La schiavitù della colpa

La schiavitù della colpa

Sentirsi in colpa è la cosa più insensata che si possa fare, perché nessuno ha il potere di fare del male a un altro, come è vero che non può subire il male da un altro. Ognuno è responsabile di come si sente: non esistono vittime. La colpa è giudizio interiorizzato, così come le accuse fatto al mondo sono giudizio proiettato. E il giudizio è un’illusione, perché nessuno può davvero giudicare. Si può solo proiettare. Ma ogni proiezione è un’autoaccusa, così come ogni autocondanna è un’accusa fatta al mondo. La schiavitù della colpa è l’unica vera schiavitù ed è la peggiore.

Quindi sentirti in colpa è il modo migliore per distruggere non solo te stesso, ma anche tutti gli altri. Quando ti senti in colpa, potresti pensare di stare facendo ammenda. In realtà, stai rafforzando la negatività dentro di te e nel mondo. E così accade quando giudichi qualcuno. Non c’è differenza tra giudicare te stesso o qualcun altro: entrambe le cose rafforzano la colpa e il dolore che è in te e, di conseguenza, anche quello del mondo.

L’ego è molto abile a nascondere che sia così, servendosi delle proiezioni. Ma ogni proiezione è letteralmente un’accusa che nascostamente stai facendo a te stesso, ma che non vuoi vedere dentro di te. Quando giudichi un assassino, ricorda che stai nascondendo la parte di te che vuole uccidere, e in questo modo stai contribuendo alla guerra e alle stragi. Può non sembrare così, ma immagina che cosa succede se milioni di persone fanno esattamente la stessa cosa.

La schiavitù della colpa

Se milioni di persone negano il male dentro di sé e lo proiettano all’esterno, che mondo possiamo aspettarci se non un mondo caotico di morte e distruzione? Quindi non giudicare – e non sentirti in colpa. Che la colpa sia percepita all’esterno oppure dentro di te non fa alcuna differenza: ciò alimenta lo stesso circolo vizioso che impedisce la pace e l’amore dentro e fuori di te. Il giudizio e la colpa sono la barriera più potente contro l’amore. Se vuoi vivere nella gioia, devi a tutti i costi liberarti del carico di colpa e di giudizio. Basta solo questo per evolvere spiritualmente e risvegliarsi alla realtà.

Infatti l’essere umano è addormentato perché pone tra sé e la realtà – e tra sé e se stesso – il filtro del giudizio, che agisce da velo e impedisce di vedere la perfezione di tutto e di accedere alla visione amorevole, compassionevole e non giudicante del cuore. L’uomo ha la presunzione che i suoi giudizi siano oggettivi e indiscutibili, quando in realtà sta semplicemente imponendo la sua visione limitata della realtà. Limitata da che cosa? Limitata dalla sua identificazione con una macchina biologica.

La follia del giudizio

Infatti l’uomo che si identifica con l’apparato psicofisico giudica l’assassino perché si sente minacciato e vede il suo corpo fragile massacrato dalla sua furia irrefrenabile, giudica chi lo opprime e si ribella contro i suoi carnefici, si sente vittima di un mondo milioni di volte più grande di lui. In tutto ciò, dimentica di essere un’anima, uno spirito enorme come l’intero Universo, la Coscienza che guida il mondo. Vedendosi come corpo, l’essere umano si sente costretto a giudicare per sopravvivere, poiché la sua salvezza come individuo dipende proprio da questa illusione.

E non è un male quando l’uomo giudica: se condannassimo chi giudica staremmo ancora una volta giudicando. Tuttavia dobbiamo accorgerci di quanto il giudizio sia folle e insensato e così la colpa che lo accompagna, proiettata o interiorizzata, nascosta o repressa, espressa o negata. Infatti giudizio e colpa non portano altro che dolore, rafforzandosi a vicenda e perpetuandosi all’infinito, in un circolo di sofferenza e pazzia.

Superare la schiavitù della colpa è la cosa migliore che puoi fare

Il massimo tributo che puoi offrire al mondo – e il miglior regalo che puoi fare a te stesso – è smettere di sentirti in colpa e superare questa maledetta schiavitù. E per farlo devi semplicemente smettere di giudicare, riconoscendo che non sai qual è la verità, ammettendo che giudichi per paura, perché ti senti minacciato e ferito, realmente o potenzialmente. La paura della morte ti spinge a giudicare, ma nessuno ti sta uccidendo in questo momento, quindi hai tutto il tempo per disfare il giudizio dalla tua mente.

Non è così facile, ma non è nemmeno troppo difficile. L’unico ostacolo è il desiderio nascosto di continuare a vederti come corpo, vulnerabile e indifeso, a percepirti come vittima di un mondo ingiusto e a succhiare piacere da questa percezione di te stesso. Tutti facciamo così, perché l’ego ama le ingiustizie e adora più di ogni altra cosa essere vittima del mondo. Forse anche per questo sembra che ci siano così tante vittime e, di conseguenza, così tanti carnefici.

Il circolo vizioso vittime/carnefici

Può sembrare brutale dirlo, ma in fondo che differenza c’è tra vittime e carnefici? Non sappiamo quale sia la triste sorte né degli uni né degli altri, e soprattutto non conosciamo le loro scelte inconsce. Perché uno sceglie di essere vittima o carnefice? Se lo fa con l’ego, sicuramente vuole perpetuare la colpa dentro di sé e continuare a succhiare il succo delle ingiustizie. Ciò può sembrare folle o addirittura assurdo, ma ognuno può vedere dentro di sé quanto sia attratto dalla colpa, dal dolore, dal vittimismo. Basta vedere quanto facilmente ci arrabbiamo per un’ingiustizia subita, preferendo il dolore alla pace, il vittimismo alla responsabilità.

Ma anziché essere vittima del mondo, puoi riconoscere la tua responsabilità, per tutto ciò che hai vissuto, stai vivendo e vivrai. Dare la colpa agli altri per le tue vicissitudini passate non farebbe altro che rafforzare il dolore dentro di te. All’ego piace punire e punirsi, ma ciò è del tutto inutile. L’unica cosa sensata è assumerti la responsabilità totale della tua vita. Se ti sembra di subire un’ingiustizia, assumiti la responsabilità del dolore. Ricorda che se non lo farai non starai facendo altro che alimentare la sofferenza dentro di te. Proprio i giudizi e le interpretazioni dei fatti – e non i fatti in sé – causano dolore.

Assumiti la responsabilità e lascia andare il peso della colpa e del giudizio

Non sei vittima perché soffri, ma soffri perché sei – o ti vuoi vedere come – una vittima. Non soffri perché qualcuno ti fa del male, ma qualcuno sembra farti del male perché già soffri. E ciò che accade nel mondo non fa altro che far emergere il malessere sempre presente dentro di te, il senso di colpa esistenziale, la paura della morte, il trauma dell’identificazione con un corpo. Ma ciò che fa affiorare un sintomo non ne è la causa. La causa è solamente dentro di te, anche perché se così non fosse saresti uno schiavo e non potresti fare nulla per liberarti dal dolore.

Riconosci allora che sei tu a creare tutto il dolore che sembra provenirti dall’esterno, riconosci le tue proiezioni e lasciale andare, per aprirti alla visione del cuore e in questo modo liberarti dalla colpa e dal giudizio. Non c’è molto da fare: c’è solo da perdonare. Questo è infatti il vero significato del perdono: ritrarre tutte le proprie proiezioni, assumendosene la responsabilità, riconoscendo che tutto il dolore è dentro di sé e non è causato da nessuno nel mondo, per poi lasciar andare il proprio carico di colpa e di giudizio nelle mani di Dio e ritrovare la pace e l’amore dentro di sé, non più oppressi ma finalmente liberi dalla schiavitù.

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