Come guarire il tuo bambino interiore

Come guarire il tuo bambino interiore

Dentro ognuno di noi c’è un bambino impaurito, capriccioso, terrorizzato, arrabbiato. Un po’ perché non abbiamo ricevuto un’educazione perfetta e talvolta abbiamo subito dei veri e propri traumi. Un po’ perché abbiamo un ego che per sua natura soffre di un senso di vuoto, vive di paura e versa in un costante stato di mancanza ed è a tutti gli effetti un bambino. Sta di fatto che questo bambino interiore spesso si mette a scalpitare, a fare le bizze, a lamentarsi. Ha bisogno di essere ascoltato e compreso. Ha bisogno di una presenza amorevole che lo accolga e lo ami incondizionatamente. Eppure troppe volte mettiamo a tacere la sua invocazione di aiuto, il suo urlo di dolore e di paura e non siamo in grado di rispondere con la gentilezza e l’amorevolezza di cui ha bisogno. Ma come guarire il tuo bambino interiore?

Come evitare di reprimere la sua vocina che talvolta diventa un pianto? Ma come impedire allo stesso tempo di essere dominati dalla parte bambina? E come gestire il dolore interiore, i traumi che affondano nell’infanzia? Come prendersi cura di quella parte di noi che ha bisogno di affetto ma allo stesso tempo è sempre insoddisfatta, impaurita, incerta? Come guarire il bambino interiore dalle sue ferite? In questo articolo risponderemo proprio a queste domande. Guarire il proprio bambino interiore è uno degli aspetti più importanti del percorso di crescita psicologico e spirituale. Oltre a incontrare la nostra ombra per integrarla, non possiamo infatti fare a meno di entrare a contatto con la nostra parte bambina e le sue richieste, i suoi dubbi, i suoi dilemmi e le sue paure.

Come guarire il tuo bambino interiore

Vorrei prendere spunto da una citazione straordinariamente ricca di valore e di significato di Chiara Trabalza:

Un abbraccio alla bambina che ero, timida e insicura. A quella bambina delicata e sensibile che ha pianto, ha sofferto, si è sentita sola. Un abbraccio alla donna che sono diventata, testarda e imperfetta ma sempre sincera, guerriera con il cuore sempre troppo scoperto. Alla donna che sta cercando di perdonarsi e che non smette mai di sognare. Per la donna che sono, per tutto l’amore che ho dentro, per le mie vittorie e le mie sconfitte, per tutte le volte che mi sono rialzata, per tutti i mostri che ho affrontato. Un abbraccio alla bambina che sono ancora e che sarò sempre, con le favole nel cuore e mille sogni dentro gli occhi.

Chiara Trabalza

In questa citazione è riassunto l’atteggiamento con cui devi approcciarti al tuo bambino interiore: con amorevolezza, gentilezza e un fare accogliente. Un bambino che riceve l’affetto di cui ha bisogno può crescere in modo sano. Diventa sicuro di sé, capace di sognare e di lottare per realizzare i suoi sogni, diventa lui stesso amorevole. Insomma, smette di essere bambino e diventa adulto e infine genitore. Non accade sempre così. Anzi, il più delle volte rimaniamo con una parte immatura, che lotta contro la parte adulta, mentre la parte adulta mette a tacere il bambino dentro di noi. E nelle relazioni famigliari emerge spesso questa dinamica di conflitto interiore, proiettato dolorosamente all’esterno.

L’ingrediente fondamentale per prendersi cura della parte bambina

L’ingrediente fondamentale per guarire il tuo bambino interiore è fare ciò che un genitore amorevole dovrebbe fare nei confronti del suo bambino: amarlo incondizionatamente, accettarlo nella sua totalità, accogliere le sue richieste, talvolta dire di no fermamente ma sempre con amore, fargli crescere le ali dandogli la giusta libertà, non soffocandolo ma neanche lasciandolo in preda alla sregolatezza, dargli indipendenza e sicurezza, provvedere ai suoi bisogni con cura, accogliere il suo pianto e le sue emozioni, comprendere appieno le sue paure, i suoi capricci, le sue esigenze, essere presente in modo totale e incondizionato, pronto all’ascolto e al dialogo genuino e aperto, senza giudizio né aspettative.

