Il lato oscuro della spiritualità

Il lato oscuro della spiritualità

La spiritualità è praticamente da tutti associata a miglioramento di sé, crescita interiore, risveglio, pace interiore. Ma è tutto vero? In altre parole, intraprendere un percorso spirituale significa avvicinarsi indefinitamente a un ideale di perfezione e di illuminazione? Non è tutto oro quel che luccica. Intendo dire che non ci si può aspettare dalla spiritualità solo meraviglie e miracoli. Infatti la spiritualità è innanzitutto un modo per entrare dentro se stessi. E ciò implica scontrarsi con le proprie ombre, i propri difetti. Inoltre, progredire spiritualmente significa incontrare le resistenze dell’ego, le proprie paure più profonde, lasciar andare le illusioni. Benvenuto nel lato oscuro della spiritualità.

Il lato oscuro della spiritualità consiste essenzialmente in un inconveniente non da poco: andare incontro al caos, alla fragile terra di mezzo fra il falso sé e il proprio vero Sé. Dicendo questo non voglio scoraggiarti dall’intraprendere o proseguire un cammino spirituale. Ma è anche bene disfarsi delle illusioni e delle false aspettative, che come sempre agiscono da ostacoli. In questo articolo parleremo degli effetti collaterali della consapevolezza e di come aprire gli occhi alla vita significhi aprirli anche agli aspetti dolorosi di essa. Chi percorre seriamente un percorso spirituale aspira alla Verità e, come si dice spesso, la verità fa male. E per poterla raggiungere bisogna disfarsi di tutto ciò che è falso.

Il lato oscuro della spiritualità e la notte oscura dell’anima

Avrai sicuramente già sentito parlare della notte oscura dell’anima. Tale termine è prevalentemente di origine cristiana e, riferito ai santi, indica il periodo di passaggio dal mondo dell’ego e delle illusioni al mondo reale e alla santità. Si tratta di un periodo di caos e profonda incertezza, che, oserei dire, ha molto a che fare con la perdita delle (false) certezze del mondo mentre non si è ancora arrivati a raggiungere il traguardo spirituale. In pratica, c’è un periodo nel quale le illusioni crollano, le vecchie sicurezze si incrinano e ciò assume le forme di una dolorosa perdita, quasi di un lutto.

Quando le certezze crollano, la verità su di noi e sulla vita è a pochi passi da noi, ma non possiamo raggiungerla finché ci aggrappiamo ancora al vecchio e non troviamo il coraggio di fare un salto nel vuoto. Fare un salto nel vuoto implica una profonda fede. Ma prima di cadere nel buio vogliamo avere certezze… ma il terreno dietro di noi cede, mentre quello davanti a noi è completamente oscuro e non sappiamo che cosa ci aspetterà… La resistenza è forte e l’urlo di disperazione dell’ego, che vuole rimanere attaccato alla rupe delle sue illusioni, ci lacera.

Spesso è la vita a spazzare via il regno delle illusioni

Quando ti accorgi che il mondo non può rispondere ai tuoi reali bisogni, che ogni fonte di felicità esterna è temporanea, che tutte le sicurezze e le cose di questo mondo sono destinate a finire in breve tempo, quando realizzi ciò nel profondo, l’insensatezza di tutto rischia di impadronirsi del tuo cuore e ti sembra di toccare il fondo, un fondo lurido e fangoso. Ti senti tradito da tutti, ti chiedi perché diamine hai combattuto per tutta la vita, per quale motivo ti alzi tutti i giorni se in fondo nulla è importante… E allora puoi scegliere la depressione oppure il salto nel vuoto, verso l’unicità, la genuinità, la spontaneità, che però sembrano ancora fantasmi inesistenti e nascosti nel regno del non essere.

Spesso è la vita a metterci di fronte a questa dolorosa consapevolezza. Certi eventi tragici o certe sfide dell’esistenza spazzano via l’ipocrisia, il falso amore, la falsità, il comfort e le sicurezze fasulle e bugiarde, le convinzioni insensate e limitanti. E fanno emergere un oceano di colpa, di rabbia, di emozioni che sgorgano incontrollabili ed esplosive. Magari ci rendiamo conto di non essere mai stati davvero amati, oppure di essere stati noi a non aver amato. Oppure apriamo gli occhi a una verità sconcertante che noi stessi avevamo tenuta nascosta in uno scrigno sigillato per paura di affrontare la realtà.

La spiritualità conduce dal regno dell’abisso alla verità

La spiritualità serve un po’ a prevenire tutto questo un po’ ad andare dentro il fondo dell’abisso, ma questa volta andarci apposta. Non perché mossi da un inguaribile impulso masochistico, ma perché spinti dal desiderio inesauribile di scoprire la verità o, meglio, la Verità. Spesso la spiritualità è un canale di sfogo proprio a quella serie di momenti-no che altrimenti ci porterebbe sicuramente proprio nell’orlo di quell’abisso. E in questo caso la spiritualità può essere una grandiosa occasione. Ma è spesso un modo per sfuggire da se stessi ed evitare l’incontro con l’ombra, con il nulla eterno, con la parte più profonda di noi e del reale.

Ciò accade quando si vuole vivere la spiritualità dimenticandosi del suo lato oscuro, che è poi il lato oscuro della vita, quello per cui bisogna passare fino in fondo, senza sconti, per potersi risvegliare a una nuova esistenza. La spiritualità può prevenire molto dolore, perché quando si va incontro alla verità e alla dissoluzione delle illusioni lo si fa più o meno consapevolmente, sostenuti da delle pratiche, da dei principi, da delle intenzioni. Ma se la spiritualità può prevenire molto dolore, non può e non deve affatto essere una via di fuga da questo dolore, che al contrario deve essere abbracciato e vissuto fino in fondo, perché solo così può essere trasmutato in un’energia superiore.

La spiritualità distrugge le false speranze

La spiritualità non è una storia di consolazione, non è una favola di speranza. Al contrario, la spiritualità deve distruggere le speranze, perché le speranze sono illusioni, frutto dell’attaccamento, e nascono dalla paura di affrontare la verità. Ecco perché è difficile abbandonare le illusioni e il mondo vecchio per aprirsi al nuovo: perché ciò implica abbandonare la speranza – la falsa speranza – per aprirsi a quella vera, che è fede e dedizione incondizionata alla realtà di sé e delle cose. E, si sa, un uomo senza speranza è un uomo morto: e, per quanto sia doloroso dirlo, così deve essere. Bisogna morire per rinascere. E la morte è la paura più grande, perché significa annullamento, distruzione totale e annientamento.

La notte oscura dell’anima, il lato oscuro della spiritualità può essere riassunto proprio con una parola agghiacciante: morte. Non può esserci illuminazione, non può esserci vera pace senza che il vecchio muoia per lasciare spazio al nuovo. Il nuovo è sempre lì, immacolato e puro, eppure impenetrabile, perché è dall’altra parte della barricata, inafferrabile da parte di chi non ha avuto il coraggio di lasciarsi alle spalle il fagotto del passato. Siamo così affezionati a quel fagotto perché lì dentro c’è sempre stato il nostro cibo, i nostri strumenti di sopravvivenza, i nostri ricordi più cari e le nostre certezze indubitabili.

Il lato oscuro della spiritualità e la dissoluzione dell’ego

Il lato oscuro della spiritualità consiste nel lasciar andare l’ego. Ciò è un’esperienza tanto liberatoria ed entusiasmante quanto tragica e dolorosa. Infatti l’ego, il tanto demonizzato ego, è stato il nostro compagno di vita per un tempo lunghissimo, anzi è stato la nostra identità, le sue illusioni sono state le nostre certezze e le sue barriere sono state la nostra protezione e il nostro comfort. Gettare via le maschere, le posizioni dell’ego, l’orgoglio, la paura, la colpa e la vergogna, liberarsi insomma dei propri mostri e demoni è un processo spesso doloroso, che scatena una lotta interiore inesorabile ed estenuante.

Non dev’essere necessariamente così: tutto il dolore non viene dall’avanzamento spirituale, ma dalla resistenza a esso. Questa è una verità fondamentale, forse consolatoria. Non consola certo la parte egoica, ma il nostro sé più profondo sa che la sofferenza è in fin dei conti essa stessa un’illusione e che noi non possiamo essere feriti e rimaniamo invulnerabili e al sicuro in ogni occasione, anche quando l’intero castello di illusioni crolla dietro di noi. L’ego è una macchina da battaglia, ma il tuo vero Sé è un genitore accogliente, che non deve combattere l’ego – altrimenti scenderebbe al suo stesso livello – ma accogliere il suo dolore e i suoi gridi di guerra facendoli sprofondare nel silenzio della tua presenza.

Gli effetti collaterali della spiritualità

Gli svantaggi di “vedere troppo”

Il lato oscuro della spiritualità ha molto a che fare anche con la visione. Quando avanzi spiritualmente, accade che ti doti di “nuovi organi di senso”, di “nuovi occhi per vedere”. Diventi più intuitivo. Ma soprattutto vedi più in profondità. Vedi la bellezza e la perfezione. Ma vedi anche la falsità, l’ipocrisia, le false forme di amore. E ciò in molti casi può disgustarti. In questo caso non permettere che la tua stessa saggezza diventi un coltello puntato contro di te. Ricorda che anche le false forme di amore sono delle richieste di aiuto di individui bisognosi o inconsapevoli spiritualmente.

