Il potere dei piccoli gesti

Il potere dei piccoli gesti

I piccoli gesti sono quelli che fanno la differenza. Spesso diamo troppa importanza ai gesti plateali. E dimentichiamo che un sorriso, una bella parola, un abbraccio possono valere molto di più di un’esibizione teatrale. Infatti non è il gesto di per sé che ha valore. Il valore di un gesto dipende da quanto è impregnato di calore, di affetto, di amore. E spesso l’amore si esprime in modo pacato, emerge dagli angoli delle labbra, si estende in modo spontaneo e grazioso. Il potere dei piccoli gesti può davvero essere prezioso. Può illuminare le nostre giornate e quelle degli altri. Può offrire un po’ di felicità e gioia.

Non ci vuole molto per sfruttare il potere dei piccoli gesti. Basta dimenticare le false idee su come amare, su come aiutare. Bisogna lasciare indietro tutte le concezioni limitanti su qual è il significato dell’amore e della gioia. Bisogna dimenticare il proprio ego, il bisogno di farsi notare, di rivendicare le etichette di “buono” e “altruista”, a costo magari di riceverne qualcuno di meno soddisfacente o gratificante. Un piccolo gesto non chiede nulla in cambio. Non vuole approvazione, soddisfazione personale. Non nasce da orgoglio. E non vuole fare niente se non condividere un attimo di gioia e amore.

Il potere dei piccoli gesti

I piccoli gesti nascono dal desiderio di condivisione. Spesso sono inconsapevoli. E questa è la ragione per cui non piacciono o sono sottovalutati, ignorati, trascurati. Non fa notizia regalare un sorriso. Spesso nemmeno noi ci accorgiamo che il modo migliore per aiutare e per amare non è cercare l’impresa più difficile o fare il regalo più bello. La maggior parte delle volte basta la nostra presenza. Pensiamo che a fare la differenza siano le grandi offerte, le promesse, i gesti indimenticabili. E invece no. L’amore si vede nella quotidianità, si esprime attraverso il silenzio, attraverso messaggi in codice decifrati solamente dall’inconscio.

Regalare la propria presenza vale molto di più di un dono materiale. Non c’è paragone di valore tra un piccolo gesto e un’impresa. Spesso dimentichiamo che l’amore non chiede nulla. Non pretende grandi dimostrazioni. E infatti il più delle volte tutta quella fatica di aiutare, quell’ansia di approvazione, quel bisogno di farsi notare sono tutte espressioni di mancanza di amore. Sono richieste di amore, che nascono dalla povertà interiore, dalla colpa e dalla paura. Quante volte abbiamo “aiutato” perché ci sentivamo in colpa? Sentirsi in colpa produce altra colpa e un circolo vizioso di negatività. Quando ci sentiamo in colpa, la nostra povertà non può regalare ricchezza all’altro.

I piccoli gesti sono intrisi di amore

I piccoli gesti, quelli veri, sono intrisi di amore. Certo, esistono anche piccoli gesti che denotano disattenzione, mancanza di cura e di affetto. Spesso i sorrisi sono falsi. In troppi casi siamo presenti fisicamente ma in realtà assenti e con la mente che vaga da tutt’altra parte. Molte volte i nostri sguardi tradiscono sfiducia e rabbia. I piccoli gesti possono anche essere deleteri, molto più dei gesti plateali. Infatti in fondo di per sé non c’è grossa differenza tra i gesti. Che siano grandi o piccoli non importa. La differenza la fa solo una cosa: quanto amore è racchiuso in quel gesto? La maggior parte dei gesti sono delle richieste di amore, anche se spesso sembra che diano qualcosa. Ma in realtà danno solo per chiedere. E quindi non danno davvero.

Il più delle volte nascondiamo a noi stessi il fatto che diamo soltanto per ricevere qualcosa in cambio. Siamo disperatamente alla ricerca di amore. E pur di ottenerlo facciamo finta di essere buoni e altruisti. E noi stessi ci convinciamo che queste maschere sono la nostra essenza. Ma il costo di questa disonestà ci porta all’ipocrisia. E l’ipocrisia ci rende falsi e ci riempie di giudizio. Ma basterebbe guardare dentro di noi per vedere se il nostro cuore trabocca di amore oppure ne ha un disperato bisogno. Perché in questo secondo caso dobbiamo fare i conti con un’amara verità dalla quale non si può scappare: raramente abbiamo dato per davvero, amato per davvero, aiutato con il cuore.

Amare davvero è difficile

Spesso accusiamo gli altri di non amarci – o non averci amato – abbastanza. E ciò in parte è vero. Ma in fondo questa è piuttosto una proiezione: accusiamo gli altri dell’incapacità di amare di cui noi siamo responsabili per primi. Anche perché a dire il vero, se amassimo per davvero, poco ci importerebbe se gli altri ci amano oppure no. Perché il nostro amore riempirebbe il nostro cuore e ci sentiremo comunque amati. Al contrario, se abbiamo il cuore chiuso a dare amore, esso è chiuso anche per riceverlo. Difficilmente vogliamo sentirci dire ciò. A tutti viene facile rinfacciare all’altro la sua incapacità di amare, la sua mancanza di amore incondizionato. Ma quando viene il nostro turno, siamo molto più riluttanti ad ammettere le nostre colpe.

In fondo l’incapacità di amare non è una colpa. Forse è proprio vederla come colpa che ci costringe a mentire a noi stessi e agli altri sulla genuinità dei nostri sentimenti e sulla natura dei nostri gesti. Ma in realtà, l’incapacità di amare deriva da un vuoto interiore. Ma di questo vuoto interiore solo noi siamo responsabili. E forse imparare a sfruttare il potere dei piccoli gesti può riempire dapprima il nostro vuoto e poi renderci guaritori e persone davvero amorevoli. Non ha senso nasconderci dietro maschere di buonismo. Dobbiamo avere il coraggio di guardare quella mancanza di amore, quella ferita esistenziale nel profondo di noi. E dobbiamo cominciare ad aprire il nostro cuore con dedizione e impegno.

Come sfruttare il potere dei piccoli gesti per imparare ad amare

Dobbiamo renderci conto che non c’è differenza tra amare se stessi e gli altri. Quindi se vogliamo l’amore dagli altri, dobbiamo essere noi i primi a darlo. E in questo modo verremo investiti dalla sua potenza e dal suo fascio di luce abbagliante che riempirà il nostro cuore di gioia. E possiamo iniziare dai piccoli gesti. La prossima volta, anziché chiederti che cosa puoi ottenere da una determinata persona, chiediti come puoi illuminare la sua giornata. Lascia andare l’orgoglio e il bisogno di approvazione e falle un regalo in silenzio. L’altro non se ne deve nemmeno accorgere. Tuttavia, il suo inconscio deve captare il messaggio. E deve rispondere di conseguenza.

Come sapere se un piccolo gesto funziona? Semplicemente se rende l’altro più felice o allevia il suo dolore. E, ovviamente, se rende noi stessi più felici, perché ciò che diamo lo riceviamo. Impara a nutrirti di ciò che dai. Perché ciò che dai con il cuore ti rende ricco. E ti permette di offrire di più. E quindi di diventare più ricco, più felice e gioioso. La vera gioia sta nel dare. E il modo migliore di dare consiste nello sfruttare il potere dei piccoli gesti. La prossima volta, non dimenticarti di sorridere, di raccontare una battuta, di essere gioioso, di dire una parola gentile, di fare un complimento o di ringraziare. Sono semplicemente questi i piccoli gesti. Così semplici eppure così intrisi di valore e di significato, purché siano sostenuti da una spontaneità amorevole e non da un conformismo ipocrita o abitudinario.

Amare non è un tratto della personalità

All’inizio fare dei piccoli gesti può richiedere un certo sforzo. Ma se li integri nella tua vita, inizieranno a essere sempre più naturali e spontanei. Alla fine diverranno quasi inconsapevoli. Molti di noi magari fanno già molti piccoli gesti, ma non ne tengono conto. Pensano solo alle grandi cose che potrebbero o avrebbero potuto fare. Ma se lasciamo andare tutte le complicazioni, amare può diventare molto più semplice di quanto non sembri a prima vista. Non dobbiamo aspettarci nulla nemmeno da noi stessi. Dobbiamo imparare che non è la nostra persona, il nostro ego, ad amare. Se ci sforziamo di assumere l’amorevolezza o la bontà come caratteri della nostra personalità, andremo poco avanti.

Ma noi non dobbiamo mirare a diventare una cosa piuttosto che un’altra. Dobbiamo semplicemente incarnare l’amorevolezza e la gentilezza. Non dobbiamo tentare di “fare nostre” delle qualità, anche perché il più delle volte tali qualità diventano delle etichette che ci limitano e ci costringono in una gabbia stretta e soffocante. Non ci vuole molto perché le nostre buone intenzioni ci portino all’inferno. Dobbiamo sempre evitare di considerarci buoni o altruisti. Il nostro ego non ha nulla a che fare con i piccoli gesti. Lui non può amare. Solo la nostra anima, la parte più profonda di noi, è capace di amare. Dobbiamo evitare la trappola dell’ego spirituale, fintamente buono e morale.

Scegli di fare felice qualcuno

La prossima volta chiediti come un tuo piccolo gesto possa fare la differenza nella tua vita e in quella degli altri. Non per ricavarne un senso di identità. Non per coprire il tuo senso di inadeguatezza. Semplicemente, scegli di fare felice qualcuno. Senza un perché. Impara a sorridere con il cuore, a essere grato, a notare le cose buone negli altri. Non essere povero di cuore. Sii ricco e dispensa la tua abbondanza. Se ti sembra che manchi qualcosa nella tua vita, certamente quel senso di vuoto è una mancanza di amore. E questa mancanza di amore non nasce dal fatto che non ti hanno amato abbastanza, ma perché tu non ami abbastanza. Sei tu il responsabile.

E allora, non far passare un giorno senza dire una parola di conforto, ringraziare, sorridere o fare qualunque altro piccolo gesto ti sia suggerito dal cuore. Non hai bisogno di scervellarti per capire che cosa sia meglio fare, né pensare e ripensare al fatto che potrebbe non essere l’occasione giusta. I piccoli gesti sono sempre benvenuti: è sempre l’occasione giusta per amare. L’amore non è mai fuori luogo. Più piccoli gesti amorevoli farai, più nutrirai il tuo cuore di amore e di gioia. Non perdere mai l’occasione di compiere un piccolo gesto. Se la mente trova mille ragioni per non farlo, se il cuore te lo dice, fai comunque un piccolo gesto. In questo modo sarai sempre gioioso e renderai felici gli altri.

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