Le migliori frasi di Osho

Osho Rajneesh è stato un mistico e maestro spirituale indiano. Promosse l’ideale di una religione universale, fondata sull’amore e la ricerca interiore diretta degli individui. Sosteneva che tutta la sofferenza umana avesse origine nell’identificazione con la mente. Riteneva che l’Universo fosse composto di amore. Affermò che la vita dovesse essere presa come uno scherzo cosmico: ripudiava la serietà e celebrava la giocosità. Riteneva che scienza e spiritualità non fossero inconciliabili. Sosteneva che la morte esistesse soltanto sul piano fisico, ma che la vita fosse eterna e la natura dell’uomo immortale. Asserì che l’uomo è completamente responsabile della propria situazione: il mondo è una nostra creazione e la felicità reale è il nostro stato naturale, indipendente dalle condizioni esterne, ma che abbiamo smarrito cadendo nell’illusione della forma. In questo articolo vorrei proporti quelle che secondo me sono le migliori frasi di Osho!

Le migliori frasi di Osho sulla responsabilità

Sei tu, sei sempre tu il fattore decisivo, sei tu che decidi tutto ciò che ti accade. Ricordalo! La Chiave è questa: se ti senti infelice, è una tua scelta. Se non vivi nel modo giusto, è una tua scelta. Se perdi l’occasione, è una tua scelta. La responsabilità è completamente tua. Non avere paura di questa responsabilità. Molti sono terrorizzati da questa responsabilità perché non sono capaci di vedere l’altro lato della medaglia. Sull’altro lato c’è scritto: Libertà.

La maggior parte di noi vive da schiavo. Accusa gli altri e il mondo della propria miseria. Incolpa chi lo circonda della propria infelicità. In questo modo, diventa vittima e perde potere su di sé. La verità è che ognuno di noi sceglie, pur inconsapevolmente, a decidere gli eventi. Il mondo non ha volontà propria, è soltanto un riflesso delle nostre menti. Solo assumendoci la responsabilità, torniamo ad essere liberi. Ma il costo della libertà è un salto nel vuoto aldilà di ogni certezza e attaccamento.

Fa’ di ogni passo una tua scelta. Crea te stesso e assumitene l’intera responsabilità.

In quest’altra frase, Osho mette in evidenza il ruolo dell’uomo di creatore della propria realtà. Il suo invito è quello di compiere scelte consapevoli nella propria vita in modo da crearsi una realtà in accordo con le proprie intenzioni. Finché non ci assumiamo la responsabilità, siamo comunque i creatori del nostro mondo, ma in modo inconsapevole, e siamo così schiavi della nostra creazione. Riappropriati dei tuoi poteri e assumiti la responsabilità dell’esterno. Smetti di lamentarti e di imputare agli altri le cause del tuo malessere. Sei tu e soltanto tu a decidere chi sei e che cosa fare.

Sulla solitudine

Una persona che sa stare da sola non è mai sola. Le persone che non sanno stare sole, sono sole.

Osho mette in evidenza la contraddizione insita nella solitudine. La maggior parte di noi confonde la solitudine con l’isolamento. In realtà, tendiamo ad essere soli anche quando siamo in mezzo alla gente. Infatti il sentirsi completi e in compagnia non dipende dalla presenza di altre persone. Dipende dal grado in cui noi siamo entrati in profondità dentro noi stessi nella fonte dell’amore e della soddisfazione. Chi non sa stare da solo, scambia la compagnia degli altri per un surrogato dell’amore a cui lui stesso non è in grado di attingere.

La solitudine diventa lo specchio. La società è l’inganno. Ecco perché hai sempre paura di stare da solo: sarai costretto a conoscerti nella tua nudità. Essere soli è difficile, ti spaventa. Ogni volta che sei solo, cominci immediatamente a fare qualcosa per uscire dalla solitudine.

Questa è secondo me una delle frasi migliori e più significative di Osho. Essere soli è spaventoso perché ci costringe a venire a contatto con la nostra nudità, le nostre fragilità e debolezze. Quando siamo soli, emergono i nostri mostri. Per questo rifuggiamo tutti la nostra solitudine. E quando siamo soli, anziché conoscerci e affrontarci, resistiamo all’incontro con noi stessi, acuendo la nostra sofferenza. Ma la solitudine è l’arma più potente per guarire da ogni malessere, se solo avrai il coraggio e la forza di viverla appieno e senza scappare.

Le migliori frasi di Osho sulla conoscenza di sé

Se ti sei visto a fondo, acquisti la capacità di vedere a fondo anche gli altri.

L’oracolo di Delfi affermava: “Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli Dei”. La maggior parte di noi fugge da se stesso. O addirittura pensa che per conoscere il mondo bisogni viaggiare nel mondo. In realtà, l’unico vero viaggio davvero sensato è quello dentro se stessi. Conoscendo te stesso, fai esperienza dell’intera natura umana, che accomuna tutti gli abitanti della Terra. Non è un caso che quasi tutta la saggezza umana nasca e si sviluppi nella solitudine e nell’introspezione, nella meditazione e nella ricerca di sé.

Quindi la vera domanda non è come conoscere se stessi. La vera domanda è conoscere in che modo non stai conoscendo te stesso, come stai mancando una realtà tanto ovvia, una verità tanto fondamentale da esserti così vicina; com’è possibile che continui a non vedere. Devi aver creato uno stratagemma, altrimenti è difficile scappare da se stessi. Devi aver eretto dei muri; in un certo senso, stai ingannando te stesso.

Osho evidenzia come sia fondamentale rimuovere gli ostacoli che ci allontanano da noi stessi. A ben vedere, è paradossale che non conosciamo la nostra vera natura, quando essa è semplicemente ciò che siamo. Evidentemente, abbiamo elaborato dei complessi meccanismi per evitare di conoscerci, altrimenti saremmo tutti illuminati e in perfetta pace e armonia. Rifletti su tutti i tuoi condizionamenti, osserva tutte le tue barriere e i modi con cui il tuo ego ti tiene distante da te stesso/a.

Sulla morale

La morale è come la magia. Parla in continuazione dell’uomo perfetto, ma non sa cosa sia l’uomo reale.

Questa è una delle frasi migliori di Osho. Osho si scagliò sempre contro il moralismo e le religioni tradizionali. A suo dire, infatti, la morale idealizza l’uomo, lo astrae dalla sua realtà promuovendo un falso ideale di perfezione. A ben vedere, la morale è un mezzo di dominio delle masse, attraverso i concetti di peccato, vizi, inferno e la creazione di punizioni a chi disubbidisce. Il vero saggio non ha bisogno di una morale per comportarsi rettamente: le sue azioni sono buone perché consapevole. Le azioni dell’addormentato, invece, sono malsane e creano sofferenza anche se segue una morale. Chi è vittima dell’inconsapevolezza non può aspirare al bene senza prima cercare di uscire dalla sua meccanicità.

Trascendere la morale non significa diventare immorali o addirittura pervertiti. Il vero pervertito in realtà è colui che è schiavo delle regole e non sa come liberarsene. Al contrario, l’uomo consapevole non ha bisogno di leggi per comportarsi nel rispetto di sé e degli altri. La vera morale è frutto della conoscenza di sé. Come puoi sapere se qualcosa è giusto o sbagliato? Basta che entri a fondo dentro di te: la risposta è nella tua coscienza. Non nella tua mente o nei tuoi condizionamenti, ma nel tuo cuore. Solo nutrendoti di amore e consapevolezza puoi riconoscere che cosa è bene o male, o almeno che cosa è più opportuno.

Sulla speranza

L’uomo vive nella speranza, ma questa non è vita, perché speranza vuoi dire sogno. Se non vivi qui e ora, non sei vivo. Sei un peso morto, e quel domani che appagherà tutte le tue speranze non arriverà mai.

Oggi il termine “speranza” è abusato. Addirittura in molti casi viene creduta come una qualità. In realtà, essa è un meccanismo di perpetuazione dell’ego e dell’illusione del tempo. Seneca diceva:

Smetterai di temere se avrai smesso di sperare

(lucio anneo seneca, epistulae ad lucilium)

Infatti timore e speranza sono inscindibili. Perché? Perché nascono nel tempo e si nutrono di tempo. Sono costruzioni della mente per perpetuarsi. Quando tu speri che qualcosa accada, è inevitabile che temi che non accada. Altrimenti perché spereresti? La speranza non è una virtù, ma un inganno dell’ego. Chi vive nel momento presente, non ha bisogno di sperare. Se speri, significa che non hai fede, perché vuoi cambiare il corso delle cose, non accetti questo istante e non confidi nella bontà dell’Universo.

Inoltre, la speranza ti consuma e ti crea dolore, proprio perché crea tempo e attrito con il presente eterno. Sperare significa proiettare aspettative, rifiutare una possibilità, osare credere che il mondo potrà essere contro di noi. Se vuoi limitarti a sopravvivere, continua a sperare. Ma se vuoi essere felice e completo, coltiva tu la pace e crea la tua realtà. La speranza è l’atteggiamento delle vittime e di chi non ha fede. Quando speri, dubiti della perfezione del mondo.

Sulla spiritualità

La spiritualità è la ricerca dell’essere autentico che è dentro di te: io devo conoscere qual è la mia realtà. Una volta conosciuta, termina qualsiasi ricerca di esperienze. Non occorre più cercare qualche nuova avventura. Quando conosci la vera realtà interiore, l’essere autentico, cessa ogni ricerca.

Spesso la spiritualità viene vista come un miscuglio di credenze new age o una materia che ricicla la religione. Ma la vera spiritualità non ha nulla a che fare con dogmi, convinzioni religiose o stranezze di vario tipo. Essa consiste nella ricerca di sé, che dovrebbe essere un imperativo per tutti gli esseri umani. Dovrebbe essere anzi la priorità numero uno per tutti. Ma le nostre coscienze sono troppo addormentate e assorbite nella materialità e nella sopravvivenza. Così capita che cerchiamo di trovare noi stessi all’esterno, di ottenere un posto nel mondo… Ma dimentichiamo di assolvere il nostro compito principale, che è conoscere noi stessi. Perdiamo intere vite a fuggire dalla nostra natura. Oggi, per di più, siamo diventati quasi tutti servi della religione scientista. Ci diciamo razionali e intelligenti, quando siamo soltanto degli schiavi della nostra mente e della credenza che la scienza sia Dio in terra!

Solo una cosa può trasformarti, può operare un mutamento, ed è la consapevolezza.

L’unico “strumento” che può cambiare davvero la tua vita è lo stato di presenza. La maggior parte di noi è del tutto inconsapevole eppure pensa di essere sveglio e cosciente. In realtà dormiamo e siamo soltanto i personaggi del nostro sogno. Ma identificandoci con la consapevolezza, il nostro “Sé superiore” possiamo sfuggire all’addormentamento e risvegliarci. Lo scopo del lavoro su di sé non è dedicarsi a pratiche strane o complicate, ma principalmente consiste nell’imparare a osservarsi. La semplice e pura consapevolezza è in grado di trasformare l’intera tua esistenza.

Le migliori frasi di Osho sul paradosso

La vita è contraddittoria in sé, quindi la verità non può essere non-contraddittoria, solo le bugie possono essere coerenti.

Una delle qualità più difficili da sviluppare per chi intraprende un percorso spirituale è essere a proprio agio con il paradosso. Infatti la nostra mente segue la logica lineare e non ammette contraddizione. Ma la realtà in sé non può essere afferrata o concepita dalla mente, è paradossale e oltre la logica e la ragione. La mente, infatti, è una limitazione della Coscienza, per cui è evidente che per tornare in se stessa la Coscienza debba liberarsene. Alla Verità si può accedere soltanto quando la mente tace, nel silenzio assoluto.

La vita è un paradosso. Per arrivare vicino devi viaggiare lontano, e ciò che è già conseguito lo devi conseguire un’altra volta.

In quest’altra frase Osho sottolinea quanto la vita sia paradossale. In particolare, per accedere alla nostra interiorità e al nostro stesso Essere, abbiamo bisogno di mesi o anni di ricerca. Ciò che sembra più vicino è in realtà più inaccessibile e difficile da raggiungere. Forse perché lo diamo per scontato. In effetti, essere è una cosa così naturale e ovvia che l’ultima cosa che ci viene in mente di fare è approfondire il nostro senso di esistere!

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