La schiavitù della colpa

La schiavitù della colpa

Sentirsi in colpa è la cosa più insensata che si possa fare, perché nessuno ha il potere di fare del male a un altro, come è vero che non può subire il male da un altro. Ognuno è responsabile di come si sente: non esistono vittime. La colpa è giudizio interiorizzato, così come le accuse fatto al mondo sono giudizio proiettato. E il giudizio è un’illusione, perché nessuno può davvero giudicare. Si può solo proiettare. Ma ogni proiezione è un’autoaccusa, così come ogni autocondanna è un’accusa fatta al mondo. La schiavitù della colpa è l’unica vera schiavitù ed è la peggiore.

Quindi sentirti in colpa è il modo migliore per distruggere non solo te stesso, ma anche tutti gli altri. Quando ti senti in colpa, potresti pensare di stare facendo ammenda. In realtà, stai rafforzando la negatività dentro di te e nel mondo. E così accade quando giudichi qualcuno. Non c’è differenza tra giudicare te stesso o qualcun altro: entrambe le cose rafforzano la colpa e il dolore che è in te e, di conseguenza, anche quello del mondo.

L’ego è molto abile a nascondere che sia così, servendosi delle proiezioni. Ma ogni proiezione è letteralmente un’accusa che nascostamente stai facendo a te stesso, ma che non vuoi vedere dentro di te. Quando giudichi un assassino, ricorda che stai nascondendo la parte di te che vuole uccidere, e in questo modo stai contribuendo alla guerra e alle stragi. Può non sembrare così, ma immagina che cosa succede se milioni di persone fanno esattamente la stessa cosa.

La schiavitù della colpa

Se milioni di persone negano il male dentro di sé e lo proiettano all’esterno, che mondo possiamo aspettarci se non un mondo caotico di morte e distruzione? Quindi non giudicare – e non sentirti in colpa. Che la colpa sia percepita all’esterno oppure dentro di te non fa alcuna differenza: ciò alimenta lo stesso circolo vizioso che impedisce la pace e l’amore dentro e fuori di te. Il giudizio e la colpa sono la barriera più potente contro l’amore. Se vuoi vivere nella gioia, devi a tutti i costi liberarti del carico di colpa e di giudizio. Basta solo questo per evolvere spiritualmente e risvegliarsi alla realtà.

Infatti l’essere umano è addormentato perché pone tra sé e la realtà – e tra sé e se stesso – il filtro del giudizio, che agisce da velo e impedisce di vedere la perfezione di tutto e di accedere alla visione amorevole, compassionevole e non giudicante del cuore. L’uomo ha la presunzione che i suoi giudizi siano oggettivi e indiscutibili, quando in realtà sta semplicemente imponendo la sua visione limitata della realtà. Limitata da che cosa? Limitata dalla sua identificazione con una macchina biologica.

La follia del giudizio

Infatti l’uomo che si identifica con l’apparato psicofisico giudica l’assassino perché si sente minacciato e vede il suo corpo fragile massacrato dalla sua furia irrefrenabile, giudica chi lo opprime e si ribella contro i suoi carnefici, si sente vittima di un mondo milioni di volte più grande di lui. In tutto ciò, dimentica di essere un’anima, uno spirito enorme come l’intero Universo, la Coscienza che guida il mondo. Vedendosi come corpo, l’essere umano si sente costretto a giudicare per sopravvivere, poiché la sua salvezza come individuo dipende proprio da questa illusione.

E non è un male quando l’uomo giudica: se condannassimo chi giudica staremmo ancora una volta giudicando. Tuttavia dobbiamo accorgerci di quanto il giudizio sia folle e insensato e così la colpa che lo accompagna, proiettata o interiorizzata, nascosta o repressa, espressa o negata. Infatti giudizio e colpa non portano altro che dolore, rafforzandosi a vicenda e perpetuandosi all’infinito, in un circolo di sofferenza e pazzia.

Superare la schiavitù della colpa è la cosa migliore che puoi fare

Il massimo tributo che puoi offrire al mondo – e il miglior regalo che puoi fare a te stesso – è smettere di sentirti in colpa e superare questa maledetta schiavitù. E per farlo devi semplicemente smettere di giudicare, riconoscendo che non sai qual è la verità, ammettendo che giudichi per paura, perché ti senti minacciato e ferito, realmente o potenzialmente. La paura della morte ti spinge a giudicare, ma nessuno ti sta uccidendo in questo momento, quindi hai tutto il tempo per disfare il giudizio dalla tua mente.

Non è così facile, ma non è nemmeno troppo difficile. L’unico ostacolo è il desiderio nascosto di continuare a vederti come corpo, vulnerabile e indifeso, a percepirti come vittima di un mondo ingiusto e a succhiare piacere da questa percezione di te stesso. Tutti facciamo così, perché l’ego ama le ingiustizie e adora più di ogni altra cosa essere vittima del mondo. Forse anche per questo sembra che ci siano così tante vittime e, di conseguenza, così tanti carnefici.

Il circolo vizioso vittime/carnefici

Può sembrare brutale dirlo, ma in fondo che differenza c’è tra vittime e carnefici? Non sappiamo quale sia la triste sorte né degli uni né degli altri, e soprattutto non conosciamo le loro scelte inconsce. Perché uno sceglie di essere vittima o carnefice? Se lo fa con l’ego, sicuramente vuole perpetuare la colpa dentro di sé e continuare a succhiare il succo delle ingiustizie. Ciò può sembrare folle o addirittura assurdo, ma ognuno può vedere dentro di sé quanto sia attratto dalla colpa, dal dolore, dal vittimismo. Basta vedere quanto facilmente ci arrabbiamo per un’ingiustizia subita, preferendo il dolore alla pace, il vittimismo alla responsabilità.

Ma anziché essere vittima del mondo, puoi riconoscere la tua responsabilità, per tutto ciò che hai vissuto, stai vivendo e vivrai. Dare la colpa agli altri per le tue vicissitudini passate non farebbe altro che rafforzare il dolore dentro di te. All’ego piace punire e punirsi, ma ciò è del tutto inutile. L’unica cosa sensata è assumerti la responsabilità totale della tua vita. Se ti sembra di subire un’ingiustizia, assumiti la responsabilità del dolore. Ricorda che se non lo farai non starai facendo altro che alimentare la sofferenza dentro di te. Proprio i giudizi e le interpretazioni dei fatti – e non i fatti in sé – causano dolore.

Assumiti la responsabilità e lascia andare il peso della colpa e del giudizio

Non sei vittima perché soffri, ma soffri perché sei – o ti vuoi vedere come – una vittima. Non soffri perché qualcuno ti fa del male, ma qualcuno sembra farti del male perché già soffri. E ciò che accade nel mondo non fa altro che far emergere il malessere sempre presente dentro di te, il senso di colpa esistenziale, la paura della morte, il trauma dell’identificazione con un corpo. Ma ciò che fa affiorare un sintomo non ne è la causa. La causa è solamente dentro di te, anche perché se così non fosse saresti uno schiavo e non potresti fare nulla per liberarti dal dolore.

Riconosci allora che sei tu a creare tutto il dolore che sembra provenirti dall’esterno, riconosci le tue proiezioni e lasciale andare, per aprirti alla visione del cuore e in questo modo liberarti dalla colpa e dal giudizio. Non c’è molto da fare: c’è solo da perdonare. Questo è infatti il vero significato del perdono: ritrarre tutte le proprie proiezioni, assumendosene la responsabilità, riconoscendo che tutto il dolore è dentro di sé e non è causato da nessuno nel mondo, per poi lasciar andare il proprio carico di colpa e di giudizio nelle mani di Dio e ritrovare la pace e l’amore dentro di sé, non più oppressi ma finalmente liberi dalla schiavitù.

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Come attrarre salute e benessere

Come attrarre salute e benessere

Oggi scegli di attrarre salute e benessere. Sai che cosa impedisce più di tutto di avere un corpo, una mente e uno spirito sani? Scopri come in questo articolo per tornare (o iniziare) ad attrarre salute e benessere. La salute infatti non è una conquista, ma piuttosto il ripristino delle condizioni di perfetto benessere, vitalità ed equilibrio energetico di tutto il nostro essere, sul piano fisico, emotivo, mentale e spirituale. Ogni piano è interconnesso, per cui un sintomo a livello fisico indica un problema agli altri livelli. E un malessere emotivo indica una disconnessione spirituale e un problema di gestione della mente. Come tornare a sprizzare salute da tutti i pori, senza malanni, senza acciacchi, senza disagi o malesseri? Come tornare a sentire l’energia vitale scorrere liberamente e senza sforzo?

La causa spirituale della mancanza di salute

Mancanza di salute significa solamente una cosa: mancanza di amore. Quando c’è un qualsiasi problema, un malfunzionamento, un malessere, puoi stare certo che la causa profonda e originaria è spirituale. In altre parole, c’è un disallineamento tra te e il tuo vero Sé, c’è una mancanza di consapevolezza e di amore. Insomma, stai tenendo dentro qualcosa di sbagliato. Bada bene: non sto dicendo che ci sia qualcosa di sbagliato in te, perché ognuno è perfetto e tu non fai eccezione. Tuttavia, è anche vero che ognuno di noi non è, se non in rari casi, un santo, per cui spiritualmente c’è sempre qualcosa che si può correggere e migliorare. E riallineandoci alla Verità dell’Amore, possiamo tornare ad attrarre anche salute e benessere.

Ma che cos’è esattamente che impedisce di avere una salute di ferro e quel benessere delizioso, quel senso di armoniosità interiore ed esterna che tutti cerchiamo? La risposta è: il carico di colpa inconscia che portiamo dentro di noi, sia quella che interiorizziamo sotto forma di sensi di colpa, depressione, vergogna, apatia, paura, sia quella che proiettiamo all’esterno sotto forma di giudizio, rabbia, rancore, odio e disprezzo. La colpa è come una patata bollente: più la tieni dentro di te, più ti brucia e ti distrugge. Spesso pensiamo di potercene liberare proiettandola all’esterno. Ma in realtà proiettare la colpa (sotto forma di rabbia, accusa e giudizio) è come pensare di lanciare addosso a qualcuno la nostra patata bollente, dimenticando che essa è incollata nelle nostre mani.

