La forza della compassione

La compassione è un’energia straordinaria. È una forma elevata di amore, che nasce dalla consapevolezza che l’intero mondo soffre. Per essere compassionevoli, però, dobbiamo liberarci dal gravame del nostro ego. Esso non può sperimentare la forza della compassione. Infatti tale magnifica emozione può manifestarsi pienamente solo nel cuore di chi si sente tutt’uno con la vita. Inoltre, bisogna aver accettato totalmente la nostra sofferenza, riempiendo di amore i nostri lati oscuri e vedendo dapprima la perfezione di noi stessi. Solo allora possiamo rivolgere la fonte di Amore all’esterno. Per amare il mondo, devi prima amare profondamente te stesso.

Perché provare compassione?

Ti rispondo con le parole del Dalai Lama in persona:

Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione. Se vuoi essere felice tu, pratica la compassione.

Dalai Lama

Se questo non ti basta, ti riporto il pensiero del Buddha al riguardo: “Se volete ottenere l’illuminazione, non dovete studiare innumerevoli insegnamenti. Approfonditene solo uno. Quale? La grande compassione. Chiunque abbia grande compassione, possiede tutte le qualità del Buddha nel palmo della propria mano”. A detta dello stesso Buddha, la compassione è la più grande delle virtù. Chi è compassionevole, infatti, ha la piena comprensione di ciò che accade, ha il cuore aperto, è saggio e amorevole. Se vuoi risvegliarti, coltiva la compassione.

Praticare la compassione contribuisce al buonumore, riduce lo stress e la negatività. Rafforza il sistema immunitario e diminuisce il rischio di ammalarsi. Riduce i livelli di ansia e ti rende appagato. La compassione ha dunque enormi benefici a livello fisico, emotivo e mentale. A questo punto vorrai sapere come sperimentare questa magnifica emozione superiore.


Come provare la forza della compassione da subito

Ci sono delle cose che potrebbero spingerti a provare compassione già da adesso. Infatti non c’è bisogno di essere pienamente Illuminato per accedere al potere di questo stato interiore. Innanzitutto, devi renderti conto che la sofferenza è una compagna universale. La maggior parte di noi è così focalizzato sui propri problemi da non lasciare spazio alla compassione. Il problema principale, però, non è tanto il fatto che non riusciamo a provare una compassione cosmica per i mali dell’Universo. Piuttosto, non riusciamo ad avere compassione di noi stessi. Preferiamo invece autocommiserarci, fare le vittime, recriminare, rimanere assorbiti nella negatività.

Ma l’autocommiserazione non è compassione. Se non accendi una fiammella d’Amore per te stesso, come puoi aspettarti di commuoverti per la sofferenza degli altri? È praticamente impossibile. Quindi il mio primo consiglio è questo: inizia ad accettare con tutto il tuo Essere ogni parte di te, porta luce e amore nelle tue parti buie. Amati, perché è solo così che puoi amare il mondo. E solo così puoi migliorarlo. Amare se stessi non è un atto di egoismo, ma è il principio e il presupposto di ogni altruismo. È quando non ti ami che diventi distruttivo. Quando ti ami, sei una forza trasformatrice e porti la luce nel mondo. È solo allora che puoi provare vera e profonda compassione.

Meditazione sulla compassione

Che cos’altro puoi fare per iniziare a sperimentare la forza della compassione? Puoi renderti conto che nell’intero cosmo c’è sofferenza. Diventa consapevole della fratellanza universale a cui tu appartieni, e senti la sofferenza come un collante che unisce invece che come un elemento divisivo e da rifiutare. Chiudi gli occhi e immagina un animale abbandonato e abbi compassione. Immagina poi un mendicante bisognoso di viveri e di un tetto e abbi compassione. Vivi dentro di te la scena di un uomo violento nella sua famiglia e prova ad avere compassione. Immagina infine che tu sia colpito/a da un’ingiustizia e abbi compassione di te.

“Se un uomo mostra una pietosa compassione verso gli animali, ancor più sarà disposto a comportarsi con pietà verso i propri simili.”

San Tommaso d’Aquino

Dopodiché, puoi focalizzarti su tutto ciò che ti riguarda da vicino, sulle tue situazioni esistenziali concrete. C’è un tuo famigliare malato? Anziché pensare a tutte le grane che ti causa la sua malattia, abbi compassione. Non sopporti un tuo collega? Abbi compassione di quei suoi intollerabili difetti. Non hai ancora perdonato il tradimento del tuo partner? Sforzati di lasciar andare il rancore (che è veleno per il tuo cuore) e abbi compassione. Infine, focalizzati su te stesso/a, in particolare su quelle parti di te che non accetti, sui tuoi difetti e sui tuoi vizi, e abbi compassione di te.

Compassione, non commiserazione

Avere compassione significa, semplicemente, inviare amore libero e disinteressato ad un determinato oggetto. Significa liberare energia spirituale in direzione di una parte di te, illuminandola e sanando la ferita che contiene. Non confondere la compassione con la commiserazione: la prima viene dal cuore, la seconda è un modo con cui l’ego si sente superiore a chi soffre.

Non è raro che chi si trova su un percorso spirituale finisca per sperimentare più commiserazione che compassione: uno degli ostacoli maggiori alla crescita è proprio l’ego spirituale. Infatti l’ego si appropria facilmente degli insegnamenti spirituali per costruire una propria identità e rafforzarsi, distorcendo magari i messaggi originali per renderli più conformi ai propri desideri di potere o per eliminare le proprie paure.

La forza della compassione sia con te!

Fai crescere la compassione nel tuo cuore e ti si schiuderà il Paradiso! Se provi compassione, gratitudine e amore incondizionati, la tua vita fluirà spontanea e sarai in pace. Non c’è tesoro più grande di quello che coltivi nella tua interiorità. Che cosa aspetti a fare della compassione una pratica per la tua evoluzione spirituale?
Ti auguro che la compassione cresca dentro di te e ti ringrazio per la lettura! Scrivi cosa ne pensi nei commenti. Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione!

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