Come creare il tuo futuro

Come creare il tuo futuro

Come creare il tuo futuro? La maggior parte di noi non crea il proprio futuro. A dire il vero, non crea proprio niente. Perché? Perché siamo condizionati dal passato e siamo letteralmente dei burattini. Seguiamo i programmi del nostro subconscio e siamo schiavi della nostra macchina biologica. La nostra coscienza è addormentata. Risvegliarla significa riconnetterci con essa, diventare gli osservatori della nostra mente e dei nostri meccanismi per poi tornare a essere i creatori della nostra realtà. Risvegliarci ci permette di connetterci con il divino, ma anche di usare i nostri poteri per attrarre la realtà che desideriamo. Il tuo futuro è nelle tue mani. Il più delle volte, tendiamo a lasciare che sia il nostro subconscio con i suoi programmi a dettare la nostra agenda.

Eppure possiamo svincolarci dai nostri meccanismi tramite il lavoro su di sé. E possiamo creare una visione potente del nostro futuro. Se vuoi creare il tuo futuro, questo articolo fa per te! Continua a leggere!

Come creare il tuo futuro

Creare il tuo futuro implica che tu sia padrone della tua mente. Infatti l’addormentamento di cui il 99% dell’umanità è vittima inconsapevole impedisce di creare la propria realtà. Per tornare a essere padrone della tua mente, devi risvegliare la tua coscienza osservatrice. Devi sviluppare la presenza nel qui e ora, ovvero devi iniziare a osservare i tuoi pensieri, i tuoi comportamenti e le tue emozioni. In pratica devi diventare consapevole di tutti gli schemi del tuo ego. In questo modo, te ne distacchi e accumuli potere. Ogni schema osservato attentamente e senza giudizio più e più volte si indebolisce e tu diventi più padrone di te stesso.

Più osservi i tuoi programmi, più ti risvegli e ottieni spazi di libertà. E da quel momento puoi iniziare a progettare la tua vita. Farlo senza un minimo di consapevolezza è molto difficile. In ogni caso, puoi comunque provare a creare il tuo futuro da subito. Anzi, è bene che costruisca la tua visione appena possibile. Infatti anche la sola intenzione di tornare a essere il creatore della tua realtà e di risvegliare la tua coscienza può produrre risultati molto importanti.

Da oggi torna a essere il creatore della tua realtà

Ti propongo un esercizio:

Oggi scegli di focalizzarti solamente sulla pace e sulla gioia e sullo stato emotivo e mentale che vuoi mantenere durante la giornata. Come vuoi che sia la giornata di oggi? E come vuoi che sia la tua vita futura? Progetta il tuo futuro e inizia a visualizzarlo con tutto il tuo cuore e le tue forze, INIZIA A VIVERE DA OGGI il tuo futuro! Quando visualizzi, focalizzati intensamente sullo stato interiore che vuoi raggiungere. Crealo tu! Puoi farlo! Puoi creare emozioni superiori, puoi creare felicità dall’interno, perché essa è già dentro di te. E durante la giornata sforzati di tornare a quello stato, non farti assorbire dai meccanismi del subconscio. Sei tu il padrone e il creatore della tua realtà!

Il Sentiero della Realizzazione

Più sei cosciente, più l’esercizio ti riuscirà. Ma è anche vero il contrario: più proverai a fare questo esercizio, magari più giorni di fila (senza esagerare!), più diventerai padrone di te. Per creare il tuo futuro, devi insomma smettere di essere schiavo dei tuoi programmi e condizionamenti. E ciò può essere fatto solo nel presente. Quindi tu puoi creare il tuo futuro proprio ora, anzi SOLAMENTE ora! Più sei “sveglio”, più sei in grado di scegliere uno stato interiore, di mantenerlo, sei padrone delle tue emozioni e della tua mente, decidi che cosa pensare e che cosa fare (e soprattutto come farlo). Sei padrone delle tue attitudini e dei tuoi atteggiamenti.

Un altro esercizio efficace consiste nel portare la consapevolezza in tutte le azioni: prova a svolgere le tue attività di routine con una certa calma e rimanendo presente, senza pensare a nulla, magari anche cambiando i movimenti che fai di solito. Più porti la tua consapevolezza nella tua vita, più la tua coscienza si risveglia.

Crea la tua visione del futuro

Mentre ti “eserciti” per risvegliare un poco la tua coscienza, puoi creare la tua visione del futuro. Come vorresti che fosse il tuo futuro? Che cosa vorrai fare, ottenere e raggiungere? Ma soprattutto chi vorrai essere? E come vorrai stare? E, cosa più importante di tutto, vuoi essere felice, gioioso, in pace? Per non complicarti troppo la vita, semplifica la tua visione: dopotutto, che cosa puoi volere se non la felicità? Quindi, è sufficiente immaginare te stesso felice e gioioso e INIZIARE a incarnare quella persona da subito. Quanto agli altri obiettivi, visualizzali intensamente, ma stai attento a non subordinare la tua felicità alla loro realizzazione.

In quel caso, rischieresti di non vedere i tuoi desideri esauditi e soprattutto non sarai felice nel qui e ora. L’attaccamento ai desideri infatti ti impedisce di ottenere ciò che vuoi, perché parti da una sensazione di mancanza. Anche quando immagini te stesso felice, non immaginarti così nel futuro, ma CREA quella felicità che agogni ADESSO. Non devi creare una visione nel futuro, ma del futuro. E il tuo futuro si trova proprio nel presente, in quanto il futuro di cui stiamo parlando non è una dimensione temporale, ma un campo di potenzialità della Coscienza, sempre presenti nel qui e ora. Potresti non avere materialmente qualcosa che chiedi, ma esso si trova come potenzialità nell’Universo e devi solo manifestarlo.

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Vivi spensieratamente

Vivi spensieratamente

Vivi spensieratamente: non c’è nulla di serio in questa vita. Sentiti libero, sii spontaneo, sii semplicemente te stesso. Non ci sono obblighi, non ci sono prigioni, non ci sono regole. La vita è un gioco e sei tu a decidere le regole del gioco. Non ci sono problemi, tutto è un’illusione. Risvegliati dal sogno della vita per accedere al tuo massimo potenziale e a quello dell’Universo. Solamente l’addormentamento e la credenza nell’illusione causano sofferenza. Liberati dalle illusioni dell’ego. Smetti di credere nella separazione e nell’identità che ti hanno appioppato addosso e che tu stesso ti sei cucito sopra. Non devi proteggere nulla, non devi difenderti da paure o minacce, perché esse non esistono in realtà, come non esiste il sé che pensi di dover difendere.

Ciò che sei è indistruttibile, immortale, invulnerabile, quindi smetti di ostinarti a sentirti piccolo, separato e mortale. Non preoccuparti per te stesso, non farti assillare dai tuoi bisogni e desideri, perché puoi accedere a qualcosa di molto più grande e prezioso. Dimenticati del tuo piccolo io e semplicemente sii, semplicemente vivi. Vediti tutt’uno con la Vita. Non c’è separazione tra te e l’Universo, quindi non puoi morire e non può mai accaderti nulla di male, perché l’essenza di Tutto è eterna e divina e non può conoscere la sofferenza. La sofferenza è un’illusione: non negare il dolore nella tua vita finché lo senti reale, ma almeno non prenderlo sul serio. Ricordati che stai solamente sognando, che il mondo è solo un’allucinazione e che non c’è nulla di serio. E vivi spensieratamente.

Vivi spensieratamente: questa è la chiave per essere nella gioia

Vivi spensieratamente e sarai nella gioia! La chiave per una vita felice e santa, vissuta nell’amore e nell’estasi è non prendere nulla sul serio, ricordare che tutto è un sogno e che alla fine ogni cosa è destinata a finire. Tra una manciata di anni (non importa quanti!) morirai: che senso ha ostinarti ad attaccarti a ciò che finirà così presto? Cerca ciò che è immortale e indistruttibile, persegui la Verità. Non sei qui per essere schiavo del mondo e del tuo finto sé. Non sei qui per perderti nei meandri della vita. O meglio, anche questo fa parte della vita. Ma arriva un momento in cui la voce di Dio ti richiama al risveglio! E questa potrebbe essere l’occasione giusta. Dopotutto, perché stai leggendo questo articolo? Che cosa ti ha spinto qui?

Non prendere nulla sul serio! Certamente il tuo ego non può farlo al posto tuo. L’ego è il personaggio del sogno, quindi lui è sveglio e deve sopravvivere! Sei tu che devi capire che non hai nulla a che fare con lui! Smetti di identificarti con il personaggio del sogno e di credere alle sue baggianate! Tu sei fatto di puro spirito, pura consapevolezza, non sei un corpo, non sei una bestia, non sei nemmeno un umano! Sei molto di più di tutto questo, immortale e grandioso, infinito e divino. Riscopri la tua natura. E soprattutto ricordati di ridere. Ricordati di ridere quando tutto sembra diventare grigio e serio, ricordati di ridere nel piacere e nel dolore, nel mezzo della sofferenza e della gioia. Sii ridente e gioioso senza motivo!

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Come vivere nella gioia

Come vivere nella gioia

La gioia è lo stato naturale del tuo essere. L’unica cosa che ti impedisce di entrare in uno stato di perenne gioia beatifica è la credenza nella separazione. In pratica, la convinzione di essere degli ego separati ci riempie di colpa e vergogna e ci allontana dall’Amore. Per verificare che sei sicuramente pieno di colpa e vergogna, basta che ti imponga di comportarti in modo completamente libero, spontaneo e gioioso e scopri tu quali blocchi la mente ti porta davanti immediatamente. Non vogliamo vivere nella gioia perché abbiamo paura del giudizio degli altri. Quando vogliamo essere spontanei, una parte dentro di noi inizia a tormentarci con la colpa e la paura. Riesci a vedere questo nella tua esperienza? Vivere nella gioia significa sacrificare il proprio ego e diventare una pura presenza di Amore. Ma come vivere nella gioia?

Come vivere nella gioia

Ecco perché non vogliamo vivere nella gioia: fare ciò significa smettere di sentirsi separati, dissolversi nell’unità dell’Amore, smettere di avere una volontà propria, diventare tutt’uno con la vita. E questa è la più grande minaccia per l’ego. Infatti l’ego per definizione deve negare l’Amore e la Gioia. Se così non facesse, non potrebbe sperimentarsi come separato e la Coscienza non potrebbe fare esperienza di sé. L’ego copre l’Amore e la Gioia del tuo essere con paura, colpa e vergogna. Ti convince che se ballerai liberamente con i tuoi famigliari ti riempirai di vergogna, e se ci credi, accade davvero così. In realtà, che cosa sta dietro la vergogna se non pura gioia? La vergogna infatti è solamente una barriera dell’ego, che serve per mantenersi vivo. L’ego deve fare così per sopravvivere: se non si vergognasse, scomparirebbe nel nulla e non esisterebbe più!

L’ego ti fa credere che essere te stesso significa essere in balia del mondo, perché non sai che cosa succederà così facendo e ci saranno sicuramente enormi pericoli e difficoltà da affrontare. In realtà essere te stesso ti ridona la libertà interiore. Ma per l’ego la libertà è la morte, poiché non c’è sicurezza nell’essere veramente liberi. Tu, essendo puro spirito, non hai alcun bisogno di questa sicurezza, anzi quando ti aggrappi al comfort accade che non riesci a essere felice: sicurezza e felicità, comfort e libertà sono per certi versi due coppie di opposti. Non puoi essere sicuro ma felice, poiché la felicità è per definizione assenza di vincoli e limitazioni. E quando ti aggrappi a qualcosa, limiti te stesso e ti contrai in uno stato di infelicità e insoddisfazione. Eppure quello stato è comodo, ti tiene al caldo, è una prigione sicura e confortevole.

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Gli ostacoli alla gioia

L’ego ti convince che esprimere il tuo massimo potenziale è impossibile. Infatti l’ego non può amare se stesso, perché se si amasse davvero smetterebbe ancora una volta di esistere come entità separata e quindi non ci sarebbe più. E allora l’ego ti fa credere che ci sarà sempre qualche problema e quindi sarà meglio nemmeno far fruttare i tuoi talenti. Inoltre, l’ego ti convince che non potrai mai realizzare i tuoi sogni. E anche quando sembra che li vogliamo realizzare, in fondo è più per dimostrare che è vero che non possiamo realizzare nulla che per dimostrare che possiamo farcela. L’ego non ha fiducia in se stesso: si basa su un falso orgoglio, con il quale ha bisogno di dimostrare di potersela cavare. Ha bisogno di dimostrare ciò perché non ha reale fiducia che ce la farà.

Chi è che ha bisogno di dimostrare qualcosa se non chi non è convinto lui per primo di tale cosa? E così l’ego ti toglie la felicità convincendoci che ci saranno sempre ostacoli invalicabili, che la vita è dura, che bisogna soffrire, penare, sudare, sacrificarsi. Ti riempie di angoscia, tanto che un periodo o un momento di pace e di gioia non può durare a lungo: la mente deve ricordarti che no, non puoi stare bene, non devi essere felice, perché c’è un sacco di problemi che devi affrontare. E quindi l’ego ti fa credere che la tua vita sia piena di problemi. Ti ha convinto talmente bene di ciò che potresti prendere per matto qualcuno che ti dice che in realtà i problemi non esistono, sono solo illusioni nella mente.

Ma io mi assumo la responsabilità di dirti che in realtà non c’è nessun problema, e quindi puoi vivere nella gioia.

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I falsi problemi che ti impediscono di vivere nella gioia

Com’è possibile? È evidente, potresti dire, che la mia vita è piena di problemi: di lavoro, in famiglia, di salute, nelle relazioni, con me stesso/a, con il partner… Eppure dove sono questi problemi? Sapresti indicarmeli? No, non puoi indicarmeli, perché non si trovano da nessuna parte nello spazio. Al limite, mi puoi raccontare delle storie, delle situazioni, e quindi dei contenuti mentali. Ma dove sono questi contenuti mentali? Galleggiano nel nulla, sono fatti di nulla. Ma sai perché diventano così terribilmente reali tanto da trovare riscontro nella realtà? Perché tu dai potere a quei pensieri, credendo alle interpretazioni che ti raccontano. E la tua percezione delle cose non può fare altro che creare la realtà che vedi: la proiezione fa la percezione.

In questo articolo ti do dei consigli su come smettere una volta per tutte di avere problemi.

C’è una domanda molto potente che ho scoperto leggendo Eckhart Tolle: puoi avere problemi adesso? Se rimani completamente nel qui e ora, puoi avere qualche problema? No! I problemi possono esistere solo se c’è la mente, ovvero se ci sono pensieri che li creano, facendoli sembrare terribilmente veri. Se ci pensi bene, hai mai affrontato un problema? No, perché non puoi affrontare qualcosa che non esiste, o che è solo un concetto campato per aria, un’idea nella mente priva di realtà! Al limite, hai affrontato delle situazioni, alle quali hai dato l’etichetta di problemi. E nemmeno questo è tanto vero, poiché in fondo ciò di cui possiamo fare esperienza sono solo pensieri, emozioni e sensazioni. E bada bene: quando dico che facciamo esperienza di pensieri non mi riferisco al loro contenuto, ma alla loro sostanza.

Ciò significa che i pensieri, come le sensazioni e le emozioni, affiorano nella nostra coscienza. Ma siamo noi a credere per vera la loro forma.

La paura della morte: ecco come ti impedisce di vivere nella gioia

Ma qual è la fonte di tutte le paure, preoccupazioni e problemi? Se ci pensi un attimo, è la focalizzazione su di sé, dovuta al fatto di percepisci come corpi limitati e mortali, che devono a tutti i costi sopravvivere. Tali corpi possono morire, e quindi finché ci identifichiamo con essi siamo terrorizzati dall’idea di poter morire. Eppure, non è strano avere paura di qualcosa che è inevitabile come la morte del corpo? Al di là di questo, la paura della morte sepolta nel nostro subconscio ci impedisce di essere felici, liberi e di vivere nella gioia. È infatti impossibile vivere nella gioia se ci sentiamo continuamente in pericolo, minacciati, giudicati, feriti. La nostra ipervigilanza, il nostro stress, la nostra preoccupazione costante impediscono alla pace e alla gioia del nostro essere di emergere.

Se sopravvivi, non puoi vivere davvero. In altre parole, se sei concentrato sui bisogni del tuo ego e ti vedi come corpo, ciò è un ostacolo tremendo a vivere nella gioia. Se l’esistenza è una questione di vita o di morte, diventa davvero difficile essere in pace. Anzi, è impossibile. Se infatti la tua Coscienza infinita deve contrarsi in ogni momento per badare a un minuscolo corpo, cioè a un frammento infinitesimo della sua grandezza, evidentemente tale contrazione causerà enorme sofferenza. Una contrazione del genere è per la Coscienza a tutti gli effetti una negazione di sé e quindi della sua natura di Amore, Pace e Gioia. Eppure l’identificazione con il corpo è così forte che non siamo disposti a nulla per lasciarla andare.

Anzi, la morte del corpo è la cosa che temiamo di più, tanto da scacciarla continuamente, facendola affondare nel profondo del subconscio in modo da non ricordarcene e da non avere a che fare con essa.

Le paure discendono tutte dalla paura della morte

Qual è il problema? Il problema è che, finché la paura di morire è nel tuo subconscio, anche se non emerge direttamente, crea altre paure più o meno forti. Spesso queste paure possono apparire completamente scollegate dalla paura della morte. Eppure, se ci pensi, di che cosa puoi avere paura se non di qualcosa che ti minaccia di farti cadere nel nulla? E ogni paura sepolta dentro di te, per quanto falsa (perché creata ad hoc dall’ego per nascondere la reale paura di dissolversi nell’unità dell’Amore), esercita un grande potere finché tu la rendi reale e la ritieni vera. E il problema è che non puoi nemmeno affrontare qualcosa che non esiste come la paura. C’è secondo me un grosso fraintendimento in merito alle paure: viene spesso detto, anche da canali di crescita personale, che bisogna affrontare direttamente le paure.

Da un lato è vero che non bisogna farsene dominare. E quindi l’idea di affrontare una paura con coraggio e determinazione può effettivamente risolverla. Ma il problema è che l’idea di affrontare una paura implica che quella paura sia ritenuta reale. Succede quindi che nel momento in cui ci viene detto di affrontare una paura, la maggior parte di noi la potenzia e, nell’affrontarla, la rende sempre più reale, creando stati emotivi e fisici di ansia e agitazione che confermano la paura. E il più delle volte non viene superata davvero la paura, ma semplicemente si espande il proprio comfort, ovvero si fa l’abitudine con determinate attività. Ma essere abituati a fare qualcosa non significa non avere paura. Inoltre, ci si dimentica che le paure e le fobie specifiche sono solo simboliche e dietro a esse sta qualcosa di molto più profondo.

Ecco come superare ogni paura

Nascondere le paure ti impedisce di vivere nella gioia

Per di più, ci sono paure completamente immaginarie, che quindi non possono essere certo affrontate. In primis, dato che ognuno di noi ha paura della morte, dovrebbe farsi uccidere per superare la paura? Evidentemente tale questione non ha senso. E ci sono certe paure paralizzanti, come la paura del giudizio, che in effetti è piuttosto fumosa, vaga, generale e non si può affrontarla davvero. Certo, qualcuno potrebbe suggerire che può essere utile mettersi in una situazione in cui si teme molto il giudizio degli altri. E ciò potrebbe essere una soluzione, purché ci si ricordi sempre che la paura è sempre soltanto un limite inesistente nella propria testa e non si affronti la paura con l’ego, ovvero ritenendola reale e “sfidando” la paura con durezza. In fondo, in molti casi affrontare una paura è una forma di autolesionismo che porta solo ad aggravare la paura.

E con ciò, ripeto, non voglio dire che bisogna starsene belli al calduccio a fare finta che nel proprio subconscio non ci sia qualcosa che non va. Infatti nascondere le paure dentro di sé, sperando magari che non arrivi mai il momento in cui debbano essere affrontate, significa ugualmente renderle più forti, impedendo ancora di più la possibilità di vivere nella gioia. Quando ci facciamo dominare dalla paura in questo modo, ne diventiamo più schiavi. E accade che la paura si trasforma in depressione e apatia, perché il carico di energia della paura ristagna dentro di noi e crea una condizione ancora peggiore. Per questo molti si sono accorti che affrontare la paura dà un certo sollievo: perché la paura è migliore della depressione.

Come superare quella stramaledetta paura del giudizio

Ogni paura è solo un simbolo

La depressione ti butta giù. La paura, invece, per quanto dolorosa, almeno ti dà una spinta, una carica di adrenalina. E per di più, se la affronti con successo ti dà un certo senso di orgoglio e fiducia in te stesso. Ed è queste sensazioni positive che certamente ricercano i sostenitori della necessità di “espandere la propria zona di comfort” o “superare una ad una le proprie paure”. E questo è sicuramente un approccio valido: per molti può essere la soluzione ottimale. Tuttavia, ritengo che ci sia un approccio migliore. Infatti se ho poche paure posso benissimo affrontarle. Ma mettiamo che abbia un migliaio di paure. Che cosa faccio? Beh, uno potrebbe suggerire di iniziare da qualcuna e poi magari le altre si risolveranno da sole. Ok, potrebbe essere. Ma che cosa mi assicura ciò e soprattutto in base a che cosa dovrebbero risolversi da sole?

