Come superare l’orgoglio

L’orgoglio è uno degli ostacoli principali alla realizzazione spirituale e alla pace interiore. Esso è il cuore dell’ego, il nucleo fondante di tutti i suoi meccanismi di potere. Attraverso l’orgoglio l’ego perpetua se stesso, si protegge e cresce illimitatamente. Il falso piacere e l‘illusoria soddisfazione procurate dall’orgoglio sono presto sostituiti da miseria, sofferenza e dolore. L’ego può essere felice solo quando acquisisce potere, ottiene approvazione, ha successo. Ma non può avere queste cose per sempre. Quindi cerca di difenderle a tutti i costi. E per farlo, sviluppa infinite difese. Attacca, si protegge, si arrabbia, si preoccupa, ha paura. Desidera, crea bisogni, accusa, proietta, si sente ferito. Vuole essere speciale, crea relazioni speciali di amore-odio. Si attacca a cose, persone e idee, dice di essere il proprietario, vuole possedere. Non è mai soddisfatto, trova sempre qualcosa fuori posto. Ma come superare l’orgoglio?

A causa dell’orgoglio, abbiamo sempre problemi da risolvere. Siamo costantemente stressati. Viviamo di fretta, freneticamente, cercando di controllare. Perché se lasciamo andare, se ci fidiamo, se smettiamo di essere ossessivi, ci sentiamo perduti. Creiamo false identità e immagini fasulle. Ci disconnettiamo da noi stessi. Perdiamo i punti di riferimento. Ci sentiamo costantemente minacciati. Non siamo liberi, genuini e spontanei. Diventiamo dei giudici implacabili. Siamo terrorizzati dal giudizio degli altri, perché tale giudizio mette in discussione la nostra falsa immagine di noi. Vogliamo avere ragione a tutti i costi. Vogliamo fare giustizia e pareggiare i conti. D’altra parte, ci sentiamo obbligati a ricambiare e nasce in noi la colpa. Troviamo sempre qualcuno da incolpare, odiare, o verso il quale portare rancore. Non siamo mai sereni. Tutto questo in nome di un piccolo ego inesistente e dell’orgoglio a cui siamo tanto affezionati.

L’orgoglio è mancanza di amore

L’orgoglio può sembrare a prima vista una forma di amore per se stessi. Alcuni lo confondono con l’autostima, credendo che tanto maggiore è l’orgoglio, tanto maggiore è la stima di sé. Nulla di più falso. La verità è che l’orgoglio è un surrogato – un pallido surrogato – dell’amore. Ha davvero poco a che fare con l’energia dolcissima dell’amore. Anzi, è proprio il contrario dell’amore. Se infatti l’amore unisce, elimina la separazione, crea armonia, l’orgoglio divide, crea separazione e conflitto. Sia chiaro: non va giudicato per questo. Non è facile parlare dell’ego e dell’orgoglio in modo imparziale, perché il linguaggio è costruito su polarità e porta quasi inevitabilmente a esprimere giudizi. In ogni caso, se è vero che l’orgoglio è mancanza di amore, ciò significa che il primo a soffrire è l’orgoglioso, per cui tutte le sue azioni sono (tacite) richieste di amore e di aiuto.

Chi non ama se stesso, deve necessariamente sostituire la mancanza di amore con un sostituto. Deve costruire un’immagine che gli dia un senso di identità, stabilità, soddisfazione. Ciò non è un male: l’evoluzione di ciascun essere umano prevedere la creazione di un ego. L’orgoglio, se proprio vogliamo definirlo senza giudizi estremi ma anche senza indorare la pillola, è semplicemente immaturità. L’immaturità non è necessariamente qualcosa da condannare: come puoi giudicare una mela acerba quando molto probabilmente essa maturerà in futuro? Allo stesso modo, che senso ha giudicare una persona per il suo comportamento “infantile” quando dentro di lui prima o poi cresceranno i frutti maturi della saggezza e dell’armonia? Ogni giudizio è illusorio, poiché pretende di definire in modo assoluto ed eterno una realtà che è in costante mutamento ed evoluzione. Non si può fissare nel tempo qualcosa che sfugge: anche la modella più bella un giorno sarà polvere sotterrata.

Quanta sofferenza causa l’orgoglio

L’orgoglio causa davvero enorme sofferenza. Il piacere di avere un ego è davvero irrilevante se messo a confronto con la miseria che ciò comporta. Quando siamo soddisfatti per l’ultimo successo o abbiamo fatto quella che crediamo essere la conquista della nostra vita, ci esaltiamo e mai diremmo che è proprio quell’esaltazione, quel senso di grandezza e di potere la causa futura della nostra miseria. Ciò vuol dire che dobbiamo abbandonare ogni potere, ogni ricchezza, ogni possesso? Niente affatto, o meglio: ciò che ci causa sofferenza non sono i fatti, le cose o le persone in sé, ma il nostro attaccamento a essi. Quando attingiamo il nostro senso di identità, sicurezza e felicità da qualunque fonte esterna, la sofferenza è assicurata. Ciò ovviamente non significa che dobbiamo rinunciare improvvisamente a tutti i piaceri della vita.

C’è differenza tra godere dei piaceri e dipendere da essi, allo stesso modo in cui possiamo mangiare un bel pezzo di cioccolato senza dover far dipendere la nostra realizzazione da esso! In ogni caso, dicevamo che l’orgoglio è mancanza di amore. Per mantenere in piedi l’orgoglio dobbiamo infatti rifiutare in ogni momento l’amore che è dentro di noi. Ego e vero Sé, orgoglio e amore non possono sussistere contemporaneamente. Non puoi avere l’uno e l’altro: devi scegliere tra i due. Ora però sai che cosa comporta scegliere l’orgoglio e sarai più propenso (spero!) a smantellare il tuo ego invece che continuare a difenderlo (vedi qui come liberarti dall’ego)! Ovviamente sarai tu a decidere che cosa fare e sarà la vita a dispensarti le lezioni che ti diranno quale sarà la strada migliore da seguire. Sappi però che l’orgoglio è davvero un pugnale trafitto nei nostri cuori!

Ecco come superare l’orgoglio

Uno dei primi consigli che ti darei per superare l’orgoglio è osservare quanto irrilevante, limitata e falsa sia la soddisfazione che esso procura. Riporta alla memoria un momento in cui hai raggiunto uno dei tuoi obiettivi più importanti o qualunque cosa per cui hai lottato a lungo. Ora, dimmi seriamente se sei stato DAVVERO felice. Potresti rispondermi che è vero, perché l’autostima ha risentito positivamente dell’evento e ti sei sentito sulla cima di una montagna. Ammettiamo che ciò sia vero. Ma se anche hai vissuto un’esaltazione estatica, quanto è durata? Un minuto, un’ora, un giorno, un mese? Insomma, per quanto a lungo sia durata, è finita già da un pezzo, non è vero? Infatti l’ego può vivere soltanto dei momenti di soddisfazione, perché poi torna nella sua modalità di ricerca e insoddisfazione.

Ha davvero senso aggrapparsi a così fragili e temporanei istanti di esaltazione per poi tornare più vuoti e miseri di prima? Chiediti se ha senso inseguire all’infinito dei sogni che, anche se dovessero realizzarsi, ti potrebbero dare al limite una soddisfazione irrilevante. Sì, bisogna dirlo chiaramente: avere il partner “perfetto”, essere ricchi sfondati, essere una star famosissima, avere la macchina più bella, fare l’amore in continuazione sono tutte soddisfazioni irrilevanti, temporanee limitate. Sono davvero un nulla. Sai che cosa rende tutte queste cose così attraenti e seducenti? Il desiderio dell’ego di rimanere in vita e ingrandirsi, diventare potente e più forte. In virtù di tale desiderio, la tua mente proietta desideri che ti fanno apparire queste conquiste come dei raggiungimenti che ti daranno la felicità che hai sempre cercato, ma per l’appunto si tratta solamente di proiezioni.

La ruota infinita dei desideri: comprenderla per superare l’orgoglio

Chiamo ruota dei desideri il circolo vizioso dell’ego. Esso, per sopravvivere, crea nella mente l’illusione della salvezza nel futuro, nei modi più disparati. Tale illusione prende generalmente la forma del desiderio. Può essere il desiderio di essere ricchi, di avere il partner perfetto oppure di avere un’autostima da supereroe o addirittura di raggiungere l’illuminazione. Qualunque sia il desiderio che muove l’ego, esso crea enorme sofferenza. Quando desideri qualcosa, crei l’illusione che in un momento futuro starai meglio di come stai ora, mentre ti destini all’infelicità nel momento presente. Si tratta solamente di un’illusione, ma abbastanza forte da ipnotizzare (quasi) tutti noi. Il desiderio finisce nel momento in cui raggiungi ciò che hai visto come la sorgente della tua felicità, e ciò sembra confermare che il desiderio fosse reale.

Per spezzare la ruota dei desideri, devi capire bene come funziona. Il desiderio va visto esattamente per ciò che è: una proiezione dell’ego. Se credi al desiderio, lo rendi reale, e in questo modo gli dai potere. In particolare, gli dai il potere di decidere della tua felicità e perpetui la tua insoddisfazione nel tempo, creando l’idea che un magico istante futuro verrà a salvarti o a renderti felice. Il contenuto del desiderio è completamente falso. Per capirlo bene, devi riconoscere che il desiderio è solamente un pensiero, magari connesso a delle emozioni. Quando sorge il desiderio, puoi attaccartene o lasciarlo andare. Se lo credi vero e te ne attacchi, inizia la ricerca e con essa la miseria. In altre parole, a causa del desiderio perdi la pace. A questo punto che cosa succede?

Soddisfare un desiderio pone fine alla ricerca

Succede che effettivamente sembra che abbia bisogno di soddisfare il desiderio, quando in realtà vuoi semplicemente liberartene. Infatti il desiderio ti ha privato della pace, e soddisfacendo quel desiderio puoi tirare un sospiro di sollievo. Ma potevi rimanere in pace molto prima, scegliendo di non far crescere dentro di te il seme del desiderio. Soddisfare il desiderio pone fine alla miseria della ricerca, e quindi all’insoddisfazione. Quindi, non è ciò che hai ottenuto a essere la fonte diretta della tua felicità, ma è il fatto di aver posto fine alla ricerca che ti dà una sensazione di sollievo e di pace, perché in quel momento la mente tace e smette di ossessionarti con le sue richieste impellenti e fastidiose.

Ma avresti potuto liberarti del desiderio lasciandolo andare appena emergeva nella mente. Tuttavia hai deciso di seguirlo perché pensavi ti avrebbe portato a essere felice. Al contrario, ti sei destinato a una ricerca piena di dolore e tensione, la quale è fermata da un momento di sollievo, che lascia poi il posto a nuova insoddisfazione e a nuovo desiderio. In tale modo, per il 99% del tempo sei infelice e pensi all’1% del tempo in cui sarai felice, perdendo la tua vita a soffrire per avere la pace in un singolo istante. Eppure hai solo immaginato il senso di grandezza e l’esaltazione che avresti potuto ottenere realizzando il tuo obiettivo, mentre in realtà hai sperimentato solamente il sollievo di porre fine alla folle ricerca! Se non altro, quando ottieni ciò che vuoi, la mente sta zitta per un pochino e ti lascia in pace.

Ma in breve è pronta a tornare ad assillarti e a tormentarti.

Osserva bene i tuoi momenti di gloria

Oltre a comprendere a fondo la dinamica del desiderio, puoi realizzarne la natura illusoria osservando te stesso nei tuoi apparenti momenti di gloria. Quando ad esempio ottieni una promozione, sei lodato da qualcuno, vinci alla lotteria, chiediti e guarda quanto è genuina la tua soddisfazione. Guarda dentro di te e osserva se sei davvero completo. L’istante di “completezza” dura davvero un millisecondo, e lo sperimenti quando la mente tace. Ma poi succede che per cercare di sperimentare nuovamente la soddisfazione, fai ripartire la mente e ti “attacchi” all’evento che credi ti abbia reso felice. Senti dentro di te una spinta a condividere l’evento, a parlarne con più persone possibili, a ripensarci più spesso che puoi, a vantarti, a sentirti orgoglioso del tuo raggiungimento.

E ciò è assolutamente autodistruttivo, perché causa tensione e stress, un’euforia malsana, ed è distruttivo anche per gli altri, che si sentono diminuiti dal tuo parlare continuamente del tuo successo, minando magari le tue relazioni. Per far rivivere il tuo momento di gloria, devi far rivivere il passato dentro di te, e lo fai perché in fondo sari bene che non hai raggiunto assolutamente niente e quindi devi illuderti e convincerti che in realtà hai ottenuto qualcosa di grande. So che è duro da accettare, ma puoi vedere che è così nella tua esperienza. I momenti di gloria sono come dei lampi: vanno e vengono, ma noi abbiamo la brillante idea di attaccarci a essi a tal punto da vivere costantemente nel passato e, soprattutto, nel futuro.

E quando facciamo qualcosa di grande, il nostro orgoglio richiede che siamo riempiti di ulteriori attenzioni e lodi, come se chiunque attorno a noi non fosse interessato ad altro che al pallido successo che abbiamo ottenuto.

Rinuncia alle fonti esterne di felicità e grandezza per superare l’orgoglio

Riconosci come ciascuna fonte esterna di felicità in realtà non esista: è solo una proiezione della tua mente. Nulla potrà renderti felice là fuori. Anzi, è molto più probabile che aumenterà la tua sofferenza. Infatti cercare la pace all’esterno significa perdere potere, perdere la fonte interiore di serenità e far crescere l’ego e l’orgoglio. Ecco uno dei modi più semplici per superare l’orgoglio: smettere di gongolarsi quando si fa qualcosa di grande o si realizza un sogno. Puoi tranquillamente goderti ciò che fai e che raggiungi, ma c’è differenza tra godimento e il costruire un’identità personale sulla base di ciò che fai. Ogni senso di grandezza e di orgoglio contiene in sé il seme dell’angoscia, dell’inferiorità, dell’invidia e dell’odio. E da un punto di vista della durata nel tempo e anche dell’intensità, la negatività prevale senza ombra di dubbio.

Quando cerchi l’approvazione o le lodi di qualcuno, stai diventando schiavo del suo giudizio. Quando desideri aumentare il tuo potere sulle altre persone, stai dando LORO il potere di decidere della tua felicità. E quando pensi che la conquista del partner “perfetto” ti renderà felice, potresti arrivare a divorziare il giorno dopo il matrimonio (non sto augurando niente di male a nessuno, sia chiaro!). Per superare l’orgoglio, dobbiamo rinunciare alla seduzione del potere, del controllo sugli altri, del desiderio di grandezza, dell’approvazione degli altri. Ma non dobbiamo rinunciarvi con dolore: si tratta di un sacrificio che ci apre a qualcosa di molto più grande: l’amore. Non possiamo accedere all’amore se non siamo disposti a superare l’orgoglio, in quanto esso è, per l’appunto, mancanza di amore.

Altrimenti gli altri saranno sempre dei burattini da spremere per il nostro massimo godimento e il mondo sarà un posto in cui noi saremo i re desiderosi di avere il meglio per noi, contro tutti.

Smetti di idolatrare te stesso come Dio su questa terra

Se vuoi superare l’orgoglio, smetti di idolatrare te stesso come Dio su questa terra. Ogni ego ha bisogno di espandere se stesso, ottenere potere, essere il giudice di tutto e di tutti, essere al centro del mondo e delle attenzioni di tutti. Anche se non siamo narcisisti, veneriamo comunque noi stessi e facciamo del nostro ego un oggetto di culto. Questa è la prima e unica idolatria. Crediamo di essere al posto di Dio, ci sostituiamo a Lui, Lo neghiamo ogni volta che scegliamo l’ego (anche se diciamo di credere in Lui e fingiamo di essere umili e piccoli), vogliamo creare al posto Suo, crediamo di essere coloro che hanno ragione, ci sentiamo speciali, siamo ossessionati da noi stessi e dalla nostra storia, tanto che consideriamo che non ci sia nulla di più importante di essa. Questo non significa aver scelto di farsi come Dio su questa terra?

L’ego chiaramente è disposto a tutto pur di negare tale verità, poiché raccontare la verità a se stesso sarebbe l’inizio della sua fine. Eppure puoi stare certo che ognuno di noi, in differente misura, idolatra se stesso. Persino il più timido degli uomini idolatra se stesso, perché crede che tutti gli occhi siano puntati su di lui e in questo modo si crede pari a Dio: sì, proprio lui che vorrebbe scomparire nel nulla. E quante volte diciamo di non meritare le lodi e i complimenti che ci vengono fatti, mentre sotto sotto ci gonfiamo come dei pavoni? Quanto teniamo alla nostra immagine, siamo ossessionato dal giudizio degli altri, vogliamo apparire perfetti e impeccabili, belli d’aspetto e intelligenti? Davvero in pochi possono dire di non essere Narciso: il narcisismo è solo una forma esasperata di ego, ma ciò non toglie che quasi tutti noi siamo “malati” di orgoglio.

Sostituisci l’orgoglio con l’amore

Per superare l’orgoglio, sostituiscilo con l’amore. Abbandona la tua immagine, smetti di difendere la tua identità, di sentirti al centro del mondo. E inizia ad amare, e ad amarti. In verità infatti, quando ti gonfi di orgoglio, non ti stai amando affatto, ma ti stai negando l’amore. L’orgoglio è davvero un piacere irrilevante. Non ha alcun senso mantenerlo. L’approvazione degli altri è inutile. Inseguire sogni di gloria e di grandezza è insensato. Diventa piccolo, insignificante e otterrai il vero potere, il vero amore, la vera felicità. Sembra un paradosso, ma diventi grande proprio quando scompari nel nulla. Ed è così perché il tuo ego e il tuo orgoglio limitano il tuo essere e quando te ne liberi, rimane solo amore, pace, la tua essenza divina.

Quindi smetti di attribuirti meriti, di crederti qualcuno o anche di crederti nessuno, smetti di cercare la felicità e il potere fuori di te e torna in te stesso. Sei completo e non hai alcun bisogno. Riconosci l’illusorietà della ricerca di grandezza e soddisfazione esterna. Finché cercherai, ti sentirai insoddisfatto. E finché sarai insoddisfatto, ti sentirai schiavo. E non sarai libero, né felice. Ecco come superare l’orgoglio: lascia andare il malloppo di false immagini e identità che ti sei cucito addosso, i giudizi su te stesso e sugli altri, i desideri di gloria, i sogni di grandezza, il bisogno di cercare, di essere il migliore, di essere al centro del mondo e in questo modo l’amore inizierà a fluire dentro e fuori di te. Solo quando non hai confini, limiti ed etichette puoi diventare infinito.

Sviluppa umiltà

Per quanto l’umiltà possa essere vista come una forma di disprezzo di sé, in realtà è l’orgoglio a essere una forma di odio per se stessi. Al contrario l’umiltà nasce da un’immagine positiva di sé. Chi è umile non ha bisogno di rivendicare meriti, di dire che ha ragione, di proteggere la sua identità, i suoi punti di vista e le sue opinioni. Al contrario, si ama abbastanza da sentirsi completo, senza dover mendicare l’amore dall’esterno o costruire una falsa autoimmagine. Ma come si sviluppa l’umiltà? Innanzitutto, è necessario comprendere quanto l’orgoglio tenda a essere disfunzionale e a causare solamente sofferenza per sé e per gli altri. Puoi osservare nella tua esperienza diretta quanto sforzo e quanto dolore provochi a te stesso nel cercare a tutti i costi di avere ragione o nel difendere una posizione o nel cercare approvazione all’esterno.

Superare l’orgoglio è fondamentale per il proprio benessere. I meccanismi che lo perpetuano creano enormi disagi e un costante senso di insoddisfazione. Un esercizio molto utile può essere ammettere i propri errori e riconoscere di essere degli umani imperfetti. Smetti di essere perfezionista e accetta il fatto di poter sbagliare senza doverti giudicare per questo. Che male c’è a sbagliare? L’ego ha bisogno di essere dalla parte della ragione e di essere perfetto, perché anche un solo evento potrebbe mettere in discussione le sue fondamenta fragili. Quindi fa tutto il possibile per mantenere in piedi un’immagine di perfezione immacolata. Ma la perfezione è solo per i masochisti che odiano se stessi, non certo per chi si ama. Riconosci la voce giudicante nella tua testa, che ti spinge ad aver paura di sbagliare perché ciò diminuirebbe la tua immagine di te.

Come superare l’orgoglio con l’umorismo

Per superare l’orgoglio e accrescere l’umiltà, l’umorismo è un’ottima soluzione. Anziché giudicare te stesso e gli altri per gli errori e le imperfezioni, sorridi. Riconosci l’ego dentro di te e smetti di stare al suo gioco. Cerca di sorridere quando sorprendi te stesso o chiunque altro essere presi dalla morsa dell’orgoglio e voler avere ragione anche per la più piccola questione. Dopotutto, è davvero buffo che pur di difendere il proprio ego si arriva alle urla, talvolta alle mani, spesso a rimanere imbronciati o a portare rancore, a perdere le staffe, a creare mille giustificazioni. Per superare l’orgoglio, affronta il tuo ego con un bel sorriso, riconoscendo la sua follia e insensatezza, la sua immaturità e infantilità, anziché giudicarlo come cattivo o distruttivo, malvagio o crudele. Guarda con ironia alle tue pazzie come a quelle degli altri.

Smetti di prendere sul serio te stesso e la tua vita. La seriosità è uno dei sistemi dell’ego, mentre la nostra vera natura è gioiosa e ridente. Non è un caso che spesso le esperienze di risveglio sono accompagnate da una sonora risata! In effetti trasformiamo tutto in una questione di vita o di morte, quando in realtà non c’è assolutamente nulla di cui preoccuparsi, da temere o da proteggere. Perché dobbiamo trasformare la vita in un dramma, in un parapiglia, in uno scontro tra ego arrabbiati e pieni di orgoglio, solo perché non sappiamo sdrammatizzare, sorridere alla nostra megalomane follia, alla nostra insensata follia? Puoi tirare un sospiro di sollievo, ridere e sorridere liberamente. Chi ti impedisce di essere in pace ora, libero da quel pesante fardello dell’ego? L’orgoglio è un pugnale trafitto nel tuo cuore: dopotutto è solamente mancanza di amore travestita da stima di sé.

Elimina le tue barriere

L’orgoglio è mancanza di amore travestita da stima di sé

Riconosci i tuoi meccanismi di difesa e le tue barriere. Nota i modi in cui tendi a proteggerti, ad arrabbiarti o a risentirti o anche solo a giustificarti quando vieni criticato. Che cosa provoca la tua reazione? A farti reagire è il bisogno compulsivo di proteggere il tuo ego. Ciò è un meccanismo assolutamente normale, eppure può essere superato e lasciato andare. Alla fine, stai solamente difendendo un’identità illusoria. E le tue difese, a differenza di quanto può apparire in superficie, non ti “salvano” affatto. Al contrario, incrinano i tuoi rapporti, oltre a causare inutile sofferenza per te stesso. Quando sei spinto a reagire d’impulso per difendere il tuo orgoglio, prova a rimanere presente. Dopodiché, prova a elaborare una risposta pacata. In alcuni casi potrai ritrovarti a rimanere semplicemente in silenzio. Ma se ritieni che ci sia qualcosa di importante da dire o da difendere, nulla ti vieta di farlo.

Ma la tua risposta sarà molto più proattiva, e non nascerà da un senso di orgoglio ferito, ma da una dimensione di consapevolezza più profonda. Ogni volta che una tua barriera viene toccata, fa male. Ma fa male perché quella barriera fa riemergere la mancanza di amore dentro di te. La tua consapevolezza può portare luce in quel vuoto e riempirlo di amore. Oltre a eliminare le barriere, cerca di non essere prevenuto nei confronti degli altri, delle loro eventuali critiche e giudizi. Ricorda che ogni giudizio è una proiezione di chi lo esprime. Se si tratta di una critica costruttiva, però, puoi decidere di farne tesoro, anziché trincerarti nelle tue posizioni. Elevare barriere è un ostacolo alla crescita, mentre rimuoverle ti apre all’armonia delle relazioni, al vero amore e alla gioia dell’evoluzione psicologica e spirituale.

Apriti agli altri

Invece che rimanere costantemente concentrato su te stesso e sui tuoi bisogni, a erigere barriere e difese, a giustificarti, a difendere il tuo ego, apriti agli altri. Scopri le loro qualità e apprezzale. Anziché essere ossessionato da quel comportamento insopportabile o quel difetto imperdonabile, riconosci i pregi e loda le altre persone, fai dei complimenti, ringrazia, ama. Apri il tuo cuore. Esci dalla tua prospettiva limitata e apprezza i punti di vista degli altri. Smetti di creare delle separazioni rigide tra te e gli altri: ricorda che in realtà siamo tutti una cosa sola, letteralmente. Riconosci gli altri come parti di te anziché come diversi, nemici, superiori o inferiori. Sii disposto ad aiutare gli altri in qualsiasi modo: ciò non significa soltanto fornire un aiuto materiale, ma anche psicologico e spirituale, condividendo la tua gioia, il tuo sorriso, il tuo amore.

Stai attento, a questo proposito, a non confondere la condivisione di amore con il bisogno di approvazione. Spesso aiutiamo gli altri perché in realtà desideriamo la loro approvazione e vogliamo essere lodati da loro, oppure temiamo di sentirci in colpa se non lo facciamo. Assicurati che il tuo aiuto e il tuo supporto provengano da una dimensione profonda di amore, da una volontà genuina di espansione e condivisione, invece che da un bisogno dell’ego di cercare qualcosa all’esterno. Ancora, per superare l’orgoglio può esserti utile imparare a chiedere aiuto: per certi versi è più difficile fare questo piuttosto che aiutare, in quanto chiedere assistenza significa per l’ego ammettere di non essere perfetto, di non potercela fare da solo. In realtà, chiedere aiuto è una richiesta assolutamente umana e lecita!

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Una risposta a “Come superare l’orgoglio”

  1. Un articolo molto interessante e articolato, condivisibile, con molti spunti. L’orgoglio è per definizione (nei vocabolari) equiparabile alla vanità, che con sè porta sicuramente arroganza o disprezzo per gli altri. Il contrario, come definizione (sempre nei vocabolari) sembra essere l’umiltà. La vanità viene distinta anche da taluni, tra cui Girolamo Moretti (grafologo), in tre possibili tipologie: fisica, intellettuale, morale. Grazie per gli spunti di riflessione.

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