Come usare gli altri come specchio

La legge dello specchio insegna che ciascuna persona che incontriamo è una parte di noi, sulla quale proiettiamo tanto i nostri pregi quanto i nostri difetti. L’esterno riflette infatti fedelmente l’interno. Ciò vuol dire che per conoscere noi stessi, in particolare le nostre parti più profonde, basta guardare all’esterno. Ma che cosa vuol dire esattamente riconoscere questa verità? In altre parole, come possiamo usare gli altri come specchio? Infatti è facile trasformare la legge dello specchio in un’altra credenza mentale o addirittura in un’arma da scagliare contro gli altri. Ma come ci si può servire di questa legge in maniera costruttiva, al fine di evolvere psicologicamente e spiritualmente? In questo articolo cercherò di rispondere a questa domanda e di dissolvere i dubbi che potrebbero sorgere in merito all’applicazione della legge dello specchio.

Che cosa vuol dire esattamente che “gli altri sono il nostro specchio”?

Prima di capire come servirsi della legge dello specchio, è necessario comprendere che cosa significhi esattamente riconoscere che gli altri sono il nostro specchio. A questo proposito, devi innanzitutto adottare una prospettiva soggettivista? Che cosa vuol dire? Significa che, almeno per il momento, devi abbandonare la visione comune in base alla quale là fuori ci siano degli individui separati da te. Tale punto di vista ordinario è chiamato dualistico ed è quello adottato dalla scienza e dalla maggior parte delle persone sul pianeta. Questa prospettiva prevede che ci siano tanti Io separati, e tu ti identifichi con una piccola parte del tutto, e il mondo ti appare esterno alla tua coscienza. Al contrario, la prospettiva non dualistica e soggettivistica afferma che c’è un’interconnessione fra tutte le identità personali e ciò che appare come esterno è solo una proiezione della tua coscienza.

Ora non voglio soffermarmi sulle possibilità epistemologiche e filosofiche di questa prospettiva. Ciò non è importante ora, come non è importante dimostrarne la validità. Apriti semplicemente alla possibilità che questa prospettiva sia vera, al di là delle sottili questioni filosofiche alla base. Con ciò non ti sto dicendo di non mettere in dubbio questa prospettiva, ma piuttosto di presupporre con un esperimento mentale che sia vera. Solo facendo così puoi comprendere appieno il funzionamento della legge dello specchio. E a questo punto è facile capire anche che cosa significa che gli altri sono il nostro specchio. Essendo gli altri una proiezione della nostra coscienza, ne deriva che ciascuno di loro rappresenta una parte del nostro subconscio, cioè una parte di noi. Dopotutto, questo è vero all’interno di un sogno ordinario, per cui come possiamo escludere a priori che non sia vero anche su questo piano?

Degli esempi per capire come gli altri sono delle parti di te

Per capire meglio come gli altri sono delle parti di te, ti faccio alcuni esempi. In questo momento sto scrivendo questo articolo e ho in mente alcune persone che potrebbero leggerlo. Se penso che lo leggerà uno scienziato, questo potrebbe rispondere con determinate obiezioni. Se lo leggerà una persona interessata alla spiritualità e al lavoro su di sé, potrebbe trovarsi d’accordo. E se lo leggerà un filosofo potrebbe controbattere in qualche modo. Se lo leggesse un mio famigliare, potrebbe essere felice dell’articolo oppure trovare delle critiche. Infine, se lo leggesse una persona religiosa, potrebbe addirittura rimanere sconvolta per le potenziali eresie presenti! Tu stesso, che stai leggendo ora, rappresenti dal mio punto di vista una parte di me (allo stesso modo in cui io rappresento per te una parte di te!) Ora, immagina che queste varie persone leggano effettivamente il mio articolo e rispondano in vario modo.

Ogni persona che dà la sua opinione, sia positiva che negativa, rappresenta per me uno specchio. Che cosa significa in questo caso? Significa che il filosofo o lo scienziato che risponde, tu che stai leggendo, la persona religiosa o l’individuo spirituale, il mio famigliare o amico dicono qualcosa di me. Certo, dal loro punto di vista essi stanno proiettando qualcosa che appartiene loro, ma io ora non sono interessato alle loro proiezioni, quanto a come potrei aver attratto un determinato commento e che cosa quel giudizio potrebbe significare. Se ad esempio una persona mi critica, tale persona rappresenta una parte di me che non è soddisfatta dell’articolo. E se vado in profondità, trovo sicuramente quella parte di me. Se un intellettuale contraddice ciò che sostengo io, egli rappresenta i miei dubbi sull’argomento. E se qualcuno si complimenta con me, egli rappresenta la mia parte soddisfatta e contenta.

