Gli 84 problemi della vita

Gli 84 problemi della vita

Si può smettere di avere problemi? E se sì, come? Sembra quasi impossibile vivere senza problemi. Ognuno di noi, chi più chi meno, si ritrova incastrato in una serie di difficoltà senza soluzione, oppure semplicemente in situazioni complicate e stressanti. Quando tutto va bene sul lavoro, c’è qualcosa che non va nella salute. Quando la salute è perfetta, nasce un problema in famiglia. E quando va tutto bene in famiglia, c’è nuovamente un problema al lavoro. E se la vita fosse fatta proprio per metterci alla prova? Beh, questa è più che un’ipotesi. Noi vorremmo una vita senza problemi. Perché? Perché associamo l’assenza di problemi alla felicità. Ma non c’è nulla di più falso. Anzi, il grosso problema sta proprio qui, come cerca di spiegare il racconto zen “gli 84 problemi della vita”. Qui di seguito trovi il racconto per intero, poi troverai un commento sull’argomento.

Gli 84 problemi della vita

Gli 84 problemi della Vita

‹‹ A un certo punto della sua vita, Buddha si fermò per qualche tempo in un villaggio. Tutti volevano parlare con il grande saggio e ottenere da lui consigli illuminanti. Tra questi, c’era anche un contadino noto per lamentarsi continuamente di quanto la sua vita fosse problematica.

Quando arrivò al cospetto di Buddha, iniziò a elencare tutto ciò che non andava: il maltempo gli rovinava i raccolti, sua moglie era troppo critica nei suoi confronti, i suoi figli non gli mostravano alcuna gratitudine e, come se non bastasse, i suoi vicini erano rumorosi e parlavano alle sue spalle.

Dopo aver terminato la lunga lista di lamentele, il contadino chiese a Buddha una soluzione, un modo per risolvere i suoi problemi.

“Non posso aiutarti”, disse il Buddha. “Ogni essere umano ha tanti problemi, per la precisione 83 problemi. Così è la vita e io non posso farci niente. E sappi che anche se lavori duramente e riesci a risolverne alcuni, non riuscirai mai a risolverli tutti“.

L’uomo, risentito, iniziò a inveire: “Ma allora a cosa servono i suoi insegnamenti di cui tutti parlano?”

Buddha rispose così: “Forse i miei insegnamenti non servono per risolvere i tuoi 83 problemi ma potrebbero servirti a risolvere l’84esimo problema“.

“E quale sarebbe?”

“L’84esimo problema della tua vita è che non vuoi accettare il fatto che avrai sempre problemi“. ››

Storia zen dal web

Come smettere di essere tormentato dagli 84 problemi della vita

In un altro articolo ci siamo già occupati dell’argomento. Oggi vorrei approfondirlo da un lato un po’ diverso. Sembra davvero che sia impossibile sfuggire ai problemi. Come scrive l’autore di Un Corso in Miracoli: “Il mondo è stato fatto in modo tale che i problemi non possano essere sfuggiti” (T.31.IV.2:6). In effetti non c’è modo per sfuggire ai problemi, perché c’è sempre qualcosa che non va, qualche bisogno non soddisfatto, qualche disagio e qualche piccolo fastidio. Per quanto uno possa isolarsi dal mondo pensando di sfuggire da tutti i problemi, non potrebbe riuscire nel suo intento, perché i problemi lo inseguirebbero comunque. Ma che cos’è? Una maledizione?

No, non è una maledizione. Questa è l’essenza della Vita. Essa non vuole che noi impariamo a non avere problemi. Vuole che noi ci evolviamo spiritualmente per essere davvero felici e per essere davvero senza problemi. Ma l'”assenza di problemi” che ci vuole insegnare nella vita è molto diversa da quella che ci aspettiamo noi. Infatti sembra proprio che la Vita voglia metterci i bastoni tra le ruote con sfide a ogni angolo. Perché? Perché vuole che noi troviamo dentro di noi il vero tesoro che risolverà tutti i nostri problemi e ci permetterà di andare incontro a ogni situazione sereni, indenni e nella pace. E qual è questo tesoro interiore?

Il tesoro interiore che “risolve” tutti i problemi

Qual è il tesoro interiore in grado di risolvere tutti “gli 84 problemi della vita”? Ovviamente, è il tuo cuore, il tuo vero Sé, il divino che c’è in te, più semplicemente quel centro di pace e amore che è nel profondo di ogni essere dell’Universo. Quindi l’unico modo per “risolvere” tutti i propri problemi non è cercare una fantasmagorica soluzione esterna, non è raggiungere qualche obiettivo straordinario nel mondo, non consiste nemmeno nell’avere a che fare direttamente con tutti i problemi. La soluzione è trovare quel centro di pace e serenità interiore che dia equilibrio in ogni circostanza e permetta di affrontare ogni situazione con gioia o perlomeno in uno stato di accettazione. Se trovi davvero la pace dentro di te, ciò che un tempo sembrava un problema, diventa semplicemente un’occasione di crescita o, più banalmente, una semplice situazione da affrontare.

