La verità sulla felicità

La verità sulla felicità

Qual è la verità sulla felicità? Che cosa la rende un obiettivo apparentemente irraggiungibile? Perché non riusciamo a essere in pace con noi stessi? E se stessimo sbagliando tutto riguardo a essa? E se fosse proprio per questo che non riusciamo a trovarla? In questo articolo cercherò di esporre tutta la verità sulla felicità. Cercherò di dissipare i dubbi, i preconcetti e le false convinzioni che impediscono di essere felici. Infatti il fatto che non riusciamo a essere felici dipende in gran parte da condizionamenti e credenze limitanti. A dire il vero, non sappiamo nemmeno che cosa sia realmente la felicità. Tutt’al più, la consideriamo come un concetto mentale, legato magari a delle sensazioni corporee. Riduciamo la felicità a un’emozione come le altre, la trasformiamo in un’idea, un nome astratto.

Se la felicità è un’emozione, è evidente che sarà soggetta alle leggi di tutte le emozioni e cioè sarà temporanea. E se è un’emozione, sarà un’esperienza prevalentemente mentale, con riflessi sul corpo, percepiti magari come piacere. Ma se dipende dalla mente, allora è solamente un flusso di pensieri, che vanno e vengono e quindi non possono garantire una felicità prolungata. E soprattutto, se dipende dalla mente, è un’esperienza temporale, che inizia in un momento e finisce in un altro, e quindi può essere subordinata a diverse condizioni ed eventi. Ma una felicità di questo tipo, condizionata, temporanea, limitata, mentale, non è la vera felicità. Una felicità di questo tipo è solamente un’etichetta che definisce un particolare stato mentale ed emotivo, e come tutte le etichette è qualcosa di fittizio ed evanescente.

Tutta la verità sulla felicità

Qual è dunque la verità sulla felicità? La verità è molto, molto più semplice. La felicità non è “qualcosa” inteso nel senso comune del termine. Semplicemente, è una “qualità” connaturata al nostro Essere. Non è un’emozione, uno stato mentale e nemmeno uno stato d’animo. Per una società materialista che è abituata a definire la felicità in termini di ormoni, percezioni, sensazioni e pensieri, si tratta di qualcosa di difficile da digerire. Ma la vera felicità è intangibile, e proprio per questo è inattaccabile, inviolabile, sempre presente. Essa non può essere immaginata: infatti è anteriore alla mente, per cui ogni tentativo di figurarcela è destinato a fallire. Quando pensiamo alla felicità, riportiamo alla memoria esperienze del passato in cui ci siamo sentiti bene, euforici, positivi. Oppure immaginiamo un evento futuro che pensiamo ci renderà felici. Ma la felicità non può essere catturata dalla mente, in quanto fa parte dell’Essere.

E l’Essere può solamente essere consapevole di sé. Quindi la vera felicità può essere vissuta e sperimentata solamente nel presente, connessa all’esperienza di essere. Ma se fosse così, non dovremmo essere tutti felici? Beh, non è proprio così. Infatti la maggior parte di noi è completamente disconnesso dalla propria sensazione di esistere, dà per scontato di essere consapevole e si perde così totalmente nei propri pensieri, perdendo il contatto con la gioia insita nel proprio Essere e immaginando nuovi generi di felicità. Eppure puoi stare certo che per ognuno di noi la felicità è sempre allo stesso posto, solo che non ne siamo il più delle volte consapevoli. E questo è un grande problema: infatti questa perdita di consapevolezza porta sofferenza e miseria, conflitti e separazione! E la mente di ognuno assorbe migliaia di condizionamenti che allontanano sempre di più l’esperienza della felicità.

I condizionamenti che impediscono di essere felici: la verità sulla felicità

Quali sono i condizionamenti che impediscono di essere felici? Vediamoli uno per uno!

L’ignoranza su che cosa sia la felicità

Il primo condizionamento in assoluto è l’ignoranza su che cosa sia la felicità. Ognuno di noi dovrebbe dimenticare tutte le definizioni che ha sempre creduto vere e cercare dentro di sé che cos’è la felicità, indagando in profondità oltre le proprie convinzioni. Indagando a fondo, possiamo scoprire che la felicità è intrinseca all’esperienza dell’essere. Quindi non ha nulla a che fare con obiettivi esterni, particolari esperienze estatiche o di piacere, determinati eventi. E non è un particolare stato della mente, un’emozione o un insieme di sensazioni. Molto più semplicemente, è una pace che coincide con l’assenza di senso di vuoto o di mancanza. Essa è completezza e soddisfazione. A prima vista, sembra un’esperienza piuttosto banale o addirittura fredda, in quanto sarebbe priva di emozioni.

In realtà più che essere priva di emozioni, è “oltre” le emozioni. Ciò non significa che sia uno stato freddo e glaciale. Al contrario, quando trovi la felicità dell’Essere, anche la mente e il corpo si rilassano e il tipo di emozioni e sensazioni cambia. Provi dunque emozioni molto più elevate e la tua salute aumenta. Infatti i malesseri mentali e fisici sono il risultato di una disconnessione spirituale. Quindi quando sei felice e nell’amore, tendi a essere anche più in salute e a provare benessere mentale, emotivo e fisico. E quindi tendi a sperimentare anche le sensazioni tipiche della felicità ordinaria, intesa come stato di positività percepita a livello della mente e del corpo.

Ma anche se il corpo e la mente sono agitati o non sono in perfetta salute, puoi comunque sperimentare la pace del tuo Essere e dunque essere perfettamente felice! Infatti questa esperienza trascende le limitazioni della mente e del corpo.

Le aspettative sulla felicità

Spesso, quando si definisce la felicità come uno stato di pace e completezza, la mente non si accontenta. Non si accontenta perché ha sempre pensato alla felicità come a uno stato in cui si ride continuamente, si salta di gioia, si danza e si gioca. Ma puoi accorgerti facilmente di quanto sia limitata tale definizione di felicità. Infatti tale tipo di felicità implica tensione e non è tanto sostenibile nel tempo! Se scambi la felicità per una condizione in cui si salta e ride in continuazione, ti stai più che altro riferendo a un picco di euforia. Ma ogni picco non è destinato a durare a lungo. E in verità non è nemmeno qualcosa di troppo bello e piacevole, poiché stressa l’organismo e crea disarmonia.

Se stai attento ai momenti in cui provi picchi di euforia, magari dopo un successo importante, puoi renderti facilmente conto che non è poi chissà cosa! Al contrario, l’esperienza di pace, per quanto possa apparire come meno teatrale e più tranquilla, è molto più perfetta e completa. Di più, la pace contiene in sé un tocco di divino, di amore, di gioia incommensurabili e ineffabili, di una profondità infinita e impossibile da descrivere. Proprio perché non può essere descritta a parole, su di essa nascono numerosi dubbi, fino al punto che uno afferma di preferire la “felicità normale e ordinaria”. Anche quando sentiamo parlare della vera felicità, continuiamo a nutrire dubbi e a proiettare le nostre aspettative su tale esperienza. Così pensiamo che tale felicità debba essere in fondo incompleta o, viceversa, un’esperienza così travolgente da lasciare senza fiato.

La verità sulla felicità: è uno stato del cuore, non della mente

Quindi è meglio non avere alcun pregiudizio o aspettativa sulla felicità, poiché ognuno di essi è un ostacolo a sperimentarla. La mente può al limite accogliere la felicità, aprirsi a essa ed esserne riempita, ma ciò non toglie che la felicità sia al di là della mente. Infatti la vera felicità si ha quando la mente tace, è uno stato senza mente, oltre la mente. Possiamo al massimo dire che è uno stato del cuore, intendendo con cuore non la sede delle emozioni, ma il centro del nostro Essere. La vera felicità assomiglia all’esperienza di gioia che puoi provare quando ti commuovi ascoltando musica che ti porta alle lacrime. Ecco, quello potrebbe essere un assaggio di che cos’è la vera felicità. Ma è comunque meglio non crearsi aspettative nemmeno di questo tipo.

