Come smettere di giudicare

Giudicare è l’azione più semplice in assoluto. Tutti lo facciamo costantemente e ripetutamente. Critichiamo, diamo la nostra opinione, definiamo gli altri e noi stessi. Il problema è che il nostro giudizio è un punto di vista parziale e limitato, che non si cura delle sfaccettature della realtà. Così inquiniamo le nostre relazioni e il nostro cuore. Perdiamo il fascino dell’osservazione e finiamo intrappolati nei nostri stessi giudizi. Infatti chi è molto critico verso gli altri è duro anche nei proprio stessi confronti. Il bisogno di giudicare deriva da profonda insicurezza e incapacità di accettare il presente. In questo articolo voglio che tu sappia come smettere di giudicare per eliminare sofferenza per te e per chi ti circonda.

In un altro articolo avevamo parlato della paura del giudizio e di come liberarsene. Tale paura nasce all’interno di modelli educativi che danno amore e approvazione solo a chi si comporta in un determinato modo. I bambini e i ragazzi diventano così dipendenti dal giudizio degli altri e dalla loro approvazione e diventano loro stessi giudici implacabili degli altri e del proprio modo di comportarsi. Così accade che la maggior parte di noi teme il giudizio come la peste, ma allo stesso tempo è giudice di tutto e di tutti. In altre parole, ci accorgiamo del male che gli altri ci fanno, ma ci dimentichiamo di essere noi i primi responsabili dell’altrui sofferenza.

Che cosa c’è che non va nel giudizio?

Il giudizio è di per sé una grande possibilità, poiché ci consente di interpretare il mondo. Ci permette di comprendere la realtà in modo da sopravvivere al meglio. Ma ha tantissimi difetti, alcuni dei quali elencherò qui sotto:

  • offre una visione parziale e quindi distorta della realtà. Infatti chi giudica lo fa secondo una particolare visione del mondo e le proprie convinzioni personali. Il giudizio non è mai puro e oggettivo, ma sempre inquinato da considerazioni di parte;
  • è una proiezione dell’insoddisfazione di chi lo esprime. Chi giudica, solitamente emette un verdetto nei confronti di qualcosa che non gli piace. Trova negli altri quello che considera un difetto o un vizio, ma in realtà proietta nell’altro il rifiuto per una parte di sé;
  • alimenta conflitti. Gli ambienti dominati dal giudizio sono terreno di costante lotta;
  • deriva generalmente da rabbia o paura;
  • discende da una resistenza nei confronti del momento presente;
  • causa sofferenza in chi lo riceve (soprattutto se questo è insicuro);
  • è un segno di bassa autostima. Non a caso una delle soluzioni per essere meno giudicante è aumentare il tuo amor proprio.

In breve, si potrebbe dire che la tendenza a giudicare dipende dall’incapacità di accettare se stessi e dal bisogno di proiettare sugli altri le proprie insicurezze e insoddisfazioni. Che bisogno hai di giudicare se ritieni che tutto vada bene e accetti tutto incondizionatamente? Nessuno. Il fatto è che è difficile accorgersi di come il giudizio sia un problema di chi lo formula e non di chi lo riceve. Inoltre giudicare può trasformarsi in una cattiva abitudine difficile da eliminare. Il costo di questo vizio è salato: aumenta l’insoddisfazione e il desiderio di lamentarsi e si crea sofferenza dentro e fuori di sé.

Come smettere di giudicare?

Continua a leggere se vuoi sapere come smettere di giudicare! Innanzitutto, la prima cosa che devi fare è notare quanto il giudizio permea la tua vita. Quante volte ti capita di unirti ad un coro di pettegolezzi? Quante volte ti lamenti per il carattere odioso di un tuo conoscente? Infine quante volte giudichi te stesso? Il problema del giudizio infatti si pone sia nel rapporto con te stesso che con gli altri. Non sottovalutare la tua partecipazione al giudizio: spesso potresti giudicare inconsapevolmente e senza pensarci. Una volta che avrai notato i tuoi comportamenti, puoi passare alla fase pratica.

Premetto che smettere di giudicare è un processo lento. Infatti il tuo lavoro consiste in un vero e proprio cambio di paradigma. Non puoi pretendere risultati straordinari da un momento all’altro. Devi avere pazienza e perseverare: i frutti del tuo impegno saranno meravigliosi. In ogni caso, per quanto possa apparire complicato nella pratica, smettere di giudicare dipende quasi esclusivamente dalla tua forza di volontà nell’applicare il concetto di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo.

Come smettere di giudicare nella pratica?

Nella pratica, per smettere di giudicare devi lavorare sull’osservazione. Quest’ultima è l’unica alternativa al giudizio. Osservare vuol dire guardare la realtà in modo diretto, senza la mediazione della mente. La tua mente tende a formulare in continuazione giudizi. Non è abituata ad osservare. Per questo devi allenare la tua consapevolezza in modo da abituare la mente a cambiare modalità. Per farlo, meditare ti può essere di enorme aiuto. Ma ciò di cui parlo non è la classica pratica meditativa solo in una stanza (che puoi comunque fare a tuo beneficio). Intendo che nelle tue faccende quotidiane e soprattutto nelle relazioni con gli altri devi cercare di rimanere presente.

Rimanere presente vuol dire non farsi assorbire dal traffico di pensieri nella tua testa. Significa connettersi con ciò che sta accadendo. Nei rapporti con gli altri significa ascoltare in silenzio, eliminando la vocina dentro di te che giudica continuamente. Nelle tue attività vuol dire non identificarti con i tuoi pensieri e rimanere connesso con ciò che stai facendo. Se il giudizio porta rabbia, rancore e conflitto, l’osservazione porta pace, compassione e gratitudine. Se smetterai di giudicare, potrai accettare tutto, anche ciò che la tua mente considera insostenibile. Infatti è chiaro che con la mente non potrai mai amare un criminale o un terrorista e lo giudicherai sempre impietosamente. Al di fuori della mente, c’è spazio per avere compassione anche per il dittatore più sanguinario.

Una soluzione complementare

Oltre ad iniziare ad osservare, puoi adottare un’ulteriore soluzione per essere meno giudicante. Dato che il giudizio corrisponde alla non accettazione, dovresti aumentare la tua capacità di accettare te stesso e gli altri. Per farlo, devi migliorare la tua autostima. Non mi dilungherò a lungo su questo poiché ho già scritto un articolo al riguardo. Voglio soltanto invitarti ad amare te stesso incondizionatamente e a smettere di focalizzarti sui tuoi difetti. Accetta le tue debolezze. Ricorda che quando giudichi, spesso non fai altro che proiettare la tua incapacità di accettare te stesso sugli altri. Non finire vittima del meccanismo delle proiezioni.

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