Come superare la paura del giudizio degli altri

Come superare la paura del giudizio degli altri

In questo articolo vedremo che cos’è la paura del giudizio degli altri, come affrontarla e come superarla. Ti spiegherò come si tratta in gran parte di un inganno del cervello e di un meccanismo di difesa primordiale di cui puoi tranquillamente disfarti. Ti darò dei suggerimenti pratici per non farti condizionare dal disagio di esprimerti liberamente. Inoltre ti dirò che cosa sono in realtà i giudizi: conoscendo la loro vera natura, non avrà più senso farti intimorire. Superare la paura del giudizio può non essere facile, soprattutto se provieni da un ambiente famigliare e sociale che ti ha fortemente influenzato in questo senso. In particolare, da bambini siamo stati spesso rimproverati e giudicati per le nostre azioni, e abbiamo appreso ad essere duri con noi stessi. Ma ti indicherò una strada per la tua liberazione da questo problema comune alla maggior parte delle persone, compresi coloro che dicono di “fregarsene”.

Che cos’è la paura del giudizio?

Da un punto di vista evolutivo, nel nostro passato di cacciatori-raccoglitori, tale paura era indispensabile per la sopravvivenza, in quanto il giudizio negativo degli altri poteva comportare la nostra esclusione dal clan di appartenenza. Di conseguenza, ci comportavamo in modo da non deludere le aspettative di chi occupava i ruoli di comando. Dal giudizio del capotribù poteva dipendere la nostra vita. La nostra sopravvivenza era minacciata costantemente e il nostro cervello si evolvette di conseguenza. Il problema è che oggi determinati comportamenti e reazioni automatiche del cervello sono obsoleti. La società è cambiata a tal punto che è diventato necessario disfarsi di questi modelli per vivere in pace.

Ma che cos’è in fin dei conti la paura del giudizio degli altri? Innanzitutto devi capire che non ha nulla a che vedere con chi sta intorno a te, ma dipende dal funzionamento della tua mente. Come tutte le paure, essa agisce accendendo un campanello di allarme che avvisa il tuo cervello di un pericolo. In questo caso, il giudizio degli altri viene percepito come una minaccia e per evitare che il presunto pericolo si realizzi tendi a voler modificare il tuo comportamento.

Non puoi eliminare il giudizio

Il problema, però, è che qualunque cosa tu faccia non è immune al giudizio. Se infatti da una parte tendiamo a temere l’opinione altrui, d’altro canto siamo noi stessi dei giudici implacabili dei fatti degli altri. Non c’è modo di eliminare il giudizio. Esso fa parte, ahimè, dei rapporti umani. Il problema, però, non è il giudizio in sé, quanto le implicazioni che da esso scaturiscono. Ciò che temiamo è che l’opinione di un altro possa diminuire la nostra reputazione nei suoi confronti. In pratica ciò che rivive in noi è la paura del rifiuto sociale e dell’esclusione dal nostro gruppo di appartenenza. Si tratta di un’eredità del passato dei nostri antenati.

Il fatto che tu non possa eliminare il giudizio non è uno svantaggio. Anzi, se tu accetterai la realtà per quella che è, smetterai di soffrire inutilmente. Se non puoi impedire agli altri di esprimere un parere positivo o negativo, ciò vuol dire che potrai comportarti come vuoi. Infatti verrai giudicato comunque. Qualunque cosa tu faccia, potrà essere oggetto di una valutazione da parte di chiunque. Quindi scegli di agire come più ti aggrada.

Ma non è così semplice…

Certo, non è affatto semplice. Il problema, come abbiamo detto, risiede nella parte più primitiva del nostro cervello, per cui non possiamo pensare di sradicare un modello del Paleolitico in dieci minuti. Ma ho voluto comunque darti il suggerimento precedente come invito ad essere razionale. La paura, infatti, può essere cavalcata più facilmente se usi un approccio razionale e guardi la realtà in faccia senza nasconderti dietro i tuoi timori. Ma è altrettanto vero che l’essere umano è essenzialmente emotivo, per cui i problemi si complicano e abbiamo bisogno di un’altra soluzione.

A ben vedere, infatti, la maggior parte delle nostre scelte e azioni è condizionata dalle emozioni. La razionalità, invece, gioca un ruolo molto marginale. Pensiamo di ricorrervi in continuazione, mentre sono i sentimenti a dettare in gran parte la nostra agenda. Non a caso la maggior parte dei nostri problemi come esseri umani dipende dalle nostre paure e dalla nostra irrazionalità. La ragione può parzialmente agire da palliativo delle angosce, ma non sarà mai una risposta definitiva. In questo caso, puoi comunque servirti del tuo buonsenso per affrontare la paura del rifiuto: è una condizione necessaria, ma non sufficiente per superare il problema.

Come superare la paura del giudizio degli altri? Adotta la mentalità vincente

Per questo ritengo che sia necessario andare nel cuore delle tue paure per superare il giudizio degli altri. Ho già anticipato che tale paura è connessa direttamente con quella di essere escluso dal gruppo e di morire. Quindi evidentemente superare la paura della morte sarebbe la soluzione definitiva. Ma non ti chiedo di arrivare a tale punto. In ogni caso è necessario qualcosa di radicale, che implichi una trasformazione totale della tua vita.

Ciò di cui hai bisogno, infatti, è un completo cambio di paradigma. Devi, cioè, adottare una nuova mentalità vincente. In poche parole, devi smettere di permettere al giudizio degli altri di manipolarti. Non devi dipendere assolutamente da esso. Inizia, piuttosto, a rivendicare le tue scelte in modo indipendente e autonomo. Non ti nascondo che all’inizio ti costerà fatica, ma ciò che devi fare nella pratica è vivere come se gli altri non esistessero. La verità, infatti, è che a nessuno importa niente di te. Non per cattiveria, ma perché ciascuno di noi è così assorbito dal proprio mondo e dai propri problemi che non ha tempo di pensare davvero agli altri. Può esprimere un giudizio affrettato, che in realtà è solitamente una proiezione del suo modo di vedere se stesso su di te. Approfondiamo un po’ la questione. Essenzialmente hai bisogno di tre cose per superare efficacemente la paura del giudizio degli altri:

Vivi “oltre” e non “contro” il giudizio

Vivere come se gli altri non esistessero non vuol dire dichiarare guerra al mondo. Non significa diventare odiosi e gelidi. Vuol dire, piuttosto, considerare il proprio benessere al di sopra del giudizio della gente. In altre parole, le loro opinioni non devono irritarti. Finché reagirai a ciò che pensano gli altri mettendoti sulla difensiva o aggredendoli a tua volta, non otterrai niente, se non litigi e rancori. Non devi andare contro il giudizio, ma oltre. Ciò significa che per stare bene l’unica tua possibilità è lasciar andare il giudizio. Fattelo letteralmente scivolare via. All’inizio sentirai disagio e vorrai controbattere, ma finché cadrai nel conflitto alimenterai solo sofferenza e soprattutto la dipendenza emotiva continuerà.

La paura del giudizio deriva a tutti gli effetti da una dipendenza emotiva, in base alla quale non vuoi sentire il disagio di essere diverso e ti basi su ciò che pensano gli altri per non affrontare la solitudine dell’indipendenza. La paura del giudizio subentra infatti soprattutto quando le tue azioni differiscono dal tuo gruppo di appartenenza o dalla società in generale. Conformarti è più semplice perché ti fa sentire a proprio agio, in una zona di comfort comoda e sicura. Fare una scelta diversa, invece, contiene in sé il rischio della disapprovazione sociale. Se vuoi essere anticonformista, non vedere gli altri come tuoi nemici o oppositori. Essere indipendente può essere doloroso, ma scaricare le tue frustrazioni sugli altri non farebbe altro che trasformati da vittima a carnefice, da giudicato a giudice.

A nessuno importa niente di te: i giudizi sono proiezioni

Ogni volta che il giudizio degli altri provocherà in te l’urgenza di reagire, ricordati che a nessuno importa niente di te. Per questo devi smettere da subito di accontentare gli altri, perché in questo modo non stai facendo del bene né a te stesso né a loro. Ma soprattutto devi considerare ciascun giudizio per quello che è: un punto di vista parziale di qualcuno su una persona. Tale parere è completamente insignificante e senza valore. Salvo si tratti di una critica costruttiva che ti viene rivolta da una persona fidata per spingerti a migliorarti, in genere i giudizi sono così banali e superficiali che non vale nemmeno la pena ascoltarli.

