L’ossessione di migliorare

La maggior parte di noi non si piace così com’è. Troviamo mille giustificazioni per non accettarci. Sembra che ci sia sempre qualcosa di sbagliato in noi. Spesso l’ossessione di migliorare è una via di fuga dalla strisciante sensazione di inadeguatezza, fallimento, colpevolezza. Vogliamo apparire migliori di fronte agli altri e, soprattutto, di fronte a noi stessi. Nel rapporto con gli altri, ci sentiamo costantemente inadeguati. Nel rapporto con noi stessi, ci tormentiamo con imposizioni rigide, aspettative irrealistiche, pretese assurde. Perché ci perseguitiamo così duramente? Ma soprattutto, come si può sfuggire all’ossessione di migliorare?

Ognuno di noi ha interiorizzato dentro di sé la voce delle autorità. E porta nel suo profondo un carico di colpa e la convinzione di non valere abbastanza. Spesso anche un percorso di crescita nasce dall’incapacità di accettarsi e dal desiderio di “cambiare a tutti i costi” e di “migliorarsi”. Ma un sano lavoro su di sé è un percorso di accettazione, di conoscenza di sé, di riscoperta delle proprie risorse. Non di “miglioramento”. La maggior parte di noi non vuole davvero crescere, ma aspira piuttosto a diventare quell’individuo perfetto e ideale immaginato dal pensare comune e intriso di condizionamenti. In questo modo, si perde ogni spinta all’unicità, alla creatività. E soprattutto ci si preclude la strada della libertà e della felicità, dell’armonia e dell’amore.

L’ossessione di migliorare

Il pensiero comune è pieno zeppo di idee su che cosa significhino “maturità”, “crescita”, “indipendenza”. Ma nessuno ci vieta di non essere d’accordo con queste definizioni. A dire il vero, non abbiamo il coraggio di rifiutarle perché pensiamo di non avere la forza di creare le nostre, di plasmare il nostro essere. E poi siamo così impauriti dal giudizio che soccombiamo di fronte alla voce implacabile dell’autorità. In fondo, però, quella voce critica, dura, intransigente è solamente dentro di noi. Non vogliamo metterla a tacere perché non abbiamo fiducia nel nostro cuore e nel fatto che saremo in grado da soli di procedere verso la maturità, la libertà e l’indipendenza.

Molti di noi poi sono perfezionisti. Sono mossi da un’ansia frenetica e da una sensazione di urgenza, tormentati da un giudice interiore soffocante. Nel loro dialogo interiore non c’è amore, ma solo una voce che li rimprovera sempre perché non fanno abbastanza, li spinge a “migliorarsi” ma anche a punirsi, a tormentarsi, a torturarsi. Spesso l’ossessione di migliorare è addirittura lodata, perché la nostra società è fondata sulla produttività, l’efficienza, il “successo”, il progresso indefinito. Ma non ci si rende conto che alimentando questa idea di continuo (presunto) miglioramento, si crea una società priva di amore e spesso animata da una volontà malata, che in nome dei risultati sacrifica i valori più profondi dell’uomo. E chi non sta al passo con i ritmi dell’efficienza e del progresso, è considerato un fallito.

La soluzione all’ansia di miglioramento

Alla base dell’ossessione di migliorare c’è un rifiuto netto e categorico di accettarsi. Non sempre il miglioramento è sano. Spesso nasce proprio da una mancanza di amore, da un odio di sé, da un problema di autostima. Dietro il desiderio di essere migliori, c’è spesso la resistenza a essere semplicemente se stessi. La soluzione all’ansia di miglioramento è la disponibilità ad accettarsi così come si è. Bisogna semplicemente volerlo. Non ci piacciamo perché non vogliamo. E allora dobbiamo avere il coraggio di amare incondizionatamente ogni parte di noi. Non dobbiamo cambiare nulla. Dobbiamo solamente arrenderci. Perché andiamo bene così come siamo, anche se in apparenza non è così.

Smetti di voler apparire diverso da come sei. Smetti anche di etichettarti, di giudicarti in qualsiasi modo. Non ce n’è alcun bisogno. Osserva come sei tu il tuo peggior nemico e come sei tu a importi standard troppo alti, a non perdonarti, a giudicare i tuoi errori, a considerarti un fallito. Non è vero che sono gli altri a pretendere così tanto da te. E anche se così fosse, tu sei comunque libero di non soddisfare le aspettative degli altri. Liberati dal tuo carceriere interno. Non permettere che una voce critica interiorizzata dall’infanzia continui a esercitare potere su di te adesso. Spezza le tue catene, spezza le tue dipendenze. Scegli di essere libero ora.

Oltre l’ossessione di migliorare: la formula della libertà interiore

Basta che ti dica: “Da oggi mi accetterò così come sono, non avrò aspettative, non vorrò cambiarmi e non permetterò alle pretese degli altri di manipolarmi. Decido di essere libero, di essere in pace, di vedere la mia perfezione e la perfezione di tutto, anche se ora mi sembra di non vederle. Mi amo incondizionatamente e amo ogni fibra del mio essere. Smetto di tormentarmi, di torturarmi, di essere il mio peggior nemico. Decido di imparare a essere amorevole e dolce con me stesso, di lasciar andare il dialogo interiore fatto di critiche, imposizioni, rimproveri. Posso sbagliare, ma i miei sbagli non mi rendono sbagliato. Non devo seguire nessuno, se non il mio cuore. Non devo soddisfare nessuna pretesa. E vado bene esattamente così come sono.”

Questa è la formula della libertà interiore, della libertà dall’ossessione di migliorare, dalle pretese, dalle aspettative, dai condizionamenti. Lascia andare l’ossessione di migliorare, di cambiare, di essere diverso da come sei. Smetti di dirti che non vai bene così, perché non è affatto vero: è una menzogna che continui a raccontare a te stesso. Guarisci il tuo bambino interiore e le tue ferite di amore. Dai a te stesso l’amore che per un motivo o per un altro non hai ricevuto o non ti hanno saputo dare. Smetti di incolpare gli altri per la tua infelicità e la tua mancanza di amore e decidi di amarti. L’amore, come la felicità, come la libertà, è una scelta interiore. Solo tu puoi impedirti ci compiere questa scelta. Non i condizionamenti passati, i traumi, le ferite. Non permettere al passato di avere potere su di te, non attaccarti al tuo dolore.

Di’ a te stesso che vai bene così

La prossima volta che emerge una sensazione di vergogna, colpa, disagio, inadeguatezza, di’ a te stesso che vai bene così. Ignora quella voce nella testa che ti tormenta, non dare potere al giudice spietato dentro di te. Sostituisci quel giudice con una presenza amorevole: riempiti di belle parole di accettazione e amore. Quando sei preso dalla smania di dover cambiare qualcosa dentro di te, di pensare che sei sbagliato, che sei un fallito, che fai schifo, ricorda che non hai nessun dovere di credere a queste bugie. Sono solamente storie inventate. Non importa quanto possano sembrare vere: sembrano vere perché le hai rese vere. Se credi di non valere a nulla, ti comporterai in modo che la tua convinzione si realizzi.

Quindi non cercare prove all’esterno del fatto che non vai bene. Certamente troverai mille esempi, mille cose da cambiare, mille errori. Ma non devi focalizzarti su quelle cose. Piuttosto, di’ a te stesso che vai bene così. Nulla può renderti sbagliato, fallito, colpevole, inadeguato. Scegli semplicemente di accettarti. E vedrai come soltanto questo ha il potere di “migliorarti”. In fondo migliorarsi davvero significa imparare ad amarsi. Perché è l’amore la fonte della maturità, dello stare bene con se stessi e anche del successo. Al posto del “miglioramento”, scegli l’amore. E tutto andrà per il verso giusto.

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