Non puoi pensare veramente alla felicità, ma solo viverla, esserla, abbracciarla. Quando la mente ti dice qualcosa sulla felicità, nel 99% dei casi sta sbagliando. Infatti il più delle volte desideriamo la felicità come stato futuro per riempire il nostro vuoto di adesso. Ma come puoi riempire l’adesso con il futuro? Non puoi, è un trucco ingannevole della mente! Quando ti senti infelice, chiediti chi è la persona infelice, guarda dentro di te e… non troverai nessuna persona infelice. Troverai al limite alcuni pensieri e sensazioni, tra i quali il pensiero “sono triste”. La maggior parte delle emozioni ci possiedono e influenzano negativamente perché non le guardiamo, non le osserviamo, non portiamo la nostra luce consapevole su di esse. E in questo modo esse sembrano crescere dentro di noi e causarci sofferenza.

I trucchi della mente per renderti infelice

L’infelicità, la depressione, la malinconia, l’ansia sono solo delle idee, delle etichette. O almeno sono così all’inizio. Ma se tu credi a tali etichette, la tua mente ha il potere di renderle reali addirittura a un livello fisico. Se però sei abbastanza vigile su che cosa accade nella tua mente, puoi renderti conto subito dei pensieri che sovvengono. E puoi decidere di non identificarti con essi, di non creare un Io attorno a loro, e rimanere semplicemente spettatore. Se ci viene un pensiero di tristezza, normalmente lo crediamo vero, e in questo modo gli diamo energia. Ad esempio, ti può venire in mente: “Sono triste”. Se ti identifichi con tale pensiero, lo rendi reale e crei una serie di altri pensieri e sensazioni che lo confermano, usando inconsciamente il potere della tua mente di creare la realtà.

La mente infatti è davvero potente, quindi anziché essere la nostra padrona è bene che diventi la nostra fedele serva, il nostro strumento! Se ti viene in mente “Sono triste”, puoi tranquillamente lasciarlo andare. Perché devi rendere reale qualcosa che ti fa male? Diventa padrone della tua mente e decidi tu quali emozioni provare, smettendo di essere in balia dei tuoi pensieri! Quando affluisce qualsiasi pensiero, anche se positivo, non attaccartene! Anche se la mente dice “Sono felice!”, tu non crederci. Infatti se crederai ai pensieri positivi, crederai ugualmente a quelli negativi, e vivrai alti e bassi. Al contrario, trova quello spazio dentro di te che non può essere disturbato e dove regna la pace! Vai oltre la mente e trova la vera felicità!

La convinzione di dover fare o raggiungere qualcosa per essere felici

Un altro condizionamento molto profondo è la convinzione che bisogna fare qualcosa o raggiungere un obiettivo per essere felici. In questo modo la felicità diventa un’esperienza condizionata dal tempo e limitata. La nostra società sembra promuovere questo tipo di felicità condizionata. Sembra che per essere felici bisogna seguire determinati modelli sociali o culturali. Per esempio, bisogna guadagnare un certo tanto, avere una bella famiglia, un’automobile, un certo standard di vita. Ovviamente ciò non ha nulla a che fare con la felicità. Infatti si può essere felici e beati senza fare assolutamente nulla. La mente ha un’enorme resistenza a ciò, e cerca di rendere reale la sua convinzione che non si possa essere felici rimanendo fermi, creando noia, malinconia, desideri, resistenze e storie di ogni tipo.

Ma se avrai il coraggio di stare abbastanza tempo da solo e indagare profondamente dentro di te, potresti lasciar andare di volta in volta le illusioni che affiorano nella tua mente, smettendo di credere alla noia, alla tristezza, alla paura della solitudine, al desiderio di fare qualcosa, alla credenza che non si possa essere felice stando senza fare nulla. In verità, a impedirti di essere felice è solamente la mente, ma se avrai il coraggio di ignorarla e rimuovere uno a uno i veli sedimentati sul tuo cuore, che cosa rimarrà alla fine se non pura felicità? Ovviamente ciò non è una passeggiata, poiché ogni volta che ci sediamo, continuiamo a credere alla mente, anche se magari stiamo meditando o facendo esercizi spirituali. Infatti abbiamo dato davvero un enorme potere alla mente, per cui essa continua a condizionarci pesantemente finché non riusciamo a riappropriarci dei nostri poteri!

La credenza che sia impossibile essere semplicemente felici

C’è un’altra credenza connessa alla precedente, che suona un po’ così: non si può essere semplicemente felici. Se siamo sinceri con noi stessi, non crediamo che sia possibile sperimentare la felicità se non siamo con qualcuno, non stiamo facendo qualcosa che ci piace, non ci stiamo divertendo. Come può essere che uno possa essere in pace senza fare nulla a meno che non sia un meditatore professionista o un monaco buddhista, un veterano della spiritualità o un grande guru? Questa credenza è frutto di un condizionamento molto profondo: siamo convinti che la felicità sia un premio, la conseguenza di qualcosa, il frutto di un successo o del duro lavoro. Dobbiamo essere proprio masochisti! In realtà la felicità non dipende assolutamente da nulla, da nessuno, da nessuna situazione. Essa è indipendente da qualsiasi cosa!

Non vogliamo ammettere questo perché ciò è una minaccia al nostro ego. Il nostro ego non ne vuole sapere di felicità incondizionata. Infatti l’ego vive di dualità, di opposti e di condizioni. Come può essere felice anche quando le cose vanno male, quando non ottiene ciò che vuole, quando non gli piace qualcosa? Ma il nostro Essere è oltre l’ego, quindi possiamo essere felici in ogni momento! L’unico limite è nella nostra testa, è un condizionamento mentale. Usciamo da questa benedetta prigione di pensieri e voliamo liberi e gioiosi, leggeri e in armonia senza paranoie! Si può fare, tu lo puoi fare, puoi scoprire la meravigliosa verità sulla felicità e smettere finalmente di soffrire.

La verità sulla felicità è semplice

La verità sulla felicità è davvero semplice: non devi né cercarla, né immaginarla, né trovarla. Tutt’al più, devi riscoprire il nucleo di pace che è sempre stato dentro di te. Per farlo, devi rimuovere i vari “sedimenti” (pensieri connessi ad emozioni e sensazioni) che “velano” l’esperienza diretta del tuo Essere, che è appunto perfetta pace e serenità. Quando senti qualcosa che ti turba, ti senti infelice, malinconico, agitato, ansioso, indaga dentro di te e porta alla luce quei pensieri ed emozioni, senza paura. Se ad esempio la mente inizia a raccontarti una storia del tipo: “Sono triste perché è successo questo, sarò felice solo quando otterrò quest’altro”, non ascoltarla! Riconosci semplicemente quei pensieri, diventane consapevole, ma realizza anche che sono pure illusioni. Non cercare nell’esperienza: probabilmente essa ti darà conferme di quei pensieri, poiché i pensieri creano la tua realtà.

Lascia andare quei pensieri, smetti di credere a essi e di renderli veri. Dopodiché, osserva le sensazioni sul tuo corpo connesse con i pensieri. Ascolta il senso di tristezza, senza etichettare ciò che senti. Senti la sensazione senza alcun giudizio. Che cos’è quella sensazione se non una semplice percezione? Tale sensazione acquista potere perché le dai un nome, una forma, la connetti ai tuoi pensieri e giudizi. Ma l’intera esperienza della tristezza, come della paura o di qualunque altra emozione è di per sé irreale, è solamente un campo di energia. Eppure la mente è molto potente e riesce a cucire delle storie a cui è difficile non credere. Ma tu hai il potere di smettere di credere alla mente e tornare al tuo stato originario di vera felicità!

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