I giudizi, infatti, non sono certo descrizioni genuine e fedeli, ma contenitori di impressioni emotive buttate al vento senza pensarci due volte. Ma soprattutto nella gran parte dei casi sono una debolezza di chi li esprime, poiché in essi vengono scaricate le nostre insoddisfazioni e i nostri stessi difetti. I giudizi non dicono niente di te. Al limite, sono l’ammissione di ciò che la persona che li esprime pensa di sé. Infatti difficilmente riusciamo ad uscire dal nostro punto di vista a tal punto da metterci nei panni di un altro. Per questo quando giudichiamo stiamo in realtà parlando di noi. Questa verità fa male, ma la nostra psicologia è così subdola che spesso agisce contro lo stesso carnefice.

I giudizi, dunque, sono delle proiezioni di noi stessi sugli altri. Ma non ti consiglio di usare quest’arma contro gli altri. Magari coglieresti nel segno, ma peggioreresti solo la situazione. Piuttosto, potresti ricordare ciò quando sei tu ad esprimere un giudizio nei confronti di qualcun altro. Potrebbe darsi che in realtà stia giudicando te stesso.

Sorridi del giudizio degli altri: lascia andare

Se maturerai una consapevolezza superiore, il giudizio degli altri non ti potrà più turbare. Per questo è necessario che impari a sorridere di ciò che pensano gli altri. Il giudizio è una debolezza di chi lo pronuncia, non di chi lo riceve. Il giudicato, in realtà, è in una posizione di forza. Chi giudica si sabota con le sue stesse mani, rivelandosi apertamente per quello che è o ritiene di essere. Chi giudica è la prima vittima. Per questo rimanere imbrigliato nella paura non avrebbe alcun senso, se non quello di creare conflitti inutili dentro di te e con gli altri.

Se vedrai il giudizio altrui come un problema estraneo a te, anche la tua paura si dissolverà di conseguenza. Ogni volta che ti ritrovi a rimuginare su ciò che potrebbe pensare qualcun altro, rifletti un attimo sul fatto che non stai facendo altro che boicottarti. Quando un altro ti giudica, spiazzalo con la calma e la serenità. Non dare energia alla critica, e non concedere nemmeno il tuo tempo a chi non ha nulla di meglio da fare che parlare male di te. Dopodiché continua sulla tua strada, conservando il sorriso e la gioia.

Come superare la paura del giudizio degli altri definitivamente

In definitiva, le due cose più importanti che puoi fare per superare la paura del giudizio degli altri sono essere indipendente e lasciar andare. Se sarai indipendente, proseguirai sulla tua strada nonostante i giudizi, ricordandoti di andare “oltre” e cioè essendo “superiore” ad essi e di non cadere nella trappola di reagire. Se lascerai andare, potrai godere della calma e della serenità necessaria per vivere in pace senza dover lottare continuamente contro i tuoi “giudici”. Per diventare indipendente hai bisogno di lavorare sulla tua autostima e fare in modo che la fonte della tua sicurezza provenga dalla tua interiorità e non dall’esterno. Finché la tua sicurezza dipenderà da qualcun altro o da qualcosa di esterno, il giudizio ti potrà controllare. Al contrario, se sarai abbastanza sicuro di te senza aver bisogno di aggrapparti a nulla o a nessuno, sarai libero dal giudizio.

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La lezione di Seneca sul tempo

La lezione di Seneca sul tempo

Alcune volte leggere gli autori del passato può farci riflettere profondamente. La saggezza di Seneca è così ricca che non posso fare a meno di dedicargli almeno un articolo. Voglio riportare la sua lettera a Lucilio sul tempo. Non è un pezzo di antiquariato rievocato per servilismo nei confronti della tradizione. Si tratta di un estratto trasudante sapienza, ma soprattutto è una lezione moderna e sempreverde. Ti invito a leggere la lezione di Seneca sul tempo prima di andare al commento. Per una lettura migliore, prova a metterti nei panni di Lucilio, sostituendo al suo nome il tuo. Fai finta che Seneca stia parlando direttamente con te. Leggi la lettera finché non senti di averne compreso appieno il significato.

La lettera a Lucilio: la lezione di Seneca sul tempo

1 Comportati così, Lucilio mio, renditi padrone di te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.  

2 Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.  

3 Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.

Il tempo è nostro padrone

Prima di iniziare il commento vero e proprio, voglio che tu faccia un’ammissione di colpa: quante volte ti sei fatto portare via il tuo tempo? Quante volte hai sprecato questa risorsa così preziosa? I ritmi frenetici di oggi ci costringono ad essere schiavi del tempo. Il modello capitalista ha imposto gli orari di fabbrica, il rito della puntualità, il mito della produttività. Il lavoro ci costringe ad affrettarci secondo il paradigma dell’efficienza: è premiato chi produce di più in meno tempo. Diciamo che il tempo è denaro, ma lo dilapidiamo come un oggetto di consumo. Dal mondo dell’industria questo modello insano e distruttivo è passato alla società tutta. E ha plasmato il nostro modo di vedere il mondo, i nostri rapporti sociali; è penetrato nel nostro subconscio.

I ritmi della natura sono stati scompaginati. Andiamo a letto tardi, ci alziamo secondo le esigenze di qualcun altro. Non guardiamo più il sole sorgere. La giornata che tramonta sfugge ai nostri occhi indolenziti dalle luci artificiali. Il ticchettio dell’orologio ci mette pressione e ansia. Ci sono dei momenti in cui vorremmo rallentare il tempo, e altrettanti momenti in cui ci sembra che esso non passi mai. Desideriamo che il tempo ci sfugga. Non solo ce lo facciamo portare via, ma non vediamo l’ora che il ladro venga a rubarcelo. Però diciamo che il tempo è denaro. Denaro da svendere al primo disposto ad appropriarsene.

Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.” (Seneca)

La morte è dietro di noi

Hai mai pensato che tutto il tempo che hai trascorso è letteralmente morto? Quante volte hai sprecato il tuo tempo e poi hai rimpianto di aver agito male? Eppure, piuttosto che piangere sul passato, c’è solo una cosa che puoi fare: inizia a diventare padrone del tuo tempo. Renditi conto che ogni giorno che passa è un giorno che muore. Non c’è nulla che possa fare per recuperare il tempo perduto. Questa è l’essenza della nostra vita: ciò che è trascorso smette di esistere se non nella nostra immaginazione. Non pensare più alla morte come ad un evento futuro. Arrenditi al fatto che essa è tua compagna di vita.

La morte è esattamente dietro di te, perché ha portato via questo istante. E questo ancora. E quest’altro. Questo è il processo naturale dell’esistenza. Tutto è temporaneo e quindi muore. Quindi la morte non è la negazione della vita, ma ne fa parte integrante. Non è una dichiarazione macabra, è la descrizione del mondo attorno a te. Non possiamo evitare di guardare in faccia la realtà nel suo gioco di vita e morte. Tutto appare e scompare. E il tuo tempo scade di giorno in giorno. Eppure oggigiorno neghiamo la morte, la vecchiaia e il processo del tempo. Non accettiamo la natura transitoria della nostra vita. Eppure la consapevolezza della morte come elemento inderogabile dell’esistenza è il presupposto per vivere al meglio. E per gestire il proprio tempo efficacemente.

Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. (Seneca)

Impadronisciti del presente: la lezione di Seneca sul tempo

Il passato e il futuro non esistono: sono proiezioni della nostra mente. Eppure quante volte ci facciamo trascinare in queste dimensioni del Non-Essere e le crediamo vere? Il mondo di oggi vive nel passato perché è mosso dalla giustizia, dalla vendetta, dal rimpianto, dal ricordo e dalle memorie strappalacrime. E vive nel futuro perché alimenta l’idea di un mondo migliore, il mito del progresso indefinito e del riscatto. Eppure l’unico raggio di azione è nel presente. Non si può cambiare il passato: il tanto apprezzato senso di giustizia non è altro che l’ammissione che non sappiamo perdonare. Ma nel presente l’unica cosa che puoi fare per ripristinare l’ordine perduto è perdonare. Non puoi cambiare il futuro, perché non esiste ancora. Esso è ignoto e sconosciuto. Guardare al futuro può essere affascinante, ma vivere nel futuro significa smettere di vivere.

