Le migliori frasi di Eckhart Tolle

Le migliori frasi di Eckhart Tolle

Eckhart Tolle è uno dei maestri spirituali viventi più conosciuti e seguiti. Come racconta nel suo bestseller “ ” target=”_blank” rel=”noreferrer noopener”>Il potere di adesso”, dopo un periodo turbolento in cui rischiò di suicidarsi, una notte ebbe una realizzazione scioccante. Si disse che non riusciva più a vivere con se stesso. A quel punto, realizzò che vi erano due “entità” dentro di lui, una la Coscienza, l’altra la mente. E in quel momento la Coscienza si separò improvvisamente dalla mente: gli accadde il cosiddetto “risveglio”. La mattina dopo si sentì insolitamente riempito di una pace e di una gioia ineffabili. In questo articolo voglio riportare alcune tra le migliori frasi di Eckhart Tolle.

I suoi insegnamenti sono incentrati sull’invito a rimanere presenti nel qui e ora, dove risiede una dimensione più profonda rispetto a quella ordinaria. Nel presente, secondo Tolle, non possono esserci problemi. La liberazione dalla sofferenza è possibile solo quando la mente dimora completamente nel momento presente. Vivere nel qui e ora significa superare la tendenza della nostra Coscienza a farsi assorbire nel tempo e nei pensieri creati dalla mente. Risvegliarsi significa diventare tutt’uno con la vita, accettando ciascun istante incondizionatamente e fluendo senza sforzo. Vediamo allora quelle che secondo me sono le migliori frasi di Eckhart Tolle, le più profonde e le più ricche di significato.

Le migliori frasi Di Eckhart Tolle sulla sofferenza

La maggior parte della sofferenza umana è inutile. Ce la infliggiamo da soli quando, a nostra insaputa, si lascia che la mente prenda il controllo della nostra vita.

In questa frase sono contenuti due insegnamenti fondamentali: l’inutilità della sofferenza e la nostra tendenza ad autoinfliggercela. Quasi tutta la sofferenza umana non ha alcun senso. A ben vedere, essa ha una funzione fondamentale paradossale: farci rendere conto che non abbiamo bisogno di soffrire. Quindi, serve finché non serve, finché cioè non ci accorgiamo della sua insensatezza. E com’è che nasce la sofferenza? Nasce unicamente dalla mente. O sarebbe più corretto dire che nasce dalla nostra identificazione con la mente.

Ciò implica che il nostro vero Sé perda il ruolo di “padrone” e cada nell’inconsapevolezza, cioè lascia che sia la mente a decidere di noi e a comandarci a bacchetta. Non a caso l’unico reale obiettivo della spiritualità consiste nel “tornare ad essere i padroni di casa”, disidentificandoci dalla mente e recuperando la nostra centratura originaria, riunendoci al nostro Essere incondizionato, “tirandolo fuori” dalla mente condizionata e limitata. Finché saremo schiavi della mente, creeremo sofferenza inutile per noi stessi e per gli altri. È nostro compito, dunque, diventare responsabili della nostra mente per impedire che ulteriore inconsapevolezza si traduca in ulteriore dolore e distruttività.

Non sono le situazioni a renderti infelice. Possono procurarti dolore fisico, ma non ti rendono infelice, i tuoi pensieri ti fanno essere infelice. Le tue interpretazioni, le storie che racconti a te stesso, ti rendono infelice.

Questo insegnamento è un punto cardine per chiunque sia seriamente impegnato in un percorso spirituale. Come accennavamo nei paragrafi precedenti, la sofferenza è quasi sempre autoinflitta. Devi renderti conto a un livello profondo che il dolore ha un’unica causa: tu. Eckhart Tolle riesce a comunicarlo in modo meno brutale, ma l’essenza della frase è proprio questa. Sei tu infatti il responsabile di ciò che ti passa per la testa. Certo, potresti obiettare che non hai il controllo diretto dei tuoi pensieri e su questo non ci sono dubbi. Ma ciò non ti esime certo dal compito di distaccarti dalle tue credenze, dai tuoi giudizi e dalle tue interpretazioni.

L’unico sforzo che devi compiere è questo: smettere di credere alla voce nella tua testa. Realizza che tu non sei un pensatore separato, tu non sei la tua mente, per cui non ha alcun senso che continui a fartene assorbire, a farti comandare e a seguire i suoi ordini. La mente, del resto, elabora tutta una serie di meccanismi per dare la colpa della sofferenza all’esterno, ma ciò è un grossolano errore di percezione, dal quale devi prendere accuratamente le distanze. La mente mente e proietta all’esterno come tentativo disperato di sopravvivenza. Ma come ho scritto nell’articolo sulla legge dello specchio, ciò che proietti fuori di te è una tua ombra.

Le migliori frasi di Eckhart Tolle sul momento presente

Quando fate amicizia con il momento presente, non importa dove siate, vi sentirete a casa.

In questa frase di Eckhart Tolle è contenuto un altro pilastro del lavoro su di sé: l’accettazione. Più precisamente, l’accettazione di ciò che il momento presente riserva per noi, istante dopo istante. Accettare significa allineare sé stessi al qui e ora, entrare in armonia con il presente. Questa “sintonizzazione” ha come conseguenza un’espansione interiore e origina un crescente senso di pace. Il presente è la nostra unica vera casa, poiché nella profondità di esso risiede il nostro vero Essere, amorevole e gioioso, pronto ad accoglierci a braccia aperte se solo faremo silenzio e avremo il coraggio di affondare nella sua infinita grandezza.

A prescindere da cosa racchiuda il presente, accettalo come se lo avessi scelto. Collabora sempre, non agire contro di esso. Fattelo amico e alleato, non nemico. Tutto questo trasformerà miracolosamente la tua vita.

In questa frase Eckhart Tolle invita ad assumerci la responsabilità del momento presente, agendo cioè come se lo avessimo scelto noi. Questo è un esercizio potentissimo per accettare pienamente il qui e ora. Se infatti sei tu a scegliere il momento presente, in quanto creatore – pur inconsapevole – della tua tua realtà (o almeno ti sforzi di “fare finta” che sia così se non ne sei ancora convinto), accade una cosa sorprendente: non puoi accusare nessuno. A quel punto, sei costretto ad ammettere che qualunque problema stia sperimentando ora, tu e solo tu sei chiamato a risponderne e soltanto tu ne sei il “colpevole”.

Sui giudizi e le lamentele

Ogni lamentela è una piccola storia inventata dalla mente in cui tu credi completamente.

Le lamentele sono esclusivamente “spazzatura”. Esse rendono il mondo (di chi si lamenta) un posto insopportabile. Se la mente si trova a disagio in un certo momento ed emana un pensiero negativo su una situazione esterna, dovresti stare incredibilmente all’erta per evitare di crederlo vero e farlo tuo. La mente ha necessariamente delle preferenze e delle cose che le danno fastidio. La cosa importante è che tu non ti identifichi con i suoi giudizi. Non è sufficiente che la mente inventi una storia o pensi qualcosa perché tali cose siano state pensate da te. La mente continuerà a offrirti occasioni di lamentarti e giudicare finché tu darai energia a questi meccanismi, che sono causa di enorme sofferenza.

Smettila di definire te stesso – te stesso e gli altri. Non morirai. Anzi inizierai a vivere.
E non ti preoccupare di come gli altri ti definiranno. Quando loro ti definiscono stanno limitando loro stessi. È il loro problema.

Eckhart Tolle invita a disfarsi del giudizio. La nostra mente tende sempre a formulare opinioni, a etichettare e a giudicare secondo la propria limitata prospettiva. Se credi al punto di vista del tuo piccolo ego, ne diventi schiavo. È allora ottima cosa imparare a lasciar andare il giudizio e ripulire la mente da quella vocina giudicante, che a ben vedere è piuttosto fastidiosa e rumorosa, poiché sempre in fermento e pronta a scattare, consumando enormi quantità di energia. Puoi vedere la tua mente come un addetto di un’impresa che confeziona la frutta e mette un’etichetta sopra ciascun frutto. Ogni etichetta fa sembrare quel frutto speciale, ma togliendo l’etichetta cambierebbe l’essenza di quel frutto? Certamente no!

Il potere della trasformazione interiore

Quando voi vi trasformate, il vostro intero mondo si trasforma, perché il mondo è solo un riflesso.

Questa è una delle migliori frasi di Eckhart Tolle poiché coglie in modo conciso e diretto, senza giri di parole, il significato più profondo del lavoro spirituale. Spiritualità significa trasformazione interiore. E il cambiamento interno si riflette, inevitabilmente, sul mondo esterno. Se dunque vuoi cambiare le tue condizioni esterne, migliorare il tuo lavoro, attrarre un partner migliore, smetti di inseguire un obiettivo immaginario. Piuttosto, concentrati su di te e trasforma te stesso. In questo modo tutto il resto ti verrà dato in aggiunta. Smetti, tra le altre cose, di voler cambiare gli altri. Cambiare l’esterno e, in particolare, le altre persone, ti causerà soltanto frustrazione ed è inoltre del tutto inutile. Parti sempre da te stesso: sii tu l’artefice del cambiamento!

Quale liberazione accorgersi che la voce nella mia testa non sono io!

In questa frase così candida è innocente è contenuto un insegnamento straordinario: se persevererai spiritualmente, riuscirai a creare finalmente quella benedetta distanza fra te e la mente. Ti accorgerai cioè in maniera profonda che quel “disco rotto” che risuona nella tua testa non sei tu. Non ci vuole così tanto a capirlo, tuttavia devi realizzarlo pienamente e non a livello superficiale o intellettuale. Non serve che trasformi questa verità in una credenza mentale a cui aggrapparti. Ogni credenza è un fantasma della mente, mentre solo un’intuizione genuina e sincera può farti ottenere la liberazione. L’Illuminazione non è altro che questo profondo riconoscimento della nostra vera identità, con il conseguente ricongiungimento con il nostro Sé.

Grazie a Eckhart Tolle!

Eckhart Tolle è sicuramente una delle mie figure di riferimento più importanti nel mio percorso di crescita. I suoi insegnamenti mi appaiono semplici, chiari e cristallini, e risuonano profondamente dentro di me. Eckhart Tolle è, tra i vari maestri, quello che forse più di tutti riesce a comunicare verità antiche come l’uomo in un linguaggio semplice e comprensibile, modernizzando i vecchi insegnamenti e reinterpretandoli secondo le esigenze dell’uomo moderno. Eckhart Tolle mi sembra più di tutti colui che rappresenta l’Illuminato-modello di cui ha bisogno l’umanità in questo periodo. I suoi insegnamenti mi hanno aiutato tantissimo, per questo voglio esprimere la mia gratitudine nei suoi confronti.

Auguro anche a te di poter usufruire al meglio dei suoi insegnamenti e delle sue perle di saggezza. Detto questo, non mi resta che ringraziarti per la lettura e augurarti buon proseguimento di crescita spirituale! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione!