La schiavitù della colpa

La schiavitù della colpa

Sentirsi in colpa è la cosa più insensata che si possa fare, perché nessuno ha il potere di fare del male a un altro, come è vero che non può subire il male da un altro. Ognuno è responsabile di come si sente: non esistono vittime. La colpa è giudizio interiorizzato, così come le accuse fatto al mondo sono giudizio proiettato. E il giudizio è un’illusione, perché nessuno può davvero giudicare. Si può solo proiettare. Ma ogni proiezione è un’autoaccusa, così come ogni autocondanna è un’accusa fatta al mondo. La schiavitù della colpa è l’unica vera schiavitù ed è la peggiore.

Quindi sentirti in colpa è il modo migliore per distruggere non solo te stesso, ma anche tutti gli altri. Quando ti senti in colpa, potresti pensare di stare facendo ammenda. In realtà, stai rafforzando la negatività dentro di te e nel mondo. E così accade quando giudichi qualcuno. Non c’è differenza tra giudicare te stesso o qualcun altro: entrambe le cose rafforzano la colpa e il dolore che è in te e, di conseguenza, anche quello del mondo.

L’ego è molto abile a nascondere che sia così, servendosi delle proiezioni. Ma ogni proiezione è letteralmente un’accusa che nascostamente stai facendo a te stesso, ma che non vuoi vedere dentro di te. Quando giudichi un assassino, ricorda che stai nascondendo la parte di te che vuole uccidere, e in questo modo stai contribuendo alla guerra e alle stragi. Può non sembrare così, ma immagina che cosa succede se milioni di persone fanno esattamente la stessa cosa.

La schiavitù della colpa

Se milioni di persone negano il male dentro di sé e lo proiettano all’esterno, che mondo possiamo aspettarci se non un mondo caotico di morte e distruzione? Quindi non giudicare – e non sentirti in colpa. Che la colpa sia percepita all’esterno oppure dentro di te non fa alcuna differenza: ciò alimenta lo stesso circolo vizioso che impedisce la pace e l’amore dentro e fuori di te. Il giudizio e la colpa sono la barriera più potente contro l’amore. Se vuoi vivere nella gioia, devi a tutti i costi liberarti del carico di colpa e di giudizio. Basta solo questo per evolvere spiritualmente e risvegliarsi alla realtà.

Infatti l’essere umano è addormentato perché pone tra sé e la realtà – e tra sé e se stesso – il filtro del giudizio, che agisce da velo e impedisce di vedere la perfezione di tutto e di accedere alla visione amorevole, compassionevole e non giudicante del cuore. L’uomo ha la presunzione che i suoi giudizi siano oggettivi e indiscutibili, quando in realtà sta semplicemente imponendo la sua visione limitata della realtà. Limitata da che cosa? Limitata dalla sua identificazione con una macchina biologica.

La follia del giudizio

Infatti l’uomo che si identifica con l’apparato psicofisico giudica l’assassino perché si sente minacciato e vede il suo corpo fragile massacrato dalla sua furia irrefrenabile, giudica chi lo opprime e si ribella contro i suoi carnefici, si sente vittima di un mondo milioni di volte più grande di lui. In tutto ciò, dimentica di essere un’anima, uno spirito enorme come l’intero Universo, la Coscienza che guida il mondo. Vedendosi come corpo, l’essere umano si sente costretto a giudicare per sopravvivere, poiché la sua salvezza come individuo dipende proprio da questa illusione.

E non è un male quando l’uomo giudica: se condannassimo chi giudica staremmo ancora una volta giudicando. Tuttavia dobbiamo accorgerci di quanto il giudizio sia folle e insensato e così la colpa che lo accompagna, proiettata o interiorizzata, nascosta o repressa, espressa o negata. Infatti giudizio e colpa non portano altro che dolore, rafforzandosi a vicenda e perpetuandosi all’infinito, in un circolo di sofferenza e pazzia.

Superare la schiavitù della colpa è la cosa migliore che puoi fare

Il massimo tributo che puoi offrire al mondo – e il miglior regalo che puoi fare a te stesso – è smettere di sentirti in colpa e superare questa maledetta schiavitù. E per farlo devi semplicemente smettere di giudicare, riconoscendo che non sai qual è la verità, ammettendo che giudichi per paura, perché ti senti minacciato e ferito, realmente o potenzialmente. La paura della morte ti spinge a giudicare, ma nessuno ti sta uccidendo in questo momento, quindi hai tutto il tempo per disfare il giudizio dalla tua mente.

Non è così facile, ma non è nemmeno troppo difficile. L’unico ostacolo è il desiderio nascosto di continuare a vederti come corpo, vulnerabile e indifeso, a percepirti come vittima di un mondo ingiusto e a succhiare piacere da questa percezione di te stesso. Tutti facciamo così, perché l’ego ama le ingiustizie e adora più di ogni altra cosa essere vittima del mondo. Forse anche per questo sembra che ci siano così tante vittime e, di conseguenza, così tanti carnefici.

Il circolo vizioso vittime/carnefici

Può sembrare brutale dirlo, ma in fondo che differenza c’è tra vittime e carnefici? Non sappiamo quale sia la triste sorte né degli uni né degli altri, e soprattutto non conosciamo le loro scelte inconsce. Perché uno sceglie di essere vittima o carnefice? Se lo fa con l’ego, sicuramente vuole perpetuare la colpa dentro di sé e continuare a succhiare il succo delle ingiustizie. Ciò può sembrare folle o addirittura assurdo, ma ognuno può vedere dentro di sé quanto sia attratto dalla colpa, dal dolore, dal vittimismo. Basta vedere quanto facilmente ci arrabbiamo per un’ingiustizia subita, preferendo il dolore alla pace, il vittimismo alla responsabilità.

