Come essere indipendenti

Come essere indipendenti

Come essere indipendenti? Si può smettere di dipendere dal giudizio degli altri, essere liberi, seguire finalmente la propria strada? Si può essere pieni di amore, felici e sicuri di sé senza bisogno di approvazione e conferme esterne? Chiariamo innanzitutto una cosa: indipendenza non vuol dire isolamento, chiusura in se stessi, anche perché isolato è chi non ha trovato se stesso ed è ancora chiuso nella gabbia narcisistica dell’ego. Ho notato che spesso quando si dice “bastare a se stessi”, “non avere bisogno di nessuno”, “non aver bisogno di amore dall’esterno” si pensa che ciò significhi essere degli asociali che preferiscono evitare le relazioni sociali per rinchiudersi a riccio in una solitudine discutibile.

Spesso è vero che con la scusa dell’indipendenza ci trinceriamo in una prigione costruita da noi stessi. Forse avendo in mente quest’idea di falsa indipendenza tendiamo a dare per scontato che voler essere indipendenti significa essere soli e distanti dal mondo. Ma la vera indipendenza, semmai, consiste nell’entrare appieno dentro se stessi, nel distruggere quel carcere autoimposto di isolamento egoistico, nel rifiutare proprio ogni chiusura e ogni barriera. Infatti essere indipendenti significa conoscere profondamente il proprio io, che non è separato dal mondo. Quindi chi conosce se stesso non si rinchiude, ma si apre al mondo.

Che cosa significa essere indipendenti

Che cosa significa essere indipendenti? Spesso abbiamo una visione restrittiva dell’indipendenza, condizionata dal modo di pensare comune. Si tende a concepire l’indipendenza in termini materialistici: indipendenza economica, indipendenza dalla famiglia e, al limite, indipendenza personale. Ma la vera indipendenza va oltre la materia, oltre la stessa personalità, per coinvolgere l’individuo in tutte le sue sfere. L’indipendenza è un modo di essere, che riguarda innanzitutto la sfera affettiva, relazionale, emotiva, psicologica e, ovviamente, spirituale.

La vera indipendenza interiore

La vera indipendenza è una questione interiore. Dato che l’interiorità plasma l’esteriorità, è ovvio che una forte indipendenza interiore ha ricadute sulla materia e con tutte probabilità chi è indipendente interiormente lo è anche economicamente e nella vita personale. Ma la cosa che più contraddistingue l’essere indipendente è la completezza. Che cos’è la completezza? E’ la caratteristica di chi si sente felice, al sicuro e amato a prescindere dalle condizioni esterne, poiché amore, sicurezza e felicità si trovano già dentro di lui.

Forse allora qui sorge un ulteriore motivo per cui tendiamo a rifiutare l’idea di indipendenza: la nostra vita è tendenzialmente fatta di sogni di completamento e ammettere che sia possibile attingere a una fonte di felicità e amore dall’interno invece che dall’esterno minaccia seriamente il nostro ego. Se siamo sinceri con noi stessi, dobbiamo ammettere questa verità. In fondo, proprio perché siamo così bisognosi, non tolleriamo che possa esistere chi sta bene senza nulla, chi ha soddisfatto i suoi bisogni o addirittura questi bisogni non ce li ha.

Non vogliamo essere indipendenti: l’indipendenza ha un costo

In fondo, però, vogliamo che ci manchi qualcosa, perché crediamo che il desiderio sia la molla che ci motiva e ci spinge a vivere in un mondo difficile. E poi pensiamo che sia il mondo a dover rispondere ai nostri bisogni: è un partner a doverci amare, un lavoro a doverci soddisfare, il governo a doversi prendere cura di noi. Dimentichiamo però che è proprio questo desiderio inesauribile a essere la causa dei nostri malesseri. Infatti i nostri bisogni sono infiniti ed è impossibile soddisfarli tutti.

Non vogliamo essere indipendenti perché l’indipendenza ha un costo enorme: il sacrificio di tutte le nostre illusioni, che sono la causa della nostra sofferenza ma anche delle nostre speranze. Quando crollano le illusioni, la psiche reagisce opponendosi con forza e condannando se stessa alla disperazione della perdita. Quando scopriamo che il mondo non può rispondere alle nostre richieste di amore e felicità, ciò è deprimente e cerchiamo di negare questa sconsolante verità rifugiandoci in nuove illusioni o cercandone di nuove.

