La schiavitù della colpa

La schiavitù della colpa

Sentirsi in colpa è la cosa più insensata che si possa fare, perché nessuno ha il potere di fare del male a un altro, come è vero che non può subire il male da un altro. Ognuno è responsabile di come si sente: non esistono vittime. La colpa è giudizio interiorizzato, così come le accuse fatto al mondo sono giudizio proiettato. E il giudizio è un’illusione, perché nessuno può davvero giudicare. Si può solo proiettare. Ma ogni proiezione è un’autoaccusa, così come ogni autocondanna è un’accusa fatta al mondo. La schiavitù della colpa è l’unica vera schiavitù ed è la peggiore.

Quindi sentirti in colpa è il modo migliore per distruggere non solo te stesso, ma anche tutti gli altri. Quando ti senti in colpa, potresti pensare di stare facendo ammenda. In realtà, stai rafforzando la negatività dentro di te e nel mondo. E così accade quando giudichi qualcuno. Non c’è differenza tra giudicare te stesso o qualcun altro: entrambe le cose rafforzano la colpa e il dolore che è in te e, di conseguenza, anche quello del mondo.

L’ego è molto abile a nascondere che sia così, servendosi delle proiezioni. Ma ogni proiezione è letteralmente un’accusa che nascostamente stai facendo a te stesso, ma che non vuoi vedere dentro di te. Quando giudichi un assassino, ricorda che stai nascondendo la parte di te che vuole uccidere, e in questo modo stai contribuendo alla guerra e alle stragi. Può non sembrare così, ma immagina che cosa succede se milioni di persone fanno esattamente la stessa cosa.

La schiavitù della colpa

Se milioni di persone negano il male dentro di sé e lo proiettano all’esterno, che mondo possiamo aspettarci se non un mondo caotico di morte e distruzione? Quindi non giudicare – e non sentirti in colpa. Che la colpa sia percepita all’esterno oppure dentro di te non fa alcuna differenza: ciò alimenta lo stesso circolo vizioso che impedisce la pace e l’amore dentro e fuori di te. Il giudizio e la colpa sono la barriera più potente contro l’amore. Se vuoi vivere nella gioia, devi a tutti i costi liberarti del carico di colpa e di giudizio. Basta solo questo per evolvere spiritualmente e risvegliarsi alla realtà.

Infatti l’essere umano è addormentato perché pone tra sé e la realtà – e tra sé e se stesso – il filtro del giudizio, che agisce da velo e impedisce di vedere la perfezione di tutto e di accedere alla visione amorevole, compassionevole e non giudicante del cuore. L’uomo ha la presunzione che i suoi giudizi siano oggettivi e indiscutibili, quando in realtà sta semplicemente imponendo la sua visione limitata della realtà. Limitata da che cosa? Limitata dalla sua identificazione con una macchina biologica.

La follia del giudizio

Infatti l’uomo che si identifica con l’apparato psicofisico giudica l’assassino perché si sente minacciato e vede il suo corpo fragile massacrato dalla sua furia irrefrenabile, giudica chi lo opprime e si ribella contro i suoi carnefici, si sente vittima di un mondo milioni di volte più grande di lui. In tutto ciò, dimentica di essere un’anima, uno spirito enorme come l’intero Universo, la Coscienza che guida il mondo. Vedendosi come corpo, l’essere umano si sente costretto a giudicare per sopravvivere, poiché la sua salvezza come individuo dipende proprio da questa illusione.

E non è un male quando l’uomo giudica: se condannassimo chi giudica staremmo ancora una volta giudicando. Tuttavia dobbiamo accorgerci di quanto il giudizio sia folle e insensato e così la colpa che lo accompagna, proiettata o interiorizzata, nascosta o repressa, espressa o negata. Infatti giudizio e colpa non portano altro che dolore, rafforzandosi a vicenda e perpetuandosi all’infinito, in un circolo di sofferenza e pazzia.

Superare la schiavitù della colpa è la cosa migliore che puoi fare

Il massimo tributo che puoi offrire al mondo – e il miglior regalo che puoi fare a te stesso – è smettere di sentirti in colpa e superare questa maledetta schiavitù. E per farlo devi semplicemente smettere di giudicare, riconoscendo che non sai qual è la verità, ammettendo che giudichi per paura, perché ti senti minacciato e ferito, realmente o potenzialmente. La paura della morte ti spinge a giudicare, ma nessuno ti sta uccidendo in questo momento, quindi hai tutto il tempo per disfare il giudizio dalla tua mente.