Ma anziché essere vittima del mondo, puoi riconoscere la tua responsabilità, per tutto ciò che hai vissuto, stai vivendo e vivrai. Dare la colpa agli altri per le tue vicissitudini passate non farebbe altro che rafforzare il dolore dentro di te. All’ego piace punire e punirsi, ma ciò è del tutto inutile. L’unica cosa sensata è assumerti la responsabilità totale della tua vita. Se ti sembra di subire un’ingiustizia, assumiti la responsabilità del dolore. Ricorda che se non lo farai non starai facendo altro che alimentare la sofferenza dentro di te. Proprio i giudizi e le interpretazioni dei fatti – e non i fatti in sé – causano dolore.

Assumiti la responsabilità e lascia andare il peso della colpa e del giudizio

Non sei vittima perché soffri, ma soffri perché sei – o ti vuoi vedere come – una vittima. Non soffri perché qualcuno ti fa del male, ma qualcuno sembra farti del male perché già soffri. E ciò che accade nel mondo non fa altro che far emergere il malessere sempre presente dentro di te, il senso di colpa esistenziale, la paura della morte, il trauma dell’identificazione con un corpo. Ma ciò che fa affiorare un sintomo non ne è la causa. La causa è solamente dentro di te, anche perché se così non fosse saresti uno schiavo e non potresti fare nulla per liberarti dal dolore.

Riconosci allora che sei tu a creare tutto il dolore che sembra provenirti dall’esterno, riconosci le tue proiezioni e lasciale andare, per aprirti alla visione del cuore e in questo modo liberarti dalla colpa e dal giudizio. Non c’è molto da fare: c’è solo da perdonare. Questo è infatti il vero significato del perdono: ritrarre tutte le proprie proiezioni, assumendosene la responsabilità, riconoscendo che tutto il dolore è dentro di sé e non è causato da nessuno nel mondo, per poi lasciar andare il proprio carico di colpa e di giudizio nelle mani di Dio e ritrovare la pace e l’amore dentro di sé, non più oppressi ma finalmente liberi dalla schiavitù.

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La chiave per smettere di soffrire

La chiave per smettere di soffrire

Qual è la chiave per smettere di soffrire e lasciar andare completamente il proprio dolore?

Nessuno e niente al mondo ha potere su di te. L’unica responsabilità di come ti senti è tua. Nessuno ha il potere di darti felicità o di togliergliela: solo tu puoi cedere questo tuo potere. Per riappropriarti del tuo potere, assumiti la totale responsabilità delle tue proiezioni: osserva la tua mente e vedi come tende a incolpare, accusare e attaccare persone, cose e situazioni. E vedi come questa tendenza derivi dal carico di negatività che porti dentro di te a livello mentale ed emotivo, che deriva a sua volta da un senso di malessere esistenziale, che è l’angoscia e la colpa della credenza egoica nella separazione dall’Amore.

Quando proietti, nota che perdi la pace non per il fatto accaduto, ma per la tua interpretazione. Quindi tu sei responsabile di scegliere come ti senti. Normalmente scegliamo inconsciamente, perché siamo inconsapevoli. Ma possiamo diventare consapevoli di come siamo sempre noi a creare il nostro dolore. Se così non fosse, saremmo degli schiavi. Ma non siamo vittime del mondo. Dopo esserti assunto la responsabilità delle tue proiezioni e del tuo dolore, lascia andare i tuoi giudizi e chiedi al tuo cuore di aprirti alla visione dell’Amore. Questa è la chiave per la pace interiore e per tornare a essere padroni di sé, liberi e gioiosi, indipendenti e felici.

La chiave per smettere di soffrire: i passi verso la pace

Ecco quali sono in breve i passi verso la pace e per smettere di soffrire:

  1. Osserva la tua mente e nota il suo bisogno compulsivo di incolpare e accusare qualcuno o qualcosa della propria sofferenza.
  2. Nota che accusare il mondo del tuo dolore significa perdere la possibilità di risolverlo. Secondo l’ego infatti per smettere di soffrire bisognerebbe cambiare il mondo. Ovviamente non è possibile cambiare il mondo, e anche se fosse possibile, il dolore si ripresenterebbe sotto altre forme, perché il problema di base non è stato individuato.
  3. E qual è il problema di base all’origine della sofferenza? Ovviamente è il fatto che il dolore è già presente dentro di te, non per via di qualcosa che è successo nel mondo, ma perché è un carico che porti dentro come croce esistenziale per la credenza di essere separato. Non si tratta di una punizione, ma di una scelta di cui ognuno di noi è responsabile, per quanto il nostro ego ci faccia credere che noi siamo le vittime del mondo.
  4. Nota quindi come accusare il mondo solo apparentemente ti dia sollievo, ma in realtà rinforza il tuo dolore.
  5. A questo punto assumiti la responsabilità delle tue proiezioni e interpretazioni. Ammetti umilmente che sei tu che stai creando il tuo dolore e il tuo inferno. Ciò può essere difficile da credere, eppure è la chiave per la tua liberazione dalla sofferenza.
  6. Una volta che ti sei assunto davvero la responsabilità, puoi chiedere a Dio che ti sia offerta la visione corretta della realtà.

Come liberarti dalla sofferenza in breve

In sintesi, il tuo compito è quello di assumerti la responsabilità delle tue proiezioni, vedendo il costo che ti causano e la sofferenza che ti creano, per cercare un’altra via di salvezza dal tuo dolore. E a quel punto puoi lasciar andare le tue proiezioni al tuo cuore o a Dio o a una qualsiasi figura amorevole o a un simbolo di pace e amore. Questa è l’essenza del vero perdono: il perdono è la correzione delle proprie percezioni errate, che derivano dalle proiezioni e interpretazioni della nostra mente. La via di uscita dalla sofferenza è in gran parte una questione di visione e consapevolezza: soffriamo perché crediamo nelle illusioni della nostra mente. E l’illusione più grande in cui crediamo è quella di essere individui separati, mortali e vulnerabili.