Abbiamo problemi perché siamo in balia del mondo, perché lasciamo che l’esterno controlli l’interno. In altre parole, non abbiamo alcuna padronanza di noi e reagiamo compulsivamente agli eventi, perdendo la pace praticamente per ogni cosa, dalle scarpe che non riusciamo a legare alla bocciatura a un esame. Normalmente, il nostro centro è all’esterno. Più propriamente, sarebbe corretto dire che non abbiamo nessun centro, ma semplicemente ci aggrappiamo alle “certezze incerte” del mondo, investendo tutta la nostra identità, felicità e sicurezza nelle relazioni, nelle attività, nelle nostre capacità, insomma nel fare e nell’avere anziché nell’essere. Quando uno dei nostri “centri” viene messo in discussione, sembra che ci stiano portando via una parte di noi: diventiamo gelosi, ci arrabbiamo, ci sentiamo oltraggiati. I “problemi” nascono proprio perché siamo attaccati alle cose del mondo.

Il “distacco” dai problemi

Se smettiamo di attaccarci così tanto al mondo e ci radichiamo nel nostro essere ne beneficeremo enormemente e inizieremo a vedere le difficoltà della vita in maniera del tutto diversa, non più come coloro che le subiscono, immersi in un pantano melmoso senza via di uscita, ma come i testimoni che guardano dall’alto di un monte ciò che accade alle loro vite, senza necessariamente smettere di goderne e di parteciparne, ma con un sereno distacco che ci permetta di mantenere la pace a prescindere da ciò che succede all’esterno. La chiave per affrontare i problemi sta proprio nel distacco da essi. Oltre a radicarci e dimorare nel centro interiore (che è anche un modo per dire “rimanere presenti a noi stessi, connessi con le radici del nostro essere”), possiamo raggiungere questo distacco praticando il non attaccamento, arrendendoci al momento presente e imparando a prendere la vita meno sul serio.

Coltiva il non attaccamento

Se non sei attaccato a nulla, non puoi avere problemi e non puoi soffrire. È proprio la tendenza ossessiva ad attaccarci alle cose, alle persone e alle idee a renderci miseri e sofferenti e a riempirci di problemi. Un problema non è altro che una cosa presa sul serio, qualcosa che diventa una questione di vita e di morte. Se solo ci ricordassimo che in breve tempo dovremo tutti lasciare il pianeta, ci accorgeremmo che è davvero insensato stare a preoccuparsi per qualsiasi cosa. Per quanto un problema possa apparici grave, prima o poi dovremo lasciarci tutto alle spalle, quindi che senso ha insistere a volerlo risolvere in modo così ossessivo? Dopotutto, a farci soffrire e sperimentare una cosa come un problema è proprio l’attaccamento al risultato, ovvero il bisogno ossessivo di vedere la situazione risolta per essere nuovamente in pace.

Non ci rendiamo conto che non è la situazione in sé – che noi definiamo come problema – a farci stare male, ma è la nostra interpretazione di essa a farci perdere la pace. In altre parole, pensiamo di poter ottenere felicità o di rimuovere l’infelicità risolvendo il problema all’esterno. Ma dimentichiamo che in realtà soffriamo perché non vogliamo la situazione che stiamo affrontando. In altre parole, opponiamo resistenza alla realtà, e ciò causa stress e tensione. Allora dovremmo imparare a lasciar andare, ad accettare pienamente il momento presente e ad arrenderci alla Vita. Ciò non significa rassegnarci e smettere di occuparci della situazione.

Arrenditi al momento presente

Anzi, se partiamo da uno stato di accettazione e non attaccamento, saremo molto più propensi a risolvere la situazione in maniera molto più semplice perché la nostra mente sarà molto più chiara e lucida e soprattutto saremo in pace a prescindere dal fatto che affronteremo la situazione con successo oppure no. È davvero così importante risolvere la situazione in cui ci troviamo oppure possiamo rimanere sereni? Ha senso che ce la prendiamo così tanto? Dopotutto, come dice Eckhart Tolle, “il momento presente è tutto ciò che hai“, quindi che senso ha preoccuparti di che cosa potrebbe succedere se non risolverai la situazione? Accetta pienamente ciò che la Vita ha da offrirti nel qui e ora, per quanto quel qualcosa possa sembrare inaccettabile.

Prendi la vita meno sul serio

Impara a sorridere dei problemi. Non c’è nulla che sia davvero così importante. Dopotutto, come ho già scritto sopra, prima o poi dovrai morire, senza che questa sia una minaccia, ma solo una constatazione! Impara a vedere i tuoi problemi dall’alto, con umorismo, da una prospettiva diversa. Non prendere le cose troppo sul personale. Lascia andare l’identificazione con il “personaggio del sogno” e diventa l’osservatore del “campo di battaglia”. Qualunque cosa succeda, tu hai la possibilità di creare un distacco e l’ironia è una delle forme migliori per farlo. Che cosa c’è di spirituale nell’ironia? Beh, credo tantissimo. L’ironia è un’arma straordinaria, perché ti consente di relativizzare, di vedere le cose da un punto di vista più distaccato e soprattutto ti consente di ridere di te stesso.

È comprensibile prendere sul serio la propria vita quando essa è davvero minacciata in questo momento e rischi di essere ucciso da un istante all’altro, ma questa è una situazione piuttosto rara. Per la maggior parte del tempo, i nostri problemi non sono così gravi. Ma la nostra mente tende a ingigantire ogni questione e soprattutto a fare previsioni catastrofiste: se perdiamo il lavoro, ci immaginiamo già sul lastrico a chiedere l’elemosina… Il pessimismo è connaturato nei nostri neuroni, perché evolutivamente ci ha salvato la vita. Ma nelle nostre vite di oggi possiamo lasciar andare queste tendenze paleolitiche! Possiamo imparare a prendere la vita con grazia e leggerezza.

La percezione corretta dei “problemi”

Per risolvere i problemi della tua vita, devi poi imparare a lasciar andare le tue proiezioni. Il solo fatto che tendiamo a definire qualcosa come problema, a dargli questa terribile etichetta, lo rende davvero tale. Siamo noi che trasformiamo una situazione in un problema. Per questo non possiamo pensare di “risolvere” tutti i nostri problemi all’esterno: vogliamo risolvere qualcosa che non c’è, un’idea nella nostra mente. Inoltre se uno dovesse risolvere uno a uno tutti i propri problemi, non finirebbe più, perché una volta risolto uno, ne sorgerebbe un altro e poi un altro ancora, e ancora e ancora. Quindi va rimossa la causa di ciò che sembrano essere i nostri problemi. Infatti i problemi che abbiamo sono solo l’effetto. Che cosa voglio dire con questo? Voglio dire che in realtà noi abbiamo a che fare semplicemente con situazioni.

Il fatto che tali situazioni si trasformino in “problemi” che sono in grado di toglierci la pace dipende esclusivamente da una cosa: la nostra interpretazione degli eventi, che dà vita a una percezione errata del mondo. Se la nostra mente soffre di un errore di percezione, vedremo problemi ovunque. E non dobbiamo essere particolarmente nevrotici per finire in questa situazione: sembra quasi che ognuno di soffra di questa percezione “malata” che lo porta a proiettare problemi ovunque. E qual è la soluzione a questo? La soluzione è smettere di proiettare. E assumersi la responsabilità delle proprie proiezioni. Quando giudichiamo qualcosa come un problema, gli diamo un enorme potere. Per di più, se diamo la colpa al mondo per l’origine di quel problema, diventiamo ancora più vittime.

Arrendi le tue percezioni della realtà

E allora dobbiamo imparare a mettere in discussione ciò che consideriamo una verità oggettiva e assumerci la responsabilità della nostra sofferenza. Ciò non ci eviterà le sfide della vita, ma almeno smetteremo di vederle come “problemi” inestricabili. Ogni volta che ti sembra di avere un problema, ricerca nella tua mente i pensieri che stanno giudicando quella situazione come problema. Sicuramente, troverai pensieri di accusa al mondo e in particolare l’accusa che una determinata situazione o persona ti abbia privato della pace, magari facendoti arrabbiare o facendoti sentire in colpa. Ma a quel punto puoi assumerti la responsabilità del tuo dolore, smettendo di dare la colpa all’esterno. Dopodiché, devi arrendere le tue percezioni della situazione. E puoi anche dirti: “Potrei vedere la pace anziché questo, ma non la vedo perché ora non ho occhi per vedere“.

Insomma, ti sto dicendo proprio questo: vediamo problemi perché “indossiamo lenti sbagliate”, ovvero percepiamo la realtà in modo errato, secondo i filtri di una mente che si identifica con un apparato psicofisico che può morire e quindi si sente vulnerabile, fragile e limitata come questo. Ciò che è un problema (o che potrebbe esserlo) per il tuo corpo, non lo è per la tua vera essenza, che è puro spirito! Anche qui la soluzione è identificarsi sempre più con la propria parte spirituale per smettere di soffrire le vicissitudini della personalità e dell’ego. Se vuoi smettere di avere “gli 84 problemi della vita”, lascia andare le tue percezioni, metti in dubbio le tue credenze per quanto riguarda i problemi ma anche su tutta la realtà in generale.

Assumiti la responsabilità delle tue proiezioni e del tuo dolore (che è sempre causato dalle tue interpretazioni!) e lascia andare i tuoi giudizi per tornare in pace e aprire il tuo cuore alla Verità. Se ti abitui a farlo, inizierai a vedere che i tuoi problemi in realtà sono semplicemente situazioni neutre e che tutto è perfetto a prescindere da come sembra apparire a prima vista. Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato!