Come trovare la motivazione per lavorare su di sé

Come trovare la motivazione per lavorare su di sé

Come trovare la motivazione per lavorare su di sé per evolvere in modo rapido, in un mondo frenetico e in cui sembra mancare il tempo? Si può sviluppare un fuoco di passione ed entusiasmo in modo da crescere velocemente e addirittura nella gioia, invece che essere spinti a evolversi dalla sofferenza? E come si può far crescere dentro di sé questa fiamma bruciante, in modo che la sola idea di lavorare su di sé faccia battere forte il cuore? C’è un modo per rendere il lavoro su di sé la priorità della propria vita nonostante tutti gli impegni e le sfide della quotidianità? Come si può trovare un equilibrio tra spiritualità e materialità? E si può crescere nella serenità, con la forza dell’intenzione piuttosto che essere costretti a trasformare sempre piombo, per arrivare direttamente all’oro?

Trovare la motivazione per lavorare seriamente su di sé è possibile. Ed è possibile rendere il lavoro su di sé la propria ragione di vita. In questo articolo vedremo come si può realizzare questo grande obiettivo. Trovare la motivazione per fare qualunque cosa non è semplice. Ci sono numerosi ostacoli che ci portano a procrastinare, sviluppare intenzioni poco chiare e poco risolute, impegnarci in modo superficiale, abbandonare il nostro percorso, prenderlo poco sul serio, viverlo in modo ossessivo, motivarci con la forza dell’imposizione invece che con quella dell’amore, tormentarci con i risultati invece che goderci il viaggio. Per essere davvero motivati a lavorare su di sé è necessaria una dose piuttosto nutrita di motivazione, per cui dobbiamo eliminare ogni ostacolo e trovare il modo di alimentare un fuoco di entusiasmo dentro di noi che non ci lasci immediatamente.

Come trovare la motivazione per lavorare su di sé

L’incapacità di motivarci profondamente a lavorare su di noi è la ragione numero uno per cui non raggiungiamo gli obiettivi che ci siamo proposti e per cui ci sembra di rimanere sempre fermi allo stesso punto. Se dunque ritieni di essere arrivato a un punto di stallo, questo articolo potrebbe esserti utile per aiutarti a ritrovare la motivazione per non demordere e addirittura ricominciare ad avanzare rapidamente sul tuo percorso di crescita. Trovare una motivazione davvero profonda e intensa per lavorare su di sé è piuttosto difficile in quanto la capacità di motivarsi è proprio uno dei risultati che si ottengono nel lavorare su di sé! Quindi ci troviamo di fronte a un circolo vizioso: se vuoi lavorare su di te devi prima motivarti, ma se vuoi motivarti devi prima lavorare su di te!

E a questo punto come facciamo? C’è sicuramente un modo per bruciare di passione ed entusiasmo anche senza aver lavorato su di sé. Sì, il modo c’è e parleremo proprio di questo. Ovviamente seguire questi consigli sarà più facile se avrai già iniziato a svolgere un percorso spirituale. Ma in caso stia partendo dall’inizio, ho una buona notizia per te: puoi ugualmente usufruire di questi suggerimenti. Anzi, se sei all’inizio del percorso, potrai risparmiarti un sacco di tempo e di fatica, poiché potrai evitare gli errori e gli ostacoli di cui ti parlerò nei prossimi paragrafi. Solitamente infatti il lavoro su di sé presenta numerosi ostacoli, che io stesso ho incontrato in prima persona e che vorrei condividere con te in modo da aiutarti a identificarli se ne sei vittima o a evitarli in futuro nel caso in cui non si siano ancora presentati.

Crescere in modo rapido è possibile

In questo modo potrai abbreviare notevolmente il tuo percorso di crescita. Infatti non c’è nessun motivo per stare anni e anni a lavorare sulle stesse cose per avere dei progressi lentissimi. In verità l’evoluzione spirituale non segue un processo lineare e quindi non ha a che fare con il tempo. I guru illuminati dicono che per raggiungere l’Illuminazione non ci vuole assolutamente nulla e ci si potrebbe illuminare in qualunque momento, se solo si avesse il coraggio e la capacità di guardare in profondità per uscire fuori dal tempo e dall’illusione dell’ego. Ma il 99% delle persone non riesce a usufruire di tale insegnamento, perché la nostra mente ci convince che non siamo già illuminati e che dobbiamo fare qualcosa di straordinario o raggiungere qualcosa di assurdo, e ci manipola con una serie lunghissima di credenze limitanti, pensieri, razionalizzazioni…

In ogni caso, se è vero che illuminarsi da un istante all’altro può essere un’impresa per via dell’inganno che la mente gioca su di te, puoi in ogni caso intraprendere un percorso che ti conduca velocemente a risultati inimmaginabili. Il fatto di non illuminarsi da un momento all’altro non ti impedisce infatti di crescere in maniera rapida e veloce! Infatti ti dico una cosa per la quale posso fare da garante: la crescita spirituale non dipende dal tempo, ma dall’intensità della tua dedizione spirituale, cioè dalla volontà con cui vuoi evolverti a tutti i costi, dal fuoco di passione che brucia dentro di te e dalla disponibilità a farti guidare in modo diretto da un’intenzione precisa e focalizzata. In altre parole, dipende da quanto sei un “laser” disposto a tutto pur di raggiungere il tuo obiettivo. Ma come si diventa un laser?

Come diventare un laser per trovare la motivazione per lavorare su di sé

I grandi campioni delle varie discipline hanno un’unica ossessione: diventare i migliori nel loro campo. E per fare questo si focalizzano unicamente sul loro obiettivo, mettendo in secondo piano tutto il resto. Allo stesso modo, se vuoi trovare la motivazione per lavorare su di te e ottenere risultati incredibili in poco tempo, devi puntare al massimo, concentrandosi unicamente sul lavoro su di te. Ciò ovviamente non significa ritirarti improvvisamente a vita privata per dedicarti a meditare tutto il giorno o a svolgere continuamente pratiche spirituali. Il punto non è questo. Il lavoro su di sé infatti non dev’essere al centro delle tue azioni (in parte anche quello, ma questo lo vedremo meglio dopo), ma al centro della tua mente. La crescita spirituale deriva innanzitutto da un’attitudine mentale, è un atteggiamento.

Questo è fondamentale da capire. Infatti il lavoro su di sé è qualcosa di molto sottile. Si tratta prevalentemente di un lavoro di osservazione e consapevolezza, praticamente invisibile. Eppure può portare a risultati straordinari. Ma che cosa serve per arrivare a tali risultati incredibili? Serve, per l’appunto, la giusta predisposizione mentale. Tale predisposizione mentale consiste innanzitutto nel portare nella tua mente solamente l’intenzione di crescere spiritualmente. Essa deve essere il tuo unico pensiero fisso, la tua ossessione. Ovviamente mi riferisco a ossessione in senso positivo, non come tendenza ruminativa del cervello, ma come focalizzazione sul tuo scopo. L’idea è quella di mantenere il tuo focus indirizzato come un laser sull’obiettivo di evolvere spiritualmente.

Focalizzati su un solo obiettivo

Come si fa a focalizzarsi su una sola cosa, mentre ci sono mille altre cose da fare, da gestire, mille problemi e sfide? Questo è il grande problema. Ma non disperare: c’è una soluzione pure a ciò. Essenzialmente, stiamo dicendo che il lavoro su di te deve diventare la tua ragione di vita. E per fare questo devi compiere un lavoro iniziale con cui “fissi” nella tua mente la tua intenzione, gli obiettivi che vuoi raggiungere, i risultati straordinari a cui tendere. E a questo scopo il modo più efficace che ho sperimentato è usare un diario. In breve, ciò che devi fare è prendere un diario cartaceo o digitale, aprire la pagina della data di oggi e fissare in modo chiaro il tuo obiettivo. Qual è il tuo obiettivo?

Ovviamente è risvegliarti più rapidamente che puoi oppure ottenere fantastici risultati nel lavoro su di te o ancora evolverti spiritualmente alla velocità della luce. Una volta che hai selezionato uno di questi tre obiettivi o uno più simile, sii più chiaro in merito a ciò che vuoi raggiungere. Specifica cioè degli obiettivi meno generali. Ad esempio, puoi elencare cinque punti come questi:

  1. voglio trovare la pace interiore;
  2. desidero riempirmi di amore;
  3. voglio attrarre abbondanza nella mia vita;
  4. desidero diventare padrone della mia mente;
  5. voglio diventare maestro nella gestione delle mie emozioni.

Potresti pensare che si tratta di obiettivi troppo elevati. Eppure fissare obiettivi così alti è molto, molto più efficace nel riempirci di entusiasmo e passione. Siamo molto più bravi a perseguire grandi sogni piuttosto che piccole task. In ogni caso, puoi usare la tua creatività per selezionare obiettivi ancora più chiari e specifici, meno generali e più centrati.

Visualizza il tuo obiettivo

Ma ti consiglio sempre di non esagerare con gli elenchi e di non essere troppo specifico, in modo da non perdere il focus sul tuo obiettivo principale. Gli stessi obiettivi che stanno sotto l’obiettivo prioritario (per capirci: i cinque punti che ti ho offerto sopra come esempio) non devono rappresentare una distrazione, ma solo un coronamento dello scopo numero uno. In altre parole, l’unica intenzione che dovrai mantenere in mente sarà quella di evolverti spiritualmente. Ma allo stesso tempo non dovrai ignorare i “sotto-obiettivi”, poiché la mente ha bisogno di lavorare su qualcosa di specifico per fare progressi. In ogni caso, cerca di semplificare il più possibile, in modo da non creare distrazioni e soprattutto per evitare di rendere meno potente il focus.

Ricorda: chi raggiunge grandi obiettivi si pone una sola intenzione in mente e si dedica a essa da quando si sveglia a quando va a letto. Ciò che devi fare una volta fissato l’obiettivo è farlo penetrare profondamente nel tuo subconscio. Per questo scopo puoi usare il potere della tua immaginazione e della visualizzazione: immagina come sarai una volta che sarai pieno di amore, di pace, abbondanza… Immagina come sarai una volta che avrai realizzato tutti gli obiettivi che ti sei posto. Stai attento però a non proiettare nel futuro il tuo sé: immagina di essere ora quell’individuo ideale che stai dipingendo con la mente. Ciò renderà molto più forte e potente la tua intenzione, poiché costringerà la tua mente a credere di stare già vivendo quella situazione. Vivi le scene emotivamente, per alimentare la passione e l’entusiasmo per ciò che farai.

Diventa tutt’uno con la tua intenzione

Idealmente, dovresti visualizzare il tuo obiettivo ogni volta che puoi. In particolare, dovresti farlo quando la tua mente è rilassata e serena, in particolar modo poco prima di addormentarti. Ti serve solo un po’ di forza di volontà per combattere la pigrizia che ti impone di procrastinare la visualizzazione o non farla proprio. Quando non vuoi visualizzare, quello è il momento opportuno per farlo. Se anche non decidi di visualizzare il tuo obiettivo, devi comunque focalizzarti intensamente su di esso, magari rileggendo il diario ogni volta che puoi. Ogni volta che lo rileggi, puoi arricchirlo di dettagli, chiarire i tuoi obiettivi, fare alcuni cambiamenti o precisazioni. In questo modo il tuo focus diventa più tagliente e concentrato.

Non importa esattamente che cosa tu faccia: ciò che è indispensabile è che tu faccia tutto il possibile per diventare tutt’uno con la tua intenzione e farla sedimentare nel tuo subconscio in modo così profondo da renderla la tua ragione di vita. Ovviamente, devi fare ciò solo se sei davvero disposto a evolverti rapidamente e ottenere risultati seri nel lavoro su di te. Dico questo perché in molti casi fissiamo degli obiettivi affascinati dai benefici che potremmo raggiungere; siamo come fulminati dall’impatto delle potenzialità che si schiudono di fronte a noi, e vediamo i risultati ma ci scoraggiamo ogni volta che pensiamo a tutto il viaggio che dovremmo compiere. Se ci facciamo preoccupare dal percorso, significa che non siamo abbastanza interessati a cambiare e in fondo preferiamo la nostra situazione attuale!

La prima grande difficoltà: devi essere disposto a tutto

E qui ci troviamo di fronte al primo ostacolo del lavoro su di sé: sei davvero disposto a lasciarti alle spalle la tua vita? Sei disposto davvero a fare eventuali rivoluzioni nella tua esistenza (dico eventuali perché non è detto che debba cambiare nulla all’esterno, ma in molti casi potresti ritrovarti a dover fare cambiamenti repentini e radicali nella tua vita)? Sei disposto a navigare nell’incertezza e a smettere di aggrapparti alle certezze che avevi sempre ritenuto indiscutibili? E sei disposto a vedere le tue credenze sgretolarsi per lasciare posto a un “vuoto” spaventoso (per quanto tale vuoto sia in realtà la pienezza della pace e dell’amore)? Sei disposto a lasciarti alle spalle amicizie del passato, a cambiare abitudini, a cambiare le persone che frequenti, a diventare “strano” agli occhi della gente?

E sei disposto ad affrontare una crisi senza sapere dove appoggiarti, dove aggrapparti, a chi chiedere aiuto? Non ti voglio spaventare, ma la ragione per cui lavorare su di sé è difficile è che ci costringe ad abbandonare le nostre certezze e se non lo sappiamo rischiamo di finire nel caos. Ovviamente finiremo nel caos solo nella misura in cui saremo attaccati al nostro passato, alla nostra identità e alla nostra vita di un tempo. Non possiamo nascondere che ottenere risultati straordinari nella propria vita implichi dei cambiamenti imprevedibili, in parte all’esterno, ma soprattutto all’interno di sé, con conseguenze ignote. A dire il vero, lavorare su di sé serve proprio a gestire l’ansia, ad affrontare il caos e a superare la paura dell’ignoto. Ma sei davvero disposto a tutto questo?

Il secondo ostacolo a trovare la motivazione per lavorare su di sé: la paura dell’ignoto

Come vedi, l’idea di affrontare l’ignoto ci spaventa. Infatti la nostra mente è fatta per sopravvivere, non per crescere. Dentro di noi c’è un’innata tendenza a rimanere nel comfort, per quanto esso sia in fondo piuttosto doloroso. Ma l’ego preferisce una comoda sofferenza rispetto a una scomoda crescita. L’ego non vuole vivere nel benessere, ma vuole semplicemente sopravvivere, per cui è “tarato” per questo. Quindi se vogliamo crescere dobbiamo in qualche modo “resettare” il nostro sistema interno e “hackerarlo”. E ciò può spaventare ancora di più. Dopotutto, l’idea di riprogrammare un computer (in particolare se questo computer è la nostra mente) non ci lascia pieni di entusiasmo. Piuttosto, ci lascia con l’amaro in bocca e un senso di ansia e angoscia che emerge dal basso ventre e come un demone inizia a possedere tutto il nostro essere.

Eppure ti dico una cosa che può consolarti: la paura dell’ignoto è solamente una paura ancestrale, per cui puoi tranquillamente ignorarla. Fai finta che non esista, o meglio: sappi che a essere impaurito, sconvolto e pieno di ansia non sei tu, ma la bestia che è dentro di te. Se vuoi addomesticare la tua bestia, devi smettere di credere alle sue mosse e identificarti con la sua “animalità”. Se quando lavori su di te ti viene improvvisamente paura, angoscia o depressione e non riesci a identificarne la causa, non preoccuparti: molto probabilmente è l’agonia del tuo ego, e per quanto dolorosa possa essere non può in realtà farti nulla di male. Forse ti sto spaventando ulteriormente… ma se vuoi davvero crescere velocemente, devi essere disposto anche a fare i conti con questo!

Il vero e unico rimedio alle angosce e alle paure per trovare la motivazione per lavorare su di sé

Non si può nascondere che evoluzione spirituale significa saltare nel vuoto. Infatti devi lasciarti dietro la tua vecchia identità senza sapere a che cosa stai andando incontro, e potresti temere di andare verso la dissoluzione, in un vuoto cosmico e pieno di angoscia. Fortunatamente, dopo i primi due orrendi ostacoli, arriva la prima soluzione: puoi aggrapparti a un’unica certezza, che è stabile e indistruttibile, molto più delle false certezze dell’ego (che per l’appunto ti offrono soltanto un falso senso di sicurezza). Qual è quest’unica certezza? Ovviamente è la tua coscienza, la tua sensazione di esistere, la tua presenza consapevole. Essa infatti è indubitabile, colta intuitivamente, sempre presente, senza limiti né forma, per cui puoi affidarti completamente a essa senza alcuna paura.

Anzi, non puoi, ma devi, infatti è ovvio che sciogliere la propria identità passata senza costruire un centro dentro di sé (trovi tutto qui) può non essere tanto sicuro. Se smetti di essere chi sei sempre stato e non sai chi sei, ciò può davvero portarti nel vuoto, e non è questo ciò che vuoi. Per questo è fondamentale coltivare la presenza, ricordarti di te e scoprire chi sei veramente. Anzi, è bene che ti identifichi il prima possibile con la tua vera essenza, in modo da centrarti in modo sicuro e radicarti nel tuo vero Sé prima di essere “divorato” da sfide o paure troppo grandi. Ovviamente, anche tali paure sono false, ma se puoi evitare terrore inutile e gratuito, è conveniente essere prudenti: va bene essere disposti a tutto, ma ciò non significa essere completamente spericolati! Dopotutto non è una gara!

Il terzo ostacolo per trovare la motivazione per lavorare su di sé: la negatività della mente

Per trovare la motivazione per lavorare su di sé è necessario essere consapevoli dei rischi e delle sfide che ciò pone, ma allo stesso tempo non rimanere impantanati nell’idea che gli ostacoli saranno impossibili da affrontare. E qui subentra un altro ostacolo: la tendenza della mente a focalizzarsi sulle difficoltà invece che sui benefici finali e, soprattutto, sulla bellezza del percorso. La mente solitamente si “gasa” all’idea che lavorando su di sé potrà ottenere la pace, la vera felicità e l’amore, l’abbondanza e la vita dei propri sogni. Ma la motivazione dura poco poiché presto la mente si rende conto di che cosa dovrà affrontare. In realtà, la mente non ha idea di come sarà il percorso, ma inizia a immaginare quanto sarà difficile e doloroso e che forse non varrà la pena di faticare per raggiungere risultati che poi non sono nemmeno tanto sicuri o appetibili.

Dopotutto – dice la mente – che cosa sarà mai la pace dell’Essere o l’Illuminazione? E poi – continua la mente – non sto poi così male, e se sto male posso trovare strade più semplici. E dicendo così torna alla stessa vita di sempre, magari dando ogni tanto qualche occhiata a un video di crescita personale o spiritualità, per poi dimenticarsi di tutto in poco tempo. Così l’entusiasmo iniziale scema nel giro di poche ore o pochi giorni, facendoci tornare alla stessa grigia routine. Per evitare questo grande ostacolo, è necessario che ti renda conto di come la mente ti mente completamente: infatti non sa per nulla come sarà il percorso. A dire il vero, lavorare su di sé è (o almeno può essere) il viaggio più gratificante della propria vita. Sì, dico bene: non sono solo i risultati a essere meravigliosi, ma lo stesso percorso è davvero affascinante.

I rimedi alla negatività della mente

Qual è il rimedio alla negatività della mente? Ovviamente è controbilanciare la negatività che emerge automaticamente come reazione inconscia con altrettanta positività. Se la mente ti scoraggia dicendo che non potrai mai affrontare una tua paura, tu lascia andare quel pensiero, riconoscendone la falsità, e scegli di far entrare nella mente un pensiero positivo. Ad esempio, puoi dirti che in fondo tutte le paure sono illusioni e che anche se ora non ti sembra così, ci sarà un momento in cui vedrai chiaramente tale verità e potrai liberarti finalmente della tua paura. Devi smettere di credere alla tua mente, ai suoi giochi di potere e ai suoi inganni.

Oltre a nutrirti da solo di positività, puoi servirti di un amico o una persona che ha già affrontato un percorso spirituale e ha raggiunto un ottimo livello, per cui può motivarti, sciogliere i tuoi dubbi e le tue angosce, dissipare le tue paure e aiutarti a superare i tuoi blocchi. Inoltre, puoi cercare di consumare materiale di spiritualità che sia motivante e non deprimente. In breve, non ti consiglio di leggere o ascoltare video che risvegliano le tue angosce, che parlano di crisi e paure, mostri interiori e sfide, ma di nutrirti di messaggi positivi che ti aiutino ad affrontare gli ostacoli che si presenteranno sul tuo percorso. Ancora, puoi nutrire la tua mente e il tuo cuore di positività e gioia, magari ascoltando musica spirituale, pregando o contemplando la Bellezza.

Coltivare emozioni superiori per evolvere nella gioia

In particolare, se vuoi evolvere rapidamente, è davvero straordinario provare e coltivare emozioni superiori (puoi approfondire qui al riguardo). Infatti un solo momento di commozione può valere come mesi o addirittura anni di lavoro su di sé. In particolare, provare una sola emozione superiore è molto più potente di trasmutare lentamente il piombo delle emozioni inferiori. Personalmente, ho vissuto un’evoluzione rapidissima nel momento in cui ho smesso di pensare a trasformare piombo, piombo e piombo per iniziare a scegliere una strada più gioiosa. In particolare, ho ascoltato musica spirituale mentre pregavo intensamente in un atto di resa affinché fosse aperto il mio cuore e mentre contemplavo la bellezza della musica, sciogliendomi in uno stato emozionale superiore di pace e gioia.

Per entrare in uno stato superiore di fronte alla bellezza è solamente necessaria una certa sensibilità. Inoltre, è fondamentale avere dentro di sé già un qualche fuoco di passione e di dedizione spirituale. E ora vedremo proprio come si può infuocare il proprio essere con tale fiamma in modo da trovare una motivazione profondissima per lavorare su di sé ed evolversi alla velocità della luce (senza uso di sostanze e senza ricorrere a complesse pratiche spirituali). Il risveglio dell’energia spirituale ha infatti molto a che fare con l’intensità del desiderio di risvegliarlo: tale desiderio richiama l’energia e fa salire la Kundalini, iniziando a sciogliere blocchi e a sgretolare forme pensiero a una velocità pazzesca.

Premetto che far salire improvvisamente l’energia può bruciare e addirittura fare male, risvegliare paure ed emozioni dolorose, per cui è necessario aver almeno fatto qualche lavoro psicologico di ripulitura e soprattutto avere un’intenzione spirituale genuina e profonda.

Verifica la qualità della tua intenzione spirituale

Per l’appunto, per prima cosa devi verificare la qualità della tua intenzione spirituale. Ciò è davvero fondamentale, perché l’energia va dove la indirizziamo secondo la nostra intenzione, e su questo non c’è da scherzare. L’intenzione funge da catalizzatore di energia, dice dove questa deve andare: ecco perché all’inizio dell’articolo ho parlato proprio dell’importanza dell’intenzione. Ma ora voglio specificare che l’intenzione non deve essere solo chiara, ma soprattutto genuina e rivolta all’Uno. In particolare, non dev’essere un’intenzione egoica di migliorare se stessi per apparire migliori agli occhi degli altri, essere più potenti o avere successo (anche perché le intenzioni dell’ego non portano quasi mai ai risultati che si propongono, ma più spesso al loro contrario).

Piuttosto, il miglioramento delle relazioni e della vita è un “piacevole effetto collaterale” dell’allineamento spirituale. Ma per l’appunto la cosa più importante è che siamo allineati spiritualmente e cioè scegliamo intenzionalmente di perseguire il Bene e l’Amore, in modo chiaro e autentico. Quindi è innanzitutto necessario allinearci spiritualmente. Per fare ciò possiamo usare la preghiera, la resa o formulare l’intenzione di votarci all’unico Dio, lasciando andare ogni desiderio personale per affidarci all’unica guida e Volontà divina. Possiamo quindi verificare che le intenzioni che eventualmente abbiamo scritto sul diario abbiano alla base una genuina aspirazione spirituale. In tal caso, possiamo essere certi che qualunque cosa faremo saremo guidati dalla Grazia divina e quindi dovremo solo affidarci e non potremo sbagliare.

Affidati totalmente a Dio in un atto profondo di resa

Affidarci a Dio è già una forma potente di apertura del cuore. Nel mio caso ha aperto il cuore abbastanza intensamente da fornirmi in modo quasi immediato un potere intuitivo che mi ha guidato verso realizzazioni sempre più profonde. Se ti affidi alla guida di Dio, la sua guida ti si manifesta e la sua grazia scende su di te, per cui non puoi più avere dubbi che verrai guidato verso il bene. Devi solamente avere il coraggio di ascoltare il tuo cuore invece che la tua testa, poiché solo il tuo cuore può ricevere i messaggi e fornirti le intuizioni e le risposte necessarie per la tua crescita. Ovviamente affidarsi a Dio non è un gesto meccanico: è un atto che nasce dal desiderio di lasciarsi andare interamente e completamente nelle braccia dell’Amore, con tutte le proprie forze e con tutto il proprio cuore.

L’intensità della resa è fondamentale per produrre una profonda apertura di cuore. Tale intensità produce un fuoco (o meglio, risveglia l’energia spirituale già latente in ognuno di noi), che aiuta l’aspirante spirituale a trovare la motivazione per lavorare seriamente su di sé. Qui potrebbe sorgere un dubbio: ma questo fuoco non è piuttosto il risultato di un intenso lavoro su di sé? Per certi versi sì. Ma in realtà il vero lavoro su di sé inizia quando il cuore è già abbastanza aperto da produrre un desiderio fortissimo di lasciarsi andare all’Amore. Il resto è solamente un lavoro di ripulitura. No, sto esagerando. Il lavoro su di sé inizia quando sviluppi un’intenzione chiara e forte, non necessariamente quando ardi di passione e amore, altrimenti saresti già illuminato da subito!

Il vero lavoro su di te inizia quando ardi di Amore

Ma il vero lavoro su di te inizia quando il fuoco di Amore inizia a essere intenso e profondo, a bruciare letteralmente il tuo ego e a scagliarti rapidamente in uno stato di coscienza superiore. L’idea che ti sto proponendo è quella di accorciare i tempi per scioglierti rapidamente nell’Amore, anziché bruciare il tuo ego alla velocità di un bruco che mangia una foglia. Ciò ovviamente è a tuo rischio e pericolo, bada bene. Ma se credi davvero nell’Amore, ti fidi profondamente della sua forza trasformativa e ne hai abbastanza di soffrire e di aspettare, puoi scegliere di abbandonarti al tuo oceano in qualunque momento. Dopotutto, che senso ha prolungare ancora la sofferenza e destinare il tuo ego a una morte lenta e dolorosa, a un’agonia infinita, quando puoi scioglierlo velocemente in forza di una resa profonda e totale?

Certo, ti ho detto che ciò può bruciarti, ma puoi stare certo che se la tua intenzione spirituale è genuina, l’energia dell’Amore andrà a bruciare le cose giuste e tu dovrai solo essere disposto a ritrovarti con meno forme mentali ed emozioni nella tua coscienza, assistendo al processo di sgretolamento e “bruciatura”. Tranquillo, non sentirai puzza di bruciato: al limite avvertirai un certo calore concentrato sui tuoi centri energetici e avere la sensazione di qualcosa che muore. Non identificarti con l’eventuale senso di paura, angoscia o tristezza che sorgono: si tratta solamente del grido dell’ego. Praticamente, è come se stessero morendo i mostri dentro di te, quindi è un processo di rinascita, non certo distruttivo! Mi rendo conto che ciò possa fare un po’ di paura. Se vuoi un approccio più soft, ma comunque veloce, continua a leggere!

Abbandonati a Dio con atti di resa sempre più profondi

Ciò non toglie che sia comunque possibile avere un certo “fuoco” dentro di sé anche appena si inizia a lavorare su di sé. Per sviluppare questo fuoco anziché abbandonarti completamente a Dio in un singolo atto di resa, puoi sciogliere più gradualmente il tuo ego in singoli atti di abbandono e preghiera fatti col cuore, parlando direttamente al tuo cuore (e non a una misteriosa entità trascendente, per evitare di creare una dualità tra te e Dio e contraddire il grande insegnamento che “Tutto è Uno”). Pian piano il fuoco della devozione porta a trovare una motivazione sempre più profonda per lavorare su di sé. Come sempre, non è questione di tempo, ma di intensità del desiderio. Se bruci dal desiderio di scioglierti nell’Amore, come ho scritto nei paragrafi precedenti, puoi scioglierti anche in un istante o in brevissimo tempo.

L’idea potrebbe essere quella di trovare un equilibrio tra una resa eccessivamente profonda e repentina e degli atti di resa privi di intensità. Puoi quindi gestire il desiderio dentro di te, facendo crescere in modo rapido ma graduale il fuoco dentro di te. Ovviamente, nel frattempo che fai questo devi essere disposto anche tu a dissolvere la tua negatività attraverso la presenza e l’osservazione, operando per la trasmutazione del piombo delle emozioni negative nell’oro di quelle superiori. L’ideale è combinare il lavoro di presenza con la disponibilità ad aprire il proprio cuore con la resa e/o la preghiera ma anche contemplando la bellezza e nutrendosi di amore, cercando in questo modo di aprirsi a stati emozionali superiori per arrivare direttamente all’oro.

I “trucchi” per arrendersi velocemente

Dato che trovare la motivazione per lavorare su di sé e soprattutto per arrendersi non è facile, ti propongo alcuni “trucchetti” che possono esserti utili. Ovviamente non si può truccare la propria intenzione spirituale, né far finta di arrendersi in alcun modo! Non è di questo che sto parlando. Quello che voglio dire è, piuttosto, che è possibile favorire o creare le condizioni per accedere a uno stato superiore. Personalmente, ho trovato utilissima la musica per riempirmi di amore e pace e intensificare la mia devozione e volontà di arrendere il mio ego. La musica che ho trovato più utile è stata musica religiosa di ispirazione cristiana e musica spirituale, in particolare i brani di The Celtic Woman (puoi trovare alcune tracce qui) e del giovanissimo soprano Amira Willighagen (puoi trovare alcuni brani qui).

La musica elevata è in grado di portarti in uno stato di coscienza piuttosto elevato in breve tempo, se solo ti apri alla bellezza e ti abbandoni con la giusta intensità e sensibilità. Infatti il grande ostacolo ad arrendersi è il campo di energia di frequenza bassa che solitamente abbiamo attorno a noi per via della tendenza a farci assorbire nella negatività. Se siamo stressati e agitati, come possiamo pensare infatti di pregare, arrenderci o illuminarci? Ovviamente è davvero difficile: o la nostra sofferenza è tanto grande da costringerci ad arrenderci oppure siamo noi a creare volontariamente le condizioni giuste per favorire il nostro ingresso in uno stato superiore. E, sebbene la sofferenza sia una grande maestra, puoi stare certo che sia meglio evolversi nella gioia senza per forza dover toccare il fondo (se non l’hai già toccato)!

Scegli il fuoco della dedizione spirituale

Per l’appunto, esistono essenzialmente due grandi fuochi che producono una trasformazione spirituale: uno è il fuoco della sofferenza, l’altro è il fuoco della dedizione spirituale profonda e intensa. Solitamente, ci serviamo un po’ di entrambi i fuochi. Infatti il solo fatto di essere arrivati a cominciare un percorso spirituale significa che c’è stata abbastanza sofferenza tale da condurci su quel percorso! Dopodiché, un misto di sofferenza e volontà di crescere ci spingono verso l’alto. Tuttavia è facile rimanere arenati a lungo se non c’è abbastanza volontà e dedizione spirituale. Inoltre non sempre la sofferenza viene vista come opportunità di crescita, e ciò purtroppo è vero anche per molti aspiranti spirituali.

Per questo, per evitare inutile ulteriore sofferenza, è più opportuno alimentare dentro di sé una fiamma di dedizione spirituale che porti a crescere in modo consapevole e volontario, magari anche nella gioia (o almeno non divorati e tormentati dalla sofferenza!). Per questo è fondamentale trovare a tutti i costi la motivazione per lavorare su di sé. E in questo articolo ho cercato di offrire una soluzione proprio a questo problema. Ma c’è un ultimo ostacolo del quale non ho ancora parlato e che merita un’opportuna riflessione apposita.

Il problema del tempo e degli impegni

Forse questo è il problema più subdolo. Chi lavora su di sé deve fare i conti con il problema “tempo” e con gli impegni della giornata. In realtà, questo è in gran parte un problema che non si pone, poiché lavorare su di sé significa sviluppare un’attitudine e svolgere pratiche che non richiedono tempo né di ritirarsi a vita privata. Anzi, il lavoro su di sé è tanto più efficace quanto più è applicato nelle situazioni quotidiane e nelle sfide della vita. Soprattutto per le sfide della vita. Al limite, potresti avere il problema del carico psicologico di impegni. Infatti l’idea di aggiungere ulteriori pratiche, sviluppare nuove attitudini, cambiare l’approccio alla vita può essere stressante se si hanno molte altre cose da fare.

A questo proposito può esserti utile ridefinire le tue priorità e fare un po’ di chiarezza nella tua vita. Definisci che cosa vuoi ottenere dal lavoro su di sé, come vuoi svolgerlo, come vuoi integrarlo nella tua quotidianità. Ricorda che il lavoro su di sé non è un impegno: è un atteggiamento verso la vita. Non richiede tempo e per certi versi nemmeno pratica né sforzo, poiché si basa sull’osservazione, il potere dell’intenzione e la consapevolezza, e le stesse pratiche sono solamente dei corollari rispetto a tale lavoro “invisibile”. Quindi non hai scuse e non ti resta che trovare la motivazione per lavorare seriamente su di te!

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