Come essere umile

Come essere umile

L’umiltà è una delle qualità più importanti in un percorso di crescita. Crescere richiede la disponibilità a mettersi in discussione, a lasciar andare le proprie convinzioni e la presunzione di sapere e di essere già maturi e completi. L’umiltà è anche fondamentale all’interno delle relazioni. Una persona umile è disposta ad ammettere quando ha torto e a comprendere i bisogni dell’altro. Oggigiorno c’è un estremo bisogno di umiltà. Si eviterebbero inutili discussioni e conflitti. E si potrebbe crescere personalmente e spiritualmente in modo molto più rapido e sano. Ma come si fa a essere umile?

La parola “umiltà” deriva dal latino “humus”, che significa “terra”. Umile è chi è connesso alle proprie radici terrene. L’umile riconosce che in virtù della propria origine può sbagliare, non ha verità in tasca. Ma proprio perché “terrestre” può elevarsi verso il cielo. Al contrario, chi nega la propria origine “terrena” si sta negando anche la possibilità di crescere, perché crede già di trovarsi in cielo, di sapere già tutto e di non avere nulla da imparare. L’umiltà non è certo l’umiliazione di chi è pieno di vergogna e di colpa, non è sottomissione e non è autoannientamento. Questo tipo di umiliazione è piena di narcisismo, di focalizzazione su se stessi e di egoismo. Al contrario, la vera umiltà non è una qualità dell’ego.

Come essere umile

Per prima cosa, esistono almeno tre tipi di umiltà, intrecciati tra loro ma con caratteristiche proprie:

  • 1) l’umiltà intellettuale
  • 2) l’umiltà relazionale
  • 3) l’umiltà spirituale

L’umiltà intellettuale

L’umiltà intellettuale è la caratteristica di chi non presume di sapere. La maggior parte di noi tende a pensare di sapere abbastanza, di essere già adulto, maturo e saggio. Pensare di dover crescere ancora sembra quasi un insulto. In verità, praticamente nessuno può avere la presunzione di essere maturo a tal punto da non dover imparare più nulla. L’umiltà intellettuale è il presupposto per l’umiltà spirituale, di cui parleremo tra poco. In generale, essere intellettualmente umili richiede anche una certa apertura mentale e flessibilità.

Oltre all’orgoglio, infatti, è anche la rigidità a renderci poco umili. La rigidità intellettuale nasce dal bisogno di certezze e di controllo, dal bisogno di credere acriticamente a delle verità precostituite in modo da evitare il disagio di non sapere. Quindi, la presunzione di sapere è un’arma di attacco ma anche di difesa, perché ci dà l’apparenza di essere almeno un po’ padroni in un mondo complicato e confuso e ci permette di indossare la maschera dell’individuo maturo e adulto, dietro la quale si nasconde però la convinzione di non valere abbastanza e un profondo senso di inadeguatezza.

È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.”

Socrate

L’umiltà relazionale

L’umiltà relazionale consiste nella disponibilità a mettersi in discussione nelle relazioni. Anche in questo caso la maggior parte di noi tende a non essere umile. Infatti essere umile nelle relazioni significherebbe lasciar andare le maschere di orgoglio, che ci danno la falsa percezione di valere qualcosa, una sensazione di potere e di controllo sugli altri e su noi stessi (cose che chiaramente nascondono ancora una volta il nostro senso di inferiorità). Essere umile significa lasciar andare le barriere e le difese, ammettere la propria vulnerabilità, fragilità e perfettibilità.

Una relazione fondata sull’umiltà si basa sulla capacità di riconoscere i reciproci errori, di correggersi a vicenda, di crescere insieme, di mettersi continuamente in discussione. L’umiltà relazionale risolve i conflitti in nome di un impulso all’evoluzione personale e interpersonale. Si fonda sulla ricerca condivisa della verità e non sulla difesa di barriere e maschere false e ipocrite. E infine si basa sulla disponibilità ad ascoltarsi, a comprendere i bisogni reciproci e ad aprirsi l’un l’altro per consolidare e migliorare l’intesa di un rapporto.

L’umiltà spirituale

L’umiltà spirituale consiste essenzialmente nella disponibilità a mettere in discussione le verità assolute del proprio ego nella ricerca spirituale per affidarsi alla Verità del cuore. In un percorso spirituale, essere umili significa lasciar andare la presunzione di sapere come migliorarsi, che cosa c’è da correggere, come risolvere i propri problemi, come “illuminarsi”, quali sono le cose giuste da fare e quelle sbagliate. Chi è spiritualmente umile affida tutti i suoi dubbi e le sue presunzioni al suo cuore o a un potere superiore. L’umiltà spirituale nasce dalla consapevolezza di essere “ciechi”, cioè di non essere in grado di vedere la realtà per quella che è. E richiede la disponibilità a lasciar andare le proprie proiezioni, i propri giudizi e pensieri chiedendo di ottenere la “retta visione” e di essere illuminati per vedere come stanno davvero le cose.

Chi è spiritualmente umile ammette di non sapere perché sta soffrendo e che le sue credenze in merito alle origini dei suoi malesseri sono infondate. Riconosce che non sa quali sono davvero i suoi problemi. Inoltre è disposto a lasciar andare la presunzione di poter giudicare, di sapere chi è cattivo e chi è buono, chi lo fa soffrire e chi lo fa stare bene, chi è tossico e chi no. Il giudizio nasce dalla presunzione di sapere tutto su tutti, di essere giudici del mondo, di essere Dio su questa terra. L’umiltà spirituale consiste nell’essere disposti a smettere di proiettare, di giudicare, di formulare pensieri. Inoltre richiede la disponibilità a lasciar andare l’ossessione di risolvere tutto con la mente, compresi i quesiti esistenziali più profondi.

Chi è umile spiritualmente riconosce che da solo non può arrivare da nessuna parte e che la sua mente non è lo strumento adatto per dargli felicità, risposte e soluzioni.

Come essere umile a trecentosessanta gradi

Per diventare umili intellettualmente, spiritualmente e nelle relazioni è necessaria innanzitutto una genuina volontà di crescere. Tale desiderio di evoluzione deve essere superiore al desiderio opposto di rimanere chiusi nella propria gabbia di idee, di certezze, di comfort e di orgoglio e miseria. Per essere umile, devi riconoscere a fondo che puoi sbagliare, che non puoi sapere tutto. E devi comprendere che ciò è assolutamente legittimo. Lascia andare il bisogno di indossare delle maschere che sembrano proteggerti ma in realtà ti fanno sentire più insicuro e soprattutto ti impediscono di evolverti e di imparare.

Quali sono queste maschere? Innanzitutto, il senso di colpa, di inadeguatezza, il senso di inferiorità, l’orgoglio, la paura. Se ritieni di non valere abbastanza, ammettere un errore sarebbe come affermare che non vali a nulla. Ovviamente non è così, ma finché porti dentro di te un senso di inferiorità e di vergogna, ti sarà difficile avere l’autostima necessaria per essere umile. Infatti l’umiltà è direttamente proporzionale al livello di autostima. Può sembrare che chi abbia un’autostima elevata e sia sicuro di sé abbia un carattere forte ma non umile. In realtà, chi è davvero fiducioso di se stesso, conosce anche i propri limiti; inoltre deriva il suo senso di valore dall’interno e quindi non si sente minacciato dalla possibilità di sbagliare. Quindi, il rimedio migliore per essere umile a trecentosessanta gradi è sviluppare una sana autostima e quindi, alla fine, amare te stesso.

Sviluppare una sana autostima per essere umile

Infatti che cosa ci impedisce di essere umili? La convinzione che esserlo significhi annientare noi stessi agli occhi degli altri, perdere il nostro valore e la nostra fiducia in noi stessi. L’orgoglio del superbo nasce proprio da una profonda sensazione di inadeguatezza, coperta da strati e strati di barriere che fanno apparire un individuo privo di fiducia in se stesso come un presuntuoso così convinto di essere nel giusto e di poter dettare legge. Sviluppare una sana autostima significa amare se stessi al punto di non avere più bisogno di cercare approvazione e conferme all’esterno o di dover imporre agli altri le proprie convinzioni per ricavare un senso di identità.

Anche qui la soluzione è dunque l’amore. Ciò vale soprattutto nelle relazioni, dove il bisogno di amore tende a essere così intenso da sorpassare ogni impulso alla crescita. Una relazione fondata sull’umiltà è in fondo una relazione fondata sull’amore. L’umiltà è possibile solo laddove due individui si sentono abbastanza completi da sentire che non hanno nulla da perdere nel lasciar andare la paura, l’orgoglio e la colpa, ma anzi vedono in questo una straordinaria opportunità di creare un legame soddisfacente e saldo.

Coltiva fede e coraggio

Quanto all’umiltà intellettuale e soprattutto a quella spirituale, sono necessari coraggio e fede. Essi sono fondamentali per superare il bisogno di controllo, la paura di rimanere nell’incertezza e di non avere risposte a tutto. Essere umili nella ricerca spirituale significa imparare a fare un salto – o più salti – nel vuoto. Significa sapersi affidare al divino, nutrendo fiducia incondizionata in esso. L’urgenza di dover sapere, di dover dissipare tutti i dubbi, la presunzione di poter raggiungere qualsiasi cosa con la mente sono ostacoli enormi alla crescita.

Come si coltivano fede e coraggio? Affidandosi alla propria dimensione spirituale, alle profondità della propria anima. È necessario connettersi al proprio cuore. Non si diventa pieni di fede – e quindi umili – da un momento all’altro, ma la dedizione spirituale, la disponibilità a crescere e il desiderio intenso di riconnettersi a se stessi ti indirizzeranno sulla strada giusta. La capacità di essere umili è una delle qualità più importanti – se non la più importante in assoluto – nel percorso di evoluzione interiore. Sii disposto a metterti in discussione e a mettere in dubbio tutte le certezze, perché il più delle volte sono proprio quelle a bloccarti.

Mettiti sempre in discussione

Abbi il coraggio e il buonsenso di aprire la mente alla possibilità di sbagliare. Sii disposto a cambiare idea. Cambiare idea non è sempre sinonimo di debolezza o indecisione. Può essere sintomo di una costante evoluzione. Non dare nulla per scontato. Rivedi le tue convinzioni. Lascia andare le tue credenze. Metti in dubbio tutto ciò che senti. Fatti guidare dal cuore. Non rinchiuderti nelle prigioni comode ma autodistruttive delle verità assolute, dei dogmi e del pensiero in bianco e nero.

Abbandona ogni rigidità e sii flessibile. Non farti imprigionare da quello che dicono gli altri. Non credere nemmeno acriticamente alle verità scientifiche. Fidati solamente di ciò che senti nel profondo. Non esistono verità assolute. Esiste solo una Verità che è laica e accessibile a tutti e risiede nel profondo della tua anima. Cercala lì, senza alcuna presunzione o aspettativa. Ammetti di non sapere, di poter sbagliare. Abbi il coraggio di rimanere nella confusione e nel dubbio, perché è da lì che si spalanca la porta della libertà.

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