Dopotutto, se sapessimo di essere puro spirito, perché dovremmo sentirci minacciati anche dall’assassino più crudele? A farci avere paura e farci soffrire è la nostra percezione di vulnerabilità e piccolezza, ma è proprio questa percezione a dover essere messa in discussione più di tutto, poiché è completamente falsa! Come dicono tutte le tradizioni spirituali, l’ego è un fantasma che non esiste, eppure noi crediamo alle sue menzogne prendendole per oro colato! La chiave per smettere di soffrire consiste nel ricercare la Verità con umiltà e con la disponibilità a mettere in dubbio i propri valori, le proprie credenze e le proprie interpretazioni. Finché rimaniamo dentro le nostre illusioni, sarà molto difficile trovare pace!

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Come vivere in pace

Come vivere in pace

Come vivere in pace? Qual è il modo più semplice per trovare la pace dentro di sé e soprattutto mantenerla nel tempo? Si può vivere in uno spazio interiore sereno, pulito, puro, gioioso e amorevole? Quella della pace è una vera e propria emergenza mondiale, non solo perché ancora oggi il mondo è dilaniato da guerre e conflitti, ma anche (e forse soprattutto) perché la pace non è nei nostri cuori. E se la pace non è dentro di noi, come possiamo pretendere che esista all’esterno? Come possiamo anche solo lamentarci della guerra?

“L’elemento decisivo per portare la pace nel mondo sono i nostri comportamenti di tutti i giorni”

Jiddu Krishnamurti

Solo se saremo pace potremo portare la pace nel mondo, non in base a ciò che facciamo, ma in base a ciò che siamo. La pace è una qualità della coscienza, che si espande in base a quanto è presente dentro di noi. Penso che sia inutile marciare per la pace o fare manifestazioni contro la guerra se dentro di noi ci sono fiumi di rancori, odio, disprezzo, vergogna, paura. Ma a questo punto come si può vivere ed essere sempre in pace, in un mondo che sembra sempre in guerra, avvolto dalle nubi dello stress e della frenesia?

Come vivere in pace

Vivere in pace significa essere in totale armonia con se stessi e con il mondo. Il primo passo per vivere in pace è stabilire un’intenzione forte e volere la pace con tutto il cuore. Ovviamente, non si può essere in pace con se stessi se non si è in pace con gli altri, quindi non pensare che sia possibile creare un falso stato di solitudine rilassata che escluda gli altri! La pace è possibile quando la nostra mente non è turbata da rancori e dentro di noi ci sono amore e una forte tendenza al perdono. Infatti la tua pace è quella dei tuoi fratelli. Ciò non significa che debba essere un’esperienza necessariamente condivisa fisicamente. Ma è un’esperienza condivisa mentalmente e col cuore. In altre parole, quando pensi a qualcuno, devi essere disposto, almeno teoricamente, a condividere la pace con lui.

Quindi per prima cosa devi volere una pace non esclusiva, che abbracci tutto e tutti e che sia completa e perfetta. Sì, cavolo, ma io voglio solo un po’ di relax e calma! Sai qual è il problema? E’ davvero difficile avere anche solo qualche istante di relax solo per se stessi, perché l’ego non può garantire pace. Anzi, ti dirò di più: l’ego è proprio la ragione per cui non siamo in pace. E non è colpa dell’ego, ma del nostro attaccamento a esso e della nostra tendenza a preferire le sue illusioni di falsa felicità e di vittimismo alla vera pace. Quindi, potrebbe esserti utile leggere il mio articolo su come liberarti dall’ego.

Più ego abbiamo, più è difficile sentirci in pace, perché la pace è la nostra natura, è una qualità del nostro spirito e sarà molto complicato sperimentare la nostra vera natura gioiosa se saremo sempre assorbiti dal nostro ego.

Elimina la guerra dal tuo cuore

Quindi, il secondo passo per vivere in pace è proprio quello di liberarsi dal proprio ego. Ciò implica confrontarsi con la propria eredità animale e i suoi impulsi, le sue paure e le sue ombre. Per vivere in pace, insomma, devi liberarti della guerra dentro di te. Potrebbe esserti utile quest’altro articolo su come purificare il tuo cuore dalla negatività. In breve, devi eliminare tutto ciò che non è pace: i rancori, le resistenze a perdonare, l’odio, il disprezzo, la paura, il sentirti minacciato, la colpa e la vergogna. Devi riscoprire la tua essenza immortale e invulnerabile. Finché ti identificherai con un corpo sarà piuttosto difficile essere in pace, perché l’identificazione con il corpo implica la necessità di quei meccanismi di sopravvivenza che vogliamo eliminare!

Per essere in pace, devi smettere di identificarti con l’animale che è in te e tornare a essere anima spirituale! Come si può vivere in pace se si è sempre torturati e tormentati dagli impulsi animali, se ci si sente sempre in pericolo, se dentro di sé cova sempre rabbia e paura? Puoi comprendere facilmente che è molto difficile! Il problema però è che troppo spesso cerchiamo come essere in pace dimenticandoci chi pone questa domanda? La nostra anima o il nostro ego? Se è il nostro ego, esso chiede semplicemente sollievo dallo stress. La nostra anima chiede invece di tornare alla sua pace perpetua e indistruttibile!

Scegli di vivere in pace a tutti i costi

In ogni caso, se vuoi davvero essere in pace con tutto il tuo essere, ci riuscirai. Infatti un proposito interiore forte ti predispone a una dedizione profonda e ti spinge a lottare per eliminare la guerra dal tuo cuore e scegliere sempre la pace. L’intenzione inoltre fa emergere alla tua consapevolezza tutte le barriere alla pace e ti costringerà a scegliere se lasciare in piedi quelle barriere oppure disfarti di esse. Ad esempio, se scegli di essere in pace a partire da domani, il risveglio mattutino potrebbe essere subito una sfida: la mente potrebbe convincerti che ti sei svegliato di malumore e che sarà una giornataccia, ma tu dovrai essere coerente con la tua intenzione.

Ciò non significa che debba manipolare il tuo comportamento ed essere felice se non lo sei. Ma almeno dovrai osservare i tuoi meccanismi (che è il presupposto per uscire dalla meccanicità e dall’addormentamento!) e rimanere presente. La tua presenza creerà col tempo un distacco dal tuo ego e man mano la tua libertà e il tuo potere aumenteranno. Se vorrai davvero essere in pace e sarai completamente convinto di ciò, nulla potrà fermarti. Se ogni mattina ti alzi con il proposito di mantenere la pace a tutti i costi, la tua intenzione diventerà così potente da diventare sempre più reale! Quindi scegli la pace e perseguila con tutte le tue energie!

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Il tuo cuore è la tua guida

Il tuo cuore è la tua guida

Il tuo cuore è la tua guida! Se sei un percorso spirituale e ti senti bloccato in qualche punto oppure non hai ancora iniziato un percorso e sei indeciso sul da farsi, questo articolo potrebbe fare per te. Potrebbe darsi che sei troppo duro con te stesso. Forse ti aspetti troppo da te. E forse stai complicando la tua vita, perché il tuo ego potrebbe essersi intrufolato con la sua logica difficile e astrusa. Vorrei ricordarti che la spiritualità è una cosa semplice. Diventa un processo arduo perché dentro di noi siamo pieni di barriere e resistenze e noi stessi siamo un tantino complicati. Eppure non c’è bisogno di portarsi appresso questo carico di ossessività, nevrosi, complicazioni. Puoi semplificare il tuo percorso da subito.

Quando ti perdi nella selva dei principi spirituali, dei vari percorsi, o anche solo nell’intrico dei tuoi problemi personali, ricorda che c’è un modo per tirarti fuori dal dubbio, dall’incertezza e dalla confusione, da quel senso di opprimente soffocamento e imprigionamento. Non devi fare altro che tornare al tuo cuore. Infatti esso è l’unica guida. Tutti gli insegnamenti spirituali si riferiscono al cuore. Alcuni lo chiamano il vero Sé, anima, spirito… Non importa quale sia il nome che gli viene dato. L’unica cosa che devi sapere è che esso è la tua vera essenza, ciò che sei veramente oltre il corpo e la mente.

Il tuo cuore è la tua unica guida

Quando sei indeciso su quale percorso seguire oppure senti che non stai più progredendo, fermati un momento. E ricordati che non devi seguire nessuno, nessun maestro, nessuna religione, nessun “percorso”. I maestri e i percorsi sono solamente dei mezzi che indicano una sola Verità. Ma nessuno possiede quella Verità. Essa infatti è dentro di te e solo tu hai le “chiavi” per accedervi. Quindi quando sei indeciso, incerto, confuso, oppresso, disperato, torna a te stesso. Dentro di te c’è quella fonte di amore e di pace che cerchi. Non devi cercarla: essa è sempre lì. Devi solamente fare un attimo di silenzio, prendere un bel respiro e dimenticare per un attimo tutti i problemi e le difficoltà. E allora puoi connetterti con il tuo cuore.

Il tuo cuore è la tua guida, il tuo unico punto di riferimento. Segui solamente il tuo cuore. Sarà il cuore a dirti quale percorso eventualmente seguire o addirittura se seguire più percorsi insieme o se non seguirne nessuno, per seguire semplicemente se stesso. In fondo, infatti, qualunque percorso tu scelga, devi tornare a te stesso! Certo, potresti dirmi, ma come faccio a seguire il mio cuore se tornare al mio cuore è solo l’obiettivo finale del percorso? In parte hai ragione, ma è anche vero che il semplice fatto che stia leggendo questo articolo significa che il tuo cuore ti sta già chiamando per tornare da lui. Quindi stai già seguendo il tuo cuore. L’unica cosa che puoi fare in più è stare attento ai suoi messaggi, ascoltare la sua voce silenziosa.

Il desiderio di tornare al tuo cuore

Non ti posso dare torto se pensi che sia difficile tornare al proprio cuore. Dopotutto siamo stati tutti pesantemente condizionati e ci siamo disconnessi dal nostro vero Sé. Ma ti dico una cosa: è sufficiente che tu desideri con un po’ di intensità di tornare al tuo cuore e ciò basterà per aprirti un mare di infinite possibilità. Spesso sottovalutiamo il potere dell’intenzione. Ma in realtà l’intenzione è proprio il punto di partenza di ogni cosa, soprattutto di un percorso spirituale. Quindi non devi fare altro che sviluppare questa benedetta intenzione di tornare al tuo cuore! Affidati a lui, fatti guidare dalla sua saggezza. Non preoccuparti di nient’altro. Viviamo in un mondo troppo complicato per doverci complicare ulteriormente la vita anche con la spiritualità, che dovrebbe essere proprio il modo per semplificarcela!

E allora semplifichiamoci la vita! Che cosa ti dice il tuo cuore? Come puoi “illuminarti”? Come puoi “risvegliarti”? Il tuo cuore sa bene che è solo tornando a lui che puoi fare ciò. Inoltre ti suggerisce di riempirti di amore, di pace e di gioia. Ti dice di lasciar andare a lui i tuoi problemi e le tue percezioni, i tuoi giudizi e interpretazioni. Ti invita ad arrenderti totalmente alla Verità, liberandoti delle illusioni e del gravame dell’ego. Non chiede nient’altro da te! Poi, puoi seguire un certo percorso, un certo maestro, una certa via, ma in fondo il tuo cuore rimane sempre la tua guida. Se non è così, sarà il tuo ego a consigliarti che cosa fare, e ciò non è affatto la cosa migliore per te!

Segui il cuore e non l’ego

Segui il cuore e la sua presenza di amore e di pace. La voce dell’ego è molto più fastidiosa, spesso ingannevole. Quindi chiediti sempre se stai facendo qualsiasi cosa in nome dell’amore o per seguire dei bisogni personali. E il problema è che solitamente è la sofferenza dell’ego a spingerci su un percorso spirituale. Ciò da un lato è ottimo, ma dall’altro dobbiamo stare attenti a chiederci la ragione per cui stiamo seguendo un percorso. Se la ragione è egoica, come migliorare la nostra vita personale o semplicemente alleviare la nostra sofferenza per poi tornare a vivere secondo i nostri interessi, ciò non è di per sé un problema, ma lo diventa nel momento in cui ci facciamo guidare esclusivamente da questa motivazione.

Se anche partiamo da una motivazione egoica, prima o poi ci rendiamo conto che essere spirituali significa lasciar andare il nostro ego e quindi anche quelle motivazioni e quei bisogni speciali e personali… E quindi dovremo decidere se continuare il percorso lasciando andare il nostro ego oppure fermarci per seguire la nostra vita di sempre. E sarà allora che potremo scegliere davvero tra cuore ed ego. Ma puoi scegliere anche ora: non devi aspettare niente. Segui il tuo cuore, e cioè inizia o continua il tuo percorso spirituale per amore della Verità, lasciando andare tutte le altre motivazioni. E vedrai che ne beneficerai davvero. Infatti potresti essere bloccato a un punto del percorso perché una parte di te non vuole proseguire! Quindi non devi fare altro che essere onesto con te stesso e far emergere questa parte per lasciarla andare.

Il tuo cuore è la tua amorevole guida

Quando il percorso spirituale diventa troppo complicato e addirittura angosciante, potrebbe darsi che il tuo ego si sia intrufolato da qualche parte, come è normale che succeda! Ma non temere: puoi sempre scegliere di tornare al tuo cuore. I segni che l’ego sta “facendo il percorso insieme a te” sono semplici da riconoscere: aumenta notevolmente la tensione, senti un senso di oppressione e viene a mancare la dolcezza dell’amore e della pace, la spiritualità diventa un ossessione anziché un aiuto, sei portato a usare i principi spirituali per soddisfare i tuoi bisogni e desideri personali, non sei più motivato a proseguire il tuo percorso. Ciò accade perché troppo spesso seguiamo un percorso, un maestro, delle pratiche, ma dimentichiamo di seguire il nostro cuore.

Dimentichiamo che l’obiettivo fondamentale del corso è tornare a noi stessi! E in questo modo ciò che dovrebbe condurci in paradiso ci riconduce all’inferno. Ma fortunatamente possiamo tranquillamente, in ogni momento, scegliere di nuovo. Possiamo fermarci un attimo e decidere di seguire il nostro cuore, ricordando che è esso la nostra guida, il nostro obiettivo e la nostra casa. Il tuo cuore è la tua amorevole guida. Se quindi sei confuso mentre sei sul tuo percorso spirituale, torna al tuo cuore e affidati a lui. E anche se non hai le idee chiare su che cosa fare della tua vita, se iniziare un certo percorso oppure un altro, se sei incerto e nel caos, torna al tuo cuore e affidati a lui.

Lascia andare i tuoi blocchi

Se seguirai intensamente il tuo cuore, i tuoi dubbi verranno dissipati e i tuoi blocchi eliminati. Infatti i dubbi e i blocchi nascono solo nella mente, sono frutto dell’ego. Seguendo la voce del tuo cuore, potrai stare certo che tutto verrà risolto. Non cercare di risolvere da solo i tuoi problemi. Non puoi sciogliere i tuoi dubbi affidandoti alla mente che li ha creati. Essa è fatta per creare problemi e per cercare infinite soluzioni, ma non per trovarle. Quindi non pensare di poter trovare soluzioni all’esterno. Non ci sarà nessun maestro o percorso che potrà sciogliere i tuoi dubbi. Dovrai prima rivolgerti al tuo cuore, fare un po’ di silenzio, rilassarti, abbandonarti. Ricorda che ogni blocco è falso e ogni dubbio è fasullo.

Puoi lasciar andare i tuoi dubbi senza pericolo. La Verità è dentro di te e nessuno può toglierti il diritto di accedere a essa o arrogarsi la prerogativa di offrirtela. Quindi smetti di complicarti la vita e affidati solamente al tuo cuore. Le soluzioni ai tuoi problemi non sono su internet, su un libro, nella testa di un guru, ma sono unicamente nel tuo cuore. Quindi che cosa aspetti a tornare a lui? Hai ancora dubbi su come fare? Nel caso, potrei aiutarti con alcuni articoli del mio blog che ti linko qui sotto. Ma ricorda: l’unica tua guida è il tuo cuore!

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Come superare la mania di controllo

Come superare la mania di controllo

La mania di controllo è uno dei mezzi più angoscianti con cui l’ego perpetua se stesso. Il nostro sé separato ha un estremo bisogno di sopravvivere. E per questo deve a tutti i costi controllare tutto quello che può. In molti casi il bisogno di controllo diventa una vera e propria mania. Ognuno ha una certa tendenza a controllare se stesso e spesso a opprimere in qualche misura gli altri. Dobbiamo accorgerci del nostro bisogno di controllo prima che diventi ingestibile. Ma come superare la mania di controllo per ottenere la pace mentale e tornare a vivere sereni? In questo articolo risponderemo proprio a questa domanda.

