Le migliori frasi di Seneca

Seneca è uno degli autori latini più moderni. Il suo pensiero è profondo e penetra nell’intimità dell’anima. Le sue riflessioni sulla natura umana sono ricchissime di significato e sempre fresche. Rileggendole oggi, si caricano di un valore nuovo. Qui di seguito troverai quelle che secondo me sono le migliori frasi di Seneca. Ti invito a leggere ciascuna citazione con la massima attenzione. Soppesa ciascuna parola per apprezzare il fascino degli insegnamenti. Rifletti su ogni singola frase prima di leggere i miei commenti. Dopodiché, puoi confrontarti con la mia interpretazione. Buona lettura!

Le migliori frasi di Seneca sul tempo

“Cesserai di temere, se avrai cessato di sperare.”

Questa è in assoluto una delle mie frasi preferite di Seneca. Per quanto possa sembrare controintuitivo, la speranza intesa nel senso ordinario non è una virtù. Si dice che la speranza sia l’ultima a morire. Ma raramente si ricorda che finché c’è speranza c’è anche paura e quindi sofferenza. La speranza nasce nel tempo e si nutre di tempo. Chi spera lo fa perché non ha fede nella vita e si attacca ad una proiezione mentale. Speranza e timore sono inscindibili, poiché sono due facce della stessa medaglia. Entrambe nascono come reazione della mente al momento presente. Per sfuggire al binomio speranza/timore e quindi alla sofferenza è necessario, come scriveva il poeta sufi Rumi, uscire dal circolo del tempo per entrare in quello dell’amore. E l’amore è l’accettazione incondizionata del momento presente, senza attaccamenti.

“La vera felicità è godersi il presente, senza dipendere ansiosamente dal passato.

Non è Eckhart Tolle a scrivere questa frase. È Seneca in persona. I latini avevano già compreso l’importanza di vivere nel qui e ora. Orazio è celebre per la massima del “carpe diem”, che significa letteralmente “cogli l’attimo”, cioè vivi la vita istante dopo istante, così come viene. Le dimensioni del passato e del futuro creano attrito con il momento presente. Ma il presente è l’unico spazio entro il quale la vita si manifesta. Quando ci allontaniamo dal qui e ora, diamo energia alla mente e lasciamo che l’ego domini la nostra vita. Quando noi non siamo presenti, veniamo sopraffatti dalla meccanicità e dai programmi automatici della nostra macchina biologica. Del resto, se non ci siamo noi, nello spazio della nostra assenza cresce una falsa entità che provvede alla nostra sopravvivenza.

Seneca invita, in particolare, a spezzare la dipendenza dal passato. A ben vedere, la stessa ansia che sperimentiamo quando pensiamo al futuro, è in realtà una proiezione dell’ansia provata in passato. Il passato è il condizionamento che si rinnova nel futuro finché la mente rimane inosservata e viviamo fuori dal presente. Il passato è il programma della nostra macchina biologica, destinato a perpetuarsi finché alimentiamo inconsapevolmente i suoi meccanismi.

“Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto.”

Seneca rivela una verità fondamentale: la vita non è breve. Il filosofo è convinto che essa sia abbastanza lunga per essere vissuta dignitosamente. Tuttavia, le nostre esistenze sono dalla maggior parte di noi sprecate in attività futili. Seneca definisce “occupati” tutti coloro che sono impegnati in faccende prive di senso e abitudinarie, “gente meccanica e di piccolo affare”, direbbe il Manzoni. Il tempo che abbiamo è quello che ci serve. Tuttavia, la maggior parte di noi è immerso nel tempo psicologico, creato dalla mente, e diventa perciò schiavo del tempo orario. Siamo usati dal tempo anziché usarlo.

Le migliori frasi di Seneca sulla solitudine

“Primo segno di un animo equilibrato è la capacità di starsene tranquilli in un posto e in compagnia di sé stessi.”

In base a questa citazione saremmo quasi tutti squilibrati. E infatti lo siamo. Viviamo una vita frenetica, perennemente “connessi” grazie alla tecnologia, ma in realtà disconnessi da noi stessi e per questa ragione tristi e sconsolati, folli e vittime della nostra meccanicità. Il filosofo del Settecento Pascal diceva:

Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo. 

Blaise pascal

Quando dobbiamo aspettare, diventiamo presto impazienti. Se rimaniamo sfaccendati, ci annoiamo. Quando terminiamo un’attività, ne cerchiamo subito un’altra per non sentire il vuoto dentro di noi. Così il nostro cuore e il nostro sentire emotivo si chiudono. E stiamo male senza sapere perché. Quando ti capita di “aspettare”, ti si schiude una possibilità straordinaria:

Perciò la prossima volta che qualcuno ti dice: “Scusa se ti ho fatto aspettare”, rispondi: “Non c’è problema, non stavo aspettando. Stavo qui a godermi me stesso, la gioia del mio sé!”

Eckhart tolle, da “il potere di adesso”

L’attesa è un momento d’oro per chi lavora su di sé e vuole crescere spiritualmente. Se sprechi le occasioni di aspettare lamentandoti, sbuffando o resistendo, perdi un’opportunità fondamentale per imparare a stare da solo a goderti il tuo essere.

“La solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo.”

Questa è una delle migliori frasi di Seneca: concisa ma densa di significato. Adoro le persone che apprezzano la solitudine. Secondo il filosofo la solitudine è addirittura il cibo dell’anima. Essa rappresenta il modo migliore per nutrire e temprare lo spirito. Infatti nella solitudine emergono i blocchi e i nodi emotivi, la meccanicità e la sofferenza, ed essa è un’opportunità grandiosa per imparare a domare la mente e il corpo emotivo e tornare ad essere i “padroni in casa propria”.

Sulla saggezza

“L’animo del saggio è come il mondo sulla luna: là c’è sempre il sereno.”

Seneca era uno stoico. Lo stoicismo era una dottrina filosofica che predicava la necessità di raggiungere l’imperturbabilità. Il saggio è colui che supera la schiavitù della mente e delle emozioni e raggiunge così la libertà interiore. L’animo del saggio è sempre sereno: gli avvenimenti esterni non sono in grado di scuoterlo dalla sua pace. Oggi gli insegnamenti dei maestri spirituali vanno nella stessa direzione: ciascuno di noi deve trovare la pace dentro di sé, a prescindere dalle circostanze. La vera felicità viene dall’interno.

«Da un uomo grande c’è qualcosa da imparare anche quando tace.»

Seneca sottolinea il valore profondo del silenzio. In particolare, il vero maestro è in grado di trasmettere saggezza soltanto sprigionando da sé energia. A dire il vero, ciò che il saggio insegna è un modo di vivere, un determinato stato di coscienza, una certa vibrazione. I contenuti delle sue riflessioni sono secondari alla sua presenza.

Sul cambiamento

«E’ l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi.»

Seneca mette in evidenza come il cambiamento più importante sia quello interiore. La maggior parte di noi lotta per trasformare l’esterno: avere un lavoro migliore, guadagnare più soldi, trovare il partner perfetto. Ma raramente ci rendiamo conto che la trasformazione più importante è quella del nostro spirito. Trasformando noi stessi, diventiamo protagonisti del cambiamento nel mondo. Quando si alza la nostra frequenza energetica e aumenta il nostro livello di coscienza, il mondo, che è solo un nostro riflesso ed è privo di volontà propria, è costretto a cambiare di conseguenza.

«Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro.»

Questa frase è molto simile alla parabola della pagliuzza e della trave del Vangelo di Matteo:

Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? 

Siamo tutti molto bravi a notare i difetti degli altri ma difficilmente:

  • ci rendiamo conto dei nostri vizi
  • ci accorgiamo che i difetti che notiamo negli altri sono i nostri difetti (vedi legge dello specchio e proiezioni)
  • vogliamo guardarci dentro con umiltà e onestà
  • abbiamo il coraggio di assumerci la responsabilità di lavorare su di noi

Le migliori frasi di Seneca sull’amore

«Ti indicherò un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama!»

Tra le migliori frasi di Seneca ce ne sono anche alcune sull’amore. In particolare, il filosofo latino dichiara che l’unico modo per ricevere sicuramente amore è offrirlo per primi agli altri. Quante volte invece ci lamentiamo di non essere stati amati abbastanza, di non avere abbastanza attenzioni e di vivere in un ambiente poco amorevole? Troppe, troppe volte! Assumiti la responsabilità di amare per primo, senza preoccuparti dell’amore altrui. Quando non sei più un mendicante in amore, l’amore ti verrà dato in aggiunta!

L’amore non può coesistere col timore

In questa breve frase è contenuto un principio fondamentale: la paura è nemica dell’amore. Se sei dominato dalla paura, non potrai amare. Per amare devi prima liberarti dalla schiavitù della personalità. Il tuo ego vive e si nutre di paure. L’amore è l’assenza della persona. Quando hai paura, opponi resistenza al flusso dell’energia vitale e in questo modo abbassi la tua frequenza energetica. Se hai fede e coraggio e lasci andare le tue paure, ti si spalancano le porte dell’amore e della gioia incondizionati.

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