Come smettere di sentirsi in colpa

La colpa è uno dei meccanismi più subdoli dell’ego. Ognuno di noi ha un carico più o meno pesante di colpa. Esso rimane sepolto nel nostro subconscio finché non lavoriamo per eliminarlo. La colpa è intrinseca all’ego, poiché discende dalla convinzione di aver rifiutato l’amore e di essersi separati dall’Uno. Essa è legata alla paura di poter essere puniti da Dio. Nella colpa è sempre intrinseca la paura di una punizione e della vendetta, la quale è proiettata all’esterno. Inoltre, la colpa contiene in sé indegnità e vergogna. Ma come smettere di sentirsi in colpa per vivere una vita all’insegna della libertà, della spontaneità, dell’amore e della gioia? In questo articolo parleremo proprio di questo argomento.

La colpa è uno dei nostri segreti più inconfessabili. La portiamo dentro sotto forma di carico emotivo e di pensieri ossessivi e di paura. Essa ci impedisce di vivere in pace, ci manipola profondamente e ci rende schiavi del mondo. Superare la colpa è un passo fondamentale per troncare la nostra dipendenza dall’esterno. Finché portiamo colpa dentro di noi, rimaniamo con un vuoto di amore, siamo insicuri e poco radicati in noi stessi e non possiamo accedere alla vera pace e felicità. La colpa infatti è essa stessa una mancanza di amore e nasce dal nostro disallineamento spirituale. Ci sentiamo in colpa quando ci crediamo mortali, limitati e vulnerabili e in tal modo crediamo di poter ferire gli altri e, soprattutto, di poter essere “puniti” e soffrire.

Come smettere di sentirsi in colpa

La colpa è dunque intrinseca al sistema dell’ego. Nel momento in cui ci vediamo separati e mortali, realizziamo di poter essere feriti, uccisi, traditi e di poter provare dolore sulla nostra carne. Tale paura esistenziale, che discende direttamente dalla paura della morte e della dissoluzione, crea un profondo senso di indegnità e vergogna. Tale indegnità ha lo scopo di renderci piccoli agli occhi del mondo e degli altri ego, in modo da apparire incapaci di fare del male e quindi suscitare la pietà dei nostri simili. Nascondendoci dietro la colpa, ci sentiamo in questo modo tutelati e protetti (pur falsamente) dalla paura della morte e della sofferenza. Ci facciamo piccoli e sofferenti, miseri e poveri, in modo da non essere perseguitati o tormentati.

Insomma, la colpa ci permette di apparire innocenti. In pratica, è come se dicessimo: “Guarda, ti sembra che io possa fare del male e, se anche lo faccio, guarda che misero che sono, non vorrai mica alzare le mani su un corpo così fragile?”. Preferiamo rimanere deboli e fragili pur di godere di un minimo di sicurezza, poiché crediamo che la nostra sopravvivenza dipenda dal mondo e dagli altri ego. Eliminare la nostra colpa vorrebbe dire sacrificare la sicurezza in nome dell’incertezza. Ma in quest’incertezza si trovano anche la libertà, la felicità e la pace. Eppure affrontare l’abisso dell’ignoto risveglia la nostra paura e ci spinge a rimanere nascosti dietro il cumulo di colpa e di vergogna che abbiamo eretto per proteggere il nostro ego.

Riscopri la tua vera natura: essa non può fare né subire il male

A questo punto è evidente che per smettere di sentirsi in colpa è necessario scoprire chi siamo veramente, oltre l’identità illusoria del nostro ego. Ciò è fondamentale per trovare un radicamento e una certezza che controbilanci la necessità di abbandonare la (falsa) sicurezza offerta dall’ego. E tale centratura può essere trovata solamente nella propria anima, nel vero Sé, nella pura coscienza che in realtà siamo sempre stati, ma abbiamo dimenticato essere la nostra reale essenza per identificarci con l’ego. Radicandoci profondamente dentro noi stessi, scopriamo che la paura e la colpa, la vergogna e l’indegnità sono completamente false, poiché nascono per proteggere un ego che nemmeno esiste. Non a caso la colpa si manifesta attraverso un insieme di forme mentali ed emozioni create inconsciamente da noi stessi per via del nostro errore di identità.

E i pensieri e le emozioni non sono che pacchetti di energia, non hanno nulla di reale quanto al loro contenuto! Eppure la nostra identificazione con la forma ci spinge a credere reali le loro storie. Dobbiamo allora creare un distacco dalla nostra mente tramite l’osservazione. In questo modo impariamo a evitare di rimanere “incastrati” nelle forme mentali. Riscoprendo la tua vera natura, ti accorgi che essa non può ferire nessuno, perché è immateriale e per la stessa ragione non può essere ferita da nessuno. Quindi nessuno potrà più punirti o vendicarsi su di te. E potrai allora superare la colpa per aprirti alla pace e all’amore incondizionato del tuo cuore.

Smettere di giudicare e di incolpare il mondo per smettere di sentirsi in colpa

Un altro modo per sbarazzarci della colpa dentro di noi e smettere di sentirci indegni è smettere di incolpare e giudicare gli altri. Ogni volta che accusiamo qualcuno, stiamo in realtà accusando noi stessi e la prossima volta che saremo noi a fare qualcosa di “cattivo”, ci sentiremo tremendamente in colpa. Giudica e sarai giudicato: non è una punizione dal Cielo, ma la conseguenza delle nostre proiezioni, che ci portano a sentire su di noi il peso del giudizio che proiettiamo all’esterno. Dobbiamo assolutamente praticare il non giudizio se vogliamo alleviare il peso della nostra voce critica. Ogni giudizio, che sia diretto contro di noi oppure contro qualcuno all’esterno, è come una pietra nella nostra psiche e veleno per le nostre vene.

L’ego è abile nel proiettare la colpa all’esterno e farci credere che a essere cattive siano le persone fuori di noi. Dopotutto ci sono gli assassini, i politici corrotti, i genitori poco amorevoli, i figli disubbidienti, il governo ladro, le multinazionali imbroglione… L’ego ha un enorme arsenale di risorse e di conferme nella realtà esterna per incolpare il mondo. Eppure l’ego nasconde che in questo modo può mantenere intatta la propria colpa e rimanere una vittima. La colpa è infatti una forma profonda di vittimismo. E il vittimismo è a sua volta una forma di schiavitù. Smettere di sentirsi in colpa perciò significa smettere di essere schiavi. Schiavi di chi o di che cosa? Ovviamente della nostra mente, che proietta le nostre catene all’esterno, facendoci credere che i nostri padroni siano là fuori.

Com’è possibile che incolpare gli altri alimenti la nostra colpa?

Ma com’è che incolpare o giudicare gli altri appesantisce il carico della nostra colpa e la tiene sepolta in profondità? Ciò accade per il meccanismo della proiezione. L’ego non ha il coraggio di tenere dentro di sé tutta la colpa e la vergogna che prova. Quindi ha la brillante idea di proiettare all’esterno il proprio carico. Per la legge dello specchio, ciò che vediamo nel mondo è ovviamente sempre qualcosa che portiamo dentro di noi. Il mondo infatti è solamente un riflesso della nostra coscienza. Quindi non c’è alcuna differenza tra giudicare noi stessi e gli altri. L’ego è abile a ingannarci e nel farci credere che no, in realtà siamo davvero giudicando il politico corrotto, il figlio disubbidiente, il genitore poco amorevole. Ma questo è proprio l’inganno dell’ego e noi ci caschiamo come pere cotte!

Quindi quando incolpiamo gli altri nascondiamo più profondamente la nostra colpa, e a quel punto sembra che ci siano padroni, cattivi, essere meschini all’esterno. In realtà ciò che proviamo per quelle persone è l’odio e l’indegnità che proviamo per noi stessi, ma per l’appunto sostenere tutto quel carico di odio è impossibile per l’ego, che quindi lo “allevia” proiettandolo un po’ qua un po’ là, come delle gocce, in modo da non sentire il peso della colpa concentrato tutto su sé stesso così da non soffocare. Ma in questo modo accade che anziché affogare all’improvviso, ci destiniamo a una lenta agonia, che distrugge tutto il nostro essere in modo graduale e misero. Dobbiamo allora avere il coraggio di riconoscere che tutta la colpa che proiettiamo all’esterno è dentro di noi, in modo da iniziare a rimuoverla.

Com’è possibile che il politico corrotto abbia a che fare con la colpa dentro di me?

Sì, ma com’è possibile che quel politico corrotto abbia a che fare con la colpa dentro di me? Può non essere immediatamente evidente, ma c’è necessariamente una relazione. Innanzitutto, se infatti l’odio che provi per quel politico fosse una caratteristica intrinseca a esso, tutti dovrebbero provare la stessa sensazione di disgusto, rabbia o risentimento. Eppure non è così. Ognuno reagisce in maniera diversa in base al carico di emozioni e credenze che porta dentro di sé. E quindi dobbiamo avere il coraggio di chiederci quale parte di noi riflette quel politico corrotto, quel genitore poco amorevole, quel figlio disubbidiente. E non dovremo arrenderci finché non la troveremo.

Se non sopporti un politico, in realtà non sopporti te stesso o una parte di te. Quale parte di te esattamente? Una caratteristica che sai di avere ma fai finta che non sia dentro di te. Se ad esempio odi le persone orgogliose, significa che non accetti di avere dentro di te un certo quantitativo di orgoglio. E se odi un genitore o un tuo caro, devi scoprire quale parte di te odi. I tuoi famigliari sono le parti più profonde di te, per cui se provi fastidio, irritazione o addirittura odio nei loro confronti, stai in realtà odiando te stesso. La maggior parte di noi non ammette di odiare se stesso, poiché l’ego ha bisogno di fare ciò per non distruggersi (in realtà si distrugge comunque da solo). Eppure ciò non toglie che ci odiamo piuttosto profondamente. Altrimenti vedremmo solamente bellezza e amore.

