flow: che cos'è e come raggiungerlo

Flow: che cos’è e come raggiungerlo

Hai presente quando sei talmente concentrato in un’attività che ti dimentichi del tempo e di te stesso? Quello è il flow, uno stato di coscienza in cui il soggetto e l’oggetto dell’attività si fondono insieme in un’esperienza ottimale. Non posso fare a meno di dire che si tratta di una vera e propria esperienza di estasi: in essa scompaiono tutti i problemi e il tuo livello di concentrazione è massimo. Ovviamente nella tua esperienza di vita non hai accesso al flow quando e come vuoi tu. Potresti averlo sperimentato senza essertene accorto. Ma ciò che senz’altro vuoi è indurre il flow tutte le volte che vuoi. Immagina come potresti moltiplicare le tue performance. Pensa a come sarebbe bello lavorare spontaneamente. Per sapere che cos’è il flow e come raggiungerlo hai bisogno di poche informazioni importanti.

Se sei uno scrittore, immagina che le parole fluiscano liberamente dalla tua penna senza dover fare il minimo sforzo. La tua creatività scorre spontanea e tu non devi fare altro che lasciarti andare. Nulla ti disturba o ti infastidisce e puoi scrivere tutto il tempo che vuoi senza distrarti una singola volta. Il famoso blocco dello scrittore non ti spaventerà più. Ma soprattutto, il flow è un’esperienza che ti lascerà con un grande senso di soddisfazione.

A questo punto non ti resta che leggere questo articolo su che cos’è il flow e come raggiungerlo, in modo da aumentare la tua produttività e soprattutto goderti ciò che fai senza sforzo.

Che cos’è il flow esattamente?

Per prima cosa, definiamo il flow cercando di essere chiari a scanso di equivoci:

In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale (spesso citato come trance agonistica nel linguaggio sportivo), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività (da wikipedia)

La prima cosa da notare è che si tratta di uno “stato di coscienza”: non è qualcosa di mistico che richiede particolari doti sovrumane. Ma ciò non significa che possa essere indotto con una bacchetta magica o a piacere, a meno che non lo si ricerchi intenzionalmente. Richiede, per essere raggiunto, una serie di accorgimenti che vanno tra loro intersecati per ottenere l’esperienza che si desidera.

Il primo a definire in modo rigoroso il flow (o flusso) fu lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi (nota: solo per leggere il nome devi entrare in uno stato di flow). Egli definì una serie di regole per indurre lo stato di flusso, che riporterò qui sotto cercando di spiegarle nella maniera più chiara e semplice possibile. Continua la lettura di “Flow: che cos’è e come raggiungerlo?”

Le componenti del flow

Quali sono dunque le componenti principali che caratterizzano lo stato di flow?

Vediamole nel dettaglio:

Concentrazione totale sul compito

Quando vuoi lavorare, hai bisogno di eliminare le distrazioni, altrimenti vai nel pallone, giusto? Ti dico una cosa: la principale fonte di distrazione non è il mondo esterno. Ciò che ti disturba non sono i rumori nel vicinato o l’andirivieni di gente nel tuo ufficio (per carità anche quello non ti aiuta). Ciò che ti fa perdere il focus sono le distrazioni interne. Sono i tuoi pensieri, le tue preoccupazioni e le tue ossessioni. In altre parole, se la tua mente è continuamente disturbata dal chiasso dei pensieri, come pensi di poterti concentrare per lunghi periodi su un’unica attività?

Per questo hai bisogno di qualcosa che ti consenta di calmare la mente: al proposito la meditazione ha un enorme potere. Se acquisisci pratica con la meditazione ti verrà molto più facile indurre il flow in maniera intenzionale. Una mente calma può concentrarsi molto più facilmente di una bombardata a destra e a manca da preoccupazioni di ogni tipo. La meditazione ti aiuterà proprio a liberarti da ossessioni fastidiose e pensieri disturbanti. Chiaramente però hai bisogno di TANTA pratica!

Perdita dell’autoconsapevolezza e distorsione del senso del tempo

Quando sei nel flow, potresti rimanere delle ore impegnato in un’attività dimenticandoti di te stesso e di quanto tempo sei assorto in un compito. Ci sono dei casi in cui una persona è talmente assorbita da dimenticarsi di mangiare o di dormire. Chiaramente si tratta di eventualità estreme dipendenti da altri fattori. Il flow è sicuro e non morirai accedendovi! Anzi, dimenticarti di te stesso e del tempo per alcuni periodi ti consentirà di entrare in uno stato di grande relax, lontano dalle preoccupazioni quotidiane.

Anche in questo caso la meditazione ti permette di raggiungere risultati strabilianti. Infatti essa ti porta a dissolvere i confini tra te stesso e il mondo. Ti fa superare il dualismo della mente e ti fa sentire tutt’uno con l’Universo. Il tuo ego sarà molto meno forte e ti distrarrà molto di meno. La meditazione, dunque, è essenziale per accedere ad uno stato di dimenticanza di sé e per superare le limitazioni dello spazio-tempo.

Senso di controllo ed esperienza autotelica

Il flow è un’esperienza soddisfacente anche perché avverti un senso di padronanza nei confronti del compito. Hai presente tutte le volte che ti senti schiacciato dalle tue responsabilità e faresti di tutto per evitare un lavoro o una faccenda? Al contrario, quando sei nel flow sei in uno stato di pieno controllo. Ciò accresce la tua autoefficacia in quel compito e puoi così accedere ad uno stato di piacere intrinseco (cioè in un’esperienza autotelica). L’attività ti offre piacere in sé, aldilà dei risultati o degli obiettivi che ti permette di raggiungere.

Flow: come raggiungerlo

Abbiamo definito che cos’è il flow ed elencato le sue componenti essenziali: ora vediamo come raggiungerlo! Hai bisogno principalmente di tre punti:

1) Obiettivi chiari

La maggior parte di noi tende ad essere disordinato e superficiale nella definizione dei propri obiettivi. Vale a dire, quando dobbiamo fare qualcosa, saltiamo la fase dell’organizzazione. Io stesso tendo ad essere disordinato e ad ignorare la pianificazione. Ma comportandomi in questo modo mi blocco più facilmente durante l’attività. Se infatti il cervello non sa esattamente che cosa fare, il focus è impreciso. In altre parole, la nostra concentrazione è assorbita di volta in volta da ciò che dobbiamo fare dopo, e perdiamo così la connessione con il presente. La mente inizia a comportarsi come un’altalena impazzita e non sappiamo più dove andare. Ciò comporta stress, frustrazione e un calo della produttività e delle prestazioni.

Pianificare è la regola. Prima di iniziare un’attività, è necessario organizzarla. Prima di scrivere un articolo, sono molto più concentrato se stendo prima un progetto e se organizzo almeno una struttura generale. Se lascio spazio alla sola improvvisazione, la mente va letteralmente in panne e devo fare uno sforzo triplo per lavorare sull’articolo. Se invece mi organizzo, la mente si calma e sono addirittura più creativo. È una sorta di paradosso: tanto più lascio spazio alla sola creatività, tanto più soffro del blocco dello scrittore. Tanto più invece mi impegno nella fase di pianificazione, tanto più la fantasia si sblocca.

Si tratta, dunque, di trovare un equilibrio tra la pianificazione di un’attività e il suo svolgimento. Di certo non devi progettare tutto nei minimi dettagli. Ma non puoi permetterti, se vuoi raggiungere il flow, di non organizzarti almeno un minimo. Il nostro cervello lavora al meglio quando connetti i due emisferi: quello sinistro è responsabile della pianificazione, quello destro si occupa della creazione. Nel mio caso, l’emisfero sinistro mi permette di dare una struttura agli articoli, il destro di creare i contenuti. Se uno dei due emisferi domina sull’altro, la sintonia si interrompe ed esco dal flow. Se sincronizzo le due parti del cervello bilanciando pianificazione e lavoro ottengo un’esperienza ottimale.

2) Feedback immediati

Se vuoi entrare facilmente nel flow devi sapere esattamente se stai eseguendo correttamente un compito e in che direzione stai andando. Per questo hai bisogno di feedback immediati, che ti tolgano da quell’amaro senso di incertezza nel retro della tua mente. Questa fastidiosa sensazione può essere eliminata se, ad esempio, stabilisci un metro di giudizio. Potresti stabilire in anticipo quali parametri vorresti rispettare per ottenere un buon lavoro. Oppure puoi decidere di suddividere il tuo compito in tappe in modo da sapere quando devi fermarti per riposare e per renderti conto della direzione verso cui stai procedendo.

3) Compiti “su misura”

Per entrare nel flow dovresti lavorare a qualcosa che non sia troppo semplice. Infatti ciò ti annoierebbe e vorresti passare subito ad altro. Ma non deve essere nemmeno troppo difficile. In tal caso ti sentiresti oppresso e non riusciresti a portare a termine il compito in modo liscio e spontaneo. Devi trovare, insomma, il livello di difficoltà che fa per te. È come un abito su misura, che non deve essere né troppo stretto né troppo largo.

Se troverai il tuo livello, potrai ottenere il senso di padronanza di cui hai bisogno per rimanere concentrato.

Conclusioni

Indurre intenzionalmente il flow non è affatto facile. Ma se applicherai questi consigli potrai raggiungere sempre più frequentemente uno stato di esperienza ottimale. Non preoccuparti se all’inizio non ce la farai. Di volta in volta, prova ad aggiustare qualcosa. Potrebbe darsi che stai provando ad entrare nel flow svolgendo un compito troppo semplice, oppure troppo impegnativo. Può darsi che debba pianificare più rigorosamente. Oppure non ti dai dei feedback immediati che ti facciano rimanere sulla strada.

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1 commento su “Flow: che cos’è e come raggiungerlo”

  1. Ciao!
    “Mihály Csíkszentmihályi (nota: solo per leggere il nome devi entrare in uno stato di flow).” 😂 Mi hai fatto morire con questo commento!
    Mi è piaciuto questo articolo, mi ci sono ritrovata! Spesso quando studio o mi concentro nel lavoro ho uno strato che si può definire come flow! Di solito mi capita o su argomenti che mi appassionano o sul lavoro! Proverò a seguire i tuoi consigli per migliorare l’esperienza!
    Ti faccio Tanti Auguri per queste feste! E Buon Anno!

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