Il mondo non è fatto per completarci

Per quanto il mondo sembri fatto per completarci, ciò non è assolutamente vero. Noi siamo esseri spirituali: non siamo fatti per questo mondo. In apparenza ci sono gli opposti ed è lecito pensare che l’unione esterna di tali opposti produca completamento. In realtà, la vita ci insegna che dobbiamo conquistare dentro di noi tale integrazione di contrari. Per un uomo, la donna non può essere una scusa per non cercare la propria interezza, l’unione di maschile e femminile al proprio interno (e viceversa per una donna).

Accade allora che chiamiamo amore la sua mancanza. Dato che ci sentiamo incompleti, il nostro desiderio di completezza ci spinge a desiderare l’amore da un partner. In questo modo l’attrazione verso il partner sembra amore, mentre in realtà è desiderio. Quando la fase di innamoramento passa, ci si rende conto che la relazione diventa pian piano disfunzionale, perché la forza del desiderio travestito da amore scompare. Ed emerge la verità: i due partner si sono incontrati perché entrambi avevano bisogno dell’amore dell’altro. Ma è evidente che quando due mendicanti si incontrano, nessuno dei due può rispondere ai bisogni dell’altro, perché entrambi richiedono la stessa cosa.

Le relazioni come strada per l’indipendenza

Accade allora che la maggior parte delle relazioni sono relazioni di dipendenza affettiva, perché si chiede all’altro ciò che non può darci. Non ce lo può dare perché solitamente è nella stessa situazione nostra: come possiamo pretendere amore da qualcuno che ne ha altrettanto bisogno? Inoltre, nessuno può darci davvero amore, perché l’amore viene solo dall’interno. La verità è che solo quando diamo amore – a noi stessi e agli altri – che ci sentiamo amati. Questo vuol dire che bisogna rinunciare alle relazioni? Ma niente affatto!

Tutt’altro, le relazioni possono essere trasformate. Una relazione funziona bene proprio quando si raggiunge un certo grado di indipendenza interiore, cioè quando non si ha più bisogno dell’altro. Ed è difficile accettare ciò. A questo punto uno può dire: “ma se uno non ha più bisogno di una persona, tanto vale che rimanga solo, no?”. E invece no! Le relazioni servono proprio a diventare indipendenti per poi finalmente imparare ad amare anziché chiedere amore! Avere bisogno dell’altro significa non saperlo amare, e di questo dobbiamo renderci conto. Non avere bisogno dell’altro, invece, non significa rifiutarlo o creare separazione, ma semmai rifiutare il proprio narcisismo per aprirsi alla vera intimità e condivisione, insomma al vero Amore con la A maiuscola.

Ma l’unica strada per amare gli altri è essere indipendenti, perché è in questa indipendenza che si trova il proprio centro di amore, felicità e stabilità interiori. Diventare indipendenti non è una perdita, ma un guadagno. Certo, bisogna sacrificare le illusioni, il senso di mancanza e di bisogno, ma per ottenere qualcosa di molto più grande. Una vera relazione soddisfacente è imperniata sull’indipendenza, non sul bisogno. Le tue relazioni sono una strada maestra per l’indipendenza.

Come essere indipendenti?

Ma come si diventa indipendenti? Diventare indipendenti significa lasciar andare tutte le illusioni di dipendenza. L’ego è come un animale ferito, la cui ferita porta il nome di “mancanza di amore”, “incompletezza e insoddisfazione perenni”. Si tratta di un marchio esistenziale, preesistente a ogni situazione materiale. Possiamo accusare i nostri genitori o il nostro partner di non averci amato abbastanza o averci tradito, ma la verità è che il nostro sentirci abbandonati è un meccanismo che giace nelle profondità della nostra psiche e ha poco a che fare con la nostra vita di adesso o il nostro passato doloroso.

E’ essenziale che ci assumiamo la responsabilità del senso di mancanza che sentiamo. Se darai la colpa all’esterno, starai continuando a chiedere al mondo un amore che non ti può dare. Il vero amore è dentro di te e spetta a te trovarlo. Per essere indipendente, devi innanzitutto essere completamente responsabile della tua vita. Indipendenza e responsabilità vanno a braccetto. Dopodiché, devi diventare genitore di te stesso, prenderti cura delle tue ferite o, meglio, delle ferite del tuo bambino interiore.

Rimani presente sulle tue ferite

Come? Devi semplicemente accogliere le sensazioni di dolore, non rifiutarle, senza scappare. Come si comporta un genitore quando il proprio figlio piange? Gli trasmette amore e fiducia con la sua presenza (o perlomeno così dovrebbe essere!). Allo stesso modo, tu non devi fare altro che rimanere presente sulle tue ferite. Non devi cercare di capire perché soffri, qual è la causa del tuo senso di abbandono o del tuo malessere, non devi metterti ad analizzare. E soprattutto non devi fidarti delle lamentele della tua mente. Quando un bambino piange per i mostri che lo hanno spaventato nel sonno, non certo il genitore gli spiega come deve affrontare i mostri per sopravvivere!