La spiritualità rende insopportabile il tuo ego

Inoltre la spiritualità può rendere insopportabili certi atteggiamenti tuoi e degli altri. Se per esempio hai sempre indossato delle maschere, vorrai gettarle tutte a una a una perché le sentirai sempre più scomode e indossarle sarà come appiccicarti un liquido viscoso sulla pelle o addirittura soffocarti con le tue stesse mani. Ti renderai conto che sei tu la causa della tua sofferenza, che dentro di te c’è odio nei confronti di te stesso e un senso di colpa esistenziale apparentemente inesauribile, che ti farà arrabbiare spesso con il tuo ego. Il modo migliore per affrontare l’ego, però, ricorda, è trattarlo come un bambino bisognoso di affetto e non come una bestia odiosa.

La spiritualità può svuotarti di senso e rivoluzionare la tua vita

Spesso ti troverai costretto a cambiare abitudini, routine o addirittura a rivoluzionare il tuo stile di vita, perché man mano che la tua consapevolezza si espande, più certe cose diventano intollerabili o semplicemente insensate. Certe cose che facevi solo per abitudine scompariranno dalla tua agenda. Non sarai più motivato a fare molte cose, come cercare successo, denaro, relazioni superficiali, e ciò da un lato può essere liberatorio, dall’altro può farti sperimentare un certo senso di vuoto e apatia. E soprattutto potrai avvertire una sensazione strana come se tutto fosse privo di senso, non saprai che cosa fare e dubiterai del tuo lavoro, delle tue relazioni e di tutta la tua vita.

Non saprai chi e che cosa seguire

La spiritualità spesso mette in dubbio le tue certezze consolidate e potrebbe esserci un periodo in cui non sai più chi seguire, di chi fidarti, ma allo stesso tempo non sei ancora riuscito a connetterti con il tuo cuore per seguire esclusivamente la sua voce. Così, metterai in discussione le autorità, gli stessi guru spirituali, non sarai più tanto sicuro delle tue posizioni. Ciò è ugualmente liberatorio, ma è anche un’esperienza che ti spalanca ancora una volta le porte del caos. Tutte le tue credenze, infatti, si sgretoleranno una dopo l’altra. E sarai combattuto tra il bisogno di certezze e conferme e il brivido della libertà e dell’indeterminatezza.

Emergeranno con forza conflitti e demoni dall’inconscio

Un altro aspetto fondamentale del lato oscuro della spiritualità è l’emergere di elementi dell’inconscio che spesso possono spaventare. Possono riemergere vecchi traumi, paure non superate, conflitti irrisolti. Insomma, i mostri che abitano la tua psiche faranno capolino. Solitamente essi agiscono indisturbati, manipolano i nostri comportamenti nelle forme più disparate, impadronendosi di noi sfruttando la nostra distrazione. In pratica, di solito i nostri meccanismi inconsci sono inosservati. Quando lavori su di te e ti osservi, ovviamente non puoi non notare certe cose. E non puoi fare a meno che emergano le cause profonde di certi tuoi comportamenti.

E soprattutto accade che inizi a vedere molti tuoi meccanismi sotto una nuova luce, in virtù della tua consapevolezza superiore. In questo modo, sembrerà che molti tuoi difetti o problemi aumentino. Ciò avviene semplicemente perché diventi consapevole di più cose, non perché in effetti stai peggiorando. In alcuni casi può anche darsi che la tua osservazione dia energia a certi meccanismi, apparentemente peggiorandoli. Ma se avrai un po’ di pazienza e continuerai con il lavoro interiore, quegli schemi perderanno rapidamente potere su di te.

La trappola dell’ego spirituale

Spesso, anzi quasi sempre, accade di sviluppare un ego spirituale. Improvvisamente o gradualmente, diventi più giudicante nei confronti di tutti, un po’ perché non sono spirituali, un po’ perché la tua consapevolezza che aumenta ti fa vedere il marcio del mondo. Quando infatti lavori per lasciar andare certi tuoi meccanismi, oltre a vederli in te stesso, potresti vederli più accentuati anche negli altri. In questo caso ricorda che stai solamente proiettando e che è il caso di tornare a lavorare su di te e non di rimuovere i difetti degli altri!

Come affrontare il lato oscuro della spiritualità

Fortunatamente, il lato oscuro della spiritualità può essere affrontato in modo efficace. Innanzitutto, la spiritualità non è solo un processo di dissoluzione, ma anche un processo di costruzione. Permette di costruire nuovi atteggiamenti, in primis la fede e la dedizione alla verità, che ci aiutano proprio a rimanere saldi sui nostri piedi e centrati nel nostro cuore mentre il caos e l’ignoto si spalancano di fronte a noi. Consente di creare attitudini come la gentilezza amorevole, la compassione, di coltivare emozioni superiori, di dare vita insomma a un nuovo io sempre meno impregnato di paura di morire e sempre più intriso di qualità divine.

