Come smettere di avere problemi

Come smettere di avere problemi? Ma innanzitutto è possibile non avere problemi? Assolutamente sì. E ti dirò di più: è possibile trasformare i propri problemi in eventi miracolosi. Potrebbe sembrarti che sto esagerando, ma in realtà è perfettamente possibile eliminare le difficoltà e addirittura usarle come materiale per il tuo sviluppo. Innanzitutto c’è da chiarire una cosa: il tuo obiettivo non è rimuovere le difficoltà esterne. Se il tuo intento è questo, mi dispiace ma ti dovrò deludere. Se invece vuoi risolvere il tuo rapporto con i problemi in maniera definitiva, questo articolo fa per te.

In questo articolo ti spiegherò:

  • perché i tuoi problemi non esistono eppure ne sei perseguitato;
  • come cambiare atteggiamento in modo da non avere più problemi;
  • come trasformare i problemi in opportunità.

I tuoi problemi sono fantasmi

I tuoi problemi sono fantasmi: questa è l’ultima cosa che vorrebbe sentirsi dire un disoccupato depresso e in balia della propria situazione insopportabile. Eppure, se ci pensi bene, che cosa sono i problemi? Si possono toccare, annusare o vedere? Evidentemente no. Infatti i problemi esistono soltanto all’interno della tua mente, e sono racchiusi e inscatolati in essa. Eppure hanno un’enorme influenza su di te e sono spesso in grado di rovinarti l’umore e la salute o persino l’intera esistenza. Perché succede questo? Essenzialmente, tu credi alla tua mente e in questo modo i problemi diventano reali. Ma che cosa vuol dire che i problemi non esistono? Per evitare fraintendimenti continua a leggere.

Perché i tuoi problemi non esistono eppure ne sei perseguitato

I problemi nascono dalle tue interpretazioni della realtà. Tali interpretazioni sono filtrate da una “lente” che indossi inconsapevolmente e che ti porta a giudicare un determinato evento in un certo modo. Questa lente è un vero e proprio filtro, che utilizzi continuamente e che ti impedisce di avere accesso diretto alla realtà. In pratica, è come se tenessi sempre addosso degli occhiali che ti fanno apparire il mondo in un certo modo. Questa lente è influenzata dal tuo passato personale, dai condizionamenti sociali, famigliari e culturali, dalle tue credenze e convinzioni. In base a questa lente, hai determinate idee riguardo il successo e il fallimento, la felicità e l’insoddisfazione, il giusto e lo sbagliato. Ma soprattutto, interpreti una rottura, una separazione, un licenziamento come un colpo basso.

I tuoi problemi, inoltre, nascono dall’attaccamento. Se sei attaccato al tuo corpo, una ferita è una minaccia; se sei attaccato al denaro, un furto è inaccettabile; infine, se sei attaccato al tuo partner, un tradimento è doloroso. L’attaccamento è la sostanza che costituisce la base della tua lente, e influenza il modo in cui giudicherai il mondo. Senza attaccamento, al contrario, qualunque evento è neutro. Se non sei geloso, un tradimento non è più un grosso problema; se non ti senti proprietario dei tuoi soldi, essere derubato non ti farà uscire fuori di testa. Potresti dire che è ovvio che hai degli attaccamenti e che sarebbe impensabile non averli. In realtà, per quanto fino ad un certo punto ciò sia normale, a che cosa serve la vita se non a liberarsi da questi attaccamenti per crescere e sviluppare una consapevolezza superiore? Evolversi significa superare gli attaccamenti!

La via del non attaccamento: come smettere di avere problemi seguendo questa strada

In breve, avrai problemi finché sarai attaccato a qualcosa o a qualcuno. Quando superi l’attaccamento, qualunque cosa non può più rappresentare una difficoltà! Ma come puoi smettere di essere attaccato alle cose? Ecco i passi per seguire la via del non attaccamento:

  1. Chiediti a che cosa sei più attaccato. Non cercare di rispondere subito. Piuttosto, rimani con il punto interrogativo e aspetta che la risposta arrivi da sé. In particolare, durante la giornata, inizia a notare le tensioni, le emozioni negative e le ansie che provi. Esse potrebbero essere il segnale di un attaccamento eccessivo. La gelosia, l’apprensione e il desiderio di possesso indicano che devi lavorare su degli attaccamenti.
  2. Lavora sugli attaccamenti. Semplicemente, sviluppa il proposito di essere meno legato a qualcosa o a qualcuno. Dopodiché, il “problema” non tarderà ad arrivare. Quello che tu chiami un problema è, al contrario, una sfida con cui la vita ti spinge a liberarti da un attaccamento, per cui sta a te cogliere le opportunità al volo. Le occasioni per lavorare sugli attaccamenti sono numerosissime: peccato che normalmente tu le veda come problemi e tenda a rifuggirle!
  • 3. Riconosci i meccanismi automatici con cui il tuo corpo e la tua mente creano resistenza e sofferenza quando i “problemi” si presentano. Il vero problema, se vuoi, non è il fatto esterno in sé, ma il tuo atteggiamento di conflitto con la realtà. Attaccarsi a qualcosa vuol dire combattere contro il flusso della realtà e negare la temporaneità delle cose per costruire una realtà malsana. Purtroppo, però, tutto questo è considerato normale.
  • 4. Realizza di non aver bisogno di niente. Gli attaccamenti derivano anche dall’abitudine e dalla credenza di considerare che abbiamo bisogno di qualcosa per essere felici. In particolare, tendiamo a voler imporre le nostre aspettative sul mondo in base alla nostra esigenza di controllo.

La via della responsabilità: come smettere di avere problemi in definitiva

Se lavorare sugli attaccamenti può sembrarti difficile e incontri troppe resistenze, puoi ricorrere ad una via più soft (ma non per questo facile!) per smettere di avere problemi. Puoi seguire la via della responsabilità. In pratica, essa consiste in un rovesciamento del paradigma ordinario, in base al quale tu subisci un problema e per risolverlo devi rimuovere la causa esterna. Questo atteggiamento è quello della vittima ed è tanto diffuso quanto distruttivo. Il nuovo paradigma che puoi adottare consiste nell’assumerti la responsabilità dei problemi e del modo in cui li risolverai. Che cosa significa? Significa che:

  • Dovrai iniziare a sentirti responsabile di tutto ciò che ti accade, che sia piacevole o spiacevole (mi avevi detto che era una strada più soft!). Potresti credere che questa mentalità sia una condanna a morte. In realtà, è l’unica strada per la libertà. Dopotutto, finché subisci passivamente i problemi, come pensi di poterli risolvere? Ripetiti, per quanto all’inizio possa essere doloroso, che sei tu a causarti ciò che ti capita (pur inconsapevolmente) e sei tu l’unico/a a poterne rispondere.
  • Dovrai sentirti responsabile delle tue azioni e risposte e smettere di reagire meccanicamente agli impulsi e agli avvenimenti esterni. Crea uno spazio tra te e lo stimolo: finché sarai meccanico e agirai in preda alle emozioni e alle reazioni istintive, continuerai ad essere oppresso dai problemi.

Come puoi smettere di avere problemi con la via della responsabilità?

Quando ti assumi la responsabilità, accade che diventi il protagonista della tua vita e il creatore degli eventi attorno a te. Infatti non è vero che tutto avviene per caso e non è vero che tu sei la vittima di un destino malvagio. Al contrario, ogni evento ha un suo preciso perché e questo lo puoi realizzare nella tua quotidianità, purché aumenti la tua consapevolezza e sia disposto ad aprire gli occhi. Assumendoti la responsabilità, ti si apre davanti un mondo completamente diverso. Che cosa vuol dire seguire la vita della responsabilità nella pratica? Significa:

  • Smettere di lamentarti. Lamentarsi vuol dire scaricare sugli altri la responsabilità. Inoltre è un enorme spreco di energia.
  • Smettere di giudicare. Il giudizio ti rovina letteralmente la vita e non differisce molto dalla lamentela. Quando giudichi qualcun altro, stai condannando una parte di te che non accetti, e ancora una volta stai sfuggendo alla responsabilità di cambiare.
  • Diventare creatore. Ciò implica che dovrai scegliere in prima persona come agire senza delegare a nessuno la responsabilità e senza dipendere da nessuno.

La via della responsabilità è strettamente collegata alla prossima via di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo.

La via delle opportunità

Diventare responsabili è il presupposto per intraprendere un’altra strada: la via delle opportunità. In che cosa consiste? Consiste nel trasformare i problemi nel loro “corrispondente superiore”, ovvero in opportunità. Questa strada implica un ulteriore rovesciamento di prospettiva, poiché comporta un ampliamento di visione. In particolare, richiede che tu ti distacchi dai tuoi problemi, facendo un passo indietro fondamentale che ti consenta di creare una distanza. Per creare questa distanza hai bisogno di coraggio e creatività. Ma fatto questo passo, puoi ottenere la freddezza e la lucidità necessarie per vedere i tuoi problemi diversamente.

Nella pratica, devi chiederti in che modo una determinata difficoltà potrebbe contribuire ad aumentare la tua consapevolezza o farti crescere. Dopotutto, i problemi sono le uniche sfide che la vita ti mette davanti per maturare. Senza di essi, non trovi che la vita sarebbe monotona e ripetitiva? Qual è lo scopo della vita, se non evolversi affrontando i problemi? Se tu riesci a trasformare il tutto in una sfida per la tua crescita o addirittura in un gioco, ti si spalancherà un mondo completamente diverso e migliore. Inizia ad essere grato per i tuoi stessi problemi, poiché è grazie ad essi che potrai diventare la migliore versione di te stesso. Ti assicuro che per quanto ora potresti vedere tutto nero, se avrai il coraggio di trasformare i tuoi problemi in una sfida, non rimpiangerai di averlo fatto!

Come smettere di avere problemi integrando le tre vie

Abbiamo parlato di tre vie per smettere di avere problemi:

  • la via del non attaccamento
  • la via della responsabilità
  • via delle opportunità

Queste tre strade sono in realtà strettamente interconnesse tra loro. Integrandole insieme, potrai ottenere dei benefici inimmaginabili. Per iniziare, ti consiglio di mettere in discussione i tuoi schemi di pensiero e le tue interpretazioni ricorrenti della realtà. Chiediti: “Non è che la mia lente è difettosa e non riesco a vedere la realtà per quella che è?” “Io vedo solo problemi, ma potrebbe darsi che la mia interpretazione è errata o parziale?”. Per questo è fondamentale l’osservazione. L’osservazione riassume tutte le tre vie e ne è l’inizio e il compimento, la base e il termine. Osserva i tuoi attaccamenti, i tuoi atteggiamenti da vittima e la tua tendenza automatica a vedere i problemi come difficoltà insormontabili anziché come sfide.

Osserva il modo in cui la tua macchina biologica ti porta a reagire meccanicamente, ad attaccarti agli oggetti e a farti soffocare dagli eventi. Solo in questo modo potrai seguire efficacemente le tre vie, diventando distaccato, responsabile, creatore. Nutri fiducia nel fatto che ciascun tuo problema contiene in sé un enorme potenziale per il tuo sviluppo. Magari ora non lo vedi, ma ciò che chiami problemi non sono che occasioni per liberarti dai tuoi attaccamenti, diventare creatore e responsabile, per dare vita ad ulteriori opportunità. Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato!

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Una risposta a “Come smettere di avere problemi”

  1. La via del non attaccamento credo di averla provata fino a qualche anno fa e ti assicuro che non è la strada migliore per la costruzione di rapporti solidi: ognuno di noi necessita di sentirsi “necessari” ed importanti per qualcuno e se l’altro percepisce distacco inevitabilmente si allontanerà, e viceversa. Penso che il non attaccamento vada bene per le questioni materiali maggiormente, piuttosto che per i rapporti. Riguardo, invece, all’assumersi le proprie responsabilità evitando il vittimismo, i giudizi, eccetera… e il fatto che ciò è in grado di insegnarti qualcosa se trovi la chiave per creare la distanza necessaria per vederla con lucidità, per le esperienze personali realizzate fino ad oggi, mi trovi d’accordo.

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