Sciogliti nell'oceano della vita

Sciogliti nell’oceano della vita

Sciogliti nell’oceano della vita. Scompari tra le sue onde, nella sua candida schiuma. Lascia che tutto sia esattamente com’è. Non volere nulla, non rifiutare nulla. Sii tutt’uno con l’oceano: diventa uno spazio accogliente, accetta tutto nella tua infinita profondità. Rimuovi le barriere all’abisso dell’amore. Se non ti tuffi in quel sacro rifugio, la cigolante altalena del tempo ti risucchierà. Scegli invece di sprofondare nell’abisso dolcissimo del mare. Sciogliti nell’oceano della vita. Smetti di giudicare, di esprimere preferenze, di dividere il mondo in categorie. Immergiti, piuttosto, nella sacra bellezza e nella santa meraviglia dell’Universo. Abbraccia l’oscurità dell’abisso e porta la luce nelle parti più tenebrose. Diventa tutt’uno con la Vita. Abbandona il fardello dell’ego e buttati nell’infinità della Coscienza.

Tu fai parte dell’oceano, sei l’oceano, quindi che senso ha resistere se prima o poi dovrai tornare a esso? Smetti di proteggere ciò che non sei: sei già al sicuro! Smetti di attaccarti alla tua sofferenza. Sciogliti, dissolviti e resteranno solo pace, gioia e amore. Che cos’è infatti l’amore se non l’essenza del Tutto? Finché sei un piccolo ego, esso è un ostacolo alla pace e non puoi sperimentare la purezza dell’amore incondizionato. Per amare, devi scomparire come persona. L’amore infatti è assenza di limiti, di confini e condizionamenti. Come puoi accedere all’infinito se ti senti finito, limitato, racchiuso in un corpo e una mente separati dal Tutto? Non è possibile, e infatti vivere come ego crea solamente sofferenza, insoddisfazione, mancanza. L’ego è necessariamente incompleto, per cui per sperimentare la vera gioia devi sacrificare questo peso.

Sciogliti nell’oceano della vita

Si è sempre pensato che tanto più si diventa ricchi, potenti, di successo, in altre parole tanto più l’ego si ingrandisce e si espande, più saremo felici. E invece non c’è nulla di più falso. Anzi, la verità è esattamente il contrario: più diventi piccolo, insignificante, più lasci andare il tuo ego, più sei felice. Infatti l’ego è un fardello pesantissimo: più cresce, più ti appesantisce e ti opprime. Quindi più l’ego ha e possiede, più è un ostacolo alla felicità. Ovviamente l’infelicità non è correlata direttamente alla quantità di possessi, ma all’intensità con cui facciamo derivare la nostra identità e felicità da essi. Se puntiamo tutta la nostra vita a perseguire un obiettivo grandioso, è molto probabile che perseguiremo una vita di miseria. Ciò non significa che non dobbiamo perseguire obiettivi ma, piuttosto, che non dobbiamo pensare che il loro raggiungimento ci donerà ciò che agognavamo.

Dobbiamo lasciare che sia l’oceano della vita a stabilire che cosa è bene fare. Dovremmo rimettere la nostra volontà alla sue pacifiche onde. La volontà dell’ego, infatti, è sempre schizofrenica, conflittuale e causa enorme sofferenza. Noi siamo felici quando la nostra volontà corrisponde a quella dell’intero oceano. Infatti noi tutti siamo un unico Essere, per cui quando ci distinguiamo dalla sua Volontà, andiamo sempre controcorrente, o comunque non siamo allineati con il flusso dell’acqua. Ma l’unica felicità deriva dall’allinearci al flusso della Vita e, paradossalmente, è proprio in seguito a questo allineamento che scaturisce la libertà. Noi pensiamo che libertà significhi autodeterminarsi, decidere indipendentemente da chiunque. In realtà, tale tipo di libertà è solamente indeterminatezza. E il ventaglio di scelte che appaiono in tale indeterminatezza appare come libertà: in realtà, è molto più simile al dubbio, all’insicurezza e quindi porta caos e conflittualità.

Quando siamo fuori dall’oceano della vita, regna il conflitto

La libertà dell’ego è la nostra schiavitù. Può sembrare assurdo, ma puoi verificarlo nella tua esperienza. Infatti quando desideri qualcosa per espandere il tuo ego, ciò avviene quasi sempre a discapito dell’ego di qualcun altro. La vittoria di uno è la sconfitta di un altro. Il successo di uno è l’invidia di qualcun altro. L’ego vive di opposti, poiché la sua essenza è la separazione. Quando nasce l’ego, nasce anche l’altro. E l’altro diventa solitamente un mezzo per un fine, lo strumento per soddisfare le nostre brame. Ipocritamente diciamo che l’altro ci permette di aprirci, di espandere il nostro amore, di unirci. In realtà il più delle volte vogliamo solamente sfruttare l’altro come un gioco per assorbire il massimo piacere e la massima soddisfazione. Non è malvagità: l’ego semplicemente ha bisogno di fare così per sopravvivere.

Noi però abbiamo il compito di vedere i meccanismi dell’ego e notare che, quando siamo fuori dall’unità dell’oceano, regnano conflitto e separazione. Perché ci sia un ego, dev’essercene un altro, e un altro ancora. In questo modo nascono i limiti, le distinzioni, i confini. Ciò è stato un passo evolutivo. Ma ora è tempo di scioglierci nuovamente nell’oceano: a quanto pare non per tutti. Ma sempre più persone sono pronte per fare questo passo. Sciogliersi nell’oceano non significa perdere il proprio Io, se con Io intendiamo il nostro vero Sé. Tuttavia, significa perdere il falso io, sacrificare l’ego in nome di qualcosa di molto più grande. La paura di immergerci nell’infinito non è nostra: è solo un grido di dolore dell’ego, falso come il fantasma del sé separato.

Sciogliti nell’oceano della vita: ecco come

Ovviamente non bisogna cadere nella trappola di demonizzare l’ego come il male assoluto. Infatti l’ego è solamente un’identità fittizia e fa parte di un percorso evolutivo della coscienza. Ma come possiamo scioglierci nell’oceano della vita? Per scioglierci nell’oceano della vita dobbiamo fare di tutto per eliminare ogni separazione. E ogni spinta alla separazione proviene dal falso senso di identità egoica che ognuno di noi ha. Innanzitutto, dobbiamo sentirci pronti per fare questo viaggio di ritorno all’Uno. Dobbiamo essere consapevoli di che cosa esso comporta. Essenzialmente, comporta il sacrificio di tutto ciò che abbiamo creduto essere la nostra identità. E ciò può apparire spaventoso. Ma non possiamo tacere la verità: non ha senso dire che non c’è un prezzo da pagare per entrare nell’Uno.

Ma tale prezzo vale assolutamente la pena di essere pagato, poiché ciò che otterremo in cambio sarà pura gioia. In realtà, quando lo otterremo, non ci sarà nessun io che potrà rivendicarlo! Oltre a questo, ciò che dobbiamo sacrificare è un’illusione, qualcosa che non è mai esistito. Quindi effettivamente non perderemmo davvero nulla! Eppure dal punto di vista dell’ego la perdita appare reale: egli infatti teme più di ogni altra cosa la propria dissoluzione. Se ci fidiamo dell’ego, avremo paura. Ma se avremo fiducia nel nostro cuore, saremo al sicuro. E sapremo che non ci sarà niente da temere. E allora sciogliti nell’oceano della vita senza alcuna paura!

Come diventare tutt’uno con la vita

Per diventare tutt’uno con la vita, devi innanzitutto riconoscere come il tuo ego sia l’ostacolo principale a tuffarti nell’oceano dell’Infinito. Dopodiché, devi lavorare per disfare il tuo ego. Per farlo, devi studiarlo a fondo, conoscere i suoi schemi, i suoi meccanismi. Per studiarlo, devi osservarlo. E per osservarlo, devi attivare una consapevolezza superiore. L’attivazione di tale consapevolezza può essere effettuata tramite il ricordo di sé o, meglio, l’atto di dimorare il più possibile nello spazio della tua presenza. A partire da questo centro si sviluppa un testimone, ovvero uno spettatore consapevole degli eventi ma non influenzato da essi, ovvero semplicemente presente e non identificato con la mente egoica. Per attivare la consapevolezza superiore, puoi anche abituarti a portare l’attenzione sui tuoi pensieri e sulle tue emozioni e sensazioni.

Solitamente ci identifichiamo con i nostri pensieri. Se riesci a non fartene assorbire e a rimanere presente mentre la mente intona il suo solito disco, puoi iniziare a riconoscere degli schemi di pensiero ripetitivi e degli stati d’animo ricorrenti. Conosci a fondo te stesso e la tua mente. Il “te stesso” a cui mi sto riferendo ora non è il tuo vero te (che pure deve essere conosciuto!), ma il tuo subconscio, i tuoi pensieri, le tue emozioni, la tua reattività, i meccanismi del tuo ego. Mentre diventi consapevole di queste cose, ritorni anche al tuo vero te, poiché per esserne consapevole è necessaria la tua presenza, che torna a essere consapevole di sé stessa. Oltre a fare questo, puoi indagare direttamente la natura del tuo vero Sé, scoprendone l’essenza e le qualità.

Potrai scoprire che il tuo vero Sé non ha bisogno di nulla, è imperturbabile, non può essere ferito, è sempre al sicuro, contiene in sé la pace, è indistruttibile, è sempre presente.

Studia i meccanismi dell’ego

Qualunque approccio o percorso tu segua, l’ego continuerà a condizionarti a lungo. Abituati a chiederti se ciò che stai facendo, pensando o sentendo sia determinato dall’ego o dal tuo vero Sé. Ricordati che se stai soffrendo significa che hai scelto il tuo ego. Per scoprire l’ego devi essere abbastanza vigile da cogliere anche la minima frustrazione, la più piccola insoddisfazione, il più sottile senso di mancanza, il giudizio più innocente. Abituati a portare l’attenzione sul tuo corpo per verificare che non ci siano tensioni. Ogni tensione è segnale di una resistenza: scioglila con la tua consapevolezza, portando semplicemente l’attenzione sulla parte rigida. Inoltre, studia le varie strategie con cui l’ego perpetua sé stesso.

In particolare, l’ego non può ammettere di non avere ragione, ha bisogno di proteggersi, si sente facilmente ferito in seguito anche alla più velata accusa, è facilmente minacciato, è sempre sul chi va là, ha bisogno di controllare tutto per la propria sicurezza, ha sempre qualcosa che lo preoccupa, vive costantemente nel passato e/o nel futuro, vede il presente come un ostacolo o come un mezzo per un fine, è attaccato a cose e persone, resiste alla realtà, sviluppa barriere, odia, giudica, si arrabbia, si lamenta, fa dipendere la propria felicità dalle condizioni esterne, sfrutta gli altri, vuole ingrandirsi, si sente indegno, si sente in colpa, è orgoglioso, non ammette i propri errori, nasconde le proprie debolezze, si vanta, vuole essere sempre al centro dell’attenzione, è timido, è pauroso, è arrogante, vuole avere la meglio, vuole sempre vincere, vuole il meglio per se stesso.

Lascia andare i meccanismi dell’ego

Insomma, i meccanismi dell’ego sono numerosissimi. Ovviamente non devi studiarli a uno a uno, poiché sono praticamente infiniti e una volta che ne hai eliminato uno, ce n’è un altro pronto a spuntare. Piuttosto, per riconoscere l’ego che si risveglia in te, monitora la tua attività mentale ed emotiva: se c’è disagio, sofferenza o anche il minimo fastidio, quello è l’ego. A quel punto, puoi scegliere di lasciar andare il meccanismo, abbandonandoti al momento presente e smettendo di resistere. All’inizio ciò può sembrare un grande sacrificio, ma nota come non lasciar andare il meccanismo ti costa enorme sofferenza e tensione. La tua pace è un dono molto più grande! L’ego è bravo a ingannarci suggerendoci che sia giusto provare rancore, giudicare, lamentarci e ci offre in cambio un succo velenoso, un piacere malsano.

Quando ci lamentiamo, vogliamo lamentarci. Quando ci arrabbiamo, vogliamo arrabbiarci. Certo, non lo facciamo per cattiveria: lo facciamo perché abbiamo bisogno di amore e non troviamo in quel momento nulla di meglio da fare che lamentarci o arrabbiarci. Ma se siamo un po’ lungimiranti e ci vogliamo prendere cura del nostro benessere e di quello di chi ci circonda, smettere di avvelenare il nostro cuore è un imperativo! Ricorda infatti che ogni giudizio, lamentela o qualsiasi forma di negatività è una tossina per te, ti annienta e ti distrugge! E infatti ogni negatività è una forma di odio per se stessi, proiettata magari all’esterno, ma pur sempre rivolta verso la nostra mente e riflessa nel nostro corpo (guarda nella tua esperienza se non ci credi!). Sciogliti nell’oceano della vita!

Fluisci con la vita e sciogliti nell’oceano

Fluisci con la vita e sciogliti nell’oceano! Vivi come se fossi trasparente alle critiche e agli insulti. Vivi come se non esistessi: immergiti nell’esistenza e scompari in essa. Al posto di voler essere al centro dell’attenzione, sii tu il primo a dare attenzione. Quando l’ego si risveglia, consideralo al pari di un grido di dolore, una richiesta di aiuto che puoi colmare solo affondando nelle profondità del mare della presenza. Sii tutt’uno con la vita. Non resistere. Non creare barriere, difese, protezioni. Ricorda che non c’è nulla da proteggere. Riempiti di amore: esso ti darà tutto ciò di cui hai bisogno. Non lasciare che la tua vita sia dominata dall’ego, perché ciò vorrebbe dire miseria e sofferenza. Dove c’è ego, lì c’è dolore, ma dove non c’è, là regnano la pace e l’amore.

Smetti di creare attrito con il momento presente, perché ciò crea sofferenza dentro di te. Rimuovi ogni ostacolo, ogni opposizione, ogni resistenza. E la pace sarà con te. Quando vuoi qualcosa di diverso da ciò che è nel qui e ora, ricorda che la tua aspettativa ti fa soffrire: se rimuovi la tua pretesa, rimarranno pace e silenzio. Smetti di essere ossessionato dal tuo io: lascia andare le preoccupazioni e le paranoie. Lascia andare i giudizi, le contese, i rancori, perché avvelenano solamente il tuo cuore. Se vuoi davvero la pace, rinuncia a tutte le barriere che crei contro di essa. La pace è sempre lì, pronta ad accoglierti, se solo tu sarai in grado di accoglierla incondizionatamente.

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