Un vero genitore ha guarito il proprio bambino interiore o almeno è sulla strada di guarirlo. E in questo caso un figlio può essere proprio l’occasione migliore per dare amore anche alla propria parte bambina. Per diventare uomini o donne abbiamo bisogno di prenderci cura della parte bambina, abbracciandola con affetto. Perché è da quell’abbraccio accogliente e amorevole che può scaturire un individuo completo, che poi tornando indietro col tempo, può immaginare di tornare ad abbracciare con affetto il suo essere bambino insieme al suo essere adulto, con gratitudine e amore. E se integreremo perbene la nostra parte bambina, di essa rimarrà soltanto – o prevalentemente – la sua giocosità, la sua fantasia creativa e sognante, la sua spontaneità e la sua gioia spensierata.

Il solo modo di rimanere bambini

Se proprio non vogliamo smettere di essere bambini, perlomeno dobbiamo scegliere quest’ultimo tipo di bambino, che è poi quello che esprime il suo massimo potenziale perché protetto, amato e accolto incondizionatamente. Questo è il solo modo di rimanere bambini. Il nostro bambino interiore, se abbracciato con calore e amore, dà i suoi frutti e diventa tutt’uno con noi, non più bambino ma neanche adulto, perché è oltre le definizioni e le categorizzazioni. E così dentro di noi non ci sarà più separazione, conflitto tra una parte matura – o che si finge tale – e una immatura, tra un adulto e un bambino, un genitore e un figlio, perché l’amore avrà reso uno ciò che all’inizio era separato.

E alla fine ci rendiamo conto che essere veri bambini – spontanei, genuini, sinceri, sognanti – è anche essere veri adulti e che un bambino amato nella sua interezza è anche un adulto che ama incondizionatamente. A quel punto, avremo “guarito” il nostro bambino interiore. Più che una guarigione, è anche in questo caso un’integrazione, cioè un processo di accettazione interiore e accoglimento, di perdono ed estensione dell’amore, di conoscenza di sé e di connessione. Il bambino interiore fa parte del nostro inconscio, è una porzione del nostro essere e merita di essere accettata integralmente, senza rifiutarla perché immatura, insicura, timida, narcisista, arrabbiata, ferita.

Il bambino interiore è un seme che può diventare una meraviglia

Infatti è proprio dal germoglio immaturo che nascono i fiori più belli. Il bambino interiore, quindi, non è solo il residuo dell’infanzia, con tutti i suoi traumi e ricordi dolorosi. No, è molto più di questo. È anche – o soprattutto – un seme di cui prendersi cura e da innaffiare con dedizione per far crescere una pianta bella e originale. Il bambino interiore non è una figura statica, che sta lì sepolta nel nostro inconscio. È una parte viva di noi, che chiede rispetto e comprensione, e soprattutto chiede di essere trasformata in qualcosa di più potente. Il bambino interiore ha dentro di sé una forza verginale, un’energia pura e incontaminata. È un seme che può diventare una meraviglia.

La sua energia spesso ci disturba. Infatti il bambino vuole crescere, ma se è frenato, inibito, represso, messo a tacere bruscamente, fa sentire il suo urlo. Non dobbiamo ignorare la parte di noi capricciosa, non dobbiamo rifiutare i nostri impulsi etichettandoli come malvagi, socialmente inaccettabili, perversi o semplicemente immaturi. La cosa che più distrugge il bambino e gli impedisce di crescere è il giudizio. Perché il giudizio crea conflitto e separazione tra te e il tuo bambino, tra te e te stesso, creando inutile dolore. E allora devi accettare il tuo bambino interiore, i suoi disagi e i suoi traumi, le sue paure infantili e assurde, i suoi lamenti insensati e il suo pianto puerile.

Lascia andare i traumi del passato

La tua parte bambina va amata e accettata, ma non va assecondata a priori. I suoi lamenti e il suo pianto vanno accolti amorevolmente, ma certo non ti metterai a credere alle storie che il tuo bambino ti racconta. Le sue storie di mostri, le sue fantasie e le sue paure sono fantasmi privi di significato. Immagina che cosa succederebbe se un bambino convincesse la madre che i suoi incubi notturni sono reali. Tu devi essere il genitore, non puoi permetterti di mescolarti troppo con il bambino. Al contrario, deve essere il bambino a mescolarsi con te, per via del tuo amore e delle tue cure. Ma non puoi tu mescolarti alle sue fantasie senza senso.