La mania di controllo: questa brutta bestia

La mania di controllo rende la vita un inferno. La mente diventa un tormentatore. Ci invita a essere ipervigilanti. Non riusciamo a concentrarci. Dobbiamo verificare che tutto sia svolto alla perfezione. Ogni minimo dettaglio deve essere al posto giusto. Guai a sbagliare. Il giudizio degli altri è un macigno insopportabile. Una pesante angoscia e uno stress continuo e opprimente esauriscono le nostre energie. Dobbiamo controllare più e più volte che tutto sia a posto. Non possiamo smettere di pensare, perché chissà che cosa potrebbe succedere. Siamo costretti a preoccuparci e ossessionarci in continuazione, perché ci sembra di essere continuamente in pericolo. Tutto deve essere organizzato in modo preciso, perché l’incertezza ci fa entrare nel pallone.

Siamo costantemente ansiosi e sul chi va là. Non possiamo consentirci di abbassare la guardia, perché la minaccia è dietro l’angolo. Potrebbe venire qualcuno a punirci, a dire quanto siamo scarsi, quanto siamo imbranati, a giudicarci pesantemente, quindi è bene che tutto sia svolto alla perfezione. Se sbagliamo, scende la disperazione. Quando l’ansia e lo stress ci hanno consumato abbastanza, cala un velo di depressione, perché non c’è più energia. E non abbiamo più voglia di fare niente. Le tensioni muscolari ora diventano pesantezza. Lo stress ora diventa una sensazione di esaurimento. L’iperattività mentale diventa confusione e rimane un senso di scarsa lucidità e di impotenza.

Questi sintomi ti dicono qualcosa?

Come nasce il bisogno di controllo

La mania di controllo è un meccanismo di difesa a un’educazione rigida e repressiva, dove era molto sentita la paura della punizione. Essa è il risultato di una scarsa autostima e dell’incapacità di amare se stessi, come conseguenza del non esserci sentiti amati nell’infanzia; è sintomo di una profonda sfiducia in se stessi e nel mondo e deriva dal peso della colpa sentita dentro di sé. La voce critica delle figure educative si impadronisce della nostra mente e diventa un torturatore interno. Se i nostri genitori erano duri con noi, molto probabilmente anche noi lo siamo. Infatti ognuno di noi tende a interiorizzare la voce dei genitori. Da bambini non abbiamo strumenti di difesa, non possiamo elaborare meccanismi più sofisticati.

E pur di godere di un minimo di sicurezza neghiamo noi stessi, diventiamo duri con noi stessi, ci tormentiamo da soli. Proiettiamo la colpa sul nostro corpo e sulla nostra mente, punendoci con l’ansia e la depressione, con un giudizio implacabile nei nostri confronti. Finiamo per sentirci una nullità. Non essendo stati valorizzati dal mondo, neanche noi ci valorizziamo. E questo può diventare un grande problema quando cresciamo e diventiamo adulti. Se eravamo molto controllati da bambini, avremo un estremo bisogno di controllo anche da grandi, sul nostro comportamento e sugli altri. Non ci fideremo di nessuno, meno che mai di noi stessi. Non sapremo affrontare l’incertezza, poiché sentiremo una voce dentro di noi che ci dice che siamo degli incapaci e che non possiamo farcela senza sostegno e approvazione.

Come superare la mania di controllo

La prima cosa da fare per superare la mania di controllo è non dare la colpa a nessuno. Più daremo la colpa ai genitori, a chi ci ha educato, più ci commisereremo, più alimenteremo la colpa dentro di noi e quindi renderemo più forte la stessa mania di controllo. Infatti la mania di controllo nasce proprio dal senso di colpa. Ognuno di noi nasce già con un carico di colpa, essendo la colpa un elemento dell’inconscio collettivo. E se proietteremo questa colpa all’esterno, non faremo che rafforzarla dentro di noi: proiettare sugli altri significa semplicemente nascondere più profondamente dentro di sé, quindi è qualcosa di davvero poco saggio! Piuttosto, dobbiamo riconoscere la colpa dentro di noi per eliminarla (scopri qui come). E per riconoscere la colpa dentro di noi dobbiamo innanzitutto smettere di proiettarla all’esterno tramite i giudizi e le accuse (scopri qui come smettere di giudicare).

Mentre lavoriamo per disfare la colpa alla base, possiamo fare un lavoro complementare: riempire il nostro cuore di amore. Infatti la colpa che sentiamo dentro di noi non è che un vuoto di amore! Quindi, se da un lato lavoriamo con la consapevolezza, portando alla luce i giudizi e le proiezioni per lasciarli andare, dall’altro cominciamo ad amare noi stessi e gli altri per colmarci dell’amore che non abbiamo ricevuto. Dobbiamo avere il coraggio di superare la nostra incapacità di amare e il nostro desiderio di vendetta e il risentimento per non essere stati amati abbastanza: è solo amando che possiamo sentirci felici e amati. Dato che il mondo è uno specchio del nostro subconscio, voler punire qualcuno all’esterno significa voler punire noi stessi e quindi perpetuare la nostra mancanza di amore!

Autostima e fiducia nella vita

Amando noi stessi e gli altri ci prendiamo cura della nostra autostima (puoi approfondire qui sull’argomento). In questo modo smettiamo di avere bisogno del sostegno e dell’approvazione degli altri per sentirci sicuri e stare bene. E così inizieremo a essere più flessibili con noi stessi. Smetteremo di dover seguire dei rituali rigidi, di essere perfetti in tutto, di temere il giudizio degli altri, di soppesare ogni nostra parola per paura di sbagliare, di vergognarci di noi stessi, di essere timidi e insicuri. In breve, per superare la mania di controllo dobbiamo aprire il nostro cuore (scopri qui di più). Aprendo il nostro cuore e riempiendoci di amore, iniziamo ad aver fiducia in noi stessi, negli altri e nella vita.

Smettiamo di aver bisogno di controllare tutto. Non facciamo più dipendere la nostra felicità e il nostro benessere dalla necessità di verificare che tutto vada come pensiamo debba andare. Iniziamo a fidarci, a fluire con la vita, a essere nel flusso. Impariamo a lasciar andare e ad arrenderci al momento presente, smettendo di dividere tra ciò che è buono e ciò che è cattivo. Se qualcosa non va come previsto, non entriamo più nel pallone. Impariamo a vivere nell’incertezza. Iniziamo a sacrificare il falso bisogno di sicurezza in nome della felicità. Realizziamo che non ha alcun senso impedirsi di vivere solo per sopravvivere. Impariamo a perdonarci per gli errori e a perdonare gli altri.

Trovare un centro dentro di sé e vivere nel presente

Per superare la mania di controllo dobbiamo trovare un centro stabile dentro di noi. In pratica, anziché aggrapparci a false certezze esterne, insicure e instabili, o tormentarci con le preoccupazioni, l’angoscia e lo stress, l’ansia e la paura (pensando inconsciamente di poter far meglio fronte alle situazioni, mentre in realtà ci boicottiamo da soli), iniziamo a fidarci sempre di più del nostro cuore e ci radichiamo dentro noi stessi. Ci rendiamo conto che è insensato mendicare l’approvazione degli altri, il loro sostegno o vederli timidamente come autorità che ci proteggono o, se sono in una posizione di debolezza, come individui da manipolare o controllare. Ci connettiamo con le profondità del nostro essere e troviamo un senso di calore e di pace tali da farci sentire sempre al sicuro e da non aver bisogno di affidarci alle braccia del mondo.

Il nostro centro ci riempie di benessere, amore e ci fa sentire completi, per cui non abbiamo bisogno che gli altri facciano nulla per noi. Non dobbiamo chiedere che ci giudichino in un certo modo, non abbiamo bisogno che ci offrano protezione o stabilità. Per superare la mania di controllo, dobbiamo anche imparare a spostare la nostra attenzione dalla mente al momento presente. Dobbiamo realizzare che rimanere assorbiti dal flusso di pensieri non ci protegge da nulla, non ha alcun senso, non fa altro che distruggerci. E dobbiamo buttarci a capofitto nella vita, sull’orlo dell’abisso del qui e ora, per quanto all’inizio ciò possa sembrare incerto e insicuro. In realtà, nel momento presente c’è l’unica certezza del tuo Sé, della tua presenza consapevole e della Vita che scorre.

E il tuo Sé è l’unica cosa certa e stabile, quindi perché non affidarsi a esso invece che ai falsi pensieri e alle false paure della mente?

Osserva quel tormentatore nella tua testa!

Dopodiché, per superare la mania di controllo puoi scoprire come questa si manifesta. Osserva la tua mente e i tuoi comportamenti. In particolare, guarda come la tua mente ti tormenta! Non giudicarla per questo: la tua mente segue solamente un programma. Sei tu a decidere se eseguire quel programma oppure no. E allora osserva gli schemi ricorrenti nella tua mente, il modo in cui essa cerca di controllare tutto come se avesse bisogno di aria. Per la mente il controllo è come l’ossigeno: le dà vita e le permette di sopravvivere. Ma per te il bisogno di controllo è deleterio! Riconosci come tutta la tua sofferenza sia causata da quel tormentatore nella tua testa. Abbi il coraggio e la lucidità di vedere che non c’è nessuno all’esterno che ti fa del male, ma è solo la tua mente a torturarti.

Cogli la tua mente mentre crea i pensieri di controllo, mentre ti obbliga a fare qualcosa, ti fa sentire in colpa, scatena ansia o depressione, ti fa stare male, ti toglie energia, inizia a preoccuparsi, a ossessionarsi per qualcosa, a entrare nel pallone, a essere confusa, a spaventarsi, ad avere paura. E nota come tu non sei tutte queste cose! Realizza che non hai alcun bisogno di ascoltare la tua mente e anzi devi assolutamente liberarti dal suo dominio (scopri qui come)! Osserva come la voce nella tua testa è critica e riflette la durezza e la mancanza di amore del passato (senza crogiolarti però nel risentimento per questo!). Vedi come la tua mente crea le tensioni, lo stress, la sofferenza. E man mano che porti tutto alla luce, lascia semplicemente andare, senza fare nulla: il solo fatto di diventare consapevole dei tuoi meccanismi ridurrà notevolmente la mania di controllo.

Infatti l’ego agisce nell’ombra e può sopravvivere finché è inosservato. Ma se inizi a osservarlo scrupolosamente e attentamente (non ossessivamente, però!), puoi finalmente liberarti dal suo tormento.

L’unico ostacolo alla felicità

L'unico ostacolo alla felicità

La felicità è la tua natura. La felicità che cerchi sei tu! Per questo, se la tua natura è velata dall’ego, non puoi sperimentare la felicità. E ogni tentativo di trovarla nel sistema dell’ego è destinato cadere nel vuoto. Infatti l’ego per sopravvivere ricerca continuamente la felicità senza trovarla. Trovarla significherebbe dissolversi nell’infinità dell’amore. Il mondo è fatto dall’ego per non poter trovare la pace, ma allo stesso tempo potersi lamentare che gli viene rubata. Per essere felice devi quindi liberarti del tuo ego, che è la fonte di ogni sofferenza. L’ego è quindi l’unico ostacolo alla felicità. Liberandoti dall’ego ciò che rimane è l’esperienza del tuo essere nudo e puro, che è felicità, amore e gioia, completezza e soddisfazione.

