la verità sulla spiritualità

La verità sulla spiritualità

C’è chi intraprende un percorso spirituale per fuggire dal mondo, chi per fuggire da se stesso, chi per pura curiosità. Ma in generale chi abbraccia la spiritualità lo fa perché in tal modo crede di migliorare la propria vita. La verità sulla spiritualità, però, è che essa è un viaggio arduo solo per i più coraggiosi. Sarebbe da bugiardi raccontarsi il contrario. Infatti devi renderti conto di una cosa: la spiritualità non è un modo per allontanare i problemi, ma per affrontarli apertamente. Purtroppo però oggi la spiritualità è diventata un oggetto di consumo, venduto e acquistato come soluzione ai propri mali, per non sentire la sofferenza. Ma chi intraprende un percorso di crescita con queste intenzioni, è destinato a rimanere ben presto deluso. Prima o poi, infatti, i disagi emergeranno. L’insoddisfazione e il vuoto si faranno sentire. Le ansie e le paure più profonde si manifesteranno inesorabilmente.

E la maggior parte di noi è spaventato da tutto questo. Ma spiritualità significa confrontarsi con i propri demoni interiori e non scacciarli via in malo modo. Se sei su un cammino spirituale e tutto fila liscio come l’olio, non è detto che ciò sia sempre un buon segno. In molti casi ciò significa che non sei andato in profondità con la tua ricerca. Se invece senti emergere il conflitto dentro di te e i tuoi problemi sembrano aumentare, potresti essere sulla buona strada. La verità sulla spiritualità è infatti paradossale: il sentiero che porta alla liberazione dalla sofferenza impone infatti che viviamo sulla carne i nostri malesseri. Perciò può accadere che man mano che elimini la sofferenza, la senti più intensamente che mai. Ciò vuol dire che hai colpito nel segno.

Il falso progresso e il falso regresso

La prima lezione che ho imparato dal lavoro su di me è che bisogna diffidare del falso progresso. Che cos’è il falso progresso? È l’illusione che se lavoriamo su di noi costantemente, vivremo un progresso incessante e indefinito. Se così fosse, saremmo tutti anime sante e illuminate. In realtà, sono convinto che l’idea del progresso che noi occidentali abbiamo in testa sia un mito. La crescita non può seguire sempre una linea retta: lo sviluppo illimitato è un’astrazione. Se ci approcciamo alla spiritualità con quest’idea in testa, capita che ci sentiremo frustrati per i nostri sforzi. Quando viviamo un momento di difficoltà, finiamo per dirci che abbiamo solo perso tempo e che tutte le nostre energie investite a meditare, osservarci e migliorarci sono andate nel vuoto. È così che affrontiamo l’altra faccia della medaglia, ovvero il falso regresso. In altre parole, quando ci accorgiamo che siamo arenati, pensiamo che stiamo regredendo. E la nostra convinzione magari diventa realtà e finiamo davvero per tornare indietro.

La verità sulla spiritualità: il percorso a zigzag

Ecco la verità sulla spiritualità: crescere è un percorso a zigzag. Per la precisione, accade che appena iniziamo a lavorare su di noi, potremmo ottenere alcuni progressi. Poi, però, ci imbattiamo in uno scoglio, e ci fermiamo per un po’. Di fronte allo scoglio, molti di noi si arrendono o si tirano indietro. Ma in realtà quello scoglio è il frutto del nostro lavoro. Come sarebbe a dire? Uno si sforza di migliorarsi e come risultato ottiene un problema? In verità lo scoglio è l’emergere di una parte del nostro subconscio, è qualcosa di cui siamo divenuti consapevoli. Il momento di vero progresso si ha quando si ha il coraggio di non perdersi d’animo e trasformare l’ostacolo in opportunità. Il tempo di stallo è direttamente proporzionale al tuo desiderio di fermare la crescita. Sei tu, inconsciamente, a decidere di farti frenare perché pensi che affrontare quel tuo demone sia impossibile. Così, proprio nel momento in cui hai l’opportunità di progredire enormemente, arriva la stasi, perché sei tu a volerla, per paura.

Ma tu hai la possibilità di trasformare il percorso a zigzag in un cammino in linea retta. Per farlo, però, devi essere disposto ad affrontare, una dopo l’altra, le tue paure. Ma questo, in genere, è difficile da tollerare, e accade che preferiamo una crescita lenta e dolorosa, quando potremmo affrontare rapidamente la nostra sofferenza senza farcene consumare. Scegliamo la strada della sofferenza perché è più sicura e confortevole. Ti sembrerà strano, ma siamo affezionati al nostro soffrire, e inconsapevolmente facciamo di tutto pur di stare vicini alla nostra compagna sofferenza. Non stupirti: guarda la tua vita e dimmi se non è così. Preferiamo zigzagare in mezzo ai rovi e rimanere a farci pungere piuttosto che affrontare la foresta immediatamente. E finiamo per considerare progresso il regresso e il regresso progresso. Ti sei mai chiesto se ciò che chiami progresso non è in realtà sollievo per aver rimandato ancora una volta l’incontro con i tuoi mostri? E ciò che chiami regresso magari è il momento in cui incontri le tue paure…

Progresso e regresso: il mondo alla rovescia

Progresso e regresso non sono ciò che hai sempre sostenuto che fossero. Molto probabilmente, sono proprio il contrario delle tue credenze al riguardo. Aprire un conflitto interiore è progresso o regresso? Il conflitto interiore è segno che qualcosa dentro di te si sta evolvendo. Ma per la maggior parte di noi è indice che stiamo sbagliando qualcosa. Vivere fuori dai problemi è progresso o regresso? Regresso, quindi se per te la spiritualità è un rifugio c’è qualcosa che devi rivedere. Semplicemente, la spiritualità come fuga non funziona. Quand’è che inizia il progresso? Quando vivi una crisi. Nel nostro mondo alla rovescia, una crisi è un periodo grigio da cancellare dal calendario. In verità, la crisi è un momento d’oro. Se saprai sfruttarla a tuo vantaggio, progredirai, altrimenti ti ritroverai in uno stallo indefinito. Ti dirò di più: chi è veramente spirituale adora le crisi. E non lo fa perché è un masochista o un sadico. Lo fa perché è lungimirante e vede l’arcobaleno alla fine della tempesta. Così, riesce a smorzare la tempesta e a trasformarla in una pioggerella che non può ferirlo.

La verità sulla spiritualità impone un ribaltamento a 360 gradi. Anziché fuggire dai tuoi problemi, vai incontro ad essi. Al posto di essere tormentato dalle crisi, benedicile e usale per la tua crescita. Si tratta di qualcosa di difficile, ma non impossibile. Da oggi volta pagina e comincia a vedere le difficoltà in una nuova ottica. Tutto viene per la tua crescita. I tuoi nemici più fastidiosi sono coloro che ti daranno le migliori lezioni. I momenti di maggiore sconforto sono quelli che più ti spingeranno verso l’altro. Quindi è ora di smettere di dire namasté e di iniziare a lavorare seriamente su di sé! Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi sulla pagina Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti!

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