Come attrarre salute e benessere

Insomma, la colpa rimane dentro di noi sia che la proiettiamo, sia che la neghiamo facendo finta che non ci sia o semplicemente dimenticandoci di essa. Così la colpa genera pensieri ed emozioni negative, che saturano il nostro essere di tossine. Le emozioni e i pensieri generati dalla colpa vanno a inquinare tutto il tuo essere, debilitandolo e rendendolo fragile e incline a sviluppare malattie, disturbi fisici ed energetici, malanni, malesseri emotivi, agonia e tormento mentale, sofferenza spirituale. A questo punto, avrai capito già che per attrarre salute e benessere devi assolutamente liberarti della colpa. E come liberarti della colpa? In questo articolo ti spiego esattamente come.

Quindi decidi di smettere di nutrire la colpa e la negatività dentro e fuori di te. E, come arma terapeutica, scegli il perdono, la pace e l’amore. Il perdono detossifica l’intero essere, per cui lo stesso corpo fisico ne beneficerà enormemente. La malattia è sempre l’effetto di una decisione inconscia di mantenere la colpa e la negatività dentro di sé. Nessuno può dire di scegliere una malattia consapevolmente, ma può stare certo che i pensieri che pensa e le emozioni che prova sono direttamente in relazione con la salute dell’intero essere. A livello della forma, magari la malattia sembra causa da un virus o da un batterio, ma ci siamo mai chiesti quale sia la ragione per cui il nostro organismo consente che il virus causi la malattia? Dopotutto, la malattia non è una proprietà del virus, ma una risposta del nostro organismo.

Coltiva uno spazio interiore sano e salutare

E chi è padrone delle risposte dell’organismo? Ovviamente noi. Solitamente non siamo così potenti da scegliere consapevolmente una malattia o guarire da essa, e questo non è nemmeno il nostro obiettivo. Piuttosto, è il nostro inconscio a selezionare le risposte. E l’inconscio risponde secondo ciò che trova dentro di sé! Se dentro di noi c’è un enorme carico di colpa e negatività, è praticamente ovvio che non potremo sprizzare salute da tutti i pori! Quindi diventa responsabile dei tuoi pensieri e delle tue emozioni: scegli di coltivare uno spazio interiore sano e salutare, dove la negatività non può entrare e le tossine non possono avere alcun effetto. In questo modo inizierai ad attirare naturalmente salute e benessere, pace e armonia, amore e abbondanza.

Ripetiti:

La salute dipende soltanto da me: nulla me la può dare o togliere. Creo un ambiente pulito dentro di me, mi libero dalle tossine dei pensieri e delle emozioni negative, lascio andare il carico di colpa e di giudizio contro me stesso e i miei fratelli e scelgo la pace e il perdono per iniziare ad attrarre salute e benessere e per vivere nella gioia e nell’amore.

Ossessionarti ti impedisce di attrarre salute e benessere

C’è un’altra cosa che bisogna dire: la salute dipende dall’Amore, è un dono di Dio. Quindi non ha senso ossessionarsi con essa. Anzi, per certi versi è addirittura presuntuoso. Infatti presuppone che sia il nostro ego a decidere la dieta perfetta o l’attività fisica migliore per stare bene. Non dico di non prendersi cura di sé secondo le modalità del mondo: anzi, ciò può essere la cosa più amorevole da fare. Tuttavia, spesso la salute diventa una questione ossessiva, e ciò dipende in gran parte dal nostro attaccamento al corpo. E l’ossessività e l’attaccamento al corpo sono uno dei simboli più importanti della disconnessione spirituale! E quindi anziché migliorare la salute, rischiamo di peggiorarla prendendoci eccessivamente cura di noi stessi.

Inoltre, l’ossessività fa diventare la vita un inferno, e ciò sicuramente fa ammalare molto di più delle tossine dei cibi o dell’inquinamento nell’aria. Ricorda che il potere è sempre tuo: sei tu a dare il potere o meno all’esterno. Quindi, lascia andare tutte le credenze in base alle quali un virus, un alimento, una tossina sia in grado di farti del male. Ad avere il potere è sempre e solo la tua mente: sta a te scegliere se continuare a cedere questo potere al mondo, rimanendone vittima, oppure riappropriartene, diventando padrone di te stesso e responsabile al 100% della tua vita. Smetti di preoccuparti e sii tu ad attrarre salute e benessere!

E ricorda sempre: l’amore è la medicina più potente!

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Come sentirsi degni di amore

Come sentirsi degni di amore

La maggior parte di noi ha un grande problema. In pochi lo ammettono. Per di più, pochissimi ne sono consapevoli. Dobbiamo riconoscere che dentro di noi c’è un’intensa sensazione inspiegabile di non meritare amore. Ci sentiamo indegni di essere amati. In alcuni tale senso di indegnità e vergogna è evidente e innegabile perché impedisce di vivere una vita normale. Nella maggior parte delle persone, invece, c’è un senso latente di vergogna che emerge solo in alcuni casi. Ma si tratta comunque di una sensazione dolorosa e disturbante. Qual è la ragione per cui ci vergogniamo di noi stessi, ci sentiamo in colpa e ci sentiamo indegni? E soprattutto come sentirsi degni di amore? In questo articolo parleremo proprio di questo.

Sembra proprio che dentro di noi ci sia un profondo vuoto di amore che deve essere colmato. Tale mancanza di amore il più delle volte non viene riconosciuta. Quando ci sentiamo depressi, disperati, apatici, arrabbiati, non pensiamo che ciò che ci manca sia l’amore. Proiettiamo all’esterno la causa del nostro dolore. E dimentichiamo che ogni malessere – fisico, emotivo e mentale – non è altro che la manifestazione di un vuoto di amore dentro di noi. La nostra infelicità ci spinge a colmare il nostro vuoto rifugiandoci in relazioni, attività e sostanze, salvo poi tornare prepotentemente ad affacciarsi dal profondo del subconscio per farci stare male inspiegabilmente. Non è vero che stiamo male perché succede qualcosa nel mondo: stiamo male perché ci manca l’amore. Ma raramente realizziamo che l’amore che cerchiamo è dentro di noi e così perdiamo tempo a cercare dei surrogati all’esterno.

Come sentirsi degni di amore

La verità è che l’unica fonte di Amore si trova dentro di noi. Tuttavia, abbiamo dimenticato tale verità perché ciò è stato necessario per formare un ego. L’ego ha bisogno di negare la fonte di Amore, poiché è da tale rifiuto che può prendere vita e sopravvivere. O meglio, può tenere in vita l’illusione della separazione. L’ego ha per definizione rifiutato l’Amore, poiché l’Amore è unità e assenza di ogni separazione, mentre l’ego ha bisogno di divisione e dualità per esistere. L’illusione di essersi separato dall’amore è presa come reale dall’ego, il quale pensa di poter essere punito e rifiutato per sempre da Dio per la sua colpa peccaminosa. Tale colpa si basa sulla dimenticanza dell’amore incondizionato di Dio. In ogni caso, il nostro ego ha nel suo nucleo una profonda vergogna e indegnità esistenziale.

Tale vergogna gli impedisce di fare ritorno all’Amore e addirittura lo porta ad averne paura e a rifugiarsi nel mondo come per potersi salvare da una presunta punizione divina. Ne risulta che ognuno di noi, come ego, si sente indegno di amore, poiché si vergogna profondamente di se stesso e si disprezza per aver potuto osare separarsi da Dio (o almeno pensare di farlo, poiché la separazione è illusoria). Quindi dentro di noi c’è un carico di vergogna, indegnità e colpa esistenziali sepolti nel profondo del nostro subconscio. Ovviamente l’ego per sopravvivere ha bisogno di nascondere questa colpa e di proiettarla all’esterno e su un corpo, in modo da potersi vedere come separato. Il solo fatto di vederci come corpi è il simbolo della separazione dell’ego dall’Amore.

La vergogna e la colpa esistenziali per aver rifiutato l’Amore

La vergogna e la colpa esistenziali per aver rifiutato Dio si manifestano sotto forma di ogni tipo di sofferenza e negatività. E la vergogna si trasforma in paura, rabbia, angoscia, disperazione, depressione, bisogni, desideri, orgoglio, apatia… Ogni forma di dolore è la manifestazione della mancanza di amore. L’ego ovviamente è abile a farci credere che la causa della nostra angoscia sia fuori di noi e che noi non abbiamo alcuna responsabilità per la nostra sofferenza. In questo modo, ci sentiamo vittime del mondo e degli altri ego. Ciò, per quanto ci riempia di sofferenza, permette all’ego di sopravvivere grazie alle proiezioni e alla possibilità di perpetuare il sogno di separazione. Ma la verità è che la sofferenza è la conseguenza di una nostra scelta interiore, di cui ora non abbiamo alcun ricordo consapevole.

Eppure viste sotto quest’ottica la vergogna e l’indegnità hanno un senso. La storia di Adamo ed Eva esprime in modo chiaro quanta vergogna fosse sorta nei due in seguito al “peccato originale”, ovvero alla scelta di vedersi separati da Dio. Per la Coscienza ritrovarsi confinata in un corpo è un trauma. E ogni volta che ci identifichiamo con l’ego riviviamo lo stesso trauma originario di separazione e contrazione. L’identificazione con l’ego causa enorme sofferenza, poiché coincide con il rifiuto dell’Amore. E il rifiuto dell’Amore non può che essere infinitamente doloroso. Non c’è altra ragione alla nostra sofferenza: stiamo male solamente perché ci siamo privati dell’Amore della Fonte, il resto sono solo proiezioni illusorie dell’ego per tenere viva la menzogna della separazione.

