Gli 84 problemi della vita

Gli 84 problemi della vita

Si può smettere di avere problemi? E se sì, come? Sembra quasi impossibile vivere senza problemi. Ognuno di noi, chi più chi meno, si ritrova incastrato in una serie di difficoltà senza soluzione, oppure semplicemente in situazioni complicate e stressanti. Quando tutto va bene sul lavoro, c’è qualcosa che non va nella salute. Quando la salute è perfetta, nasce un problema in famiglia. E quando va tutto bene in famiglia, c’è nuovamente un problema al lavoro. E se la vita fosse fatta proprio per metterci alla prova? Beh, questa è più che un’ipotesi. Noi vorremmo una vita senza problemi. Perché? Perché associamo l’assenza di problemi alla felicità. Ma non c’è nulla di più falso. Anzi, il grosso problema sta proprio qui, come cerca di spiegare il racconto zen “gli 84 problemi della vita”. Qui di seguito trovi il racconto per intero, poi troverai un commento sull’argomento.

Gli 84 problemi della vita

Gli 84 problemi della Vita

‹‹ A un certo punto della sua vita, Buddha si fermò per qualche tempo in un villaggio. Tutti volevano parlare con il grande saggio e ottenere da lui consigli illuminanti. Tra questi, c’era anche un contadino noto per lamentarsi continuamente di quanto la sua vita fosse problematica.

Quando arrivò al cospetto di Buddha, iniziò a elencare tutto ciò che non andava: il maltempo gli rovinava i raccolti, sua moglie era troppo critica nei suoi confronti, i suoi figli non gli mostravano alcuna gratitudine e, come se non bastasse, i suoi vicini erano rumorosi e parlavano alle sue spalle.

Dopo aver terminato la lunga lista di lamentele, il contadino chiese a Buddha una soluzione, un modo per risolvere i suoi problemi.

“Non posso aiutarti”, disse il Buddha. “Ogni essere umano ha tanti problemi, per la precisione 83 problemi. Così è la vita e io non posso farci niente. E sappi che anche se lavori duramente e riesci a risolverne alcuni, non riuscirai mai a risolverli tutti“.

L’uomo, risentito, iniziò a inveire: “Ma allora a cosa servono i suoi insegnamenti di cui tutti parlano?”

Buddha rispose così: “Forse i miei insegnamenti non servono per risolvere i tuoi 83 problemi ma potrebbero servirti a risolvere l’84esimo problema“.

“E quale sarebbe?”

“L’84esimo problema della tua vita è che non vuoi accettare il fatto che avrai sempre problemi“. ››

Storia zen dal web

Come smettere di essere tormentato dagli 84 problemi della vita

In un altro articolo ci siamo già occupati dell’argomento. Oggi vorrei approfondirlo da un lato un po’ diverso. Sembra davvero che sia impossibile sfuggire ai problemi. Come scrive l’autore di Un Corso in Miracoli: “Il mondo è stato fatto in modo tale che i problemi non possano essere sfuggiti” (T.31.IV.2:6). In effetti non c’è modo per sfuggire ai problemi, perché c’è sempre qualcosa che non va, qualche bisogno non soddisfatto, qualche disagio e qualche piccolo fastidio. Per quanto uno possa isolarsi dal mondo pensando di sfuggire da tutti i problemi, non potrebbe riuscire nel suo intento, perché i problemi lo inseguirebbero comunque. Ma che cos’è? Una maledizione?

No, non è una maledizione. Questa è l’essenza della Vita. Essa non vuole che noi impariamo a non avere problemi. Vuole che noi ci evolviamo spiritualmente per essere davvero felici e per essere davvero senza problemi. Ma l'”assenza di problemi” che ci vuole insegnare nella vita è molto diversa da quella che ci aspettiamo noi. Infatti sembra proprio che la Vita voglia metterci i bastoni tra le ruote con sfide a ogni angolo. Perché? Perché vuole che noi troviamo dentro di noi il vero tesoro che risolverà tutti i nostri problemi e ci permetterà di andare incontro a ogni situazione sereni, indenni e nella pace. E qual è questo tesoro interiore?

Il tesoro interiore che “risolve” tutti i problemi

Qual è il tesoro interiore in grado di risolvere tutti “gli 84 problemi della vita”? Ovviamente, è il tuo cuore, il tuo vero Sé, il divino che c’è in te, più semplicemente quel centro di pace e amore che è nel profondo di ogni essere dell’Universo. Quindi l’unico modo per “risolvere” tutti i propri problemi non è cercare una fantasmagorica soluzione esterna, non è raggiungere qualche obiettivo straordinario nel mondo, non consiste nemmeno nell’avere a che fare direttamente con tutti i problemi. La soluzione è trovare quel centro di pace e serenità interiore che dia equilibrio in ogni circostanza e permetta di affrontare ogni situazione con gioia o perlomeno in uno stato di accettazione. Se trovi davvero la pace dentro di te, ciò che un tempo sembrava un problema, diventa semplicemente un’occasione di crescita o, più banalmente, una semplice situazione da affrontare.

Abbiamo problemi perché siamo in balia del mondo, perché lasciamo che l’esterno controlli l’interno. In altre parole, non abbiamo alcuna padronanza di noi e reagiamo compulsivamente agli eventi, perdendo la pace praticamente per ogni cosa, dalle scarpe che non riusciamo a legare alla bocciatura a un esame. Normalmente, il nostro centro è all’esterno. Più propriamente, sarebbe corretto dire che non abbiamo nessun centro, ma semplicemente ci aggrappiamo alle “certezze incerte” del mondo, investendo tutta la nostra identità, felicità e sicurezza nelle relazioni, nelle attività, nelle nostre capacità, insomma nel fare e nell’avere anziché nell’essere. Quando uno dei nostri “centri” viene messo in discussione, sembra che ci stiano portando via una parte di noi: diventiamo gelosi, ci arrabbiamo, ci sentiamo oltraggiati. I “problemi” nascono proprio perché siamo attaccati alle cose del mondo.

Il “distacco” dai problemi

Se smettiamo di attaccarci così tanto al mondo e ci radichiamo nel nostro essere ne beneficeremo enormemente e inizieremo a vedere le difficoltà della vita in maniera del tutto diversa, non più come coloro che le subiscono, immersi in un pantano melmoso senza via di uscita, ma come i testimoni che guardano dall’alto di un monte ciò che accade alle loro vite, senza necessariamente smettere di goderne e di parteciparne, ma con un sereno distacco che ci permetta di mantenere la pace a prescindere da ciò che succede all’esterno. La chiave per affrontare i problemi sta proprio nel distacco da essi. Oltre a radicarci e dimorare nel centro interiore (che è anche un modo per dire “rimanere presenti a noi stessi, connessi con le radici del nostro essere”), possiamo raggiungere questo distacco praticando il non attaccamento, arrendendoci al momento presente e imparando a prendere la vita meno sul serio.

Coltiva il non attaccamento

Se non sei attaccato a nulla, non puoi avere problemi e non puoi soffrire. È proprio la tendenza ossessiva ad attaccarci alle cose, alle persone e alle idee a renderci miseri e sofferenti e a riempirci di problemi. Un problema non è altro che una cosa presa sul serio, qualcosa che diventa una questione di vita e di morte. Se solo ci ricordassimo che in breve tempo dovremo tutti lasciare il pianeta, ci accorgeremmo che è davvero insensato stare a preoccuparsi per qualsiasi cosa. Per quanto un problema possa apparici grave, prima o poi dovremo lasciarci tutto alle spalle, quindi che senso ha insistere a volerlo risolvere in modo così ossessivo? Dopotutto, a farci soffrire e sperimentare una cosa come un problema è proprio l’attaccamento al risultato, ovvero il bisogno ossessivo di vedere la situazione risolta per essere nuovamente in pace.

Non ci rendiamo conto che non è la situazione in sé – che noi definiamo come problema – a farci stare male, ma è la nostra interpretazione di essa a farci perdere la pace. In altre parole, pensiamo di poter ottenere felicità o di rimuovere l’infelicità risolvendo il problema all’esterno. Ma dimentichiamo che in realtà soffriamo perché non vogliamo la situazione che stiamo affrontando. In altre parole, opponiamo resistenza alla realtà, e ciò causa stress e tensione. Allora dovremmo imparare a lasciar andare, ad accettare pienamente il momento presente e ad arrenderci alla Vita. Ciò non significa rassegnarci e smettere di occuparci della situazione.

Arrenditi al momento presente

Anzi, se partiamo da uno stato di accettazione e non attaccamento, saremo molto più propensi a risolvere la situazione in maniera molto più semplice perché la nostra mente sarà molto più chiara e lucida e soprattutto saremo in pace a prescindere dal fatto che affronteremo la situazione con successo oppure no. È davvero così importante risolvere la situazione in cui ci troviamo oppure possiamo rimanere sereni? Ha senso che ce la prendiamo così tanto? Dopotutto, come dice Eckhart Tolle, “il momento presente è tutto ciò che hai“, quindi che senso ha preoccuparti di che cosa potrebbe succedere se non risolverai la situazione? Accetta pienamente ciò che la Vita ha da offrirti nel qui e ora, per quanto quel qualcosa possa sembrare inaccettabile.

Prendi la vita meno sul serio

Impara a sorridere dei problemi. Non c’è nulla che sia davvero così importante. Dopotutto, come ho già scritto sopra, prima o poi dovrai morire, senza che questa sia una minaccia, ma solo una constatazione! Impara a vedere i tuoi problemi dall’alto, con umorismo, da una prospettiva diversa. Non prendere le cose troppo sul personale. Lascia andare l’identificazione con il “personaggio del sogno” e diventa l’osservatore del “campo di battaglia”. Qualunque cosa succeda, tu hai la possibilità di creare un distacco e l’ironia è una delle forme migliori per farlo. Che cosa c’è di spirituale nell’ironia? Beh, credo tantissimo. L’ironia è un’arma straordinaria, perché ti consente di relativizzare, di vedere le cose da un punto di vista più distaccato e soprattutto ti consente di ridere di te stesso.

È comprensibile prendere sul serio la propria vita quando essa è davvero minacciata in questo momento e rischi di essere ucciso da un istante all’altro, ma questa è una situazione piuttosto rara. Per la maggior parte del tempo, i nostri problemi non sono così gravi. Ma la nostra mente tende a ingigantire ogni questione e soprattutto a fare previsioni catastrofiste: se perdiamo il lavoro, ci immaginiamo già sul lastrico a chiedere l’elemosina… Il pessimismo è connaturato nei nostri neuroni, perché evolutivamente ci ha salvato la vita. Ma nelle nostre vite di oggi possiamo lasciar andare queste tendenze paleolitiche! Possiamo imparare a prendere la vita con grazia e leggerezza.

La percezione corretta dei “problemi”

Per risolvere i problemi della tua vita, devi poi imparare a lasciar andare le tue proiezioni. Il solo fatto che tendiamo a definire qualcosa come problema, a dargli questa terribile etichetta, lo rende davvero tale. Siamo noi che trasformiamo una situazione in un problema. Per questo non possiamo pensare di “risolvere” tutti i nostri problemi all’esterno: vogliamo risolvere qualcosa che non c’è, un’idea nella nostra mente. Inoltre se uno dovesse risolvere uno a uno tutti i propri problemi, non finirebbe più, perché una volta risolto uno, ne sorgerebbe un altro e poi un altro ancora, e ancora e ancora. Quindi va rimossa la causa di ciò che sembrano essere i nostri problemi. Infatti i problemi che abbiamo sono solo l’effetto. Che cosa voglio dire con questo? Voglio dire che in realtà noi abbiamo a che fare semplicemente con situazioni.

Il fatto che tali situazioni si trasformino in “problemi” che sono in grado di toglierci la pace dipende esclusivamente da una cosa: la nostra interpretazione degli eventi, che dà vita a una percezione errata del mondo. Se la nostra mente soffre di un errore di percezione, vedremo problemi ovunque. E non dobbiamo essere particolarmente nevrotici per finire in questa situazione: sembra quasi che ognuno di soffra di questa percezione “malata” che lo porta a proiettare problemi ovunque. E qual è la soluzione a questo? La soluzione è smettere di proiettare. E assumersi la responsabilità delle proprie proiezioni. Quando giudichiamo qualcosa come un problema, gli diamo un enorme potere. Per di più, se diamo la colpa al mondo per l’origine di quel problema, diventiamo ancora più vittime.

Arrendi le tue percezioni della realtà

E allora dobbiamo imparare a mettere in discussione ciò che consideriamo una verità oggettiva e assumerci la responsabilità della nostra sofferenza. Ciò non ci eviterà le sfide della vita, ma almeno smetteremo di vederle come “problemi” inestricabili. Ogni volta che ti sembra di avere un problema, ricerca nella tua mente i pensieri che stanno giudicando quella situazione come problema. Sicuramente, troverai pensieri di accusa al mondo e in particolare l’accusa che una determinata situazione o persona ti abbia privato della pace, magari facendoti arrabbiare o facendoti sentire in colpa. Ma a quel punto puoi assumerti la responsabilità del tuo dolore, smettendo di dare la colpa all’esterno. Dopodiché, devi arrendere le tue percezioni della situazione. E puoi anche dirti: “Potrei vedere la pace anziché questo, ma non la vedo perché ora non ho occhi per vedere“.

Insomma, ti sto dicendo proprio questo: vediamo problemi perché “indossiamo lenti sbagliate”, ovvero percepiamo la realtà in modo errato, secondo i filtri di una mente che si identifica con un apparato psicofisico che può morire e quindi si sente vulnerabile, fragile e limitata come questo. Ciò che è un problema (o che potrebbe esserlo) per il tuo corpo, non lo è per la tua vera essenza, che è puro spirito! Anche qui la soluzione è identificarsi sempre più con la propria parte spirituale per smettere di soffrire le vicissitudini della personalità e dell’ego. Se vuoi smettere di avere “gli 84 problemi della vita”, lascia andare le tue percezioni, metti in dubbio le tue credenze per quanto riguarda i problemi ma anche su tutta la realtà in generale.

Assumiti la responsabilità delle tue proiezioni e del tuo dolore (che è sempre causato dalle tue interpretazioni!) e lascia andare i tuoi giudizi per tornare in pace e aprire il tuo cuore alla Verità. Se ti abitui a farlo, inizierai a vedere che i tuoi problemi in realtà sono semplicemente situazioni neutre e che tutto è perfetto a prescindere da come sembra apparire a prima vista. Grazie per la lettura! Iscriviti alla newsletter e seguimi su Facebook per rimanere aggiornato!

La chiave per smettere di soffrire

La chiave per smettere di soffrire

Qual è la chiave per smettere di soffrire e lasciar andare completamente il proprio dolore?

Nessuno e niente al mondo ha potere su di te. L’unica responsabilità di come ti senti è tua. Nessuno ha il potere di darti felicità o di togliergliela: solo tu puoi cedere questo tuo potere. Per riappropriarti del tuo potere, assumiti la totale responsabilità delle tue proiezioni: osserva la tua mente e vedi come tende a incolpare, accusare e attaccare persone, cose e situazioni. E vedi come questa tendenza derivi dal carico di negatività che porti dentro di te a livello mentale ed emotivo, che deriva a sua volta da un senso di malessere esistenziale, che è l’angoscia e la colpa della credenza egoica nella separazione dall’Amore.

Quando proietti, nota che perdi la pace non per il fatto accaduto, ma per la tua interpretazione. Quindi tu sei responsabile di scegliere come ti senti. Normalmente scegliamo inconsciamente, perché siamo inconsapevoli. Ma possiamo diventare consapevoli di come siamo sempre noi a creare il nostro dolore. Se così non fosse, saremmo degli schiavi. Ma non siamo vittime del mondo. Dopo esserti assunto la responsabilità delle tue proiezioni e del tuo dolore, lascia andare i tuoi giudizi e chiedi al tuo cuore di aprirti alla visione dell’Amore. Questa è la chiave per la pace interiore e per tornare a essere padroni di sé, liberi e gioiosi, indipendenti e felici.

La chiave per smettere di soffrire: i passi verso la pace

Ecco quali sono in breve i passi verso la pace e per smettere di soffrire:

  1. Osserva la tua mente e nota il suo bisogno compulsivo di incolpare e accusare qualcuno o qualcosa della propria sofferenza.
  2. Nota che accusare il mondo del tuo dolore significa perdere la possibilità di risolverlo. Secondo l’ego infatti per smettere di soffrire bisognerebbe cambiare il mondo. Ovviamente non è possibile cambiare il mondo, e anche se fosse possibile, il dolore si ripresenterebbe sotto altre forme, perché il problema di base non è stato individuato.
  3. E qual è il problema di base all’origine della sofferenza? Ovviamente è il fatto che il dolore è già presente dentro di te, non per via di qualcosa che è successo nel mondo, ma perché è un carico che porti dentro come croce esistenziale per la credenza di essere separato. Non si tratta di una punizione, ma di una scelta di cui ognuno di noi è responsabile, per quanto il nostro ego ci faccia credere che noi siamo le vittime del mondo.
  4. Nota quindi come accusare il mondo solo apparentemente ti dia sollievo, ma in realtà rinforza il tuo dolore.
  5. A questo punto assumiti la responsabilità delle tue proiezioni e interpretazioni. Ammetti umilmente che sei tu che stai creando il tuo dolore e il tuo inferno. Ciò può essere difficile da credere, eppure è la chiave per la tua liberazione dalla sofferenza.
  6. Una volta che ti sei assunto davvero la responsabilità, puoi chiedere a Dio che ti sia offerta la visione corretta della realtà.

Come liberarti dalla sofferenza in breve

In sintesi, il tuo compito è quello di assumerti la responsabilità delle tue proiezioni, vedendo il costo che ti causano e la sofferenza che ti creano, per cercare un’altra via di salvezza dal tuo dolore. E a quel punto puoi lasciar andare le tue proiezioni al tuo cuore o a Dio o a una qualsiasi figura amorevole o a un simbolo di pace e amore. Questa è l’essenza del vero perdono: il perdono è la correzione delle proprie percezioni errate, che derivano dalle proiezioni e interpretazioni della nostra mente. La via di uscita dalla sofferenza è in gran parte una questione di visione e consapevolezza: soffriamo perché crediamo nelle illusioni della nostra mente. E l’illusione più grande in cui crediamo è quella di essere individui separati, mortali e vulnerabili.

Dopotutto, se sapessimo di essere puro spirito, perché dovremmo sentirci minacciati anche dall’assassino più crudele? A farci avere paura e farci soffrire è la nostra percezione di vulnerabilità e piccolezza, ma è proprio questa percezione a dover essere messa in discussione più di tutto, poiché è completamente falsa! Come dicono tutte le tradizioni spirituali, l’ego è un fantasma che non esiste, eppure noi crediamo alle sue menzogne prendendole per oro colato! La chiave per smettere di soffrire consiste nel ricercare la Verità con umiltà e con la disponibilità a mettere in dubbio i propri valori, le proprie credenze e le proprie interpretazioni. Finché rimaniamo dentro le nostre illusioni, sarà molto difficile trovare pace!

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Come vivere in pace

Come vivere in pace

Come vivere in pace? Qual è il modo più semplice per trovare la pace dentro di sé e soprattutto mantenerla nel tempo? Si può vivere in uno spazio interiore sereno, pulito, puro, gioioso e amorevole? Quella della pace è una vera e propria emergenza mondiale, non solo perché ancora oggi il mondo è dilaniato da guerre e conflitti, ma anche (e forse soprattutto) perché la pace non è nei nostri cuori. E se la pace non è dentro di noi, come possiamo pretendere che esista all’esterno? Come possiamo anche solo lamentarci della guerra?

“L’elemento decisivo per portare la pace nel mondo sono i nostri comportamenti di tutti i giorni”

Jiddu Krishnamurti

Solo se saremo pace potremo portare la pace nel mondo, non in base a ciò che facciamo, ma in base a ciò che siamo. La pace è una qualità della coscienza, che si espande in base a quanto è presente dentro di noi. Penso che sia inutile marciare per la pace o fare manifestazioni contro la guerra se dentro di noi ci sono fiumi di rancori, odio, disprezzo, vergogna, paura. Ma a questo punto come si può vivere ed essere sempre in pace, in un mondo che sembra sempre in guerra, avvolto dalle nubi dello stress e della frenesia?

Come vivere in pace

Vivere in pace significa essere in totale armonia con se stessi e con il mondo. Il primo passo per vivere in pace è stabilire un’intenzione forte e volere la pace con tutto il cuore. Ovviamente, non si può essere in pace con se stessi se non si è in pace con gli altri, quindi non pensare che sia possibile creare un falso stato di solitudine rilassata che escluda gli altri! La pace è possibile quando la nostra mente non è turbata da rancori e dentro di noi ci sono amore e una forte tendenza al perdono. Infatti la tua pace è quella dei tuoi fratelli. Ciò non significa che debba essere un’esperienza necessariamente condivisa fisicamente. Ma è un’esperienza condivisa mentalmente e col cuore. In altre parole, quando pensi a qualcuno, devi essere disposto, almeno teoricamente, a condividere la pace con lui.

Quindi per prima cosa devi volere una pace non esclusiva, che abbracci tutto e tutti e che sia completa e perfetta. Sì, cavolo, ma io voglio solo un po’ di relax e calma! Sai qual è il problema? E’ davvero difficile avere anche solo qualche istante di relax solo per se stessi, perché l’ego non può garantire pace. Anzi, ti dirò di più: l’ego è proprio la ragione per cui non siamo in pace. E non è colpa dell’ego, ma del nostro attaccamento a esso e della nostra tendenza a preferire le sue illusioni di falsa felicità e di vittimismo alla vera pace. Quindi, potrebbe esserti utile leggere il mio articolo su come liberarti dall’ego.

Più ego abbiamo, più è difficile sentirci in pace, perché la pace è la nostra natura, è una qualità del nostro spirito e sarà molto complicato sperimentare la nostra vera natura gioiosa se saremo sempre assorbiti dal nostro ego.

Elimina la guerra dal tuo cuore

Quindi, il secondo passo per vivere in pace è proprio quello di liberarsi dal proprio ego. Ciò implica confrontarsi con la propria eredità animale e i suoi impulsi, le sue paure e le sue ombre. Per vivere in pace, insomma, devi liberarti della guerra dentro di te. Potrebbe esserti utile quest’altro articolo su come purificare il tuo cuore dalla negatività. In breve, devi eliminare tutto ciò che non è pace: i rancori, le resistenze a perdonare, l’odio, il disprezzo, la paura, il sentirti minacciato, la colpa e la vergogna. Devi riscoprire la tua essenza immortale e invulnerabile. Finché ti identificherai con un corpo sarà piuttosto difficile essere in pace, perché l’identificazione con il corpo implica la necessità di quei meccanismi di sopravvivenza che vogliamo eliminare!

Per essere in pace, devi smettere di identificarti con l’animale che è in te e tornare a essere anima spirituale! Come si può vivere in pace se si è sempre torturati e tormentati dagli impulsi animali, se ci si sente sempre in pericolo, se dentro di sé cova sempre rabbia e paura? Puoi comprendere facilmente che è molto difficile! Il problema però è che troppo spesso cerchiamo come essere in pace dimenticandoci chi pone questa domanda? La nostra anima o il nostro ego? Se è il nostro ego, esso chiede semplicemente sollievo dallo stress. La nostra anima chiede invece di tornare alla sua pace perpetua e indistruttibile!

Scegli di vivere in pace a tutti i costi

In ogni caso, se vuoi davvero essere in pace con tutto il tuo essere, ci riuscirai. Infatti un proposito interiore forte ti predispone a una dedizione profonda e ti spinge a lottare per eliminare la guerra dal tuo cuore e scegliere sempre la pace. L’intenzione inoltre fa emergere alla tua consapevolezza tutte le barriere alla pace e ti costringerà a scegliere se lasciare in piedi quelle barriere oppure disfarti di esse. Ad esempio, se scegli di essere in pace a partire da domani, il risveglio mattutino potrebbe essere subito una sfida: la mente potrebbe convincerti che ti sei svegliato di malumore e che sarà una giornataccia, ma tu dovrai essere coerente con la tua intenzione.

Ciò non significa che debba manipolare il tuo comportamento ed essere felice se non lo sei. Ma almeno dovrai osservare i tuoi meccanismi (che è il presupposto per uscire dalla meccanicità e dall’addormentamento!) e rimanere presente. La tua presenza creerà col tempo un distacco dal tuo ego e man mano la tua libertà e il tuo potere aumenteranno. Se vorrai davvero essere in pace e sarai completamente convinto di ciò, nulla potrà fermarti. Se ogni mattina ti alzi con il proposito di mantenere la pace a tutti i costi, la tua intenzione diventerà così potente da diventare sempre più reale! Quindi scegli la pace e perseguila con tutte le tue energie!

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Come ritrovare te stesso

Come ritrovare te stesso

A te che ti senti perduto, disconnesso, solo, abbandonato, o magari solamente incerto, confuso, preoccupato, o magari depresso e avvolto da un malessere apparentemente senza senso, ti invito a ritrovare a te stesso. Puoi stare certo che ogni problema deriva da una disconnessione, da un disallineamento spirituale, da una mancanza di sintonizzazione con il proprio vero sé. Ogni malessere, ogni difficoltà, ogni disagio è sintomo di una mancanza di amore. Non dell’amore del mondo, ma dell’Amore con la A maiuscola, cioè l’Amore che è sempre dentro di te. Tu infatti sei l’Amore che cerchi, sei la felicità, sei la gioia. E quindi solo riconnettendoti con te stesso puoi riscoprire quel tesoro di pace e di amore che riempirà il tuo cuore e ti farà sentire completo, al sicuro e nella gioia. Ecco come ritrovare te stesso.

Risintonizzarsi con se stessi, riscoprirsi, conoscere la propria essenza: questo è l’obiettivo di tutta la spiritualità. Spesso rimaniamo colpiti e affascinati dalle clamorose esperienze mistiche, dagli elevati stati di coscienza dei grandi maestri spirituali. E così finiamo per dimenticare che la grandiosa illuminazione, lo straordinario risveglio non è altro che un ritorno a sé, o meglio, al Sé. Perché sì, tutti condividiamo lo stesso Sé, che è sia personale che impersonale, sei tu ma è anche molto più profondo di te. Il risveglio quindi non è che l’esperienza più intima. Significa sentirsi a casa, tornare a sé stessi, riscoprire il nucleo essenziale della propria anima. Certo, ci sono livelli diversi di comprensione e realizzazione del Sé, ma ciò non toglie che puoi iniziare a riconnetterti a esso proprio adesso e tornare rapidamente alla tua dimora sicura.

Come ritrovare te stesso

Non aspettare nulla prima di ritrovare te stesso: questo è il tuo unico obiettivo, lo scopo che tutti noi condividiamo. Ogni essere umano è qui per tornare all’essenza spirituale e divina, per tornare a essere un’entità completa. Se senti malessere, angoscia, ansia, depressione, semplicemente ti mancano l’amore e la pace del tuo Sé, ti sei scordato che c’è qualcosa di molto più profondo rispetto a questa vita così strana e superficiale. Ma dimenticare non è una colpa. Per di più, puoi ritornare a te stesso ogni volta che vuoi. Che cosa devi fare? Siamo così disconnessi da noi stessi che davvero non sappiamo come riscoprire il nostro vero Sé e addirittura consideriamo che riconnettersi a se stessi sia un’impresa sovrumana, destinata a pochi individui, ai guru illuminati che si contano sulle dita di una mano.

Ma non è così, né dev’esserlo. Infatti il tempo per ritrovare te stesso è uno schiocco di dita. Anzi, puoi ritrovare te stesso solo Adesso, fuori dal tempo, perché tu sei fuori dal tempo, e puoi intuire la tua essenza eterna solo ora. Anche qui, purtroppo, in pochi riescono a farlo, perché la percezione del sé è così sottile, anzi non può essere afferrata con la mente, e la nostra mente è così abituata a ricercare, a volere, a desiderare e a cercare di comprendere, di fare esperienza e di toccare che finiamo per aumentare solamente i nostri dubbi. In tal modo, l’esperienza del Sé appare come vuota, è definita semplicemente come “sensazione di esistere”, come “pura consapevolezza”. E in effetti è così, il Sé è nulla, è vuoto, è pura coscienza. Ma in questo vuoto c’è Tutto, e questo per la mente è inconcepibile.

Tu sei completo e perfetto proprio ora

Così, piuttosto che cercare la pienezza nel vuoto, cerchiamo di riempire un altro senso di vuoto, che non esiste, che è un’invenzione della mente. Per la mente la tua essenza più intima è noiosa, insoddisfacente, o perlomeno essa pensa che sia così. La mente è fatta per sopravvivere, non per vivere, è fatta per cercare, non per trovare, è fatta per perpetuare se stessa, non per annullarsi nella pace e nella beatitudine. Ma tu non devi cascare nelle illusioni della mente. Se riesci a liberarti per un solo momento di tutti i giochi e gli inganni della mente, puoi scoprire te stesso, la pace e l’Amore in questo preciso momento.

Basta che faccia un attimo di silenzio, che faccia piazza pulita dei tuoi pensieri e che porti tutta la tua attenzione sul momento presente, entrando in profondità dentro di te, in quella sottile consapevolezza di essere, così misteriosa e sacra, insondabile e miracolosa. Puoi farlo. Puoi avere almeno una rapida visione di ciò che sei. La tradizione dell’Advaita Vedanta insegna a “rimanere come io sono”, cioè a rimanere connessi con quella sensazione di esistere in meditazione e anche durante la giornata, riconducendo a essa tutti i pensieri e le distrazioni. Perché in effetti ritrovare se stessi è semplice. Anche perché non c’è nulla da ritrovare. Infatti tu sei sempre, il tuo Sé è sempre lì, è sempre nel tuo cuore!

Abbandonati a te stesso

Abbandonati completamente al momento presente. Fatti guidare dalla tua fiamma di devozione e fatti condurre in profondità dentro di te. Riscopri quel silenzio sacro e incommensurabile, quella pace così sottile e allo stesso tempo intensa, quel profumo di amore e di gioia che giace nel profondo del tuo cuore ed è tutto ciò che sei. Se sei davvero intenzionato a riscoprire il tuo tesoro interiore, esso emergerà naturalmente, perché non aspetta altro che di essere riscoperto! Non devi fare altro che desiderare ardentemente di tornare a te stesso e di radicarti nuovamente nel tuo cuore!

Se stai leggendo questo articolo sicuramente il tuo cuore ti sta già chiamando a sé! Quindi sicuramente non devi rimuovere chissà quali strati di negatività e illusioni! In ogni caso, non aver paura di rimuovere quegli strati, di scavare dentro di te oltre la superficie. In superficie l’ego e la tua identità di forma sembrano farla da padrona. Ma in profondità nulla può disturbare la pace del tuo Essere! In questo articolo puoi trovare indicazioni su come riscoprire la tua vera natura.

Parla al tuo cuore per ritrovare te stesso

Parla al tuo cuore, pregalo, rivolgiti a lui come se fosse un(‘)amante o il tuo migliore amico. Non creare separazione quando fai ciò. Ricorda che stai parlando alla tua stessa essenza. Se crei una connessione profonda a livello verbale, un dialogo amichevole e intriso di passione, puoi rapidamente tornare alla tua fonte. Dopodiché ringrazia, offri te stesso, ama, sii nella gioia, ridi, sii spensierato. Fatti guidare dall’amore, sviluppa un atteggiamento dolce e gentile con tutti. Accettati e lasciati condurre dal tuo cuore. Decidi tu come ritrovare te stesso, creativamente e appassionatamente.

Ricorda che non c’è nulla di meccanico nel riscoprire te stesso. Non serve a nulla meditare ventiquattr’ore su ventiquattro se non si ha veramente l’intenzione di ritrovarsi e se si nutrono false aspettative e si annega nel mare delle illusioni. Nessuna tecnica garantisce nulla. La meccanicità, la ripetizione, lo sforzo fanno parte dell’ego e lo alimentano anziché estinguerlo. Non puoi liberarti del tuo ego meccanicamente. Al contrario, liberando la tua energia creativa puoi ritrovare facilmente te stesso, affidandoti alla passione e all’intenzione invece che al sacrificio e alla forza di volontà, all’ossessività e alla durezza. Infine, puoi cominciare a essere semplicemente te stesso, oltre le maschere e le bugie, oltre l’ipocrisia e le illusioni.

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10 segni di maturità spirituale

10 segni di maturità spirituale

Scopri il tuo livello di maturità spirituale! Un percorso spirituale richiede perseveranza e impegno. Ma i suoi frutti sono dolcissimi e le qualità che permette di sviluppare sono straordinarie. Potresti scoprire di avere una o più di queste qualità già da ora! Se invece possiedi tutte e 10 queste qualità, congratulazioni, devi essere di “livello” davvero avanzato e puoi insegnarmi tu a svilupparle tutte! Con questo articolo vorrei motivarti a iniziare un percorso spirituale – se non l’hai già fatto – e a intensificarlo se sei già su un percorso. Quali sono i 10 segni più rilevanti di maturità spirituale?

10 segni di maturità spirituale

Ecco i 10 segni di maturità spirituale:

  1. Prendi la vita molto meno sul serio
  2. Tendi a non giudicare nessuno
  3. Vivi molto più nel presente
  4. Riesci a rimanere in pace anche nelle situazioni più difficili
  5. Sei in grado di rivelare segreti scottanti su di te
  6. La tua routine e i tuoi interessi si sono completamente trasformati
  7. Provi emozioni superiori e una pace che non è di questo mondo
  8. La spiritualità è al centro della tua vita
  9. Perdoni praticamente ogni cosa
  10. Sei gentile e amorevole con tutti (a partire da te stesso)

1) Prendi la vita molto meno sul serio

Una delle qualità più importanti che indicano quanto sei “spirituale” è la capacità di prendere le cose poco sul serio (scopri qui come prendere la vita molto meno sul serio). In pratica, più progredisci su un percorso spirituale, più entri dentro te stesso. E più entri dentro te stesso, più entri a contatto con una dimensione profonda dalla quale inizi a guardare il mondo con distacco. Il mondo esterno per certi versi perde significato, ma non nel senso che ti deprimi (anche se in una fase del percorso potresti sperimentare angoscia e depressione). Piuttosto, scopri dentro di te un tesoro molto più grande, in confronto al quale le cose del mondo valgono davvero poco! E comprendi che la vita non è poi così importante, che la tua identità di forma è fasulla e la tua esistenza qui sulla Terra non durerà più di una manciata d’anni.

Quindi capisci che cosa è davvero importante e smetti di ossessionarti per banalità e anche di perseguire i sogni che attraggono la maggior parte delle persone. Il successo, la fama, il sesso, il potere diventano meno attraenti per te e inizi a preferire la solitudine contemplativa oppure dai alle tue attività un nuovo significato: anziché pretendere che siano soddisfatti i tuoi bisogni, poiché ti senti sempre più completo, cominci a offrire te stesso agli altri. Inoltre, non consideri più i fallimenti, i problemi e le difficoltà della vita con la stessa serietà di prima e anzi sei in grado di intravederne le potenzialità di crescita. Dato che ricavi sempre meno la tua identità dal mondo, le cose del mondo hanno sempre meno potere su di te.

2) Tendi a non giudicare nessuno

Uno degli aspetti delle persone davvero spirituali è che non giudicano. Spesso accade però che in una prima fase del percorso addirittura il giudizio aumenta, perché vengono a galla tutte le proiezioni e inoltre è facile cadere nella tentazione di creare un ego spirituale. Se però con umiltà e pazienza continuiamo a lavorare su di noi, diventiamo sempre meno giudicanti e sempre più amorevoli con noi stessi e con gli altri. Il non giudizio implica anche il non lamentarsi. Inoltre implica che smettiamo di proiettare nel mondo le nostre percezioni errate e le lasciamo andare per aprirci alla visione del cuore. La conseguenza è che il mondo appare sempre più meraviglioso e perfetto. Una persona matura spiritualmente vede il mondo dal suo cuore e ne apprezza la bellezza. Anziché dare la colpa agli altri, è sempre disposta ad assumersi la responsabilità.

3) Vivi molto più nel presente

Una persona matura spiritualmente vive nel presente. Visita il passato e il futuro per scopri pratici, ma difficilmente ne rimane intrappolato. Inoltre, smette di ricavare la sua identità dal tempo e realizza la propria natura di pura coscienza, che vive sempre nel presente. Gode della vita istante per istante, sentendo la gioia della sua interiorità scaturire dal profondo di momento in momento per illuminare le sue giornate e le sue attività. Uno degli obiettivi della spiritualità è proprio quello di uscire dal tempo per godere appieno del momento presente, al di là dei problemi illusori creati dalla mente. Il presente infatti è l’unica dimensione reale, nel profondo della quale alberga il vero Sé di ognuno, che è uno con quello di tutti gli altri e con quello di tutto l’Universo.

4) Riesci a rimanere in pace anche nelle situazioni più difficili

Uno dei 10 segni di maturità spirituale è lo sviluppo di una forte centratura e stabilità interiore. Più sei maturo spiritualmente, più sei in grado di mantenere la pace in ogni situazione. Farti arrabbiare è molto difficile. Il tuo equilibrio è straordinario. Sai che non c’è nulla di più importante della pace interiore e non sei disposto a perderla facilmente per le faccende del mondo. Riconosci che la tua pace non dipende da quello che succede nel mondo, ma dalle tue interpretazioni. Quindi sei disposto a lasciar andare le tue interpretazioni e ad assumerti la responsabilità di scegliere la pace o il dolore. Sai che sei solo tu a decidere se perdere la pace oppure conservarla, indipendentemente da ciò che sembra accadere fuori di te.

5) Sei in grado di rivelare segreti scottanti su di te

Più sei maturo spiritualmente, più persegui la verità e non ammetti di avere scheletri nell’armadio. Sai che non ha senso mantenere segreti su di te, poiché il tuo passato non ha potere su di te e non ha effetto sulla tua vera essenza. Sei disposto a dire la verità al di là delle conseguenze che pensi possa causare su di te, eccetto nei casi in cui potresti ferire una persona impreparata. Inoltre, sei onesto con te stesso e smetti di credere alle bugie della tua mente. Smetti di aver bisogno di proteggerti, giustificarti, salvare la tua identità dal rifiuto esterno. Non ammetti l’ipocrisia innanzitutto da parte tua e sei coerente con te stesso. Essendoti perdonato tu per i tuoi errori, non hai bisogno di chiedere perdono agli altri e sei quindi addirittura disposto a essere giudicato e rifiutato in nome della tua dedizione spirituale alla verità.

Tale dedizione può apparire al mondo altri stupida e folle, perché in molti casi distrugge la tua stessa identità agli occhi degli altri. Ma tu sai che la tua vera identità non può essere toccata né ferita in alcun modo, quindi in nome della tua crescita sacrifici persino la tua identità. E scopri che fare questo in realtà in moltissimi casi ti rende più amabile, perché l’essere umano ha un debole per la spontaneità e per chi osa essere coerente e dire la verità. Al contrario, se mantieni segreti dentro di te, rischi di aumentare la colpa e la vergogna, limitando la tua crescita e felicità.

6) La tua routine e i tuoi interessi si sono completamente trasformati

La crescita spirituale rivoluziona il nostro modo di vedere, le nostre priorità, i nostri valori. Di conseguenza spesso rivoluziona anche le nostre abitudini, i nostri interessi, le nostre attività, il nostro ruolo nel mondo, il nostro rapporto con gli altri. Non c’è area della vita che non sia trasformata dal lavoro su di sé. Ciò in alcuni casi può spaventare, poiché non ci si può fidare del passato doloroso ma sicuro, dei vecchi schemi, delle certezze di una volta. Ma una persona matura spiritualmente sa vivere nell’incertezza, poiché si affida all’unica certezza del vero Sé ed è radicato in Esso anziché aggrapparsi alle certezze del mondo. Infatti l’incertezza è solo un’illusione della mente, poiché l’unica Verità è sempre presente e certa. In ogni caso, più maturi spiritualmente, più potresti ritrovarti senza le credenze di un tempo e potresti letteralmente vedere il passato morire davanti ai tuoi occhi.

Bisogna però fare una precisazione: spesso cambiamo routine e interessi semplicemente per “cambiare” la nostra identità. Magari decidiamo di “diventare più spirituali” e quindi iniziamo a non mangiare carne, a fare ritiri spirituali e viaggi astrali… Ma in tal caso stiamo facendo l’opposto di una persona spirituale! Infatti una persona matura spiritualmente cambia prima l’interno, affinché l’esterno si modifichi di conseguenza. Anziché assumere un atteggiamento spirituale prima del tempo, ammette di non essere affatto spirituale, lavora sulle proprie ombre e per trasmutare la propria parte animale, e il suo lavoro interiore produce cambiamenti nella sua routine e nei suoi interessi, non perché tali cambiamenti siano ricercati volontariamente, ma perché si manifestano in conseguenza del cambiamento del suo modo di vedere, delle sue credenze e della sua vita interiore.

7) Provi emozioni superiori e una pace che non è di questo mondo

Uno dei 10 segni più rilevanti di maturità spirituale è la progressiva apertura del cuore. Più diventi davvero spirituale, più inizi a provare emozioni superiori e sottili, in pratica cominci a sperimentare tutte le sfumature dell’amore: provi gioia, pace, gratitudine, compassione, vedi la bellezza, inizi a vivere col cuore. Provi sempre meno emozioni inferiori e sempre più emozioni dolci e potenti. Inoltre, più entri a contatto con le profondità del tuo essere, più scopri la sua dolcissima e profondissima pace. Scopri di essere completo, di non aver bisogno di nulla, di avere un tesoro di inestimabile valore dentro di te. E apprezzi sempre di più la gioia che scaturisce dal tuo Sé. Inizi a essere sempre meno di questo mondo e ti si aprono possibilità che vanno al di là della materia.

8) La spiritualità è al centro della tua vita

Una persona matura spiritualmente fa della spiritualità la sua ragione di vita. Bada bene: non nel senso che necessariamente si mette a scrivere libri spirituali e a occuparsi ossessivamente di spiritualità. Il lavoro su di sé infatti non è un impegno esteriore, ma interno. Fare delle spiritualità il centro della propria vita significa essere sempre focalizzati sul miglioramento, su principi spirituali, sulla pace e sull’amore. Insomma, si tratta di un atteggiamento interiore di profonda dedizione. Più maturi spiritualmente, più il tuo focus dovrebbe andare sulla crescita spirituale, non per “raggiungere” qualcosa nel futuro, ma per entrare più appieno dentro te stesso nel momento presente. Una persona spiritualmente matura vede in ogni occasione un’aula scolastica per imparare qualcosa. Il centro della sua vita non è più il lavoro, il potere, il piacere e nemmeno la famiglia, ma il suo percorso spirituale verso la Verità.

Ciò non significa che abbandona tutto in nome della spiritualità, ritirandosi magari sulla cima di una montagna. Piuttosto, significa che smette di essere attaccato alle cose di questo mondo e di dipendere da esse per la sua felicità e salvezza.

9) Perdoni praticamente ogni cosa

Uno dei 10 segni di maturità spirituale è la disponibilità a perdonare. Perdonare è qualcosa di piuttosto avanzato. Infatti richiede enorme umiltà nel mettere in dubbio le proprie percezioni sul male, la disponibilità a sacrificare i propri attaccamenti e la propria identità di persona vulnerabile, la capacità di trascendere il proprio ego. Per vedere quanto sei maturo spiritualmente, puoi guardare quanti rancori, fastidi, giudizi hai dentro di te. Ricorda che ogni situazione non perdonata distrugge la tua pace. Solo quando saremo disposti a perdonare tutto saremo davvero santi! In ogni caso, anche senza aspirare alla santità, una persona matura spiritualmente tende a non serbare rancore e a dimenticare le offese ricevute, poiché sa che in realtà la sofferenza parte dall’interno e che anche chi sembra commettere i delitti più atroci in realtà ha “solo” disperatamente bisogno di amore.

10) Sei gentile e amorevole con tutti (a partire da te stesso)

Una persona spiritualmente matura sa che non c’è nulla che vale di più dell’amorevole gentilezza. Tratta se stesso e chi lo circonda con dolcezza e amore. Ama se stesso e gli altri, poiché sa che solo l’Amore può guarire le sue ferite e aiutare il mondo. Più sei maturo spiritualmente, più sei pieno di amore. Ti fai guidare del tuo cuore nelle azioni e nelle scelte. Tendi a chiederti se ciò che pensi, fai e dici è amorevole oppure no. Ci pensi bene prima di ferire qualcuno e se lo fai sei disposto a chiedere subito scusa. Cerchi di essere amorevole anche nelle situazioni più difficili. Una persona spiritualmente matura ha superato la vergogna di sé e la colpa e può così accedere al potere curativo e dolcissimo dell’Amore.

Il Sentiero del Cuore

Il Sentiero del Cuore

Il Sentiero della Realizzazione vuole proporti un percorso di crescita semplicissimo e gratuito. Si chiama il Sentiero del Cuore. Puoi svolgerlo individualmente, ma potrai trarne i massimi benefici partecipando al nostro gruppo Facebook (se non sei ancora iscritto, iscriviti subito!). Questo percorso segue un calendario settimanale: ogni giorno della settimana è incentrato su un particolare ambito del lavoro su di sé. In questo modo vogliamo creare una cadenza settimanale per favorire un lavoro efficace ma allo stesso tempo vario e intrigante. L’idea del percorso è che non ci sono guru né maestri, ma al limite delle guide che ti accompagnino sul percorso. Tu sei la guida del tuo percorso. Se parteciperai al gruppo Facebook, potrai condividere le tue riflessioni, storie e persino fare gli esercizi che ti proponiamo pubblicamente, ammesso che te la senti.

Farlo pubblicamente ha il vantaggio di farti sentire parte del gruppo e di consolidare il tuo impegno per ottenere i massimi benefici dal percorso. Se vorrai fare il percorso individualmente, potrai comunque usufruire dei contenuti condivisi dagli altri partecipanti (infatti per ora il gruppo è pubblico e anche se non sei iscritto puoi comunque leggere i post pubblicati giornalmente!), oppure limitarti a fare gli esercizi che proponiamo sul gruppo, sentendoti libero e facendo tutto a cuor leggero! Come ho già detto, noi siamo qui semplicemente per offrirti consigli, presentarti delle possibilità e delle vie, senza però avere presunzioni di alcun tipo. Ecco come sarà articolato il percorso.

Il Sentiero del Cuore

Essenzialmente, ogni giorno, a partire dal lunedì, proporremo una riflessione o condivideremo un contenuto attinente con l’argomento del giorno. Inoltre offriremo delle idee specifiche per stimolare la partecipazione di chiunque voglia condividere le sue idee. Potremmo aprire discussioni su un argomento oppure semplicemente chiedere un pensiero o un’opinione. Potremmo invitare i partecipanti a fare qualcosa, ovviamente senza pretendere ovviamente un adempimento obbligatorio, ma solo per offrire degli stimoli interessanti alla crescita. Il percorso è del tutto informale e non è richiesta nessuna adesione obbligatoria. Tuttavia, consigliamo di seguire tutto il percorso per ottenerne i massimi benefici!

Ogni giornata, come dicevamo, si focalizza su una determinata area della crescita e del lavoro su di sé. In questo modo vorremmo offrire delle possibilità variegate, favorire lo sviluppo di facoltà molteplici, stimolare una crescita completa e integrale. L’unica cosa richiesta è la piena responsabilità di ciò che si scrive nel gruppo; devono essere evitati commenti bruschi e in particolare attacchi ad altri membri, che verranno al più presto rimossi, con eventuale blocco in base alla gravità dell’attacco. In base alle esigenze dei membri del gruppo e dei partecipanti al percorso, quest’ultimo potrà subire delle modifiche. Sul gruppo Facebook si troveranno gli eventuali aggiornamenti. In particolare, potremmo raccogliere le adesioni di chi è davvero interessato al percorso e creare un apposito gruppo Telegram.

Per eventuali chiarimenti, scrivici!

Le idee del giorno

Ogni giorno della settimana presenta un ambito di riferimento del lavoro su di sé. Ad esempio, il giovedì è la giornata del dono e l’idea generale che si propone consiste nel fare un dono a sé o agli altri. Dopodiché, ogni giorno proporremo un’idea più specifica: ad esempio il giovedì, nella giornata del dono, potremmo proporti di regalare a te stesso una giornata piena di sorrisi, oppure di regalare a un tuo caro il perdono di un’offesa! Ovviamente non costringiamo nessuno a fare niente, ma semplicemente suggeriamo attitudini di pensiero, stimoliamo atteggiamenti positivi e solo in alcuni casi potremmo proporre di fare delle cose specifiche, senza alcun obbligo!

𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱ì: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗨𝗢𝗥𝗘

Oggi seguo solo il mio cuore, mi fido solo di lui, perché il cuore è il mio vero Sé e quindi è l’unica guida affidabile, piena di amore e di gioia. Oggi scelgo la pace e l’amore del mio cuore, ascoltando la sua voce dolce anziché il boato rumoroso della mente. Mi connetto al mio cuore anziché alla voce dell’ego.

Esercizi del giorno: gli esercizi della giornata del cuore saranno focalizzati sull’apertura del cuore e la connessione con il proprio vero Sé. Esempi di esercizi possono essere: essere presente sulle emozioni, coltivare gratitudine, sciogliere il dolore, essere se stessi, ascoltare il cuore…

𝗢𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲

Connettersi al proprio cuore, conoscere se stessi, sciogliere il dolore, essere presenti nel qui e ora oltre la mente, essere se stessi, aprirsi agli altri, aprire il cuore, sviluppare gratitudine

𝗠𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱ì: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗖𝗘

Oggi riesco a essere felice tutta la giornata e a mantenere un’attitudine positiva qualunque cosa succeda? Io scelgo per me la serenità

Esercizi del giorno: gli esercizi della giornata della pace saranno focalizzati sul raggiungimento di uno stato di pace interiore stabile e serenità. Potremmo proporre meditazioni, consigli sulla pace, stimoli a sviluppare intenzioni forti sulla pace…

𝗢𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲

Trovare dentro di sé un centro permanente e stabile di pace, felicità e sicurezza, saper preferire la pace rispetto a qualsiasi altra cosa.

𝗠𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗔𝗥𝗜𝗚𝗜𝗢𝗡𝗘

Quale problema fisico, mentale, emotivo mi affligge? Perché mi affligge? Che cosa cerco in realtà? L’amore e la felicità che cerchi sono sempre dentro di te, e l’Amore è in grado di guarire ogni male! Sono io ad avere il potere di farmi ammalare come di farmi guarire, di scegliere il dolore oppure la gioia e il benessere.

Esercizi del giorno: gli esercizi della giornata della guarigione saranno tesi a riappropriarsi del potere della mente di creare salute e benessere. Potremmo proporre meditazioni, invitare a riflessioni, infondere credenze potenzianti sul potere della mente.

𝗢𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲

Recuperare salute spirituale, mentale, emotiva e fisica.

𝗚𝗶𝗼𝘃𝗲𝗱ì: 𝗚IORNATA DEL DONO

Che cosa voglio dalla giornata di oggi? Anziché chiedere, decido di essere io a fare un dono a me stesso/a o a qualcuno, con tutto l’amore che riesco a infondere al dono! Faccio a me stesso o a chiunque altro il miglior regalo che posso immaginare!

Esercizi del giorno: gli esercizi della giornata del dono mirano allo sviluppo di amore incondizionato per sé e per gli altri, a sentire di essere utili, di valere, di meritare amore e abbondanza.

𝗢𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗻𝗼

Sviluppare amore di sé, amore per gli altri

𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱ì: 𝗚IORNATA DELLA CREAZIONE

Io sono il creatore della mia realtà: che cosa posso pensare, fare, quale attitudine posso coltivare per creare una realtà interiore ed esterna soddisfacente? Che cosa posso creare oggi di bello per me o per chiunque?

Esercizi del giorno: gli esercizi della giornata della creazione potrebbero riguardare lo sviluppo di una particolare qualità o focalizzazione su una determinata intenzione (come creare abbondanza dentro e fuori di sé, sviluppare un’attitudine positiva, espandere la propria sfera di influenza, diventare i padroni della propria realtà).

𝗢𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

Diventare padroni di sé stessi, sviluppare forza di volontà, creare la propria realtà, sfruttare il potere della mente.

𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗦𝗣𝗢𝗡𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧À

Non permetterò a niente e a nessuno di togliermi la pace e di decidere per me; io non sono la vittima del mondo, ma il genitore di me stesso.

Esercizi del giorno: gli esercizi della giornata della responsabilità mirano a sviluppare la capacità di non giudicare, non lamentarsi, smettere di fare proiezioni nel mondo, di accusare l’esterno.

𝗢𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à

Diventare responsabile di sé stessi, non lamentarsi, non giudicare, superare la mentalità da vittima.

𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗜𝗡𝗧𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘

Come vorrei che fosse la prossima settimana; come posso lavorare perché ciò si realizzi? Io ho il potere di creare una settimana straordinaria!

Esercizi del giorno: gli esercizi della giornata dell’intenzione mirano a sviluppare delle forti intenzioni per la settimana a venire. Ad esempio potremmo proporti di stilare un elenco di attività che rimandavi da tanto tempo e vorresti assolutamente fare la settimana prossima, oppure di visualizzare la tua settimana ideale e di fare in modo di viverla a tutti i costi esattamente a partire dal lunedì prossimo!

Obiettivi della giornata dell’intenzione

Sviluppare un’intenzione forte per dirigere la propria vita, creare un futuro radioso, focalizzarsi sui propri obiettivi vitali.

A fine mese proporremo riflessioni su ciò che si è raggiunto, come e quanto si è progredito (senza giudizi!), quali sono le lezioni del mese, che cosa hai imparato in questo mese, quali propositi hai per il mese prossimo, come immagini la tua realtà nel mese prossimo e nel futuro a venire.