Come le persone che incontri ti rivelano chi sei

Le persone che incontri ti rivelano chi sei. Nel mio caso, se andassi in fondo a valutare come le varie persone che commentano sono delle parti di me, potrei ottenere informazioni non solo in merito all’articolo, ma in merito a elementi molto più profondi. Se per esempio ricevessi costanti critiche e giudizi negativi, ciò dovrebbe invitarmi a riflettere sulla possibilità di essere continuamente duro con me stesso (non certo sarei una povera vittima di un mondo che non mi capisce e non mi vuole bene!). Al contrario, se i commenti fossero per la maggior parte genuinamente positivi, ciò potrebbe confermarmi che sono positivo nel rapporto con me stesso e col mondo. Potrebbe apparire a prima vista un gioco fantasioso, ma in realtà usare la legge dello specchio è davvero un’enorme opportunità di crescita.

Quindi anche il più piccolo incontro diventa in tal modo un’occasione per lavorare su di sé. Se una persona ti supera improvvisamente in coda, anziché maledirla, provati a chiedere come può rappresentare una parte di te e che cosa ti può insegnare. Del resto, tale individuo è dentro di te, quindi dovrà avere in qualche modo qualcosa a che fare con te? Certamente, altrimenti non lo avresti incontrato e non ti avrebbe superato. Se ti supera in coda, c’è necessariamente un motivo. Come può qualcosa accadere a caso? E se anche accadesse a caso, il caso sarebbe una forza molto più magica e meno spiegabile razionalmente di un mondo ordinato in cui tutto ha una ragione. Quindi, anziché dare la colpa al caso o alla persona, vedila letteralmente come una proiezione della tua coscienza, che è lì per qualche motivo ben preciso.

Come usare gli altri come specchio

A questo punto la questione si sta definendo. Mi rendo conto che non sia affatto semplice, per questo cercherò di fornirti delle indicazioni il più possibile puntuale su come usare gli altri come specchio. Ecco alcuni consigli:

Abituati a vedere gli altri dentro di te

  • Per prima cosa, abituati a vedere gli altri dentro di te, invece che all’esterno. Devi abituare la tua mente ad adottare una prospettiva non duale. Immagina dunque di essere un sognatore immedesimato in un personaggio e che gli altri sono sognati da te. Non preoccuparti del fatto che gli altri effettivamente abbiano una loro identità personale e no, tranquillo, ciò non ti farà cadere nel solipsismo. Il solipsismo afferma che tu puoi essere sicuro della tua sola esistenza in quanto individuo, la non dualità sostiene, al limite, che ci sia un’unica sostanza cosciente, che si separa in individualità distinte, senza però perdere la sua unità originaria. Ma non preoccupiamoci troppo di tali questioni, anche perché non porterebbero (al momento) da nessuna parte. Confida semplicemente nel fatto che questa prospettiva è molto più funzionale alla tua crescita rispetto a quella ordinaria. Se tutti siamo Uno, tutto cambia radicalmente e le possibilità diventano infinite e sono davvero stupefacenti!

Riconosci gli altri come parti di te

  • Per abituarti a vedere gli altri come parti di te, ti può aiutare richiamare alla mente le persone che conosci, in particolare quelle che vedi quotidianamente. Ora che le visualizzi, riesci a riconoscerle come non separate da te? Dopotutto, in questo momento sono dentro di te, almeno come immagini mentali.
  • Ora che hai svolto questa “operazione di riconoscimento“, puoi iniziare a usare gli altri come specchio nella “vita reale”. Ora che il tuo partner è una parte di te, come la mettiamo? Sei ancora disposto ad arrabbiarti con lui/lei? Tieni conto che se l’altro è una parte di te, arrabbiarti con lui significa sbattere la testa contro il muro. Che senso ha rivolgere la rabbia verso di te? Che cosa potrebbe insegnarti il tuo partner con il suo comportamento che non sopporti? In altre parole, qual è la parte di te che non sopporti, che non accetti, che ti fa arrabbiare? Cercala e la troverai: il tuo partner sta lì a indicartela. Sta a te smettere di puntare il dito all’esterno per guardare dentro di te.

Come usare la legge dello specchio: lavorare sulla negatività

Adesso non ti resta che usare la legge dello specchio quando vuoi, in particolare ogni volta che succede qualcosa di spiacevole in una relazione:

Assumiti la responsabilità di tutta la negatività che vedi negli altri

  • Assumiti la responsabilità di ogni fastidio, disagio e negatività che proietti all’esterno. Rifletti su come vedi le persone che ti circondano, su quali pregi e quali difetti ti sembra di vedere negli altri e riconosci che tutto ciò è una tua proiezione. L’esterno è una mappa fedele dell’interno: se fuori vedi solo marciume, mi dispiace ma quello è, senza offesa, il tuo marciume, sul quale devi lavorare! Viceversa, se fuori vedi che tuto è perfetto e meraviglioso, buon per te: significa che dentro di te c’è un paradiso! La maggior parte di noi si trova in un punto a metà strada tra il vedere il marcio in tutto e l’essere consapevoli della perfezione dell’intero universo. Dove vedi bellezza, pregi e positività, lì è riflessa la bellezza del tuo spirito. D’altra parte, laddove vedi bruttezza, difetti e negatività, lì è riflesso il tuo buio, ciò che non accetti di te, ciò che non ti riesce di sopportare.
  • Chiediti sempre per quale ragione provi fastidio di fronte a una certa persona o comportamento. Non farti ingannare dalla mente quando vorrebbe dare tutta la colpa a quella persona insopportabile. Quando non sopporti qualcuno, c’è qualcosa in te che non sopporti. E quando giudichi qualcuno, sei duro verso te stesso. Quando non perdoni qualcuno, non stai amando te stesso.

Le persone che incontri sono tue maestre di vita

  • Ricorda che ciascuna persona che incontri è un tuo maestro e ha sempre qualcosa da insegnarti. Anzi, sono proprio i tuoi “nemici”, ovvero le persone che rifiuti, disprezzi o non sopporti i tuoi grandi maestri. Ecco perché Gesù diceva: “AMA I TUOI NEMICI“. Amando i tuoi nemici, integri le parti di te che tendi a rifiutare, quindi completi te stesso, smetti di alimentare il conflitto dentro di te e in questo modo guarisci le tue ferite. Puoi anche intendere la legge dello specchio in questo modo: gli altri mostrano le tue ferite, per questo le persone sembrano farti soffrire, ma in realtà non fanno altro che far emergere il tuo conflitto, il buio dentro di te che deve essere portato alla luce.
  • Proprio chi sembra il tuo nemico più acerrimo, è in realtà il tuo amico più intimo. Ora forse ti sembra impossibile, ma quando riconosci che il marcio che attribuisci a lui/lei è roba tua e inizi a lavorarci sopra, può avvenire un miracolo: dentro di te un nodo si scioglie, nel tuo cuore si apre uno spiraglio di amore. E quella persona che tanto odiavi diventa una benedizione, e i tuoi sentimenti verso di lei cambiano all’improvviso (talvolta più gradualmente). Se lasci andare il tuo odio, il tuo giudizio, le tue percezioni errate, e inizi a vedere con gli occhi del cuore. E quando guardi col cuore, ti si apre un nuovo mondo.

Lasciar andare

  • Per l’appunto, quando riconosci il buio dentro di te, devi lasciarlo andare. In altre parole, devi smettere di resistere, di attaccarti alla negatività, di difendere le tue posizioni. Decidi di rinunciare a quel senso di vendetta che provi quando non perdoni qualcuno. Rinuncia al risentimento. Abbandona il giudizio: è davvero così difficile sopportare quella persona? E’ così difficile accettarla nella sua perfezione? No, non lo è: devi però rinunciare al succo velenoso del tuo ego, a quel piacere malsano che provi nel criticare, nell’avere ragione, nell’essere risentito o offeso, nell’essere una vittima.
  • Lasciar andare, ricorda, è solo in apparenza un sacrificio. In realtà, esso è la porta per accedere a una dimensione più elevata, armoniosa e gioiosa. Sta a te scegliere se accontentarti di una misera soddisfazione egoica o se elevarti a tale dimensione di pace e amore. Sì, è una questione di scelta. Attaccarti alla negatività significa condannarti a sofferenza e miseria. Rinunciare a essa è la chiave per accedere alla fonte della vera soddisfazione e della gioia. Come puoi pensare di illuminarti se porti rancore dentro di te, se non perdoni qualcuno, se ti attacchi al giudizio e alla critica?

Come usare la legge dello specchio con le varie persone

In base alla persona che ti trovi davanti, la legge dello specchio potrebbe essere applicata in maniera leggermente diversa. Infatti, ciascuna persona rappresenta una determinata parte di te. In particolare, le persone che ti stanno più vicine sono le tue parti più profonde. E purtroppo spesso è proprio nella profondità del subconscio che risiede la negatività più nera. Non è un caso che persone profondamente amate dal pubblico sono odiate dai loro famigliari o partner. Senz’altro è nella dimensione domestica e nell’intimità o vicinanza che emergono i lati oscuri di noi. Ciò spiega anche come sia possibile che persone giudicate rispettabilissime dai loro conoscenti si ritrovano a uccidere il loro coniuge o un famigliare, lasciando a bocca aperta tutti.

D’altra parte, le persone più lontane rappresentano spesso le parti migliori di noi, per cui spesso diventano nostre amiche o persone con cui amiamo trascorrere il tempo. Oppure persone di cui ci innamoriamo, salvo poi iniziare a convivere per scoprire i reciproci lati oscuri… Non è sempre vero che le persone a noi più vicine sono più difficili da sopportare e quelle più lontane sono più facili da apprezzare. Ma è così in linea di massima. Chiaramente in pochi ammetterebbero di amare un amico più del proprio partner… In ogni caso, ora vorrei darti alcuni consigli su come usare la leggge dello specchio con le varie persone.

Come usare la legge dello specchio con i genitori

I genitori rappresentano in assoluto le parti più profonde di noi. Ciascuno di noi ha dentro di sé un padre e una madre interiori. Essi sono il risultato dell’interiorizzazione delle figure genitoriali, processo che inizia in tenera età. Spesso quando sentiamo la voce nella nostra testa, sono i nostri genitori interiori a parlare, per avvisarci di possibili minacce, o viceversa per invitarci dolcemente ad andare avanti a testa alta. Si potrebbe dire che la voce nella nostra testa è profondamente influenzata dai nostri genitori, e lo sarà fintantoché non mettiamo in dubbio i nostri programmi e le nostre credenze radicate nel subconscio. Dato che i nostri genitori rappresentano una parte enorme di noi, che ci influenza anche quando essi non sono fisicamente presenti, è utile chiederci com’è il rapporto con i nostri genitori per far emergere eventuali fastidi, risentimenti, paure che nutriamo nei loro confronti.

Quindi, come usare i nostri genitori come specchio? Ti do un consiglio lapidario: lavora su di te finché non riesci ad amare incondizionatamente i tuoi genitori. Ciò significa che devi accettare qualunque loro rimprovero, qualunque loro critica, qualunque loro comportamento che giudichi insopportabile. Non importa se hai 15 oppure 50 anni: i tuoi genitori sono sempre i tuoi genitori. In particolare, potresti notare che non sopporti certi loro rimproveri perché fanno emergere tue insicurezze. Potresti essere indipendente economicamente, ma la cosa più importante è essere emotivamente indipendenti dai genitori, e cioè non aver bisogno della loro approvazione, del loro sostegno e soprattutto che si comportino a modo nostro. Inoltre, se provi risentimento per come sei stato educato, se pensi di non aver ricevuto abbastanza amore, se non li perdoni per qualcosa, assumiti la responsabilità di questi tuoi disagi.

Come amare incondizionatamente i tuoi genitori

Riconosci che il problema è dentro di te, smetti di proiettarlo all’esterno. Non risolverai la situazione nutrendo ancora rancore. Ricorda che il risentimento verso i tuoi genitori è odio verso te stesso. Se non riesci ad accettare qualcosa di loro, rinuncia alle tue prospettive. Lascia andare il tuo fardello di negatività e apriti all’amore incondizionato. Ogni disagio è un tuo problema: è così, te lo garantisco. Anche se sembra vero che alcuni problemi che hai adesso siano un prodotto della tua educazione e della tua infanzia, rinuncia a queste tue convinzioni. Esse potevano avere una qualche utilità o verità quando eri piccolo, ma ora devi assolutamente disfartene. Il rapporto con i tuoi genitori ti dà una prova di quanto sei evoluto spiritualmente: oltre ad amarli incondizionatamente, dovresti arrivare a essere completamente spontaneo con loro, non avere segreti, essere pienamente gioioso in loro presenza.

Come usare la legge dello specchio con gli altri famigliari

Gli altri famigliari sono ugualmente parti importantissime di te. In particolare, i tuoi fratelli e/o sorelle sono spesso dei tuoi alter ego. In altre parole, riflettono fedelmente te stesso o molti tuoi comportamenti e parti del tuo carattere. Ciò che invidi di tuo fratello è ciò che vorresti di lui ma non hai. I giudizi che proietti su tuo fratello sono in realtà giudizi che rivolgi a te stesso. Tuo fratello è letteralmente un altro te stesso. L’amore che provi nei confronti di tuo fratello è quindi una misura precisa dell’amore che provi per te. Se ti puoi fidare di tuo fratello, significa che ti fidi di te stesso. Se odi tuo fratello, odi letteralmente te stesso. Qualora non accettassi totalmente tuo fratello, staresti rifiutando te stesso.

Quanto agli altri famigliari, la questione è diversa in base alla persona e in base al rapporto di vicinanza. In generale, si potrebbe dire che i figli rappresentano i nostri desideri più inconsci: infatti su di essi proiettiamo le nostre insoddisfazioni, per cui spesso li vogliamo perfetti e li tormentiamo con i nostri bisogni. Quanto agli altri famigliari, essi rappresentano con una certa accuratezza il grado con cui accettiamo noi stessi. I loro giudizi spesso hanno un peso importante e avere più o meno paura del loro giudizio è spesso una misura della nostra autostima. Ogni parente rappresenta una parte del subconscio ben precisa, ma solo il singolo individuo può ricavarla in base ai casi concreti.

Come usare gli altri come specchio: amici e colleghi

Gli amici rappresentano spesso le parti migliori di noi. Dopotutto, si frequenta una persona perché si sta bene con lei, giusto? I nostri amici hanno spesso in comune con noi dei pregi, che noi inconsciamente riflettiamo e riconosciamo in loro. Ma si tratta comunque di nostri pregi. Frequentare i tuoi amici sapendo che essi riflettono i tuoi pregi, vuol dire diventare consapevole del buono che c’è già in te. Se consideri un tuo amico simpatico, dentro di te c’è una parte di te che è simpatica: perché non coltivarla? Se apprezzi il suo umorismo, fai crescere l’umorismo e l’autoironia dentro di te!

I colleghi di lavoro sono invece rappresentano quella parte di noi che vuole competere piuttosto che collaborare o, viceversa, collaborare invece che competere. L’invidia che provi nei loro confronti è una misura di quanto sei competitivo, ambizioso, desideroso di risultati. La gioia che provi nel passare il tempo insieme è la misura della tua umanità, del tuo spirito altruista e collaborativo. Se giudichi costantemente i tuoi colleghi, probabilmente sei molto critico anche verso te stesso.

La legge dello specchio applicata ai conoscenti e… ai passanti

Con i conoscenti e le persone con le quali passi poco tempo, potresti sorprenderti di trovare delle qualità importanti. Anche qui ricordati che si tratta delle tue qualità. Se invece noti qualcosa di positivo in un passante, non trascurare di riconoscere quel pregio come tuo! Ma se ti viene da giudicare uno sconosciuto, ricorda che quel difetto fa parte di te…

Conclusioni su come usare gli altri come specchio

I vari consigli che ti ho proposto sono solamente indicativi. Infatti non c’è limite all’applicazione dello specchio e ciò che conta più di tutto è la tua esperienza individuale. Per ogni persona gli altri rappresentano parti specifiche spesso non facili da mettere in luce. Ciascuno deve andare in profondità dentro se stesso per riconoscere le parti di sé riflesse all’esterno. Quindi è sempre opportuno non prendere per buono nulla, ma sperimentare sulla propria pelle la legge dello specchio in tutta la sua grandezza. Un ultimo consiglio: non ossessionarti con il cercare di scoprire tutte le parti di te nascoste nelle persone che incontri. Piuttosto, usa la legge dello specchio nelle occasioni in cui provi disagi e proietti negatività all’esterno. E usa gli altri come misura del tuo amore, della tua apertura e positività.

La legge dello specchio è utile ogni volta che vorresti dare la colpa agli altri, accusarli, condannarli per i loro difetti, per ricordare che quella spazzatura che stai indicando all’esterno è roba tua. Chiaramente si tratta di una verità dura da accettare, ma un guerriero spirituale è in grado di riconoscere qualunque cosa in nome della propria crescita. Grazie per la lettura! Fammi sapere che cosa ne pensi nei commenti. Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato sui contenuti del Sentiero della Realizzazione!