La tua vita infatti è solo nel momento presente. Ma la nostra mente è costantemente altrove. Quando conversiamo, pensiamo già a che cosa risponderemo al nostro interlocutore. E così perdiamo il fascino dell’ascolto. Quando lavoriamo, pensiamo al nostro tempo libero. Durante il tempo libero pensiamo al lavoro. E in questo modo il tempo ci sfugge per nostra negligenza, perché non sappiamo apprezzarlo e crediamo sia più importante il futuro. Così perdiamo la bellezza di vivere e il nostro stesso entusiasmo si affievolisce. L’unica cosa che puoi fare per vivere pienamente è impadronirti del presente. Solo così smetterai di essere schiavo del tempo.

Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente.

Il tempo è labile

Il tempo va avanti inesorabilmente e non c’è modo per fermarlo. La sua natura è fuggevole e labile, per cui gestirlo con successo non è per nulla semplice. Ciò che ci fa perdere tempo più di tutto è la nostra abituale tendenza a distrarci in continuazione. Ci facciamo assorbire così facilmente dai nostri problemi che il momento presente sfugge dalle nostre mani. Il tempo è come un gas invisibile, che non possiamo afferrare perché troppo rarefatto.

La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. (Seneca)

Oggi privare qualcuno del proprio tempo è estremamente facile: basta una telefonata o un messaggio. E il tempo ci scivola via e si perde nel vuoto. Non permettere a nessuno di usare questa risorsa secondo i loro capricci. Il tempo è tuo e soltanto tuo e nessuno ha il diritto di portartelo via. Non consentire contro la tua volontà che qualcuno ti privi del tuo tempo. Ma soprattutto smetti di dilapidarlo in attività inutili. Quando vai a letto, devi sentire di aver usato bene il tuo tempo. Non puoi continuare ad avere la sensazione che la giornata sia stata sprecata. Rivendica il tuo tempo da ora.

In conclusione: la lezione di Seneca sul tempo

Il tuo tempo è troppo prezioso per poter essere sprecato. Impara a gestirlo e a farne buon uso. Ma soprattutto impara la lezione di Seneca sul tempo: impara a vivere nel presente e a non farti portare via questa risorsa e a non perderla sulla strada.

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Il fondamento di una vita felice

il fondamento di una vita felice

Qual è il fondamento di una vita felice? C’è qualcosa che possa fare per eliminare la sofferenza dalla tua vita ed essere finalmente sereno e gioioso? Assolutamente sì. In questo articolo voglio condividere con te ciò che ritengo essere il fondamento di una vita felice. Non intendo fornirti ricette elaborate su come ottenere la felicità. Infatti non saranno mai un tutorial sul web o un video su Youtube a renderti felice. Piuttosto, esistono diverse strategie per aumentare il tuo livello di soddisfazione. Ma ciò che voglio che tu ottenga è una felicità stabile e duratura.

Ciò è perfettamente possibile. Non ti nascondo che non sia affatto facile. Ma la letteratura e la filosofia antiche e moderne ci hanno lasciato montagne di scritti sull’argomento. Raggiungere la serenità è sempre stato un obiettivo che ha tenuto impegnate grandi e piccole menti. E di sicuro anche tu vuoi essere davvero felice e soddisfatto. Ci sono tantissime cose che puoi fare per migliorare la tua vita, ma ce n’è una in particolare che potrebbe sottrarti dalla miseria e portarti in spazi di vera gioia in poco tempo, se solo avrai il buonsenso di sperimentare su di te ciò che ti sto per dire.

La felicità non è un sentimento

Se vuoi essere felice, devi iniziare a smettere di credere al paradigma odierno di felicità, che la vede come qualcosa di esterno e incontrollabile. Non puoi pretendere di ottenere la pace come una manna dal cielo. La felicità non ti piove addosso, non è qualcosa che subisci o che ti capita. Non è un sentimento o un’emozione. Hai capito bene: non è un sentimento. Il problema è che la nostra società ci ha insegnato a subire le passioni, dall’amore alla serenità, come delle circostanze sulle quali non possiamo intervenire. Inoltre, essa ha alimentato l’idea che la felicità corrisponda ad uno stato di estasi permanente, come quella proveniente dalle droghe o dagli psicofarmaci.

Scegli l’eudaimonìa

Ma io ti dico una cosa: non è di quel tipo di felicità che hai bisogno. Smetti di pensare che la gioia sia un piacere della carne. Essa è qualcosa di molto più profondo, che affonda le sue radici direttamente nella tua essenza più profonda. Pensa alla felicità come ad uno stato di pace e beatitudine, dove la mente non ti assilla e dove tutto viene spontaneo e naturale. Anch’io la prima volta che ho sentito parlare di questo tipo di pace mi sono scoraggiato. Il fatto è che i media ci bombardano con descrizioni illusorie e false e siamo portati a perseguire una felicità edonistica (cioè legata ai piaceri) piuttosto che una felicità eudaimonica (cioè legata alla pienezza e ad un senso di completezza interiori).

Quindi scegli l’eudaimonia. I piaceri materiali ti lasceranno sempre con un senso di vuoto. Persino Leopardi si fece ingannare dal paradigma materialista e finì per credere che la felicità dipendesse dai piaceri. Non a caso la sua filosofia era piuttosto tragica e pessimista. Per cui ti invito a preferire il paradigma spirituale, secondo il quale la felicità è uno stato d’animo che fa parte della tua interiorità.

Qual è allora il fondamento di una vita felice?

Ora che hai capito che la vera felicità è quella interiore, ti rivelerò qual è il fondamento di una vita felice. Esso consiste nello scegliere la felicità come la tua priorità numero uno. Ad una prima lettura ti sembrerà una cosa banale, ma non lo è affatto. Se ti chiedessi se essere felice è già la tua priorità principale, potresti rispondermi che ovviamente è così. Ma ti invito a pensarci bene. Per aiutarti a riflettere ti faccio alcune domande: quante volte hai messo la felicità in secondo piano? Quante volte hai preferito accontentare gli altri per paura del loro giudizio o del loro rifiuto? Quante volte per paura hai preferito andare contro i tuoi stessi desideri? E soprattutto, quante volte hai perso il tuo centro di stabilità interiore in nome di qualcosa di futile o di superficiale?

Tutti noi pensiamo alla felicità come un bene non negoziabile. Eppure la scambiamo come una merce di scarso valore. Inizia a vedere la tua pace interiore come un tesoro. Considerala come il bene più prezioso. Non puoi continuare a svenderla a destra e a manca. Ogni mattina, la prima cosa che farai quando ti alzerai sarà ripeterti quanto è preziosa la tua felicità e che ci penserai bene prima di lasciarla in pasto a chiunque o a qualunque cosa. Hai mai pensato a quante volte ti sei fatto turbare da una bazzecola insignificante alla quale hai permesso di rovinarti l’intera giornata? Prometti che non lo farai più, perché non ha alcun senso. Individua tutti gli atteggiamenti che ti portano via la serenità. Troverai che sono centinaia, se non migliaia. E scoprirai che l’importanza che dai alla tua felicità è probabilmente inferiore a quella che dai ad un passante sconosciuto.

Ricordati della tua felicità

Come pensi di poter raggiungere un livello soddisfacente di felicità senza ricordarti mai di essa? Fra tutti i pensieri che elabori in una giornata, ce n’è almeno uno che riguarda la tua felicità? Non sto parlando dei capricci che potresti pensare quando il tuo ego non viene rispettato. Ti sto chiedendo quante volte ti viene in mente che la tua felicità è il bene numero uno e che te la sei fatta portare via già decine di volte. Ti sarà capitato probabilmente davvero di rado. Ma se di tanto in tanto i tuoi pensieri si rivolgono a ciò, sei sulla buona strada!

In ogni caso, ti invito a fare una cosa apparentemente ridicola ma efficace: scrivi in dei post-it di ricordarti della tua felicità e spargili per la tua casa. Non vergognarti. Se ci pensi, riempiamo blocchi di carta per fare la lista della spesa e non ci viene neppure in mente di usare qualche blocco per il nostro benessere. Ci ricordiamo di tutto, fuorché di noi stessi. Come facciamo ad essere felici se ci trascuriamo sistematicamente, se non abbiamo nemmeno un minuto per noi, se anche quando siamo soli ci distraiamo in mezzo ad attività inutili e fugaci?

Recupera il tuo “centro” ogni volta che puoi

Ogni volta che qualcosa ti intristisce o ti infastidisce, ricordati che la tua felicità è la tua priorità. Consapevole di questo, potrai lasciar andare ciò che turba la tua serenità molto più facilmente. Ogni volta che perdi la connessione con la tua pace, recuperala. Se non l’hai ancora fatto, inizia a meditare, perché la pratica ti permetterà di tornare presente più facilmente. Ti ricorderà che non c’è bisogno di preoccuparsi di nulla, perché tu sei soltanto la tua pace e tutto il resto è temporaneo. Di tanto in tanto, poi, chiediti se perdere la stabilità per questa o quella cosa è utile oppure no. Per questo esercizio, hai bisogno di adottare una prospettiva ampia. Chiediti se nel lungo termine preferiresti continuare a vivere in preda alle preoccupazioni oppure immerso nella tua pace.

Ricorda che il tuo centro di stabilità è sempre dentro di te. Tu puoi scuoterlo come e quanto vuoi, puoi fargli crollare addosso di tutto, scatenare uragani e terremoti. Ma la tua pace è sempre lì. Il fatto è che sei così abituato ad ignorarla che per recuperarla hai bisogno di decine se non centinaia di ore di meditazione per poterla assaporare di nuovo. Questo perché la nostra civiltà non valorizza per nulla la ricerca di queste cose e le considera addirittura antiscientifiche o senza fondamento materiale. E così finiamo per ignorare il nostro bisogno di trascendenza, ci disconnettiamo da noi stessi e ci facciamo inghiottire da problemi inesistenti e sciocchi, assurdi e insignificanti.

Costruisci il fondamento di una vita felice

Immagina la felicità come un edificio di roccia. La maggior parte di noi vive in una catapecchia in rovina: non coltiva la pace eppure pretende di possederla. Se lasci per anni e anni la tua casa in balia delle intemperie e del tempo, come pensi di ritrovarla quando la rivisiterai? E se non hai mai costruito le fondamenta, cosa pensi che servirà per buttarla giù? Una piccola scossa di terremoto? Una folata di vento? È tuo dovere costruire la casa della tua pace, dalle fondamenta alla sommità. Non lasciare in mano a nessuno la responsabilità di edificarla. È soltanto un compito tuo.

Per far crescere la felicità dovrai coltivarla dentro di te. Ricorda che non hai bisogno di niente per essere felice. Provvedi alla tua sopravvivenza, dopodiché ti servirà davvero molto poco per raggiungere il benessere. Non cercare mai la felicità all’esterno: godi senza problemi dei piaceri della vita, ma non pensare mai che saranno essi a darti la vera gioia. Trova degli spazi per ESSERE e soltanto essere. Alla fine, non importa ciò che hai, ciò che possiedi o come appari. L’unica cosa importante è la tua essenza, che è pace e felicità. Se ti sintonizzerai con essa, la gioia scaturirà da sé. Tu devi solamente ricongiungerti alla tua natura, ricordando che essere, e di conseguenza essere felice, è la tua priorità. Nulla di più importante esiste. Tutto il resto è secondario.

Un consiglio pratico per il tuo fondamento di una vita felice

A questo punto potresti essere confuso e chiederti che cosa devi fare esattamente per raggiungere l’eudaimonìa. Per iniziare, ti invito a fare un esercizio oggi o domani stesso: mettiti una sveglia ogni due ore. Al suono della sveglia, qualunque cosa stia facendo dovrai interromperla e chiederti:

  • 1) come mi sento? Descrivi il tuo stato d’animo in quel momento;
  • 2) perché mi sento in quel modo? Che cosa ha contribuito a farti provare quella data emozione o sentimento, positivo o negativo?
  • 3) riesco a sentire la pace dentro di me?
  • 4) se sono in uno stato d’animo negativo, riesco a recuperare quella pace?

Non si tratta di un esercizio semplice: richiede che tu sappia riconoscere le tue emozioni e saperle gestire, ma non sottovalutare le tue abilità emotive. Ma lo step principale è il punto numero 3): il tuo obiettivo è sentire dentro di te una sensazione di calma. Potresti non riuscire a sperimentare quella pace. Ma non c’è problema, è del tutto normale all’inizio. Non puoi pretendere di essere già connesso in profondità con la tua interiorità. Nel caso in cui il tuo morale sia basso, salta il punto 3) e passa direttamente al 4): prova a vedere quanto sei bravo a recuperare la pace.

Prendila come una sfida!

Una cosa davvero efficace è prendere questo esercizio come una sfida. Se ti impegnerai, il risultato sarà simile ad una meditazione. Lo scopo di questo esercizio consiste proprio nel riconnetterti a te stesso e alla tua dimensione di pace e serenità. Questo esercizio ti servirà da monito per ricordarti quante volte perdi la gioia durante la giornata. Nel caso in cui prende il sopravvento un’emozione negativa, qui potrai sperimentare quanto sei bravo a tornare presente a te stesso. Vedilo né più né meno come un gioco.

Ripeti l’esercizio anche tutti i giorni. Non consiglio di abusarne perché interrompere continuamente con una sveglia la tua routine potrebbe essere frustrante. Ma ti rendo presente che se lo farai solo per qualche giorno, inizierai a non aver più bisogno della sveglia. Comincerai a chiederti spontaneamente se sei felice e se senti la pace dentro di te. Con la pratica, non dovrai nemmeno perdere troppo tempo cercando di sentire la gioia. Recupererai la presenza sempre più facilmente e potrai dissolvere la negatività con sempre maggiore destrezza.

In conclusione

Ti auguro di raggiungere presto la felicità e la pace interiore. Ricorda ancora che non c’è nulla di più importante e che vale la pena provare qualunque cosa per ottenerla. Puoi perdere il lavoro, la casa, persino la salute, ma non la pace. Ma innanzitutto cercala con pazienza e perseveranza. Se trovarla sarà la tua priorità, la raggiungerai senz’altro. È solo questione di tempo e di lavoro.

GRAZIE per aver letto questo articolo. Iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti da Il Sentiero della Realizzazione! Ti propongo di leggere “L’arte della felicità” del Dalai Lama!

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Come ritrovare la voglia di vivere

come ritrovare la voglia di vivere

Ti sarà capitato di iniziare una giornata sostenuto da un’eccitazione sorprendente e da un’energia interiore potentissima. Ma avrai sperimentato come sia altrettanto facile ripiombare improvvisamente in uno stato di apatico disinteresse nei confronti di ciò che fino a poco tempo prima sembrava animarti ed entusiasmarti. La voglia di vivere è, per la maggior parte di noi, un sentimento che ci costringe alla sua balia. In altre parole, viviamo l’entusiasmo come una passione da subire. In sintesi, non siamo noi a trovare intenzionalmente la gioia di vivere. Io voglio che tu sappia come ritrovare la voglia di vivere esattamente da oggi, per essere felice in ogni momento, in modo intenzionale e consapevole.

In questo articolo parleremo proprio di questo. In particolare, ti darò dei suggerimenti su come vivere nell’entusiasmo in ogni momento della tua vita, in ogni tuo progetto, da quando ti alzi fino a quando vai a letto. Ti mostrerò come potrai ritrovare la voglia di vivere e come questa derivi dalla tua interiorità e non dal mondo esterno. Ti insegnerò delle strategie su come trovare la motivazione per vivere e che potrai iniziare a sperimentare da subito.

Come ritrovare la voglia di vivere: scegli di essere vitale

Come è possibile essere vitali ed energici? Per rispondere a questa domanda ti invito a fare un breve esperimento mentale. Chiudi gli occhi e riporta alla memoria due tuoi risvegli mattutini. Nel primo risveglio immagina di essere apatico e lunatico, sofferente e assonnato. Nel secondo risveglio vediti sorridente ed energico, vitale e felice. A questo punto ti chiedo: quale delle due occasioni preferisci? Ti verrà scontato scegliere il secondo risveglio. Ma se ti dicessi che in realtà sei tu ogni giorno a scegliere già come vuoi sentirti, e potresti dunque selezionare il tuo umore dal primo mattino senza dover ricorrere a soluzioni miracolose o a un frullato rinvigorente?

Non è possibile, potresti pensare. Invece puoi sperimentarlo su te stesso: sei tu in ogni momento a scegliere il tuo stato d’animo. Ormai sei talmente abituato a farlo che non ci fai più caso. Per questo è necessario che assuma consapevolezza del tuo essere creatore per ritrovare l’entusiasmo di vivere. Dovrai svegliarti sereno e gioioso. Dovrai sentire dentro di te una forza interiore, che sarà la fonte della tua gioia.

Smetti di fare la vittima

Per prima cosa, devi smettere di pensare che siano gli eventi esterni a renderti felice o triste. Assumiti la responsabilità del tuo stato emotivo e decidi di essere felice. All’inizio ti sarà difficile crederlo, ma in ogni momento siamo noi, consapevolmente o no, a scegliere il nostro stato d’animo. È una questione di atteggiamento. Finché darai la colpa a qualcun altro della tua miseria, stai lasciando in mano agli altri la responsabilità. E soprattutto ti stai impedendo di essere felice.

Se vorrai ritrovare la motivazione, devi scegliere di essere vitale. Ricorda che la fonte della tua energia è sempre dentro di te. Il problema è che probabilmente sei alienato da te stesso e dalla tua natura di creatore. Per riconnetterti con la tua essenza e poter attingere alla forza interiore per ritrovare la voglia di vivere hai bisogno di fare alcune cose. La prima azione da cui devi partire è un’operazione di “disintossicazione“. Oggi più che mai la nostra mente è bombardata da stimoli-spazzatura che succhiano via il nostro potenziale e la nostra energia. Il tuo cervello è continuamente distratto e non riesce a stare al passo con la frenesia della tua vita. Dunque ti propongo tre passi per la tua disintossicazione:

1) Riduci gli stimoli digitali

Sai quanta energia vitale ti sottraggono i dispositivi digitali? Molta più di quanto pensi. In particolare, il tuo telefono è un vero e proprio ladro di energia. Ogni volta che il tuo telefono squilla e tu ti distrai, la tua capacità di concentrarti diminuisce. Ma soprattutto, ogni distrazione ha un costo emotivo per il tuo cervello: lo shift attentivo comporta una piccola diminuzione di energia. Se ripeti questa operazione decine e decine di volte ogni giorno, la tua mente inizia ad essere iperstimolata. Le tue riserve di dopamina, neurotrasmettitore responsabile della scarica di piacere quando ricevi un like o una mail, pian piano si esauriscono.

Per questo devi assolutamente ridurre gli stimoli digitali. Silenzia le notifiche. Scegli un orario in cui dedicarti solo ed esclusivamente al telefono. Non permettere alla tua mente ti distrarsi costantemente. Non importa se non sarai sempre disponibile a rispondere. Usa il tuo telefono solo quando serve e non perdere tempo a scorrere i messaggi più e più volte. Hai mai pensato quante volte al giorno afferri il cellulare? Sapresti rispondere? Ogni volta che senti il bisogno di prendere il telefono, pensaci su un attimo. Sei disposto a perdere una parte della tua energia soltanto per vedere un like in più?

2) Apprezza la solitudine e medita

Una volta ridotti gli stimoli digitali, dovrai consentire alla tua mente di ripristinare le sue riserve di dopamina. Dovrai, in pratica, fare in modo di riparare i danni provocati al tuo cervello dall’iperstimolazione massiva. Per farlo, non distrarti con altre attività o passatempi inutili. Dedica almeno venti minuti al giorno a stare solo con te stesso. Puoi decidere di stare in silenzio. Oppure puoi provare a meditare.

La meditazione consiste semplicemente nello stare nel presente. È il contrario di ciò che fa il telefono. Esso ti porta da una parte all’altra della tua mente e ti fa vivere nella perenne attesa di qualcosa (un like, un messaggio, una mail). Al contrario la meditazione ti insegna a lasciar andare quel fastidioso senso di allarme e di urgenza che provi quando ti proietti nel futuro. Ti fa accedere ad uno stato di calma e pace mentale. Tu devi solo osservare la tua mente e vedere dova va. Più mediterai, più la mente riposerà e la voglia di vivere e l’entusiasmo torneranno.

3) Sii minimalista

Se ridurre gli stimoli digitali è di vitale importanza, è altrettanto utile diminuire il numero di attività che svolgi durante la giornata. Cerca di essere il più possibile minimalista: chiediti se tutto ciò che fai è davvero necessario. Elimina le faccende inutili o insignificanti. Fai solo ciò che ti fa davvero sentire bene. Scegli, in particolare, le attività che ti lasciano un senso di soddisfazione nel medio e nel lungo termine. Riduci quelle che ti offrono soltanto un piacere temporaneo per poi lasciarti nel vuoto. Leggi, rifletti, medita.

Passa del tempo a non fare niente. Suona strano, lo so: viviamo in una società che premia la produttività e l’efficienza e considera pigro chi rimane con le mani in mano. Eppure il semplice non far niente è più curativo di qualsiasi cosa. Non hai assolutamente bisogno di avere la giornata piena di impegni. Semplifica la tua routine e lascia degli spazi vuoti soltanto per te stesso. Lascia che la tua mente si distenda e si rilassi. Non prendere troppi impegni. Non obbligarti nei confronti di nessuno.

Altri consigli su come ritrovare la voglia di vivere

Fare quanto ti ho indicato sopra potrebbe senz’altro cambiare la tua vita radicalmente. Ma ci sono altre cose che puoi fare per aumentare il tuo entusiasmo nei confronti della vita. Qui di seguito ti propongo alcune strategie e accorgimenti:

Sviluppa intelligenza emotiva

Se conoscerai le tue emozioni, sarai in grado di intervenire per modificarle. Potrai trasformare l’apatia e la depressione in felicità e gioia di vivere. Per questo hai bisogno di fare introspezione e comprendere che cosa causa il tuo stato d’animo. Successivamente, puoi valutare quali interventi è necessario fare per migliorare la tua vita. L’intelligenza emotiva ti consentirà di affrontare con efficacia le situazioni più disparate e gestirle nel migliore dei modi.

Cerca la tua missione e dei valori profondi

Accanto all’intelligenza emotiva, è necessario che tu ti connetta con una dimensione superiore, che ti dia speranza ed energia. Abbi fede in qualcosa. Cerca dentro di te uno scopo che ti tenga vivo. Sviluppa dei principi a cui aggrapparti quando sei depresso. Costruisciti un nucleo di valori. Lotta per qualcosa e mantieni sempre viva la connessione con la tua missione. Se combatterai per qualcosa di superiore troverai sempre la forza di rialzarti.

Ricorda che ovunque tu vada la felicità è dentro di te

Non dimenticarti mai che la felicità risiede sempre dentro di te. Tu possiedi nel tuo cuore la fonte di ogni soddisfazione. Essa è continuamente oscurata e la sofferenza prende sovente il suo posto. Ma ciò non toglie che dentro di te rimane sempre una fiammella che aspetta di essere rinfocolata. Non far dipendere la tua vita da ciò che accade all’esterno. Decidi di essere entusiasta. Coltiva dentro di te il fervore e la passione. Ricorda che ovunque tu vada la felicità è dentro di te.

In conclusione: scegli responsabilmente come ritrovare la voglia di vivere

In questo articolo ti ho proposto alcune soluzioni su come ritrovare la voglia di vivere. Ti confesso che si tratta di un argomento troppo vasto per poter raccogliere tutte le informazioni in un solo articolo. Ma apprezza il valore dei consigli che ti ho presentato: sono il meglio che ho saputo trovare nella mia esperienza e nei miei approfondimenti. La solitudine e la meditazione sono delle armi potentissime per risvegliare in te la forza e l’energia.

Spero che i miei suggerimenti ti possano essere utili. Ci sono tante altre cose che puoi fare per recuperare l’entusiasmo. Ti linko alcuni articoli che puoi trovare facilmente sul web a proposito di altre soluzioni. Non voglio che ti limiti ad una sola strada. Questo è il sentiero che ti sto indicando, ma ci sono tante altre vie e dovrai essere tu a scegliere quella che fa per te. Tornerò in futuro sull’argomento, poiché si tratta di un tema troppo prezioso per essere liquidato con un solo articolo.

https://www.efficacemente.com/motivazione/apatia/

Ti auguro di ritrovare rapidamente la voglia di vivere o di aumentare il tuo entusiasmo. Scrivi che cosa ne pensi nei commenti e iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli ultimi articoli!

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Vivere la vita che hai sempre desiderato

Vivere la vita che hai sempre desiderato

Ti piacerebbe vivere la vita che hai sempre desiderato? Non credi sia possibile? In questo articolo ti proporrò dei suggerimenti su come mettere a frutto le tue passioni per ottenere vera soddisfazione dalla tua vita. Ti darò dei consigli su come realizzare i tuoi sogni e la tua missione di vita. Ti dirò che cos’è che ti impedisce di vivere la vita dei tuoi sogni e come puoi superare le barriere mentali che ti allontanano dal perseguirla.

Non ti nascondo che vivere la vita che ami potrebbe richiedere alcuni sacrifici, sforzi e rinunce. Ma tutto ciò varrà assolutamente la pena perché se saprai vedere nel lungo termine, la rinuncia iniziale sarà un investimento per il tuo futuro. Ma togliti dalla testa la convinzione limitante che non potrai mai realizzare i tuoi sogni. Se vuoi continuare a credere che la tua vita fa schifo ma che non potrai mai cambiarla, sei libero di farlo. Ma ti prometto che se sospenderai per cinque minuti la tua credenza, potrai ottenere tutte le informazioni che ti servono per trasformare la tua vita in un’opera d’arte. Buona lettura!

Vivere la vita che hai sempre desiderato: 3 consigli per partire

Prima di entrare in merito all’articolo, devo fare una breve premessa: vivere la vita che hai sempre desiderato non è un’operazione magica. Non ci sono strategie o scorciatoie speciali per eliminare la sofferenza dalla tua vita una volta per tutte. Sei tu a dover fare il lavoro e nessuno potrà farlo al posto tuo. Ti ricordo innanzitutto che vivere la vita che hai sempre desiderato vuol dire fare una rivoluzione nella tua esistenza. Ma il primo passo per una trasformazione radicale è un profondo rinnovamento di sé.

E ciò potrebbe richiedere un certo tempo. In ogni caso, quanto impiegherai per farlo dipenderà esclusivamente da te. Potrebbero bastarti delle ore, ma potrebbero essere necessari dei mesi o addirittura degli anni, in base alla tua motivazione nel cambiare. Potresti anche non cambiare mai e continuare a vivere la tua vita di sempre. Infatti la forza dell’abitudine ti manterrà impantanato e ti impedirà di fare i cambiamenti necessari. Ma tu dovrai lottare contro di essa e non abbandonarti all’ansia e alla paura. Vediamo ora 3 consigli su come avviare il percorso che ti permetterà di vivere la vita che hai sempre desiderato.

1) Conosci te stesso, i tuoi valori e le tue passioni per scoprire la tua missione di vita

Avrei potuto dare per scontato questo consiglio: se vuoi vivere la vita che hai sempre desiderato dovresti già conoscere le tue passioni e la tua “missione” o vocazione. Ma nella vita di tutti i giorni mi capita troppo spesso di trovare persone di tutte le età che non hanno affatto chiaro che cosa vogliono dalla vita. Sono insoddisfatte del proprio lavoro, delle proprie relazioni e del modo in cui vivono. Vogliono uscire da quella sofferenza. Ma non vedono alternative. Se tu chiedessi loro che cosa vorrebbero cambiare dalla loro vita, risponderebbero in modo superficiale che desidererebbero meno stress, più pace, più tranquillità. In realtà ciò non è per nulla sufficiente per il cambiamento.

Per cambiare davvero, hai bisogno innanzitutto di intravedere un’alternativa alla tua vita di adesso. Capire che c’è qualcosa che non va è già un passo avanti: la forza della trasformazione inizia da lì. Ma finché non avrai un progetto chiaro in testa ti comporterai come l’allenatore di una squadra di calcio che sa che la formazione è sbagliata ma non propone una soluzione per risolvere il problema. Per questo è necessario che tu conosca te stesso. Ma non in maniera superficiale. Devi riflettere su quali sono i tuoi valori, le tue passioni, le tue motivazioni. Si tratta di un lavoro di ricerca interiore. Devi semplicemente capire che cosa vuoi dalla vita.

Scegli le passioni fruttifere

Magari pensi già di avere le idee chiare e di conoscerti a fondo. Ma non illuderti: la conoscenza di sé richiede un lavoro davvero approfondito. Non si tratta di sapere banalmente che cosa ti piace. Potresti avere tantissime passioni, ma non è detto che tutte possano essere trasformate in un progetto di vita sensato. Potresti essere appassionato di calcio, ma ciò non vuol dire necessariamente che potrai diventare un calciatore. Se sei davvero motivato, potrai senz’altro trovare la tua strada. Ma ciò che voglio dire qui è che ciascuna passione può avere o non avere il potenziale di essere messa a frutto. Esistono infatti due categorie di passioni:

  • le passioni infruttifere
  • le passioni fruttifere

Le prime potrebbero essere definite come “hobby” o “passatempi”. Alcune attività non possono essere trasformate in attività a tempo pieno e, in ogni caso, potrebbero non offrirti soddisfazioni reali e significative. Potresti, al limite, trovare più tempo per te stesso per dedicarti ad esse. Ma in questo articolo non voglio offrirti consigli su come avere più tempo libero o goderti meglio la vita.

Le seconde, le passioni fruttifere, hanno in sé il potenziale di essere trasformate in attività a tempo pieno o addirittura in vere e proprie missioni di vita. Se sei appassionato di scrittura, ad esempio, puoi aprire un blog che ti consenta di sfogare la tua fantasia e magari trasformarti in un blogger di professione. Se sei appassionato di fitness o moda puoi fare altrettanto. In ogni caso una passione fruttifera si distingue da una infruttifera perché può riempire la tua vita di significato e valore.

Perché è importante conoscere i tuoi valori per vivere la vita che hai sempre desiderato?

Per quale motivo è importante conoscere i tuoi valori? Perché in tal modo potrai verificare che le tue passioni siano allineate ad essi. Se il tuo valore di base riguarda aiutare gli altri a risolvere determinati problemi, la tua attività principale dovrebbe consistere proprio in questo. In altre parole, per vivere la vita che desideri hai bisogno di realizzare la tua missione di vita. Ciascuno di noi infatti ha una vocazione nei confronti del mondo: in Giappone la chiamano Ikigai. Il problema di oggi è che in troppi oggi sono disconnessi da se stessi, e ignorano i propri valori e desideri, finendo per vivere una vita che non è la loro. Sono continuamente distratti dai valori della società di massa, e per questo sono convinti di inseguire le proprie passioni, quando stanno seguendo quelle degli altri o della società in generale.

Per questo ti suggerisco una cosa: non fare delle scelte azzardate finché non sei sicuro della loro bontà. Prima di trasformare la tua vita, assicurati di perseguire i tuoi valori. Per farlo hai bisogno di fare introspezione. Fai una promessa a te stesso: da domani o da stasera stessa prenderai un diario e inizierai a riflettere sulle tue passioni. Chiediti che cosa ti motiva davvero e che cosa ti spinge. Ti bastano pochi minuti di intensa analisi della tua interiorità. Sfrutta al meglio questi minuti per sondare nel tuo inconscio. Non essere duro con te stesso, ma semplicemente aspetta che le risposte emergano da sé.

2) Segui le tue passioni contro tutto e tutti

Una volta che avrai fatto un’accurata analisi e ricerca della tua missione di vita, prenditi un impegno con te stesso. Promettiti che farai in modo che tutte le tue azioni si allineino con il tuo Ikigai. Non scendere a patti col mondo. Sostieni senza paura le tue scelte, anche se sono le più bizzarre. Considera che la maggior parte delle persone proietterà le proprie insoddisfazioni su di te, giudicandoti duramente o ritenendoti strano. Ma tu ignorerai questi giudizi affrettati. L’opinione degli altri su di te è quasi sempre frutto dell’ignoranza, e spesso anche dell’invidia. Non devi risentirti per questo. Devi semplicemente lasciar andare il giudizio e rivendicare il tuo ruolo.

Ricorda che sei tu e soltanto tu l’eroe della tua vita. E attorno a te troverai certo persone disposte ad aiutarti e a collaborare, ma anche persone che cercheranno – in modo del tutto inconsapevole – di segare i rami su cui cammini. Non fare di questi i tuoi nemici. Essi, magari, sono proprio le persone che hanno bisogno del tuo aiuto. Abbi coraggio di seguire la tua strada nonostante tutto e tutti. Ricordati che hai una sola possibilità in questa vita e non ha senso sciuparla per paura di essere rifiutati o giudicati severamente. Sarebbe un errore madornale arrenderti alla miseria in nome di un senso di comfort ridicolo e patetico.

Sii fedele a te stesso

Sii fedele a te stesso: una volta che avrai scelto una strada, seguila fino alla fine. O perlomeno percorrila finché ti piacerà. Non trovare giustificazioni per abbandonarla. Se ignorerai la tua missione, creerai solo attrito e sofferenza, poiché starai andando contro te stesso. Dovrai amarti abbastanza da non farti distrarre dalle dicerie della gente. Dovrai essere abbastanza sicuro di te da non abbandonare in continuazione il percorso. Finché non avrai costruito nulla di solido, non ti nascondo che potresti essere costretto a lottare aspramente. Ma attingerai forza dalla tua motivazione interiore. La tua stessa missione di vita sarà la fiaccola che ti guiderà e dovrai stare attento a non perderla d’occhio.

Non importa che cosa pensano gli altri. Anch’io ho vissuto a lungo con la paura di essere giudicato per le mie scelte, inibendomi e mettendo a tacere i miei desideri. Ma ora ho sofferto abbastanza per continuare su quella strada. Ho capito che non ha alcun senso farsi bloccare dal giudizio altrui. Non puoi lasciare che esso ti controlli e ti manipoli. Non importa se all’inizio ti sentirai solo. Quando le fondamenta non sono ancora state gettate, tutto è vacillante e incerto e dovrai essere abbastanza bravo da intravedere la fine del tunnel, scartando via i rumori di sottofondo prodotti dalla gente che ti circonda. Non permettere che siano gli altri a decidere per te. Onora le tue passioni. Fallo per te, perché solo così eliminerai la sofferenza dalla tua vita. E solo così potrai vivere la vita che hai sempre desiderato.

3) Sviluppa pazienza e perseveranza e accetta l’ignoto

Oltre a dover scoprire la tua missione di vita e liberare dal giudizio degli altri, devi forgiare il tuo carattere per onorare al meglio la tua missione. Infatti hai bisogno di costruire materialmente un progetto di vita, e per farlo dovrai affrontare difficoltà e sfide. Devi riuscire a trasformare i problemi in opportunità per la tua crescita. Non puoi farti fermare dagli ostacoli lungo il percorso. Ricorda che non potrai trasformare la tua vita dall’oggi al domani. Non puoi ottenere tutto e subito. Per questo hai bisogno di sviluppare questi tre valori:

  • Pazienza
  • Perseveranza
  • Accettazione dell’ignoto

Devi essere paziente perché i cambiamenti richiedono tempo. Devi accettare che degli ostacoli potrebbero presentarsi davanti a te e rallentarti. Dovrai sopportare e aumentare la tua tolleranza alla frustrazione. Non ha senso che ti abbandoni alla negatività e all’impazienza. Ciò non farebbe altro che avvelenarti il sangue e impedirti di realizzarti.

Devi essere perseverante perché i cambiamenti richiedono sforzo ed energia. Potresti dover fare dei sacrifici e delle rinunce che normalmente non avresti tollerato. Ma ricorda che stai facendo tutto per te e la tua felicità. Dovrai essere costantemente connesso con la fonte della tua motivazione interiore per poter andare incontro alle difficoltà e non farti sormontare da esse.

L’incertezza

E ora viene la cosa più importante: devi rimanere a tuo agio nell’incertezza. Devi imparare a sopportare il disagio iniziale ed espandere la tua zona di comfort. In questo modo la tua mente si abituerà a stare in una zona “minata”, dove non sai che cosa ti aspetterà esattamente. Vivere la vita che hai sempre desiderato richiede infatti che tu sappia affrontare problemi che non avresti mai immaginato. Richiede che abbandoni le tue vecchie sicurezze e che smetta di aggrapparti ad esse per sopravvivere. In effetti solo così potrai iniziare ad iniziare davvero a vivere, uscendo una volta per tutte dal tuo guscio per abbracciare il mondo in tutta la sua bellezza.

Chiaramente non puoi uscire dalla tua zona di comfort improvvisamente. Non puoi abbandonare tutte le tue sicurezze da un momento all’altro. Anche qui dovrai avere pazienza e sapere quando è arrivato il momento di fare il passo successivo. Ti puoi aiutare abbozzando un piano per il tuo futuro, per gestire le tue risorse e usare i tuoi tempi al meglio. Non c’è alcuna fretta di cambiare. Per prima cosa, accetta la situazione in cui ti trovi, anche se vorresti cambiarla subito. Goditi il tuo percorso di trasformazione senza frenesia. Tieni traccia dei tuoi progressi.

In bocca al lupo per vivere la vita che hai sempre desiderato!

A questo punto non posso fare altro che augurarti un bel percorso di trasformazione. In futuro scriverò a proposito dell’argomento: ci sono migliaia di cose da dire. Ma per adesso ti basti sapere che realizzare la vita dei tuoi sogni è perfettamente possibile. Non è affatto semplice e non si può fare in quattro e quattr’otto. Ma la prima cosa da fare è scoprire che cosa vuoi esattamente dalla tua vita e successivamente sviluppare l’atteggiamento giusto. Nella vita è tutto questione di atteggiamento: se supererai le barriere mentali che ti allontanano dalla crescita potrai liberare il tuo massimo potenziale e ottenere ciò che vuoi.

Ti suggerisco il libro “Diventa chi sei” di Emilie Wapnick se vuoi informazioni ancora più pratiche su come trasformare le tue passioni in un lavoro e su come sfruttare al meglio le tue potenzialità per ottenere la realizzazione professionale oltre che personale.

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Flow: che cos’è e come raggiungerlo

flow: che cos'è e come raggiungerlo

Hai presente quando sei talmente concentrato in un’attività che ti dimentichi del tempo e di te stesso? Quello è il flow, uno stato di coscienza in cui il soggetto e l’oggetto dell’attività si fondono insieme in un’esperienza ottimale. Non posso fare a meno di dire che si tratta di una vera e propria esperienza di estasi: in essa scompaiono tutti i problemi e il tuo livello di concentrazione è massimo. Ovviamente nella tua esperienza di vita non hai accesso al flow quando e come vuoi tu. Potresti averlo sperimentato senza essertene accorto. Ma ciò che senz’altro vuoi è indurre il flow tutte le volte che vuoi. Immagina come potresti moltiplicare le tue performance. Pensa a come sarebbe bello lavorare spontaneamente. Per sapere che cos’è il flow e come raggiungerlo hai bisogno di poche informazioni importanti.

Se sei uno scrittore, immagina che le parole fluiscano liberamente dalla tua penna senza dover fare il minimo sforzo. La tua creatività scorre spontanea e tu non devi fare altro che lasciarti andare. Nulla ti disturba o ti infastidisce e puoi scrivere tutto il tempo che vuoi senza distrarti una singola volta. Il famoso blocco dello scrittore non ti spaventerà più. Ma soprattutto, il flow è un’esperienza che ti lascerà con un grande senso di soddisfazione.

A questo punto non ti resta che leggere questo articolo su che cos’è il flow e come raggiungerlo, in modo da aumentare la tua produttività e soprattutto goderti ciò che fai senza sforzo.

Che cos’è il flow esattamente?

Per prima cosa, definiamo il flow cercando di essere chiari a scanso di equivoci:

In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale (spesso citato come trance agonistica nel linguaggio sportivo), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività (da wikipedia)

La prima cosa da notare è che si tratta di uno “stato di coscienza”: non è qualcosa di mistico che richiede particolari doti sovrumane. Ma ciò non significa che possa essere indotto con una bacchetta magica o a piacere, a meno che non lo si ricerchi intenzionalmente. Richiede, per essere raggiunto, una serie di accorgimenti che vanno tra loro intersecati per ottenere l’esperienza che si desidera.

Il primo a definire in modo rigoroso il flow (o flusso) fu lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi (nota: solo per leggere il nome devi entrare in uno stato di flow). Egli definì una serie di regole per indurre lo stato di flusso, che riporterò qui sotto cercando di spiegarle nella maniera più chiara e semplice possibile. Continua la lettura di “Flow: che cos’è e come raggiungerlo?”

Le componenti del flow

Quali sono dunque le componenti principali che caratterizzano lo stato di flow?

Vediamole nel dettaglio:

Concentrazione totale sul compito

Quando vuoi lavorare, hai bisogno di eliminare le distrazioni, altrimenti vai nel pallone, giusto? Ti dico una cosa: la principale fonte di distrazione non è il mondo esterno. Ciò che ti disturba non sono i rumori nel vicinato o l’andirivieni di gente nel tuo ufficio (per carità anche quello non ti aiuta). Ciò che ti fa perdere il focus sono le distrazioni interne. Sono i tuoi pensieri, le tue preoccupazioni e le tue ossessioni. In altre parole, se la tua mente è continuamente disturbata dal chiasso dei pensieri, come pensi di poterti concentrare per lunghi periodi su un’unica attività?

Per questo hai bisogno di qualcosa che ti consenta di calmare la mente: al proposito la meditazione ha un enorme potere. Se acquisisci pratica con la meditazione ti verrà molto più facile indurre il flow in maniera intenzionale. Una mente calma può concentrarsi molto più facilmente di una bombardata a destra e a manca da preoccupazioni di ogni tipo. La meditazione ti aiuterà proprio a liberarti da ossessioni fastidiose e pensieri disturbanti. Chiaramente però hai bisogno di TANTA pratica!

Perdita dell’autoconsapevolezza e distorsione del senso del tempo

Quando sei nel flow, potresti rimanere delle ore impegnato in un’attività dimenticandoti di te stesso e di quanto tempo sei assorto in un compito. Ci sono dei casi in cui una persona è talmente assorbita da dimenticarsi di mangiare o di dormire. Chiaramente si tratta di eventualità estreme dipendenti da altri fattori. Il flow è sicuro e non morirai accedendovi! Anzi, dimenticarti di te stesso e del tempo per alcuni periodi ti consentirà di entrare in uno stato di grande relax, lontano dalle preoccupazioni quotidiane.

Anche in questo caso la meditazione ti permette di raggiungere risultati strabilianti. Infatti essa ti porta a dissolvere i confini tra te stesso e il mondo. Ti fa superare il dualismo della mente e ti fa sentire tutt’uno con l’Universo. Il tuo ego sarà molto meno forte e ti distrarrà molto di meno. La meditazione, dunque, è essenziale per accedere ad uno stato di dimenticanza di sé e per superare le limitazioni dello spazio-tempo.

Senso di controllo ed esperienza autotelica

Il flow è un’esperienza soddisfacente anche perché avverti un senso di padronanza nei confronti del compito. Hai presente tutte le volte che ti senti schiacciato dalle tue responsabilità e faresti di tutto per evitare un lavoro o una faccenda? Al contrario, quando sei nel flow sei in uno stato di pieno controllo. Ciò accresce la tua autoefficacia in quel compito e puoi così accedere ad uno stato di piacere intrinseco (cioè in un’esperienza autotelica). L’attività ti offre piacere in sé, aldilà dei risultati o degli obiettivi che ti permette di raggiungere.

Flow: come raggiungerlo

Abbiamo definito che cos’è il flow ed elencato le sue componenti essenziali: ora vediamo come raggiungerlo! Hai bisogno principalmente di tre punti:

1) Obiettivi chiari

La maggior parte di noi tende ad essere disordinato e superficiale nella definizione dei propri obiettivi. Vale a dire, quando dobbiamo fare qualcosa, saltiamo la fase dell’organizzazione. Io stesso tendo ad essere disordinato e ad ignorare la pianificazione. Ma comportandomi in questo modo mi blocco più facilmente durante l’attività. Se infatti il cervello non sa esattamente che cosa fare, il focus è impreciso. In altre parole, la nostra concentrazione è assorbita di volta in volta da ciò che dobbiamo fare dopo, e perdiamo così la connessione con il presente. La mente inizia a comportarsi come un’altalena impazzita e non sappiamo più dove andare. Ciò comporta stress, frustrazione e un calo della produttività e delle prestazioni.

Pianificare è la regola. Prima di iniziare un’attività, è necessario organizzarla. Prima di scrivere un articolo, sono molto più concentrato se stendo prima un progetto e se organizzo almeno una struttura generale. Se lascio spazio alla sola improvvisazione, la mente va letteralmente in panne e devo fare uno sforzo triplo per lavorare sull’articolo. Se invece mi organizzo, la mente si calma e sono addirittura più creativo. È una sorta di paradosso: tanto più lascio spazio alla sola creatività, tanto più soffro del blocco dello scrittore. Tanto più invece mi impegno nella fase di pianificazione, tanto più la fantasia si sblocca.

Si tratta, dunque, di trovare un equilibrio tra la pianificazione di un’attività e il suo svolgimento. Di certo non devi progettare tutto nei minimi dettagli. Ma non puoi permetterti, se vuoi raggiungere il flow, di non organizzarti almeno un minimo. Il nostro cervello lavora al meglio quando connetti i due emisferi: quello sinistro è responsabile della pianificazione, quello destro si occupa della creazione. Nel mio caso, l’emisfero sinistro mi permette di dare una struttura agli articoli, il destro di creare i contenuti. Se uno dei due emisferi domina sull’altro, la sintonia si interrompe ed esco dal flow. Se sincronizzo le due parti del cervello bilanciando pianificazione e lavoro ottengo un’esperienza ottimale.

2) Feedback immediati

Se vuoi entrare facilmente nel flow devi sapere esattamente se stai eseguendo correttamente un compito e in che direzione stai andando. Per questo hai bisogno di feedback immediati, che ti tolgano da quell’amaro senso di incertezza nel retro della tua mente. Questa fastidiosa sensazione può essere eliminata se, ad esempio, stabilisci un metro di giudizio. Potresti stabilire in anticipo quali parametri vorresti rispettare per ottenere un buon lavoro. Oppure puoi decidere di suddividere il tuo compito in tappe in modo da sapere quando devi fermarti per riposare e per renderti conto della direzione verso cui stai procedendo.

3) Compiti “su misura”

Per entrare nel flow dovresti lavorare a qualcosa che non sia troppo semplice. Infatti ciò ti annoierebbe e vorresti passare subito ad altro. Ma non deve essere nemmeno troppo difficile. In tal caso ti sentiresti oppresso e non riusciresti a portare a termine il compito in modo liscio e spontaneo. Devi trovare, insomma, il livello di difficoltà che fa per te. È come un abito su misura, che non deve essere né troppo stretto né troppo largo.

Se troverai il tuo livello, potrai ottenere il senso di padronanza di cui hai bisogno per rimanere concentrato.

Conclusioni

Indurre intenzionalmente il flow non è affatto facile. Ma se applicherai questi consigli potrai raggiungere sempre più frequentemente uno stato di esperienza ottimale. Non preoccuparti se all’inizio non ce la farai. Di volta in volta, prova ad aggiustare qualcosa. Potrebbe darsi che stai provando ad entrare nel flow svolgendo un compito troppo semplice, oppure troppo impegnativo. Può darsi che debba pianificare più rigorosamente. Oppure non ti dai dei feedback immediati che ti facciano rimanere sulla strada.

Hai terminato la lettura di “Flow: che cos’è e come raggiungerlo?” Fammi sapere nei commenti se questi consigli ti hanno aiutato e iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato e ricevere gli ultimi articoli!

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