Non è così facile, ma non è nemmeno troppo difficile. L’unico ostacolo è il desiderio nascosto di continuare a vederti come corpo, vulnerabile e indifeso, a percepirti come vittima di un mondo ingiusto e a succhiare piacere da questa percezione di te stesso. Tutti facciamo così, perché l’ego ama le ingiustizie e adora più di ogni altra cosa essere vittima del mondo. Forse anche per questo sembra che ci siano così tante vittime e, di conseguenza, così tanti carnefici.

Il circolo vizioso vittime/carnefici

Può sembrare brutale dirlo, ma in fondo che differenza c’è tra vittime e carnefici? Non sappiamo quale sia la triste sorte né degli uni né degli altri, e soprattutto non conosciamo le loro scelte inconsce. Perché uno sceglie di essere vittima o carnefice? Se lo fa con l’ego, sicuramente vuole perpetuare la colpa dentro di sé e continuare a succhiare il succo delle ingiustizie. Ciò può sembrare folle o addirittura assurdo, ma ognuno può vedere dentro di sé quanto sia attratto dalla colpa, dal dolore, dal vittimismo. Basta vedere quanto facilmente ci arrabbiamo per un’ingiustizia subita, preferendo il dolore alla pace, il vittimismo alla responsabilità.

Ma anziché essere vittima del mondo, puoi riconoscere la tua responsabilità, per tutto ciò che hai vissuto, stai vivendo e vivrai. Dare la colpa agli altri per le tue vicissitudini passate non farebbe altro che rafforzare il dolore dentro di te. All’ego piace punire e punirsi, ma ciò è del tutto inutile. L’unica cosa sensata è assumerti la responsabilità totale della tua vita. Se ti sembra di subire un’ingiustizia, assumiti la responsabilità del dolore. Ricorda che se non lo farai non starai facendo altro che alimentare la sofferenza dentro di te. Proprio i giudizi e le interpretazioni dei fatti – e non i fatti in sé – causano dolore.

Assumiti la responsabilità e lascia andare il peso della colpa e del giudizio

Non sei vittima perché soffri, ma soffri perché sei – o ti vuoi vedere come – una vittima. Non soffri perché qualcuno ti fa del male, ma qualcuno sembra farti del male perché già soffri. E ciò che accade nel mondo non fa altro che far emergere il malessere sempre presente dentro di te, il senso di colpa esistenziale, la paura della morte, il trauma dell’identificazione con un corpo. Ma ciò che fa affiorare un sintomo non ne è la causa. La causa è solamente dentro di te, anche perché se così non fosse saresti uno schiavo e non potresti fare nulla per liberarti dal dolore.

Riconosci allora che sei tu a creare tutto il dolore che sembra provenirti dall’esterno, riconosci le tue proiezioni e lasciale andare, per aprirti alla visione del cuore e in questo modo liberarti dalla colpa e dal giudizio. Non c’è molto da fare: c’è solo da perdonare. Questo è infatti il vero significato del perdono: ritrarre tutte le proprie proiezioni, assumendosene la responsabilità, riconoscendo che tutto il dolore è dentro di sé e non è causato da nessuno nel mondo, per poi lasciar andare il proprio carico di colpa e di giudizio nelle mani di Dio e ritrovare la pace e l’amore dentro di sé, non più oppressi ma finalmente liberi dalla schiavitù.

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Come riconnetterti al tuo Sé

Come riconnetterti al tuo Sé

Ritorna al tuo cuore! Fai silenzio dentro di te e ritorna al tuo vero Sé: in esso ci sono tutte le risposte e le soluzioni che cerchi. Lì tutti i tuoi bisogni sono soddisfatti: la tua solitudine è riempita dalla sua pienezza, il tuo dolore è guarito dal suo amore, la tua insicurezza è colmata dalla sua certezza, la tua richiesta di pace e gioia è soddisfatta, i tuoi problemi si dissolvono come neve al sole. Ecco come riconnetterti al tuo Sé. Dio non ha creato nessuno incompleto. Quindi tutto ciò che cerchi deve essere dentro di te. Se sembra che non sia così, è soltanto perché hai perso il contatto con le radici più profondi dell’unico Essere che tutti condividiamo.

Riconnettiti con la Fonte di Amore, facendo tacere la voce dell’ego e liberandoti dalla sua presenza ingombrante – eppure illusoria. E ritorna alla perfetta gioia del tuo cuore. Non devi fare niente. Devi soltanto smettere di dare ascolto a quella vocina fastidiosa nella tua testa, che ti invita all’attacco e alla difesa, ad avere paura e a sentirti in colpa, ad arrabbiarti e a inorgoglirti, a perdere insomma tutto il fascino della Vita. Anziché chiederti che cosa devi fare per ritornare al tuo vero Sé, chiediti che cosa NON devi fare! Semplicemente affidati al tuo cuore e troverai la strada per ritornare a Casa.

Ecco come riconnetterti al tuo Sé in modo semplice

Qual è il modo più semplice per riconnetterti al tuo Sé? Innanzitutto, ciò che conta è avere un’intenzione forte. L’intenzione è sempre il primo passo per raggiungere qualunque cosa. Chiediti anche perché vuoi (ri)connetterti con il tuo vero Sé. Spesso chi vuole risvegliarsi lo fa per delle ragioni egoiche e per interessi personali. Stai bene attento alle tue motivazioni. Per ritornare al tuo cuore, devi essere animato da un desiderio genuino e disinteressato. Insomma, devi voler farlo solo per il gusto di farlo, per amore della Verità e della conoscenza. Mantenendo secondi fini nella tua mente, potresti rallentare il percorso. In molti casi, il lavoro spirituale diventa una scusa per fuggire dal mondo e dai problemi. Ci si vuole illuminare perché “il mondo fa schifo” e si vuole essere in pace nonostante i problemi. In realtà, illuminazione significa vedere la perfezione di tutto.

Osserva la tua mente egoica

Illuminazione significa correggere le proprie percezioni per ripristinare la retta visione. Quindi è necessario un sincero interesse fine a se stesso volto a scoprire la Verità. Quindi stai bene attento alle tue motivazioni. Dopodiché, devi smettere semplicemente di prestare ascolto alla vocina nella tua testa. Non devi fartene assorbire, ma devi osservarla per distaccartene e capire che non sei tu. Devi creare uno spazio tra te e l’ego, devi cioè iniziare a distinguere tra la voce del tuo cuore e quella del tuo ego. Sono facili da distinguere, perché l’ego essenzialmente è sempre preoccupato per la propria sopravvivenza, mentre il cuore si occupa solo di espandere amore ed esprimere se stesso in modo genuino, di offrirti intuizioni e regalarti saggezza, di donarti la sua visione amorevole del mondo e di te stesso, parlandoti con dolcezza. Al contrario, l’ego è sempre duro e teso ad attaccare e a difendersi.

Liberati dalle credenze

Il tuo vero Sé è fuori dal tempo, quindi eterno, invulnerabile, perché puro spirito senza forma, in pace perché non disturbato da nulla. Lo puoi riconoscere facilmente perché coincide con la tua stessa consapevolezza di essere. Se tu puoi dire “Io sono” è grazie a questa silenziosa presenza al di là della mente e del corpo. I condizionamenti sociali, culturali e acquisiti nel tempo possono ostacolare la realizzazione del Sé, per cui è bene liberarsi da tali condizionamenti e mettere in dubbio le proprie credenze. Anziché basarti su ciò che hai imparato e su ciò che pensi di sapere, usa l’esperienza diretta per indagare dentro di te. Usa la tua attenzione, la tua capacità critica e di osservazione. Ogni credenza può rappresentare un grosso ostacolo. Non devi credere a nulla per riconnetterti al tuo Sé.

Metti in discussione le tue percezioni della realtà

Potresti realizzarlo in ogni momento! In ogni caso, la cosa importante è radicarti nel tuo Sé, trovando il tuo centro dentro di esso. Oltre a liberarti dalle credenze, devi essere disposto a mettere in discussione tutti i tuoi valori e in particolare le tue percezioni della realtà. Devi ammettere di non avere occhi per vedere, poiché la tua percezione è distorta dagli occhi dell’ego. Non importa quanto possa essere colto: la cultura ha poco a che fare con la visione spirituale. Anzi, in molti casi può essere un ostacolo a essa! Devi avere l’umiltà di affermare che non sai. In particolare, devi smettere di giustificare le tue emozioni e le tue interpretazioni dei fatti. Ad esempio, quando ti arrabbi ammetti di non sapere perché sei arrabbiato. Non è il fatto in sé a farti arrabbiare, ma la tua interpretazione di esso!

