Perché è così difficile essere se stessi

Perché è così difficile essere se stessi

Perché è così difficile essere se stessi? Essere se stessi significa rivelare la propria autenticità al di là di tutte le maschere e le barriere. Le maschere che indossiamo, per quanto ci facciano soffrire e soffochino il nostro potenziale, sono in realtà un’arma di difesa. Difesa da che cosa? Difesa dall’esplosione della vita e della libertà, che minacciano la nostra piccola identità, distruggono le nostre illusioni, spazzano via il comfort, le certezze e ogni tipo di sicurezza. Essere se stessi, puri, genuini e autentici significa immergersi nel fiume della libertà, dell’indipendenza, della gioia. Ma ciò implica il sacrificio di ogni difesa.

Il giudizio degli altri ci preoccupa e spaventa così tanto perché in fondo non vogliamo essere noi stessi. Ciò di cui abbiamo realmente paura non è il giudizio, ma è la nostra stessa forza. Ci nascondiamo dietro la paura del giudizio perché superandola saremmo illimitati, infiniti, indipendenti e liberi. Ma l’assenza di ogni confine ci fa sentire in pericolo, minaccia le nostre sicurezze, alle quali ci aggrappiamo così disperatamente. Ecco perché è così difficile essere se stessi. Non perché ci sia qualcuno fuori di noi che ci tenga in prigione. Non perché siamo minacciati, soffocati, traumatizzati dal mondo. Ma perché siamo allergici alla nostra stessa grandezza e al flusso potentissimo dell’amore, della gioia, della vita e della libertà.

Perché è così difficile essere se stessi?

Desideriamo essere visti, ma anche nasconderci agli occhi degli altri. Vogliamo l’approvazione mentre temiamo la condanna e il rifiuto. In fondo è proprio questa continua, spasmodica ricerca della sicurezza, dell’amore e della felicità presso gli altri e nel mondo che ci impedisce di essere noi stessi. In nome di un po’ di sicurezza siamo disposti a negare la nostra anima. Ecco perché è così difficile essere se stessi: perché ciò implica essere soli con la propria anima, a contatto con la propria forza ma anche con la solitudine grandiosa ma tragica dell’eroe che si libera dalle illusioni e in questo percorso di liberazione è costretto ad affrontare i suoi demoni, lasciar andare le sue maschere, smettere di costruire barriere per ritrovare la propria vera potenza.

Per essere noi stessi dobbiamo avere il coraggio di rinunciare alla pretesa che siano gli altri a soddisfare i nostri bisogni, a darci la nostra identità, a farci sentire per un po’ forti, al sicuro e amati. In fondo è molto più comodo rimanere aggrappati a una identità piccola piccola che ci regala la parvenza di essere in una cupola d’oro, che in realtà è una gabbia stretta stretta e senza alcuna via di uscita. Essere se stessi significa armarsi di coraggio, di fiducia e di buone intenzioni per riunirsi al proprio vero sé. Non è affatto facile lasciarsi alle spalle una vecchia identità fatta di condizionamenti e maschere imposte e autoimposte.

Più di ogni altra cosa, desideriamo essere visti

Jeff Foster, in una bella riflessione, spiega quanto sia difficile mostrarsi agli altri per quello che si è e trovare il coraggio di essere autentici:

Più di ogni altra cosa, desideriamo essere visti. Essere tenuti in una presenza sicura, non giudicante, onnicomprensiva ed essere visti attraverso occhi amorevoli. Ed essere visti è ciò che temiamo di più. Più della morte, temiamo lo sguardo penetrante dell’intimità. E lo aneliamo allo stesso modo. Occorre un tale coraggio per mostrarsi! Toglierti la maschera, quando ti senti il tuo peggio, toglierti la maschera (la stessa che ti stava comunque soffocando) e dire “Guarda. Guarda. Eccomi, mondo”.

Lasciarti vedere prima che tu sia pronto. Quando ti senti marcio, il più sporco, il più infelice e non amabile, il meno evoluto, il più noioso, il più confuso e solo, il più distrutto, triste, arrabbiato e ferito, lasciati vedere lì. Lì, in quel posto doloroso, pieno di vergogna. Lascia entrare la luce. Esci dal nascondiglio e invita qualcuno nel tuo mondo “privato”. Lascia che siano testimoni del tuo vero, autentico te. Prima di quella difesa pietosa chiamata “personalità”. Di’: “Guarda. Guarda, amico. Eccomi qui”. Corri il rischio di essere amato!

Jeff Foster

Essere veramente se stessi ha un costo

Esiste un’idea comune che invita a “essere se stessi”. Ma in pochi casi l’invito a essere se stessi significa veramente qualcosa. Nella maggior parte dei casi, essere se stessi significa affondare nel narcisismo, creare nuove difese e armarsi di nuove armi di attacco, finire ancora più in profondità nella gabbia del proprio ego. Essere se stessi non significa far emergere la propria “personalità”. Al limite, quella emerge come conseguenza. Ma lo sforzo reale consiste nel far emergere la propria “essenza”, la propria parte più profonda, insomma la propria anima. Essere se stessi implica un passaggio raramente tenuto in considerazione: conoscere se stessi, sapere chi si è davvero.

Non possiamo “essere noi stessi” finché non entriamo in profondità nel nostro cuore per scoprire chi siamo davvero. Questo viaggio di scoperta di sé è un viaggio nella tenebra. Richiede il coraggio di guardare le proprie ombre per integrare il proprio lato oscuro. Richiede la pazienza di osservarsi, amarsi, accettarsi. E in questo viaggio non ci sono scorciatoie. Per essere te stesso, devi innanzitutto diventare te stesso, scoprendo il tuo vero te, la tua essenza animica, il nucleo più profondo del tuo essere. Solo allora potrai “essere te stesso”, e cioè essere tutt’uno con il tuo cuore, a contatto con la tua forza e grandezza.

Chi sei veramente?

Essere se stessi non significa seguire false passioni, magari dettate da condizionamenti, da impulsi repressi, da idee inconsciamente interiorizzate. Questo è difficile da accettare: pensiamo di poter essere noi stessi quando la nostra idea di chi siamo è fasulla e distorta. E il costo principale di essere veramente se stessi è proprio lasciar andare questa falsa identità fatta solamente di limitazioni al nostro vero potenziale. Quando diciamo agli altri o a noi stessi “sii te stesso”, che cosa intendiamo realmente? Se rispondiamo onestamente, noteremo che molto spesso stiamo invitando l’altro a trincerarsi ancora nelle sue barriere, nel suo falso io, nella sua piccolezza.

In realtà non vogliamo trascendere il nostro piccolo sé, perché la nostra grandezza ci fa paura. Eppure scoprire chi siamo veramente è l’unico modo per essere davvero liberi e vivere nell’autenticità. Non in quella gridata ai quattro venti ma in realtà falsa. No. Parlo di quella vera, che si ottiene solo quando si ha il coraggio di entrare dentro se stessi, nell’abisso del proprio essere, pronti a lavorare, amare, trasmutare. Essere se stessi significa liberarsi dalla paura del giudizio degli altri e dal proprio stesso giudizio. La paura del giudizio nasce dal vedersi pieni di colpa, dal non accettare se stessi, insomma dalla propria tendenza a giudicarsi invece di amarsi incondizionatamente. Essere se stessi significa smettere di condannare delle parti di sé o accettarle solo a certe condizioni. Significa diventare degli individui integri e completi.

Ecco perché è così difficile essere se stessi

Ecco quindi perché è così difficile essere se stessi: non vogliamo essere liberi, integri, indipendenti. Preferiamo rimanere dei frammenti isolati, perché in questo modo pensiamo di essere più al sicuro. E in realtà in questo modo rimaniamo all’inferno. Essere se stessi significa smettere di dividersi dentro di sé, di alimentare conflitti interiori, di proteggersi dietro maschere di orgoglio e di finta autenticità. Aprirci a chi siamo davvero significa aprirci all’Amore. Ma l’Amore non ha confini e quindi di fronte a esso si dissolvono tutte le illusioni di sicurezza e di identità.

Se vuoi essere te stesso, devi smettere di credere che sia così difficile. Devi smettere di credere che sia così importante il giudizio. E devi smettere di attaccarti alle false sicurezze, di indossare maschere, di trincerarti dietro giustificazioni e barriere. E soprattutto devi accettarti incondizionatamente, smettendo di giudicarti secondo i criteri sociali, culturali, famigliari. In questo modo, puoi riscoprire il tuo Sé. Fatti guidare dal tuo cuore in questo percorso di riscoperta e di conquista della libertà e dell’autenticità. Scegli di sacrificare le illusioni, per quanto inizialmente ciò possa apparire un salto nel vuoto. Non temere di essere guardato male, di non farcela, di essere sbalzato indietro. Se davvero lo vorrai, troverai te stesso e lo diventerai.

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