E ancora, se le paure si possono “risolvere da sole”, significa che sono collegate tra loro. E la loro connessione (alla cui base c’è ovviamente la paura della morte) indica che ogni paura è simbolica. Per cui potrebbe essere buona cosa cercare un filo comune tra tutte le paure. E molto probabilmente troverai che alla base della paura c’è un senso di incertezza. Tanto maggiore è l’incertezza, quanto più profonda è la paura, poiché richiama sempre di più quella paura atavica di morire. E ciò vale sia a livello fisico che a livello psicologico. La minaccia infatti può essere solo psicologica eppure essere percepita come reale: vedi la paura degli esami.

Comprendi che cos’è la morte

Tanto più investiamo la nostra identità, felicità e sicurezza in qualcosa, quanto più temeremo che essa venga sminuita o distrutta da qualcosa di esterno, come un voto insufficiente, che diventa allora un giudizio su di noi, un attacco diretto al nostro essere più profondo. Ma quindi qual è il modo migliore per affrontare le paure in modo da tornare a vivere nella gioia? Abbiamo detto che dobbiamo rintracciare il filo comune che le lega. E fin qui ci siamo. Ma a quel punto che cosa facciamo? Ci facciamo uccidere oppure andiamo a vivere in mezzo a bestie feroci per superare la paura della morte? Niente affatto, anche perché la paura della morte è così forte che non può essere affrontata o superata.

In realtà, oltre a essere forte, è impossibile da affrontare, salvo morire e poi tornare a raccontare com’è stato. Se ovviamente quel qualcuno tornasse a raccontarlo, in qualsiasi forma, non sarebbe morto. E se non venisse a raccontarlo, nessuno saprebbe più di lui… Ma in fondo che cosa c’è di tanto spaventoso dietro la morte? Forse questa domanda può aiutarci a superare tutte le nostre paure. Che cosa vediamo nella morte? Vediamo il NULLA. Non importa se siamo religiosi, spirituali o atei: nel profondo del nostro subconscio c’è la paura di scomparire nel nulla. Ma che cos’è questo nulla? Il nulla non può esistere, tant’è che il filosofo ellenistico Epicuro diceva di non preoccuparsi della morte, perché quando c’è la morte non ci siamo noi e quando ci siamo noi non c’è la morte.

Come riempire il tuo cuore di gioia

Vai oltre la paura… nell’Amore

Questa è una bella riflessione filosofica. Ma difficilmente ci aiuta a superare la paura della morte per iniziare a vivere nella gioia. Infatti chi ha mai detto che quando c’è la morte non ci siamo noi? O meglio, ciò sembra ovvio, se si intende la morte come annullamento e dissoluzione. Ma da dove nasce questa idea di dissoluzione e la credenza nella possibilità di scomparire nel nulla? Ovviamente, ciò può nascere solo in chi crede nella separazione e nella realtà del corpo e pensa di essere un individuo limitato e destinato a “scadere”. Se la morte fosse il nulla, avrebbe ragione Epicuro a dire che non bisogna preoccuparsene affatto, perché se cadessimo nel nulla non potremmo certo preoccuparci! Tuttavia, il problema sta proprio qui: che cos’è la morte e che cosa temiamo IN REALTÀ? L’ego ci dice che temiamo di scomparire nel nulla.

Ma ci sta nascondendo una cosa molto, molto importante. Ciò che teme più di tutto, e che in effetti produce davvero la sua dissoluzione, è… l’Amore. Suona strano, vero? Eppure che cos’è l’Amore se non assenza di confini, limiti, separazione, identità? E quindi che cos’è l’Amore se non assenza di ego? Evidentemente l’ego deve negare l’Amore per poter sopravvivere! Ma a questo punto come smettiamo di avere paura per vivere nella gioia? Molto semplice: riempiendoci di Amore. Infatti solo l’Amore può sciogliere la separazione e solo esso può colmare il nostro vuoto e liberarci dalla paura di morire. E solo in tal modo potremo entrare appieno in uno stato di pura e beatifica gioia.

E quindi che cos’è l’Amore se non assenza di ego? Evidentemente l’ego deve negare l’Amore per poter sopravvivere! Ma a questo punto come smettiamo di avere paura per vivere nella gioia? Molto semplice: riempiendoci di Amore.

Come riempire il tuo cuore di amore
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Riempiti di amore per vivere nella gioia

E allora qual è il modo migliore per vivere nella gioia? Ovviamente è riempirsi così tanto di amore da non avere più paura di nulla. E poter così saltare dall’ego a Dio, dalla separazione all’unità, senza più alcuna paura. Non importa se il nostro ego morirà all’improvviso oppure ci metterà degli anni. Ciò che importa è riempirci sempre più di amore e sciogliere in esso il nostro ego, mentre noi ci abbandoniamo totalmente alla gioia. Non c’è nient’altro da fare. Al limite, puoi decidere di seguire un percorso complementare a questo e cioè: diventa così consapevole da rendere la tua coscienza infinita e in grado di comprendere il tutto, e in tal modo andare oltre ogni dualità e riunirti all’Uno. Non importa se scegli di diventare l’Uno o di abbandonarti a Esso. In fondo non c’è alcuna differenza tra i due percorsi.

Infatti ciò di cui diventi consapevole si scioglie nell’Amore e ciò che accogli amorevolmente dentro di te entra a far parte della tua consapevolezza. Amore e consapevolezza sono una e la stessa cosa. Lascia che sia il tuo cuore a guidarti e a suggerirti che cosa sia meglio per te. Il tuo cuore sa che cosa è migliore e ti accompagnerà dolcemente verso la liberazione e l’Amore. Dovrai solo fidarti di lui e lasciarti guidare senza fretta e senza paura. Il tuo cuore è la tua unica certezza, poiché non c’è altra Verità se non l’Unità dell’Amore, di cui il cuore è messaggero e portatore.

Ascolta la voce del tuo cuore
Ritorna al tuo cuore
Riscopri la tua guida interiore

Fidati completamente del tuo cuore

Se ti fiderai completamente del tuo cuore, che è il tuo vero Sé, l’identificazione con la mente si dissolverà e l’ego sarà costretto a sciogliersi nell’oceano dell’Amore. In questo modo la tua libertà aumenterà a dismisura e non avrai più limiti. L’unica vera liberazione è quella dall’ego. Quando sei libero dall’ego, il tuo Essere torna a risplendere in tutta la sua gioia ineffabile e paradisiaca. Non fare nulla per liberarti dall’ego: semplicemente, lascia che esso si sciolga da solo, mentre tu ti connetti sempre di più al tuo cuore. Il tuo cuore è l’unico centro di stabilità permanente, felicità incondizionata e amore puro. Non hai bisogno di altro. Se la mente ti invita con i suoi inganni e meccanismi a cadere in errore, limitati a osservare la mente e a rimanere nel vero Sé.

Se compare paura, colpa, vergogna, non dare loro importanza. Continua a rimanere nel Sé. Più ti fidi del tuo cuore, più la sua presenza dolce e amorevole ti fa compagnia e ti riempie. L’unica tua responsabilità è quello di scegliere la pace e di farti guidare dalla voce del cuore. Per il resto non devi preoccuparti di nulla: tutto verrà da sé, in conseguenza della tua scelta. In ogni momento ti è dato di scegliere tra l’ego e il cuore, ovvero se dare energia alla mente e al sé separato, alle sue preoccupazioni e paure, al suo giudizio e alla sua angoscia oppure restituire l’energia al vero Sé, alla sua guida amorevole e paziente. Ricorda che il tuo vero Sé è l’unica cosa stabile e permanente, quindi è l’unica “cosa” di cui puoi fidare ciecamente e nella quale puoi dimorare eternamente.

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La libertà è la conseguenza della riconnessione spirituale

Se ti fiderai del cuore, tornerai a essere libero e spontaneo, genuino e gioioso. Potrai finalmente saper dire di no. Avrai un Io centrato, una volontà chiara e sicura. Non ci saranno indecisioni dentro di te o insicurezze, ma solamente azione. Sarai padrone della tua mente, invece che suo schiavo. Saprai che cosa è più giusto fare e che cosa è bene per te, momento per momento, poiché la tua mente sarà riempita della visione dell’Amore. E l’Amore non può sbagliare, in quanto è una forza premurosa che vede gli interessi condivisi di tutti e guida verso l’unione invece che verso la separazione. Riempiti di amore e non ti dovrai preoccupare di nulla. L’amore infatti è l’unica soluzione a tutti i problemi. Ogni problema infatti nasce da una mancanza di amore.

Se vuoi risolvere tutti i tuoi problemi, smetti di preoccuparti di ognuno di loro nello specifico e… riempiti di amore. E se ti senti oppresso, schiacciato, in catene, riconnettiti al tuo cuore. Infatti la libertà è la conseguenza della riconnessione spirituale. L’unica vera libertà, come ripeto spesso, è quella interiore ed è il risultato dell’apertura del cuore e della realizzazione della propria vera natura. Quindi non devi fare altro che riscoprire chi sei, abbandonarti al tuo vero Sé e sprofondare completamente in Esso. Tranquillo: non c’è alcun problema. La libertà infatti è un pozzo senza fondo, per cui puoi solamente cadere in un oceano di beatitudine, ma non sbatterai da nessuna parte.

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Vola come una farfalla

Immagina come potrai essere follemente gioioso una volta che non avrai più limiti, una volta che tutta la negatività avrà abbandonato il tu subconscio e non avrai più paura di nulla, ti sentirai perfettamente soddisfatto in ogni momento, del tutto libero e spontaneo, al sicuro dentro di te, senza limiti né confini! Potrai volare come una farfalla, completamente spensierato e senza problemi. Nulla potrà fermarti. Non potrai più soffrire perché sarai pieno di amore. E a quel punto che potere avrà il giudizio degli altri, qualunque attacco, qualunque minaccia fisica o psicologica? Nulla potrà più farti del male. E allora non ti resterà che godere del tuo Essere. Ciò per l’ego può addirittura essere deprimente. Se infatti non rimane più nulla da cercare, da fare, da perseguire, che cosa resta?

Per l’ego effettivamente non resta nulla, e infatti chi vuole entrare in uno stato di beatitudine e vivere nella gioia più pura dovrà abbandonare il carico pesante del fantasma dell’ego. Ma chi avrà il coraggio di fare ciò, scoprirà che cosa resta una volta che l’ego è stato lasciato andare: ciò che resta è, per l’appunto, una gioia non causata da nulla e incondizionata. Dopotutto, perché la felicità deve avere una causa? Ciò è così per l’ego ed è utile in un mondo in cui la felicità è legata al senso di sicurezza e alla necessità di sopravvivere. Ma per lo spirito che c’è in noi che bisogno c’è di avere qualcosa per cui essere felice? Il nostro spirito è la felicità stessa: la gioia estatica è la sua natura.

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Sprofonda nel tuo essere e la gioia diventerà sempre più radiante e pura!

E noi possiamo avvicinarci sempre di più a tale gioia mentre ci liberiamo sempre di più dell’ego e otteniamo dapprima un po’ di pace, poi entriamo in un amore sempre più libero da vincoli e incondizionati e poi finalmente nella gioia… e oltre, in uno stato indicibile di unione con Dio. Sprofonda nel tuo essere e la gioia diventerà sempre più radiante e pura! Gli unici ostacoli alla gioia sono le false ombre e i falsi mostri dell’ego, nascosti nel subconscio e in grado in apparenza di velare l’esperienza della pura pace. Tu non dovrai fare altro che purificare il tuo cuore dall’oscurità. Il che non significa lottare o combattere, poiché non puoi eliminare qualcosa che non esiste: il buio è solo assenza di luce. Il tuo compito è portare alla luce le ombre e illuminarle con la tua presenza consapevole e amorevole.

E dovrai separarti dagli attaccamenti all’ego, confidando solamente nel tuo cuore e radicandoti solamente in esso. L’unica cosa a cui puoi “attaccarti” con la certezza che ciò non ti farà soffrire ma anzi aumenterà sempre più la tua gioia è il tuo cuore. Più sprofondi nel tuo essere, più la tua coscienza diventa grande e si riunisce all’infinito e più il tuo amore aumenta e ti ricongiungi all’unità del Tutto. Più la tua coscienza si espande, più intensa è l’esperienza della pace e della gioia, poiché più rimuovi i limiti dell’ego e della forma, più ti ricongiungi alla tua natura divina. Che cosa aspetti a ricongiungerti all’Uno per essere finalmente felice e vivere nella gioia ovunque tu sia e qualunque cosa tu faccia?

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Ecco come sviluppare il non attaccamento

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Come nutrire il tuo cuore di amore

Come nutrire il tuo cuore di amore

Come nutrire il tuo cuore di amore? L’amore è energia spirituale, è manifestazione di Dio, potente e dolcissima allo stesso tempo. Le sfumature dell’amore sono tantissime: dalla compassione alla gratitudine, dalla bellezza alla gioia, dalla pace al perdono. Riempirsi di amore significa farsi canale dell’energia divina. L’amore è la medicina che guarisce tutti i mali a ogni livello. Anzi, è l’unico vero farmaco, efficace al 100% e in ogni caso. Certo, si tratta di una cosa difficile da dimostrare “scientificamente”. Ma ognuno di noi può sperimentare su di sé come amore significa guarigione, potere, dolcezza, sicurezza, saggezza, unità. Per sperimentare il potere dell’amore, dobbiamo rimuovere gli ostacoli a esso e nutrirci direttamente della sua energia. In questo articolo vedremo come.

Innanzitutto, chiariamo che l’amore ha poco o nulla a che fare con il sentimentalismo, l’innamoramento, la passione erotica, l’attaccamento. Nella maggior parte di questi casi, l’energia divina è ridotta in spazzatura da noi esseri umani, portata nei chakra più bassi. Sia chiaro: non c’è nulla di male nelle forme di amore diffuse nella nostra società. Ma va detto che i nostri impulsi possono essere sublimati tramite la dedizione spirituale. E in questo modo potremo sperimentare il vero amore e, paradossalmente, anche il vero benessere e il vero piacere. A questo punto, come puoi nutrire il tuo cuore di amore in modo da vivere nella pace, nella gioia, nella fiducia, nella sicurezza e nel benessere a tutti i livelli?

Come nutrire il tuo cuore di amore

Per nutrire il tuo cuore di amore, puoi fare una serie di cose o svolgere una serie di pratiche che aumentino la tua predisposizione ad amare ed elevino la tua energia spirituale. Ecco che cosa puoi fare:

  • sviluppa l’intenzione di essere quanto più amorevole e gentile nei confronti di tutto e tutti;
  • contempla la bellezza e commuoviti di fronte alle meraviglie del mondo e dell’arte;
  • coltiva la gratitudine con il cuore;
  • pratica la compassione;
  • perdona e lascia andare rancori e risentimenti;
  • purifica il tuo cuore;
  • vivi nella gioia;
  • coltiva un’attitudine positiva;
  • trasforma la tua relazione di coppia in un’occasione per aprire il tuo cuore;
  • trasmuta i tuoi impulsi inferiori in atti di amore;
  • prega intensamente;
  • coltiva la presenza;
  • fai le cose col cuore e per amore invece che per meriti personali (pratica il non attaccamento);
  • ridi, salta, balla e canta col cuore!

Vediamo più approfonditamente come puoi svolgere queste pratiche per nutrire il tuo cuore di amore.

Sii amorevole e gentile con tutto e tutti

Come per ogni cosa, alla base dell’apertura del cuore all’amore è necessaria una forza di volontà ferrea, l’intenzione di essere il più amorevole e gentile che puoi. La sola intenzione ha un enorme potere trasformativo sulla tua vita. Infatti tramite l’intenzione allinei spirito, mente e corpo e ti focalizzi sull’obiettivo di amare. Ora, è ovvio che non è facile sviluppare un’intenzione forte e profonda. Infatti tendenzialmente siamo insicuri, indecisi, poco motivati, poiché dentro di noi ci sono tanti piccoli io che lottano uno contro l’altro, disperdono energia e ci impediscono di esprimere una volontà unica e decisa, una risoluzione ferma e potente. Per sviluppare un’intenzione forte, devi padroneggiare la tua mente tramite la creazione di un Io centrale. Devi diventare il padrone di casa (cioè dei tuoi corpi fisico, emotivo e mentale).

Uno degli ostacoli più forti a sviluppare un’intenzione è l’ossessività. Quando siamo dominati dalla nostra mente (e ciò vale per circa il 99% delle persone!), siamo duri con noi stessi e per motivarci facciamo ricorsi a metodi autoritari. Dobbiamo imparare a motivarci dolcemente e amorevolmente. In questo caso siamo ancora più tenuti a farlo con amore, poiché la nostra intenzione è quella di essere amorevole e gentile con tutto e tutti. E quindi dobbiamo per prima cosa essere amorevoli con noi stessi (scopri qui come amare te stesso). Appena sviluppiamo l’intenzione, dobbiamo comportarci corrispondentemente a essa. Dobbiamo sfruttare ogni occasione possibile per compiere atti di amore, esprimere pensieri di amore, essere dolci, gentili, disposti a perdonare e a lasciar andare.

Contempla la Bellezza

Una delle vie più meravigliose per nutrire il tuo cuore di amore è contemplare la Bellezza. Essa è infatti un attributo di Dio. La Bellezza dovrebbe ispirarci riverenza, devozione, amore, entusiasmo. Se non proviamo spontaneamente tali sentimenti di fronte alla Bellezza, dobbiamo sviluppare una sensibilità cardiaca in modo da diventare in grado di commuoverci intensamente e addirittura andare in estasi contemplando un’opera d’arte, ascoltando musica elevata, ammirando un paesaggio suggestivo. Non importa se non riesci subito ad accedere a stati elevati quando contempli la Bellezza, e non devi nemmeno preoccuparti se non riesci a vedere la Bellezza. Purtroppo i nostri cuori tendono a essere chiusi poiché non siamo stati educati alla contemplazione e raramente decidiamo di coltivare una sensibilità verso di essa.

Che cos’è la sensibilità verso la Bellezza? Essa è la capacità di vedere il divino nella natura, nell’arte e persino nella quotidianità. Tale capacità va coltivata attraverso la contemplazione intensa e profonda. Generalmente, ognuno di noi ha già almeno una certa sensibilità. Dobbiamo solamente espanderla, aumentarla, intensificarla, portandola al cuore. Con la dovuta dedizione è possibile accedere a stati elevati di coscienza e provare emozioni superiori. La via della Bellezza è davvero un percorso risvegliante: la Bellezza è un nutrimento prelibato per la nostra anima, è nettare puro e dolcissimo.

Coltiva la gratitudine

La gratitudine è una forma semplice ma allo stesso tempo potentissima di amore. Essa è apprezzamento per ciò che hai. Se vuoi rapidamente nutrire il tuo cuore di amore, abituati a ringraziare col cuore. Sii grato appena ti svegli per la nuova giornata che puoi vivere. Ringrazia per il semplice fatto di respirare. Sii semplicemente grato di essere, al di là di ciò che hai o non hai. Semplicemente ringrazia, dal profondo del cuore. Può esserti utile tenere un diario della gratitudine, nel quale scrivere ogni giorno almeno cinque cose di cui sei grato. Puoi scrivere una lettera della gratitudine, nella quale ti mostri grato per la tua vita di fronte a Dio: puoi trovarne un esempio qui. Coltiva una mentalità di gratitudine e abbondanza e vedrai come la tua vita sarà trasformata in poco tempo.

Pratica la compassione

La compassione è l’amore portato sulla sofferenza propria e altrui. Si tratta di una forma di amore molto elevato, poiché presuppone la capacità di amare il derelitto, accettare il dolore, accogliere l’oscurità. Essa parte dalla profonda consapevolezza che tutto è Uno e nulla può separarci. Avere compassione significa riconoscere l’unità indistruttibile di tutte le forme dell’Universo in Dio. Per sviluppare compassione, dobbiamo sviluppare anche la retta comprensione. Dobbiamo cioè arrendere le nostre percezioni e imparare a vedere il divino anche laddove sembra esserci solo male e conflitto, miseria e sofferenza. Dobbiamo vedere ogni atto come richiesta di amore anziché come malvagità e dobbiamo riconoscere l’intrinseca innocenza di ognuno. I

Infatti il male è frutto di ignoranza e inconsapevolezza. Finché ci fidiamo delle nostre interpretazioni della realtà non riusciremo facilmente a provare compassione. Potremmo al limite sperimentare una pietà bassa, proveniente da un senso di superiorità e di giudizio. Per questo dobbiamo chiedere di essere illuminati dalla visione del cuore, per vedere che tutto è perfetto e che ciò che appare come male in realtà non può mai distruggere la nostra innocenza, la nostra unità, né può intaccare l’armonia dell’Universo e l’amore di Dio. Dobbiamo vedere nell’atto dei nostri fratelli l’atto di un disperato o di un folle, non quello di un individuo malvagio, poiché solo così possiamo ricucire la separazione. E dobbiamo rinunciare a dividere il mondo tra vittime e carnefici per vedere l’unità sottesa all’intera umanità e a tutte le creature dell’Universo.

Perdona e lascia andare il rancore e i risentimenti

Il perdono è un atto di amore per sé stessi e per gli altri. La maggior parte di noi non riesce a perdonare perché pensa che ci sia qualcuno là fuori da perdonare. In realtà a essere “perdonata” può essere soltanto la nostra visione delle cose. Infatti in verità nessuno ha mai fatto del male a nessun altro, ma ognuno ha creato la propria sofferenza in base alle proprie interpretazioni della realtà. Quindi è necessario lasciar andare le nostre percezioni per aprire il cuore alla prospettiva della mente corretta. Infatti noi soffriamo a causa delle nostre interpretazioni e mai per gli eventi, che di per sé sono neutri. Sono le storie che attacchiamo ai fatti a rendere questi dolorosi o addirittura distruttivi.

So che può sembrare assurdo, soprattutto se ci sono capitati eventi che ci hanno traumatizzato o fatto soffrire atrocemente. Eppure se davvero vogliamo crescere e vivere nella gioia dobbiamo essere disposti ad abbandonare ogni vittimismo, rancore e risentimento. Tali sentimenti e posizioni infatti non fanno altro che mantenerci all’inferno. Perdonare non significa fare un favore al tuo carnefice (o a colui che ritieni tale secondo le tue percezioni), ma guarire te stesso e aprirti all’amore. Al contrario, non perdonare significa mantenere dentro di te il trauma: chiudere il cuore apparentemente è un meccanismo di protezione, ma in realtà ci distrugge e ci annienta. Non puoi immaginare la dolcezza e la gioia che possono scaturire dal tuo cuore quando lasci andare un vecchio rancore! E ciò è tanto più vero quanto più intenso è il risentimento e più difficile perdonare.

Purifica il tuo cuore

Per nutrire il tuo cuore di amore, devi anche purificarlo dalle tossine delle emozioni e dei pensieri negativi. La negatività inquina il tuo essere e ti impedisce di accedere alla purezza del tuo cuore. Dunque è necessario rimuoverla. Dobbiamo lasciar andare i nostri giudizi, le nostre interpretazioni sulla realtà, le nostre preferenze, i nostri odi, la rabbia, la paura, l’angoscia e ogni negatività. Infatti ogni forma di negatività è come un mostro che domina il nostro subconscio e ci fa stare male, ci controlla, ci infastidisce. Dobbiamo portare tali mostri alla luce della nostra consapevolezza, per riconoscere la loro illusorietà e lasciarli andare. I tuoi mostri hanno potere finché non li guardi: vivono nell’oscurità, ovvero quando la luce della tua presenza non li osserva.

Vivi nella gioia

Un altro modo davvero efficace per nutrire il tuo cuore di amore è vivere nella gioia. Come si può vivere nella gioia? Ricorda innanzitutto che la felicità è una scelta. Per essere felice e pieno di amore, devi dichiarare con fermezza che questa è la tua intenzione da questo momento in poi. Devi stabilire che da domani ti sveglierai con il sorriso sulle labbra, qualunque cosa succeda. Devi decidere che sei tu il responsabile del tuo umore e del tuo stato d’animo. Riappropriati dei poteri della tua mente: crea tu i tuoi pensieri, le tue emozioni, i tuoi stati d’animo anziché vivere nell’ambiente creato dalla tua mente. Diventa padrone della tua mente e coltiva la gioia! Ricorda che la tua mente e il tuo corpo sono sotto il tuo comando: smetti di dare loro potere e torna a essere il loro capo.

Decidi che il mondo non può avere il potere di farti soffrire o di rovinare il tuo umore. Scegli di essere felice e di amare a prescindere da ciò che succede fuori di te. Nulla deve avere il potere di condizionarti: ricorda che sei sempre tu a scegliere se dare questo potere all’esterno oppure mantenerlo all’interno. Devi solamente ricordare che sei il responsabile, il creatore della tua realtà e non una vittima o uno schiavo. E vivi corrispondentemente a questa consapevolezza: sei tu a creare la tua realtà interna e nessuno può manipolare le tue emozioni e il tuo stato d’animo.

Coltiva un’attitudine positiva

Oltre a vivere nella gioia, puoi coltivare un’attitudine positiva verso tutta la vita. Che cosa significa? Significa che devi scegliere la positività in qualunque istante, situazione, evento e condizione e con qualunque persona. Hai il potere di fare questo: usalo! Radicati profondamente in te stesso, trova il centro dentro di te in modo da essere stabile, in pace e fiducioso qualunque cosa succeda. Scegli di rimanere con il cuore aperto in qualunque situazione: potrebbe sembrare folle vivere senza barriere, sempre positivi, qualunque cosa succeda. E invece la verità è questa: se sei pieno di amore non puoi soffrire. Sono proprio le barriere che crei a farti del male. Anche l’evento più tragico può farti del male solo se tu glielo permetti, se chiudi il tuo cuore a ciò che è successo.

Trasforma la tua relazione di coppia in un’occasione per aprire il tuo cuore

La relazione di coppia (ma anche una relazione con un genitore, un figlio o un caro amico o famigliare) contiene in sé un enorme potenziale di crescita. Ciò è tanto più vero quanto maggiore è la conflittualità all’interno del rapporto. Infatti ogni conflitto è il riflesso del conflitto interiore e della chiusura di cuore di ognuno dei membri. Ciò che un partner rimprovera all’altro è ciò su cui egli devi lavorare (per la legge dello specchio). Il nostro partner è uno specchio fedele di noi, o perlomeno della nostra parte più profonda. Ciò è difficile da accettare se la nostra relazione è in crisi. Ma se lo accettiamo, possiamo evolverci straordinariamente. Anziché condannare il partner, dovremmo ringraziarlo per le cose che ci fa vedere di noi.

Sanare le ferite di una relazione di coppia è un’enorme opportunità per nutrire il tuo cuore di amore. La prossima volta che emerge un disagio, un conflitto, un fastidio, non perdere l’occasione di lavorarci sopra! Ciò che ti dà fastidio del tuo partner è ciò che non accetti dentro di te. Colma quella mancanza di amore dentro di te. All’inizio può essere difficile assumerci la responsabilità di avere dentro di noi i mostri che vediamo all’esterno. Eppure i nostri mostri vivono proprio delle nostre proiezioni: se crediamo che siano all’esterno, essi possono rimanere nascosti tranquillamente. Se smettiamo di proiettare i nostri demoni, inizia ad accadere il miracolo dentro di noi (e, di riflesso, anche fuori).

Dalla passione al puro amore

Oltre a questo, una relazione di coppia è anche un’occasione per elevare gli impulsi passionali a emozioni cardiache. Quando siamo innamorati, normalmente si attiva il chakra del plesso solare. Possiamo però “far salire” l’energia emotiva al cuore. Per farlo possiamo creare un dialogo profondo e aperto con il nostro partner. Possiamo approfittare della nostra relazione per essere completamente spontanei. Possiamo vedere nel nostro partner un nostro alter ego, il nostro stesso cuore. E possiamo aprire il nostro cuore scrivendo delle poesie o delle lettere di amore. Per operare questa trasformazione è però importante che entrambi i partner siano d’accordo!

Fare questo può riaccendere la fiamma dell’amore nel caso in cui si sia indebolita. Ma soprattutto ha il potere di trasformare la passione erotica in un fuoco molto più spirituale ed elevato. Dopotutto, la sessualità non è che un aspetto della spiritualità: se impariamo a “spiritualizzarla”, possiamo goderne molto di più, non solo con le nostre parti “più basse”, ma con tutto il nostro essere! Il vero amore viene dal cuore e non ha nemmeno nulla a che fare con il sesso. In questo senso, si può amare allo stesso modo un uomo o una donna, non appunto da un punto di vista “romantico” o “passionale”, ma spirituale. Infatti in verità un uomo o una donna integri ha dentro di sé tanto l’energia maschile quanto quella femminile, cioè la volontà e l’amore, la forza e la dolcezza, il potere e la passione.

Finché abbiamo il cuore chiuso, tuttavia, sentiremo il bisogno dell’altro sesso per completarci. Quando il nostro cuore è aperto, siamo completi, non ci sentiamo più “maschi” o “femmine” (da un punto di vista spirituale, intendo, sia chiaro!).

Trasmuta i tuoi impulsi inferiori in atti di amore

Un altro modo per nutrire il tuo cuore di amore è trasmutare le tue emozioni e i tuoi impulsi inferiori in atti di amore. La trasmutazione è uno dei principi chiave dell’alchimia. Un alchimista esperto è in grado di trasmutare con la sua presenza le emozioni inferiori in superiori. Ad esempio, riesce a trasformare un impeto di rabbia in un atto di amore. Dentro di noi c’è un “animale” che deve essere addomesticato. Per realizzare questo compito, dobbiamo allenarci a rimanere presenti sulle nostre emozioni, a non identificarci con esse, a riconoscere che fanno parte del nostro “lato bestiale” e non della nostra vera essenza. Il fuoco della presenza brucia le emozioni inferiori e le trasmuta in emozioni di cuore.

Prega intensamente

Che modo più elegante e meraviglioso c’è di riempirsi di amore se non pregando intensamente, con tutto il nostro cuore e la nostra forza? La vera preghiera non è una richiesta che siano risolti i nostri problemi. Tale preghiera è la solita richiesta di amore e di aiuto dell’ego, destinata a cadere nel vuoto, in quanto l’ego per definizione rifiuta l’amore è quindi non può pensare di ottenerlo indietro finché rimane in piedi. La vera preghiera è un atto di resa, effettuata in silenzio o a parole, affinché siamo liberati dal nostro ego, affinché sia aperto il nostro cuore e affinché ci sia donata la retta visione. Un’altra forma potente di preghiera è la preghiera di ringraziamento oppure di lode. Quando preghiamo, dobbiamo fonderci con l’Amore.

Dobbiamo lasciar andare le nostre interpretazioni della realtà, i nostri giudizi, ammettendo umilmente la nostra cecità. E dobbiamo lasciar andare la nostra volontà, ammettendo che in realtà non abbiamo mai avuto una volontà, ma solo pulsioni conflittuali e contrastanti e come ego non siamo in grado di creare la vita che desideriamo, ma possiamo soltanto soffrire. Non dobbiamo chiedere nemmeno che sia alleviata la nostra sofferenza, poiché siamo noi a creare la nostra sofferenza, e per scioglierla possiamo solamente rinunciare a chi l’ha creata, cioè al nostro ego. La vera devozione non è una sottomissione meccanica, ma un atto profondo di resa effettuato con tutto il proprio essere di fronte a un potere superiore.

Coltiva la presenza

La presenza può essere coltivata tramite la preghiera, poiché con essa allineiamo la nostra volontà a quella divina e dissolviamo il nostro senso di identità per centrarci nel cuore e farci strumento dell’Amore. Infatti la preghiera non è una resa passiva, ma un atto volontario e attivo. Con la preghiera sviluppi sia amore che volontà, poiché permetti all’energia spirituale di salire al tuo cuore e alla tua mente, purificando entrambi e illuminandoli con una Luce superiore. Oltre che con la preghiera (per praticare la quale, ti ricordo, non devi aderire a nessuna religione, poiché la preghiera è un dialogo a tu per tu con il divino), puoi coltivare la presenza creando un Io centrale, oltre le spinte schizofreniche dei vari io della personalità.

Per sviluppare un Io centrale, devi innanzitutto ricordarti il più possibile di te e rimanere come presenza consapevole durante il giorno. Solitamente, ci perdiamo nei contenuti dell’esperienza, perdendo il contatto con chi siamo veramente. E allora dobbiamo riconnetterci con il nostro vero Sé, a partire da quella “sottile sensazione di esistere” che percepiamo come “campo” del nostro Essere. Rimanere come “Io sono” è la strada maestra verso il risveglio insegnata dai grandi saggi, come Ramana Maharshi e Nisargadatta Maharaj. Infatti dietro l’Io sono risplende la nostra pura Coscienza, che è essa stessa Amore.

Pratica il non attaccamento (Karma Yoga)

Il Karma Yoga è una pratica di origine orientale che insegna a non attaccarsi ai meriti e ai frutti delle proprie azioni per offrirli a Dio. Ciò può sembrare un grosso sacrificio, ma in realtà rivendicare i risultati di ciò che si fa porta solamente a soffrire, quindi quando pratichiamo il non attaccamento ci stiamo liberando dalla miseria. Dopotutto, non c’è nessuno che possa dire “Sono stato io a fare questo o quest’altro”, poiché questo “io” è un’identità-fantasma. Anziché essere orgogliosi o compiacerci di ciò che facciamo, possiamo offrirlo come atto di amore a Dio o all’umanità, come servizio. Ecco che cosa puoi fare per riempire il tuo cuore di amore: mettiti al servizio. Vai oltre il dovere e il piacere e rendi la tua vita una preghiera, un’offerta.

Bada bene: non un sacrificio. Quando parliamo di sacrificio l’ego è pronto a scattare: l’ego è abile a far finta di lasciar andare i meriti delle azioni, mentre nascostamente se ne compiace. Offrire le nostre azioni come atto di amore non significa solamente non vantarcene pubblicamente, ma anche – e soprattutto – lasciar andare il falso senso di compiacimento che ne riceviamo. Tale compiacimento, dopotutto, è irrilevante. Infatti possiamo essere anche degli “eroi della patria”, ma tale appellativo può gonfiare il nostro orgoglio per qualche tempo, ma poi torneremo alla nostra miseria. Se però abbiamo il coraggio di offrire un atto grandioso a Dio o all’umanità, possiamo davvero riempire il nostro cuore di puro amore (gioendo molto di più rispetto a quanto potremmo fare essendo orgogliosi del nostro atto).

Ridi, salta, balla e canta col cuore!

Infine, se vuoi nutrire il tuo cuore di amore, prendi la vita come un gioco. Non prendere nulla e nessuno sul serio, a partire (soprattutto) da te stesso. Sorridi alla voce nella tua testa, tratta il tuo ego come un animale domestico. Sciogliti in una risata o un pianto liberatori. Balla, salta e canta col cuore, con tutto il fiato che hai in gola, per liberarti dei tuoi demoni, delle tue angosce, della tua sofferenza. Fai il matto, scherza, fai battute, fai delle sciocchezze. Gioca alla vita! Non c’è nulla da prendere sul serio. Sentiti libero di fare ciò che vuoi, serenamente, tranquillamente, semplicemente. Bacia, abbraccia (ah, è vero che in questo periodo ti potrebbero arrestare…), sorridi, muoviti liberamente. Ricorda che le uniche catene e i soli limiti sono nella tua testa!

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Come riempire il cuore di gioia

Come riempire il cuore di gioia

Come riempire il cuore di gioia, pace e amore? È possibile vivere in uno stato di coscienza superiore, aperti alla bellezza e alla perfezione del Tutto? Si può vivere con il cuore completamente aperto? Certamente. La gioia è uno stato dell’Essere, non è di questo mondo. È una delle manifestazioni del divino. Non è uno stato che dipende da qualcosa di esterno. È incondizionata, pura e libera. Per vivere nella gioia dobbiamo riconnetterci alla fonte di Amore, nutrire il nostro spirito e coltivare emozioni superiori. Dobbiamo diventare un ricettacolo di amore, un canale del divino. Per fare questo, dobbiamo purificare i nostri cuori. Per riempire il nostro cuore di gioia dobbiamo imparare a essere tutt’uno con la vita e vivere in uno stato di resa. Dobbiamo anche rimuovere le credenze limitanti che ci impediscono di accedere alla pace del nostro Essere.

Anche senza aspirare alla santità, è comunque possibile per prima cosa risvegliarci alla nostra anima. Dobbiamo iniziare a identificarci con la nostra parte immortale, invulnerabile e indistruttibile. Finché crederemo di essere solamente dei corpi, difficilmente potremo avere l’apertura e la predisposizione per riempirci di amore e di gioia. Se riscopriamo la nostra anima, possiamo farla crescere, nutrirla, alimentarla con il fuoco della bellezza, della presenza, dell’amore. In questo modo dominiamo la nostra parte inferiore e ci ricongiungiamo alla nostra parte angelica. Come possiamo riempire il cuore di gioia se siamo completamente assorbiti dalla materialità e dai problemi della nostra personalità? Per questo dobbiamo spostare il nostro focus dalla materia allo spirito.

Come riempire il cuore di gioia

Quali sono i passi per riempire il nostro cuore di gioia?

Risvegliati alla tua anima

Si parla spesso di “risveglio” o “illuminazione”. In verità, l’illuminazione presenta dei gradi infiniti di profondità. Esistono stati superiori gli uni agli altri, un po’ come i gradi di beatitudine descritti da Dante nel Paradiso. Ogni grado di illuminazione corrisponde a uno stato di completezza, perfezione e gioia. Ciò tuttavia non esclude che esistano degli stati di maggiore perfezione e beatitudine. In ogni caso, il primo risveglio è quello della nostra anima, della nostra parte immortale. Prima di poterci riconnettere all’Uno, dobbiamo dominare la nostra parte inferiore e costruire un corpo nuovo, il corpo di gloria o anima. O perlomeno dobbiamo riscoprire la parte di noi spirituale, che trascende i limiti della carne e della mente egoica.

I percorsi per risvegliarsi sono tantissimi e in questa sede non mi occuperò di essi. In generale, comunque, per risvegliarci dobbiamo iniziare a vivere col nostro cuore. Nei paragrafi successivi parleremo dei modi con cui possiamo realizzare questo obiettivo. In ogni caso, dobbiamo avere una forte motivazione a risvegliarci. Dobbiamo riconoscere che solo tornando a dimorare nel nostro cuore potremo accedere all’amore, alla pace e alla gioia che non sono di questo mondo. Potrebbe darsi che sia necessario rivedere le nostre priorità, ridefinendo che cosa è più importante per noi. Potremmo dover eliminare alcune distrazioni, ma non è necessario comunque cambiare i nostri comportamenti. Dobbiamo piuttosto focalizzarci con tutte le nostre forze a vivere già nella gioia e nell’amore.

Come? Partendo da ciò che è già presente dentro di noi. Difficilmente siamo degli individui così freddi da non avere nemmeno una scintilla di amore! E se partiamo da ciò che abbiamo, possiamo più facilmente alimentare e risvegliare la nostra anima.

Nutri il tuo spirito per riempire il cuore di gioia

Per risvegliarci alla nostra anima e riempire il cuore di gioia dobbiamo nutrire in tutti i modi il nostro spirito. Esistono tantissime strade: puoi scegliere di seguirne solo alcune oppure tutte. Puoi coltivare la gratitudine (puoi approfondire qui come). Inoltre puoi fruire di opere d’arte con intensità e dedizione: ad esempio puoi commuoverti o addirittura andare in estasi ascoltando una canzone meravigliosa; puoi contemplare un quadro o un paesaggio suggestivo. Insomma, devi riscoprire la Bellezza e nutrire il tuo spirito contemplandola, apprezzandola, aprendo il tuo cuore di fronte a essa. Non devi ammirare tanto ciò che vedi o ascolti, ma la bellezza che sta dietro come riflesso del divino. La nostra anima è assetata di bellezza e amore.

Per nutrire il tuo spirito e riempire il tuo cuore di gioia, puoi anche coltivare la compassione (mentre cerchi di eliminare il giudizio). Puoi apprezzare la grandezza nella semplicità dei gesti e delle cose. E puoi godere delle piccole cose. Oltre a fruire di opere d’arte, puoi anche produrne. Non è necessario che sia un grande poeta o artista: è sufficiente che dia sfogo alla tua creatività, creando col cuore invece che con la testa. Ognuno di noi ha un’anima e quindi è anche un artista, un creatore. Un altro modo per nutrire lo spirito è pregare. Non necessariamente devi essere religioso o aderire a una confessione per pregare. Puoi rivolgerti a tu per tu al tuo cuore, all’Amore, a Dio o a chiunque ritenga possa accogliere le tue preghiere.

Per nutrire lo spirito, non devi tanto pregare perché siano soddisfatti i tuoi bisogni, ma piuttosto affinché sia aperto il tuo cuore e per arrenderti all’Amore.

Coltiva emozioni superiori

Coltivare emozioni superiori è strettamente legato a nutrire lo spirito. Oltre a ciò, comprende il processo di trasmutazione delle emozioni inferiori. Oltre ad accedere direttamente all’oro dell’amore e della gioia, possiamo anche partire dal piombo delle emozioni legate al nostro apparato psicofisico, alla nostra parte più “animale”, per integrarla ed elevarla. Ciò è importante per dominare i nostri corpi e diventarne i padroni. Oltre ad aprire il cuore, è fondamentale infatti sviluppare volontà ed energia maschile nel domare il corpo e la mente. Ciò non significa controllarli con la forza, ma addomesticarli con dolcezza: il vero potere non è slegato dall’amore.

Diventa un ricettacolo di amore

Per diventare un ricettacolo di amore dobbiamo porci come obiettivo prioritario nella nostra vita quello di diventare pieni di amore e quindi di gioia e di pace. A tal fine, dobbiamo sforzarci di amare incondizionatamente. Dobbiamo praticare il perdono, lasciando andare i nostri giudizi, rancori, risentimenti, il nostro odio e la nostra rabbia. Anziché arrabbiarci, dobbiamo coltivare la retta comprensione e la visione del cuore: dobbiamo essere compassionevoli e comprensivi nei confronti dei nostri fratelli, qualunque cosa essi facciano. Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che non sappiamo perché soffriamo, ma che siamo responsabili della nostra miseria. E dobbiamo smettere di dare la colpa agli altri, di accusare il mondo, di tenere viva dentro di noi la separazione.

Dobbiamo rinunciare al conflitto, ad avere ragione, dobbiamo liberarci del nostro ego. Infatti ogni posizione dell’ego e ogni attaccamento alla nostra identità di corpo-mente ostacola il nostro raggiungimento dell’amore e ci chiude il cuore. Per aprire il cuore dobbiamo sacrificare il nostro falso senso del sé, per accedere al vero Sé. Per riempire il tuo cuore di gioia devi rimuovere gli ostacoli che impediscono all’amore di fluire dentro di te e devi farti canale dello Spirito.

Purifica il tuo cuore per riempirlo di gioia

Per l’appunto, devi purificare il tuo cuore in modo da non impedire il flusso libero dell’energia della Vita e dell’Amore attraverso di te. Non puoi provare gioia se il tuo cuore è inquinato dalle tossine dell’odio, del giudizio, della paura, della rabbia. Non c’è nessuna ragione per mantenere queste emozioni dentro di te. Esse servono solamente alla nostra parte animale, per la sua sopravvivenza, ma impediscono di farci accedere alle dimensioni più elevate della spiritualità. Spiritualità significa in gran parte purificazione. E tale purificazione va fatta veramente, a livello fisico e chimico, mentale e animico. Non basta dispensare qualche benedizione o augurio di pace e amore. Dobbiamo creare dentro di noi la pace e l’amore che vogliamo nel mondo.

Vivi in uno stato di resa

Vivere in uno stato di resa è forse il modo più rapido, efficace e straordinario per riempire il tuo cuore di gioia. Ovviamente, la velocità con cui riscopri la pace dentro di te dipende dall’intensità della resa e dalla volontà di “bruciare” il tuo ego e la tua parte inferiore con il fuoco della consapevolezza e dell’amore. Arrendere completamente se stessi significa lasciar andare tutti i propri pensieri, le proprie interpretazioni, le proprie emozioni proprio nel momento in cui sorgono, per sciogliere rapidamente gli attaccamenti e le resistenze. L’ideale sarebbe affrontare la giornata in modo contemplativo-meditativo, offrendo noi stessi come preghiera. Vivere in uno stato di resa significa diventare l’oceano di pura coscienza nel quale lasciare che ogni cosa si sciolga nelle sue profondità.

Rimuovi le credenze limitanti

Oltre a purificare il nostro cuore, è necessario fare pulizia delle vecchie convinzioni, mettere in discussione tutto, disidentificarci dalle nostre credenze. In particolare, potresti avere varie convinzioni limitanti che ti impediscono di essere nella gioia: smetti di credere che la gioia sia un raggiungimento straordinario o riservato a pochissimi; smetti di cercare la felicità e piuttosto scoprila dentro di te; smetti di volere qualcosa nel futuro, esci dal tempo e accedi alla dimensione verticale della consapevolezza; non dare valore ai tuoi pensieri, e piuttosto fidati del tuo cuore. È fondamentale sviluppare umiltà, apertura mentale, disposizione a mettersi in dubbio, fiducia, attenzione e acutezza per aprirsi alla gioia. Non è questione di intelligenza, cultura o titoli di studio: la gioia è una “conquista” ottenuta grazie alla semplicità.

Dobbiamo addirittura avere il coraggio di abbandonare la fiducia incondizionata nella mente e nel pensiero lineare per affidarci alla saggezza dell’Amore, che va oltre le parole. Non possiamo creare la gioia con la mente, perché la gioia è assenza di mente. Finché siamo dominati dai nostri pensieri, non possiamo vivere nella gioia. Potremmo avere anche il quoziente intellettivo di Einstein eppure vivere una vita di miseria: la razionalità consente enormi progressi, ma quando si tratta di riempire il proprio cuore di gioia, essa va sacrificata in nome della ricerca spirituale. La vera spiritualità va oltre i pensieri. Ciò non significa che non si serva della mente. Tuttavia mentre prima era la mente a dominare il cuore, ora è il cuore a utilizzare la mente illuminandola con la sua visione.

Riempire il cuore di gioia è possibile

Riempire il cuore di gioia è possibile. Per farlo, è innanzitutto fondamentale credere che sia così. Dopodiché, è necessario sviluppare umiltà, semplicità, apertura mentale, passione e dedizione. L’umiltà è necessaria per trascendere l’ego, l’orgoglio e l’arroganza che ci portano a credere di sapere che cosa sia giusto e sbagliato. La mente non ha idea di che cosa sia la gioia, poiché essa è uno stato oltre la mente. La mente può solamente affondare nell’amore, ma non può esprimerlo, creare un’opinione, descriverlo. D’altra parte, è necessario dimenticare ragionamenti complessi e sistemi filosofici, poiché la Verità è semplice. A renderla così difficile da raggiungere è proprio la complessità che le cospargiamo sopra. Dobbiamo disfarci dei nostri schemi di pensiero, dei condizionamenti esterni e interni e di ogni pensiero su che cosa sia la felicità.

Abbiamo bisogno di apertura mentale per mettere in dubbio la nostra prospettiva e, con umiltà, arrenderla. Dobbiamo riconoscere che non sappiamo perché soffriamo e perché non siamo in pace. Finché crederemo alle interpretazioni della mente egoica, la gioia ci sfuggirà sempre di mano. Dopodiché passione e dedizione sono fondamentali in quanto attraverso esse possiamo motivarci e sviluppare l’intenzione di riempire il nostro cuore di gioia a qualsiasi costo e condizione. Ricorda che la gioia è dentro di te, al centro del tuo essere. Ciò significa che non devi fare nulla per raggiungerla. Devi solamente riscoprirla. E devi quindi rimuovere tutto ciò che si è sedimentato sul tuo cuore e impedisce alla gioia di risplendere libera.

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Sciogliti nell’oceano della vita

Sciogliti nell'oceano della vita

Sciogliti nell’oceano della vita. Scompari tra le sue onde, nella sua candida schiuma. Lascia che tutto sia esattamente com’è. Non volere nulla, non rifiutare nulla. Sii tutt’uno con l’oceano: diventa uno spazio accogliente, accetta tutto nella tua infinita profondità. Rimuovi le barriere all’abisso dell’amore. Se non ti tuffi in quel sacro rifugio, la cigolante altalena del tempo ti risucchierà. Scegli invece di sprofondare nell’abisso dolcissimo del mare. Sciogliti nell’oceano della vita. Smetti di giudicare, di esprimere preferenze, di dividere il mondo in categorie. Immergiti, piuttosto, nella sacra bellezza e nella santa meraviglia dell’Universo. Abbraccia l’oscurità dell’abisso e porta la luce nelle parti più tenebrose. Diventa tutt’uno con la Vita. Abbandona il fardello dell’ego e buttati nell’infinità della Coscienza.

Tu fai parte dell’oceano, sei l’oceano, quindi che senso ha resistere se prima o poi dovrai tornare a esso? Smetti di proteggere ciò che non sei: sei già al sicuro! Smetti di attaccarti alla tua sofferenza. Sciogliti, dissolviti e resteranno solo pace, gioia e amore. Che cos’è infatti l’amore se non l’essenza del Tutto? Finché sei un piccolo ego, esso è un ostacolo alla pace e non puoi sperimentare la purezza dell’amore incondizionato. Per amare, devi scomparire come persona. L’amore infatti è assenza di limiti, di confini e condizionamenti. Come puoi accedere all’infinito se ti senti finito, limitato, racchiuso in un corpo e una mente separati dal Tutto? Non è possibile, e infatti vivere come ego crea solamente sofferenza, insoddisfazione, mancanza. L’ego è necessariamente incompleto, per cui per sperimentare la vera gioia devi sacrificare questo peso.

Sciogliti nell’oceano della vita

Si è sempre pensato che tanto più si diventa ricchi, potenti, di successo, in altre parole tanto più l’ego si ingrandisce e si espande, più saremo felici. E invece non c’è nulla di più falso. Anzi, la verità è esattamente il contrario: più diventi piccolo, insignificante, più lasci andare il tuo ego, più sei felice. Infatti l’ego è un fardello pesantissimo: più cresce, più ti appesantisce e ti opprime. Quindi più l’ego ha e possiede, più è un ostacolo alla felicità. Ovviamente l’infelicità non è correlata direttamente alla quantità di possessi, ma all’intensità con cui facciamo derivare la nostra identità e felicità da essi. Se puntiamo tutta la nostra vita a perseguire un obiettivo grandioso, è molto probabile che perseguiremo una vita di miseria. Ciò non significa che non dobbiamo perseguire obiettivi ma, piuttosto, che non dobbiamo pensare che il loro raggiungimento ci donerà ciò che agognavamo.

Dobbiamo lasciare che sia l’oceano della vita a stabilire che cosa è bene fare. Dovremmo rimettere la nostra volontà alla sue pacifiche onde. La volontà dell’ego, infatti, è sempre schizofrenica, conflittuale e causa enorme sofferenza. Noi siamo felici quando la nostra volontà corrisponde a quella dell’intero oceano. Infatti noi tutti siamo un unico Essere, per cui quando ci distinguiamo dalla sua Volontà, andiamo sempre controcorrente, o comunque non siamo allineati con il flusso dell’acqua. Ma l’unica felicità deriva dall’allinearci al flusso della Vita e, paradossalmente, è proprio in seguito a questo allineamento che scaturisce la libertà. Noi pensiamo che libertà significhi autodeterminarsi, decidere indipendentemente da chiunque. In realtà, tale tipo di libertà è solamente indeterminatezza. E il ventaglio di scelte che appaiono in tale indeterminatezza appare come libertà: in realtà, è molto più simile al dubbio, all’insicurezza e quindi porta caos e conflittualità.

Quando siamo fuori dall’oceano della vita, regna il conflitto

La libertà dell’ego è la nostra schiavitù. Può sembrare assurdo, ma puoi verificarlo nella tua esperienza. Infatti quando desideri qualcosa per espandere il tuo ego, ciò avviene quasi sempre a discapito dell’ego di qualcun altro. La vittoria di uno è la sconfitta di un altro. Il successo di uno è l’invidia di qualcun altro. L’ego vive di opposti, poiché la sua essenza è la separazione. Quando nasce l’ego, nasce anche l’altro. E l’altro diventa solitamente un mezzo per un fine, lo strumento per soddisfare le nostre brame. Ipocritamente diciamo che l’altro ci permette di aprirci, di espandere il nostro amore, di unirci. In realtà il più delle volte vogliamo solamente sfruttare l’altro come un gioco per assorbire il massimo piacere e la massima soddisfazione. Non è malvagità: l’ego semplicemente ha bisogno di fare così per sopravvivere.

Noi però abbiamo il compito di vedere i meccanismi dell’ego e notare che, quando siamo fuori dall’unità dell’oceano, regnano conflitto e separazione. Perché ci sia un ego, dev’essercene un altro, e un altro ancora. In questo modo nascono i limiti, le distinzioni, i confini. Ciò è stato un passo evolutivo. Ma ora è tempo di scioglierci nuovamente nell’oceano: a quanto pare non per tutti. Ma sempre più persone sono pronte per fare questo passo. Sciogliersi nell’oceano non significa perdere il proprio Io, se con Io intendiamo il nostro vero Sé. Tuttavia, significa perdere il falso io, sacrificare l’ego in nome di qualcosa di molto più grande. La paura di immergerci nell’infinito non è nostra: è solo un grido di dolore dell’ego, falso come il fantasma del sé separato.

Sciogliti nell’oceano della vita: ecco come

Ovviamente non bisogna cadere nella trappola di demonizzare l’ego come il male assoluto. Infatti l’ego è solamente un’identità fittizia e fa parte di un percorso evolutivo della coscienza. Ma come possiamo scioglierci nell’oceano della vita? Per scioglierci nell’oceano della vita dobbiamo fare di tutto per eliminare ogni separazione. E ogni spinta alla separazione proviene dal falso senso di identità egoica che ognuno di noi ha. Innanzitutto, dobbiamo sentirci pronti per fare questo viaggio di ritorno all’Uno. Dobbiamo essere consapevoli di che cosa esso comporta. Essenzialmente, comporta il sacrificio di tutto ciò che abbiamo creduto essere la nostra identità. E ciò può apparire spaventoso. Ma non possiamo tacere la verità: non ha senso dire che non c’è un prezzo da pagare per entrare nell’Uno.

Ma tale prezzo vale assolutamente la pena di essere pagato, poiché ciò che otterremo in cambio sarà pura gioia. In realtà, quando lo otterremo, non ci sarà nessun io che potrà rivendicarlo! Oltre a questo, ciò che dobbiamo sacrificare è un’illusione, qualcosa che non è mai esistito. Quindi effettivamente non perderemmo davvero nulla! Eppure dal punto di vista dell’ego la perdita appare reale: egli infatti teme più di ogni altra cosa la propria dissoluzione. Se ci fidiamo dell’ego, avremo paura. Ma se avremo fiducia nel nostro cuore, saremo al sicuro. E sapremo che non ci sarà niente da temere. E allora sciogliti nell’oceano della vita senza alcuna paura!

Come diventare tutt’uno con la vita

Per diventare tutt’uno con la vita, devi innanzitutto riconoscere come il tuo ego sia l’ostacolo principale a tuffarti nell’oceano dell’Infinito. Dopodiché, devi lavorare per disfare il tuo ego. Per farlo, devi studiarlo a fondo, conoscere i suoi schemi, i suoi meccanismi. Per studiarlo, devi osservarlo. E per osservarlo, devi attivare una consapevolezza superiore. L’attivazione di tale consapevolezza può essere effettuata tramite il ricordo di sé o, meglio, l’atto di dimorare il più possibile nello spazio della tua presenza. A partire da questo centro si sviluppa un testimone, ovvero uno spettatore consapevole degli eventi ma non influenzato da essi, ovvero semplicemente presente e non identificato con la mente egoica. Per attivare la consapevolezza superiore, puoi anche abituarti a portare l’attenzione sui tuoi pensieri e sulle tue emozioni e sensazioni.

Solitamente ci identifichiamo con i nostri pensieri. Se riesci a non fartene assorbire e a rimanere presente mentre la mente intona il suo solito disco, puoi iniziare a riconoscere degli schemi di pensiero ripetitivi e degli stati d’animo ricorrenti. Conosci a fondo te stesso e la tua mente. Il “te stesso” a cui mi sto riferendo ora non è il tuo vero te (che pure deve essere conosciuto!), ma il tuo subconscio, i tuoi pensieri, le tue emozioni, la tua reattività, i meccanismi del tuo ego. Mentre diventi consapevole di queste cose, ritorni anche al tuo vero te, poiché per esserne consapevole è necessaria la tua presenza, che torna a essere consapevole di sé stessa. Oltre a fare questo, puoi indagare direttamente la natura del tuo vero Sé, scoprendone l’essenza e le qualità.

Potrai scoprire che il tuo vero Sé non ha bisogno di nulla, è imperturbabile, non può essere ferito, è sempre al sicuro, contiene in sé la pace, è indistruttibile, è sempre presente.

Studia i meccanismi dell’ego

Qualunque approccio o percorso tu segua, l’ego continuerà a condizionarti a lungo. Abituati a chiederti se ciò che stai facendo, pensando o sentendo sia determinato dall’ego o dal tuo vero Sé. Ricordati che se stai soffrendo significa che hai scelto il tuo ego. Per scoprire l’ego devi essere abbastanza vigile da cogliere anche la minima frustrazione, la più piccola insoddisfazione, il più sottile senso di mancanza, il giudizio più innocente. Abituati a portare l’attenzione sul tuo corpo per verificare che non ci siano tensioni. Ogni tensione è segnale di una resistenza: scioglila con la tua consapevolezza, portando semplicemente l’attenzione sulla parte rigida. Inoltre, studia le varie strategie con cui l’ego perpetua sé stesso.

In particolare, l’ego non può ammettere di non avere ragione, ha bisogno di proteggersi, si sente facilmente ferito in seguito anche alla più velata accusa, è facilmente minacciato, è sempre sul chi va là, ha bisogno di controllare tutto per la propria sicurezza, ha sempre qualcosa che lo preoccupa, vive costantemente nel passato e/o nel futuro, vede il presente come un ostacolo o come un mezzo per un fine, è attaccato a cose e persone, resiste alla realtà, sviluppa barriere, odia, giudica, si arrabbia, si lamenta, fa dipendere la propria felicità dalle condizioni esterne, sfrutta gli altri, vuole ingrandirsi, si sente indegno, si sente in colpa, è orgoglioso, non ammette i propri errori, nasconde le proprie debolezze, si vanta, vuole essere sempre al centro dell’attenzione, è timido, è pauroso, è arrogante, vuole avere la meglio, vuole sempre vincere, vuole il meglio per se stesso.

Lascia andare i meccanismi dell’ego

Insomma, i meccanismi dell’ego sono numerosissimi. Ovviamente non devi studiarli a uno a uno, poiché sono praticamente infiniti e una volta che ne hai eliminato uno, ce n’è un altro pronto a spuntare. Piuttosto, per riconoscere l’ego che si risveglia in te, monitora la tua attività mentale ed emotiva: se c’è disagio, sofferenza o anche il minimo fastidio, quello è l’ego. A quel punto, puoi scegliere di lasciar andare il meccanismo, abbandonandoti al momento presente e smettendo di resistere. All’inizio ciò può sembrare un grande sacrificio, ma nota come non lasciar andare il meccanismo ti costa enorme sofferenza e tensione. La tua pace è un dono molto più grande! L’ego è bravo a ingannarci suggerendoci che sia giusto provare rancore, giudicare, lamentarci e ci offre in cambio un succo velenoso, un piacere malsano.

Quando ci lamentiamo, vogliamo lamentarci. Quando ci arrabbiamo, vogliamo arrabbiarci. Certo, non lo facciamo per cattiveria: lo facciamo perché abbiamo bisogno di amore e non troviamo in quel momento nulla di meglio da fare che lamentarci o arrabbiarci. Ma se siamo un po’ lungimiranti e ci vogliamo prendere cura del nostro benessere e di quello di chi ci circonda, smettere di avvelenare il nostro cuore è un imperativo! Ricorda infatti che ogni giudizio, lamentela o qualsiasi forma di negatività è una tossina per te, ti annienta e ti distrugge! E infatti ogni negatività è una forma di odio per se stessi, proiettata magari all’esterno, ma pur sempre rivolta verso la nostra mente e riflessa nel nostro corpo (guarda nella tua esperienza se non ci credi!). Sciogliti nell’oceano della vita!

Fluisci con la vita e sciogliti nell’oceano

Fluisci con la vita e sciogliti nell’oceano! Vivi come se fossi trasparente alle critiche e agli insulti. Vivi come se non esistessi: immergiti nell’esistenza e scompari in essa. Al posto di voler essere al centro dell’attenzione, sii tu il primo a dare attenzione. Quando l’ego si risveglia, consideralo al pari di un grido di dolore, una richiesta di aiuto che puoi colmare solo affondando nelle profondità del mare della presenza. Sii tutt’uno con la vita. Non resistere. Non creare barriere, difese, protezioni. Ricorda che non c’è nulla da proteggere. Riempiti di amore: esso ti darà tutto ciò di cui hai bisogno. Non lasciare che la tua vita sia dominata dall’ego, perché ciò vorrebbe dire miseria e sofferenza. Dove c’è ego, lì c’è dolore, ma dove non c’è, là regnano la pace e l’amore.

Smetti di creare attrito con il momento presente, perché ciò crea sofferenza dentro di te. Rimuovi ogni ostacolo, ogni opposizione, ogni resistenza. E la pace sarà con te. Quando vuoi qualcosa di diverso da ciò che è nel qui e ora, ricorda che la tua aspettativa ti fa soffrire: se rimuovi la tua pretesa, rimarranno pace e silenzio. Smetti di essere ossessionato dal tuo io: lascia andare le preoccupazioni e le paranoie. Lascia andare i giudizi, le contese, i rancori, perché avvelenano solamente il tuo cuore. Se vuoi davvero la pace, rinuncia a tutte le barriere che crei contro di essa. La pace è sempre lì, pronta ad accoglierti, se solo tu sarai in grado di accoglierla incondizionatamente.

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