Quanto i pensieri influenzano la nostra vita?

60000. Questo è il numero di pensieri che secondo gli scienziati elaboriamo ogni giorno. La nostra mente è letteralmente invasa da un chiacchierio di sottofondo che non si ferma mai. La notizia interessante, però, è che il 95% di questi pensieri è uguale al giorno precedente. Inoltre, è stato stimato che l’80% di essi siano negativi. Ma la cosa più sconvolgente è che i pensieri influenzano la realtà che viviamo, spesso in maniera subdola e ingannevole. Ciò significa che è nostro compito intervenire per modellare il nostro pensiero in modo da limitarne l’influenza sulla nostra esistenza. Lavorando su di te, potrai assumere il controllo della tua mente. Ma quanto i pensieri influenzano la nostra vita?

In questo articolo cercherò di rispondere a questa domanda. Farò una premessa di sapore “quantico” per introdurre l’argomento. Ti parlerò di come la mente che vaga senza sosta sia la causa principale della tua insoddisfazione. Ti dirò come puoi cambiare la modalità di default della tua mente. Infine ti spiegherò come i pensieri influenzano la realtà in vari modi e ti darò dei consigli su come puoi riprogrammare il tuo subconscio in modo da attrarre positività e abbondanza nella tua vita.

Una “questione quantica”, ma anche di buon senso

Alla domanda “Quanto i pensieri influenzano la nostra vita?” ha provato a rispondere anche il mondo scientifico. Le nuove scoperte della fisica quantistica spingono in una direzione sconcertante. Sembra proprio che i nostri pensieri possano influire direttamente sulla realtà materiale. I pensieri, infatti, sarebbero dei pacchetti di energia che vibra ad una certa frequenza. Questa frequenza risuona con la materia e può trasformarla.

Gli scienziati di fisica quantistica hanno scoperto un altro fatto molto interessante che costituisce la materia, ovvero che l’osservatore (o il misuratore) delle minuscole particelle che formano l’atomo, è in grado di influenzarne il comportamento. (da Quantasia blog)

Aldilà delle scoperte scientifiche e delle teorie quantistiche, possiamo facilmente notare come il pensiero influenza la nostra realtà. Una persona negativa tende ad attirare ulteriore negatività nella sua vita, poiché le sue credenze la portano a confermare come tutto vada male (vedi le profezie autoavveranti). Al contrario, una persona positiva tenderà ad attirare positività poiché i suoi pensieri la aprono a opportunità che una persona negativa non è nemmeno in grado di intravedere. Sicuramente si tratta di una questione quantica, ma è anche una questione di buonsenso.

Pensiamo fino a 60 mila pensieri al giorno

Alcune ricerche hanno segnalato valori più bassi, ma in ogni caso il numero di pensieri durante una giornata è strabiliante. Sembra proprio che la nostra mente sia impegnata in continue valutazioni, ragionamenti e progetti. E soprattutto sembra che non si fermi mai. Non è un caso che il nostro cervello consumi dal 20 al 25% dell’energia dell’intero organismo. Ciò che voglio notare è come la nostra mente sia una macchina impazzita, senza freno, che macina pensieri in continuazione.

La mente che vaga rende infelici

Il fatto è che i continui pensieri che bombardano la nostra testa diminuiscono sensibilmente i nostri livelli di felicità. La mente che vaga, infatti, assorbe quantità spropositate di energia. Ma soprattutto più pensieri elaboriamo, tanto è più facile cadere nella loro “trappola”, cioè rimanere assorbiti nella rete di canali a cui ciascun pensiero conduce. Quando il cervello è lasciato in modalità di default, e cioè non è impegnato in particolari attività, tende per sua natura a vagare.

Il problema, però, è che tendiamo a perderci nella nostra mente anche mentre svolgiamo dei compiti: trascorriamo, in base all’attività, fino a quasi la metà del tempo nei nostri pensieri.Se svolgi un’attività e nel frattempo pensi ad altro, sarai insoddisfatto. Ciò dipende dal fatto che la mente ti attira nel suo vortice di negatività e ti fa perdere la connessione con il momento presente, per cui c’è solo una soluzione a tutto questo: meditare.

La meditazione può cambiare la tua mente

La meditazione è la pratica perfetta per sottrarsi al vagare della mente. Essa consiste proprio nel tornare al momento presente ogni volta che ti distrai. Meditando regolarmente, ti renderai conto più facilmente di come la mente ti assorbe nelle sue trame e potrai così decidere di tornare presente alla tua attività. La meditazione ti insegna a passare dalla modalità di default del cervello (la cosiddetta monkey mind) ad uno stato di presenza e maggiore consapevolezza.

Se ogni volta che ti distrai riesci a recuperare il contatto con il momento presente, eliminerai sofferenza e placherai l’insoddisfazione a cui ti costringe la mente che vaga. Oltre a meditare, una buona pratica può consistere nel ricordarti di essere vivo ogni volta che puoi. Quando sei immerso in un’attività, di tanto in tanto connettiti con la tua energia vitale: concentrati sul battito del tuo cuore, oppure su uno dei cinque sensi. Guardati intorno, fai qualche respiro profondo e riconnettiti con il qui e ora. La sensazione che dovresti provare è quella di risvegliarti da un sogno. La mente che vaga, infatti, sogna ad occhi aperti. Tu sei la consapevolezza che si rende conto di essere stata assorbita nel sogno.

Quanto in realtà i pensieri influenzano la nostra vita?

La risposta è: troppo. Il problema di fondo è che i tuoi pensieri alterano il tuo stato d’animo. Se sei costantemente assorbito in pensieri negativi, il tuo umore ne sarà influenzato. Credo che l’influenza sulle tue emozioni e i tuoi sentimenti sia quella più determinante. Pensa a tutte le volte che un determinato pensiero ha messo in moto un meccanismo di allarme, o ti ha provocato ansia, o addirittura depressione. I nostri pensieri decretano come ci dobbiamo sentire, a meno che non siamo abbastanza bravi da intercettarli e non fidarci di loro. Se riuscirai ad intervenire in tempo per sottrarti all’energia negativa dei pensieri, potrai togliere loro valore e la loro influenza sarà decisamente minore.

Se sei intenzionato a crescere profondamente, hai bisogno di lavorare assiduamente sui tuoi pensieri. Devi diventare consapevole del modo in cui essi influenzano innanzitutto la tua realtà emotiva. Ogni volta che ti accorgi che il tuo stato d’animo è cambiato, torna presente al qui e ora e rifletti su quali pensieri abbiano comportato in te una trasformazione. Se diventerai abbastanza consapevole dei tuoi pensieri, potrai tornare ad essere creatore del tuo universo emotivo e della tua realtà.

Ci sono anche altri modi in cui i pensieri influenzano la realtà. Per saperlo, ti invito a continuare la lettura di “Quanto i pensieri influenzano la nostra vita?”!

I pensieri distorcono la realtà

I pensieri, oltre ad influenzare le tue emozioni, sono le lenti con cui interpreti la realtà. Ti aiutano, senz’altro, a comprendere il mondo e a gestire il tuo rapporto con l’esterno. Ma allo stesso tempo rischiano di farti prendere dei granchi. I pensieri influenzano il tuo modo di vedere il mondo. Buona parte di essi, infatti, assume le caratteristiche del giudizio. In altre parole, noi non vediamo la realtà così com’è, ma la distorciamo secondo le nostre credenze. Ciò è di enorme utilità per semplificarci la vita, ma è alla base di pregiudizi e stereotipi e, soprattutto, credenze limitanti.

La realtà che crediamo essere vera è una proiezione della nostra mente. La nostra realtà è il frutto di interpretazioni consolidate nel corso del tempo. Alcuni dei nostri giudizi sono così radicati in profondità nel nostro subconscio che solo riconoscerli è un lavoraccio. Infatti vi sono dei giudizi di base che corrispondono a tutto ciò che diamo per scontato e che crediamo sia vero. Per l’appunto ci fidiamo di ciò che dice la nostra mente a priori, finendo per precluderci opportunità straordinarie e strade grandiose. Il modo in cui pensi determina in gran parte il tuo futuro, le tue scelte, le tue preferenze. Se rimarrai schiavo della tua mente, sarà essa a decidere di te. Puoi liberarti dalla dipendenza e diventare responsabile dei tuoi pensieri.

I pensieri sono illusioni tremende

Un altro problema dei pensieri è che essi tendono ad ingannarci. Non solo distorcono la nostra realtà, ma dicono cose non vere. Anzi, spesso dicono cose che non stanno né in cielo né in terra. Ma noi, stupidamente, ci crediamo. Una parte primitiva del nostro cervello, l’amigdala, è responsabile di inviare dei segnali di allarme per mettere all’erta l’organismo e prepararlo alla difesa. Il problema è che troppo spesso finiamo vittima di questo meccanismo obsoleto anche se la nostra sopravvivenza non è minacciata. E così finiamo facilmente per essere frenetici, stressati, ansiosi. La nostra mente ci illude che potrebbe succedere qualcosa di terribile. Noi ci caschiamo e ci prepariamo a combattere.

Il problema è che il nemico è, il più delle volte, immaginario. Ciò significa che nella maggior parte dei casi temiamo qualcosa che non accadrà mai. Così accumuliamo stress e tensioni che non possiamo liberare (perché la battaglia non verrà mai combattuta). La nostra mente si nutre di continue anticipazioni di ciò che potrebbe verificarsi. Vive di probabilità ed eventualità, per quanto remote. Alla mente non importa se il pericolo è distante o è statisticamente dimostrato che non si può verificare. Così finiamo per essere inghiottiti da paure nevrotiche e ossessioni da cui ci facciamo sottrarre intere riserve di energia. Viviamo nell’ansia di un brutto voto, di un colloquio andato male, di una reazione violenta del nostro partner. E tutto questo dipende da quell’antica e primitiva porzione del cervello che anticipa possibili disgrazie e trasmette pensieri minacciosi e terribili.

I pensieri ci portano via tempo e creano problemi

I pensieri, inoltre riescono a farci credere che sia necessario intervenire a risolvere problemi inutili. Anzi, i pensieri creano problemi laddove non ce ne sono. La nostra mente ha bisogno di sentirsi viva, e per questo vuole essere costantemente utilizzata. Spesso ciò ci aiuta ad affrontare i problemi e a trovare soluzioni. Ma se un problema non c’è, è chiaro che la mente non possa creare subito la soluzione. Quindi cercherà prima un problema e poi… auguri! Il fatto è che la maggior parte di questi problemi ci portano via tempo ed energia che potremmo risparmiare per altro.

Quante volte facciamo del nostro futuro un nostro problema? Quante volte finiamo per attivare i nostri meccanismi di difesa per problemi inesistenti? Per la mente tutto è questione di vita o di morte, per cui anche la minima preoccupazione manda il cervello in panne. La tua parte superiore del cervello, la neocorteccia, deve essere allenata in modo che quando ti ritrovi assorbito in una preoccupazione, tu possa smarcartene facilmente. La meditazione serve proprio a questo: a rafforzare la tua corteccia e zittire il chiacchiericcio della mente primitiva. Se tu diventerai pienamente consapevole di come le tue preoccupazioni siano creazioni della tua mente, potrai intervenire liberandoti dalle fastidiose conseguenze dell’identificazione con i tuoi pensieri.

Quanto i pensieri influenzano la nostra vita? Come possiamo invertire la rotta?

Ora voglio essere chiaro: finché non lavorerai su di te, saranno i pensieri a decidere il 99% della tua vita. La tua mente è fatta per garantirti la sopravvivenza, non per permetterti di raggiungere il benessere. La maggior parte di noi è schiava della propria mente, perlopiù inconsapevolmente. Siamo vittime dei nostri stessi pensieri, e sta a noi riscattarci. Le regole del gioco della vita sono dure. Se vuoi continuare a vivere, puoi decidere se rimanere in balia della mente o assumerne il controllo.

Non ci sono alternative. Riconosci il potere che la mente ha su di te, ma allo stesso tempo considera quanto potere puoi avere tu sulla tua mente. Tu puoi rovesciare il paradigma e smettere di essere dominato dai tuoi pensieri. È una tua scelta. Puoi decidere di iniziare subito. Puoi continuare a farlo. E puoi persino decidere di non lavorare su di te. Puoi scegliere di rimanere nel comfort e continuare a lamentarti. Ma ti consiglio vivamente di trovare il tempo per te. Se sei davvero intenzionato a crescere, sarai disposto a farlo. Ricorda, però, che la tua scelta potrebbe dipendere proprio dall’influenza dei pensieri su di te, dalle emozioni che da quei pensieri derivano e dalle credenze radicate in te. Se vuoi uscire dal labirinto, devi uscire dalla tua mente.

La monotonia dei pensieri: quanto influenzano la nostra vita?

All’inizio dell’articolo ho evidenziato come il 95% dei nostro pensieri sia uguale al giorno precedente. Ebbene, una percentuale così alta non può che voler dire una cosa: pensiamo e ripensiamo in continuazione alle stesse cose. Ciò che pensiamo continuamente è il nostro programma. La nostra mente è come un software, che ripete come un pappagallo gli stessi pensieri per spingerci alle stesse azioni. Se il 95% dei nostri pensieri è uguale al giorno precedente, vuol dire che compiamo praticamente le stesse azioni. Come possiamo migliorare la nostra vita se non ci assumiamo la responsabilità di cambiarla? Come possiamo crescere se formuliamo gli stessi pensieri di quando eravamo bambini e non interveniamo mai per cambiarli?

Sii creativo

Per questo, oltre a suggerirti di meditare, ti consiglio di essere creativo. Ti invito a mettere in moto la tua fantasia. Per farlo, cambia routine. Lavati i denti con la mano non dominante. Vestiti ad occhi chiusi. Cambia il modo di apparecchiare la tavola. Prepara il cibo in modo diverso. Scrivi. Rifletti in modo consapevole. Fai in modo che modificando le tue attività o il modo di svolgerle cambino anche i tuoi pensieri. Fare cose nuove è uno stimolo potente per la mente. Soprattutto, intervenire consapevolmente sulla tua vecchia routine ti permette di uscire dai vecchi schemi e di rinnovare così la tua mente. Fai attività fisica: è dimostrato che ti permette di produrre nuovi neuroni. Innova la tua vita con faccende di volta in volta diverse. Cambia routine ogni volta che puoi.

Pensa intenzionalmente

Un’altra cosa utilissima per liberarti dalla schiavitù della mente è pensare intenzionalmente. La maggior parte del discorso interno, infatti, è il ripetersi dello stesso programma. Se tu interverrai con pensieri freschi potrai modificare il tuo subconscio. Puoi provare con le affermazioni positive e le visualizzazioni. Non puoi seguire ogni giorno lo stesso identico software. Puoi rinnovarlo, puoi modificarlo e puoi anche resettarlo. L’educazione e le nostre vicende passate hanno forgiato il tuo modo di vedere il mondo e hanno plasmato i tuoi pensieri. Puoi decidere di diventare il creatore del tuo programma.

In conclusione: quanto i pensieri influenzano la realtà?

Abbiamo visto che i pensieri influenzano la nostra realtà in maniera spesso subdola e indiretta. Lavorare sui tuoi pensieri è indispensabile se vuoi davvero liberare il tuo massimo potenziale. Devi sviluppare una mentalità di abbondanza. Devi rinunciare a tutte le credenze limitanti. Inoltre devi mettere in discussione tutti i tuoi paradigmi e le “lenti” con cui interpreti il mondo. Se l’80% dei pensieri di una persona media è un pensiero negativo, tu puoi arrivare ad avere fino all’80% di pensieri positivi. Puoi sconfiggere la tua negatività. Ma soprattutto puoi far tacere la mente, riducendo il chiacchiericcio fastidioso di sottofondo e smettendo di essere manipolato dai tuoi pensieri.

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