L’unica cosa importante

Qual è l’unica cosa importante? Qual è l’unica cosa di cui dovremmo prenderci cura, l’unica cosa per cui vale la pena vivere, oltre tutte le distrazioni, le illusioni, le speranze e le paure? C’è qualcosa di davvero profondo, intriso di valore, ricco di significato? Sì, questa cosa esiste. Perseguiamo migliaia di obiettivi che ci danno la speranza della felicità, ma in fondo ci offrono davvero poco. O addirittura nulla. La nostra mente proietta aspettative enormi, ma la realtà è molto più banale di quanto non sembri. I grandi successi della vita non valgono più delle piccole azioni quotidiane.

Un grande raggiungimento non vale più di un sorriso. Il potere, la fama, il sesso non valgono più di una risata di cuore. Nessun piacere può colmare il senso di vuoto esistenziale. Nulla all’esterno può dare davvero senso alla nostra vita. Nella vita ci sforziamo per raggiungere chissà che cosa, ma spesso rimaniamo poi a mani vuote e con la bocca asciutta. E anche quando otteniamo ciò che desideravamo, la soddisfazione dura poco. Persino le fonti di gioia e piacere smettono di soddisfarci e abbiamo bisogno di qualcosa di più profondo che ci completi. Qual è allora l’unica cosa importante? Scopriamolo!

L’unica cosa importante

Qual è l’unica cosa importante?

Per ciascuno l’unica cosa importante al mondo è il suo intimo stesso – la sua anima – la sua capacità d’amare. Se questa è in ordine, allora, che si mangi miglio o si mangi torta, che si portino stracci o gioielli, il mondo è in perfetta sintonia con l’anima, è buono, è in ordine.

Hermann Hesse

Questa citazione del grande scrittore tedesco contiene la risposta a questa domanda. L’unica cosa importante prende il nome di… Amore. L’Amore è connessione con se stessi, con l’intimo del proprio essere, e di conseguenza con gli altri. Nell’Amore si riconosce l’unità di se stessi con il Tutto. L’unico sforzo che dovremmo compiere noi esseri umani è lo sforzo di amare, amare con tutto il nostro essere, amare incondizionatamente. L’Amore è l’unica risposta al senso di vuoto, l’unica cosa che può riempire di significato una vita che altrimenti è un vagabondaggio nel buio alla ricerca di briciole di sicurezza, affetto e felicità.

L’Amore è l’unica vera fonte di felicità, perenne e indistruttibile, di pace e stabilità, di equilibrio e armonia. Trovare l’Amore significa trovare sé stessi, il proprio vero Sé, che è uno con l’intero Universo.

Come sviluppare la capacità di amare

Ma come sviluppare la capacità di amare? Come riempire il proprio cuore dell’unica cosa che risuona in armonia con la nostra essenza, o meglio, che è la nostra stessa essenza? Come connettersi con la fonte interiore e universale di Amore? Non ci sono molte cose da fare. Amare, trovare se stessi e connettersi con il proprio Sé infatti non sono degli obiettivi ordinari. Non sono delle cose per le quali possiamo pianificare esattamente un percorso, magari suddiviso in fasi, per passare da un punto all’altro. Certo, il lavoro spirituale è un lavoro evolutivo, ma non è un business, non è nemmeno un obiettivo da raggiungere.

Per sviluppare la capacità di amare, dobbiamo innanzitutto sviluppare l’intenzione di amare, dobbiamo anzi rendere tale “obiettivo” la nostra priorità, la nostra missione di vita. Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre le aspettative dell’ego, i falsi desideri, le illusioni sul mondo. Dobbiamo smettere di proiettare paure e speranze, dobbiamo smettere di vedere il mondo come la soluzione ai nostri dilemmi e al nostro bisogno di amore. Non dobbiamo rifiutare la vita, ovviamente. Ma dobbiamo almeno ricordare che sia al di là delle nostre gioie e dei nei nostri dolori c’è qualcosa di molto più profondo.

Nulla al mondo può offrirti ciò che vuoi

Il mondo che vedo non contiene nulla che io voglia. Il mondo che vedi non contiene nulla che tu abbia bisogno di offrirti; nulla che tu possa usare in alcun modo e assolutamente nulla che serva a darti gioia. Credi a questo pensiero e ti saranno risparmiati anni di sofferenze, di delusioni innumerevoli e di speranze che si trasformano nella cenere amara della disperazione. Tutti devono accettare come vero questo pensiero, se vogliono lasciarsi alle spalle il mondo e spiccare il volo al di là delle sue misere possibilità e dei suoi mezzucci.

Lezione 128, Un Corso in Miracoli

Certamente è giusto sviluppare l’attaccamento, perdersi nella materia, perché ciò fa parte del processo di sviluppo di ogni essere umano. Ma arriva un punto in cui ci rendiamo conto che le promesse del mondo sono insignificanti, sono appunto solo promesse, promesse al vento. Man mano che realizziamo ciò, una parte di noi si deprime perché vede l’insensatezza di tutto, mentre un’altra parte lotta ancora disperatamente per raccogliere delle briciole di amore e felicità dal mondo. Ma un’altra parte di noi sorge dal profondo e ci fa riscoprire la nostra bellezza interiore, la pace e l’amore che affiorano direttamente dal nostro vero Sé.

A pochi interessa davvero “elevarsi oltre il mondo” e trovare l’unica cosa importante

Certo, non si tratta di qualcosa per tutti. La stessa spiritualità oggi è sempre più legata alla materia e serve a soddisfare delle aspettative e dei desideri dell’ego. Da un lato la spiritualità si è emancipata dal fardello dei dogmi, ha mostrato al mondo che non c’è nulla di male nel successo, nella ricchezza, nei beni materiali. Dall’altro, però, si è dimenticato che la spiritualità è un percorso di evoluzione dell’anima, che il mondo lo deve trascendere, non renderlo più piacevole ai suoi occhi o far sì che esso gli offra ciò che non ha trovato con altre vie. A pochi interessa davvero “elevarsi oltre il mondo”, perché in realtà siamo molto affezionati al nostro ego.

E per quanto siamo convinti di volercene liberare, di voler essere “spirituali” e maturi, dimentichiamo che troppe volte usiamo la spiritualità per accrescere il nostro ego, o comunque come via alternativa alle tante altre vie che il mondo offre per non sentirsi perduti. E non dico che ciò sia un male. Ma allo stesso tempo una soluzione più “raffinata” ai proprio desideri egoici non offre alcuna garanzia. Anzi, può essere una trappola più insidiosa, perché la convinzione di essere spirituali può essere un forte ostacolo al fatto di diventarlo davvero. Ma se siamo davvero intenzionati a connetterci con noi stessi e a trovare quella fonte di pace e di gioia senza confini per il puro desiderio di farlo e per puro amore della Verità, nulla se non noi stessi possiamo impedirci di realizzare questa missione.

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