Insomma, la spiritualità ti consente di costruire o, se preferisci di riscoprire, la tua anima. E l’anima può fare da ponte fra il vecchio e il nuovo, non nel senso che trova un compromesso tra i due, ma nel senso che ti offre un riparo mentre le illusioni rovinano dietro di te. La tua anima ti offre un centro, che corrisponde alla tua pura coscienza, nella cui profondità c’è un mare di pace e di perfezione, indissolubilmente unito al divino universale. Ricorda inoltre che tutte le paure, la sensazione di vuoto e di disperazione, il caos e la confusione sono fasulle: sono solamente delle ombre dell’ego. Quando il caos o la depressione vengono a farti visita, ricorda di sorridere e di non farti impadronire da essi.

Rimani centrato nel tuo essere

Rimani centrato nel tuo essere. Non rimanere in balia delle onde delle emozioni. Per quanto possa venirti paura di essere travolto, il tuo centro è indistruttibile. Quando ti sembra di cadere, recupera il centro. Non è il centro a traballare, ma la tua fiducia in esso. Se non ti fidi, ti sembrerà di essere divorato dalle onde, ma non è così. E anche se sembra così, puoi sempre tornare a te stesso, nel tuo nucleo di pace e sicurezza. E da lì puoi guardare le onde delle emozioni scorrere senza fartene assorbire. Attorno a te può esserci anche un film horror terribile, ma tu rimani comunque lo spettatore che non può essere toccato dalle vicende sullo schermo.

Abbraccia l’ignoto con fiducia ed entusiasmo

Ciò che sta dall’altra parte della barricata, oltre il regno delle illusioni, fa paura. Fa paura perché è un grosso punto interrogativo. Infatti è indeterminato, indefinito, senza forma, persino vuoto. Insomma, è l’ignoto. Ma ricorda che i mostri popolano solo la tua immaginazione, quindi puoi stare certo che non li incontrerai nella realtà. Puoi incontrare solo le proiezioni che tieni nella tua mente. Se mantieni tali proiezioni, esse in un modo o nell’altro si materializzeranno. Quindi non devi sfuggire l’ignoto, ma semmai lasciar andare i tuoi demoni e le tue paure.

E devi sviluppare fiducia nell’ignoto. E magari un pizzico di entusiasmo e di eccitazione. Perché, in fin dei conti, il terreno dell’ignoto è il campo della libertà. E quindi della felicità e della gioia di vivere. O, se preferisci, dell’illuminazione. Se l’ignoto ti fa paura, abbraccia quella paura, sorridile se riesci. Non lottare contro di essa, perché non faresti altro che rischiare di renderla reale. Anziché farti prendere dalle fantasie autodistruttive create dalla paura, scegli tu che cosa incontrerai, crea tu le tue immagini. Magari saranno false pure quelle, ma è pur sempre meglio inventare una favola piuttosto che credere a una inventata da un bugiardo. Perché sì, la paura è bugiarda e non puoi permetterle di prendere il posto dell’inventore. Sei tu il creatore.

Vivi la spiritualità con leggerezza

Vivi ogni aspetto della tua vita con leggerezza. La stessa spiritualità non deve essere vissuta con angoscia. Non c’è alcuna ragione per cui dovresti prenderla troppo sul serio. In particolare, non prendere sul serio i demoni che emergono dal tuo inconscio. Perché è vero che quando la tua consapevolezza aumenta emergono con più forza i mostri interiori. Ma è altrettanto vero che la consapevolezza ti permette di gestirli al meglio, con il dovuto distacco, senza cadere preda dei loro giochi ingannevoli.

Il lato oscuro della spiritualità in sintesi

In breve, la spiritualità ha un lato oscuro che spesso viene sottovalutato. Ti invito anche a non cadere nell’errore opposto di esagerare il dolore che dovrai provare. Per un periodo anch’io mi son fatto prendere dalla paura di affrontare chissà che cosa, sabotando i miei progressi o comunque creandomi inutili paranoie. Ricorda che tu sei il re del tuo regno e che non ci sono forze esterne superiori a te: anzi, non ci sono nemmeno forze esterne, poiché tutto è dentro la tua coscienza! In ogni caso, invito anche chi considera la spiritualità come una passeggiata senza alcun ostacolo a lasciar andare i suoi preconcetti.

La spiritualità è incontro con la propria luce ma anche con la propria ombra, è apoteosi della propria parte divina, ma anche emersione della parte più bassa, è dissoluzione dei conflitti interiori ma anche sorgere di battaglie non sempre semplici da risolvere. La spiritualità è un cammino verso il risveglio, ma prima di essere illuminati dal sole della salvezza è necessario passare per lo stretto tunnel dell’oscurità, spesso sostenuti solamente da una flebile luce che ci raggiunge a malapena.

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