Come scoprire chi sei veramente

Come scoprire chi sei veramente

Qual è la tua essenza più profonda? Che cosa ti rende più di tutto un essere umano? E soprattutto come scoprire chi sei veramente? In questo articolo non parleremo di conoscere le profondità del tuo essere (se stai cercando questo ti rimando al mio articolo al riguardo). Ci soffermeremo piuttosto sull’essenza dell’uomo, su ciò che veramente sei al di là della forma. In spiritualità, si distingue spesso tra identità formale o di superficie e identità reale o profonda o vero Sé. La maggior parte di noi si identifica con l’identità superficiale, e questa è la ragione per cui quasi nessuno è illuminato. Alcuni si rendono conto che c’è qualcosa di più profondo, di trascendente e che esiste una dimensione verticale, fuori dal tempo, oltre la personalità. La realizzazione di ciò viene tradizionalmente definita come risveglio o illuminazione.

Si tratta di un “elemento” così sottile ma allo stesso tempo così vitale e pervasivo, apparentemente impercettibile ma in realtà sempre presente e vibrante. Esso è infatti ciò che sei, quindi non può mai scomparire, è la tua stessa presenza consapevole, la tua coscienza. È il tuo “senso” di esistere, la sensazione di essere vivo e presente. Si tratta di qualcosa che non può essere espresso a parole, ma al limite indicato da esse. L’esperienza di sé può essere colta solo intuitivamente, come consapevolezza di essere consapevoli. Essa è un’esperienza accessibile a qualunque essere umano: non c’è bisogno di meditare per anni per averne un assaggio. È sufficiente portare l’attenzione al momento presente, facendo tacere un attimo la mente e chiedendoti che cosa rimane. L’illuminazione consiste nell’essere il 100% del tempo immerso in questa consapevolezza e diventare tutt’uno con essa.

Identità di superficie vs identità profonda

Ciascuno di noi ha, come dire, due identità distinte: una di esse è temporanea e non è la nostra essenza, ma solo una maschera che indossiamo. Questa è l’identità di forma o di superficie. Essa può essere definita come la nostra personalità, ciò che abbiamo sempre creduto di essere. Essa risponde alle domande: “Come ti chiami? Che lavoro fai? Quanti anni hai? Di chi sei figlio? Sei sposato?”. Tende dunque a coincidere con la storia della nostra vita e trae la propria realtà dal tempo. L’identità di superficie ha bisogno di una successione di eventi per sopravvivere, si nutre di passato e di futuro e per essa il momento presente è solamente il punto di incontro fra queste due dimensioni temporali. Spesso si dice che questa identità è falsa: e in effetti è così.

Infatti la nostra storia personale è vera finché la crediamo tale e ci identifichiamo con essa. Chiaramente, ciò non significa che non abbia la sua importanza. Il problema sorge quando investiamo l’intera nostra identità in essa, perdendo il contatto con la dimensione più profonda. In questo modo, la vita diventa una questione di vita e di morte, è fonte di stress, paura e agitazione, il senso di separazione è forte e nascono competitività, confronti, invidie, odio, negatività e sofferenza. In particolare, ciò succede quando la nostra identità di forma non è perfetta, perché magari non abbiamo l’aspetto che vorremmo, il lavoro che desideriamo, il partner dei nostri sogni. L’identità di superficie si basa sull’identificazione con il corpo, ma ancora di più con le forme mentali.

L’identità di superficie

Da che cosa è costituita essenzialmente l’identità di superficie? Innanzitutto, essa si basa sulla credenza che vi sia un Io racchiuso in un corpo e una mente separati dal resto. Tale credenza è fortissima poiché sembra essere provata dai fatti: chi può negare che io ora non stia scrivendo al computer e mi trovi dentro un corpo e una mente separati da te che stai leggendo questo articolo? Questo è vero, ma bisogna stare attenti a non confondere il punto di vista con l’identità. In altre parole, se io mi “ritrovo dentro un corpo e una mente”, come posso provare di essere tali cose? Evidentemente, si tratta solamente di un presupposto basato su una convinzione mentale. In ogni caso, non voglio entrare nel dettaglio di riflessioni complicate sull’individualità e il dibattitto tra dualità e non dualità.

Torniamo allora all’identità di superficie. Essa, dicevamo, è l’identificazione con un punto di vista separato dal resto. Sulla base di questa originaria identificazione, sorge una serie di identificazioni “minori”, legate a pensieri e credenze, storie e idee mentali. Se io credo fermamente di essere il mio corpo, in caso dovessi ammalarmi, crederei di essere IO ammalato. Nel caso in cui venissi licenziato, sono IO a essere stato licenziato. Se vengo insultato, sono IO a essere stato insultato. Se guadagno milioni di dollari, sono IO la persona di successo. Qual è il problema a questo punto? Il problema sorge nel momento in cui l’Io viene calato nei fatti e nei pensieri. È a questo punto che nasce l’ego, un’identità illusoria e fittizia, ma apparentemente così reale. Perché sembra così reale? Perché scambiamo noi stessi per quell’entità fasulla.

L’identità profonda: come scoprire chi sei veramente oltre la forma

L’identità profonda è per certi versi l’esatto opposto di quella di superficie. Essa, innanzitutto, coincide con la tua vera essenza. Come fai a esserne sicuro? Perché è l’unico elemento che ti accompagna in continuazione, che vive al di là delle storie e dei pensieri e rimane anche in assenza di forma. Infatti esso è la tua esperienza di essere. Qual è l’ostacolo a cogliere una cosa così semplice? Il continuo rumore mentale fa nascere dubbi, distorsioni, false credenze, come il fatto che essere consapevole di te stesso sia un’impresa difficilissima oppure il sospetto che la tua presenza sia solo un concetto, un’invenzione o una parte della mente. Ma tutte queste cose provengono dalla mente, e mentre ti perdi in queste preoccupazioni, l’esperienza dell’essere continua a dispiegarsi in sottofondo, anche se tu non ne sei direttamente consapevole.

Infatti la tua presenza è sempre lì, ma per la maggior parte del tempo la dai per scontata e non ne sei consapevole. La meditazione e le pratiche spirituali mirano a farti tornare all’esperienza del tuo Essere, e cioè uscire fuori dalla mente, dalla persona e dalla tua storia per riunirti alla tua presenza silenziosa e pacifica. Non c’è nulla di mistico e nemmeno di troppo spirituale in questo: anche chi non ha mai sentito parlare di avanzate tecniche meditative può fare esperienza del proprio Essere. E in effetti spesso ne fa esperienza: il fatto è che ignora il miracolo di essere vivo e di esistere, immerso com’è nella sua testa a preoccuparsi del più e del meno, perdendosi così il fascino della sua identità profonda. Quindi come scoprire chi sei veramente oltre la forma? Come avrai capito, non devi fare altro che ricordarti che ci sei!

Come scoprire chi sei veramente spiegato in modo semplice

Scoprire chi sei veramente è davvero così semplice? Beh, in effetti non c’è nulla da scoprire, poiché lo sei già. Per questo molti maestri spirituali affermano che non ci sia nulla da fare per illuminarsi. Per essere più precisi, ciò che devi fare non è tanto scoprire te stesso, quanto riscoprire la tua vera essenza, le sue qualità, la sua natura più profonda. Infatti il costante rumore mentale e l’assorbimento nella storia e nella personalità, in altre parole la prevalenza dell’identità di superficie, ti impedisce di essere connesso con chi sei veramente. Infatti la tua vera essenza è una fonte gratuita di pace, amore e gioia, completezza e beatitudine. Ma tale sorgente è oscurata dalla mente e non hai quasi mai consapevolezza di te stesso. In questo modo la perfezione divina del tuo essere non può essere percepita, e al suo posto emergono angosce, agitazione, stress, incompletezza.

Ecco perché è fondamentale spostare il proprio interesse dalla personalità alla presenza. Ciò non significa trascurare o ignorare i bisogni del proprio corpo o le esigenze della mente, obiettivi e faccende quotidiane per ritirarsi in contemplazione. Significa piuttosto smettere di essere ciò che non sei per tornare a essere ciò che sei! Una volta che con la meditazione o una pratica di indagine dell’Io hai avuto un barlume del fatto che c’è una dimensione di presenza al di là della mente, devi diventare quella presenza! Nel corso della giornata, devi ricordarti il più possibile di chi sei e rimanere consapevole di te ogni volta che puoi. Per illuminarti sarebbe sufficiente soltanto questo. Non hai nemmeno bisogno di meditare in modo formale o dedicarti a complesse pratiche o tecniche: basta che tu sia consapevole di te stesso! In questo modo puoi (ri)scoprire chi sei veramente.

Ma come raggiungere uno stato di illuminazione?

Come fai a raggiungere uno stato di illuminazione e beatitudine, completa pace e a percepire il tuo essere in tutto il suo splendore e in tutte le sue qualità? Raggiungere un simile stato non è impossibile. Vi sono certamente diversi gradi di illuminazione. In ogni caso, il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di unificarti il più possibile con la tua essenza. Ciò si raggiunge trascendendo il regno della mente, ovvero elevandosi al di sopra dei pensieri e dell’identità di superficie. Non si tratta di un vero e proprio “raggiungimento”, nel senso che l’illuminazione non avviene nel tempo, ma solo nel momento presente. In ogni caso, per “raggiungere” uno stato di pace e completezza devi innanzitutto abituarti a dare più importanza alla presenza che non alla persona.

Che cosa significa? Significa che cerchi di dimenticarti il più possibile di ciò che ti preoccupa, dei tuoi desideri, obiettivi, impulsi provenienti dal corpo-mente per dedicarti a riscoprire ciò che resta al di là di tutte queste cose. Per scoprire (o riscoprire) chi sei veramente devi lasciar andare il bagaglio che ti opprime impedendoti ti accedere alla tua vera natura. Ti devi porre come obiettivo quello di rimanere nella pace della tua presenza e di rinunciare di volta in volta agli impulsi del tuo ego. Se resti come presenza e ti fidi di essa, l’ego perde potere su di te e ti tenterà sempre meno con le sue reazioni, i suoi schemi e i suoi meccanismi limitanti e distruttivi. Il tuo compito è quello di gettare le tue radici nella tua natura e risiedere lì. Quando perdi la consapevolezza, torna a casa, in te stesso, svegliati dal sogno che ti tiene imprigionato.

Dalla persona alla presenza

Quando fai le cose, quando parli, lavori, mangi, abituati ad agire in qualità di presenza e non di persona. Che cosa vuol dire? Significa che non ti porti appresso il tuo passato, il peso ingombrante della tua identità, delle tue reazioni, del tuo carico personale. Ad esempio, quando torni dal lavoro, fai finta che sia la prima volta che visiti la tua famiglia, e lascia andare i malumori, i fastidi, le angosce, le preoccupazioni. Se vuoi puoi farlo: non hai bisogno di camminare, muoverti e vivere sopportando continuamente la croce della tua personalità. Abituati a rimanere nel presente e a lasciarti alle spalle il passato. Vivi istante per istante, accogliendo tutto nella tua consapevolezza senza giudizi o etichette. Smetti di far rivivere il passato attraverso rancori e rabbia, vendetta e desideri di riparare i torti. D’altra parte, vivi come se non ci fosse un domani.

Ciò non vuol dire che non potrai fare piani o avere obiettivi, ma non perderti nel futuro, nelle preoccupazioni e nell’ansia. Ogni volta che qualcosa va storto, ricorda che puoi tornare a te stesso, a sentire nuovamente che esisti e che sei al sicuro in quello spazio di consapevolezza. Smetti di farti influenzare dalla tua storia passata, dal guscio che ti hanno cucito addosso e che tu stesso ti costruisci e mantieni nel tempo. Non hai bisogno di vivere con questo peso. Meriti, invece, di essere sereno e in armonia e di riunirti alla tua pace e alla tua gioia interiori. Anche perché il tuo essere è tutto ciò che hai: ogni cosa appare e scompare, va e viene, nasce e muore. Soltanto la tua consapevolezza rimane sempre lì a farti sentire vivo e a sostenerti!

Ecco come scoprire chi sei veramente. Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione!