Il potere dell’attesa

Il potere dell'attesa

Siamo nella società del tutto e subito. Stiamo perdendo la capacità di aspettare. O forse l’abbiamo già persa. No, non sono così pessimista. Esiste ancora nel cuore dell’uomo questa qualità fondamentale. Ma è come addormentata, a furia di essere calpestata dalla pretesa di gratificazioni immediate, di risultati rapidi, di raggiungimenti subitanei. Dovremmo riscoprire il potere dell’attesa. Infatti è nel silenzio dell’attesa che germinano i semi dello sviluppo personale e spirituale. È nel potere dell’attesa che il nostro inconscio si prende cura dei nostri drammi, dei nostri problemi e li scioglie amorevolmente. È nel potere dell’attesa che le ferite si rimarginano. Ed è nel potere dell’attesa che si apre il cuore ad accogliere il dolore e a trasformarlo in pace e amore.

È nel potere dell’attesa che i dubbi si dissipano, il caos e la confusione sono trasmutati in chiarezza e lucidità. È nel potere dell’attesa che si trovano le risposte alle domande più profonde e apparentemente insolubili. Il regno della mente non può fornire certe risposte, mentre il cuore sì. Ma per accedere alla sua saggezza primigenia è necessario fare silenzio e rimanere in attesa. È nel potere dell’attesa che scaturisce la propria unicità e si risveglia il proprio vero Sé. È nel potere dell’attesa che le paure si dissolvono, le angosce si placano, il pianto del bambino interiore si esaurisce in un lago di quiete senza fine. Ed è nel potere dell’attesa che il tempo trascorso ad aspettare diventa fruttifero e rivela i suoi doni.

Il potere dell’attesa

Che cosa significa aspettare, aspettare davvero? L’attesa viene normalmente giudicata come una perdita di tempo, uno spiacevole inconveniente, una fonte di frustrazione o addirittura come il difetto di chi vive passivamente e “aspetta” che le cose si aggiustino da sole magicamente, mentre lui/lei si nasconde in un guscio di apatica rassegnazione, lontano dal rumore della vita per paura di vivere. Ed è vero che per la maggior parte di noi l’attesa assume questa connotazione degenere. Infatti in una società rapida come la nostra “chi si ferma è perduto”: fermarsi significa morire. E in effetti accade spesso che la nostra attesa si trasformi in una vera e propria paralisi intrisa di dolore e disperazione.

Ma siamo sicuri che sia questo il vero significato dell’attesa? Nel corso della storia della cultura, l’attesa precede spesso un periodo di rinnovamento. Pensiamo all’Avvento, periodo di fondamentale importanza per i cristiani perché precede il Natale, cioè la nascita di Gesù. Ma se vogliamo i frutti del nostro Natale, ovvero se vogliamo che il nostro vero Sé si risvegli e ci riempia dei suoi doni, come possiamo dimenticarci dell’importanza dell’attesa? Quando non vogliamo aspettare, creiamo insoddisfazione e frustrazione al nostro interno. E soprattutto impediamo alla nostra anima di svolgere tranquillamente il suo lavoro di germinazione, di covatura, di crescita.

La vera attesa consiste in un atto di resa profonda

La vera attesa consiste in un atto di resa profonda: il potere dell’attesa è inscindibilmente connesso a quello della resa. Ma anche in questo caso la resa non è rassegnazione, non è un atto di vigliaccheria. Sapersi arrendere significa saper andare oltre il fruscio della mente, nel regno silenzioso del cuore e della consapevolezza. Ma una volta arresi, dobbiamo avere la pazienza di attendere. Se ad esempio hai un problema, arrenderti significa smettere di ossessionarti con esso e lasciar andare il bisogno di risolverlo a tutti i costi, per affidarlo alla tua anima. Ma poi c’è un passo fondamentale, che avvia il processo trasformativo e di rinnovamento: la disponibilità ad aspettare. Infatti è facile dire “non mi preoccupo più”, “mi affido a un potere superiore”.

Ma non è altrettanto facile arrendersi profondamente e rimanere in uno stato di pura attesa, fiduciosi nel potere della propria anima. Anche perché la vera attesa è senza aspettative, senza pretese, perché non nasce dal bisogno di controllo. È un atto di fede, che consiste nel lasciar andare non solo i propri problemi, ma anche – o forse soprattutto – il desiderio di risolverli a modo nostro, di manipolare la realtà affinché risponda a quelli che crediamo essere i nostri bisogni – bisogni spesso indotti e fasulli. Saper aspettare significa quindi avere fiducia, travalicare il regno della mente, trascendere il bisogno compulsivo di risposte, di gratificazioni, di controllo, di sicurezze e di comfort.

La mente crea problemi senza soluzione

La maggior parte dei problemi si complica in un labirinto senza via di uscita proprio perché non sappiamo aspettare. Un problema diventa drammatico e irrisolvibile quando lo investiamo di energia, quando facciamo moltiplicare i pensieri attorno a esso, usando la mente per risolverlo invece che lasciare spazio al cuore e fidarci del “sentire primario”, dell’intuizione, della saggezza primordiale della nostra anima. Siamo troppo mentali, dimenticando che la mente non può risolvere i problemi che essa stessa crea. È necessario un livello superiore di consapevolezza per disfarsi di quei problemi.

All’interno della mente non c’è via di uscita. Infatti la mente segue un rigido dualismo, per cui le sue strade si scontrano, creano dicotomie e opposizioni inconciliabili. E non esiste alcuna soluzione. La mente è lo strumento perfetto quando si tratta di creare problemi, ma non lo è altrettanto quando si tratta di risolverli. Infatti le sue presunte soluzioni sono impossibili, anzi danno origine a un’altra sequenza infinita di problemi, con ulteriori false soluzioni e così via, in un’articolazione indefinita di angoscia e sofferenza. La mente, poi, non può sentir parlare di attesa, perché per lei l’attesa è davvero sinonimo di morte. Infatti l’attesa può realizzarsi solo a una condizione: a patto che la mente taccia. Ma se la mente tace perde energia e “muore”.

Come riscoprire il potere dell’attesa

Diventa allora necessario riscoprire il potere dell’attesa, per affidarsi all’oceano della Vita. In una società come la nostra, atea nelle sue radici mentre idolatra il mondo, nulla può risolversi da solo, aspettare significa fallire, attende solo l’anziano signore in fila alle poste per ritirare la pensione, e quest’attesa è carica di frustrazione e di rauchi lamenti e sbuffi. Ti invito a lasciar andare tutte le false concezioni sull’attesa, sul fatto che non funziona e che non c’è ragione per cui dovrebbe funzionare, sul fatto che è solamente una perdita di tempo.

In realtà, la vera attesa non è una perdita di tempo, perché il tempo non lo usa affatto. Infatti l’attesa è fuori dal tempo. È a tutti gli effetti un atteggiamento generale, una modalità di vita. Saper aspettare significa sapersi affidare profondamente e incondizionatamente alla Vita e al suo sapere innato, lasciando andare nelle sue mani tutte le proprie percezioni dettate dai condizionamenti, tutte le proprie aspettative, tutti i propri problemi reali o presunti, tutti i propri attaccamenti. Per riscoprire il potere dell’attesa, semplicemente scegli di riconnetterti a te stesso, al tuo Sé più profondo (qui trovi dei consigli).

Aspetta!

Tutto sembra così complicato perché abbiamo perso il contatto con la nostra Fonte. Ma se ritroviamo questa connessione, ci si spalanca di fronte un nuovo mondo fatto di luce e opportunità. Allora tu…

Aspetta e ogni cosa si metterà a posto.

Aspetta e tutto andrà per il verso giusto.

Tu aspetta e riceverai tutto ciò che ti serve.

Aspetta in silenzio, senza troppe aspettative, senza pretendere di controllare gli eventi, senza manipolare il flusso armonico della vita.

Aspettare significa fidarsi. E quando ti fidi della vita, tutto il tuo mondo è illuminato da una nuova luce e mille nuove strade si aprono davanti a te. Esprimi i tuoi desideri, se vuoi, ma dopodiché non attaccartene, perché l’attaccamento nasce dalla paura, e se tieni le tue vibrazioni basse con la paura, ostacoli il flusso della Vita. Tutto questo può sembrare assurdo, può apparire una credenza superstiziosa. E in effetti rimane così finché non realizzi profondamente il funzionamento dell’Universo.

Il potere dell’attesa è il potere profondo del tuo Essere

E l’Universo è un tuo prolungamento, è all’interno della tua coscienza. Quindi ciò che chiedi è già dentro di te, le soluzioni ai tuoi problemi sono già nelle profondità del tuo essere. Devi solo togliere il velo del tuo ego, la sua presenza ingombrante e chiassosa, perché le sue grida assordanti coprono il silenzio di fondo dove si trovano tutte le soluzioni e tutte le cose di cui hai bisogno. “Aspetta e ogni cosa si metterà a posto” non significa necessariamente che non debba fare nulla. Può darsi che in alcuni casi il problema venga ridefinito e ti accorgerai che non c’era mai stato nulla da mettere a posto.

In altri casi può accadere che debba comunque intervenire all’esterno, ma il potere dell’attesa ti avrà donato la lucidità e la saggezza e magari anche le intuizioni necessarie per agire. Quindi è vero che l’attesa non risolve magicamente i tuoi problemi, non ti lava i piatti, non ti dà il posto di lavoro. Tuttavia, è in grado di mettere in moto i meccanismi perché tutte queste cose siano semplificate e trovino il loro sbocco. Attiva nuove aree del cervello che ti rendono più creativo e calmo. Ma è ovvio che tu e solo tu rimani l’artefice, questa volta però connesso a qualcosa di molto più profondo di te, che pure coincide con la tua vera essenza. Il potere dell’attesa non è un potere magico, ma è il potere profondo del tuo Essere.

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