza esistenziale, connesse con il fatto di essere incarnati in un piccolo corpo con cui ci identifichiamo e un ego che vogliamo proteggere con le unghie e con i denti. Accanto a ciò, la rabbia rivela l’ insufficienza di vivere alle dipendenze del nostro stesso ego, sfruttati e schiavizzati dal suo potere.

Perché smettere di arrabbiarsi

Ora, è necessario che tu capisca che le ragioni offerte dalla rabbia per perpetuare se stessa sfruttano una tua prospettiva limitata e mancante. Quando giustifichi la rabbia, lo fai perché ti manca un pezzo essenziale, e cioè non vedi la realtà con gli occhi del cuore. Quando predomina la visione dell’emisfero sinistro, la rabbia sembra giustissima o addirittura inevitabile. Ma essa discende da un profondo errore di percezione. Quindi, ciò che è sbagliato e ci fa arrabbiare non è ciò che sta là fuori, ma qualcosa di corrotto, di disfunzionale che sta qua dentro.

E non voglio incriminare nessuno per questo. È assolutamente umano e ordinario non avere il cuore aperto e soffrire di “cecità sentimentale”. Ma se stai leggendo questo articolo, significa che molto probabilmente stai già lavorando per aprire il tuo cuore e vedere il mondo da un punto di vista molto più vasto di quello limitato che si nutre di rabbia, rancore e risentimento.

Del resto, la rabbia ti acceca sempre di più, in un interminabile circolo vizioso. In questo modo, la tua percezione sbagliata continua a intensificarsi e le ragioni per arrabbiarti ulteriormente si moltiplicano indefinitamente. Ma perché dovresti smettere di arrabbiarti dopotutto? Perché il piacere nel breve termine di covare rabbia è molto inferiore alla devastante sofferenza che essa ti procura nel lungo termine, consumandoti fisicamente (soprattutto con danni all’apparato cardiovascolare e al fegato) e psicologicamente e soprattutto ostacolando i tuoi sforzi spirituali. Ti garantisco che non vale assolutamente la pena tenere il muso. L’esistenza oltre la rabbia è molto più serena e soddisfacente.

Come smettere di arrabbiarsi in pratica

Veniamo al dunque: come smettere di arrabbiarsi in pratica? La prima cosa che devi fare è rinunciare al falso piacere che irritarti ti dà. Riconosci quel sottile senso di rivalsa e di vendetta che sta alla base di quest’emozione. È un piacere davvero misero se confrontato alla moltitudine di altri piaceri superiori di cui puoi godere, come un paesaggio al tramonto o una camminata all’ombra di maestosi pini silvestri. Puoi decidere di ricompensarti tutte le volte che rinunci ad arrabbiarti. Sostituisci la gratificazione della rabbia con un’altra più costruttiva. Ma questo è sicuramente insufficiente! Che cos’altro puoi fare? Molte altre cose. Ad esempio, puoi riconoscere che la tua rabbia è frutto di una visione errata della realtà. La tua rabbia ti acceca e non ti fa vedere il mondo nella sua intrinseca perfezione.

Facendo questo, stai riconoscendo che la tua negatività e sofferenza dipendono da te, quindi tu ne sei il responsabile e stai inconsciamente creando la rabbia. A questo punto, ti consiglio di ignorare completamente ciò che ti dice la mente. Considera come false tutte quante le ragioni che la voce nella tua testa ti propone. Perché tutti i pensieri collerici sono soltanto spazzatura, credimi. Possono essere utili nella misura in cui devi sopravvivere a un leone o sei minacciato di morte, ma altrimenti sono completamente falsi e bugiardi. Quindi, non affrontare la tua rabbia a livello mentale. La tua mente infatti troverà migliaia di ragioni per attaccarsi a essa. Piuttosto, guarda alla rabbia dal punto di vista emotivo. Mentre la mente canta le sue frottole, tu rimani presente e lascia andare la rabbia.

Come smettere di arrabbiarsi lasciando andare

Che cosa vuol dire lasciar andare la rabbia? Da un punto di vista emotivo, la rabbia è una forma di energia. Se la consideri al di là dei pensieri connessi a essa, non è che un cumulo di sensazioni. Se riesci a rimanere un attimo al di fuori dei pensieri compulsivi, puoi osservare la rabbia nel tuo corpo. Ora, lasciala lì, senza giudicarla. Smettila di alimentarla con ulteriori falsi pensieri legati al campo energetico della rabbia. Non credere alla tua mente. Mentre l’emozione è ancora forte, puoi scegliere di smettere di resistere alla sua energia e inondarla di consapevolezza, lasciando cioè che rimanga lì dov’è, limitandoti a guardarla. Inoltre, cerca di rilassare i muscoli per alleviare le tensioni. Così facendo, stai accettando la rabbia e contemporaneamente la stai lasciando andare. Non è così difficile.

Nel frattempo, cerca di aprirti alla possibilità che ci sia una visione migliore rispetto a quella offerta dalla rabbia. Ora magari ti sembra che il tradimento del tuo partner sia imperdonabile, ma hai la forza e l’apertura di considerare che la tua rabbia non dipende dal tuo partner ma soltanto da te? Se riesci anche solo a prendere in considerazione una simile possibilità, significa che stai già aprendo il tuo cuore. Ed ecco che l’ultimo rimedio che ti consiglio per smettere di arrabbiarti è: diventa una sorgente di amore incondizionato e, in particolare, apriti alla compassione e cerca di comprendere i comportamenti degli altri oltre ogni giudizio. Se il tuo cuore è aperto, la rabbia è sostituita da amore e compassione, forza d’animo e gioia.

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