Per sentirsi degni di amore bisogna riconoscere la falsità della colpa

A questo punto, è evidente che per sentirsi degni di amore è necessario riconoscere la falsità della separazione e quindi del senso di vergogna e indegnità che sperimentiamo. Dobbiamo renderci conto che non abbiamo commesso alcun peccato e non abbiamo nessuna colpa, poiché non è avvenuta nessuna separazione e in ogni caso l’Amore della Fonte è così profondo e incondizionato che non ci ha mai lasciato. Siamo noi ad aver pensato che Dio si sarebbe potuto ribellare o avrebbe potuto punire la nostra follia. Ciò vuol dire che siamo stati noi, per nostra libera scelta, a rifiutare l’Amore. E la colpa e la vergogna che sono scaturite da questa scelta sono completamente fasulle. Esse hanno senso nel sistema dell’ego, poiché sono la sua linfa vitale e gli consentono di perpetuarsi.

Ma per noi non ha alcun senso continuare a portarci dentro il carico di un’indegnità insensata. Dobbiamo solamente avere il coraggio di guardare che la nostra colpa non ha davvero alcuna funzione se non quella di mantenere in vita l’identità-fantasma dell’ego. Per cui la paura che sorge quando vogliamo liberarci dall’ego è anch’essa falsa e possiamo lasciarla andare con sicurezza. Puoi vedere senza troppe difficoltà come la vergogna che provi non ha alcuna ragione di essere. Abbiamo paura di parlare in pubblico, di essere al centro dell’attenzione (o di non esserlo), di essere spontanei, di fare brutte figure… Tutte le nostre paure affondano le radici nel senso di indegnità e di colpa esistenziali che portiamo inconsciamente. Ovviamente in genere proiettiamo all’esterno la nostra vergogna, ponendola in situazioni ed eventi e soprattutto accusando gli altri di non amarci abbastanza.

Non mi sento amato abbastanza…

La sensazione di non sentirsi amati abbastanza è la proiezione del fatto che noi non ci amiamo abbastanza. E il fatto di non amarci abbastanza deriva dal fatto di aver chiuso il nostro cuore all’Amore gratuito e incondizionato della Fonte. Per ottenere tale Amore in realtà non dobbiamo fare nulla, poiché è sempre lì, dentro di noi. Dobbiamo solamente smettere di rifiutarlo! E per smettere di rifiutarlo dobbiamo riconoscere che non siamo un corpo, non siamo il nostro ego, ma siamo uniti nell’Amore. Dobbiamo realizzare che l’unica Fonte di Amore è dentro di noi e solamente noi possiamo aprirci a essa, arrendendoci e lasciandoci andare tra le sue braccia. Questo è l’unico modo per sentirci amati abbastanza. Infatti il mondo non può rispondere alle nostre richieste, perché è fatto per mantenere intatta la separazione.

Nessun partner, nessun genitore, nessun figlio potrà riempire il nostro vuoto di amore. Noi abbiamo scelto di rifiutare l’Amore e quindi solo noi possiamo scegliere di tornare a Esso. Nessuno può farlo al posto nostro. E non perché non voglia farlo, ma perché è impossibilitato a farlo. Quindi dobbiamo smettere di cercare amore all’esterno e di lamentarci di non essere stati amati abbastanza durante l’infanzia o di avere partner poco amorevoli. E dobbiamo rivolgerci alla Fonte interiore di Amore. Lì si trova l’unica soluzione reale ai nostri problemi. Anzi, la soluzione all’unico problema della mancanza di amore che avvertiamo dentro di noi. Infatti noi non abbiamo problemi sociali, relazionali, lavorativi, ma solo un vuoto di amore da riempire. Ogni problema è una proiezione dell’ego, ma nasconde l’unico reale problema della separazione.

Assumersi la responsabilità del vuoto dentro di sé per sentirsi degni di amore

Dobbiamo allora assumerci la responsabilità dell’amore che non sentiamo. Ciò può essere difficile se abbiamo avuto un passato in cui effettivamente abbiamo subito traumi o un’infanzia priva di affetto. Eppure non c’è altro modo per superare l’indegnità e sentirsi degni di amore. Dopotutto, diamo per scontato che la nostra sofferenza sia il risultato del nostro passato. Ma come possiamo escludere di aver fatto una scelta in favore della separazione prima di nascere? Non possiamo escluderlo a priori, anche perché fare questo non farebbe altro che farci vedere come delle vittime senza alcuna possibilità di salvezza. Mi rendo conto che chiedere una simile responsabilità richieda un’enorme maturità, un grande coraggio e una profonda umiltà e disponibilità. Ma, ripeto, questo è l’unico modo per iniziare a sentirsi degni di amore.

All’inizio puoi credere che sia impossibile che la scelta di sentire l’amore dentro di sé o non sentirlo sia una tua responsabilità. Ma quando ti assumi davvero la responsabilità di ciò e inizi a fare un percorso per tornare alla Fonte di Amore, ti rendi conto che è così. Ti rendi conto che l’Amore è sempre stato lì, dentro il tuo cuore. Realizzi che non c’è mai stato bisogno di cercare l’amore all’esterno, in un partner o un genitore. Comprendi che l’Amore è interamente dentro di te, non un brandello, non un frammento, ma l’intera Fonte di Amore. E a quel punto ogni bisogno di cercare l’amore all’esterno scompare nella profondità dell’unico vero Amore. Ciò può sembrare incredibile, eppure è così: puoi vederlo tu stesso nella tua esperienza, se solo avrai il coraggio di tornare alla Fonte di Amore.

Come tornare alla Fonte di Amore

Come tornare all’Amore della Fonte per sentirsi degni e superare la vergogna e la colpa esistenziali? Per fare ciò dobbiamo innanzitutto smettere di proiettare la nostra colpa all’esterno. La nostra colpa è proiettata sotto forma di odio, giudizio, rabbia per il mondo e per gli altri e ogni forma di negatività e sofferenza. Dobbiamo lasciar andare le nostre proiezioni alla Presenza amorevole dentro di noi, riconoscendo che esse servono solo all’ego e ci mantengono lontano dalla pace e dall’Amore. Questo è il vero perdono: il perdono è un atto con cui arrendiamo le nostre percezioni e ci apriamo alla visione del cuore. Più “perdoniamo”, più ci apriamo alla Fonte di Amore dentro di noi e l’Amore e la pace tornano a illuminarci e a riempire il nostro cuore.

Tutta la vergogna e la colpa e ogni sofferenza che sentiamo è un vuoto di amore. Quindi soltanto aprendoci all’Amore possiamo sciogliere il nostro dolore e sentirci nuovamente degni di essere in pace e nella gioia, qualunque cosa succeda attorno a noi. E smetteremo di mendicare amore all’esterno, e anzi potremo dispensarlo tranquillamente al mondo poiché ne saremo così pieni da traboccare. Quindi, devi solo realizzare che l’Amore è dentro di te e accedere a Esso per guarire tutte le tue ferite e i tuoi traumi, i tuoi malesseri e la tua indegnità e colpa. E per accedere a Esso devi rimuovere gli ostacoli creati dall’ego, ovvero le sue proiezioni, percezioni e interpretazioni illusorie.

L’Amore non viene dal mondo, ma è dentro di te

Una delle proiezioni che più ti impediscono di accedere all’Amore dentro di te è considerare che l’amore che ricevi dipenda dal mondo. Tale proiezione ci porta a pensare che la colpa della nostra sofferenza e del nostro vuoto emotivo, delle nostre carenze affettive e dei nostri traumi psicologici sia dei nostri genitori, dei nostri insegnanti, del nostro passato. Dobbiamo avere la forza di lasciar andare tale interpretazione della realtà. Infatti essa è solamente un’interpretazione e non è la verità assoluta. Non possiamo avere la presunzione di sapere la ragione per cui soffriamo e per cui non ci sentiamo amati. Se non altro, tale presunzione non fa altro che sabotare i nostri sforzi e boicottarci terribilmente.

L’Amore non può venire dal mondo, anche perché il mondo è solo una proiezione della coscienza e non ha volontà propria. Il mondo non ha il potere di dare o togliere l’amore o la felicità. Quindi il fatto di sentirci amati non può dipendere dal mondo. Il fatto che apparentemente alcuni crescano in condizioni di maggiore amore rispetto ad altri è anch’esso un’illusione. Al limite, un ego può crescere “forte e sano” e sentire meno sofferenza e riuscire a riempire più facilmente il vuoto di amore. Ma in realtà ognuno ha dentro di sé tale vuoto di amore solo per il fatto di aver scelto di identificarsi con l’ego. Quindi dobbiamo anche smettere di invidiare chi riceve più amore di noi, poiché in realtà tutti soffriamo dello stesso problema.

L’amore dell’ego è un pallido surrogato del vero Amore

Non c’è nessuno che può essere amato più di altri all’interno del sistema dell’ego. Ciò che sembra Amore è, nella maggior parte dei casi, un pallido surrogato o una forma limitata dell’unico Amore del nostro cuore. E dobbiamo stare attenti quando chiediamo amore all’esterno: in realtà che cosa stiamo cercando? Non è che stiamo cercando la salvezza del nostro ego? In tal caso ci stiamo destinando a ulteriore miseria e sofferenza. L’urlo di disperazione dell’ego non è una richiesta di cui fidarsi ciecamente. Se non altro, rischiamo di aumentare solamente il nostro dolore. Infatti l’ego può cercare l’Amore soltanto laddove non lo può trovare, perché questo gli garantisce almeno la sopravvivenza.

Prima di accusare il mondo di non amarci abbastanza o di cercare l’amore all’esterno, fermiamoci un attimo. Pensiamo a tutte le volte in cui fare questo non ha fatto che alimentare il nostro malessere. E cerchiamo di scoprire che cos’è veramente l’Amore, dove si trova e come si può “ottenere” in modo che non ci scappi in continuazione e che non dobbiamo dipendere da qualcuno o qualcosa per averlo. Dopotutto, aver bisogno di un partner per soddisfare i nostri bisogni ci lascia in balia del mondo. Se il partner ci lascia dopo aver riempito per un po’ il nostro vuoto, la nostra sofferenza torna più forte di prima. E… non ci resta che piangere. Ma proprio nel momento di massima disperazione, potremmo arrenderci al vero e unico Amore…

Come sentirsi degni di amore nella disperazione

E proprio nella disperazione di un tradimento o di un evento emotivo difficile si apre un’enorme possibilità. In realtà, si apre un bivio: possiamo affondare ancora di più nel nostro vuoto di amore, renderlo reale e sentirci soli e disperati; oppure possiamo guardare quel vuoto con coraggio e accogliere il dolore con tutto il nostro essere. In questo modo, il dolore si trasforma in amore. La Presenza amorevole dentro di noi scioglie il malessere e lo trasforma in se stessa. La sofferenza che sperimentiamo durante una separazione o un lutto è in realtà sempre stata lì, a covare in sordina. L’evento esterno non causa il nostro dolore, ma non fa altro che farlo emergere in tutta la sua potenza.

Il dolore – e cioè il vuoto di amore – era sempre lì, latente. E di tanto in tanto qualche evento estremo viene a scuoterci in profondità per ricordarci della nostra sofferenza. Quando ciò accade, dobbiamo avere il coraggio di arrenderci, chiedendo all’Amore di sciogliere il nostro dolore. E se avremo abbastanza fede e devozione potremmo ricevere una sorpresa straordinaria. Potremmo iniziare a sentirci degni di amore nella disperazione, mentre scopriamo che il mondo è un posto inaffidabile per cercare amore e che l’unico Amore è sempre stato nel profondo del nostro cuore. E inizieremo a valorizzare molto di più la Fonte interiore di Amore invece che le fonti insignificanti di amore del mondo.

Sciogliere il dolore con l’Amore

Non è necessario aspettare eventi tremendi per aprirci all’Amore. Possiamo imparare a portare Amore anche nei nostri malesseri più sottili. Dobbiamo riconoscere che ogni singolo malessere è solamente una manifestazione del fatto che non siamo abbastanza aperti all’Amore, ovvero che non (ci) amiamo abbastanza. Il dolore è solamente assenza di Amore, quindi l’unico modo per guarirlo è portarvi Amore. Ogni volta che senti un malessere di qualche tipo, fermati un attimo e svolgi una piccola meditazione: guarda il tuo dolore senza paura, lasciando andare le resistenze e la tendenza a scappare, a giudicare il malessere e a rifiutarlo. Dopodiché, inspira dicendo: “Mi riempio di amore” ed espira dicendo: “Lascio che l’Amore sciolga il mio dolore”.

Prova a parlare a tu per tu con il tuo cuore, chiedendogli di farti vedere perché soffri. Non usare ciò come una strategia per evitare il dolore. Usalo piuttosto come mezzo per comprenderlo e, solo dopo averlo compreso, scioglierlo alla luce dell’Amore. L’Amore è l’unico rimedio in grado di eliminare ogni sofferenza e guarire ogni trauma, compiendo miracoli straordinari. Se vogliamo accedere al potere dell’Amore, dobbiamo però desiderare intensamente, con tutto il nostro cuore e le nostre forze, di aprirci a Esso. Che cosa succede quando proviamo ad aprirci all’Amore facendo una simile meditazione? Potremmo sentire una profonda vergogna: in tal caso, dobbiamo renderci conto che quella è la vergogna esistenziale che ci porta a rifiutare l’Amore e dobbiamo riconoscerla come falsa per superarla e aprirci all’Amore.

Affrontare la vergogna per sentirsi degni di amore

Per sentirsi degni di amore è necessario diventare consapevoli della vergogna dentro di noi e sviluppare l’intenzione di lasciarla andare. Un buon modo per affrontare la vergogna è cimentarsi direttamente in una situazione che ci mette in imbarazzo e ci fa paura. Tuttavia, non dobbiamo farlo a caso. In altre parole, non dobbiamo affrontare la vergogna solo per il gusto di farlo. Infatti potremmo rischiare di rendere reale il nostro senso di indegnità e aumentare la nostra sofferenza. Dobbiamo invece cercare innanzitutto di vedere come la vergogna sia completamente falsa e sia solamente un blocco all’amore dentro di noi. Dopodiché, dobbiamo desiderare che il nostro cuore si apra all’Amore.

E a quel punto possiamo scegliere qualunque cosa che faccia emergere la nostra vergogna per superarla. Non è necessario che affronti la tua paura più grande: anche il solo fatto di guardarti allo specchio e dirti: “Mi amo” potrebbe costarti molta fatica e farti vergognare. Non dobbiamo fare molto per far affiorare la nostra sensazione di non sentirci amati. Guardandoci allo specchio, possiamo accorgerci che i primi a non amarci siamo noi stessi. La figura che vediamo allo specchio spesso non ci piace, perché siamo pieni di giudizio verso noi stessi. Dobbiamo riconoscere la falsità di quel giudizio e non farcene dominare. Dopodiché, possiamo affrontare la vergogna che emerge. Dobbiamo lasciare che emerga, senza voler fare nulla per controllarla. Poi, se ce la sentiamo, possiamo dirci che ci amiamo oppure parlare in pubblico.

Non è importante ciò che facciamo, ma la nostra intenzione di superare gli ostacoli all’Amore.

Rimuovere gli ostacoli all’Amore

Per sentirci degni di amore, dobbiamo quindi rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di accedere all’Amore dentro di noi. La vergogna e la colpa esistenziali sono il nucleo fondante dell’ego e l’ostacolo principale. Tuttavia, tale sensazione di indegnità si riflette sotto forma di ogni genere di negatività, proiettata spesso sugli altri. In particolare, si nasconde sotto forma di giudizio verso gli altri o direttamente rivolto a noi stessi (qui puoi scoprire come eliminare il giudizio). Se ci sforziamo di non giudicare nulla e nessuno, il nostro cuore comincia ad aprirsi. E il nostro senso di colpa diminuirà notevolmente. Inoltre, possiamo sforzarci di amare incondizionatamente gli altri, poiché amando gli altri amiamo anche noi stessi ed eliminiamo la separazione.

E possiamo sostituire il nostro giudizio con la compassione. Possiamo pregare, contemplare la Bellezza e riempirci di positività. Possiamo cercare di essere il più possibile gentili e amorevoli. E possiamo coltivare la gratitudine. In altre parole, dobbiamo nutrirci di amore. L’amore che portiamo al nostro cuore scioglie la colpa e la vergogna, aprendoci alla Fonte del vero Amore. E in tal modo la sensazione di non sentirci degni di amore si dissolverà nel nulla e potremo addirittura sorridere per esserci potuti mai sentire indegni di amore!

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Come smettere di sentirsi in colpa

Come smettere di sentirsi in colpa

La colpa è uno dei meccanismi più subdoli dell’ego. Ognuno di noi ha un carico più o meno pesante di colpa. Esso rimane sepolto nel nostro subconscio finché non lavoriamo per eliminarlo. La colpa è intrinseca all’ego, poiché discende dalla convinzione di aver rifiutato l’amore e di essersi separati dall’Uno. Essa è legata alla paura di poter essere puniti da Dio. Nella colpa è sempre intrinseca la paura di una punizione e della vendetta, la quale è proiettata all’esterno. Inoltre, la colpa contiene in sé indegnità e vergogna. Ma come smettere di sentirsi in colpa per vivere una vita all’insegna della libertà, della spontaneità, dell’amore e della gioia? In questo articolo parleremo proprio di questo argomento.

La colpa è uno dei nostri segreti più inconfessabili. La portiamo dentro sotto forma di carico emotivo e di pensieri ossessivi e di paura. Essa ci impedisce di vivere in pace, ci manipola profondamente e ci rende schiavi del mondo. Superare la colpa è un passo fondamentale per troncare la nostra dipendenza dall’esterno. Finché portiamo colpa dentro di noi, rimaniamo con un vuoto di amore, siamo insicuri e poco radicati in noi stessi e non possiamo accedere alla vera pace e felicità. La colpa infatti è essa stessa una mancanza di amore e nasce dal nostro disallineamento spirituale. Ci sentiamo in colpa quando ci crediamo mortali, limitati e vulnerabili e in tal modo crediamo di poter ferire gli altri e, soprattutto, di poter essere “puniti” e soffrire.

Come smettere di sentirsi in colpa

La colpa è dunque intrinseca al sistema dell’ego. Nel momento in cui ci vediamo separati e mortali, realizziamo di poter essere feriti, uccisi, traditi e di poter provare dolore sulla nostra carne. Tale paura esistenziale, che discende direttamente dalla paura della morte e della dissoluzione, crea un profondo senso di indegnità e vergogna. Tale indegnità ha lo scopo di renderci piccoli agli occhi del mondo e degli altri ego, in modo da apparire incapaci di fare del male e quindi suscitare la pietà dei nostri simili. Nascondendoci dietro la colpa, ci sentiamo in questo modo tutelati e protetti (pur falsamente) dalla paura della morte e della sofferenza. Ci facciamo piccoli e sofferenti, miseri e poveri, in modo da non essere perseguitati o tormentati.

Insomma, la colpa ci permette di apparire innocenti. In pratica, è come se dicessimo: “Guarda, ti sembra che io possa fare del male e, se anche lo faccio, guarda che misero che sono, non vorrai mica alzare le mani su un corpo così fragile?”. Preferiamo rimanere deboli e fragili pur di godere di un minimo di sicurezza, poiché crediamo che la nostra sopravvivenza dipenda dal mondo e dagli altri ego. Eliminare la nostra colpa vorrebbe dire sacrificare la sicurezza in nome dell’incertezza. Ma in quest’incertezza si trovano anche la libertà, la felicità e la pace. Eppure affrontare l’abisso dell’ignoto risveglia la nostra paura e ci spinge a rimanere nascosti dietro il cumulo di colpa e di vergogna che abbiamo eretto per proteggere il nostro ego.

Riscopri la tua vera natura: essa non può fare né subire il male

A questo punto è evidente che per smettere di sentirsi in colpa è necessario scoprire chi siamo veramente, oltre l’identità illusoria del nostro ego. Ciò è fondamentale per trovare un radicamento e una certezza che controbilanci la necessità di abbandonare la (falsa) sicurezza offerta dall’ego. E tale centratura può essere trovata solamente nella propria anima, nel vero Sé, nella pura coscienza che in realtà siamo sempre stati, ma abbiamo dimenticato essere la nostra reale essenza per identificarci con l’ego. Radicandoci profondamente dentro noi stessi, scopriamo che la paura e la colpa, la vergogna e l’indegnità sono completamente false, poiché nascono per proteggere un ego che nemmeno esiste. Non a caso la colpa si manifesta attraverso un insieme di forme mentali ed emozioni create inconsciamente da noi stessi per via del nostro errore di identità.

E i pensieri e le emozioni non sono che pacchetti di energia, non hanno nulla di reale quanto al loro contenuto! Eppure la nostra identificazione con la forma ci spinge a credere reali le loro storie. Dobbiamo allora creare un distacco dalla nostra mente tramite l’osservazione. In questo modo impariamo a evitare di rimanere “incastrati” nelle forme mentali. Riscoprendo la tua vera natura, ti accorgi che essa non può ferire nessuno, perché è immateriale e per la stessa ragione non può essere ferita da nessuno. Quindi nessuno potrà più punirti o vendicarsi su di te. E potrai allora superare la colpa per aprirti alla pace e all’amore incondizionato del tuo cuore.

Smettere di giudicare e di incolpare il mondo per smettere di sentirsi in colpa

Un altro modo per sbarazzarci della colpa dentro di noi e smettere di sentirci indegni è smettere di incolpare e giudicare gli altri. Ogni volta che accusiamo qualcuno, stiamo in realtà accusando noi stessi e la prossima volta che saremo noi a fare qualcosa di “cattivo”, ci sentiremo tremendamente in colpa. Giudica e sarai giudicato: non è una punizione dal Cielo, ma la conseguenza delle nostre proiezioni, che ci portano a sentire su di noi il peso del giudizio che proiettiamo all’esterno. Dobbiamo assolutamente praticare il non giudizio se vogliamo alleviare il peso della nostra voce critica. Ogni giudizio, che sia diretto contro di noi oppure contro qualcuno all’esterno, è come una pietra nella nostra psiche e veleno per le nostre vene.

L’ego è abile nel proiettare la colpa all’esterno e farci credere che a essere cattive siano le persone fuori di noi. Dopotutto ci sono gli assassini, i politici corrotti, i genitori poco amorevoli, i figli disubbidienti, il governo ladro, le multinazionali imbroglione… L’ego ha un enorme arsenale di risorse e di conferme nella realtà esterna per incolpare il mondo. Eppure l’ego nasconde che in questo modo può mantenere intatta la propria colpa e rimanere una vittima. La colpa è infatti una forma profonda di vittimismo. E il vittimismo è a sua volta una forma di schiavitù. Smettere di sentirsi in colpa perciò significa smettere di essere schiavi. Schiavi di chi o di che cosa? Ovviamente della nostra mente, che proietta le nostre catene all’esterno, facendoci credere che i nostri padroni siano là fuori.

Com’è possibile che incolpare gli altri alimenti la nostra colpa?

Ma com’è che incolpare o giudicare gli altri appesantisce il carico della nostra colpa e la tiene sepolta in profondità? Ciò accade per il meccanismo della proiezione. L’ego non ha il coraggio di tenere dentro di sé tutta la colpa e la vergogna che prova. Quindi ha la brillante idea di proiettare all’esterno il proprio carico. Per la legge dello specchio, ciò che vediamo nel mondo è ovviamente sempre qualcosa che portiamo dentro di noi. Il mondo infatti è solamente un riflesso della nostra coscienza. Quindi non c’è alcuna differenza tra giudicare noi stessi e gli altri. L’ego è abile a ingannarci e nel farci credere che no, in realtà siamo davvero giudicando il politico corrotto, il figlio disubbidiente, il genitore poco amorevole. Ma questo è proprio l’inganno dell’ego e noi ci caschiamo come pere cotte!

Quindi quando incolpiamo gli altri nascondiamo più profondamente la nostra colpa, e a quel punto sembra che ci siano padroni, cattivi, essere meschini all’esterno. In realtà ciò che proviamo per quelle persone è l’odio e l’indegnità che proviamo per noi stessi, ma per l’appunto sostenere tutto quel carico di odio è impossibile per l’ego, che quindi lo “allevia” proiettandolo un po’ qua un po’ là, come delle gocce, in modo da non sentire il peso della colpa concentrato tutto su sé stesso così da non soffocare. Ma in questo modo accade che anziché affogare all’improvviso, ci destiniamo a una lenta agonia, che distrugge tutto il nostro essere in modo graduale e misero. Dobbiamo allora avere il coraggio di riconoscere che tutta la colpa che proiettiamo all’esterno è dentro di noi, in modo da iniziare a rimuoverla.

Com’è possibile che il politico corrotto abbia a che fare con la colpa dentro di me?

Sì, ma com’è possibile che quel politico corrotto abbia a che fare con la colpa dentro di me? Può non essere immediatamente evidente, ma c’è necessariamente una relazione. Innanzitutto, se infatti l’odio che provi per quel politico fosse una caratteristica intrinseca a esso, tutti dovrebbero provare la stessa sensazione di disgusto, rabbia o risentimento. Eppure non è così. Ognuno reagisce in maniera diversa in base al carico di emozioni e credenze che porta dentro di sé. E quindi dobbiamo avere il coraggio di chiederci quale parte di noi riflette quel politico corrotto, quel genitore poco amorevole, quel figlio disubbidiente. E non dovremo arrenderci finché non la troveremo.

Se non sopporti un politico, in realtà non sopporti te stesso o una parte di te. Quale parte di te esattamente? Una caratteristica che sai di avere ma fai finta che non sia dentro di te. Se ad esempio odi le persone orgogliose, significa che non accetti di avere dentro di te un certo quantitativo di orgoglio. E se odi un genitore o un tuo caro, devi scoprire quale parte di te odi. I tuoi famigliari sono le parti più profonde di te, per cui se provi fastidio, irritazione o addirittura odio nei loro confronti, stai in realtà odiando te stesso. La maggior parte di noi non ammette di odiare se stesso, poiché l’ego ha bisogno di fare ciò per non distruggersi (in realtà si distrugge comunque da solo). Eppure ciò non toglie che ci odiamo piuttosto profondamente. Altrimenti vedremmo solamente bellezza e amore.

Riempirsi di amore per smettere di sentirsi in colpa

La colpa è a tutti gli effetti un vuoto di amore. E che cosa può riempire questo vuoto se non l’amore stesso? Dobbiamo allora imparare ad apprezzare il nostro valore a prescindere dalle condizioni esterne e amarci profondamente. Dobbiamo costruire un’autostima solida e incrollabile. E dobbiamo nutrire il nostro cuore di amore. In questo modo sciogliamo il senso di non meritare, di non valere abbastanza, di non essere degni di amore. E la nostra colpa diminuisce. Non dobbiamo solamente occuparci di amare noi stessi. Possiamo anche aprirci all’amore incondizionato. Ad esempio, possiamo iniziare a provare compassione per gli altri. In tal modo gli altri non saranno più percepiti come minacce, ma al limite come individui che fanno richieste di amore.

La nostra colpa infatti è legata alla nostra paura di ricevere punizioni e vendette. Ma se vediamo l’innocenza di chi ci circonda, non avremo più nulla da temere e la nostra colpa verrà alleviata di conseguenza. Inoltre, amando gli altri amiamo anche noi stessi e riempiamo così il nostro vuoto di amore. In generale, per liberarci dalla colpa possiamo dedicarci all’apertura del cuore (scopri di più qui). Ciò significa diventare tutt’uno con la nostra anima e radicarci in essa, affondando sempre di più nella pace, nell’amore e nella gioia che non sono di questo mondo. In tale modo la nostra colpa emergerà naturalmente e si scioglierà in modo spontaneo, se solo noi ci affidiamo completamente e intensamente al nostro cuore e lasciamo che esso la risolva.

Stare attenti alle proiezioni dell’ego

Come abbiamo detto, l’ego proietta la colpa all’esterno sotto forma di giudizi sugli altri. In più, formula una serie di giudizi su sé stesso con i quali si impone certi comportamenti. Alla base della colpa, c’è sempre la convinzione che per essere riconosciuti dagli altri ci sia bisogno della loro approvazione. Quindi non si può dire di no né ferire gli altri. E così nasce la timidezza. Spesso si confonde la timidezza con la sensibilità, perché diciamo di avere paura di fare del male agli altri. In realtà la paura di ferire gli altri nasconde la paura di poter subire il male e quindi la credenza nella propria mortalità, fragilità e vulnerabilità.

In virtù di tale vulnerabilità, sacrifichiamo la nostra libertà in nome della sicurezza e dell’approvazione sociale. E così facciamo cose che non vorremmo, ci poniamo limiti e ci incateniamo, ci facciamo manipolare e diventiamo schiavi del mondo. Pur di non sentirci in colpa siamo disposti ad accettare un invito pieni di malumore e risentimento o di malinconia e depressione. Pur di non sentirci in colpa diciamo di sì a cose che non faremmo mai in una situazione di “lucidità mentale”. La colpa sequestra i nostri neuroni, ci piega come un fucile puntato sulle nostre tempie, ci costringe a comportarci in modo folle e sconsiderato. Tutte le situazioni in cui ci sentiamo in colpa in realtà sono solo occasioni per far emergere il carico di colpa che è sempre sepolto dentro di noi.

Creare un Io centrale

Lo stesso fatto di non saper dire di no è solo un effetto della colpa che portiamo dentro. Anche l’insicurezza, la timidezza, il bisogno di rassicurazioni e conferme dall’esterno, approvazione sociale e riconoscimento sono legate alla nostra colpa. Avendo la colpa dentro di noi, non ci sentiamo degni di amarci e di considerarci come individui di valore. E quindi ricerchiamo l’amore e il riconoscimento all’esterno. Quindi la colpa ci rende a tutti gli effetti dei mendicanti. Per smettere di sentirsi in colpa è necessario realizzare come la colpa sia davvero deleteria e ci renda pazzi.

Quando siamo in preda alla colpa, siamo delle marionette nelle mani dell’ego. Dobbiamo accorgerci immediatamente di ciò se vogliamo liberarci del nostro fardello! La colpa è legata anche alla mancanza di un Io centrale, per cui i tanti piccoli io della personalità esprimono volontà contrapposte e in tal modo quando diciamo sì è no e quando diciamo no è sì oppure ni. L’Io centrale si ottiene sempre attraverso l’apertura del cuore. In particolare, se vogliamo sviluppare una forza di volontà ferrea, dobbiamo dissolvere i nostri piccoli io con la presenza, accorgendoci di come le nostre scelte siano raramente libere e il più delle volte condizionate dai meccanismi dell’ego.

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Come smettere di dipendere dal mondo

Come smettere di dipendere dal mondo

Come smettere di dipendere dal mondo? La maggior parte di noi dipende da fonti esterne per essere felice e sentirsi amato e protetto. Infatti dentro di noi c’è un vuoto di amore che vuole essere colmato. Tale vuoto di amore dipende dalla nostra scelta inconscia di identificarci con l’ego e rifiutare l’Amore della Fonte divina dentro di noi. Dentro di noi è sepolta una profonda colpa esistenziale, poiché inconsciamente riteniamo di aver rifiutato l’Amore di Dio. È il famoso “peccato” originale, che noi consideriamo reale. In realtà non è mai accaduto nessun peccato, poiché non è mai avvenuta la separazione da Dio. L’idea di essere lontani dall’Amore è solo un’illusione. Eppure crediamo la nostra colpa tanto reale da comportarci di conseguenza.

La colpa sepolta nel nostro subconscio ci porta a mantenere un senso di vergogna e indegnità inconfessabili. La prima manifestazione di ciò è la paura di farsi vedere nudi, che è tuttora considerata una cosa scabrosa. A ben pensarci, si tratta di una paura priva di senso, che affonda le radici nella nostra colpa primordiale, come è esemplificato dalla storia di Adamo ed Eva. La prima sensazione che segue all’illusione che sia avvenuta la separazione dall’Amore è una vergogna abissale e incontenibile. Noi tutti, finché siamo nel sistema dell’ego, portiamo dentro di noi la traccia di quella vergogna. E ciò condiziona le nostre vite in maniera radicale. Ci porta a non amare noi stessi, a sottometterci ad autorità, a dipendere affettivamente dai genitori o dal partner, a cadere in dipendenze di qualunque tipo, a non essere spontanei, a essere schiavi e vittime, ad avere problemi sessuali e relazionali.

Come smettere di dipendere dal mondo

Il capitolo “dipendenze” è uno dei temi più trattati eppure anche uno di quelli di cui si capisce di meno. Infatti solitamente si trattano le dipendenze come se fossero dei problemi comportamentali. Si considerano cioè a livello della forma e si curano a quel livello. Ma ogni dipendenza è in realtà la conseguenza della colpa che portiamo dentro di noi. Essa è un malloppo sorto in seguito all’apparente rifiuto dell’Amore di Dio. All’alba dei tempi abbiamo giurato fedeltà all’ego, e per fare questo abbiamo dovuto rifiutare l’Amore di Dio. Ciò ci ha chiaramente riempito di enorme vergogna e colpa, poiché pensavamo che saremmo stati puniti e rifiutati da Dio. In realtà la separazione non è mai avvenuta, ma noi la riteniamo reale e tuttora la maggior parte di noi si identifica con il proprio ego.

Al di là di questa narrazione, che può essere ritenuta vera o meno, sta di fatto che dentro di noi giace un grosso carico di colpa. Essa ovviamente è profondamente nascosta e inconscia, per cui si manifesta in ogni maniera, tranne che nella sua forma originaria. In altre parole, proiettiamo la nostra vergogna e la nostra colpa all’esterno, creando idoli, dipendenze, autorità, altri ego. Tutto ciò ci serve per mantenere sepolta la nostra colpa, in modo da punirci da soli piuttosto che accettare di poter essere puniti da Dio, il quale viene considerato a torto dall’ego come vendicativo. In generale, accettiamo di dipendere dal mondo e di sottometterci a esso, in primis credendo che esista un mondo esterno e che ci siano altri ego fuori di noi, pur di mantenere intatta la nostra promessa di fedeltà all’ego.

Siamo diventati schiavi di noi stessi

Per essere separati dal Tutto, abbiamo dovuto dare vita alla dualità. E abbiamo iniziato a credere che noi fossimo un piccolo corpo e abbiamo proiettato all’esterno altri corpi e altri ego. Pieni di vergogna e colpa, ci siamo subito resi conto che la separazione da Dio ci ha reso individui mortali, limitati e soprattutto incapaci di provvedere da soli ai nostri bisogni. Tuttavia, una volta compiuta la scelta non potevamo tornare indietro. Non potevamo più ammettere di dipendere da Dio. E allora abbiamo trovato una soluzione: iniziare a dipendere dal mondo e dagli altri ego per sopravvivere. Abbiamo dovuto cominciare a procurarci da vivere attraverso fonti esterne, ci siamo riempiti di un enorme numero di bisogni, nascondendo il fatto che l’unico nostro vero bisogno è l’Amore di Dio.

E allora abbiamo iniziato a proiettare all’esterno le fonti della nostra sopravvivenza, del nostro amore, della nostra felicità e sicurezza. In tal modo siamo diventati degli schiavi. O almeno, apparentemente è successo così. Ma è pur sempre un’illusione. E infatti la schiavitù – così come la libertà – è una scelta della nostra mente. Il mondo stesso – per come lo vediamo noi – è una creazione della nostra mente. Quindi la prigione non è esterna, ma è interna, e questo è fondamentale da capire per poter smettere di dipendere dal mondo. Ovvero, siamo schiavi di noi stessi e del nostro stesso gioco di proiezioni.

L’ego proietta all’esterno le fonti di amore, felicità e sicurezza

Dicevamo che abbiamo proiettato all’esterno l’amore, la felicità e la sicurezza. Abbiamo dimenticato che tutte queste cose erano dentro di noi, poiché non ci siamo in realtà mai separati da Dio. Eppure la nostra credenza nella separazione è talmente forte che continuiamo tuttora a cercare amore, felicità e sicurezza nel mondo. E a questo punto non importa quale tipo di dipendenza ognuno di noi ha: infatti l’ego trova mille strade per manifestare la propria schiavitù. Possiamo dipendere dal nostro partner, da una sostanza, da un’attività, dai nostri genitori. Qualunque sia la dipendenza, essa è un’espressione dell’incapacità dell’ego di sopravvivere da solo e, insieme, una strategia per seppellire la propria colpa e vergogna e, nascostamente, per raccogliere delle briciole di amore e felicità, soddisfazione e sicurezza.

In particolare, l’ego ha creato l’autorità in modo da potersi sentire superiore in un caso e inferiore in un altro. La superiorità si esprime sotto forma di orgoglio e consente di supplire alla mancanza di amore attraverso la rivendicazione di meriti, la prepotenza e la presunzione, ma anche l’attaccamento ai risultati e alla propria identità, al potere e alla fama. L’inferiorità si esprime come disperato bisogno di protezione, timidezza, sottomissione a chi è più potente (l’autorità, appunto). Tale dialettica superiorità/inferiorità è evidente nel rapporto tra datore di lavoro e sottoposti, tra insegnanti e alunni, tra re e sudditi, tra ricchi e poveri, potenti e deboli, carnefici e vittime.

Il dilemma dell’autorità

Nel sistema dell’ego non può esserci una relazione paritaria: uno dei due dev’essere più potente, più forte, più importante e avere potere sull’altra persona. Questa, dal canto suo, deve sottomettersi all’autorità, con riverenza e timidezza, paura e sottomissione. In questo modo bisogna dare del Lei o del Voi alle persone “più importanti”, bisogna baciare i piedi del re, si deve essere comandati da qualcuno. Ovviamente ciò non avviene a causa di un’autorità esterna che si impone su di noi. La verità è, invece, che ognuno di noi inconsciamente sceglie di piegarsi alle autorità, per poi passare di tanto in tanto alla posizione di privilegiato che ha potere sugli altri. Si tratta di un meccanismo infantile e insensato, eppure necessario per tenere in piedi il sistema dell’ego.

Senza autorità infatti l’ego è perduto. Ma se vogliamo smettere di dipendere dal mondo dobbiamo riconoscere e portare alla luce questo dilemma dell’autorità. Avere autorità significa idolatrare altri ego (o meglio, il proprio stesso ego sotto forma di altri ego, per nascondere la propria scelta). La maggior parte dei rapporti umani sono forme di idolatria, compresi i rapporti di coppia, quelli genitori-figli, professori-alunni, datori di lavoro-sottoposti. Possiamo essere d’accordo nell’affermare la necessità del rispetto, ma perché mai tale rispetto deve diventare sottomissione? Ciò è necessario ovviamente solo allo scopo dell’ego.

Il primo passo per smettere di dipendere dal mondo: smettere di idolatrare le autorità

Per smettere di dipendere dal mondo, dobbiamo smettere innanzitutto di idolatrare le autorità. Non esistono persone più importanti di noi, né meno importanti, non c’è superiorità o inferiorità, non esistono gerarchie basate sul potere, la fama, l’età, i titoli di studio, i meriti, le attribuzioni. Non è diverso il culto del Duce rispetto alla venerazione dei professori, dei dotti, dei presidenti, dei re, degli anziani. Sia chiaro, ripeto: ognuno merita rispetto, ma tale rispetto non deve necessariamente sfociare in idolatria e sottomissione. Ognuno di noi venera le autorità, e anche per questo c’è tuttora una diatriba tra fascisti e antifascisti. Sia chi vuole i poteri forti sia chi li rifiuta è vittima dello stesso complesso interiore: si vede sottomesso dall’autorità e in un caso se ne sente tutelato, nell’altro se ne sente schiacciato.

Dobbiamo tornare a essere l’unica autorità di noi stessi, rifiutando ogni autorità esterna. Ciò non significa ovviamente combattere contro qualcuno, ribellarsi contro le autorità come hanno fatto i Sessantottini (senza volerli criticare!) o vedere i padroni all’esterno. Infatti non c’è nessun padrone all’esterno: siamo noi ad aver alienato l’autorità all’esterno, per cui siamo anche gli unici a poterla rivendicare e recuperare con un atto di volontà e una presa di consapevolezza unicamente interiori. In verità non ci sono autorità fuori di noi, non ci sono mai state né mai ci saranno. Quelle che vediamo all’esterno sono infatti solamente le proiezioni inconsce del nostro bisogno di sicurezza e della nostra dipendenza dal mondo.

Avere delle autorità significa mettere la propria vita nelle mani di qualcun altro

È ovvio che non è facile fare il passo per riconoscere che ognuno di noi è l’unica autorità di se stesso. Infatti ciò implica riconoscere che la fonte di ogni sicurezza è dentro di sé. E per fare ciò dobbiamo scoprire la nostra vera natura di anima immortale e identificarci con essa. Finché vedremo noi stesso come ego e come corpi separati, avremo sempre bisogno di autorità fisiche, morali e spirituali per guidarci in un mondo minaccioso. Infatti l’autorità risponde bene al bisogno di protezione, allevia la paura, come un ansiolitico psicologico. Ma nel contempo è in grado di manipolarci con la paura, facendoci stare male prima di un esame o di un colloquio di lavoro, una telefonata o una conversazione importante, durante un rimprovero o una critica.

Sacrificare la fonte della nostra sicurezza all’esterno significa anche sacrificare il nostro potere e insieme la nostra felicità e la sensazione di essere amati. Avere delle autorità significa sottomettere tutto il proprio essere, tutta la propria vita e metterla nelle mani di qualcun altro, al quale è dato il potere di decidere della nostra libertà, felicità, sicurezza e soddisfazione. È il professore ad avere nelle mani la vita dell’alunno; è il genitore ad avere nelle mani la vita del figlio; ed è il datore di lavoro a decidere della felicità e stabilità economica del sottoposto. Tutto ciò ovviamente è vero finché siamo schiavi dentro, e cioè finché proiettiamo all’esterno l’autorità anziché riconoscerla dentro di noi.

Il secondo passo per smettere di dipendere dal mondo: ritrovare l’autorità e il centro dentro di sé

Riconoscere l’autorità dentro di noi implica grande coraggio e responsabilità. Significa essere disposti a confrontarsi con le proprie ombre, in particolare con il carico di colpa e vergogna, paura e rabbia sepolti nel nostro subconscio, che ci impediscono di essere liberi. Non vogliamo essere indipendenti perché ciò vorrebbe dire sacrificare la sicurezza del sistema dell’ego, che è ovviamente fragile, ma abbastanza forte da renderci confortevoli e apparentemente protetti. Dobbiamo superare la nostra colpa in modo da sentirci pienamente degni di amore e di essere felici per scelta nostra, attingendo alla sorgente divina dentro di noi, anziché mendicando briciole dal mondo. E dobbiamo superare la nostra paura dell’incertezza e della morte, perché essere liberi dall’autorità significa smettere di dipendere dal mondo e quindi non avere riferimenti esterni.

Rifiutando i riferimenti esterni, smettiamo di aggrapparci al mondo per essere felici, liberi e sicuri e ci radichiamo in profondità dentro noi stessi, nella nostra anima, trovando una centratura indistruttibile. Man mano che troviamo il centro dentro di noi ci rendiamo conto di quanto è folle alienare la nostra autorità e il nostro potere per un briciolo di sicurezza, tra l’altro effimera e illusoria. Infatti non esiste stabilità nel sistema dell’ego: rimettere la nostra vita nelle mani di un re, di un professore, di un presidente, di un datore di lavoro ci rende addirittura più instabili, poiché il nostro destino passa nelle mani di un altro ego. E un ego non è mai garanzia di sicurezza, anche se si tratta del re più benevolo del mondo o dell’insegnante meno autoritario che esista.

Ritrovare la felicità dentro di sé

L’altro capitolo è quello della felicità. Abbiamo la tendenza a ricercare la felicità all’esterno, e questo ci fa cadere inevitabilmente in ogni genere di dipendenza. Dobbiamo allora riconoscere che, qualunque dipendenza abbiamo, essa affonda le sue radici nella nostra credenza di aver rifiutato l’Amore di Dio e nella nostra colpa correlata a tale convinzione. Crediamo che la felicità e l’amore non siano presenti dentro di noi e quindi chiudiamo il nostro cuore. In tal modo, smettiamo di percepirli dentro di noi e iniziamo a cercarli all’esterno. Proiettiamo la fonte della nostra soddisfazione nel mondo, sotto forma di desiderio. E iniziamo a desiderare potere, sesso, denaro, fama, successo, finché non ci accorgiamo di essere stati vittima della magia della nostra mente.

La magia consiste proprio nel rendere reali le fonti di appagamento esterne. Il mondo di per sé è morto, per cui qualunque attività, relazione o sostanza non ha il potere di renderci felici (o infelici). Tale potere è unicamente nostro, ma l’abbiamo alienato all’esterno in modo da credere che sia vero che abbiamo bisogno di mendicare soddisfazione dal mondo. E anche in questo caso dobbiamo avere il coraggio di affrontare la colpa sottostante alle nostre azioni, in base alla quale ricerchiamo appagamento all’esterno, sotto forma di capricci e desideri, fantasie e sogni di ogni tipo. Dobbiamo avere il coraggio di affermare che siamo noi l’unica fonte della nostra felicità. E dobbiamo radicarci anche in questo caso nella nostra anima immortale, nel nostro centro stabile e permanente, che coincide con il nostro cuore.

Riscoprire l’amore dentro di sé

Infine, sempre aprendo il nostro cuore dobbiamo riscoprire l’amore dentro di noi. Finché non lo troveremo al nostro interno lo cercheremo all’esterno in un partner, nel sesso, in relazioni malate, perché avremo bisogno di riempire il nostro vuoto interiore. E ci comporteremo in modo folle e sconsiderato, facendo disperate richieste di amore che possono sfociare nella violenza e nella distruttività. L’amore è senz’altro il rimedio più potente per smettere di dipendere dal mondo. Se ci apriremo a sufficienza all’amore non avremo bisogno di altro, saremo completamente soddisfatti e appagati al di là di ogni immaginazione. Non dipenderemo più da nulla per la nostra felicità, sicurezza e soddisfazione.

Infatti il fatto di ricercare qualunque cosa all’esterno è il risultato del nostro originario rifiuto dell’Amore, per cui nel momento in cui torniamo a esso siamo nella pace e nella gioia più perfette. L’Amore è in grado di guarire le nostre ferite emotive, di sciogliere la nostra colpa e vergogna, di creare dentro di noi un fuoco e un calore che ci abbracciano rendendoci potenti e sicuri. L’Amore è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno, per cui non dobbiamo fare altro che rivolgerci al nostro cuore in modo da riaprirlo al flusso del nettare divino.

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La trappola dei sensi di colpa

la trappola dei sensi di colpa

Quante volte ti sei pentito amaramente di ciò che hai fatto o pensato? Quante volte hai rimpianto il tuo comportamento e ti sei detto che avresti potuto agire in altro modo? In questo articolo parleremo della trappola dei sensi di colpa, di come essa sia perlopiù un inutile meccanismo primitivo, ti causi sofferenza e di come ti impedisca di crescere. Ti suggerirò delle soluzioni su come liberarsi da questa schiavitù e ti presenterò un’alternativa più efficace rispetto alla colpa.

Qual è la funzione della colpa?

Ti sei mai chiesto quale sia l’obiettivo del senso di colpa? Non serve affatto a ciò che pensiamo. Infatti essa non ti permette di ripristinare la situazione passata. La colpa non ti consente di ricreare l’equilibrio perduto e soprattutto non ti può far tornare indietro nel tempo per evitare che tu commetta lo stesso errore. Essa è, piuttosto, un meccanismo di difesa che ci protegge dal rifiuto sociale. Se infatti proviamo colpa per qualcosa, tendiamo ad assumere un atteggiamento vittimistico, che invita i nostri consociati a perdonarci e a continuare a prendersi cura di noi.

Chi è divorato dai sensi di colpa, in effetti, cerca pietà dal proprio gruppo di appartenenza. Dunque la colpa non è, come viene spesso detto, un sentimento nobile di un cuor di leone. Non è, nemmeno, alla base di un atteggiamento altruista. Essa è in realtà una manifestazione di egoismo, con cui un individuo si ripara dal rischio di essere condannato o allontanato dal gruppo. Oggi tale meccanismo non è così evidente, ma è comunque chiaro che si tratta di un residuo primitivo di una modalità di sopravvivenza.

La colpa non serve all’uomo moderno

Salvo che ti trovi in una tribù e la tua vita è costantemente minacciata da pericoli di ogni sorta, il meccanismo della colpa non ti serve. Puoi disfartene subito, senza pensarci due volte. Ma so che probabilmente non lo farai. E anche se proverai a farlo, ciò non ti impedirà di sentirti in colpa in futuro. Infatti la colpa è la diretta discendente della paura del rifiuto. Dunque, tendenzialmente provi colpa per tutto ciò che viene condannato dalla società o dal tuo gruppo di appartenenza, in quanto essa ti protegge dalla loro condanna. Quindi apparentemente la funzione della colpa è importante e sradicarla potrebbe essere dannoso. In realtà, però, la colpa non serve all’uomo moderno. Semplicemente, proprio perché si tratta di un meccanismo di difesa primitivo, essa va eliminata, o perlomeno va sostituita con qualcos’altro. La sua funzione originaria non serve più ai nostri scopi

La trappola dei sensi di colpa ti impedisce di crescere

Ti dirò di più: la colpa è un ostacolo alla tua crescita. Infatti tanto più ti difendi con essa perpetui un meccanismo inutile e controproducente. Ciò è tanto più vero quanto maggiori sono i tuoi sforzi di maturare e liberare il tuo potenziale. Non puoi, in questo caso, continuare a rimanere schiavo dei sensi di colpa. Rischieresti di perdere delle enormi possibilità di crescita. La colpa è un segnale di immaturità. Finché siamo bambini, essa esaudisce il suo compito a meraviglia. Ma trascorsa l’infanzia, ci mantiene nella zona di comfort e ci manipola al punto da spingerci a rinunciare a possibilità grandiose. Ma qual è la credenza limitante che ci porta a considerare la colpa utile?

Crediamo che la colpa spinga all’azione

La credenza con cui ci illudiamo è la considerazione che la colpa abbia uno scopo, e cioè spingerci all’azione. Ma si tratta di una convinzione fuorviante: infatti sentirti in colpa non può far rivivere il passato. Qualunque cosa abbia fatto, compresa l’azione più terribile, la colpa non ti farà tornare indietro. Infatti la colpa non spinge all’azione, tanto più che l’azione è già stata compiuta. Essa costringe all’inerzia e all’inoperosità, in quanto la colpa ci fa trovare giustificazioni per non agire. La colpa ti impedisce di agire in modo maturo. Inoltre fatti passare l’idea che la colpa sia una prerogativa di una persona sensibile agli altri o emotivamente premurosa. Si tratta soltanto di un meccanismo di protezione del sé: nulla di più, nulla di meno.

La colpa ti distrugge

Non solo la colpa è inutile, ma è addirittura distruttiva. Essa ti divora e ti causa sofferenza insensata. Quando sei vittima dei sensi di colpa, la tua concezione di te diminuisce, i tuoi pensieri diventano negativi e il tuo corpo accumula tensioni emotive. La colpa ti riduce a brandelli, ti rovina la salute e può portarti a compiere azioni sconsiderate (in questo senso la colpa spinge all’azione!). Può paralizzarti e renderti depresso e sconsolato. Per questo oltre a non servirti, provare colpa non ti conviene affatto, se tieni alla tua salute. A questo punto, però, potresti chiedere come puoi eliminare la colpa.

Dalla colpa alla responsabilità per liberarti dalla trappola dei sensi di colpa

Piuttosto che eliminare la colpa, devi sostituirla con una nuova mentalità. Per evitare la trappola dei sensi di colpa, alcuni adottano un atteggiamento “menefreghista”, pensando in questo modo di superare i propri problemi. In realtà il “menefreghismo” è comunque un atteggiamento difensivo, per quanto abbia delle sfumature aggressive e ribelli. Il ribelle è colui che più subisce i sensi di colpa. Al posto di provare colpa o diventare ribelle, devi sviluppare un atteggiamento proattivo. Devi cioè assumerti la responsabilità di quanto hai fatto (qualunque cosa abbia fatto) e pensare a che cosa puoi fare da ora. In pratica, anziché focalizzarti sul passato e sui rimpianti, dovrai concentrarti sul futuro. Dovrai riflettere su che cosa puoi cambiare da questo momento in avanti. Per farlo, puoi seguire queste tre fasi:

  • Ammetti l’errore
  • Pensa a come puoi intervenire
  • Agisci

Ammetti la colpa se sei responsabile

Ammettere la colpa non è un atto di debolezza. Anzi, richiede coraggio e autocontrollo, poiché non è facile ammettere un errore a se stessi e soprattutto di fronte a chi ha subito il torto. In ogni caso, se hai fatto del male a qualcuno, potrebbe essere necessario che tu ammetta il torto commesso. La trappola dei sensi di colpa ti risucchia nel momento in cui non vuoi assumerti la responsabilità di ciò che hai fatto. Se hai commesso un errore, l’unica cosa sensata che puoi fare è ammetterlo candidamente, senza paura. Da quel momento in poi, mantenere la mente nel passato non farà altro che farti perdere tempo ed energia. Non puoi fare altro che riconoscere di aver sbagliato. In breve, devi scusarti.

Per fare questo hai bisogno di rinunciare al tuo orgoglio, che si nutre di perfezionismo e non consente sbagli. Il nostro ego, infatti, non vorrebbe che noi ammettessimo i nostri sbagli, perché ciò viene avvertito come una minaccia alla nostra sopravvivenza. In particolare, se la tua infanzia è stata turbolenta e i tuoi errori non venivano perdonati facilmente, ti sarà difficile rimuovere questo programma dalla tua mente. Ma puoi comunque farcela con un po’ di sforzo. In ogni caso, non sempre ammettere la colpa ha senso: possono esserci delle occasioni in cui vieni incolpato di qualcosa senza aver commesso il fatto. In questo caso potresti comunque cadere nella trappola dei sensi di colpa, poiché la mente non discrimina tra realtà e fantasia e interpreta la minaccia dell’accusa come reale.

Focalizzati sulla soluzione

La cosa migliore da fare per liberarti dai sensi di colpa è, di volta in volta, focalizzarti sulle possibili soluzioni. Se hai commesso un errore e ti ritrovi assorbito nella trappola, fai un passo indietro. Tirati fuori dalla maglia di pensieri negativi. Cerca di recuperare la serenità. Dopodiché chiediti: “Che cosa posso fare ora?“. Il tuo obiettivo è concentrarti su una via di uscita dalla colpa. Come puoi riscattarti? Che cosa puoi fare per liberarti dal peso? In molti casi potrai intervenire con una soluzione concreta.

Se sei responsabile di un incidente, puoi contribuire a portare un po’ di pace presso le vittime. Non rimanere focalizzato sul problema: una volta che ti sei scusato, non devi trovare giustificazioni. In alcuni casi la soluzione migliore è semplicemente lasciar andare. Ci sono delle situazioni in cui non puoi intervenire e in questo caso il riscatto deriva soltanto dalla tua volontà di rimanere nella pace e dalla tua consapevolezza di come sentirti in colpa non avrebbe senso.

Agisci

Una volta che hai trovato una soluzione, non temporeggiare. Non farti assorbire ancora nella trappola dei sensi di colpa. Scegli di uscirne fuori mettendo a frutto le tue idee. Trasforma la soluzione in un’opera concreta. Non puoi rimanere con le mani in mano a tormentarti e a torturarti. Agisci secondo le tue possibilità e secondo quanto è in tuo potere. Quando lo fai, ricordati che ti stai riscattando. Non farti ingannare da pensieri del tipo: “La mia colpa è troppo grave e qualunque cosa io faccia non posso riscattarmi” o “Non posso fare nulla di utile. Sto agendo solo per liberarmi dal peso”. In ogni caso, se non ci saranno soluzioni sensate, ricordati che provare colpa è una tua scelta (anche se inconsapevole). Dunque puoi decidere quando liberarti del fardello semplicemente lasciandolo andare.

Come liberarti per sempre dalla trappola dei sensi di colpa

Per liberarti in modo definitivo dei sensi di colpa, devi capire qual è il motivo principale per cui la provi. La ragione di base, abbiamo detto, è la paura del rifiuto. La colpa ti permette di sopravvivere alla condanna e alla disapprovazione. Superare la paura del rifiuto vuol dire arrendersi all’ignoto. Infatti quando eravamo organizzati in tribù non sapevamo che cosa sarebbe potuto accaderci se fossimo stati rifiutati. Oggigiorno ciò che temiamo è di perdere la nostra reputazione, la nostra identità, la nostra stima degli altri e la loro fiducia. Il problema, purtroppo, è che non possiamo derivare la nostra sicurezza dalla fiducia altrui. Gli altri possono sostenerci, ma dipendere dagli altri ha un costo enorme e ci impedisce di crescere.

Se diventerai del tutto indipendente da un punto di vista psicologico ed emotivo, potrai liberarti del senso di colpa e agire responsabilmente, sia per evitare gli errori sia per ripararli. Per rimuovere per sempre la trappola dei sensi di colpa devi diventare tu il protagonista della tua vita. Non devi dipendere da nessuno per essere felice e completo. Non devi aver bisogno di difenderti con meccanismi obsoleti e improduttivi. Scegli ora di essere libero. Anche se ti sembra di non potercela fare, puoi sempre decidere di assumerti le tue responsabilità. Il peso della colpa è più doloroso, in fin dei conti, anche se nel breve termine pare che rimanere vittime sia più semplice e confortevole. Non a caso sono in molti a preferire la colpa (o la ribellione ad essa) perché è una scappatoia e una fuga dalle responsabilità.

In conclusione sulla trappola dei sensi di colpa

A questo punto, decidi di liberarti dalla trappola dei sensi di colpa una volta per tutte. Diventa indipendente e responsabile al 100% della tua esistenza. Non trovare scuse per non farlo. La colpa è uno dei nemici principali del tuo sviluppo. Se vuoi crescere davvero, devi disfartene.

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