La forza della verità

la forza della verità

Un aspirante spirituale è un cercatore della Verità (con la V maiuscola). Mira cioè a scoprire Dio, la propria essenza, le soluzioni ai quesiti esistenziali. Ma al di là della Verità più elevata, in ogni momento della nostra vita ci troviamo di fronte a verità più o meno grandi. In particolare, in molti casi possiamo scegliere di nascondere un segreto, dire una mezza verità o una mezza bugia, raccontare una menzogna per i motivi più disparati. Spesso l’educazione ha imposto che raccontare bugie è una colpa o un peccato. La verità sulla verità, però, è un’altra: dire il vero è una questione di integrità spirituale, non tanto morale. In che senso? Nel senso che nascondere la verità è praticamente sempre un atteggiamento che deriva da una debolezza interna e che ci spacca e ci divide. Al contrario, la verità ha una forza e un potere immensi.

Non diciamo le cose come stanno per paura, per pigrizia, per comodità, per non dover affrontare le conseguenze, per non assumerci la responsabilità, per non scontrarci con la verità, per compiacere qualcuno, per non perdere un’amicizia, perché spesso la verità è una lama affilata, per proteggere noi stessi o la nostra identità, per ignoranza, per convinzioni false, per difendere un nostro attaccamento. Quando menti, lo fai quasi sicuramente per uno di questi motivi. Dato che difficilmente tolleriamo la menzogna, inventiamo però delle giustificazioni e fingiamo di aver mentito per amore di qualcuno, in nome di un ideale più grande, per proteggere un amico o un caro. Ma se siamo sinceri con noi stessi, possiamo scoprire la fragilità delle nostre motivazioni.

La fragilità della menzogna: ecco come mentire ci indebolisce

Come accennavamo sopra, dire la verità non è una regola o una prescrizione morale. Se la verità è intesa in tal modo, è facile diventare ossessivi e scatenare conflitti interiori dolorosi. Infatti imporsi a tutti i costi di dire la verità significa opprimere se stessi con il fardello dell’obbligo. Tale peso manipola le nostre azioni, ma non ci rende né nobili né integri, ma soltanto vittima della nostra paura e debolezza. Quindi, per prima cosa la verità non va perseguita in nome di un “dovere”, che per l’appunto nasce sempre da una posizione di vulnerabilità. In altre parole, spesso si dice la verità per paura della condanna esterna e soprattutto del nostro giudice interiore, per evitare la colpa e “scaricarsi” del suo peso.

Evidentemente, chi racconta la verità in modo ossessivo per paura di una punizione è sottomesso e si trova quindi addirittura a un gradino più basso rispetto a chi si ribella e mente spudoratamente. Rispetto alla totale sottomissione impregnata di colpa e di paura, chi mente supera parzialmente il dominio della colpa e della paura e trova il “coraggio” di nascondere qualcosa. Tuttavia, come avrai capito, anche questa posizione è debolissima. Infatti che cosa succede ogni volta che mentiamo? Accade che stiamo dichiarando di non poter sopportare l’onere della verità, ovvero quello della responsabilità e dell’indipendenza. Lo facciamo in nome di un bene minore. Tale scelta intacca la nostra integrità spirituale. Vale a dire che dentro di noi si apre una spaccatura, una dualità in cui una parte sostiene la verità, un’altra la nega.

L’integrità spirituale è intaccata dalla menzogna

Che cos’è l’integrità spirituale? Essa non ha nulla a che vedere con l’essere un bravo ragazzo che dice sempre la verità per compiacere i genitori e gli insegnanti. Quella è sottomissione vile e spregevole o immaturità! L’integrità spirituale consiste nell’essere intatto, e cioè uno con se stesso. Più semplicemente, essa implica la presenza di un Io centrale, non schizofrenico, ovvero non condizionato dalle spinte di altri Io minori, uno che dice la verità in una situazione, uno che mente in un’altra e un altro che nasconde uno scheletro nell’armadio. Quando menti, una parte di te conosce la verità, un’altra la nega, e così si crea una resistenza interiore. In questa resistenza si sedimentano paura, colpa, rabbia, sofferenza. Infatti l’essere umano non è fatto per sostenere al proprio interno delle contraddizioni.

In ragione di questa contraddizione, scaturisce un conflitto interiore. Come ogni guerra, tale conflitto dissipa energia, ci indebolisce fisicamente, psicologicamente e soprattutto spiritualmente. La nostra integrità è intaccata ogni volta che mentiamo per paura del giudizio degli altri oppure perché non abbiamo il coraggio di assumerci la responsabilità delle conseguenze. La menzogna è quindi come un tarlo che si insinua nel profondo e scuote le fondamenta del nostro Essere. Infatti la nostra stabilità interiore dipende dall’unità, e ogni spinta verso la divisione, la contraddizione, la falsità distrugge la solidità del nostro centro. Ti puoi accorgere tu quanta sofferenza ti provoca nascondere qualcosa, quale conflitto lacerante si apre dentro di te quando menti!

Le bugie rallentano la realizzazione dell’aspirante spirituale

Le bugie rallentano la realizzazione dell’aspirante spirituale. Infatti costui ha il compito di riunificare se stesso, tornare all’Uno, alla Verità con la V maiuscola. Ma come può sostenere il peso e le conseguenze della Verità divina quando non è in grado di rivelare una verità scottante sul proprio conto e tiene cento scheletri nell’armadio? Ogni bugia lo indebolisce un po’, e tanto più mente, tanto più vanifica i suoi sforzi. Un serio aspirante spirituale si dedica anima e corpo alla verità. Ciò, ovviamente, non significa diventare fondamentalisti, né identificarsi con punti di vista assoluti, né assumere una prospettiva dogmatica. Non è in questo senso che stiamo parlando di verità. La verità di cui ci stiamo occupando ora consiste nel guardare in faccia la realtà e vivere senza negarla.

Stiamo parlando di una verità semplice, fattuale, del tipo: se mi rompo un dito, non ho nessuna ragione per nasconderlo. La verità è intesa qui banalmente come corrispondenza tra i fatti e le parole, e non nel suo senso metafisico, morale o trascendente. Tale “corrispondenza” è unificazione. Se tale unificazione manca dentro di noi, si riflette all’esterno con la menzogna, e se mentiamo la divisione si intensifica. Il conflitto interiore impedisce la realizzazione del cercatore della Verità. Il vero sé è integro, è intatto, è puro, non nel senso che “non pecca”, ma nel senso che è dedito all’unione. Perché ciò è così importante? Perché è in tale unione che nascono l’amore incondizionato, la gioia, la pace e fiorisce il divino che è in noi. La menzogna non è un attributo di Dio, per cui se vogliamo farci simili a Lui dobbiamo imitarlo e coltivare le sue qualità.

Le ragioni per cui rifiutiamo la forza della verità

Ecco quali sono le ragioni per cui preferiamo la menzogna alla forza della verità:

Per paura

La paura è sicuramente la ragione numero uno. Da essa discendono tutte le altre. Mentiamo perché abbiamo paura di essere rifiutati. Se tradiamo il nostro partner, raccontargli la verità non è tanto piacevole, vero? Abbiamo paura che la nostra relazione finirà, che non verremo perdonati, che succederà qualcosa di imprevedibile, che dovremo ricominciare una nuova vita. Alla base della menzogna ci sono la paura di morire, la paura dell’abbandono, dell’incertezza. Tanto più queste paure vengono “fiutate”, quanto più mentire diventa una questione di vita o di morte. Quanto coraggio, fede, amore e integrità sono necessarie per rivelare un tradimento, un delitto, una verità scottante sul nostro conto? Dire la verità vuol dire mandare in frantumi il nostro ego e la nostra identità.

Certamente questo è ciò che la maggior parte di noi vorrebbe evitare. Ma un aspirante spirituale dovrebbe essere disposto a sacrificare il proprio falso Io, e vedere oltre la paura. Egli ha il compito di schiacciare il proprio ego e di farlo morire, sebbene ciò costi enorme sofferenza e sacrificio. Ecco perché essere dediti alla verità è per pochi: perché il suo prezzo può essere la nostra vita. Non tanto la nostra vita fisica, quanto la nostra identità, la nostra storia, il nostro ego, sui quali l’intera nostra esistenza è stata costruita e senza i quali ci sentiamo miseri e torniamo come dei bambini senza speranza… Ma è proprio dietro questa falsa identità che si nasconde il nostro vero Io! L’Illuminazione può costarti una relazione, il lavoro, la tua identità: saresti disposto a sacrificare almeno in teoria una o più di queste cose per la Verità con la V maiuscola?

Per non dover affrontare le conseguenze e rifuggire le nostre responsabilità

Che cosa succede se riveliamo al nostro partner di averlo tradito? Non lo sappiamo, e la nostra mente teme l’incertezza più di tutto. Immagina scenari catastrofici e ci manipola ancora una volta con la paura. Ciò dipende dal fatto che non ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni passate, presenti ma soprattutto rifuggiamo quelle future. E ciò deriva dalla nostra mentalità da vittima, in base alla quale ci sentiamo in colpa invece di essere responsabili, condanniamo i nostri errori passati invece che perdonarci amorevolmente. Finché non perdoneremo noi stessi, il peso della colpa e del giudizio morale del superego sarà troppo forte e ci paralizzerà completamente. Per questo è indispensabile smettere di giudicare se stessi, essere duri e critici, sentirsi in colpa e vittimizzarsi.

Siamo stati indottrinati a credere che fosse giusto sentirsi in colpa e “scontare i nostri peccati”, ma non c’è nulla di più falso e distruttivo. In verità infatti la colpa è narcisistica, discende dal considerare se stesso al centro del mondo, come carnefice e allo stesso tempo vittima privilegiati e speciali. Non c’è nulla di speciale nel tuo tradimento, smetti di dargli un’importanza che non ha: non puoi cambiare il passato, per cui smetti di creare un’identità fuori dal nulla. Tu pensi di essere al sicuro rimanendo nella menzogna, ma in realtà ti stai condannando a una vita d’inferno e in ogni caso non potrai nasconderti ancora a lungo. La forza della verità è così intensa che alla fine essa prevarrà sulla bugia! Dietro che cosa ti nascondi? Dietro una prigione?

Tu non sei né una vittima né un carnefice: se ti senti in colpa è soltanto per paura e non certo per amore del tuo partner! L’amore infatti dice la verità anche se è dolorosa.

Per pigrizia

Un’altra ragione per cui rifuggiamo la forza della verità è la pigrizia. In alcuni casi siamo semplicemente pigri e non abbiamo “voglia” di affrontare la realtà. Ovviamente, in realtà la pigrizia nasconde sempre la paura e il vittimismo, ma essa assume delle tonalità apatiche. In altre parole non diciamo la verità perché pensiamo di non essere in grado di dirla, di non poter fare i conti con le sue conseguenze. Dunque è pure questa una posizione di estrema debolezza. Chi ha paura si nasconde dietro la mancanza di possibilità e sacrifica la propria energia per difendere il proprio ego. Succede proprio così: l’energia è risucchiata e ristagna in uno spazio di menzogna.

Per comodità

Spesso non diciamo la verità per comodità. In altre parole, la bugia ci salva dall’esprimerci in modo autentico, confinandoci in un comfort al quale è difficile rinunciare. Mentire spesso è confortevole ed evita possibili brutte figure, scocciature e fastidi. In molti casi, ci consente di mantenere una nostra posizione privilegiata, permette agli altri di conservare la loro opinione su di noi, evita conflitti inutili. Quindi sembra davvero “conveniente” mentire in molti casi. In realtà si tratta di una scelta di comodo dovuta a mancanza di coraggio, iniziativa, fiducia.

Per compiacere qualcuno

In molti casi vogliamo compiacere qualcuno con le nostre menzogne. Magari non riveliamo una brutta notizia a una persona perché pensiamo che così facendo perderemo la sua fiducia. In realtà, il più delle volte è proprio questo atteggiamento a incrinare i nostri rapporti con gli altri. A dire il vero, evitiamo di dire certe cose per paura del giudizio e delle conseguenze di dire la verità. Spesso temiamo che la verità potrebbe farci perdere un’amicizia o indebolire una relazione significativa, ma in realtà un rapporto sano si basa sulla verità e la fiducia incondizionata. In una vera amicizia, non posso avere paura di sconvolgere il mio amico: è opportuno che gli dica come stanno le cose, senza peli sulla lingua. C’è senz’altro un modo pacato di raccontare la verità senza ferire, ma mentire o nascondere un fatto è pericoloso.

Perché spesso la verità è una lama affilata

La verità è in molti casi indigeribile, un colpo basso, una lama piantata nelle reni tanto di chi la dice che di chi la riceve. Si è sempre detto che la verità è dura, ed è proprio così. Spesso la realtà viene edulcorata, come nel caso dei bambini. Inoltre, i media raccontano spesso una versione semplicistica dei fatti, o nascondono la verità per secondi fini. Ma i bambini hanno bisogno di comprendere la realtà e non di vivere eternamente in un’illusione: le menzogne li deresponsabilizzano e a lungo andare fanno molti più danni rispetto alla verità, anche se nel breve termine essa rappresenta una secchiata d’acqua gelata. Quanto ai media, i telegiornali seguono solitamente una narrazione che si basa sul sensazionalismo, su mezze verità e su prospettive limitate.

Per proteggere la nostra identità o un attaccamento

Spesso capita di ritrattare la propria opinione quando si scopre che era falsa, oppure di nascondere i nostri errori per orgoglio mentre magari critichiamo quelli degli altri. La maggior parte di noi dà un’eccessiva importanza ai propri punti di vista e lotta con i denti per difenderli: ciò dipende dalla nostra identificazione con essi. In questo modo, siamo addirittura disposti a cambiare le nostre tesi con “magheggi” per cercare di farle passare dalla parte della ragione. Spesso nascondiamo la verità e costruiamo storie e identità fittizie o distorte in merito a noi, i nostri famigliari come se in questo modo potessimo proteggerli. Senza neanche accorgercene, ci capita di inventare storie pur di giustificare qualcosa o difendere un nostro attaccamento. E il bello è che spesso finiamo per ingannarci e a credere a ciò che andiamo dicendo!

Per la presunzione di sapere

La presunzione di sapere è la vera ignoranza: spesso pensiamo di conoscere la verità in merito a qualcosa e ne siamo davvero convinti, salvo poi dovercene pentire amaramente e ammettere di essere in torto… Socrate invitava a liberarsi dei dogmi e delle credenze per scoprire la verità dentro di sé. Oggi più che mai siamo vittima di convinzioni errate, prospettive limitate, idee distorte, conoscenze mancanti, condizionamenti sociali, culturali e famigliari, religiosi ed economici. Spesso ci illudiamo di essere dalla parte della verità e siamo convintissimi delle nostre opinioni. Ma ciò è un limite alla nostra crescita. Per questo sono necessari umiltà, senso critico, curiosità e amore per la ricerca.

Come sfruttare la forza della verità

A questo punto, come puoi sfruttare al meglio la forza della verità? Ecco qui una guida passo passo:

  • Sviluppa l’intenzione di dire la verità a qualunque costo: in altre parole, decidi di dedicare te stesso alla verità. Rifletti su tutti i vantaggi e i benefici che potrai ottenere allineandoti alla verità. In primo luogo, otterrai enorme integrità spirituale e cioè ricomporrai te stesso. Ciò si ripercuoterà sul tuo percorso spirituale in modo straordinariamente positivo. In particolare, eviterai che sorgano inutili conflitti interiori. In secondo luogo, dire la verità ti costringerà ad affrontare timori, paure e superare costantemente te stesso: la forza della verità consiste nel liberarti dalla negatività. Certo, in cambio di questo dovrai rinunciare a molti attaccamenti e a gran parte del tuo ego, ma in nome della tua pace interiore.
  • Adegua le tue azioni alla tua intenzione. Parti dalle cose semplici: quando fai qualcosa di sbagliato, ammettilo anziché nasconderti. Dopodiché, impara a essere te stesso in nome della verità, superando la paura del giudizio. Credi in te stesso e confida nel fatto che riuscirai a superare tutti gli ostacoli che si presentano lungo il tuo percorso.
  • Diventa un libro aperto. Lo so che ciò è un insulto alla privacy, però in fin dei conti che cosa dobbiamo nascondere di noi stessi, di che cosa dobbiamo vergognarci o avere paura? Piuttosto, è necessario illuminare il nostro lato oscuro e smettere di nasconderlo. Non ha senso avere scheletri nell’armadio. Con ciò non voglio dire che no abbiamo merito a tutele o diritti circa la nostra intimità, né abbiamo bisogno di spiattellare i nostri segreti a destra e a manca. Ma non dobbiamo nasconderci dietro nulla: in questo senso dobbiamo essere come un libro aperto. La verità deve poter essere intuita dai nostri occhi.

La forza della verità sia con te!

La verità contiene davvero in sé un’enorme forza e un potere inestimabile. Se sarai davvero disposto ad allinearti alla verità con la v minuscola, non ci vorrà molto per allinearti anche con la Verità divina! La forza della verità può davvero farti fare enormi passavi avanti nell’aumentare il tuo livello di coscienza. Infatti la spiritualità consiste nel guardare dentro se stessi in maniera chiara, smettendo di cadere nell’autoinganno e di ingannare gli altri. Quando lavoriamo su di noi, incontreremo ombre e dovremo affrontare il nostro lato oscuro, e non potremo negarlo: infatti la negatività è insita in ogni essere umano, e soltanto riconoscendo il negativo possiamo trasformalo in positivo e maturare. A dire il vero, in noi ci sono soltanto impulsi, elementi provenienti dal nostro passato primitivo, per cui tali cose non sono di per sé negative.

La nostra “animalità” diventa disfunzionale solo quando la reprimiamo, non la accettiamo, la neghiamo e non la riconosciamo. Fare questo significa ignorare ciò che è e quindi voltare le spalle alla realtà e alla verità. La verità è fondamentale per conoscere profondamente se stessi, per mettere in discussione le proprie credenze e pensieri, la propria visione del mondo e per maturare una visione olistica e sistemica. Inoltre, è necessaria per accedere al potere dell’amore, che non può ammettere falsità e menzogne. Non mi resta che augurarti che la forza della verità sia con te! Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione.