Come diventare padrone della tua mente

Come diventare padrone della tua mente

Come diventare padrone della tua mente? C’è un modo per smettere di essere dominato dalla mente per tornare finalmente a renderla un nostro strumento? Puoi padroneggiare la mente in modo da attrarre ciò che desideri? Esiste la possibilità di scegliere che cosa pensare e di far tacere la voce nella testa? E si può programmare la mente in modo da creare la realtà interiore ed esterna che vogliamo? La risposta a tutte queste domande è: sì. Possiamo diventare letteralmente dei “maghi”. Un vero mago non è chi manipola forze ed energie misteriose, ma colui che è arrivato a dominare i suoi corpi fisico, emotivo e mentale e può dunque servirsene per creare la propria realtà.

Non c’è nulla di strano in tutto questo. In ogni momento noi creiamo la nostra realtà. L’unico problema è che generalmente lo facciamo inconsciamente, poiché siamo schiavi della nostra mente. In questo modo si materializza di fronte a noi una realtà che consciamente non vorremmo. Eppure puoi diventare nuovamente il padrone della tua mente. In questo articolo vedremo quali strategie e pratiche adottare e quale lavoro svolgere per diventare dei veri maghi. In questo modo possiamo servirci della legge di attrazione a nostro vantaggio anziché subirne gli effetti. E non dovremo più lamentarci del fatto che l’Universo sembra non rispondere alle nostre richieste.

Come diventare padrone della tua mente

Il primo passo per diventare padrone della tua mente è ammettere di esserne in buona parte dominato. Il livello con cui ciascuno è “schiavo della mente” dipende da numerosi fattori. Ad esempio, chi si trova su un percorso spirituale tende a recuperare potere sulla propria mente. In ogni caso, se vogliamo addomesticare una belva, dobbiamo innanzitutto riconoscere che inizialmente non siamo all’altezza di questo compito. A dire il vero, il potere è sempre stato nostro e la mente è teoricamente sempre sotto il nostro controllo, eppure abbiamo smarrito in gran parte la nostra capacità di “addomesticamento”. Come recuperare questa capacità fondamentale per creare la vita dei propri sogni e vivere in pace e nella soddisfazione?

Essenzialmente, il primo passo da compiere è riconoscere il proprio vittimismo. Puoi trovare qui maggiori informazioni sull’argomento “come smettere di fare una vittima”. Dobbiamo riconoscere i meccanismi automatici della mente con cui proiettiamo la colpa all’esterno, attraverso l’accusa, il giudizio, la lamentela, l’odio e la rabbia. A questo scopo dobbiamo imparare a osservare la nostra mente, a vigilare cioè sui nostri pensieri e sulle reazioni meccaniche dell’ego. Dobbiamo renderci conto del nostro stato di addormentamento: finché non lavoriamo su di noi, non abbiamo praticamente libero arbitrio. Dobbiamo allora sviluppare una certa presenza in modo da creare una distanza tra noi e la mente, per non cadere automaticamente in preda ai suoi meccanismi.

Il fuoco della presenza è risvegliante

La presenza agisce come un fuoco. Tramite l’osservazione “bruciamo” forme-pensiero, credenze ed emozioni, con il semplice atto di diventarne consapevoli. Dobbiamo conoscere profondamente noi stessi, in modo da riconoscere i meccanismi della nostra macchina biologica e non agire automaticamente sotto il loro impulso. Inizialmente, dobbiamo sforzarci di ricordarci di noi e rimanere presenti sull’emozione o reazione meccanica dell’ego mentre sta sorgendo. Non dobbiamo tentare di controllarla, bloccarla o reprimerla, ma semplicemente osservarla. All’inizio, può accadere che ci ricordiamo di noi solo dopo la reazione. In altri casi magari diventiamo presenti durante la reazione: in questo caso possiamo limitarci a osservare il nostro meccanismo e potremo notare che già solo questo modifica l’intensità della reazione.

Più avanti potremo essere presenti prima della reazione. La semplice presenza crea un fuoco che scioglie la nostra “animalità” e ci rende via via sempre più padroni della nostra mente. Infatti essere schiavi della mente significa semplicemente essere addormentati, e cioè non guardare la mente in azione. Generalmente ci identifichiamo con le reazioni della mente, ne cadiamo subito vittima e non abbiamo alcun controllo su ciò che ci succede. Pensiamo di essere noi ad arrabbiarci, giudicare, lamentarci, mentre siamo solamente vittima dei meccanismi della mente. Succede esattamente come in un sogno: quando siamo addormentati, ci sembra di essere i protagonisti del sogno, mentre quando ci svegliamo ci accorgiamo di aver agito sconsideratamente.

Tramite la presenza cominci a risvegliarti dal sonno della coscienza. E torni a diventare il padrone della tua mente.

Strategie per diventare padrone della tua mente

Oltre alla presenza, per diventare padrone della tua mente puoi realizzare alcuni punti importanti. Il primo punto consiste nel creare di riconoscere che tu non sei la mente. Se impari a osservare la mente ciò ti verrà spontaneo. In ogni caso, puoi renderti conto in ogni momento che i pensieri che ti vengono non sono creati da te coscientemente. Infatti la mente è come un “organo” che si preoccupa per la sopravvivenza propria e del corpo. Quando siamo dominati dalla mente, non a caso, siamo costantemente preoccupati per noi stessi, focalizzati sul nostro io, impauriti e minacciati oppure aggressivi e giudicanti. Puoi scoprire facilmente come i pensieri emergono da soli e tu sei colui che sceglie (generalmente inconsciamente) di identificarsi con essi.

Se ci pensi, è assurdo ritenere di essere la voce nella propria testa! Nello stato ordinario di coscienza, la mente che parla crea il senso di identità. Quando ti identifichi maggiormente con l’osservatore, inizi a sorridere alla voce nella tua testa e realizzi che è stato folle considerare di essere i tuoi pensieri! Per “assaporare” il fatto che tu sei la presenza consapevole dei pensieri e non i pensieri, puoi provare alcune pratiche meditative o di ricordo di te. Ad esempio, di tanto in tanto puoi provare a fermare i tuoi pensieri e rimanere per un po’ in silenzio. In quel silenzio si trova la tua presenza, il tuo vero Sé!

Vivi in uno stato di resa

Per diventare padrone della tua mente, una “pratica” molto efficace consiste nel vivere in uno stato di resa. Arrenderci totalmente al momento presente implica eliminare le resistenze della mente e quindi il suo dominio su di noi. Paradossalmente, se vogliamo dominare la mente non dobbiamo controllarla, ma farle fare ciò che vuole, agitarsi e deprimersi quando vuole, mentre noi rimaniamo semplicemente come presenza consapevole, lasciando andare i pensieri e le emozioni che compaiono. Possiamo così imparare a stare in pace anche mentre la mente è agitata e a essere felici anche mentre la mente è depressa. Sembra assurdo che sia possibile una cosa del genere, ma è assurdo fintantoché ti identifichi con la mente e il suo umore diventa automaticamente il tuo stato d’animo.

Arrendersi significa vivere in qualità di osservatore invece che farsi assorbire dai contenuti dell’esperienza, ai quali è permesso di andare e venire liberamente. Noi diventiamo lo spazio accogliente nel quale tutto nasce e muore, senza essere intaccati da ciò che scorre in superficie. Arrendersi profondamente permette di rendere la mente meno attiva e di accedere così a stati più elevati di coscienza, di pace e di amore. Arrenditi al tuo cuore, sciogliti in esso, pregalo, confidati con lui, ascoltalo, rendilo il tuo migliore amico. Se ti arrendi al tuo cuore, anche la tua mente è costretta ad arrendersi, poiché ha bisogno della tua costante attenzione e identificazione per sopravvivere. Quando smetti di nutrire la mente con la tua attenzione, te ne liberi velocemente.

Come sfruttare il potere della tua mente

Più ti disidentifichi dalla tua mente, più torni a esserne il padrone. E a quel punto potrai servirti della legge di attrazione per attrarre ciò che vuoi. A dire il vero, se sei padrone della tua mente non sarai più mosso dagli stessi desideri e sarai in pace e felice a prescindere da quello che succede. In ogni caso, se ti serve davvero qualcosa, essa non tarderà ad arrivare, la attrarrai spontaneamente, senza sforzo. E se vuoi creare la realtà dei tuoi sogni, potrai farlo piuttosto liberamente, poiché non dovrai più fare i conti con i limiti della mente e potrai compiere tutte le azioni necessarie per farlo. Comunque, ti ripeto, ti sarai liberato da tutta una serie di desideri. Infatti normalmente proiettiamo la nostra ricerca di felicità all’esterno.

Ma quando ti liberi della mente, trovi la pace dentro di te e non hai più bisogno che i tuoi vecchi desideri siano esauditi. In ogni caso, ciò che ti serve verrà di conseguenza, in base a ciò che sei diventato, all’abbondanza che hai costruito dentro di te, alla libertà che hai conquistato sottraendoti al dominio della mente. Se ti servirà qualcosa, potrai attrarlo facilmente, anche perché la tua richiesta o il tuo bisogno partiranno da uno stato di completezza e non di mancanza. Quindi svilupperai l’intenzione di avere qualcosa senza attaccamento, ovvero non ti importerà se lo otterrai oppure no. L’intenzione priva di attaccamento è davvero potente nel permetterti di manifestare ciò che vuoi. Ma, per l’appunto, devi liberarti dal senso di mancanza dentro di te che ti spinge a desiderare qualcosa a tutti i costi.

Programma la tua mente dopo averla liberata

Dopodiché, quando diventi padrone della tua mente puoi programmarla a tuo piacimento. Puoi selezionare quali pensieri portare e di conseguenza quali emozioni provare. E dato che la mente controlla il corpo, puoi scegliere di rimanere anche in uno stato di benessere fisico! In generale, puoi nutrire la tua mente con pensieri di amore, abbondanza, ricchezza, compassione, gratitudine. In questo modo anche la tua mente sarà felice (senza che la tua pace sia comunque influenzata dall’umore della mente) e il cervello invierà al corpo endorfine e serotonina. Programmando la tua mente in un certo modo, potrai attrarre la realtà corrispondente al genere di pensieri ed emozioni che provi.

Prima di programmare la nostra mente, è bene che la rendiamo prima una “tabula rasa”. Infatti la mente inizialmente ci è data come un insieme di meccanismi caotici per la sopravvivenza. Se manteniamo dentro di noi questo “mostro” difficilmente potremo programmare la mente con la nostra parte conscia. Dobbiamo prima eliminare i vecchi programmi (poiché non sono nostri eppure ci influenzano pesantemente) e solo poi possiamo eventualmente inserire nuovi programmi per creare una realtà interna ed esterna confacente ai nostri desideri. Se non facciamo prima una “pulizia”, i nostri nuovi programmi tendono a entrare in conflitto con quelli vecchi e a essere dunque poco potenti o addirittura creare ulteriore caos dentro di noi.

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