Ecco perché stai male senza sapere perché

Ecco perché stai male senza sapere perché

Ti senti spossato senza sapere perché? Quando ti fermi, anche se tutto sembra andare a posto nel mondo, ti senti depresso o apatico? Non riesci mai a trovare un angolo di pace e serenità? Non riesci a rilassarti? La tua mente macina continuamente pensieri, preoccupazioni e non si ferma mai? Ti senti continuamente minacciato o come se fossi sotto pressione? Hai problemi di salute di cui non riesci a spiegare l’origine? Vivi continuamente in preda alla tensione, allo stress, all’ansia? Sembra che in ogni momento ci sia qualcosa da correggere, da eliminare, qualcosa che non va bene? Quando sei solo per alcuni istanti, è come se calasse su di te un velo di malinconia e angoscia? Proprio quando dovresti essere più calmo (ad esempio nel fine settimana) ti senti improvvisamente vuoto e sofferente? Ecco perché stai male senza sapere perché.

Questi sono solo alcuni dei modi in cui il tuo subconscio ti fa stare male. Sia chiaro: non c’è nessun’entità esterna che ti risucchia la forza vitale. Il subconscio fa parte di te: è semplicemente ciò di cui non sei direttamente consapevole. Ed è proprio per questo che appare come una forza sulla quale non puoi avere il minimo controllo. Durante i sogni il subconscio si manifesta in maniera chiara: le paure diventano demoni, la rabbia dà origine a mostri, il dolore crea eventi insensati. Nello stato di veglia il subconscio non si manifesta in maniera così plateale, eppure esso continua a manipolarti e a farti stare male in modo molto subdolo. Com’è che il tuo subconscio ti fa stare male? Molto semplicemente, nelle profondità della tua coscienza giacciono paure, traumi, dolore, rabbia, odio, sofferenza, impulsi repressi e così via. Ognuna di queste cose turba la tua pace.

La negatività oscura la tua pace come le nuvole coprono il sole

La tua natura è pace e serenità, beatitudine e gioia. Se non sei costantemente in questo stato, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Ma come? Sì, sto proprio dicendo che il nostro stato naturale è il paradiso. Il fatto che siamo costantemente all’inferno o in purgatorio, dipende da ciò che portiamo dentro di noi. La nostra negatività, infatti, agisce da filtro e ci impedisce l’accesso alla pace del nostro Essere. Puoi vedere ogni forma di negatività come una nuvola e la pace del tuo essere come il sole. Perché il sole brilli in tutta la sua luminosa intensità, non devono esserci nuvole che lo coprono. Ogni nuvola è un ostacolo che non fa passare la luce. Più le nubi sono spesse, numerose e scure, più copriranno la luce del sole, e in questo modo essa trasparirà molto debolmente.

Maggiore è il sostrato di negatività nel tuo subconscio, minore è la possibilità di accedere facilmente alla pace. Quando non stiamo facendo niente, dovremmo essere pieni di una gioia incontenibile, perché tale è la natura del nostro essere! Questo è il regalo che ci è stato fatto! Eppure raramente o addirittura mai sentiamo quella pace paradisiaca e dobbiamo fare percorsi lunghissimi e complicati per averne solo un assaggio, come meditare tutto il giorno, respirare in modo stravagante, seguire procedure bizzarre o anche solo lavorare incessantemente per rimuovere il marcio che si è sedimentato sul nostro essere e gli impedisce di rifulgere libero e luminoso. Ecco dunque perché stai male senza sapere perché: non certo perché c’è qualcosa che non va là fuori. L’ego è abile a inventarsi migliaia di scuse apparentemente giustificate per non affrontare la verità.

Ecco perché stai male senza sapere perché: tutta la verità

Il nostro essere, come abbiamo detto, è pace, amore e felicità. Esso è perfetto e completo: non ha bisogno di niente. Inoltre è invulnerabile e imperturbabile, sempre presente ed eterno. Allora perché la nostra esperienza sembra contraddire completamente tutto questo? Perché ci siamo disconnessi dalla nostra vera natura per identificarci con un piccolo ego, pieno di bisogni, incompleto, vulnerabile, distruttibile, mortale. Ciò è stato un passo necessario nell’evoluzione della Coscienza. Dunque è stato necessario scambiare la nostra identità divina per un’identità minuscola e separata dall’Uno: il costo di dare vita a un’individualità divisa è la sofferenza. Soffriamo perché ci siamo identificati con qualcosa che non siamo, addormentandoci nel sogno della forma e smarrendo la nostra essenza.

Ecco dunque perché stai male senza sapere perché: perché pur di tenere viva l’illusione dell’ego, rifiuti in ogni momento di tornare alla tua pace e al tuo amore, cospargendoli di negatività. La negatività è creata da te per mantenere in vita la separazione: ogni volta che scegli l’ego, continui a perpetuare la separazione e quindi la sofferenza. E così nel tuo subconscio nascono mostri, demoni, paure, dolore. Questo è il prezzo di aver scelto di essere individui separati, o almeno di aver “fatto finta” di farlo, poiché in realtà la separazione è solo un’illusione e non è mai avvenuta. Ciò significa che tutta la sofferenza e la negatività sono illusioni facenti parte del sogno, allo stesso modo in cui i mostri che sogni di notte sono solamente proiezioni e non hanno una realtà propria.

Il problema sorge quando crediamo vera l’illusione della separazione, e in tal modo rendiamo reali le paure e la sofferenza!

Hai riempito il tuo essere di spazzatura

Ecco perché stai male senza sapere perché: hai riempito il tuo essere di spazzatura. Hai dimenticato la tua natura di perfetta pace e beatitudine, cospargendola di falsità e illusioni. Questa non è una colpa, né un peccato da punire: la stessa idea di colpa e di peccato nascono dal senso di separazione e sono illusioni. Tuttavia, tu sei responsabile di aver scelto l’ego, e sei responsabile di continuare a farlo in OGNI momento della tua vita, in OGNI singolo istante. Si tratta di una scelta inconsapevole, poiché ognuno di noi ha nascosto tale decisione nel profondo del proprio subconscio, coprendola con ogni genere di falsità per evitare di ricordarci che siamo stati noi a prendere la decisione folle di separarci dall’Uno! Siamo stati dei geni a nascondere la vera causa della nostra sofferenza.

Abbiamo proiettato la sofferenza fuori di noi, accusato il mondo di essere stato crudele nei nostri confronti e di averci reso delle povere vittime. Ma questa è la strategia dell’ego per rendere reale la separazione e tenersi al riparo dalla verità e dall’unità di Dio. E tale unità è la nostra vera natura, che è pace e amore, gioia e beatitudine. Quindi, rifiutando la verità e l’unità, abbiamo rifiutato l’amore e continuiamo a fare ciò in ogni momento, poiché è in base a tale rifiuto che possiamo mantenere viva l’illusione di essere un piccolo ego speciale, geloso della propria individualità e allo stesso tempo impaurito di perderla e di essere condannato da Dio per la sua scelta. In realtà, la stessa idea che potremmo essere condannati è un’illusione dell’ego, sempre creata allo scopo di far apparire reale la separazione.

Infatti né Dio né nessuno al suo posto potrebbe rifiutarci, per via del suo amore incondizionato. Del resto, se l’ego non esiste, chi è che dovrebbe essere rifiutato o punito?

Ecco perché stai male senza sapere perché: dentro di te giace la negatività del tuo subconscio

Al di là delle ragioni più profonde della sofferenza umana (che nasce dunque dall’identificazione con l’ego), com’è che nella pratica stai male senza sapere perché? Nella tua esperienza, che cos’è che ti fa sentire turbato, apatico, depresso, ansioso, anche quando tutto sembra andare bene? La verità è che solo in apparenza tutto sta andando bene, ma in fondo continui a soffrire perché in ciascun istante stai inconsapevolmente scegliendo di essere un ego e ciò crea tensione e resistenza. La mente continua in ciascun momento a far emergere pensieri, emozioni dolorose e sensazioni spiacevoli dal subconscio, ma tu normalmente insisti con il credere che siano vere e che ci sia qualcosa da correggere all’esterno, poiché continui a difendere il tuo ego. In questo modo, quando ti viene una preoccupazione sul futuro, anziché lasciarla semplicemente andare, ti fai prendere dall’angoscia.

Dopodiché, consideri vera questa angoscia e cadi in uno stato ansioso. A questo punto, prendi la tua ansia per vera e ti viene mal di testa. Allora prendi una pastiglia per non sentire il dolore. Dopodiché, cerchi di risolvere il problema prospettato dalla mente. In questo modo rendi reale il problema. Non riesci a risolverlo. Allora la preoccupazione si ingigantisce e cadi in depressione. E tutto questo è successo perché ti sei fidato del tuo ego e ti sei identificato con esso, quando potevi tranquillamente lasciar andare la preoccupazione iniziale e stare bene, essere in pace, rimanere sereno. Quindi la responsabilità di rifiutare la pace è sempre e solo tua, perché consideri che ci sia qualcosa di più importante (un’identità fantasma da proteggere). La scelta sbagliata causa sofferenza e alimenta la negatività, perpetua la separazione e mantiene in vita l’illusione dell’ego.

In ogni momento emergono i “mostri” del subconscio

A questo punto, è “normale” che per mantenere in vita qualcosa di falso è necessario creare enormi resistenze e tensioni, che si traducono in sofferenza. In ogni momento, dunque, emergono i mostri del subconscio: per l’ego ciò serve nella speranza che tu te ne faccia assorbire e pensi che sia necessario combatterli, affrontarli e sfidarli. Per il vero te, i mostri appaiono con l’obiettivo di riconoscerne la natura illusoria e lasciarli così andare. Hai notato quanta sofferenza ti procuri ogni volta che ti attacchi a un pensiero? Infatti i pensieri sono come delle onde temporanee sulla superficie dell’oceano della tua consapevolezza. Quanta tensione ti provochi nel cercare di afferrare qualcosa che per sua natura va e viene? Come puoi pensare che le onde possano rimanere reali senza sconvolgere la natura dell’oceano?

La meditazione serve proprio a diventare il testimone dei propri pensieri e delle proprie emozioni per lasciarle andare. In pochi comprendono l’essenza della meditazione e non sanno come funziona. E ciò causa ovviamente enorme frustrazione, poiché si pensa che meditare significhi far tacere completamente la mente o controllare ossessivamente i pensieri. In realtà, facendo così non si sta affatto meditando, ma mantenendo in vita proprio l’ego che dovrebbe essere lasciato andare, poiché si usa proprio la parte della mente che dovrebbe rimanere calma. Il risultato è che meditare potrebbe aumentare addirittura l’ossessività, perché invece che esercitare la consapevolezza, si esercita la mente ossessiva e giudicante. Per questo forse è meglio non meditare a meno che non si sappia esattamente che cosa implica e che cosa si vuole ottenere con la meditazione.

La verità sulla meditazione e sul lasciar andare i pensieri e le emozioni

In ogni caso, non c’è bisogno di essere seduti nella posizione del loto per lasciar andare i pensieri. Lasciar andare è una cosa semplicissima: se appare come qualcosa di difficile significa che lo si sta facendo ossessivamente oppure semplicemente non si vuole davvero lasciar andare il pensiero. Credo che se uno non sa quello che sta facendo, meditando potrebbe addirittura peggiorare la situazione e diventare più ossessivo. Lo dico per esperienza: per un lungo periodo ho meditato cercando di “controllare” i pensieri credendo di lasciarli andare, con il risultato di terminare quasi tutte le sessioni allontanando ancora di più la pace e sentendomi peggio di prima di cominciare a meditare. Alcuni dicono che sia normale sentirsi frustrati durante la meditazione, o che non ci sia un modo giusto o un modo sbagliato per meditare.

In realtà il semplice fatto di sedersi a meditare implica quasi sempre la presenza di un “meditatore” separato che vuole fare qualcosa. Ma la meditazione è ciò che siamo, poiché meditare significa essere consapevoli o, semplicemente, essere. Quindi l’idea di meditare per lasciar andare pensieri ed emozioni potrebbe non essere la migliore delle soluzioni, soprattutto per le persone ossessive. Purtroppo per noi, siamo quasi tutti ossessivi e desiderosi di controllare, e ciò rende la meditazione qualcosa di insopportabile, ed è per questo che tantissimi rinunciano a meditare. Quindi, forse è meglio capire esattamente che cosa si vuole fare con la meditazione e magari farlo in una maniera diversa: non c’è infatti alcun bisogno di avere una concentrazione di un monaco buddhista per essere consapevoli e per lasciar andare i nostri pensieri!

L’attaccamento ai pensieri alimenta la sofferenza

Piuttosto che meditare in modo meccanico e senza capire che cosa stiamo facendo, è forse bene comprendere a fondo la nostra tendenza a NON lasciar andare i pensieri e le emozioni. Questa tendenza è innaturale, mentre il lasciarli andare dovrebbe essere spontaneo e non richiedere sforzo. Lo sforzo consiste invece nell’attaccarci ai pensieri e nell’identificarci con essi, credendoli veri e agendo sotto il loro impulso. Certo, dato che siamo così abituati a cadere nei nostri pensieri, ci sembra naturale identificarci con essi e sembra che dobbiamo compiere uno sforzo per disidentificarci. Questo ci può stare. Ma qual è la ragione per cui non vogliamo lasciar andare i pensieri e le emozioni sebbene ciò ci faccia soffrire? Anche in questo caso ciò dipende dal fatto che ci identifichiamo con la convinzione di essere un piccolo ego, con un corpo e una mente speciali.

In base a questa identificazione con la mente, prendiamo ciò che ci passa per la testa come una nostra creazione. Identificandoci con la mente, ci identifichiamo di conseguenza con ogni singolo pensiero. Ed è questo il problema: se iniziamo una pratica meditativa credendo di essere la nostra mente, non possiamo sorprenderci di non ottenere risultati. Anzi, crederemo forse di essere ancora di più la mente o comunque tenteremo un processo innaturale di dissociazione, che non sempre è benefico: ogni cosa che è meccanica e artificiale può essere dannosa o addirittura deleteria. Con ciò non voglio condannare completamente la meditazione formale, ma voglio metterti in guardia dal non prenderla come una pratica magica che risolve i tuoi problemi o un rimedio che funziona senza sapere perché o al quale approcciarsi senza conoscerne i meccanismi.

Trasforma l’intera giornata in una contemplazione

Piuttosto che meditare per intervalli di tempo circoscritti durante la giornata, con tutti i disagi che esso crea nell’organizzazione del tempo, le frustrazioni e le aspettative, può essere molto più utile adottare un approccio “contemplativo” durante la giornata. Esso consiste nel lasciar andare pensieri ed emozioni mentre sorgono durante le attività e nelle relazioni. Ciò potrebbe apparire come più complicato. Ma in realtà una delle convinzioni più limitanti è l’idea che per lasciar andare ci sia bisogno di calma, solitudine e concentrazione assolute. Ciò non è affatto vero, in quanto lasciar andare, come dicevamo, non implica sforzo. In verità è molto più difficile NON lasciar andare, e durante la giornata puoi accorgerti più facilmente di come la tua tendenza ad attaccarti ai tuoi pensieri e alle tue emozioni e reazioni ti provochi grande tensione e sofferenza.

Invece mentre mediti potresti scambiare questa tensione addirittura come un successo, poiché potresti pensare che hai compiuto lo sforzo giusto per lasciar andare… In verità, è quando non senti tensione ma sollievo che hai lasciato andare con successo. Potresti notare una certa resistenza a lasciar andare, ma è innanzitutto tale resistenza che devi smettere di sostenere e che devi riconoscere come falsa e insensata! Ecco perché stai male senza sapere perché: perché crei tensione nell’attaccarti ai tuoi pensieri e alle tue emozioni, e ogni volta che sorgono compi lo sforzo innaturale di tenerli vivi, anziché limitarti a osservarli e lasciarli andare naturalmente. Per lasciar andare non devi fare assolutamente niente: devi solamente riconoscere la tua resistenza a lasciar andare! In questo modo puoi diventare consapevole dei vari demoni che emergono dal tuo subconscio e smettere di essere turbato da essi.

Ecco perché stai male senza sapere perché: sei ipnotizzato dalla tua mente

Ecco perché stai male senza sapere perché: sei letteralmente ipnotizzato dalla tua mente. Nello specifico, sei ipnotizzato dal 2% della tua mente, ovvero l’unica parte della mente che produce forme-pensiero. Il restante 98% della mente è silenziosa: perché ogni tanto non ti focalizzi su di essa? Ciò è essenziale per sfuggire alla follia della mente iperattiva e iniziare a farla tacere. Se rimani nel silenzio, puoi accedere alla pace del tuo essere. Dal 2% della mente che pensa emerge tutta la tua negatività (anche se essa giace più profondamente nel subconscio). Nella tua consapevolezza emerge ogni giorno tutto ciò di cui hai bisogno per lavorare su di te e lasciar andare. Certamente la negatività è sepolta nel tuo subconscio, per cui spesso emerge un’emozione negativa anche senza pensieri al riguardo e così si spiega il male di vivere e l’angoscia esistenziale che sembra opprimere una buona parte di noi.

Tuttavia, in verità se tu sei piuttosto attento e vigile, ti puoi rendere conto di come il tuo subconscio comunica continuamente con te. Ad esempio, se senti una tensione muscolare, essa è un segnale. Se hai un sintomo inspiegabile, questo potrebbe essere un altro segnale. E se ti senti apatico, depresso o stanco senza apparente motivo, quasi sicuramente tali sensazioni sono dei segnali di un’attività silenziosa del subconscio. Infatti tu porti in qualunque momento dentro di te le tue paure, i tuoi sensi di colpa, la tua rabbia, anche se non sperimenti costantemente tali emozioni con intensità. Infatti ciò che è nascosto è solamente silente ed è pronto a manifestarsi all’occasione opportuna. Così potresti ritrovarti arrabbiato all’improvviso in un momento e disperato nel momento successivo.

Il tuo subconscio mantiene sempre viva la negatività

Ma il tuo subconscio mantiene sempre viva la negatività, seppure in un modo così sottile che spesso non te ne accorgi. Ma in realtà come puoi considerare “sottile” il fatto di non essere in perfetta pace e gioia, come dovresti essere in accordo con la tua natura? Qualunque tensione, frustrazione, irritazione, malinconia è un segnale che non sei connesso con te stesso. Nel tuo subconscio non possono scomparire all’improvviso le tue paure più profonde, i tuoi sensi di colpa, la tua vergogna, le tue credenze limitanti (vedi qui come rimuovere le convinzioni limitanti). Essi sono sempre lì, pronti a scatenarsi. Quindi c’è sempre un’attività che ribolle dentro di te, che ti impedisce di essere in pace e a tuo agio.

Il fatto che non la percepisca sempre, che non sia sempre in uno stato di depressione, rabbia o apatia, non significa che non ci siano tali emozioni dentro di te. Un’emozione può emergere anche solo una volta al giorno o addirittura alla settimana o al mese, e ciò basta per essere sicuri che essa è ancora dentro di te. E sei hai rabbia, odio, colpa, paura che giacciono sepolti nel tuo subconscio, come puoi pretendere di essere sereno, tranquillo, felice in ogni momento? Puoi esserlo temporaneamente, ma non in maniera permanente. Per accedere alla tua pace in modo stabile devi rimuovere la negatività del tuo subconscio! E per fare questo devi lasciarla andare di volta in volta, smettendo di alimentarla con la tua identificazione e con ulteriori pensieri e resistenze.

Non devi nemmeno fare qualcosa di particolare per far emergere la negatività: essa si manifesta di volta in volta nel momento presente, finché tu non la risolvi. Quindi non è nemmeno così difficile!

Ecco perché stai male senza sapere perché: sei oberato da macigni

Ecco dunque perché continui a stare male senza sapere perché: dentro di te sei oberato da dei macigni. Nella tua testa potresti avere un torturatore, che ti dice che cosa è giusto o sbagliato, che cosa avresti dovuto fare o non fare, che cosa potrebbe succedere o non succedere. Come puoi vivere bene se ti pugnali continuamente da solo? Non è certo facile vivere portando dentro di sé un tormentatore! E l’ego è a tutti gli effetti un carceriere che ti imprigiona e che ti opprime. Lo fa attraverso pensieri angosciosi e creando disagi emotivi e fisici di ogni tipo. Nel tuo subconscio rimane traccia di tali disagi, e la negatività si accumula nel tuo subconscio. Ciò, fortunatamente, non è un male: a prima vista il fatto che la tua intelligenza “conservi” i demoni e li mantenga dentro di te può sembrare crudele.

In realtà la negatività che rimane dentro di te sotto forma di malessere è un segnale con cui il tuo vero Sé comunica con te, dicendoti che devi lasciar andare il tuo gravame e scaricarti dei tuoi pesi. Ogni istante è un’occasione per lasciar andare parte del malloppo, per alleggerire il peso del tuo ego e l’oppressione del tuo torturatore interno. Ma per lasciarlo andare devi avere il coraggio di sacrificare il tuo senso di individualità, di specialità, in breve smettere di derivare la tua identità dal tuo ego. Solo in questo modo potrai essere libero dal malessere e potrai tornare alla pace incommensurabile del tuo essere. Ogni volta che senti un malessere, smetti di credere ai tuoi pensieri che ti dicono che devi risolvere qualche problema all’esterno o riempire il tuo vuoto con una relazione, un’attività, una sostanza.

Sacrifica l’ego in nome della pace interiore

Piuttosto, riconosci che l’origine del tuo disagio affonda le radici nella scelta di mantenere in vita l’ego e a quel punto LASCIA ANDARE l’angoscia, la preoccupazione, la paura. Tutta la negatività non ha alcuno scopo, se non quello di conservare il tuo ego. Ma puoi fidarti del fatto che non ha alcun senso difendere qualcosa che non esiste e che alla fine ti regala (quasi) solamente sofferenza. Quindi sacrifica l’ego in nome della pace interiore. Continuare a proteggere ciò che ti fa soffrire può apparentemente farti sentire al sicuro, perché hai sempre investito la tua identità nell’illusione dell’ego. Ma in realtà tu hai il potere e la forza di andare oltre il tuo ego e riunirti alla pace del tuo essere! Anzi, questo è il tuo destino!

In ogni caso, prima o poi sarai costretto a lasciar andare il tuo ego: quando sarai sul letto di morte che senso avrà ancora preoccuparsi, angosciarsi, rimpiangere? Ma ha senso aspettare di esalare l’ultimo respiro per lasciar andare l’enorme peso che ci portiamo dentro? No, non ha alcun senso! Puoi decidere di disfarti del malloppo da subito. Quanto ci metterai dipenderà da te, dalla forza delle tue resistenze e dei tuoi attaccamenti alla tua vecchia identità. Ma non avere paura: oltre l’ego ti aspetta a braccia aperte un oceano infinito di beatitudine! Se questa è la nostra vera natura, perché dobbiamo continuare a rifiutarla, a rimanerne distanti o a credere che non sia vero che il nostro essere sia pura gioia e felicità? Almeno vale la pena provarci: dopotutto, che cos’hai da perdere, se non la tua miseria?

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