Assumiti la responsabilità

Per realizzare il tuo sé, devi cambiare la mente riguardo al mondo. In altre parole, devi correggere, come già dicevo sopra, le tue percezioni. In realtà, non sei tu a dover correggere le tue percezioni. Semplicemente, devi lasciar andare le tue interpretazioni. Quando la mente inizia con le sue storielle di vittimismo, rabbia, paura, colpa, sii vigile, ovvero sii presente. Osserva la tua mente e fermati un attimo. A quel punto, diventa consapevole che a creare il tuo dolore è quella voce nella tua testa, non la realtà in sé. Quindi smetti di proiettare i tuoi pensieri, smetti di incolpare e accusare il mondo della tua sofferenza e riconosci che sei tu che stai creando il tuo dolore! All’inizio magari non ci crederai, ma questa è l’unica soluzione per liberarti della sofferenza.

Ammetti di non avere occhi per vedere e apriti al tuo cuore, perché ti mostri la visione corretta della realtà.

Perdona

Il perdono è sempre la conseguenza di una correzione di percezione. Finché dai la colpa al mondo, sarà molto difficile perdonare. L’ego infatti non può perdonare, poiché è convinto davvero di aver subito un torto. Ma abbiamo visto che in realtà sei tu a creare la tua sofferenza! Finché sei identificato con l’ego, ti vedi come un corpo vulnerabile, debole e vittima del mondo. E questo ti impedisce di perdonare realmente, perché la paura ti spinge a proteggerti e perdonare significherebbe addirittura metterti in pericolo o comunque farti calpestare. Puoi perdonare davvero solo se non ti vedi come ego, ma sei connesso con la Presenza di Amore dentro di te. All’inizio sarà difficile, ma più ti sforzi di assumerti la responsabilità delle tue percezioni e di arrenderle, più il tuo cuore si aprirà e più potrai riconnetterti al tuo Sé.

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Come ricevere i doni dell’Universo

Come ricevere i doni dell'Universo

Oggi preparati a ricevere i doni dell’Universo! L’Universo ha in serbo per te dei doni straordinari. E qual è il dono più grande che ti può fare? Ovviamente è l’Amore, dal quale discendono la Pace, la Gioia, l’Abbondanza, la Salute e il Benessere. Quindi preparati a ricevere l’Amore. E qual è il modo migliore per ottenere Amore? La cosa migliore che puoi fare è DARE amore, poiché è solo amando che possiamo ricevere indietro amore. Se non diamo amore, stiamo rifiutando anche di riceverlo, poiché stiamo chiudendo il canale con la Vita. Ecco come ricevere i doni dell’Universo!

Come ricevere i doni dell’Universo

Se vuoi ricevere i doni straordinari dell’Universo, scegli allora di aprirti all’Amore. Come? Riempi il tuo cuore di gratitudine, connettiti con te stesso, offri le tue azioni a Dio e all’umanità, non attaccandoti ai risultati, fai qualcosa gratuitamente, vivi nella gioia, coltiva una mentalità di abbondanza. E soprattutto rimuovi gli ostacoli e le barriere all’Amore: lascia andare la negatività e il giudizio, perdona e liberati da vergogna, sensi di colpa e dalla credenza di non essere degno di Amore!

Ripetiti:

Io sono degno di Amore e merito abbondanza, benessere e una vita gioiosa e soddisfacente. Il mio passato non può influenzarmi, i miei sensi di colpa, la mia vergogna e le mie paure sono falsi e non possono impedirmi di accedere all’Amore. Anziché proiettare la mia negatività nel mondo, decido di scioglierla e liberarmene per sempre, cosicché l’Amore possa tornare a fluire liberamente dentro e fuori di me. E decido di condividere il mio Amore con gli altri, perdonandoli e offrendo loro la mia pace e la mia gioia. Io sono capace, nulla mi può fermare dal raggiungere i miei obiettivi, io sono completo e in grado di far fronte a ogni problema.

Rimuovere gli ostacoli all’Amore e all’Abbondanza

Se vuoi attrarre abbondanza nella tua vita, devi sintonizzarti sulle frequenze dell’Amore. Attrarre qualunque cosa diventa molto più facile o addirittura naturale quando ti senti completo, in pace con te stesso e con il mondo e quando il tuo cuore è aperto (scopri qui come aprire il tuo cuore). I tuoi desideri possono realizzarsi molto più facilmente se ti senti già completo e quindi non sei attaccato al risultato (in altre parole se non subordini la tua felicità all’esaudimento delle tue richieste). Ma soprattutto vivere sulle frequenze dell’Amore significa essersi liberati della propria vergogna, colpa, paura, del proprio senso di separazione e piccolezza e della propria indegnità.

Insomma, significa diventare individui risvegliati e con il cuore aperto. L’ostacolo principale all’Amore è il senso di colpa esistenziale, connesso alla paura della morte e del rifiuto, della dissoluzione e della punizione e al fatto di percepire se stessi come esseri mortali, vulnerabili e limitati. L’Amore è assenza di limiti e confini, quindi per accedere a esso e sperimentarlo dobbiamo smettere di sentirci dei corpi, in altre parole dobbiamo liberarci del nostro ego. In fin dei conti, è proprio l’ego l’ostacolo maggiore all’Amore, in quanto esso per definizione nasce come negazione dell’Amore e dell’assolutezza del Tutto.

Torna a vibrare sulle frequenze dell’Amore

Per tornare a vibrare sulle frequenze dell’Amore, ci sono tantissime cose che puoi fare! Vediamone insieme alcune (per ognuna troverai un collegamento a un articolo):

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Come trasmutare le emozioni

Come trasmutare le emozioni

Il piombo delle emozioni inferiori è l’oro in potenza delle emozioni superiori. Il piombo è il carburante da trasformare in Amore. È quindi un materiale preziosissimo, sebbene a prima vista appaia come negativo e doloroso. L’alchimista è colui che con la presenza sulle emozioni inferiori di rabbia, odio, ansia, orgoglio e paura opera una trasmutazione di tali emozioni. Esse vengono trasformate in qualità superiori, dalla fiducia al coraggio, dall’impeto guerriero all’amore incondizionato, dal distacco alla dolcezza, dalla pazienza alla tolleranza, dall’entusiasmo alla gioia, dalla pace alla resa e accettazione. Ma come trasmutare le emozioni?

La via della trasmutazione alchemica

La via della trasmutazione alchemica consiste nella trasformazione del piombo in oro. Che cos’è il piombo? Il piombo è l’insieme di emozioni legate alla nostra mente primitiva. Non a caso esse sono in comune con la maggior parte degli animali: tutti gli animali provano paura, impulsi sessuali e aggressivi, rabbia, bisogni. Proviamo sicuramente una gamma di emozioni inferiori molto più varia, ma ciò non toglie che esse siano un derivato della nostra eredità animale. Non è un caso, ad esempio, che si dica che una persona adirata sia inviperita o sia come un cane rabbioso. L’uomo è un essere complesso: ha una parte inferiore, animale e una parte superiore, angelica, spirituale e divina. La spiritualità consiste nel trascendere la parte inferiore, trasmutandola in quella superiore e nel dominare la propria animalità diventando puro spirito.

Dicevamo dunque che il piombo è l’eredità animale che portiamo dentro di noi. Essa può essere trasmutata tramite la presenza. Vale a dire, quando nasce dentro di noi un’emozione inferiore di rabbia, odio, paura, vergogna, colpa e così via, dobbiamo coglierla mentre sorge: quest’atto di consapevolezza permette di trasformare l’emozione in un atto di amore, purché la pratica sia prolungata nel tempo e svolta con dedizione. Per operare questa trasmutazione, non bisogna tanto compiere uno sforzo (se non quello di essere presenti all’emozione proprio mentre sorge). Piuttosto, la trasformazione è più rapida ed efficace se ci abbandoniamo alla nostra presenza, in modo femminile. L’energia femminile dell’apertura si unisce così all’energia maschile dello sforzo e della volontà di rimanere presenti. Se accogliamo profondamente un’emozione inferiore, senza resistenze, essa diventa un’emozione di cuore. Vediamo nello specifico come trasmutare le emozioni inferiori in emozioni superiori.

Come trasmutare le emozioni inferiori in emozioni superiori

Ecco i passi per trasmutare le emozioni inferiori in emozioni superiori:

  • Osservare le proprie emozioni in modo da diventarne consapevole e riconoscere come sorgono, si sviluppano e si dissolvono. Per fare questo bisogna osservare la mente e le sensazioni fisiche senza giudizio. Così vengono portate alla luce la componente mentale e quella fisica delle emozioni.
  • Lasciare andare le interpretazioni della mente. Essa proietta all’esterno la causa della sofferenza emotiva.
  • Assumersi la responsabilità di aver creato quell’emozione in modo da smettere di dare la colpa all’esterno e riconoscere che è stata l’emozione ad attrarre l’evento e non viceversa.
  • Riconoscere che l’evento esterno è solo un’occasione che fa emergere il disagio emotivo, che è però sempre nel subconscio e non è mai causato da un evento esterno.
  • Rimanere presente sulla sensazione fisica di disagio. Ciò significa smettere di giudicarla come negativa e viverla come sensazione pura, come se fosse un semplice mal di stomaco o mal di denti. Distingui tra dolore e sofferenza: il dolore è solo una sensazione, mentre la sofferenza nasce dalla resistenza alla sensazione.
  • Arrenditi totalmente, lasciando andare ogni resistenza e aprendo il tuo cuore e la tua mente alla possibilità di una nuova percezione della realtà.
  • Cerca di essere il più amorevole possibile con te stesso e di portare amore sul dolore. Mentre inspiri ripeti: “Mi riempio di Amore” e mentre espiri “Lascio che l’Amore guarisca il mio dolore e il dolore se ne va”.

La presenza per trasmutare le emozioni inferiori

Per trasmutare le emozioni inferiori la chiave è la presenza. L’energia trattenuta in astrale deve essere portata nel cuore. Per fare ciò bisogna smettere di nutrire le energie basse. Le emozioni negative si nutrono della nostra attenzione. Essa generalmente viene risucchiata perché cadiamo sotto il loro impulso. In genere, quando sale la rabbia, la reazione è quella di esprimerla o trattenerla. Ma sia l’espressione che la repressione di un’emozione sono dannose e soprattutto rendono l’emozione più forte. O perlomeno l’energia rimane lì dov’è sempre stata. Solo lasciando andare la reazione tramite la presenza consapevole l’energia negativa viene trasmutata. Con il tempo, saremo in grado di trasformare immediatamente un’emozione inferiore in un atto di amore, in un’emozione di cuore.

Per fare questo non dobbiamo compiere uno sforzo, se non quello di essere presenti. Sarà la nostra presenza a operare spontaneamente la trasmutazione. Se siamo già presenti prima che un impulso salga, la negatività non ha potere su di noi. Se diventiamo presenti quando un impulso sta arrivando, esso può essere trasmutato. E se non siamo già presenti, possiamo diventare presenti in qualunque momento, anche se la reazione è già partita. E mentre l’emozione è ancora forte, possiamo ritirarci in silenzio per rimanere presenti sul dolore, non per liberarcene, ma per comprenderlo e per accoglierlo dentro di noi, smettendo di resistergli e di dare la colpa all’esterno, ammettendo di non sapere perché soffriamo e riconoscendo di essere noi ad aver creato la sofferenza.

Aprire il cuore

La trasmutazione operata nel tempo produce l’apertura del cuore. Tale risultato può essere raggiunto più facilmente se nel frattempo si coltivano emozioni superiori (scopri qui come). L’oro creato direttamente con la contemplazione della bellezza e dell’arte o il servizio rende molto più forte il lavoro di trasmutazione alchemica. Una sola emozione di cuore può valere molti mesi o addirittura anni di lavoro alchemico. L’apertura del cuore è lo scopo finale del lavoro su di sé. Aprire il cuore significa dotarsi di nuovi occhi per vedere e iniziare a percepire la bellezza di tutto, sentire la pace e l’amore dentro di sé ed espanderli all’esterno. Aprire il cuore significa uscire dalla prigione della mente. E ciò significa ottenere la libertà interiore, che è l’unica vera libertà che esista.

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La guida per sviluppare la gratitudine

La guida per sviluppare la gratitudine

La gratitudine è una sfumatura dell’Amore. Puoi sperimentare la gratitudine più profonda e genuina, quando il tuo cuore è aperto all’amore incondizionato. Ciò non toglie che tu possa provare gratitudine in ogni momento. Anzi, coltivando la gratitudine, a partire da quella che hai già dentro di te, alimenti la Fiamma dell’Amore al tuo interno, aprendo il tuo cuore. In questo articolo ti proporrò una breve guida per sviluppare la gratitudine. Attraverso pochi semplici passi ti dirò come puoi riempire il tuo cuore di questa straordinaria qualità. La gratitudine può davvero rivoluzionare la tua vita. Per ottenere benefici straordinari da tale pratica, devi però coltivare la gratitudine con la massima dedizione e intensità. I tuoi sforzi verranno ripagati presto!

La guida per sviluppare la gratitudine

𝗘𝗰𝗰𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗲:

Fai della gratitudine un modo di vivere

  • Anziché concentrarti sul possesso, focalizzati sul fatto che tutto ciò che hai è un dono di cui ti è consentito godere temporaneamente. Riconosci che tutto è impermanente e che tutte le cose periscono, compreso il corpo.
  • Ogni volta che ti svegli la mattina, sii grato per le opportunità della nuova giornata e sviluppa l’intenzione di mantenere un atteggiamento positivo tutto il giorno.
  • Ogni volta che ne hai l’occasione, ringrazia con tutto il tuo essere. Anziché limitarti a dire un grazie meccanico, esprimi la tua gratitudine in modo genuino, sincero e profondo, lasciando che fluisca direttamente dal tuo cuore.
  • Fai della gratitudine un modo di vivere, un atteggiamento che ti connette al flusso della vita. Lascia che la vita ti manifesti occasioni di cui essere grato. Ricorda che più sei grato, più attrarrai eventi di cui essere grato.
  • Vedi ogni evento o persona come maestri di cui essere grato. Spesso le lezioni più dure della vita sono difficili da digerire, eppure sono le più importanti per la tua crescita, per cui esserne grato ti permetterà di usufruire al meglio delle lezioni che tali eventi e persone sono venuti ad insegnarti.
  • Focalizzati sul positivo anziché sul negativo. Ogni volta che stai per lamentarti rimani presente, lascia andare la lamentela e sostituiscila con un pensiero di gratitudine, o almeno di accettazione.

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La guida per smettere di giudicare

La guida per smettere di giudicare

Il giudizio è l’arma più potente dell’ego per proiettare il proprio odio e disprezzo di sé sugli altri. Tale odio di sé è frutto della scelta originaria di credere di essersi separato dall’Uno, percepita dall’ego come una colpa imperdonabile. La colpa viene proiettata sugli altri in modo da consentire all’ego di sopravvivere, nascondendo l’originario pensiero di separazione. Nasce così il giudizio. Poiché la separazione non è mai avvenuta ed è solo un’illusione, giudicare un altro significa giudicare sé stessi. Infatti, dato che non esiste separazione, gli altri non sono altro che parti dello stessa coscienza. Giudicare un altro significa puntare il dito contro sé stessi, credendo di puntarlo contro un altro. È come se puntassi il dito contro la tua immagine riflessa allo specchio. E questa non è una similitudine: accade veramente così. Oggi ti offriremo una breve guida per smettere di giudicare.

Ecco come il giudizio ti distrugge

Se giudichi la tua immagine, non certo ti esimi dalla responsabilità di ciò di cui ti accusi: se giudichi il naso storto che vedi allo specchio, non certo ti viene il dubbio di stare giudicando qualcun altro. È evidente che stai giudicando te stesso. L’immagine dello specchio non è esterna a te, quindi non puoi pensare che ricoprendo quell’immagine di insulti e giudizi potrai in qualche modo affermare che quei giudizi non ti riguardano. Dato che il giudizio aumenta la separazione, più giudichi, più ti sentirai giudicato dagli altri, solo e minacciato. Il mondo ti apparirà come un posto pieno di odio e rabbia rivolta verso di te e tu ribollirai di amarezza e acredine. Ovunque andrai, ti sentirai in pericolo, guardato da tutti, con gli occhi della gente puntati addosso per farti sentire un verme.

Vivrai in uno stato di ipervigilanza e stress. In questo modo, ti riempirai di tossine che ti faranno ammalare. Il tuo cuore si chiuderà completamente e non ti sentirai amato né sarai capace di amare. Sarai sempre sulla difensiva. Avrai sempre bisogno di giustificarti come se avessi commesso dei crimini terribili. Ti sentirai sempre in colpa e pieno di vergogna. Non ti sentirai degno di amore. Insomma, la tua vita sarà piuttosto infernale. Ecco perché ti conviene immediatamente smettere di giudicare. Il giudizio crea soltanto sofferenza dentro di te, lentamente ti distrugge su tutti i livelli.

La guida per smettere di giudicare

Ecco quali sono i passi della guida per smettere di giudicare:

  • Osserva la tua mente durante il giorno per riconoscere i giudizi che esprimi. Osserva anche come quando giudichi si verifica una contrazione dentro di te che causa sofferenza alla tua mente e al tuo corpo. Vedi nella tua esperienza diretta come giudicare un altro significa letteralmente giudicare e condannare te stesso.
  • Assumiti la responsabilità dei giudizi proiettati sugli altri. Riconosci che ogni giudizio contro qualcuno è una pietra con cui ferisci il tuo cuore, ti torturi e ti autodistruggi, quindi soltanto assumendoti la responsabilità dei giudizi puoi iniziare a smettere di giudicare.
  • Lascia andare i tuoi giudizi rimanendo presente ogni volta che li stai per formulare. Ogni volta che non giudichi accumuli energia e rimuovi un po’ di separazione e conflitto.
  • Se riesci, al posto di giudicare vedi l’innocenza della persona oggetto del giudizio. Riconosci che il giudizio viene dal tuo sentirti minacciato e vulnerabile e quindi dalla tua identificazione con il corpo. Se non fossi il corpo, non avresti nulla da temere e non percepiresti nessun male contro di te, e quindi non avresti alcun motivo di proiettare la tua rabbia, il tuo odio e il tuo disprezzo.
  • Nota come tu e la persona giudicata condividete lo stesso sistema dell’ego. Tale sistema porta a non sentirsi degni di accedere alla Fonte di Amore incondizionato e ciò spinge a richiedere l’amore e la sicurezza all’esterno. Tale richiesta di amore viene percepita come attacco e spinge a giudicare come forma di contrattacco e difesa. Quindi anche lo stesso giudizio è una richiesta di amore. Sia chi giudica, sia chi viene giudicato hanno dunque bisogno di Amore.
  • Riconosci quindi il bisogno di Amore dentro di te e sii disposto a tutto pur di aprire il tuo Cuore all’Amore incondizionato.

I miracoli che accadono quando smetti di giudicare

Se ti sforzi di non giudicare accadono dentro di te enormi trasformazioni e miracoli:

  1. Il tuo cuore si aprirà all’Amore, che andrà a guarire la tua colpa, paura e negatività e ti sentirai pieno di pace e amore per te stesso e gli altri;
  2. Non ti sentirai più giudicato o minacciato e non avrai più bisogno né di difenderti, né di giudicare. Vedrai che ciò che in passato percepivi come minaccia è soltanto una richiesta di amore e non un attacco contro di te (questa è la Visione del Cuore);
  3. La voce critica nella tua testa tacerà lasciandoti nella quiete interiore e nella pace mentale.
  4. Diventerai padrone della tua mente, poiché la tua attenzione non sarà più assorbita dal pensiero compulsivo e in modalità giudicante. 🔹
  5. Preoccupazioni, paranoie e paure ti lasceranno e potrai vivere nella serenità.
  6. Percepirai sempre più l’unità di tutti gli esseri e realizzerai che esiste un’unica Coscienza universale, poiché quando non c’è giudizio non può essere avvertita separazione.
  7. Smetterai di soffrire. Infatti la sofferenza può esistere solo nell’illusione della separazione, che è creata e mantenuta viva dal giudizio.
  8. Vivrai nella gioia e in armonia con tutto e con tutti.
  9. Riscoprirai i tuoi poteri creativi e intuitivi, non più velati dall’oscurità del giudizio.
  10. Sarai pieno di gratitudine e compassione: anziché giudicare amerai chiunque.
  11. Vedrai ovunque la Bellezza, poiché nessun giudizio ti impedirà di vedere la perfezione del Tutto.

Allora che cosa aspetti a smettere di giudicare?

Puoi approfondire qui per altri consigli su come smettere di giudicare.