E allora quando il tuo bambino ti parla dei suoi traumi, non credere alle sue storie. Ricorda che l’unica cosa di cui un bambino ha bisogno è AMORE. Non ha bisogno che si risolvano a uno a uno i suoi traumi. Non necessita di essere ascoltato per filo e per segno mentre racconta le sue fantasticherie. Ha solamente bisogno di una madre accogliente e presente. Quindi lascia andare i tuoi rancori, non attaccarti ai traumi del passato, non condannare le tue figure educative. Tu infatti hai il potere di guarire ORA il tuo bambino interiore, semplicemente dandogli l’amore che non ha ricevuto. Non farti prendere dalle sue storie di vendetta, rabbia, lamentela, altrimenti farai il suo gioco. Semplicemente, AMA il tuo bambino. Ogni trauma è una mancanza di amore, che può essere riempita solamente con amore, il tuo amore.

Guarisci le tue ferite

Il tuo bambino interiore è pieno di ferite, di dolore e sofferenza. Questo non lo possiamo negare. Ma tu non devi identificarti con quel dolore. Piuttosto, devi lasciare che la tua presenza di genitore amorevole riposi su quelle ferite dolorose e le accolga. Smetti di soffermarti sui singoli traumi, su come la tua educazione abbia influito su come sei ora, su come potrai sanare le tue ferite e rimediare al dolore che ti è stato inflitto. E semplicemente scegli di guarire ora quelle ferite, con amore e cura, in silenzio e tranquillità. Le ferite guariscono nel silenzio, non nel chiasso di chi cerca le cause, le ragioni ultime, le soluzioni.

Più cerchi di rattoppare le tue ferite, di raddrizzarle, di mettere in ordine la tua persona, più rendi grossi e irrisolvibili i tuoi traumi e i tuoi problemi. Ma basterebbe che affidassi tutto al tuo cuore, che ha una cura per tutto. Non c’è bisogno di analizzare ogni singolo trauma, anzi focalizzarsi sul passato è in gran parte una perdita di tempo. In ogni caso, il passato si manifesta nel qui e ora, i traumi e le ferite emergono nel presente. E l’unico modo per guarirle è accettarle senza giudizio, lasciarle andare, lasciarle dissolvere alla luce della propria presenza amorevole e non giudicante. Il tuo bambino interiore, ripeto, ha semplicemente bisogno di un genitore che lo ami incondizionatamente, non che si metta ad analizzare tutte le sue storie, le sue lamentele, le sue ferite.

Come guarire il tuo bambino interiore tornando a sognare

Ma se vuoi proprio ascoltare le fantasie del tuo bambino interiore, c’è un solo modo per farlo: assecondare quel bisogno di uscire dagli schemi, di pensare in grande, di fare progetti, di sognare, di creare dal nulla. Nel tuo bambino interiore c’è una mole di energia creativa nascosta. Il più delle volte è un’energia repressa, calpestata. Infatti difficilmente abbiamo avuto modo da piccoli di esprimere appieno il nostro potenziale. E allora il momento di sognare e di creare è oggi. Non domani, non ieri. Anziché rimpiangere ciò che ti è stato impedito di fare nell’infanzia, anziché focalizzarti su come sei stato condizionato negativamente, ricostruisci il tuo io, ricomincia da capo, mettiti a fantasticare. Proprio come quando eri bambino e la tua immaginazione non aveva limiti.

Ma questa volta avrai la possibilità di mettere a punto i tuoi progetti e realizzare le tue fantasie, perché accanto all’immaginazione del bambino avrai con te la maturità dell’adulto, la capacità di concretizzare i sogni, di creare per davvero. Smetti di credere nei condizionamenti. Di’ a te stesso: “Da oggi il mio passato, la mia infanzia non hanno potere su di me: il potere è nelle mie mani“. E semplicemente inizia a sognare e a costruire. Quanto ai traumi, al dolore del passato, ai condizionamenti, magari rimarranno lì per un po’. Ma tu non preoccupartene: lasciali andare, non attaccartene, non dare loro un potere che non hanno. Focalizzati sul presente e abbraccia il tuo futuro, lontano dagli spettri del passato. Ricorda che l’unico potere che il passato ha è quello che tu gli dai. Non cedere alla tentazione di fare la vittima.

E scegli di guarire il tuo bambino interiore amandolo, e magari abbracciando le sue fantasie e i suoi sogni.

Come gestire il tuo bambino interiore nel migliore dei modi

Occupati del tuo bambino interiore, ma non preoccupartene troppo. Una madre amorevole si prende cura del suo piccolo, ma non lo soffoca, non ne è ossessionata. Altrimenti la relazione diventa impossibile, la connessione si sfalda e nasce una prigione. Non far diventare iperattivo il tuo bambino interiore. Lasciagli solamente lo spazio affinché possa sentirsi compreso. E limitati a fare l’unica cosa sensata: illuminarlo con la tua presenza e dargli amore. Smetti di giudicare la tua parte bambina, smetti di percuoterla e di calpestarla, ma smetti anche di farti devastare dai suoi lamenti. Lascia che il tuo cuore ti consigli saggiamente che cosa fare. Non fidarti quando il tuo bambino si impadronisce della tua mente per creare disordine e scompigliare tutto con le sue paure e le sue aspettative infantili.

Infatti il tuo bambino interiore rimane pur sempre un bambino. A meno che non sia così amorevole e gentile da trasformare quel bambino in adulto e far scaturire una meraviglia. Se vuoi che il tuo bambino interiore diventi una meraviglia, nutrilo pazientemente, senza aspettarti nulla, accogliendolo nella quiete. Fai sprofondare il suo grido di dolore nel silenzio, non inascoltato, ma accolto dalla tua presenza amorevole, che sa come tranquillizzarlo. E soprattutto non cadere nell’errore di pensare che debbano essere gli altri a prendersi cura del tuo bambino. Non aspettarti che ci sia qualcuno che ti comprenda, che ti ami, che ascolti i tuoi bisogni e le tue paure. Sii tu a fare questo lavoro, perché in questo modo guarirai te stesso.

Il tuo bambino interiore è l’espressione di un vuoto di amore

Questa è forse la parte più difficile: tutti vogliamo compensare la nostra mancanza di affetto, l’amore che non abbiamo ricevuto da piccoli e che invece avremmo voluto ricevere. E per riempire quell’amaro senso di vuoto costruiamo relazioni di dipendenza, disfunzionali, nelle quali l’uno colma le lacune dell’altro senza però amarlo davvero. Una relazione sana ha bisogno di amore vero, quello che sgorga dal cuore e non chiede di guarire, di occuparsi delle ferite dell’altro. Purtroppo nessuno può guarirci al posto nostro e il compito di prendersi cura del bambino interiore spetta a noi. In fondo infatti il bambino interiore non è che l’espressione di un vuoto di amore che deve essere colmato.

E a colmare quel vuoto puoi essere solo tu. Verità amara e dura da accettare, ma ineluttabile. Bisogna provare quel dolore bruciante sulla propria pelle, il dolore della ferita del bambino interiore che si riapre, per comprendere che solo noi possiamo guarire noi stessi con l’amore del nostro cuore. Il bambino interiore, solo e abbandonato, grida di dolore e disperazione quando viene rifiutato . E quella sensazione angosciante di essere abbandonati rimane dentro di noi e si affaccia nelle relazioni, per esplodere bruscamente con un boato assordante di tanto in tanto. E quando quella ferita che si pensava rimarginata riemerge, è proprio lì che è messa alla prova la nostra capacità di essere genitori di noi stessi.

Come affrontare il dolore del bambino interiore

Così torniamo sempre lì: a quel vuoto di amore che deve essere colmato. Ed ecco che proprio quando ti senti solo, ferito, abbandonato, terrorizzato, in preda all’angoscia e alla disperazione, proprio lì devi amarti incondizionatamente. Devi accogliere il grido di dolore del tuo bambino interiore, devi cullarlo tra le tue braccia mentre si divincola furiosamente, devi calmare il suo pianto ininterrotto, devi avere il coraggio e la pazienza di abbracciarlo mentre è tutto agitato. Questo è un ritratto tragico, ma in fondo il bambino interiore è solo un bambino, che esagera le sue ferite e fa di tutto una questione di vita e di morte. Quindi non devi credere alla sua pazzia. Certo, essere abbandonati, lasciati soli o anche solo giudicati, è un dolore atroce.

Questo non possiamo negarlo. Anzi, negarlo significherebbe voler rendere tutto semplice, mentre la verità è un’altra: il dolore del bambino interiore lo sentiamo bruciare sulla nostra pelle, ed è un dolore così intimo che sembra il nostro. E separarcene è davvero difficile. Spesso sembra che non ci sia modo di riparare a quel vuoto di amore che emerge in corrispondenza di una separazione, un abbandono, una rottura – ma che in realtà era sempre stato lì, solo un po’ nascosto e represso, negato o ignorato, ma mai sciolto. A questo punto, solo affidandoci all’amore del nostro cuore, alla sua saggezza ed energia divina possiamo trovare pace. E solo così possiamo guarire quel bambino interiore, scoprendoci individui completi, maturi e adulti. E possiamo diventare pienamente genitori di noi stessi.

Affidati all’amore del tuo cuore

Il cuore, sempre lui, è la soluzione ai nostri problemi. Lui può guarire il nostro bambino interiore perché è pieno di amore. E l’amore è l’unico ingrediente di cui esso ha bisogno. Affidati sempre al tuo cuore, e fallo in particolar modo nei momenti in cui il dolore diventa più intenso e la ferita dell’abbandono si riapre. Ma se puoi, non aspettare che il dolore diventi cocente. Intervieni non appena quella ferita esistenziale dà anche solo il minimo segno di riaprirsi. Non dare la colpa a nessuno, perché in fondo il bambino interiore soffre di mancanza di amore non per l’affetto che non ha ricevuto, ma per quello che tu ti rifiuti di dargli. Il bambino interiore ha bisogno del tuo amore, non di quello degli altri.

Assumiti la responsabilità del tuo dolore e semplicemente lascialo andare. Non devi fare molto. In realtà non devi fare niente. Devi solo smettere di dare energia a quelle false storie di vittimismo e di lamentela. Puoi farlo ora. Puoi farlo subito. Non devi aspettare a domani o a chissà quale tempo. Gli strumenti per guarire te stesso dal senso di vergogna, di inferiorità, di inadeguatezza, sono lì con te. Il tuo cuore te li darà appena tu vorrai usufruirne. Qualunque sia il modo in cui non ti senti amato, qualunque sia la matrice del tuo dolore e la forma in cui si esplica, la soluzione rimane sempre e solo l’amore.

Studia il “carattere” del tuo bambino interiore e i suoi punti deboli

Ti può essere utile fare un certo lavoro di consapevolezza in merito al tuo bambino interiore per poterlo gestire al meglio e affrontare il suo dolore nel migliore dei modi. Un bambino interiore è per definizione ferito e bisognoso di affetto. Ma la sua mancanza di amore può esprimersi in vari modi. Ad esempio, dentro di te possono esserci sensazioni di inadeguatezza, inferiorità, colpa e vergogna. Oppure rabbia, desiderio di vendetta, rancori. Il bambino interiore può essere più impaurito che arrabbiato o più arrabbiato che impaurito, ma in generale è entrambe queste cose. Si sente solo, ha paura di essere abbandonato o rifiutato da un momento all’altro e per questo vive nella paura, nella colpa, nella depressione oppure nel narcisismo ferito e vendicativo, magari costruendo maschere di orgoglio per nascondere la sensazione di non essere nulla.

Com’è il tuo bambino interiore? Si deprime facilmente? Si arrabbia spesso? È impaurito? Si sente costantemente minacciato? Trova il punto debole – o i punti deboli – del tuo bambino interiore. Quale “carattere” ha il tuo bambino? È permaloso? Lunatico? Rancoroso? Sii onesto con te stesso nel farti queste domande, perché solo guardando alla tua parte bambina con la massima onestà puoi entrare in connessione con essa e cominciare ad accoglierla, amarla e infine guarirla. E una volta che hai “studiato” il tuo bambino interiore, affidati ancora all’amore del tuo cuore, perché sciolga quel senso di inadeguatezza, quella rabbia, quella vergogna, quel cumulo di traumi dolorosi e apparentemente senza soluzione.

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Ti consiglio il libro: “Guarisci il tuo Bambino Interiore. Un invito ad acquisire una visione della vita equilibrata e ottimistica per superare i traumi infantili e le difficoltà nella vita di relazione” di Rokelle Lerner