Come liberarsi dell’unico ostacolo alla felicità

Ecco come liberarti dall’unico ostacolo alla felicità:

La verità sulla felicità: riconoscere l’unico ostacolo alla felicità

Bisogna essere chiari su una cosa: la felicità incondizionata è possibile solo in assenza di ego. Tanto meno ego hai, quanto più la tua felicità è pura e perfetta. Tanto più ego hai, quanto più sarai infelice. Le condizioni esterne non c’entrano nulla. Al limite, esse sono il riflesso di ciò che porti dentro di te. In generale, il tuo ego agisce da “velo” e ti impedisce di accedere alla pace del tuo essere, coprendo la tua natura divina felice e gioiosa. Ovviamente quanto ego abbiamo non è un “peccato” per il quale sentirci in colpa. Anzi, i sensi di colpa sono proprio uno dei meccanismi più profondi dell’ego per sopravvivere. Piuttosto, ognuno di noi è responsabile del proprio ego, poiché ha scelto di essere fedele a esso e a di perseguire la separazione dall’Uno, sebbene questa in realtà non sia mai avvenuta.

Essendo degli esseri spirituali, l’unica cosa che può soddisfarci veramente è l’Amore. L’Amore è l’unica fonte di pace, gioia e felicità. Ogni altra cosa non può soddisfarci. L’ego proietta all’esterno le fonti di soddisfazione attraverso il desiderio, che non ha caso è una delle fonti principali di sofferenza. Quando desideriamo, l’ego è salvo, poiché si attiva la ricerca. L’ego ci convince che quando realizzeremo il nostro desiderio saremo finalmente felici. E ciò sembra essere confermato dal sollievo che proviamo quando il desiderio è soddisfatto. In realtà questo meccanismo di gratificazione è solo strumentale alla sopravvivenza dell’ego. Ma possiamo vedere benissimo come l’inganno non possa durare a lungo: poco tempo dopo aver soddisfatto il desiderio, siamo di nuovo tristi e desideriamo qualcos’altro per essere felici.

La felicità è impossibile per l’ego: come rimuovere l’unico ostacolo alla felicità

A un certo punto molti di noi si rendono conto che trovare la felicità nel mondo è impossibile. La speranza viene meno. E in molti casi subentra la disperazione e si tocca il fondo. E in quel momento si apre un bivio: farsi dominare completamente dalla disperazione e cadere totalmente nella separazione oppure farsi illuminare dalla luce in fondo al tunnel e rialzarsi in piedi, e magari arrendersi totalmente nel mezzo della sofferenza per farsi riempire dall’Amore. In tal caso avviene un’illuminazione improvvisa. In altri casi, intravediamo semplicemente una nuova possibilità di salvezza fuori dall’ego. E iniziamo un cammino spirituale. Anche se non ci “illuminiamo” subito, cominciamo a vivere in modo completamente diverso, poiché la sofferenza ci ha segnato talmente tanto che ci vediamo costretti a rivedere tutto nella nostra vita.

Ci accorgiamo che per smettere di soffrire non dobbiamo creare un ego grande come una casa, ma al contrario renderlo piccolo come un seme. Ci rendiamo conto che continuare a proteggere il nostro sé separato è causa di tremendo dolore. E realizziamo che l’unica soluzione sta nell’Amore, nel ritorno all’unità e in questo modo ci apriamo a un potere superiore. Ci rendiamo conto che, come ego, non possiamo farcela da soli: e questo può portarci a rassegnarci e a cadere nell’apatia… oppure arrenderci alla forza dell’Amore, sciogliendo finalmente le nostre resistenze e il nostro senso di separazione. E ci accorgiamo che è ovvio che siamo sempre stati infelici: abbiamo esercitato così tanta resistenza al flusso della Vita da creare enorme dolore.

La felicità è impossibile per l’ego, poiché esso vive di una resistenza, accumula costantemente tensione e si allontana in ogni momento dall’Amore.

Ego o Amore? Scegli tu!

Ognuno di noi può scegliere solamente tra due cose: ego o Amore. Scegliere l’ego significa scegliere la separazione, il conflitto e la sofferenza. Scegliere l’Amore significa scegliere l’unione, la pace e la felicità. Non ci sono terze possibilità: o scegli l’ego o scegli l’Amore! In ogni momento compi la tua scelta, che ne sia consapevole oppure no. Puoi riconoscere se stai scegliendo l’Amore oppure l’ego in base alla felicità e alla pace che senti dentro di te, indipendentemente da ciò che succede all’esterno o al tuo corpo. Ogni volta che scegli l’Amore, avverti pace; ogni volta che scegli l’ego avverti dolore, contrazione o una forma di negatività. Qualunque forma di negatività è sintomo del fatto che hai scelto l’ego.

Più sceglierai l’Amore, più sarai felice e in pace. Ma come scegliere l’Amore invece che l’ego? Per scegliere l’Amore devi lasciar andare le tue proiezioni e la tua percezione della realtà, ammettendo di non avere occhi per vedere, poiché la tua visione è inquinata dal velo delle interpretazioni dell’ego. E man mano che lasci andare le proiezioni, ciò che resta è la visione corretta del cuore e dell’Amore. Non devi “imparare” nulla di nuovo, poiché la retta visione è già dentro di te: devi solo rimuovere il velo dell’ignoranza e la verità comincerà a trasparire chiaramente, non come sistema mentale di concetti, ma come percezione vivida e indubitabile. Se l’ego è l’unico ostacolo alla felicità, l’Amore è l’unico rimedio per tornare a essa!

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