Riempirsi di amore per smettere di sentirsi in colpa

La colpa è a tutti gli effetti un vuoto di amore. E che cosa può riempire questo vuoto se non l’amore stesso? Dobbiamo allora imparare ad apprezzare il nostro valore a prescindere dalle condizioni esterne e amarci profondamente. Dobbiamo costruire un’autostima solida e incrollabile. E dobbiamo nutrire il nostro cuore di amore. In questo modo sciogliamo il senso di non meritare, di non valere abbastanza, di non essere degni di amore. E la nostra colpa diminuisce. Non dobbiamo solamente occuparci di amare noi stessi. Possiamo anche aprirci all’amore incondizionato. Ad esempio, possiamo iniziare a provare compassione per gli altri. In tal modo gli altri non saranno più percepiti come minacce, ma al limite come individui che fanno richieste di amore.

La nostra colpa infatti è legata alla nostra paura di ricevere punizioni e vendette. Ma se vediamo l’innocenza di chi ci circonda, non avremo più nulla da temere e la nostra colpa verrà alleviata di conseguenza. Inoltre, amando gli altri amiamo anche noi stessi e riempiamo così il nostro vuoto di amore. In generale, per liberarci dalla colpa possiamo dedicarci all’apertura del cuore (scopri di più qui). Ciò significa diventare tutt’uno con la nostra anima e radicarci in essa, affondando sempre di più nella pace, nell’amore e nella gioia che non sono di questo mondo. In tale modo la nostra colpa emergerà naturalmente e si scioglierà in modo spontaneo, se solo noi ci affidiamo completamente e intensamente al nostro cuore e lasciamo che esso la risolva.

Stare attenti alle proiezioni dell’ego

Come abbiamo detto, l’ego proietta la colpa all’esterno sotto forma di giudizi sugli altri. In più, formula una serie di giudizi su sé stesso con i quali si impone certi comportamenti. Alla base della colpa, c’è sempre la convinzione che per essere riconosciuti dagli altri ci sia bisogno della loro approvazione. Quindi non si può dire di no né ferire gli altri. E così nasce la timidezza. Spesso si confonde la timidezza con la sensibilità, perché diciamo di avere paura di fare del male agli altri. In realtà la paura di ferire gli altri nasconde la paura di poter subire il male e quindi la credenza nella propria mortalità, fragilità e vulnerabilità.

In virtù di tale vulnerabilità, sacrifichiamo la nostra libertà in nome della sicurezza e dell’approvazione sociale. E così facciamo cose che non vorremmo, ci poniamo limiti e ci incateniamo, ci facciamo manipolare e diventiamo schiavi del mondo. Pur di non sentirci in colpa siamo disposti ad accettare un invito pieni di malumore e risentimento o di malinconia e depressione. Pur di non sentirci in colpa diciamo di sì a cose che non faremmo mai in una situazione di “lucidità mentale”. La colpa sequestra i nostri neuroni, ci piega come un fucile puntato sulle nostre tempie, ci costringe a comportarci in modo folle e sconsiderato. Tutte le situazioni in cui ci sentiamo in colpa in realtà sono solo occasioni per far emergere il carico di colpa che è sempre sepolto dentro di noi.

Creare un Io centrale

Lo stesso fatto di non saper dire di no è solo un effetto della colpa che portiamo dentro. Anche l’insicurezza, la timidezza, il bisogno di rassicurazioni e conferme dall’esterno, approvazione sociale e riconoscimento sono legate alla nostra colpa. Avendo la colpa dentro di noi, non ci sentiamo degni di amarci e di considerarci come individui di valore. E quindi ricerchiamo l’amore e il riconoscimento all’esterno. Quindi la colpa ci rende a tutti gli effetti dei mendicanti. Per smettere di sentirsi in colpa è necessario realizzare come la colpa sia davvero deleteria e ci renda pazzi.

Quando siamo in preda alla colpa, siamo delle marionette nelle mani dell’ego. Dobbiamo accorgerci immediatamente di ciò se vogliamo liberarci del nostro fardello! La colpa è legata anche alla mancanza di un Io centrale, per cui i tanti piccoli io della personalità esprimono volontà contrapposte e in tal modo quando diciamo sì è no e quando diciamo no è sì oppure ni. L’Io centrale si ottiene sempre attraverso l’apertura del cuore. In particolare, se vogliamo sviluppare una forza di volontà ferrea, dobbiamo dissolvere i nostri piccoli io con la presenza, accorgendoci di come le nostre scelte siano raramente libere e il più delle volte condizionate dai meccanismi dell’ego.

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Una risposta a “Come smettere di sentirsi in colpa”

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