E’ sufficiente che gli spieghi che era tutto un sogno e che può stare tranquillo. Il tuo obiettivo è calmare il tuo bambino interiore, non certo dargli corda credendo alle sue storie di mostri. Con il tuo ego devi comportati così: prendendolo con leggerezza, sorridendo delle sue malefatte, accogliendo silenziosamente il suo dolore. Se il tuo bambino interiore piange troppo forte, e cioè l’onda delle emozioni ti avvolge e ti scuote dolorosamente, ricorda che non c’è pianto che non possa essere interrotto dalle braccia amorevoli di una madre presente.

Diventa tutt’uno con la tua anima

Diventa tutt’uno con la tua anima, che è madre e anche padre ed è tutt’uno con la fonte di Amore universale. Essere indipendenti significa identificarsi con la propria anima. Se riesci a prenderti cura di te in questo modo, accogliendo le tue ferite e rimanendo presente sul tuo dolore, riscopri una presenza amorevole dentro di te e diventi tutt’uno con essa. In questo modo, diventi l’Amore, sei l’Amore. Solo a quel punto potrai amare davvero, in modo via via sempre più incondizionato. E solo a quel punto le tue relazioni diverranno sante e fonte di condivisione e amore.

Oltre il chiasso dell’ego c’è la voce silenziosa del tuo cuore: ascoltala. In questo modo potrai iniziare a seguire la tua strada, al di là del giudizio e delle opinioni degli altri, oltre i condizionamenti sociali, culturali, famigliari. E potrai capire che cosa è giusto per te, oltre ogni dubbio, e sarai aperto agli altri senza alcuna paura. La paura è un enorme blocco nelle relazioni e aumenta la dipendenza dagli altri. Quando lasci andare la paura, le tue relazioni si trasformano a trecentosessanta gradi.

Dare e ricevere sono la stessa cosa: dai con il cuore

Per sentirti completo e amato, ama. Per sentire che stai ricevendo affetto e sicurezza, dai affetto e sicurezza. Quando pretendi amore dagli altri, parti da una situazione di mancanza, ti chiudi al canale di Amore dentro di te e, di conseguenza, non puoi sentire l’amore dall’esterno. Inoltre il tuo comportamento spingerà gli altri ad allontanarsi da te, perché anch’essi vogliono sentirsi amati e se tu anziché dare loro amore lo pretendi, difficilmente le tue relazioni funzioneranno alla grande.

Spesso ci sembra che gli altri si comportino ingiustamente con noi, perché a noi pare di dare loro amore mentre questi ricambiano con l’indifferenza o l’ingratitudine. Ma se siamo onesti con noi stessi, notiamo che in molti casi il nostro dare era una richiesta di amore: in pratica abbiamo fatto qualcosa non per amore, ma per avere qualcosa in cambio. E questo accade molto più spesso di quanto pensiamo. Raramente agiamo senza interesse, e se lo facessimo, non potremmo sentirci traditi se non veniamo ricambiati: se ci sentiamo traditi, significa che in fondo siamo noi ad aver perpetrato il tradimento di cui accusiamo gli altri.

Dai amore per sentirti amato

Spesso, insomma, non diamo davvero: ciò che “diamo” nella forma magari è un modo per comprarci l’affetto di qualcun altro. Dare veramente significa occuparsi genuinamente di un altro, senza sensi di colpa né dovere né interesse, semplicemente per amore. Questa forma di amore è difficile, perché implica lasciar andare tutte le motivazioni dell’ego per aprirsi al vero Amore senza forma e senza scopo. Quando dai con il cuore – non per ripagare un debito o per motivi di orgoglio – allora l’amore che doni torna a te. Non per forza l’azione verrà ricambiata, ma piuttosto l’energia dell’amore fluirà spontaneamente da te all’altro e dall’altro a te.

In questo modo, l’amore che dai ti farà sentire amato e non avrai bisogno di ulteriore amore, perché tu diventi la fonte di amore che cerchi e il tuo senso di vuoto e di mancanza si dissolve. Così diventi indipendente, perché smetti di dipendere dal giudizio e dall’approvazione degli altri per sentirti completo, amato e al sicuro. Questo intendeva dire Gesù con “date e vi sarà dato”: ciò che dai lo ricevi, perché non c’è differenza tra dare e ricevere. Dopodiché, è assai probabile che se darai moto, riceverai molto anche nella forma. Se quindi apri il tuo cuore all’amore, apri anche il canale all’abbondanza innanzitutto interiore ma anche esterna.

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