Intelligenza emotiva: le 5 grandi aree

In questo articolo parleremo di intelligenza emotiva e delle sue 5 grandi aree. L’intelligenza emotiva è uno dei parametri più importanti per il successo, molto più dell’intelligenza canonica, ovvero il classico QI. Quest’ultimo valore è parziale e limitato alla sfera logico-analitica. I test di intelligenza sono ormai datati e non sono in grado di fornire indicazioni sufficienti circa le abilità mentali di una persona. Certamente sono utili per misurare il quoziente intellettivo di chi intende lavorare come ingegnere, matematico o programmatore. Ma nella vita di tutti i giorni il QI è una perdita di tempo.

Ciò che devi assolutamente sviluppare per migliorare le tue relazioni, la tua vita mentale e la tua esistenza in generale è l’intelligenza emotiva. Qui di seguito troverai una guida sulla definizione di intelligenza emotiva e sulle 5 grandi aree sviluppate dallo psicologo Daniel Goleman, autore del bestseller “Intelligenza emotiva”.

Lascia perdere il QI

A meno che il tuo lavoro non richieda calcoli complessi o di saper manipolare figure complesse nello spazio, lascia perdere il QI. Fino a qualche anno fa ero ossessionato dai test di intelligenza e ne scaricavo continuamente di nuovi per misurare il mio quoziente intellettivo. Credo che sia stata un’enorme perdita di tempo e di energia. Non cadere nel mio stesso errore: fare quei test ti causerebbe soltanto stress e ti rovinerebbe l’umore. Se anche fossi un genio, potresti perdere migliaia di altre opportunità perdendoti nel mondo dei test intellettivi.

Fatta questa premessa, vorrei riportare il pensiero di Daniel Goleman, autore di “Intelligenza Emotiva”, tratto dal libro:

“Al massimo, il QI contribuisce in ragione del 20 per cento ai fattori che determinano il successo nella vita – il che lascia evidentemente l’80 per cento determinato da altre variabili.” (da “Intelligenza emotiva”)

QE O QI?

Hai capito bene: il quoziente intellettivo tradizionale influisce sul successo solo per il 20 per cento. Come si spiega questo? Molto semplicemente, immagina due ragazzi. Il primo ha un quoziente intellettivo altissimo, tanto da essere considerato un “genio”. Fa dei calcoli con una velocità impressionante e risolve rompicapo complicatissimi. Ma ha un problema: si trova male con i compagni, non è motivato ad andare a scuola, odia gli insegnanti. L’altro ha un quoziente intellettivo medio. Svolge i calcoli con un po’ di difficoltà e non sa risolvere problemi troppo difficili. Ma è perfettamente integrato nell’ambiente scolastico, ama la scuola e trova sempre la motivazione per fare i compiti, apprezza gli insegnamenti.

Il primo ragazzo ha una bassa tolleranza alla frustrazione, ha accessi di ira violenti. Non riesce a portare a termine le sue attività perché non ha autodisciplina. Il secondo ragazzo è apparentemente meno efficiente, ma si impegna a fondo per raggiungere gli obiettivi. Non perde la pazienza se qualcosa non va. Ammette di essere umano e impara dagli errori.

“E proprio questo è il problema: l’intelligenza accademica non offre pressoché alcuna preparazione per superare i travagli e cogliere le opportunità che la vita porta con sé” (da “Intelligenza Emotiva”)

Evidentemente il primo ragazzo avrà serie difficoltà a raggiungere il successo scolastico. Il secondo, invece, è dotato di superiori competenze emotive e nonostante non sia un genio potrà raggiungere risultati straordinari.

Che cos’è l’intelligenza emotiva? Le 5 grandi aree.

Partiamo dalla definizione che ne dà Wikipedia:

“L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni.”

Secondo Goleman, tale definizione può essere spezzata in 5 sottocategorie. L’intelligenza emotiva infatti è un mondo complesso e variegato, comprendente numerose competenze e abilità. Ciascuna di esse costituisce un’area a sé stante che può essere sviluppata separatamente. Ma è necessario occuparsi di tutte e 5 le aree per raggiungere un livello soddisfacente di intelligenza emotiva. Vediamo quali sono queste 5 aree:

1) Autocoscienza

Essa è il risultato di un lavoro di approfondita conoscenza di sé. In particolare si riferisce alla capacità di cogliere quei segnali che permettono di identificare un’emozione. Chi ha un elevato quoziente emotivo è in grado di riconoscere una vasta gamma di stati emotivi e di distinguerli. Possiede un ottimo vocabolario emotivo che gli consente di attribuire alle emozioni una definizione precisa. Ha una profonda connessione con se stesso e i propri valori, che gli permette di fare scelte opportune e in armonia con la propria essenza. Conosce i propri desideri e le proprie paure. Sa, in altre parole, che cosa lo muove e conosce se stesso molto più della maggior parte delle persone. Tale dimensione è anche chiamata “consapevolezza di sé“.

Chi conosce se stesso non soffre della schizofrenia tipica di troppe persone, che si ingannano perseguendo vite che non sono le loro. Infatti la maggior parte di noi non conosce i propri valori, non ha una missione di vita e non è consapevole delle proprie emozioni. Per entrare in sintonia con le tue emozioni, ti consiglio la meditazione. In particolare sperimenta la mindfulness, che mira proprio a farti maturare una maggiore consapevolezza delle tue emozioni e dei tuoi pensieri. Per conoscere i tuoi valori e la tua missione di vita, dedicati a riflessioni e all’introspezione con un diario. Oppure semplicemente siediti e dedica almeno dieci minuti al giorno a farti domande. Chiediti: “Quali sono i miei valori?”; “Che cosa amo fare?” “Qual è la mia missione?”

‘Le emozioni che covano sotto la cenere al di sotto della soglia della consapevolezza possono avere un impatto potente sul nostro modo di percepire e reagire, anche se non ce ne rendiamo conto.” (da “Intelligenza emotiva”)

2) Gestione di sé

Questa area è fondamentale per la regolazione delle tue emozioni e dei tuoi stati d’animo. È in gran parte connessa con la dimensione della consapevolezza di sé. Se infatti conosci te stesso e le tue emozioni, potrai gestire queste ultime molto meglio e con maggiore efficacia. Ma non è assolutamente detto che chi conosce se stesso sappia per forza gestire le emozioni. Né che chi sia esperto nella gestione di queste sia un profondo conoscitore della propria natura. Oggi i problemi più spinosi sull’educazione alle emozioni riguardano proprio questa sfera. Infatti ciascuno di noi cerca delle strategie su come gestire lo stress o come eliminare ansia e depressione. Ma gestire i nostri stati d’animo senza conoscere perché proviamo determinate emozioni piuttosto che altre è insufficiente. Ma soprattutto ci illudiamo di essere maestri nell’arte di controllarci quando non abbiamo nemmeno idea di che cosa stiamo facendo.

Per esempio, se io conoscessi tutte le tecniche di rilassamento potrei gestire a meraviglia i miei problemi di ansia. E ciò sicuramente mi darebbe una certa soddisfazione. Ma se nel frattempo non provvedessi a capire che cosa causa la mia ansia, non starei facendo altro che mettere delle pezze per nascondere il disagio. È facile imparare a gestire le emozioni senza interrogarsi sulla loro natura, sul motivo per cui le proviamo e sulle loro ragioni di esistere. Per questo le dimensioni dell’autocoscienza e della gestione di sé vanno a braccetto e sono necessariamente interconnesse.

Gestione di sé nello sviluppo personale

In generale, gestire efficacemente le proprie emozioni è essenziale per il proprio sviluppo personale e per il successo in tutti i campi. Un leader di un’azienda contribuirà molto più facilmente al proprio benessere e a quello dei dipendenti se manterrà la calma in momenti di tensione. Il dipendente di quell’azienda godrà di ottime relazioni con i colleghi se non scaricherà i propri problemi sugli altri. Uno studente sarà molto più benvoluto dai compagni se non cadrà in preda ad accessi di collera incontenibile. Ognuno di noi può ottenere il meglio dalla propria vita solo se gestirà il proprio bagaglio emotivo in modo efficace.

Gestire efficacemente le proprie emozioni vuol dire essere in grado di liberarsi di uno stato d’animo negativo. Vuol dire sapersi svincolare dalla schiavitù delle passioni e diventarne padroni. Vuol dire saper controllare gli impulsi e rimandare le gratificazioni (vedi il famoso test della caramella)

3) Motivazione

Quest’area è una delle mie preferite. Sapersi motivare è oggi più che mai fondamentale per il successo. Il mondo infatti è cambiato e si moltiplicano le opportunità di lavoro indipendente. Esso offre la possibilità di non essere legati a nessuno con enormi vantaggi. Ma comporta anche una grossa responsabilità: saper gestire il proprio tempo e sapersi motivare per raggiungere degli obiettivi. Inoltre questa abilità è indispensabile per lavorare su di sé, e se non la svilupperai dovrai lottare costantemente contro la procrastinazione e la mancanza di voglia. Imparando a motivarti, potrai invece mantenerti sul percorso di crescita accelerandolo e soprattutto godendotelo di più.

Anche in questo caso una profonda conoscenza di se stessi e un’efficace gestione delle emozioni sono essenziali. Motivarsi è molto più semplice se sei in grado di posticipare le gratificazioni o di liberarti da una fissa mentale che ti impedisce di concentrarti. Non è facile lavorare a qualunque cosa se sei costantemente in uno stato d’animo negativo. Ma è assolutamente possibile usare le emozioni a tuo favore.

Il flusso

In particolare, potrai motivarti riuscendo ad entrare nel flow (o flusso). Si tratta di uno stato di perfetta concentrazione e soddisfazione nel quale nulla ti può distrarre e in cui tutto scorre liscio. Nel flow sei ispirato e creativo e non ti senti bloccato o stressato. Viene definito da alcuni come un’esperienza di estasi, nella quale si dissolve il senso di sé e si diventa tutt’uno con l’attività.

“Riuscire a entrare nel flusso è la massima espressione dell’intelligenza emotiva; il flusso rappresenta forse il massimo livello di imbrigliamento e sfruttamento delle emozioni al servizio della prestazione e dell’apprendimento” (da “Intelligenza emotiva”)

Continua la lettura di “Intelligenza emotiva: le 5 grandi aree”!

4) Empatia

L’empatia può essere definita come la trasposizione su un piano interpersonale dell’autocoscienza. Se infatti l’autocoscienza consiste nel conoscere i propri valori, desideri ed emozioni, l’empatia è la conoscenza dei sentimenti, delle passioni e delle motivazioni altrui. Essa è fondamentale per avere influenza sugli altri (al proposito ti consiglio il libro “Come trattare gli altri e farseli amici”

L’empatia consente di intercettare i bisogni degli altri e poter così intervenire sia nel loro interesse che per aumentare la nostra influenza su di loro. Essa è fondamentale nella vita relazionale, poiché permette di evitare inutili conflitti. Se riesci a leggere nell’altro la paura, potrai sentirti meno attaccato dal suo modo aggressivo. Se comprendi le reali motivazioni di una persona, sarà molto meno probabile essere manipolato. E se sai di che cos’ha bisogno esattamente il tuo partner, potrai facilmente risolvere un vostro problema relazionale.

5) Abilità sociali

Direttamente legate all’empatia vi sono le abilità sociali. Si tratta di una vasta gamma di competenze che vanno assolutamente sviluppate per diventare un leader carismatico. Ma sono indispensabili in qualunque situazione sociale per ottimizzare le tue relazioni. Comprendono infatti numerose capacità fondamentali:

  • esprimere i propri sentimenti
  • comunicare efficacemente la propria opinione
  • costruire relazioni solide
  • risolvere conflitti e trovare compromessi
  • ascoltare attentamente e in silenzio
  • stabilire limiti
  • organizzare gruppi

Le abilità sociali riguardano, in generale, le competenze nel rapporto con gli altri. Esse sono fondamentali in un mondo sempre più interconnesso e in cui la leadership e la collaborazione giocano un ruolo sempre più importante. Raggiungere la maestria in questo campo richiede enorme pratica e pazienza. Ma è possibile affinare le proprie competenze interpersonali sperimentandole direttamente nelle situazioni sociali. In particolare, ritengo che l’ascolto sia l’abilità più importante e sottovalutata. Imparando ad ascoltare, potrai maturare tutte le altre competenze sociali di conseguenza e con molto meno sforzo. Un buon ascoltatore, infatti, è anche un grande leader e un ottimo compagno di vita!

Per oggi questo è tutto. Hai terminato la lettura di “Intelligenza emotiva: le 5 grandi aree”. Più avanti troverai ulteriori approfondimenti sull’argomento.

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